Brutta storia

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

Brutta storia

Messaggioda LIBERTY » martedì 29 luglio 2014, 15:42

Sono una ragazza di trentun’anni, ho un figlio di due anni e mezzo e ne aspetto un altro da poche settimane. Premetto che sono sotto pressione e molte delle cose che scriverò so che a mente lucida non direi mai o non penserei mai, ma so per certo che quando sono nervosa tutto e tutti intorno a me sono sbagliati, anche se un minuto prima sono stati ai miei occhi l’immagine della perfezione, se ricevo un torto da parte loro per me cambia tutto. Giudico male anche le loro buone azioni, cerco in tutti i modi di screditarli, per difendermi uso l’arma più meschina, la mortificazione. La smetto finchè non mi rendo conto di quante cose brutte possano essere uscite dalla mia bocca. Nel pentirmi non lo do a dimostrare per non apparire ingenua, senza razionalità. Sono un fiume fuori dagli argini quando mi arrabbio, sbatto porte, vado via senza salutare, sono antipatica con tutti anche con gli estranei per strada, avrò un’espressione livida di rabbia perché nessuno mi si avvicina. Per fortuna dura poco, torno sempre indietro anche senza chiedere scusa il più delle volte, però torno, faccio finta di nulla e tutto prosegue… Sono stata messa a dura prova da mio figlio, perché con la sua nascita è riemerso tanto brodo. Tante e tante volte le mie mani avrebbero voluto colpire, era una forza che nasceva da dentro e per fortuna si fermava dentro… sono stata in psicoterapia, inutile, dispendiosa, confusionaria..ho abbandonato subito quando ho capito chi avevo di fronte, un medico meschino e avido. Ne ho conosciuti altri, stessa sensazione, addirittura uno odiava talmente il padre che per lui ogni padre era orco, ho quasi aiutato io lui, ma lasciamo perdere. Ho iniziato una terapia con psicofarmaci, interrotta dopo sei mesi di benefici che per me sono stati certo d’aiuto, ma dentro me non erano la soluzione, così con rammarico ho interrotto. Adesso ne sono felice, perché finalmente posso definirmi sulla strada giusta. Fatta questa lunga premessa vi racconto della mia infanzia, per avere anche da voi ulteriori aiuti per percorrere questa strada verso la guarigione.
Non sono stata una bambina particolarmente picchiata, anzi quasi mai, le uniche volte che è successo però lo ricordo bene, e la cosa che ricordo maggiormente è la mortificazione da parte di entrambi, non so chi più dei due. Ho subito molestie da parte dei vicini e la volete sapere la reazione di mia madre? Incolparmi, si incolparmi farmi sentire sbagliata, sporca..mi ha anche picchiata.. Non mi ha mai difesa, anche quando le raccontavo che in palestra il maestro mi toccava le parti intime, lei mi (a detta sua) consigliò di difendermi da sola, perché il suo intervento avrebbe destato scandalo. A dodici anni affrontai quel mostro dicendogli, NON VOGLIO CHE MI TOCCHI. Non mi ha fatto cambiare palestra, ci sono andata per un altro anno ancora, per fortuna quel mostro non si è più avvicinato. Un’altra volta scoprì mio fratello con uno che stava abusando di lui, gliene diede tante da fargli uscire il sangue dal naso, penserete al molestatore? No! A mio fratello! Io ero terrorizzata, lei con mio fratello per un braccio, la fontana del lavandino in bagno aperta e le sue mani sotto l’acqua a pulire il sangue dalla faccia. Mio padre? Bhò neanche mi ricordo dove fosse…
Non l’ho mai odiata, forse non capivo come adesso, ma ora che sono adulta, ora che ho anch’io un figlio e non ignoro le cose che ha ignorato lei, SI ODIO, non lei, ma quello che è stata capace di fare, carneficizzarci(non so se il termine sia giusto) anziché vittimizzarci. Una volta mio fratello perse un ceffone dalla madre dei nostri molestatori (zia di mia madre) perché si era allontanato con sua nipote. Mio fratello non era malato come i figli, eppure lei ebbe paura di un comportamento molesto da parte di mio fratello verso sua nipote (che ipocrita, per non dire parolacce), non ci pensò due volta a lasciare il segno delle cinque dita sul viso di mio fratello che scioccato scappò via in lacrime, le avrei dato un pugno nello stomaco a quella grandissima ….. e dirle che aveva due maiali per figli e che vedeva sporco intorno a se e non dentro si se... ma chi avrebbe mai dato ascolto ad una bambina?

Mi sono sempre masturbata da piccola, non sapevo neanche cosa significasse, mi attirava il piacere che ne derivava e dentro di me sapevo che era una cosa che non andava fatta, una cosa sporca appunto, quindi mi nascondevo in camera, in bagno o sotto al letto. Una volta mia mamma se ne accorse, e cosa mi disse? Ti poro a guardare un film porno? Così ti passa la curiosità! Non sapevo neanche cosa significasse porno, ma pensai che avesse a che fare col sesso vista la sua espressione mentre lo diceva e per quale motivo lo diceva.
Da lì è nato il mio strano approccio al sesso, provo piacere solo se immagino di essere statuaria, bellissima, con seno e sedere esplosivi (scusate l’esempio, se volete potete anche cancellare), molto spesso immagino di essere una squillo, l’alunna di un professore sexy, o una ballerina di streap tease. Se immagino me stessa mi sento sporca, inadeguata, non all’altezza… so che su questo punto devo ancora lavorare tanto, ma so che la rabbia che provo verso cosa mi ha spinto ad essere così è ancora tanto forte. Amo molto mio marito e non trovo giusto non sentirmi me stessa con lui, forse ancora non l’ho ritrovata la vera me stessa col sesso, ma voglio riuscirci.
Di mio padre ricordo un solo episodio violento, quando all’età di quattordici anni feci un’ora di ritardo perché ero andata con le amiche alle festa in paese e non ci rendemmo conto dell’ora, appena tornai a casa mi diede uno schiaffo a pugno chiuso, il mattino seguente mi svegliai con un livido sul viso, tutti tacquero. Un’altra volta una mia amica mi telefonò dal campeggio passandomi un compagno che a me piaceva tanto, mio padre era all’altra cornetta ad ascoltare, non vi dico le bestialità che disse mortificando anche l’ultimo pezzo di me, mi discriminò neanche avessi fatto chissà che, infondo avevo salutato un amico al telefono. Mai avuta privacy, mai avuta libertà, se fosse esistita la cintura di castità state certi che l’avrei indossata io, anche perché me lo dicevano spesso sghignazzando… La prima volta che ho scoperto il sesso avevo ventun’anni, dopo due anni che conoscevo mio marito, mi sono sentita tanto in colpa quella sera, ho pianto molto e pensavo che non sarei riuscita più a farlo..per fortuna mio marito anche da ragazzo è sempre stato un gentiluomo e mi ha rispettata..
Mia madre crede ancora nella mia castità… Beata lei!

