sono una madre e anche una figlia

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

sono una madre e anche una figlia

Messaggioda giudi » domenica 20 dicembre 2015, 18:53

spero ci sia qualcuno a leggermi, anche se in questo momento ciò che conta è poterne parlare.non sapevo se presentarmi come madre o come figlia, in entrambi i casi ho tanto da dire.
Comincerò da quando sono diventata madre e ho portato a casa il mio piccolo cucciolo indifeso, avevo tante aspettative e tante speranze ma anche tante paure.
Speravo di essere all'altezza del mio ruolo, speravo di sentire il tanto acclamato istinto materno, mi aspettavo aiuto da parte della mia famiglia, non tanto materiale ma quanto psicologico, temevo di essere una cattiva madre, temevo di poter fare del male al mio bambino e non sapevo perchè. Mi passano nella testa immagini strane di me che lo toccavo in modo sbagliato, e provavo disgusto, credevo di essere pazza, malata, lui non dormiva la notte, dopo tre mesi mio marito è tornato a lavorare (fuori, quindi veniva a casa ogni 15 giorni).
Ho provato a chiedere aiuto alla mia famiglia, mia madre mi diceva che era tutto normale, che dovevo farmi forza, che nessuno poteva aiutarmi, mia sorella invece di venirmi incontro faceva paragoni spietati fra me e lei come madre, se io dicevo di provare rabbia verso mio figlio quando piangeva e non dormiva, lei mi diceva che sua figlia non le dava questi problemi e che comunque lei non le avrebbe mai fatto del male!
Mio marito era l'unico a vedermi sprofondare nel buco nero in cui stato cadendo ma non sapeva come aiutarmi, a volte mi faceva intendere che era preoccupato per il bambino e questo mi faceva sentire ancora più sbagliata, più malata!
Una volte mentre piangeva perchè non voleva dormire, io ero stremata invece di cullarlo lo strattonai forte e feci un pensiero orribile di me e lui che cadevamo dalla finestra, il mio cuore andò in frantumi, sentii che stavo precipitando nel vuoto da molto tempo e nessuno poteva aiutarmi se non io stessa e dovevo fare qualcosa se non per me per il mio piccolino senza colpe! Provavo amore smodato e rabbia profonda insieme, se parlavo con amiche e parenti nessuno mi raccontava gli stessi sentimenti contrastanti, mi convincevo di essere l'unico mostro!!!
La storia è lunga e complicata, a un certo punto ho intrapreso una psicoterapia anche perchè nella mia mente si accalcavano sensazioni inspiegabili riguardanti la mia di infanzia che evidentemente mio figlio aveva risvegliato. Ho capito grazie alla psicoterapia che quella rabbia era rivolta a quella me bambina e non a lui, già solo poterne parlare, trovare delle spiegazioni mi dava conforto ma la strada era lunga e tortuosa.
Sono arrivata in analisi con disturbi alimentari, ansia forte e convinzione di essere una specie di mostro pazzoide!
Mi vergognavo a raccontare quella sensazione di abuso che avevo addosso da sempre, dicevo a me stessa e alla terapeuta che la mia infanzia era normale e felice e non ero degna di usare la parola abuso, che facevo un torto alla mia amorevole famiglia.
Semmai quella strana ero io, ero nata così, di sicuro!!! Per mesi ho difeso tutti strenuamente colpevolizzando me stessa in modo spietato...era ciò che sapevo fare e lo facevo bene.
Grazie alla psicoterapia ho scoperto che la mia famiglia invece era problematica, certo mio padre non mi ha mai alzato una mano ma sapeva essere sadico a modo suo, mia madre invece era sua succube, indifferente al dolore e ai sentimenti di una bambina che invece chiedeva aiuto in tutte le lingue, tranne in quella parlata, perchè sentiva che non sarebbe stata creduta, accolta e protetta, non da loro.
Nella mia infanzia c'era tanto sesso, con coetanei, cugini e cugine, sembrava fossi nata sessualmente attiva, io pensavo fosse normale, ma non ricordavo l'origine di tutto quel sesso. Quindi negavo ogni possibilità di abuso, senza prove, senza ricordi ero solo una bugiarda che fantasticava di cose orrende!
I miei sogni erano pieni di bagni fatiscenti con porte senza chiavi in cui io dovevo fare i miei bisogni, e poi sognavo spesso che io violentavo il mio bambino, ero schifata ma nello stesso tempo mi convincevo che qualcosa in me non andava, mi tenevo lontana il mio bambino, evitato contatti equivoci, non capivo mai cosa era giusto e cosa no-
