Mia madre

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

Mia madre

Messaggioda Agnes » sabato 22 agosto 2015, 1:22

Sono arrivata in questo sito quasi per caso. È tardi, dovrei dormire, eppure il sonno non viene, i pensieri vanno e non so perché sono su mia madre, di là nell’altra stanza.
Ripenso con dolore a tutta la mia vita con lei, sapendo che lei non ha fatto altro che darmi sofferenza e fragilità e a dire la verità la accuso anche delle sofferenze e delle fragilità di mio fratello.
Probabilmente la colpa non sarà solo sua, sarà anche di mio padre, non so… Ma è a da lei e per lei che sento tutto questo dolore.
Ho cercato su internet cosa volesse dire crescere con una madre così. Volevo delle risposte e sono capitata su questo sito.
Volevo trovare la mia storia scritta da altri, per non sentirmi unica, per leggere già da altri un’analisi che vorrei tanto di me stessa…
I rapporti con mia madre non sono mai stati buoni che io ricordi, anche se quando ero piccola cercavo molto di più le sue attenzioni, il suo affetto. Ma erano dei sentimenti strani misti anche a paura verso di lei… Mi ricordo che quando facevo le elementari i giorni peggiori erano nel week end. Il sabato e la domenica erano i giorni in cui si rimetteva in ordine casa, e in particolare, la mia stanza. Non credo ci sia mai stato all’epoca un sabato o una domenica felice. Ero terrorizzata, e non ricordo come mai l’esito di quei giorni era sempre che mia madre mi menava e mi insultava. Anche lì mi sentivo divisa, una parte di me voleva stare a casa, per non andare a scuola, come pausa, e l’altra aveva paura.
Perdonatemi ma non so dare un ordine ai miei ricordi e ve li scriverò come mi vengono…
Mi ricordo che piangevo spesso e mi vergognavo soprattutto perché mia madre più mi vedeva piangere più mi insultava e più si arrabbiava. Forse anche per questo volevo nasconderlo agli altri. Quando mi doveva portare fuori, a catechismo, in piscina e prima piangevo prendevo dei fazzoletti, li mettevo nell’acqua gelida e poi li poggiavo sul naso e le guance per far scomparire il rossore.
Ero più grande, invece, quando uscite per la strada, appena sotto casa, dopo aver litigato mi infilai le cuffiette con la musica per non sentirla, non volevo ascoltare per l’ennesima volta le sue parole, i suoi insulti… ma lei mi si avvicinò e già per questo ero terrorizzata. Mi urlò: “Sei una stronza” e tutti si girarono. Volevo morire.
Facevo la prima elementare, e il primo compito per casa era imparare i suoni delle consonanti con le vocali, “ra-re-ri-ro-ru”, “ba-be-bi-bo-bu” e mi ricordo ancora al tavolo della cucina mentre lei urlava e per me quelle parole scritte continuavano a non avere alcun senso.
Mia madre conosce, o meglio sapeva bene, l’inglese e il francese e alle elementari e alle io avevo qualche difficoltà. Prima di prendere delle ripetizioni da un’insegnante privato mio padre pensò che mia madre potesse aiutarmi.
Ero così spaventata dalle sue urla, le sue minacce che nemmeno riuscivo a trovare le parole sul vocabolario e anche l’alfabeto diventava complicato.
Quando, finalmente, mio padre capì che mia madre non poteva insegnarmi nulla e arrivò un insegnante, notò subito che avevo uno strano modo per cercare le parole. Appena arrivavo più o meno a trovarla cominciavo a leggere tutte le parole nella pagina per paura di quello che sarebbe successo se non l’avessi trovata.
Mi ha sempre sminuita e umiliata e mi ricordo ancora come all’esame di quinta elementare continuava a ripetermi che avrebbero fatto bene a bocciarmi. Non so cosa mi accadde in quei mesi, ma ricordo una strana sensazione, mi sembrava di sentire continuamente le persone parlare velocemente, come se qualcuno andasse avanti rapidamente sul registratore, mentre io ero lenta e rimanevo indietro. Mi è ricapitato qualche volta anche dopo, soprattutto alle medie, e poi mai più.
Mi è rimasto di questi e di tanti episodi la paura di non essere all’altezza, di essere una “stupida”, una “cretina”, una “deficiente”, di essere una persona “che studia ma non sa far funzionare il cervello”. E queste paura esplodono in me ogni volta che devo affrontare una prova, come un esame universitario. E anche se provo con tutte le mie forze a combattere questo senso di inadeguatezza sento che è difficile e ho paura di fallire.
Mi è rimasta la difficoltà di avere rapporti con le persone. Sia di amicizia, sia sentimentali perché anche se non mi sono mai stati vietati se n’è sempre parlato male.
Delle amicizie, tanto sono false, e sentimentalmente “tanto resterai sempre sola”. Probabilmente i miei problemi non derivano solo da ciò ma una base l’hanno fornita.
Mi vergogno di tutta la mia storia, e vorrei tanto poter portare con me ricordi diversi e felici. Mi odio perché ho paura di essere un giorno come lei…
Perdonate il modo in cui ho scritto, sono le 2.16 ma penso che se anche fossero le 10 del mattino non avrei saputo raccontare meglio la mia storia, che mi ferisce ancora tanto.
Non ho il cuore di rileggerla.
Buona notte
Agnes
 