Per oggi è tutto, spero di non aver offeso e impressionato nessuno, con questi miei racconti così espliciti, ma era necessario per me cominciare a tirare fuori questi tormenti. Non ho mai parlato di questo lato della mia infanzia con nessuno, me ne sono sempre vergognata, nemmeno con i terapeuti e neanche con mio marito, ho sempre temuto il giudizio e di parlare a viso scoperto. Qui ho sentito fiducia, ho trovato accoglienza anche se non ho mai scritto prima, vi ho letti e mi sono sentita libera di esprimermi.

Alla prossima Liberty
LIBERTY
 
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Re: Brutta storia

Messaggioda orsomichele » martedì 29 luglio 2014, 22:39

Liberty.. che dire... hai/avete (permettimi di includere tuo fratello) passato le pene dell'inferno..
Serve a poco un abbraccio, ma sento di voler abbracciare quella bimba che c'è in te e dirle che ora c'è una te grande che la proteggerà sempre ed avrà cura di lei! :abbraccione
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Re: Brutta storia

Messaggioda vitorunner » mercoledì 30 luglio 2014, 8:02

Ciao LIBERTY, mi piace il nik che hai scelto, benvenuta fra noi anche se dici di seguirci già da tempo.
Ho letto con molta partecipazione quello che racconti della tua vita e ti sono fraternamente vicino.
Da quanto emerge dal tuo scritto si capisce che sei una persona molto forte e che lotta per uscire da una situazione davvero pesante. Lo fai, credo di intuire, sopratutto per i tuoi figli e questo ti fa ancora più onore.
Da parte mia non c'è alcun problema ne nel linguaggio, ne in quello che racconti di te. Se questo ti aiuta, ben venga.
Del tuo racconto mi colpisce in particolare il fatto che tu abbia incontrato solo figure di adulti negative (sicura?) e che dici di non riuscire bene ad identificare la figura di tuo padre. La vedi sfumata, nebbiosa, evanescente ma quando si concretizza lo fa in maniera violentissima. Sei certa che gli episodi violenti siano solo quelli o c'è la possibilità di un rimosso? Te lo chiedo perchè a volte le cose più dolorose sono quelle che si fa fatica a ricordare. Fra letteratura, specie gli scritti della Miller (l'hai letta?), racconti qui sul forum o in confidenze private, gli esempi di rimossi che poi improvvisamente riemergono, credimi, si sprecano.
Sul sesso e bambini, o meglio dire la masturbazione infantile che non è proprio sesso, molto spesso è un fatto del tutto naturale, anche se a volte è associata ad abusi in tenera età. Ma le cose non sempre, forse è meglio dire quasi mai, coincidono.
Sulle tue fantasie, a parte che in molti casi è normale e non c'è niente di sbagliato ad usare la fantasia. Come Odent insegna, sono le vie dell'inconscio quelle più attivate nei rapporti intimi.
Io direi che il farti sentire continuamente sbagliata, inadeguata, "non degna" potrebbe portarti a pensare che: "possibile che mio marito desideri proprio me? :o ", così ti inventi un altra al posto tuo che potrebbe essere, secondo te, più desiderabile con caratteristiche fisiche straordinarie.
Poi, quando scrivi:
se fosse esistita la cintura di castità state certi che l’avrei indossata io,
bhè, quello è un pensiero che ti scava dentro. Accompagnato da un umiliante sghignazzare poi........... Quindi "non sei tu che commetti quell'atto" è una squillo, una spogliarellista, ecc. Capisco la rabbia di non poter esprimere in pieno te stessa e l'amore che provi per il padre dei tuoi bambini, ma non sentirti in colpa per questo, non sei colpevole di niente. Basta sensi di colpa! Lo devi a te stessa e alle persone che ti amano.
Un altro punto mi ha colpito ed è quando scrivi:
SI ODIO, non lei, ma quello che è stata capace di fare,
guarda che tu hai il diritto di odiarla, di odiare tutte le persone che ti hanno rubato il diritto ad un infanzia felice. Capisco che quando si parla di genitori e di madre in particolare non sia facile ammetterlo a se stessi, ma spesso è un passaggio obbligatorio. Se ammetti a te stessa di odiarla, capisci meglio di aver subito un ingiustizia, poi magari arrivi a comprendere anche le "ragioni" (non per forza) di tua madre attraverso quello che scopri del suo vissuto infantile, per poi perdonare. Sempre ammesso che questo ti faccia stare meglio.
Il forum in piena estate, anche se piovosa, è poco frequentato ma io direi di spostare, se vuoi, il topic nella sezione "Storie d' infanzia".
Visto che non lo hai fatto nemmeno con i terapeuti, ti invito a scrivere altri episodi (figure di adulti positive?) e a descrivere i sentimenti della tua infanzia. Le risposte magari non saranno numerose ma sono certo ti sarà di aiuto per comprendere meglio cosa ti agita e forse rasserenarti un pò.
Porti un altra vita dentro di te è importante che tu stia meglio possibile, ma questo lo sai istintivamente e forse non è un caso che tu abbia deciso di liberarti, almeno in parte, dei tuoi ricordi dolorosi condividendoli con noi che li accogliamo a :abbraccione aperte.
Tanta serenità a te.
Con sincera partecipazione
Vito
vitorunner
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Re: Brutta storia

Messaggioda LIBERTY » mercoledì 30 luglio 2014, 11:14

Si Vito, lo faccio soprattutto per i miei figli. li difenderei da tutto e tutti, non li lascerei soli come hanno fatto con me. E' questo che mi chiedo, come hanno potuto lasciarmi sola?