La mia vita affettiva è breve, ho conosciuto quello che è diventato mio marito quando avevo 15 anni, lui è stata la mia scelta più sana, anche se insieme abbiamo sofferto tanto. Il sesso è stato sempre un problema, a lui ho spiegato la cosa come potevo perchè non conoscevo nemmeno io il motivo di quei problemi.
Avevo conati di vomito e pianti improvvisi durante il sesso, a volte mi estraniavo, lui mi credeva svenuta ma io lo sentivo che mi chiamava ma non riuscivo a rispondergli, eravamo giovani, lui a volte piangeva dopo, si sentiva impotente, io in colpa! Con il tempo le cose sono migliorate ma non tutte e va a periodi. Però non voglio cancellare tutto ciò che di bello abbiamo fatto e siamo stati insieme, sesso compreso...purtroppo è tutto così maledettamente complicato!
La psicoterapia mi ha aiutato a uscire da quel tunnel di dolore, a ritrovare me stessa, a gestire la mia rabbia con mio figlio, anche se con lui ho un bel rapporto, lui sa che ho dei momenti cupi, io a volte non riesco a nasconderli ma gli dò sempre la possibilità di parlane, di dirmi cosa lo turba, cosa non gli va, cosa desidera, insomma non sono perfetta ma a differenza dei miei sono una madre con cui si può parlare anche delle cose più difficili e imbarazzanti! Spero serva!
Ma da meno di un anno ho ripreso la psicoterapia perchè sono ritornate quelle sensazioni, come un pezzo di puzzle incompleto che vorresti trovare per poter vedere il tuo quadro finalmente completo! Sensazioni che stavolta ho avuto al forza di analizzare, e pian piano stanno arrivando anche le immagini, di quel pezzo di infanzia dimenticato, chiuso in un cassetto perchè troppo doloroso. La prima immagine che mi ha lasciato senza fiato era nella stanza del nonno, che negli ultimi anni di vita ha abitato in casa dei miei. Lui sul letto, ricordo il suo pigiama, le lenzuola, la cassapanca, il suo cappello appoggiato sull'angolo della sedia, le sue mani grandi che prendevano le mie piccoline e le portavano a sè, in modo affettuoso ma anche nervoso, io pensavo che fosse malato, invece oggi mi rendo conto fosse solo eccitato. E mi faceva fare cose che nessun bambino dovrebbe mai nemmeno sapere che esistono!!!
Ho sperato fosse un solo episodio, nella mia testa lo giustificavo, era solo, aveva problemi, magari l'ho provocato, ero più arrabbiato con i miei, per la loro indifferenza che con lui. E invece ho ricordato altro, e altro ancora, come se quei conati di vomito adesso lasciassero passare quel marcio che avevo dentro e quanto più esce fuori più fa male e più nello stesso tempo sento di liberarmi...eppure, eppure ancora lotto contro me stessa, mi convinco di essermi inventato tutto, perchè sono una mitomane in cerca di attenzioni, salvo poi però non averlo detto ad anima viva tranne che alla terapeuta che poverina si sorbisce metà della mia ora in mie spiegazioni che io credo convincenti sul fatto che sto inventando tutto e che sono una pazza e che lei non deve lasciarsi convincere dal mio pianto!
Forse sono qui anche per questo, perchè parlarne mi aiuta a renderlo reale, e se è reale, fa malissimo ma io mi sento autentica! Mio nonno è morto quando avevo 10 anni, dopo di lui ho subito abusi anche da un cugino 6 anni più grande ma io ho sempre pensato non fossero abuso ma che siccome me li cercavo erano cose normali. Ho fatto le stesse cose con un'altra cugina coetanea, sia lei che l'altro cugino nipoti anche loro dello stesso nonno, la mia psicoterapeuta non esclude che anche loro abbiamo vissute le mie stesse esperienze, A volte penso di parlarne con mia cugina, ma da quello che leggo in giro se qualcuno non è pronto non reagisce bene a certe rivelazioni, per cui ho paura di sentirmi non creduta, e rifiutata ancora!
C'è ancora molto da fare, e da capire e recuperare ma ci provo per mio figlio prima di tutto, lui merita di più...
Grazie se qualcuno ha avuto il coraggio di leggere tutto questo sfogo, mi rendo conto pesante e contorto come solo la vita sa esserlo...non è facile raccontarsi in poche righe specialmente quando c'è una parte di noi che ancora non ci è chiara fino in fondo...
Un saluto a tutti voi!
Giudi
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda echidna » domenica 20 dicembre 2015, 20:03

