Mamma depressa cerca confronto

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Nicotiana » giovedì 6 febbraio 2014, 23:11

Confronto, non conforto.
Per aiutarvi a capire: la mia situazione forse ha un terreno genetico, di fatto dipende da una malatta cronica autoimmune e dai farmaci che assumo.
Due figli di 5 anni e 15 mesi rispettivamente.
La grande si accorge che sono triste. E io devo capire cosa dirle e come dirglielo. Ho una gran confusione in testa!
Da bambina mi sono dovuta occupare di madre e nonna depresse - compreso il prendermi fisicamente cura di loro! - e non vorrei mai sottoporre mia figlia allo stesso calvario.
Qualcuna ha vissuto storie da figlia o da madre? Cosa avete fatto?
grazie a chi passerà di qui.
:abbraccione
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda gildauz » venerdì 7 febbraio 2014, 15:46

Né da figlia, né da madre. Ma da nuora. Mia suocera soffre di depressione da almeno 25 anni (io la conosco da 15), prende antidepressivi più o meno forti con o senza ansioilitici a seconda del momento. I figli (soprattutto mio marito, che è il maggiore) l'hanno sempre considerata un esserino fragile, da proteggere. Di fatto io la conosco come una donna molto triste, che vede sempre il lato negativo delle cose, ma le voglio un gran bene quindi fatico molto a vedere le cose in modo obiettivo.vedo molto mio marito prendersi cura di lei, farsi carico dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni. Quando ho conosciuto mio marito lui aveva 18 anni e già era così. Non so come fosse quando lui era piccolo, se vuoi appena trovo il momento adatto provo a parlarne con lui. Quello che vedvo io e che a me sembrava strano quando ho conosciuto la sua famiglia era proprio vedere i figl consolare la mamma. Quando è morta mia nonna materna io ero già grande, avevo quasi 24 anni, ma era prima volta che una persona cara veniva a mancare. mia mamma aveva fatto di tutto per rassicurarmi, infondermi serenità, accogliere il mio dolore e mai mi è capitato di consolarla. Quando è mancato il nonno paterno di mio marito pochi anni dopo lui era talmente occupato a consolare e curare le ferite di sua mamma che non si è potuto fermare neanche un attimo a piangere suo nonno. Tutto questo mi è sempre sembrato strano...
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda gildauz » venerdì 7 febbraio 2014, 15:49

Tu come vorresti affrontare la cosa? Hai paura che raccontando loro (alla più grande almeno) delle tue difficoltà, lei debba poi farsene carico? E se posso chiedertelo, il loro papà come si situa in tutto questo?
Ti mando un grande abbraccio!
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Silvia D. » sabato 8 febbraio 2014, 1:37

I miei trascorsi di figlia li sai: quello che mi faceva male era vederla a letto e non poterla aiutare.
Adesso credo che, sebbene piagata dal suo male oscuro, avrebbe dovuto fare uno sforzo per alzarsi dal letto, stare con me, parlarmi, uscire insieme.
Avrebbe dovuto tenere in considerazione che le sue scelte autolesionistiche sarebbero state enormi traumi per me.

Avrebbe potuto? Non lo so, sta di fatto che forse con un po' più di impegno da parte sua la mia infanzia sarebbe stata meno un inferno.

Questo, per quanto riguarda la depressione. Quando è sfociata nel lato degli aspetti psicotici, i ricoveri e la vera "follia", so di per certo che non poteva farci niente perché le cose le vedeva così e basta. Per quanto quei momenti siano incancellabili, li il dubbio se avesse ancora le redini in mano e potesse evitare di farci e dirci quelle cose, é maggiore.

Io non credo che sia la tristezza che la bimba ti vede provare, che potrebbe farle male. La tristezza c'è, così come gli sbalzi ormonali, lo squilibrio di elettroliti e tutto quello che ne sta a causa. È il come reagisci che le può dare lezioni di vita. Come cerchi una cura e le rimani comunque a fianco, come cerchi di lasciarle avere dei bei momenti con te...
Che ne dici cara? Come pensi di muoverti per affrontare il problema?
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda katerpillar » sabato 8 febbraio 2014, 14:23

Ciao cara. Io da figlia pure ho avuto il mio fardello, ma concordo con Silvia. Non credo sia il tuo star male il punto, ma come comunicarlo a lei. Io penso che, al di là delle condizioni genetiche e familiari che tu porti avanti, i tuoi due bimbi possano contare su di te fisicamente E psicologicamente molto, ma molto, ma molto più di quanto non lo abbiamo potuto fare noi che ti scriviamo in queste pagine. Perché tu parti da un livello di consapevolezza che alle madri di cui sopra non sfiorava neppure lontanamente. E questo fa una differenza ENORME. :abbraccione
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Nora » sabato 8 febbraio 2014, 16:16

Ciao cara, io quando sto male lo dico alle bambine, non per caricarle di un peso, ma perché capiscono che sono umana, non perfetta, che sono autentica e non nascondo niente a loro, che le amo lo stesso, anche se a volte non mi sento bene.
Bellissime le parole di Silvia, grazie!
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Emy » sabato 8 febbraio 2014, 19:25

Cara, c'è un equilibrio...da tenere, lascia pure che lei si senta un valore per te, ma rassicurala che sei triste e che ti occuperai della tua tristezza, che ti fa bene la sua vicinanza ma che hai le risorse per cullare il tuo pianto.