Messaggi: 5
Iscritto il: sabato 22 agosto 2015, 1:19
Figli: no

Re: Mia madre

Messaggioda sophie » sabato 22 agosto 2015, 15:32

Agnes ha scritto:Sono arrivata in questo sito quasi per caso. È tardi, dovrei dormire, eppure il sonno non viene, i pensieri vanno e non so perché sono su mia madre, di là nell’altra stanza.

La sera o la notte nel tuo caso sono i momenti peggiori ,di giorno si è impegnati in mille attività ma appena la mente si sgombra i pensieri tornano sempre là e non sai nemmeno il perché. Almeno per me è come un vuoto che brucia dentro perché lei è nella altra stanza e riposa tranquilla mentre tu ,la tua mente, il tuo cuore siete in lotta ed ancora una volta la tua sofferenza rimane nascosta . Io piangevo(o meglio piango) e poi la mattina nascondevo i fazzoletti per poi buttarli e rivoltato il cuscino ancora bagnato dalla altro lato.Non credo di aver avuto paura del suo giudizio semplicemente temevo che le mie richieste di comprensione sarebbero state ancora una volta inascoltate, quindi non sei sola su questo puoi stare tranquilla.
Trovo davvero crudele il comportamento di tua madre, il volerti sminuire e denigrare in ogni occasione , a cosa pensi sia dovuto questo suo atteggiamento? Era forse un modo per sentirsi migliore sminuendo coloro che aveva intorno?
Non devi assolutamente vergognarti per la tua storia, è parte di te e io sono dell idea che anche il non dimenticare ciò che ti è successo , riflettere sul rapporto che ti lega alla tua famiglia ti potrà aiutare a rompere il circolo vizioso delle infanzia infelici.
Scrivi quando e come vuoi qui ci sono persone davvero meravigliose che ti ascolteranno.
Benvenuta :abbraccione :abbraccione
sophie
 
Messaggi: 16
Iscritto il: sabato 21 giugno 2014, 13:47
Figli: no

Re: Mia madre

Messaggioda Lilia78 » sabato 22 agosto 2015, 16:17

Benvenuta, Agnes, anche da parte mia :)

Mi spiace tanto per la tua storia, sei cresciuta in condizioni davvero difficili. Non dovrebbe mai succedere :( Tu che, come ogni bimbo, avresti avuto bisogno soprattutto di fiducia, amore e di essere accettata come sei da parte della persona più importante della tua vita, per poter provare a tua volta fiducia, amore ed accettazione nei confronti di te stessa, ti sei trovata a riceverne invece l'opposto: sfiducia, insoddisfazione, rifiuto. Che peccato.