La figura di mio padre è sfumata e nebbiosa proprio perchè lui non ha mai partecipato, ha lasciato sempre fare tutto a mia madre. Quando e se arrivava, lo faceva quasi per dimostrare qualcosa a lei, non per difenderci o capire, ma per dare il meglio "MORTIFICARCI".

Non so dirti se ho incontrato solo persone negative, forse le positive le ho rimosse come dici tu. Sicuro ci sono ricordi rimossi e altri che affiorano di cui non riesco a mettere insieme i cocci.
Non ho letto i libri della Miller, solo qualche articolo, e mi è piaciuta tanto, forse un giorno lo farò, ma sono tanto pigra nel leggere e tanto affamata di sapere.

Tante volte ho pensato "possibile che mio marito desideri proprio me?" però mi sono risposta che non ero me, non ero io, lui desiderava quella donna fantastica che io stessa immaginavo.

L'ho odiata e l'ho capita, per questo non odio più lei ma i suoi comportamenti. Ha vissuto un'epoca orribile, mi ha raccontato che da fidanzata mio padre le poggiò il braccio sulle spalle e mio nonno dopo che mio padre era andato via su quelle spalle lasciò il segno della cinghia, quindi posso immaginare cosa abbia vissuto lei per essere così con noi, nemmeno lo smalto sulle unghie poteva mettere, era da battona, era volgare... Ha subito anche lei abusi di cui però non ha mai parlato apertamente ma solo accenni equivoci. Quindi non capisco perchè non ci ha difesi..forse lei per prima non è stata difesa? forse si è difesa da sola anche lei? Non lo scoprirò mai..

Io non so come spostare il topic, puoi farlo tu per me?

Voglio scrivere tutto di me e visto che ho iniziato, non mi fermerò. Al momento mi spiace ma solo cose negative, perchè il mio bagaglio è pieno, ma prometto di parlarvi anche di cose belle, infondo ce ne sono tante anche di quelle, ma quelle non fanno male, non hanno bisogno di uscire per avere il vostro aiuto.
Voglio raccontarvi anche episodi da adulta.
Lavoro da dieci anni con un maiale, un uomo(bestia) falso, cattivo e sporco. Mi ha sempre messo le mani addosso senza pudore. Anche di questo ho parlato ai miei, ma la reazione è sempre stata la stessa "sei capace a difenderti", stavolta non proprio per paura di perdere il lavoro. Il mio abbigliamento è diventato via via sempre più casto, i miei capelli sempre meno pettinati, il trucco? Neanche più l'eyeliner. Un giorno accadde l'inimmaginabile, mi chiama nel suo ufficio e appena entro (per fortuna non chiusi la porta, non l'ho mai fatto, mi ha sempre fatto paura) lo trovo seduto, pantaloni bassi, gambe aperte... scappai subito alla mia postazione, ero paralizzata, il cuore mi soffocava, gli occhi fuori dalle orbite, avevo voglia di vomitare, le mani sudate dallo schifo e dal terrore. Lui rimase ancora qualche istante nel suo ufficio poi andò via dal'edificio. Tutto questo accadde di sabato, quando tornai, non mangiai, non parlai tutto il giorno e non dormii tutta la notte, vomitai più volte (in un giorno e mezzo persi due chili, forse la paura?). Mi feci coraggio e raccontai tutto a mia madre, la sua reazione quasi mi sconvolse, mi abbracciò e pianse insieme a me, raccontò tutto a mio padre e insieme decisero di andare a parlare con quel mostro.. stavolta li fermai io, "me la sbrigo da sola".. La loro reazione mi caricò di coraggio, arrivai a lavoro determinata a farmi valere, per tutto il giorno non ci incontrammo, ma appena successe lui mi chiese scusa dicendomi "non so cosa mi sia preso" io gli dissi "non azzardarti mai più, e non toccarmi mai più". Da allora non mi ha più toccata salvo rare volte mettermi la mano sulle spalle, ma è stato fulminato dal mio sguardo ed ha capito da solo di rimettersi a posto.
Questa è un'altra delle tante che ho vissuto.

Per ora chiudo, basta ricordare, fa male anche se aiuta.

Grazie Vito, a presto Liberty.
Grazie anche a te Orsomichele.
LIBERTY
 
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Re: Brutta storia

Messaggioda anninamar » mercoledì 30 luglio 2014, 15:00

Benvenuta Liberty, scrivi pure con tempi e modi che senti benefici.
La tua infanzia è stata un inferno, come ha scritto bene Orsomichele.
Ora è il tuo momento per viverne fuori e vedrai che è possibile farlo.
Non ti sei meritata questo inferno, ripetilo come un mantra.
Meriti di vivere bene anche il tuo corpo, la tua sessualità.
Sono traguardi che prima o poi raggiungerai anche se ti sembra impossibile.
Prendere coscienza di se stessi è vivificante per se e per i propri figli.
Ti mando un abbraccio fortissimo, a rileggerti.
L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. J.saramago
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Re: Brutta storia

Messaggioda rospina » mercoledì 30 luglio 2014, 19:32

Benvenuta Liberty Anche da parte mia.
Ti auguro di avere con tuo marito e i tuoi figli tutta quella serenità e spensieratezza che da piccola non hai mai avuto...non è giusto che esistano infanzie cosi dolorose.
Sono sicura del bene che ti fara scrivere qui, troverai sempre una parola di conforto e mai un giudizio.
Liberati e sfogati..intanto ti abbraccio forte
:abbraccione :abbraccione
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Re: Brutta storia

Messaggioda Silvia D. » venerdì 1 agosto 2014, 8:57

Ciao Liberty, benvenuta anche da me :abbraccione

Fa male ricordare certi episodi e certi momenti, ma fa anche parte del cammino per uscirne.
Qui con noi puoi sentirti a tuo agio ad ammettere come ti senti: non troverai mai nessuno qui che ti dica che esageri, che non devi prenderla così, che sono cose passate e altro che facilmente ci si può sentir dire da estranei.
Noi sappiamo quanto male faccia, ma anche quanto serva sul lungo termine, anche se all'inizio rivivere certi momenti getta di nuovo in uno stato molto doloroso.

Mi sono permessa di spostare il tuo messaggio in questa sezione dedicata alle Storie di Infanzia, che è il vero cuore di NTIS perchè è solo da qui, dal guardare all'indietro, che si possono gettare fondamenta solide per andare avanti in modo diverso, soffrendo e facendo soffrire meno chi ci circonda.

Un grosso abbraccio ancora, a rileggerti presto.
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Re: Brutta storia

Messaggioda Effi B. » domenica 3 agosto 2014, 15:17

Cara Liberty, benvenuta!

Ho letto la tua storia con grande sofferenza. Pensare a una bambina così priva di protezione in un contesto così abusante è davvero uno strazio per me, ha il sapore dell'ingiustizia e soprattutto della solitudine nell'ingiustizia. Nessun bambino dovrebbe mai ritrovarsi a farne esperienza e per te invece si è trattato di tanta parte della tua vita.

Leggendo il tuo primo messaggio non ho potuto non pensare che tua madre avesse a sua volta subito degli abusi. Poi difatti ce ne hai scritto. Il suo comportamento con te non è in contraddizione con questo fatto, sai? Piuttosto io direi una drammatica conseguenza. Lei non è riuscita a non ripetere con te quel che aveva subito. Non è stata protetta e non ha protetto, è stata umiliata e ha umiliato, è stata punita per qualcosa di cui non aveva colpa e ha punito. Immagino l'inconsapevole sofferenza che deve aver provato nel rivivere istintivamente le sue esperienze quando sono avvenute le tue. Non credo che picchiasse davvero te, ma che la sua furia fosse contro ciò che aveva patito, contro il doverlo disseppellire. Ha dovuto imparare che l'essere desiderate era una colpa, che l'uomo che desidera e prende è sempre al di sopra di ogni giudizio e che è la donna che è responsabile, col suo essere fonte di desiderio, delle sue azioni. Purtroppo viviamo ancora oggi in questa cultura, anche tu hai dovuto imparare a mortificare la tua femminilità per non dare esca al tuo datore di lavoro. Non era lui a dover dominare i suoi istinti, ma tu che non dovevi suscitarli! Quanto tutto questo sia una menzogna si è visto nel momento in cui tu, forte di un po' di sostegno da parte di tua madre, finalmente non più sola, ti sei posta di fronte a lui con dignità. Non c'era più spazio allora per l'abuso perché l'abuso veniva finalmente guardato schiettamente per quello che era.

Anche la zia che paventa in tuo fratello abusato un abusante non fa altro che condividere questa cultura omertosa e le sue leggi. Si sa che chi subisce agirà. In quel caso, probabilmente più libera di reagire perché non si trovava di fronte alla carne della sua carne che aveva per parte sua contribuito a far crescere nella violenza, ha protetto. L'ha fatto perché ben consapevole del rischio, probabilmente anche la sua storia è tristemente percorsa dalla violenza.

Mette i brividi pensare a come sia difficile poter uscire da un contesto simile. Mette i brividi pensare a come una vittima di abusi abbia in sé il segno dell'abuso, qualcosa che altri abusanti sapranno riconoscere e aggredire, la sua fragilità, la sua disperazione di essere difesa, di essere compresa, di essere vista, la sua solitudine. E' terribile, Liberty tutto questo e io ammiro il tuo coraggio, la tua lucidità. Capisco anche il tuo bisogno di dire le cose col loro nome, di parlare. E' giusto che tu lo faccia, che tu denunci quello cha hai vissuto. E ringrazio che le nostre pagine ti siano sembrate un luogo confortevole in cui provare a farlo.

Tu sei diversa da tua madre. Tu hai il coraggio di dire basta, di nominare l'abuso, di denunciarlo. Benedetti i tuoi bambini ad averti!
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Re: Brutta storia

Messaggioda vitorunner » lunedì 4 agosto 2014, 8:07

Cara Liberty, ero venuto per risponderti ma non posso aggiungere altro. Devo solo quotare in pieno quanto già scritto, con un punto di vista a te più vicino (da donna a donna).
Riprendo solo questo. Effi:
Il suo comportamento con te non è in contraddizione con questo fatto, sai? Piuttosto io direi una drammatica conseguenza. Lei non è riuscita a non ripetere con te quel che aveva subito. Non è stata protetta e non ha protetto, è stata umiliata e ha umiliato, è stata punita per qualcosa di cui non aveva colpa e ha punito. Immagino l'inconsapevole sofferenza che deve aver provato nel rivivere istintivamente le sue esperienze quando sono avvenute le tue.

Qui si aprirebbe un lunghissimo capitolo. Vi dico solo che una volta in una discussione sulla pag. FB di una psicologa milleriana interevendno sull'argomento ho detto praticamente la stessa cosa e........... si è scatenato linferno.
Insomma è lunga la strada. La negazione è sempre la logica predominante.
Un abbraccio ancora
Vito
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Re: Brutta storia

Messaggioda LIBERTY » martedì 5 agosto 2014, 10:54

Annimar, grazie per l'accoglienza, farò come suggerisci, scriverò come ho fatto prima perchè ho la conferma che con voi posso parlare di tutto. Da un lato so di non aver meritato tutto questo, ma c'è ancora molto che mi blocca, per cui spero di trovare qui la strada per farlo. Ripeterò il mantra, sarà d'aiuto.

Grazie anche a te Rospina, ero certa di non trovare giudizio ma accoglienza qui tra voi.

innanzitutto grazie per aver spostato il topic Silvia, me lo aveva suggerito Vito ma non sapendo come fare avevo chiesto a lui di farlo....
Fa molto male ricordare, questo è certo, infatti ho avuto qualche giorno da riflettere prima di tornare.