Ma le risorse ....le hai?
ti abbraccio, vorrei abbracciare il tuo pianto standoti accanto :-)
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Nicotiana » martedì 11 febbraio 2014, 23:15

grazie a tutti! vi ho letto domenica, ma ero in un momento..afasico. Non con i bimbi, con cui comunque abbia riso, scherzato..o almeno ci ho provato. Se ho le risorse? Not exactly. Il padre: è un intreccio complesso.
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Lilia78 » venerdì 14 febbraio 2014, 18:03

Ciao Nicotiana :)
Il tuo post e le risposte che hai ricevuto, in particolare quella di Silvia, mi hanno toccata. Anche io devo fare i conti con un'energia molto altalenante.
Due riflessioni...
... sullo sforzarsi: come è difficile trovare quell'equilibrio tra l'accettare il malstare (ricordandoci che stiamo dando il massimo, abbassando l'asticella delle aspettative) ed il provare a reagire (sforzandoci). Entrambi gli aspetti sono importanti: da un lato riconoscere che non è solo una questione di volontà e apprezzare tutto quello che - nonostante le difficoltà - riusciamo a dare, dall'altro prestare ascolto a quella vocina interiore (forse quella della vita) che ci esorta a non abbandonarci alla negatività, che è un vortice tremendo, ed a tentare ancora qualcosa. In genere, quando riesco a sentire questa vocina, ne esce sempre qualcosa di buono. Ad esempio quando riesco ad uscire di casa, magari a fatica, coi capelli spettinati o la giacca sbagliata, e cammino con il piccolo: è come se la città mi aiutasse ad accudire il bambino perché cattura il suo interesse - bastano un cantiere, il fiume, un cortile mai visto - ed io sull'onda del suo interesse trovo parole, storie, pensieri, canzoni che a casa non mi verrebbero.
... sulla paura che i nostri bambini ne risentano. Anche io mi preoccupo. Ma credo che sia possibile far passare loro, anche nel malessere, la sensazione che non dipende da loro, che noi li amiamo comunque, che sono preziosi per noi. Con qualche gesto affettuoso, con tanti "ti voglio bene", con "la mamma non sta bene, ma tu sei comunque il mio cucciolino caro". Io lo spero davvero! Qualche tempo fa ho letto una recensione del libro autobiografico di Paul Auster Diario d'inverno, da cui usciva un ritratto molto bello di sua madre, una donna che aveva sposato l'uomo sbagliato, era afflitta da attacchi di panico e neurosi, ma allo stesso tempo aveva saputo dare tutto il bene possibile a suo figlio. Riporto un passaggio, traducendolo, purtroppo, dalla traduzione tedesca (spero che rimanga qualcosa dell'originale americano!), l'autore si rivolge a se stesso in seconda persona: "sei colui che della sua infelicità ne ha tratto i benefici [...], nella tua primissima infanzia è stata per te una madre appassionata e dedita, e ogni cosa che di buono ci possa essere in te oggi, ogni punto di forza tu possa avere, tutto questo ha origine in quel tempo prima che tu possa ricordare chi eri". Quanto conforto - e magari confronto - danno queste parole...
Un abbraccio, Lilia
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Nicotiana » domenica 16 febbraio 2014, 11:35

Lilia, grazie! Ho visto che il biblioteca c'è il libro di Auster, voglio proprio leggerlo : Love :
Vivo una sorta di schizofrenia, non mi riconosco in una persona depressa. Come da piccola non mi riconoscevo in una realtà buia e grigia, ma una sorta di contrapasso pare avvolgermi. Vero abbassare le aspettative - così una volta che riusciamo a esaudire il poco che preventiviamo ci sentiamo realizzate. Ma da parte mia c'è anche l'idea che bene o male ci costruiamo il nostro universo. E - al di là del dolore fisico e dei farmaci - il mio universo attuale è stato costruito proprio da un puntare al ribasso. E' che mi sento così stanca per riprendere in mano le redini..
Ma tu, cara Lilia, hai qualcuno accanto?
grazie a tutte :abbraccione
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Re: Mamma depressa cerca confronto

Messaggioda Silvia D. » sabato 22 febbraio 2014, 0:47

Le mie esperienze sono "falsate" dal filtro di decenni di situazioni gravissime, in cui mia mamma non ha potuto (o voluto? questo è il dubbio amletico che mi perseguita) pensare a noi figli, resa cieca dalla malattia. Non è certo il vostro caso! Continuare a pensare ai vostri bimbi, uscire o giocare con loro, non usare espressioni verbali che potrebbero restare indelebili, non allontanarli da voi..sembrano piccole cose forse, ma a un bambino questo basta, il suo mondo non è poi molto più grande..
Vi sono vicina mentre lottate contro questa bestiaccia che non va lasciata prevalere...
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