Anch'io sono in cammino per ragioni simili - sfiducia e critica continue nei confronti di me e dei miei fratelli da parte di entrambi i genitori - e i punti su cui ritorno sempre e che mi sembrano importanti sono...

... riconosco che quello che è successo e che in parte ancora succede non è giusto, che il mio dolore è legittimo e devo accoglierlo...

... riconosco che, purtroppo, se i miei genitori sono così, ci sono dei motivi; loro non hanno potuto/voluto fare di meglio... e questo ha a che vedere con loro, non con me...

... cerco di crearmi nel presente una realtà che mi faccia star bene; posso influenzare il presente, cerco di stare con persone che mi vogliono bene, di curare le relazioni che mi stanno a cuore, di fare attività in cui fiorisco...

Ma è un bel cammino ;)

Ancora benevuta e un abbraccio!
Lilia
Lilia78
 
Messaggi: 68
Iscritto il: giovedì 10 gennaio 2013, 16:52
Figli: F1 gennaio 2012

Re: Mia madre

Messaggioda Effi B. » sabato 22 agosto 2015, 21:16

Cara Agnes,

benvenuta tra noi e grazie per averci regalato la tua storia così piena di dolore e quotidiane atrocità. Ti ho letta con l'affanno e, come sempre quando leggo della sofferenza dei bambini incompresi, abusati e soli (soprattutto così soli: è forse questo ciò che mi è più intollerabile), ho sentito il cuore stringersi e gli occhi bagnarsi di lacrime.

Quello che tua madre ha espresso ed esprime è una sofferenza profonda, obnubilante, un tormento psichico ed emotivo che ti impedisce di vedere la tua bambina e il suo amore, i suoi sentimenti e i suoi bisogni e ti porta a usare la sua esistenza per sfogarti, per dare una misera soddisfazione a ciò che ti contorce dentro. Sola lei per prima, non mi pare compresa da tuo padre, che non ha saputo che marginalmente vedere ciò che accadeva e proteggerti. E tu, come ogni figlio è in quelle di sua madre, dei suoi genitori, nelle sue mani, alla portata delle sue parole taglienti, della violenza che le usciva dalle dita. Povera cara, che ingiustizia ignobile, Agnes!

Non stare più sola con quello che hai patito, racconta, cerca aiuto; cerca, ora che sei adulta e puoi, devi, imparare a prenderti tu cura di te, trova a chi chiedere. La diffidenza, la paura degli altri che la tua mamma vi ha tramandato fanno parte della sua sofferenza, nel mondo invece siamo in tanti, esseri umani simili per sentire e necessità. E ci si può incontrare, guardare e riconoscere. Qui ci sono tante storie dolorose, custodite nelle nostre pagine, storie che abbiamo ascoltato col cuore così come ora ascoltiamo la tua. E credo che sapere che le nostre storie sono serbate le une con le altre, circondate di attenzione, rispetto ed empatia, abbia fatto del bene a tanti di noi.

Dicci ancora di te. Chi hai accanto, a chi puoi chiedere aiuto? Vorrei poterti pensare sostenuta da qualcuno o alla ricerca di un qualche sostegno e non sola e stordita nella tua stanza mentre rievochi il tuo passato.
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Mia madre

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » giovedì 3 settembre 2015, 5:54