Effi, le tue parole così gentili e materne mi fanno provare una leggerezza e un senso di protezione mai pari, è come se avessi preso il mio cuore dal petto e lo avessi coccolato. Quello che scrivi di mia madre è così giusto che concretizza il mio non odiarla, e a che mi servirebbe poi odiarla? Posso solo amarla, e non per un mio bisogno infantile, ma per la mia consapevolezza dell'accaduto a me e a lei, quindi non riesco a condannarla. E' tanto pensante, è vero, farsene carico, quindi è arrivato il momento si smettere di comprendere le sue sofferenze, è ora che io comprenda le mie per riuscire a venirne fuori e non commettere errori coi miei figli.
Voglio raccontarti del rapporto con mio fratello, e volevo un tuo parere. Ne abbiamo vissute tante durante l'infanzia e ne abbiamo condivise molte ma questo non ha rafforzato il nostro rapporto, viviamo quasi come due estranei, sappiamo poco l'uno della vita dell'altra.. Non abbiamo amici in comune, da adolescenti non abbiamo frequentato le stesse comitive, mai un cinema, mai una pizza, mai neanche una confidenza e pensare che da piccoli ci siamo ritrovati a masturbarci insieme, una cosa così intima, così privata, che ripensare a quanto siamo lontani mi spaventa. Al momento non è legato sentimentalmente con nessuna ragazza e in passato ne ha avute due una l'opposta dell'altra, la prima possessiva, opprimente, lui il suo soldatino, poi lei lo ha lasciato, lui ha sofferto tanto ma pare essersi ripreso, la seconda una bambolina, dolce affettuosa idolatrice, l'ha lasciata lui perchè forse troppo per la considerazione che ha di se stesso. Questo mi fa pensare di lui che il suo passato incomba parecchio nelle sue scelte sentimentali. E' un ragazzo molto introverso, silenzioso, misterioso... Ed io non riesco più a far parte del suo mondo, o forse non voglio neanche io farne più parte...

Vito, mi interesserebbe conoscere il dibattito infernale di cui parlavi, certo sarà lungo, ma io ho tanto tempo. Ci sono voluti trentun anni per me capire che era il momento di aprirmi, quindi vuol dire che sono pronta.

Ho bisogno del vostro aiuto per quello che mi sta capitando e mi è capitato che mi lascia piena di dubbi. Sono in attesa del secondo, e anche se tanto desiderato non sento di viverlo come merita. Sono più stanca, le nausee a mille e fisicamente tanto, tanto intollerante. Ciò che non tollero è la mia tensione quando sono sofferente.. Se ho sonno, non sopporto che il mio bambino impieghi tempo per addormentarsi, allora lo sposto di peso in culla, oppure lo sgrido, o peggio ancora lo spintono (orribile, ho pianto quando è successo e l'ho abbracciato chiedendogli scusa). Se ho le nausee per cui non mi reggo in piedi perdo subito la pazienza alla sua minima opposizione. Non so, mi sento disconnessa, sento di non essere in sintonia con quello che desidero (il bene assoluto per la mia famiglia), di non provare empatia, e cosa peggiore penso che questa gravidanza pesi già abbastanza sulle spalle del mio piccolo omettino graziosissimo. Poi i dubbi mi assalgono, e quando il mio secondo bambino arriverà a casa, cosa accadrà al primo? Sarò paziente con entrambi? Sarò lucida? Empatica? Pacata? Se con un pò di nausea divento così intollerante, come sarò dopo notti insonni (per me la notte è sacra, si dorme) e due bambini che hanno bisogno e diritto di serenità e di una mamma "MAMMA"?
Scusate la domanda ormonale...Ma ho bisogno di una spalla! Anzi forse di tante, viste le richieste.
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Re: Brutta storia

Messaggioda Effi B. » martedì 5 agosto 2014, 11:16

Oh, Liberty, come è difficile essere madri quando si custodisce tanto dolore nel cuore! Ci sono certi meccanismi che scattano inconsapevolmente. Tu sei la maggiore, vero? In parte puoi pensare che è probabile ti sia successo di essere la bimba (piccola) che è dovuta ritrovarsi a essere grande per il confronto con il fratellino, quella i cui bisogni di bambina mettevano in difficoltà una mamma già provata e credo molto sola. Tu quanto sei sola? Questo è un aspetto che conta tantissimo. Chi c'è che sostiene, su che rete, familiare e di amicizie, puoi contare? Chi aiuta?

C'è sicuramente una parte di te molto istintuale che ti spinge a concentrarti sul tuo più piccolo, sulla tua pancia che ora è, dal punto di vista della sopravvivenza immediata, la parte più fragile. Se percepisci il tuo grande come una minaccia per il tuo stato, ecco che attacchi. Se hai in te, come purtroppo è, esperienze di aggressione, quelle sgorgheranno con l'istinto. E' successo anche a me, ho picchiato il mio bimbo grande perché aveva fatto piangere il più piccolo. L'ho fatto come se non avessi altra scelta, desiderando di farlo con una parte di me che non sono riuscita a controllare. Penso di doverlo ricordare quando il contesto lo richiede, non perché ne vada fiera o voglia giustificarmi, figurati!, ma perché credo che sia bene dire che certe cose possono succedere e che nominarle sia uno dei modi migliori per impedire che si ripetano. Ci vuole in questo trasparenza e non restare soli con certi pensieri, tramutare il senso di colpa in assunzione di responsabilità. Lo si deve ai propri figli prima che a noi.

Avresti la possibilità di cercare un bravo terapeuta? Vuoi che proviamo a vedere nella rete dei terapeuti milleriani? Abbiamo qui una mamma che ne conosce una di Roma e le si potrebbe chiedere di un collega dalle tue parti e fornirti le indicazioni privatamente. Te lo dico perché io non ho potuto occuparmi in questo senso di me, ma l'ho molto desiderato e invito sempre chi si trova a essere in difficoltà a cercare sostegno qualificato e competente. Quello che facciamo qui ha il suo valore, ci fa bene a tutti, ma a volte c'è bisogno di un aiuto in presenza che i nostri abbracci, per quanto sentiti e affettuosi non possono surrogare.

Tu comunque mi sembri una persona davvero attenta e consapevole, oltre che molto forte. Sei giovane anche! Sono certa che il tuo cammino di consapevolezza sarà felice nel senso che troverai tanto di te e riuscirai a concederti tanto risarcimento per quel che hai sofferto.

Capisco anche lo sconcerto e la tristezza che ti turbano profondamente di fronte a tuo fratello. Anche qui non c'è niente di strano che certi traumi dividano piuttosto che unire. Non so dirti se sia bene o male, chi può dirlo? Credo si abbia bisogno di respirare aria diversa, di pensare ad altro, di aprirsi ad altre prospettive di vita. Che stare insieme a volte coincida con il rinnovare la sofferenza patita insieme. E ciascuno poi trova le sue strategie di sopravvivenza. Potrebbe essere che tu e tuo fratello vi ritroviate uniti, che riusciate finalmente ad abbracciavi e a dirvi a vicenda che quel che vi è successo non è giusto, che siete sopravvissuti e vi volete bene. Ora forse è difficile. Pensa anche a quello che ci racconti, al vostro masturbarvi insieme. Non trovi che ci dice che vi siete dovuti ritrovare uniti e complici proprio in una cosa che molto probabilmente era l'effetto degli abusi subiti? Come può una cosa simile non pesare su una relazione d'affetto? Me lo chiedo chiedendolo a te.

Raccontaci ancora di te, vieni pure a raccontarci tutto quello che ti viene in mente, che senti, che desideri. Noi, lo sai, siamo qui
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Re: Brutta storia

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » giovedì 7 agosto 2014, 19:41

Ciao Liberty....un giorno sarai davvero libera... dentro. Quando avrai compreso ed elaborato tutto il dolore che ti porti dentro, la rabbia impotente della bambina che vive dentro di te.
Ma tu NON sei come tua madre. Hai deciso che 'dimenticare' non è solo inutile, ma foriero di infelicità personale e di 'coazione a ripetere' gli schemi di odio che le bimba che è in te è stata costretta a respirare al posto dell'ossigeno della vita. Si parla tanto(troppo!) di perdono. Ma la cosa più importante è, a questo punto, IMPARARE A PERDONARSI NON UNA VOLTA, MA ALL'INFINITO.
Perché? Perché i tuoi comportamenti attuali che tu, giustamente aborri, non riflettono i tuoi abituali modi di essere. Li vivi come 'egodistonici' e quando, improvviso, ti prende 'uno scoppio irrefrenabile di collera' poi dopo...te ne devi sentire ANCHE in colpa!! Tu SEI STATA ED IN CERTO SENSO SEI ANCORA UNA VITTIMA DI QUESTO AMBIENTE MALTRATTANTE E NEGAZIONISTA. Nel mio dialetto si dice "cornuto e mazziato". E questo non mi sembra giusto, ti pare Liberty? Non ti sembri strano, ma secondo me, più ti arrabbi, sei angosciata, spaventata, triste e sola nella tua sofferenza, più ti avvicini alle "emozioni ferite" di quella piccola bambina che ha dovuto respirare il 'disprezzo di sé' piuttosto che 'l'amore di sé'. Ma prendendo 'confidenza' con le emozioni rimosse o dissociate tu ti avvicini a te stessa. Oggi, finalmente puoi permetterti di arrabbiarti, nessuno te lo può impedire. Non solo, ma tu, come tante altre mamme qui, sei una vera "MAMMA CORAGGIO". NON VUOI 'REPLICARE' GLI STESSI SCHEMI DISTRUTTIVI E DI ODIO... PER AMORE DI TUO FIGLIO! So quanto sia difficile questo percorso, ma credimi, non ne conosco altri. Anche perché, parafrasando una nota frase del vangelo(proprio io!!) "solo la verità(della propria infanzia) ci renderà davvero liberi da condizionamenti interni: quelli che ci tiranneggiano sotto forma di 'doverizzazioni assolutistiche'.
Di seguito provo a dare 'i miei punti di vista' rispetto a certe cose che ci hai raccontato:
LIBERTY ha scritto:Tante volte ho pensato "possibile che mio marito desideri proprio me?"

carissima lo pensano tutti i bambini maltrattati(come pensiero automatico): se la mamma non li ha amati, chi altri potrebbe trovarmi interessante?
LIBERTY ha scritto:L'ho odiata e l'ho capita, per questo non odio più lei ma i suoi comportamenti

Bene. Tuttavia abbi con te la stessa comprensione che hai verso di lei. Primo: rispetto e amore per te significa perdonarti, nutrire di empatia quella bimba sofferente che è in te ed abbi tanta, ma tanta, compassione per lei.
Per quanto riguarda i genitori è già la società che da millenni ci dice di "onorare il padre e la madre". Odiala pure, senza sentirti in colpa per questo. La rabbia che vivi in modo consapevole e contestualizzata non è piacevole, certo, ma in questo modo, piano piano, non avrai più bisogno di 'replicarla' su 'vittime di turnò
LIBERTY ha scritto:Mi sono sempre masturbata da piccola, non sapevo neanche cosa significasse

Non c'è assolutamente niente di male, tu stessa, come hai detto, non sapevi manco cosa potesse significare. Il valore sessuale e proibito è proiettato dall'esterno. Anche io facevo lo stesso, avevo otto anni. Dopo tanto tempo e tanti sensi di colpa, ho compreso che quel comportamento era utile perché masturbarti ti dava un po' di 'piacere' che poteva 'compensare' un tuo stato di dolore interno(dispiacere) che non potevi condividere con nessuno...povera Liberty

Ma la cosa più importante la riservo alla fine: B-E-N-V-E-N-U-T-A- :abbraccione :abbraccione :abbraccione
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Re: Brutta storia

Messaggioda LIBERTY » lunedì 18 agosto 2014, 10:48

Effi B. ha scritto:Oh, Liberty, come è difficile essere madri quando si custodisce tanto dolore nel cuore! Ci sono certi meccanismi che scattano inconsapevolmente.

Hai proprio ragione, durante la gravidanza il mio piccolo ha subito qualche reazione violenta, inspiegabile per me, ma è successo, l'ho picchiato, e me ne vergogno perchè non riesco a credere di esserne stata capace, io che ho subito e so cosa si prova a subire ho inferto a mio figlio punizioni corporali. Tante altre volte la mano voleva partire e sono sempre stata capace di ragionare, di capire la sua richiesta, l'ho fatto, l'ho accolto, capito e soddisfatto. Ma è successo e questo mi terrorizza, perchè ho paura che averlo fatto una volta precluda il ripeterlo.

Effi B. ha scritto:Tu sei la maggiore, vero? In parte puoi pensare che è probabile ti sia successo di essere la bimba (piccola) che è dovuta ritrovarsi a essere grande per il confronto con il fratellino, quella i cui bisogni di bambina mettevano in difficoltà una mamma già provata e credo molto sola. Tu quanto sei sola? Questo è un aspetto che conta tantissimo. Chi c'è che sostiene, su che rete, familiare e di amicizie, puoi contare? Chi aiuta?

Si, sono la maggiore, ed è vero, sono sempre stata a difendere i più piccoli.
Se sono sola? Non lo so, non so riconoscere chi mi è vicino sinceramente...anche di amicizie non so parlare, non ho mai avuto amiche, o non ho saputo averne. Ricordo che mi piaceva averne esclusive..solo due amiche e basta, nessuno poteva intromettersi, entrare a farne parte, ero gelosa, quasi possessiva della mia amica, alla fine mi ha abbandonata "come biasimarla". Ricordo invece di una che provava talmente tanta invidia nei miei confronti che un pomeriggio mentre si intrecciavano fili di lana per farne bracciali, davanti ad altre (compagne di classe) mi diede uno schiaffo da lasciarmi il segno delle dita sulla guancia, io e le altre rimanemmo basite, lei sorpresa ma subito dopo indifferente, avrei pianto e riempito di botte quella s...za ma non ne sono stata capace, quindi l'ho odiata, tanto e tanto da cancellare con un batuffolo di cotone e alcool la sua faccia dalla foto scolastica, quando se ne accorse anche lei rimase basita, io solo indifferente. Non riesco a dimenticare, non so perdonarla, forse perchè non ho mai capito da dove iniziasse il suo odio per me, il mio l'ho capito e forse ne è la conseguenza, ma io? Io che le ho fatto? Non riesco a contare su nessuno, se non su voi che siete i primi a cui parlo di queste cose, quindi conto su di voi, sul vostro aiuto.

Effi B. ha scritto:C'è sicuramente una parte di te molto istintuale che ti spinge a concentrarti sul tuo più piccolo, sulla tua pancia che ora è, dal punto di vista della sopravvivenza immediata, la parte più fragile. Se percepisci il tuo grande come una minaccia per il tuo stato, ecco che attacchi. Se hai in te, come purtroppo è, esperienze di aggressione, quelle sgorgheranno con l'istinto. E' successo anche a me, ho picchiato il mio bimbo grande perché aveva fatto piangere il più piccolo. L'ho fatto come se non avessi altra scelta, desiderando di farlo con una parte di me che non sono riuscita a controllare. Penso di doverlo ricordare quando il contesto lo richiede, non perché ne vada fiera o voglia giustificarmi, figurati!, ma perché credo che sia bene dire che certe cose possono succedere e che nominarle sia uno dei modi migliori per impedire che si ripetano. Ci vuole in questo trasparenza e non restare soli con certi pensieri, tramutare il senso di colpa in assunzione di responsabilità. Lo si deve ai propri figli prima che a noi.

Con questo, rispondi alla mia prima richiesta. Io sono terrorizzata da questo, ho una fifa blu. Non sono violenta, la violenza mi fa tremare le gambe, mi angoscia, mi traumatizza, come posso allora comportarmi in questo modo anch'io? Verso un bimbo di neanche tre anni?

Effi B. ha scritto:Avresti la possibilità di cercare un bravo terapeuta? Vuoi che proviamo a vedere nella rete dei terapeuti milleriani? Abbiamo qui una mamma che ne conosce una di Roma e le si potrebbe chiedere di un collega dalle tue parti e fornirti le indicazioni privatamente. Te lo dico perché io non ho potuto occuparmi in questo senso di me, ma l'ho molto desiderato e invito sempre chi si trova a essere in difficoltà a cercare sostegno qualificato e competente. Quello che facciamo qui ha il suo valore, ci fa bene a tutti, ma a volte c'è bisogno di un aiuto in presenza che i nostri abbracci, per quanto sentiti e affettuosi non possono surrogare.

Economicamente parlando non potrei cercarlo, non ho più lo stipendio di una volta, col part-time non me lo posso permettere, però mi farebbe piacere almeno sapere che dalle mia parti c'è un milleriano. Si lo so che alcune cose non possono sostituire la presenza fisica, la voce, gli sguardi, ma da molto aiuto parlarne anche qui.

Effi B. ha scritto:Tu comunque mi sembri una persona davvero attenta e consapevole, oltre che molto forte. Sei giovane anche! Sono certa che il tuo cammino di consapevolezza sarà felice nel senso che troverai tanto di te e riuscirai a concederti tanto risarcimento per quel che hai sofferto.

Ti ringrazio per questa descrizione, ma a volte non sembra appartenermi, molto spesso non mi sento forte o attenta e consapevole. Spero tanto anch'io in un risarcimento, ma non per me ma per i miei figli che saranno il mio riscatto alla vita. Molto spesso sogno ad occhi aperti la mia famiglia nel futuro, una famiglia unita nell'amore, nella condivisione e nella fiducia, una famiglia grande ed unita. Sogno e spero.

Effi B. ha scritto:Capisco anche lo sconcerto e la tristezza che ti turbano profondamente di fronte a tuo fratello. Anche qui non c'è niente di strano che certi traumi dividano piuttosto che unire. Non so dirti se sia bene o male, chi può dirlo? Credo si abbia bisogno di respirare aria diversa, di pensare ad altro, di aprirsi ad altre prospettive di vita. Che stare insieme a volte coincida con il rinnovare la sofferenza patita insieme. E ciascuno poi trova le sue strategie di sopravvivenza. Potrebbe essere che tu e tuo fratello vi ritroviate uniti, che riusciate finalmente ad abbracciavi e a dirvi a vicenda che quel che vi è successo non è giusto, che siete sopravvissuti e vi volete bene. Ora forse è difficile. Pensa anche a quello che ci racconti, al vostro masturbarvi insieme. Non trovi che ci dice che vi siete dovuti ritrovare uniti e complici proprio in una cosa che molto probabilmente era l'effetto degli abusi subiti? Come può una cosa simile non pesare su una relazione d'affetto? Me lo chiedo chiedendolo a te.

E' vero sai? Non ci avevo pensato..come può una cosa simile non pesare su una relazione d'affetto? Come può? E la risposta me l'ha data la vita stessa...non c'è nessun tipo di rapporto, forse perchè da piccoli siamo stati anche troppo uniti. Me lo auguro anch'io di ritrovarmi un giorno con mio fratello, è così buono, e gli voglio un gran bene.