Io ti ho letta.
Provo una grande ammirazione: hai saputo fare un grande percorso. sii fiera di te stessa! hai coraggio, intelligenza, hai saputo chiedere aiuto (cosa difficilissima), ti sei evoluta. Chi non la vorrebbe una mamma così? Quelle perfette non esistono. Quelle come te sono rare e preziose.

Vorrei farti notare una cosa, sperando di poterti essere utile (ci sono interlocutori bravissimi qui, io leggo tanto, intervengo poco, e io invece ho tanto ancora da fare, da capire, ma ci provo): a differenza di ciò che anticipa il titolo parli davvero poco di te come figlia. L impressione che ho io è che la triste vicenda con tuo nonno abbia come fagocitato l intenzione iniziale che avevi e cioè di parlare dei tuoi genitori. Forse è questo aspetto che hai bisogno di approfondire, forse (scusami, io azzardo) in analisi non c'è n è ancora stato il tempo o forse questo aspetto è stato trascurato.

Forse è per questo che sei qui ?

se è così io sono qui e ti ascolto.
ovvio,ti ascolto anche se non è così! :)
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda giudi » domenica 20 dicembre 2015, 21:13

ciao echidna, ti ringrazio per la tua risposta e per il tuo spunto di riflessione, che in parte ha colto in effetti qualcosa che ancora non ho affrontato.
Ho 7 anni (non continuativi) di psicoterapia alle spalle, in questo periodo ho affrontato tanto del mio passato, mia madre e mia sorella sono state le prime ad essere "smontate", nel senso che nella mia testa le colpe, e i pregi erano divisi in maniera poco realistica! Mia madre ho imparato in seguito, anche se ho faticato ad accettarlo è molto simile a me, anzi direi che io sono molto simile a lei. Nel carattere remissivo, accondiscendente e altruista! Si lei che ho tanto odiato in realtà mi ha anche amato solo che sentendomi simile a lei mi criticava facendo spesso paragoni spietati con mia sorella 5 anni più grande. Dal canto suo mia sorella era "grande" agli occhi di mia madre solo se confrontata alla mia "piccolezza", quindi ha usato e continua a usare questa cosa di paragonarsi agli altri ma a me in particola modo per potersi sentire importante.
IO ero convinta che lei fosse perfetta come mia madre la descriveva, mi diceva sempre "vedi tua sorella come è più..." era sempre più qualcosa rispetto a me!!! E io mi mettevo sempre nella posizione di essere meno ovviamente!
Mio padre invece è un capitolo a parte, come dicevo all'inizio è una lunga storia, nel senso che è complicato da spiegare, perchè più che fatti ha a che vedere con i risvolti psicologici e non solo i miei ovviamente!
Avendo avuto una madre svalutante che preferiva non vedere le cose brutte (apro una piccola aprentesi come esempio, alle elementari c'era un bambino che all'uscita di scuola mi picchiava, a calci e spinte, una volta tornai a casa dolorante e andai da mia madre per chiedere di intervenire in qualche modo. C'erano sia lei che mio padre in camera, ricordo che cercavano dei documenti, io le parlai dell'accaduto e mia madre mi disse che erano cose da bambini e che dovevo cavarmela da sola, ricordo la delusione e la paura di dover affrontare ancora quel bulletto, alla fine il mio istinto di sopravvivenza mi portò a chiedere aiuto a un cuginetto bulletto anche lui ma che appunto era giusto per l'occasione e all'uscita di scuola gli restavo attaccata, mia madre non mi ha mai chiesto come andavano le cose con quel compagno!!!) e per la quale comunque ero esistente solo come termine di paragone negativo con mia sorella, ho ripiegato in mio padre la mia ricerca di attenzioni! Lui sapeva amarci in modo differente, quindi almeno mi sentivo un'entità separata da mia sorella. Solo che lui aveva un atteggiamento molto autoritario, non si discuteva mai quando diceva qualcosa, nemmeno se non ti era chiara, e spesso era nervoso a causa del lavoro. Non capiva affatto i bambini, per lui i bambini non hanno problemi e devono essere "addomesticati" come gli animali, parole sue! E io da perfetto segugio quale ero diventata soddisfacevo o almeno tentavo di soddisfare ogni sua richiesta. Lui mi lodava per questo e io mi sentivo felice ma bastava sbagliare una piccola cosa che cambiava!!! Non mi ha mai picchiato, nemmeno una volta ma bastava uno sguardo per terrorizzarmi! E poi le sue parole a denti stretti ti disprezzavano in un modo che cancellava tutte le fatiche fatte per acquistarsi un pò della sua ammirazione. Insomma un padre difficile, che ha avuto un'infanzia difficile a sua volta e che evidentemente non è saputo entrare in contatto con la nostra!
Ma io l'ho idealizzato tantissimo che mi ci è voluto tanto per toglierli l'aureola che gli avevo messo, anche se ammetto che anche adesso mi struggo per lui! Almeno ne sono consapevole.
Pensa che nei miei sogni lui era Dracula in persona, figura affascinante e potente che ti succhia il sangue ma che ti può dare la vita eterna (diciamo!!!).
Cio' che non ho elaborato di loro è quella parte inerente gli abusi subiti dal nonno, proprio il padre di mio padre per altro!! Loro avevano un rapporto conflittuale, ma mio padre lo rispettava, mio nonno aveva fatto la seconda guerra mondiale, era stato in un forno crematorio e uscito vivo per miracolo con altre due persone, mentre centinaia erano morte! Aveva disturbi post traumatici da stress, non poteva vedere scene violente, si era sposato non appena tornato dalla guerra ma la nonna si è ammalata quasi subito, mio padre e i suoi fratelli hanno vissuto quasi sempre senza madre, in condizioni di semi povertà, mio nonno era padre e padrone ma non so fino a che punto. Di queste cose non si parla a casa mia!
Ho un ricordo vago di me che tocco mio padre nelle parti intime, come facevo con il nonno, pensando di fargli piacere, e lui mi scaraventa dall'altra parte del divano dandomi della poco di buono, avevo 8 anni circa. Non ricordo con precisione cosa dissi credo che provai ad accennare del nonno, ma lui si arrabbiò di più e io mi feci la pipi addosso. Nessuno mi ha mai chiesto altro. Ho un altro vago ricordo dei miei in cucina insieme al nonno che discutono aspramente. Ma è tutto disconnesso, ricordo solo sensi di colpa, era tutta colpa mia! E anche adesso nella mia testa risuona l'idea che mio padre non se n'è approfittato, quindi è un brav'uomo! Tutti assolti, tranne io!
Ciò che mi caratterizza di più è il senso di abbandono che mi porto addosso, e la difficoltà a sentirmi creduta. Questi ricordi del nonno hanno risvegliato tanto altro ancora... purtroppo!!!
giudi
 
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » martedì 22 dicembre 2015, 13:04

Ciao giudi.
Chi ti risponde, non solo ti crede perchè ne ha passate tante e, forse, di peggio. Ma ammira la forza e il coraggio che sono in te. Lo stesso coraggio a cui ho dovuto fare appello tante volte anch'io fino ad oggi. Non hai assolutamente nulla di cui ti debba convincere: purtroppo tutto ciò che scrivi e che ricordi è TUTTO MALEDETTAMENTE REALE! : Andry :
Pensa che dopo decenni di lavoro personale, solo quest'anno è caduto l'ultimo velo. Ho subito abusi anche da parte di mio fratello e, quando gli ho chiesto spiegazioni su whatzapp(perchè abita in un altra città), lui si ostinava a non rispondere, silenzio su silenzio fino a bloccarmi. Questo ti dico perchè chi dovrebbe darti una mano non solo non te la dà, ma ci ha messo pure del suo. Che bastardi!
Scrivi che ti attribuisci la colpa di ogni cosa 'cattiva' che ti è accaduta. Sappi che non sei l'unica, se questo può esserti di aiuto. Tutti i bambini trascurati, abusati e maltrattati si attribuiscono la colpa per il male che hanno subito. E' paradossale è illogico, ma è così. E' una regola invariabile. sai perchè? Perché ogni bimbo nasce con delle 'aspettative innate' di aiuto e conforto. Per un bambino vi è una 'regola biologica' per cui "l'altro è buono perchè protegge" per cui ne deriva come corollario il seguente pensiero irrazionale: "se mi ha fatto del male è perchè sono io che non sono riuscito ad attirare le sue attenzioni protettive". Insomma c'è in me qualcosa di 'intrinsecamente cattivo' a ciò aggiungici gli insegnamenti della cultura e della religione che vedono nel bambino 'l'incarnazione del male' ed il gioco è fatto. Naturalmente la colpa non può essere tua. TU SEI STATA LA VITTIMA DI QUESTO SISTEMA, e nella misura in cui continui ad attribuirti la colpa, LO SEI TUTT'ORA. Ma adesso devi riprenderti la tua dignità calpestata quando non potevi farlo da solo, quando 'chi' doveva farlo per te(i tuoi genitori e altre figure di attaccamento, tipo tuo nonno) non lo ha fatto. Sento il tuo scritto percorso da tanta delusione, rabbia e tristezza. Da piccola, non hai potuto rivolgere la rabbia verso chi l'aveva causata per non incorrere in ulteriori freddezze e distacchi affettivi, allora l'hai rivolta contro te stessa, sotto forma di autoaccuse per mantenere l'idealizzazione di coloro che tanto male ti avevano fatto. E' giunto il momento di non rivolgere più la rabbia contro te stessa, bensì contro chi non ti ha 'accolto' per ciò che eri: una bambina bisognosa di cure che ha fatto il possibile, adattandosi alle loro doverizzazioni, pur di ricevere un pò di considerazione. Pensa: ti è stato negato ciò che era un tuo diritto: l'amore e il sostegno. A te, bambina, non mancava niente. A loro mancava l'affettività necessaria per cogliere i tuoi bisogni naturali. Non devi disprezzare te stessa per non essere riuscita a difenderti dai vari abusanti, in primis tuo nonno. E' a lui che deve andare il tuo disprezzo. Infine non 'pretendere' di aspettarti 'comprensione' da tua sorella: lei non ti può capire perchè 'troppo impegnata(inconsciamente) a difendersi dal suo dolore. Amati e perdonati sempre. Hai un bel rapporto col tuo bambino e con tuo marito. Siete una bella famiglia e questo è il punto di partenza affinché tu ti riprenda(emotivamente) il tuo passato per poi lasciarlo andar via.
:abbraccione
Ti sento vicina e com-prendo il tuo dolore.
"Non cercate i nostri corpi nella terra.Cercateli nel cuore degli uomini"
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda giudi » mercoledì 23 dicembre 2015, 18:14

Grazie Patrizio sento sincera partecipazione nel tuo intervento e lo apprezzo moltissimo! Sai per caso nei giorni scorsi, curiosando nel forum ho letto la tua storia, e la prima cosa che ho pensato, a parte il fatto che ne avevi passate davvero tante, è che sembravi una persona molto equilibrata che fra i vari alti e bassi ha saputo differenziarsi dai suoi abusanti. Ci ho letto dignità, anche nell'ammissione delle problematiche che purtroppo gli abusi subiti ci impongono! Non è facile, noi lo sappiamo bene, sarebbe più semplice lasciarsi andare al dolore, e al male che ci travolge e stravolge giornalmente! A volte ci ho pensato, nei momenti peggiori, in cui "mi piace" crogiolarmi nel mio dolore mi immagino ricoverata in un ospedale psichiatrico con un camice consunto e i capelli scompigliati libera di affondare nel mare di dolore e autocommiserazione che a volte fa parte di me!
Ma c'è anche una parte di me che non è disposta a cedere perchè significherebbe darla vinta a tutti, significherebbe essere vittima ancora una volta ma di me stessa! Mio figlio è una delle "medicine buone" che mi tengono lontano da cotanta depressione che a volte sento avvolgermi ma che mi sforzo a tenere alla larga!!!
Nel mio percorso terapeutico ho imparato a chiamare le cose con il loro nome (a parte riconoscermi come vittima di pedofilia, mi viene quasi da ridere a volte, mi dico ma che scherziamo? Io? ma no, i pedofili sono altra cosa, e immagino i mostri sbattuti in prima pagina dai giornali e so che sto mentendo a me stessa, ma per il momento va bene così, almeno ne sono consapevole!!!) , ho imparato a riconoscere gli errori di mia madre, le sue fragilità nelle quali spesso mi ritrovo, ho compreso che mai sorella non è affatto la perfezione fatta persona ma è come lei si vuole vedere e come io ho contribuito che si veda per troppo tempo, sminuendo me stessa, e ho imparato a far scendere mio padre dal piedistallo, gli ho tolto l'aureola e insomma l'ho umanizzato tanto, anche se in parte è stato lui stesso ad aiutarmi in questo, perchè forse sarà la vecchiaia, o forse il fatto che non si sente più responsabile per noi, è molto cambiato, è più sereno, disponibile, ma non bisogna mai abbassare la guardia! Io pensavo che se non c'era violenza fisica non c'era "trauma", per lungo tempo non capivo come potevo sentirmi traumatizzata dal suo comportamento se non mi aveva mai picchiato! Leggere storie come la tua mi facevano sentire in colpa, perchè io non potevo sentirmi come te o tutti gli altri. Invece una volta la mia terapeuta mi disse che a volte è meglio un ceffone dato con affetto che uno sguardo spietato senza spiegazioni! E forse è così! Poi va beh l'esperienza con il nonno ci ha messo il resto, però credo che comunque fossi una bambina "a rischio" anche per il vissuto familiare. Nessuno mi vedeva, mio nonno almeno mi dava attenzioni! Che grande tristezza, lo so! Eppure dentro di me sento ancora vera questa cosa, sento di doverlo assolvere proprio perchè sentivo che almeno per lui avevo senso di esistere.... anche se mi addolora ricordare quei momenti in cui lui mi faceva delle cose con tale avidità che in realtà io mi sentivo comunque inesistente!
Sto andando un pò a ruota libera, mi rendo conto che potrei parlare per pagine e pagine... ma non voglio tediare, per il momento voglio solo ringraziare per l'ascolto e il confronto.
Approfitto dell'occasione per augurare buone feste a chi mi ha risposto e anche a chi no...spero poter avere altri confronti, sento che mi fa bene poter elaborare quello che ho dentro!
Giudi
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda gildauz » lunedì 28 dicembre 2015, 8:33

ciao Giudi,
benvenuta in questo posto speciale.
Vorrei solo rassicurarti che non ci stai tediando, ma al contrario. La tua storia è così carica di dolore, ma anche di consapevolezza e di capacità di rinascere dalle proprie ceneri... Non smettere di parlare di te, soprattutto se se senti che ti fa bene. Mi ha colpito moltissimo il ruolo del tuo bimbo nel tuo percorso. Mi riecheggiano in testa le parole che Effi ha detto tanto tempo fa riferite alla sua storia, ma che sento vere per tutti noi: i nostri figli nascono per salvarci. Dobbiamo solo essere capaci di cogliere la grande occasione che ci viene data quando li mettiamo al mondo. Tu hai saputo coglierla e la cogli ogni giorno in questa tua lotta quotidiana.
Ti mando tanti auguri di buone feste e ti ringrazio ancora per averci aperto il tuo cuore. Aspettiamo di leggere ancora di te!
un abbraccio
gilda
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda giudi » lunedì 28 dicembre 2015, 17:43

ciao gilda
grazie anche a te per la risposta, proprio oggi ho riaperto questo forum perchè sentivo il bisogno di buttar giù qualche riga, un pò in ansia perchè temevo di essere di troppo. Invece leggerti mi dà la spinta giusta per aprirmi ancora un pò!
spero che il fatto che non ci sia molta gente in giro sia dovuto alle feste natalizie e ai mille impegni che ci trattengono perchè mi sembra davvero un bel posto questo, sarebbe un peccato che si perdesse così nel dimenticatoio.
Tornando a me, beh oggi è una giornata decisamente no, ogni tanto capita, a parte il dopo feste e il raffreddore che mi attanaglia, credo che il motivo sia da ricercare dentro di me...oggi avrei dovuto avere la mia seduta settimanale ma causa miei problemi sul lavoro ho dovuto rimandare alla settimana prossima. Sento fortemente la mancanza della mai seduta, la mai ora settimanale in cui posso essere me stessa ad alta voce! Parlarne ad alta voce è rendere reale quello che racconto e che ho dentro di me da sempre, custodito come un segreto inconfessabile! Per me ha un valore enorme!
Inoltre parlarne con chi mi capisce, sa di cosa sto parlando, comprende i miei sentimenti, ma anche i miei silenzi, è ancora meglio, mi fa sentire accolta e capita come non lo sono mai stata! Però mi fa rabbia che debba essere "a pagamento" non solo perchè è costoso economicamente ma anche perchè mi fa sentire sola! Molto sola!
Da piccola l'unica a comprendermi veramente era la mia nonna materna, ho dei ricordi bellissimi di lei, il suo abbraccio materno che mi avvolgeva completamente mi faceva davvero stare bene, sono convinta che ciò che mi ha lasciato lei mi ha permesso di salvarmi in seguito. Purtroppo la mia nonna è morta quando avevo solo 5 anni, anche lei all'improvviso come l'altro nonno. Ricordo che nonostante la tenera età capivo perfettamente ciò che stava accadendo e che non l'avrei più rivista, tanto che insistetti tanto per poterla rivedere un'ultima volta nel letto di morte. Ho pianto per lei tante di quelle volte in seguito, e ancora adesso in analisi mi è capitato di risentirmi come allora abbandonata, ogni qualvolta la psicoterapeuta andava in ferie o mi rimandava un appuntamento, ho sempre paura che lei muoia e mi lasci sola, o che io muoia e che nessuno la avvisi, o che faccia un incidente mentre vado al nostro appuntamento e che non riesca a vederla. Mi rendo conto che sono fantasticherie assurde ma in un percorso analitico spiegano tante cose.
Dopo la sua morte, arrivò mio nonno, io pensavo lui avrebbe preso il suo posto, gli volevo bene, ci credevo!
E lui ha colto le mie difficoltà, le mie debolezze, e non lo so se in mezzo a tutto il resto mi volesse anche bene, ma io spero tanto sia così, so che è una magrissima consolazione ma al momento ne ho bisogno!
A differenza della nonna, di cui ho tanti bei ricordi, di lui non ho ricordi precisi, solo uno generico e cioè che era un bravo nonno!
Se provo a scavare però i ricordi che ho non sono quelli di un buono nonno, quindi qualcosa non quadra, ovviamente!
Credo che la mente di un bambino mette delle difese enormi, di fronte alla confusione, alla delusione, al dolore, infondo ho idealizzato mio padre solo perchè era autoritario, figuriamoci cosa ho dovuto inventare per il nonno!!!!
Eppure non me ne capacito! Mi dico che non è possibile rimuovere tutto ciò che ha fatto per così tanto tempo, che sono io a inventare tutto e che lui resta un nonno bravo!
Mio figlio ora ha 12 anni, è un ragazzino, a volte tenta di fare qualche "battuta sessuale" per capire credo, cosa ne pensiamo, come la prendiamo. Io sono sempre in difficoltà, mi infastidisce molto l'idea che lui possa avere una "sessualità attiva", perchè non so come gestirla, temo che lui non capisca fino a che punto certe cose sono si possono fare o dire, temo che non comprenda che il sesso, o per esempio agli inizi la masturbazione, siano una cosa sua, privata! Sono sempre sulle spine, e reagisco piuttosto sgarbatamente, la mia terapeuta dice che è un mio problema, il fatto di aver paura che no si rispettino i confini. Una sera prima di andare nel suo letto era nel mio per un bacio della buona notte, e si era avvicinato tanto in modo davvero innocente ma io ho avuto paura che potesse fraintendere (cosa di preciso non lo so nemmeno io) così l'ho rimandato nel suo letto in fretta e in furia, sembrando a lui infastidita. Tanto che mi ha chiesto come mai mi ero irrigidita. Gli ho detto che ero stanca e volevo dormire e che non aveva fatto nulla di male. Ma poi sono stata malissimo, mi sentivo in colpa per lui e provavo schifo per me stessa! E' come se temessi che possa fare dei pensieri incestuosi io di lui ma anche lui di me. Ma è tutto nella mai testa, perchè la sola idea mi dà ribrezzo! Certo potrei spiegarmelo dicendo che questo è dovuto a ciò che mi ha fatto il nonno ma prima dovrei credere che il nonno mi ha fatto queste cose però!!!! E' davvero più forte di me, è una resistenza, lo so perfettamente ma non cambia il fatto che è forte e inespugnabile! Io non posso credermi!
Non mi rileggo se no cancello tutto, mi vergogno molto di queste cose....
Un saluto a tutti voi.
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda Effi B. » lunedì 11 gennaio 2016, 10:34

Cara Giudi,

benvenuta qui. Scusami se arrivo solo adesso a risponderti. Ciò che ci hai raccontato è atroce, si vorrebbe poter pensare che non sia vero. A me viene da chiedermi perché qualcuno potrebbe inventare una storia di sopraffazione e dolore così ingiusta come la tua e non riesco a immaginare che sia possibile purtroppo senza che questo grande dolore sia stato davvero vissuto. La solitudine, l'abuso fanno parte di te, li conosci e per questo sei qui a dircene. E trovo atroce che tu debba vivere questa divaricazione interiore tra il bisogno di parlare e il senso di infingimento. Non provare vergogna, non c'è da provarne. Ci sei semplicemente tu con ciò che hai vissuto, con i tuoi sentimenti, con i tuoi bisogni negati e tutto questo va accolto e abbracciato con cura e comprensione.

E' bene che tu abbia uno spazio tuo di ascolto e riflessione, qualcuno che con la sua competenza sappia riconoscere la tua sofferenza, empatizzi con te, e ti aiuti a capirla. Non concordo con la tua terapeuta sul fatto che si possa picchiare qualcuno con amore, ma penso che davvero a volte sia più semplice riconoscere la violenza quando è fisica. L'amore può esserci nell'uno e nell'altro caso, ma i segni lasciati sono nel caso della violenza psicologica forse meno evidenti e immediatamente percepibili. Tutto rischia di farsi più impalpabile. Come impalpabile sembra essere la mancata protezione dei tuoi genitori, che io trovo ugualmente grave e colpevole degli abusi di tuo nonno.

Ammiro il coraggio con cui hai scelto di cercare te stessa e il giusto riconoscimento di te. Aspetto di leggerti ancora
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda vitorunner » mercoledì 13 gennaio 2016, 7:06

Anche io con un certo ritardo arrivo a darti il benvenuta fra noi.
Ti ho letto subito e riletto più volte. Ti sono vicino e comprendo fino in fondo il tuo dolore e le tue paure. Sembri su di una buona strada, la terapia sembra aver avuto un buon esito magari, dico così senza nessuna competenza professionale, sei vicina al punto di poterci rinunciare. Analizzi benissimo quello che ti è successo, leggi bene i sentimenti che provi. Magari poter fare a meno della psicoterapeuto potrebbe essere il passo ulteriore. Tu che ne pensi, lo avevi preso in considerazione?
Un fraterno :abbraccione
Vito
vitorunner
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda lucy » sabato 16 gennaio 2016, 18:04

CARISSIMA GIUDI benvenuta tra di noi, non aver mai paura di scrivere i tuoi dubbi, le tue paure, non infastidisci nessuno anzi credo che qui puoi essere capita a 365 gradi per la competenza professionale e per le esperienze personali, ti ammiro molto hai subito anni di umiliazioni e violenze gratuite, in un contesto di ignoranza totale, e di negazione dei fatti da parte di chi li praticava e di chi li riceveva (non scrivo queste cose per dare giudizi , ma solo per come le leggo),
tu non riesci a vedere la tua grandezza, la grande capacita' che hai avuto di spezzare questa orribile catena come tu dici e' stata la maternita' a risvegliare in te quella orribile voragine, ma ricorda nulla avviene per caso, tu hai deciso di andare fino in fondo hai deciso di soffrire ma di conoscere la verita'.....SEI CORAGGIOSA FORTE E INTELLIGENTE potevi far finta di niente come i tuoi parenti, invece ti sei rimessa in gioco ed hai voluto scoprire la verita'.....risultato sei una splendida persona ed hai una consapevolezza impressionante, allora io ti dico usala come strumento per costruire il tuo impero......
GUARDATI INTORNO: Quante mamme che conosci, quante amiche conoscono la verita' (io la chiamo cosi' per definire l'autoanalisi) per istruire i propri figli e per utilizzarla con loro . FAI TESORO DEL TUO SAPERE E TRASMETTILO A TUO FIGLIO. Un giorno potrai parlare con lui del tuo accaduto e lui ti capira'......Capisco anche quando stai male, quando torna tutto indietro , non e facile ma ci puoi ragionare anche a me succede spesso cerco di parlarne in casa , la mia famiglia mi aiuta e mi aiuta anche il vedermi attraverso loro... Ti faccio un esempio, il fatto che tuo figlio cominci a
giudi ha scritto:Mio figlio ora ha 12 anni, è un ragazzino, a volte tenta di fare qualche "battuta sessuale" per capire credo, cosa ne pensiamo, come la prendiamo. Io sono sempre in difficoltà, mi infastidisce molto l'idea che lui possa avere una "sessualità attiva", perchè non so come gestirla, temo che lui non capisca fino a che punto certe cose sono si possono fare o dire, temo che non comprenda che il sesso, o per esempio agli inizi la masturbazione, siano una cosa sua, privata!