Povera Agnes, povera piccola Agnes. Una madre cosi tanto uguale alla mia che come la tua mi apostrofava in 1000 modi impianti diversi. Pensa che per un lungo lasso di tempo mi apostrofava "cesso". Il mio dolore e il mio spavento quando lei andava su tutte le furie, : Sad : Che tristezza essere trattati come cani bastonati dalla propria madre. Ma, carissima Agnes, ti ptego fai del dolore che vivi per un simile trattamento un modo per viverlo consapevolmente. Un giorno passerà ecti renderà più forte. Di una cosa ti prego: con inciti profondamente che, mi ci metto anche io, non siamo stati amati perché queste 'matrigne' non volevano, non potevano, non sapevano. Non è giusto che tu prova vergogna perché sei stata vittima, non carnefice. Cosi facendo ti fai del male e non è giusto. Sei una persona meravigliosa ed io ti assicurò che un giorno questo dolore, quanto più sarà forte tanto più scaverà in te GIO e benessere. Ti abbraccio e mi abbraccio il tuo dolore. Quello della piccola Agnes sola e spaventata dalle urla della mamma. Sentimi vicino, te ne prego.
Un bacio e un abbraccione :abbraccione
P.s. non ho il tempo di rileggere. Scusate per eventuali errori di scrittura
"Non cercate i nostri corpi nella terra.Cercateli nel cuore degli uomini"
-Jalaludin Rami-
Avatar utente
PATRIZIO LAMPARIELLO
*‿*
 
Messaggi: 429
Iscritto il: giovedì 11 dicembre 2008, 22:02
Località: NAPOLI
Figli: ALESSIA '96
ILARIA 2000

Re: Mia madre

Messaggioda Effi B. » giovedì 3 settembre 2015, 7:55

Come stai, Agnes cara?

Ti mando un saluto mattutino con una canzone che amo molto e che porta il nome che hai scelto per noi, quello con cui pensiamo a te:

https://www.youtube.com/watch?v=xkkBs4rQvRc

Un abbraccio a tutti i nostri bambini interiori che ancora cullano il proprio dolore impegnandosi a sostenere le persone che vogliamo essere
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Mia madre