Effi B. ha scritto:Raccontaci ancora di te, vieni pure a raccontarci tutto quello che ti viene in mente, che senti, che desideri. Noi, lo sai, siamo qui

Lo farò, tornerò a raccontarvi perchè farlo mi aiuta. Scusa la grande assenza, ma sono stata un pò a riflettere, a cercarmi, ma torno, tranquilla torno.

Grazie.
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Re: Brutta storia

Messaggioda LIBERTY » lunedì 18 agosto 2014, 11:15

PATRIZIO LAMPARIELLO ha scritto:Ciao Liberty....un giorno sarai davvero libera... dentro. Quando avrai compreso ed elaborato tutto il dolore che ti porti dentro, la rabbia impotente della bambina che vive dentro di te.
Ma tu NON sei come tua madre. Hai deciso che 'dimenticare' non è solo inutile, ma foriero di infelicità personale e di 'coazione a ripetere' gli schemi di odio che le bimba che è in te è stata costretta a respirare al posto dell'ossigeno della vita. Si parla tanto(troppo!) di perdono. Ma la cosa più importante è, a questo punto, IMPARARE A PERDONARSI NON UNA VOLTA, MA ALL'INFINITO.
Perché? Perché i tuoi comportamenti attuali che tu, giustamente aborri, non riflettono i tuoi abituali modi di essere. Li vivi come 'egodistonici' e quando, improvviso, ti prende 'uno scoppio irrefrenabile di collera' poi dopo...te ne devi sentire ANCHE in colpa!! Tu SEI STATA ED IN CERTO SENSO SEI ANCORA UNA VITTIMA DI QUESTO AMBIENTE MALTRATTANTE E NEGAZIONISTA. Nel mio dialetto si dice "cornuto e mazziato". E questo non mi sembra giusto, ti pare Liberty? Non ti sembri strano, ma secondo me, più ti arrabbi, sei angosciata, spaventata, triste e sola nella tua sofferenza, più ti avvicini alle "emozioni ferite" di quella piccola bambina che ha dovuto respirare il 'disprezzo di sé' piuttosto che 'l'amore di sé'. Ma prendendo 'confidenza' con le emozioni rimosse o dissociate tu ti avvicini a te stessa. Oggi, finalmente puoi permetterti di arrabbiarti, nessuno te lo può impedire. Non solo, ma tu, come tante altre mamme qui, sei una vera "MAMMA CORAGGIO". NON VUOI 'REPLICARE' GLI STESSI SCHEMI DISTRUTTIVI E DI ODIO... PER AMORE DI TUO FIGLIO! So quanto sia difficile questo percorso, ma credimi, non ne conosco altri. Anche perché, parafrasando una nota frase del vangelo(proprio io!!) "solo la verità(della propria infanzia) ci renderà davvero liberi da condizionamenti interni: quelli che ci tiranneggiano sotto forma di 'doverizzazioni assolutistiche'.

Grazie Patrizio, spero di riuscirci presto. E' davvero un cammino lungo e tortuoso, ma sto imparando pian piano ad intraprenderlo.

PATRIZIO LAMPARIELLO ha scritto:Di seguito provo a dare 'i miei punti di vista' rispetto a certe cose che ci hai raccontato:
LIBERTY ha scritto:Tante volte ho pensato "possibile che mio marito desideri proprio me?"

carissima lo pensano tutti i bambini maltrattati(come pensiero automatico): se la mamma non li ha amati, chi altri potrebbe trovarmi interessante?
LIBERTY ha scritto:L'ho odiata e l'ho capita, per questo non odio più lei ma i suoi comportamenti

Bene. Tuttavia abbi con te la stessa comprensione che hai verso di lei. Primo: rispetto e amore per te significa perdonarti, nutrire di empatia quella bimba sofferente che è in te ed abbi tanta, ma tanta, compassione per lei.
Per quanto riguarda i genitori è già la società che da millenni ci dice di "onorare il padre e la madre". Odiala pure, senza sentirti in colpa per questo. La rabbia che vivi in modo consapevole e contestualizzata non è piacevole, certo, ma in questo modo, piano piano, non avrai più bisogno di 'replicarla' su 'vittime di turnò

E' difficile avere compassione verso se stessi quando si compiono gesti che sai già prima di metterli in pratica che sono sbagliati.
Odiare mia madre? A che servirebbe? Effi ha individuato bene chi è mia madre, una persona sola e maltrattata al suo tempo, quindi puoi capire perchè non odio lei ma ciò che non è stata consapevole di fare. Io sono fortunata ad aver capito e compreso, e dai suoi errori cerco di imparare per non ripeterli. Oggi mia madre è una persona diversa, mi ama e mi sostiene e odiarla non avrebbe senso adesso.

PATRIZIO LAMPARIELLO ha scritto:
LIBERTY ha scritto:Mi sono sempre masturbata da piccola, non sapevo neanche cosa significasse

Non c'è assolutamente niente di male, tu stessa, come hai detto, non sapevi manco cosa potesse significare. Il valore sessuale e proibito è proiettato dall'esterno. Anche io facevo lo stesso, avevo otto anni. Dopo tanto tempo e tanti sensi di colpa, ho compreso che quel comportamento era utile perché masturbarti ti dava un po' di 'piacere' che poteva 'compensare' un tuo stato di dolore interno(dispiacere) che non potevi condividere con nessuno...povera Liberty

Adesso so che non c'è assolutamente niente di male...mio figlio comincia già a scoprirsi e mai l'ho dissuaso o rimproverato, lascio che impari a conoscere il suo corpo. Qualcuno è intervenuto quando lo ha notato ed io l'ho zittito dicendo "sei tu che hai malizia nei pensieri, non mio figlio che è puro nel conoscere il suo corpo" la reazione è stata ritrarsi dandomi ragione. Non credo che rimprovererò mai mio figlio perchè si tocca o scopre piacere nel farlo, e sarò pronta a rispondere ad ogni sua domanda sull'argomento, ovviamente risponderò tenendo conto del contesto e dell'età di mio figlio.

PATRIZIO LAMPARIELLO ha scritto:Ma la cosa più importante la riservo alla fine: B-E-N-V-E-N-U-T-A- :abbraccione :abbraccione :abbraccione

Grazie, spero di leggere altri tuoi interventi.
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Re: Brutta storia

Messaggioda Effi B. » mercoledì 17 settembre 2014, 22:09

Cara Liberty, come stai? Come è trascorso questo ultimo mese?
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