La seggiolina della riflessione...scuola materna

Esperienze e riflessioni di chi entra in contatto con il sistema scolastico tradizionale a confronto con le teorie dell'apprendimento naturale e le sue possibili applicazioni concrete.

La seggiolina della riflessione...scuola materna

Messaggioda Tintalle » mercoledì 7 luglio 2021, 10:33

Buongiorno, mio figlio (3 e mezzo) va abbastanza volentieri alla materna (classe omogenea), anche se capitano le mattinate in cui dice che non ha voglia -ma la cosa finisce lì- o in cui si nasconde un po’ dietro le mie gambe prima di entrare in classe…poi una volta lì gioca, partecipa con entusiasmo alle attività, mangia e dorme. E’ un bambino sensibile, a volte fatica a controllare la rabbia o la frustrazione di non poter avere un gioco e, mentre spesso riesce a canalizzarla in un urlo o in uno sfogo fisico come battere i piedi, altre spinge o colpisce i compagnetti (da cui riceve altrettanto, insomma sono dinamiche che credo succedano tra piccoli, niente di esagerato).
Però a volte mi riporta che le maestre sono “cattive” perché lo mettono in “castigo” (credo lo chiamino proprio così) facendolo sedere “a pensare”.
Il risultato è che appunto lui non credo capisca il motivo per cui lo mettono seduto, o anche se lo capisce razionalmente quello che gli resta emotivamente è la sensazione di ingiustizia e di cattiveria delle maestre che lo escludono.
Tra l’altro alcune compagnette vengono a riportarmelo appena lo vado a prendere “sai che oggi X è stato monello….”
Mi piacerebbe affrontare l’argomento con le maestre, che sono tolleranti e per il resto attente (fanno anche molti lavori sulle emozioni), ma rischio secondo voi di peggiorare la situazione? Se è un loro metodo che applicano abitualmente, possono non applicarlo solo a lui? Ne dubito, poi gli altri bimbi cosa direbbero…sono un po’ perplessa.
Non è una cosa così grave, per il resto sono molto contenta delle maestre, è che vedo proprio che questa cosa non è adatta.
Anche io avevo provato tempo fa a farlo sedere per calmarlo, ma vedo che non lo vive bene, lo sente come una punizione (anche se io sto lì accanto) e ho abbandonato questo sistema dopo credo 2 tentativi. All’asilo peggio perché lui viene proprio escluso dalle attività che si svolgono in quel momento.
Questo mi ha fatto anche riflettere sul fatto che comunque non posso aspettarmi che gli altri utilizzeranno sempre il mio stesso approccio educativo (anzi! Anche con i nonni è una fatica…) quindi mi chiedo se forse dovrei anche accettare e spiegare semplicemente a mio figlio.
Io ad esempio gli ho detto che anche a me non piacciono i castighi, ma che forse la maestra voleva fargli smettere un comportamento che non le piaceva in quel modo…
Vorrei sapere come la pensate. Grazie!
Tintalle
 
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