Il fatto che lui fa le battute vuol dire "Mamma parliamone" vuol dire che tu gli hai trasmesso fiducia amore e serenita' e che lui vuole approcciarsi a questa realta' con te che sei la sua prima palestra.
Cerca di ascoltare solo i suoi segnali e blocca i pensieri negativi del passato, ascoltalo e asseconda le sue curiosita'.
Credi te lo dice una che ha fatto una fatica bestiale con i figli perche' io mi sentivo la peggio in tutto, ma poi cercato di usare quello che conoscevo per crescerli ed il risultato e' arrivato tutto insieme, privo di tante paure infondate.
Mio figlio alla maturita' mi ha fatto piangere perche' mi ha detto che nel testo di italiano ha analizzato la vita dei poeti con le conoscenze di psicanalisi trasmesse da me. Ha preso il massimo......Eppure non sono una psicologa.. ho solo aperto la mia conoscienza ai miei figli per aiutarli ad analizzare la propria vita e credi questo poi alla fine e' il piu' grande riscatto. perdona te stessa e utilizza il tuo dolore per creare la vostra vita che e' gia' splendida.
Anche per me tutti i giorni non sono facili perche' spesso il passato torna ma devi cacciarlo. Capisco il tuo passato orribile, ma non devi permettere a loro di continuare a farti del male. Devi smettere di soffrire , scusa se mi sono permessa di sicuro solo chi ha provato certe esperienze puo' capire , ma ora tu meriti di piu'......MOLTO DI PIU'

scrivi quando vuoi un abbraccio :abbraccione
lucy
 
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda giudi » venerdì 22 gennaio 2016, 12:04

Grazie a tutti per l'accoglienza! Vi ho letto ma non ho potuto rispondere perchè sono in un periodo davvero buio, da cui sto cercando nuovamente di uscire con tutte le mie forze....mi chiedo quando finiranno queste forze???
dieci giorni fa ho scoperto che mio marito si vedeva con un'altra da tre quattro mesi! Un'eternità! Questo mi ha buttato a terra, lui era l'unico uomo della mia vita a non avermi tradito e ferito e adesso non so come andare avanti! Mi ha chiesto scusa, mi ha detto che mi ama e che mi sentiva distante ultimamente e ha ceduto... certo ero distante perchè affrontavo i miei fantasmi e tentavo di tenerlo fuori perchè mi sentivo in colpa, non volevo si sentisse intrappolato dal mio dolore!
Non dico che abbia fatto bene, forse questo ha effettivamente portato lui a rivolgersi altrove, lui mi è sempre stato vicino, mi ha accolta con tutti i miei limiti e le mie difficoltà. Però adesso mi sento sola e svuotata! Vorrei fermare il mondo. e scendere....
Abbiamo litigato, abbiamo parlato, abbiamo cercato di capire, stiamo cercando di recuperare ma mi sembra di non riuscire più a tenere il controllo! Ho in mente lui con lei, non so se mi ferisce di più immaginarli a letto insieme o che parlano di tutto! Lei ha avuto un periodo difficile e lui le è stato vicino...mentre il mio periodo difficile non lo vedeva nessuno, perchè io non volevo soffrisse!
Scusate, nemmeno vi conosco, sto riversando qui tutto l'amaro che ho dentro...non so dove riversarlo....certe cose non sono facili da raccontare.
Un abbraccio a tutti voi e ai bambini che eravate!!!!
giudi
 
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Re: sono una madre e anche una figlia

Messaggioda Effi B. » sabato 23 gennaio 2016, 12:46

Cara Giudi,

va benissimo che tu approfitti di questo posto per raccontare di te e condividere la tua sofferenza. Mi dispiace tanto leggere di tuo marito, che dolore devi provare.
Ma è giusto dire che la tua sofferenza era così segreta? La psicoterapia la fai a sua insaputa? Se c'è una distanza così larga tra voi è proprio il momento che vi ritroviate più uniti, che vi parliate tanto. Se il vostro amore è ancora vivo, le possibilità di stare meglio insieme sono davanti a voi. Potete pensare di trovare uno spazio di confronto con il sostegno di qualcuno? Forse la tua psicoterapeuta può suggerirti anche in questo senso dei suggerimenti?

In ogni caso, quando vuoi e puoi, vieni pure a raccontarci come stai, che cosa pensi, come ti senti. Un abbraccio
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