Messaggioda Agnes » mercoledì 9 settembre 2015, 21:49

Vi ringrazio, davvero, per tutte le vostre parole. E se ho tardato così tanto a darvi una risposta, a darvi ancora notizie di me non è perché mi fossi dimenticata, ma perché, tornare qui, significava per me fare i conti con la realtà. Le vostre parole sono state, per me, davvero dolcissime, ma allo stesso tempo non potevo non piangere mentre leggevo… Non so perché, forse sentire persone così lontane allo stesso tempo così vicine mi sconvolgeva.
È difficile vivere in questa casa, e ho il progetto per questo di proseguire i miei studi all’estero. Non è solo per ragioni lavorative, ma perché ho tanta voglia di ricominciare, perché mi sento chiusa e in gabbia, e non mi voglio più sentire così.
Non odio, non sono nemmeno arrabbiata. Prima lo ero, qualche anno fa mi sembrava di odiarla, ora no, adesso sento soltanto dolore verso tutta questa situazione, verso di lei, verso questa casa… Provo dolore perché vorrei una vita diversa, perché vorrei poter avere la leggerezza di poter presentare un ragazzo o una mia amica, ma non sento questa leggerezza. È difficile da spiegare, ma lei sa sempre come mettermi in imbarazzo, e adesso che è anziana più che mai.
Non la odio, anzi adesso che è stata male ho sofferto, ma ho sofferto ancora di più per come lei ha affrontato la malattia. Con le minacce di non volersi curare, mia madre minaccia tanto e dovrei aver capito a 23 anni che non le mantiene, ma viene sempre fuori la bambina, soprattutto in queste situazioni, che ci ricasca. Accusando che era colpa nostra se si era trascurata… Colpa nostra… fin da quando ero piccola mi ricordo che non potevo neanche osare dire a mamma di fare attenzione all’alimentazione, che questo comportamento l’avrebbe danneggiata, perché alla fine il risultato sarebbe stato solo le urla contro di me… e anche crescendo, capendo di più, tutti i consigli, che io e gli altri provavamo a dare era colti soltanto come voci irritanti… e adesso è colpa nostra… Ecco quello che non sopporto è la sua incapacità di accettare e vedere le sue colpe… non accadrà mai che lei capisca di aver sbagliato e questo mi ferisce perché mi fa capire che ci sarà sempre un muro, che non potremo mai riavvicinarci, che se andrò all’estero magari le cose miglioreranno, a distanza e più semplice, ma saranno sempre parole finte e questo mi fa male…
Ho alcune persone bellissime intorno a me… Una in particolare è una mia amica che è la mia colonna, la mia forza… ma anche con lei è difficile spiegare tutto. Anche lei non ha un buon rapporto con la madre… Sono difficoltà diverse, ma anche lì difficoltà che ti segnano e questo mi ha molto aiutato. Parlare, capire di non essere sola… per la sera torno sempre qui….
Lotto ogni giorno per poter avere una mia casa, una mia indipendenza, una mia felicità. La desidero fin da quando sono piccola, che spegnendo le candeline chiedevo di andare via di casa a 18 anni. Ma le cose a 12 anni sembrano semplici, crescendo si vedono le mille difficoltà.
A 18 ho preso medicina, che anche se lunga mi ha comunque permesso di ritagliarmi un largo spazio fuori di casa… dico sempre che la mia seconda casa è l’ospedale… Molti lo dicono solo per il tempo che spendono lì, io anche per le persone che ho conosciuto. Ovviamente non ho trovato solo amici… Però ho trovato lì la persona di cui vi parlavo, ho trovato una cosa che mi piace, un obiettivo, e ho trovato persone che professionalmente mi trovavano valida, anche se mi è difficile credergli, e davvero non è questione di falsa modestia, ma a voi non devo spiegare nulla, lo so, voi mi capite…
Per esempio una cosa che vorrei da me stessa è il coraggio di intraprendere una relazione con un ragazzo. Eh sì lo so, ho 23 anni e avrei dovuto iniziare circa 8 anni fa… Ma che posso dirvi? Un po’ sono stata sfortunata (forse) e un po’ allontano chi si avvicina. Oltre a mia madre c’è stato tutto un universo, intorno, che non ha reso facile i momenti fuori di casa. Ora vi ho parlato dell’ospedale, di medicina, del mio “fuori felice”, ma c’è stato un momento in cui l’incubo era dovunque e ancora quei mostri sembrano accompagnarmi…
Vorrei lasciarli andare, avere la leggerezza, ma allo stesso tempo ho paura di quello che può leggere un’altra persona in me. Dei miei complessi, delle mie paure. Ho paura di riversare in lui il disastro che sento. Non voglio mostrare la mia famiglia distrutta e vorrei sentirmi all’altezza dell’altra persona… cosa che invece non succede mai…
Pensavo che sarei stata più chiara dopo il primo messaggio, invece credo di essere stata più confusa ed enigmatica, è difficile spiegarsi anche dietro un monitor…
Grazie della canzone, spero che “aspetterete un altro giorno” insieme a me, quel giorno in cui le mie parole avranno un senso, e magari il giorno in cui vi potrò scrivere che ho trovato tutta quella leggerezza che desidero.
Vi ringrazio con tutto il cuore e vi abbraccio
Agnes
 
Messaggi: 5
Iscritto il: sabato 22 agosto 2015, 1:19
Figli: no

Re: Mia madre

Messaggioda Effi B. » domenica 13 settembre 2015, 22:40

Certo che aspettiamo, un giorno alla volta. Come fai tu, che un giorno alla volta aspetti di trovare te stessa come desideri. Coraggio cara! Che bello pensarti all'ospedale che lavori. Sono certa che è una sorte felice quella di chi ti incontra in un posto in cui si arriva fragili e pieni di bisogni di cui prendersi cura.

Faccio il tifo per te ;)
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009


Torna a Storie d'infanzia

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti