ed è arrivata Aurora

Come inizia la storia che vi ha portati qui? La vostra, quella dei vostri bambini e del vostro rapporto con loro? Vogliamo offrire accoglienza a questi racconti perché l'indole di ciascuno di noi discende anche da come è entrato nel mondo, è influenzata dal ricordo segreto che di questa prima esperienza il corpo custodisce e dai ricordi che i racconti di famiglia serbano per lui. Pensieri intorno a una nuova vita, sul suo concepimento, sul suo schiudersi a noi.

ed è arrivata Aurora

Messaggioda emme » sabato 12 marzo 2016, 1:05

sono passati più di 4 mesi ma solo adesso mi metto a scrivere il racconto del suo parto.
Finora l'ho rivissuto mille volte, nella testa e nel cuore, per assaporarlo e metabolizzarlo profondamente.
Chiedo scusa per la scrittura, non sono cosi brava a scrivere, e da cellulare è proprio complicato.

Forse un giorno tutto cambierà, più sereno intorno si vedrà, voglio dire che forse andranno a posto tante cose... ecco perché, ecco perché, continuerò... a sognare ancora un po'..uno dei sogni miei...

Aurora è nata con un naturalissimo parto naturale dopo un cesareo, un vbac come viene chiamato nel settore.
Da prima di rimanere incinta avevo contattato una ostetrica perché avevo intenzione di partorire in casa. La prima volta che ho letto di un parto in casa è stato qui è da allora mi sono informata fino a decidere che sarebbe stato così che avrei voluto accogliere il mio secondo bambino.
Un percorso piuttosto freddo che è terminato a 37 settimane quando mi ha comunicato che non mi avrebbe assistita in casa ma accompagnata in ospedale.
Dopo uno scambio di opinioni, ci siamo reciprocamente mandate a quel paese e mi sono riusovata a pochi giorni dal parto che avrei voluto in casa, senza una ostetrica, sola. Dopo due giorni di disperazione ho raccolto le mie forze e contattato un'altra ostetrica che mi ha detto il suo SI.
Non x un parto in casa, dato il poco tempo, ma x accompagnarmi in ospedale, a 50 km, per realizzare il mio sogno di una nascita naturale e rispettata. E così è stato.
Ho vissuto gli ultimi giorni di gravidanza come in una favola, meravigliosi.
Poi ansia, contrazioni nemmeno 1 nemmeno dopo la scadenza, visita all ambulatorio gravidanza a termine fissata per il successivo martedi con la scadenza di 41+3 x una ipotetica prima induzione che avrei sicuramente rifiutato x arrivare a 42.
Alla visita della settimana prima (prima e unica visita fatta in ospedale, giusto x aprire la cartella clinica) sono riuscita a evitare x caso uno scollamento, rifiutato solo x fortuna xke captato tra le parole della ostetrica e questo mi aveva messo tanta ansia e agitazione, e la paura di non saper rifiuare manovre esterne.
Ero sicura che Aurora sapesse cosa deve fare, avevo fiducia in lei, ma paura dell'ospedale. Tanta.
Ma ho vissuto quei giorni in modo spensierato, con tanto affiatamento con il mio compagno e mio figlio. Sfoggiavo il mio pancione con orgoglio, lo portavo a spasso entusiasta.
In tutto questo, Aurora era dentro me, ma già con noi.
Arriva martedì 27 ottobre, giorno di luna piena..ma io non ho alcun sintomo. Vedo Tatiana, l ostetrica, alla quale parlo delle mie paure, del tempo che passa. Ripeto anche a lei che io ho fiducia in me e nella mia bambina, ma che ho paura di quello che mi faranno.. e Lei mi tranquillizza come al solito e mi da ancora più fiducia.
La ascoltiamo, Aurora vive in me ed è piena di vita. Cambia posizione spesso, sta cercando la sua strada. Tutti segnali positivi.. mi rendo conto che ha bisogno di tempo, e mi impegno a lasciarle tutto il tempo di cui ha bisogno... Sarò forte e saprò difendere il suo diritto di essere lasciata libera e soprattutto rispettata. Tati mi suggerisce di provare a staccare, camminare nel verde, nella natura, senza pensare alla cena e alla casa ecc.
Sì, lo voglio fare. Lo farò.
Intanto vado a comprare un paio di cose in un supermercato. È stato l'ultimo giorno della mia vita prima di Aurora, ma allo stesso tempo lei era con me.
Compro anche un puzzle di Nemo per mio figlio, e 3 cuscini in uno stile che mi piace molto. Corro a mettere tutto giù a casa, e vado a prendere Edoardo all'asilo.
Torniamo a casa, nanna, doccia e alle 17.30 abbiamo musica come ogni martedì. Prima però ho voglia di portare Edoardo al mare. È un pomeriggio grigio e umido, ma noi andiamo lo stesso. Parcheggio e gli propongo di fare merenda ma la pasticceria dove vogliamo andare è chiusa. Mano nella mano passeggiamo su un lungomare deserto e grigio, con in mano un pacchetto di crackers, l'unica cosa che sono riuscita a trovare in borsa.
Lo prendo in braccio, lo stringo il mio bambino, e gli dico Vedrai che la prossima volta ci sarà anche la bimba con noi. Guardando verso il mare, nella nebbia, vediamo il faro rosso e quello verde illuminarsi, lo abbraccio, mi emoziono. Ho i brividi a ripensarci. Lui ha ancora fame e nonostante è tardi, ci dirigiamo verso un altro bar. Prendiamo una pizzetta e facciamo due chiacchiere con la barista, la vediamo sempre d'estate perché abbiamo l'ombrellone lì davanti...ed esce il discorso.. questa bimba sta proprio comoda qui dentro.
È tardi, siamo in ritardo. Corriamo nella nebbia verso la macchina con le mani strette. Scrivo un messaggio chiedendo scusa del ritardo e ci dirigiamo verso la lezione di musica. Arriviamo tardi, ma oggi ce lo possiamo Permettere. Anche se non so ancora il perché.
Ceniamo, siamo soli quella sera, come un segno del destino, per poter stare insieme ancora di più.
Dopo cena gli do il puzzle che gli ho comprato la mattina, lo facciamo più volte x terra davanti al divano. Poi andiamo a letto, leggiamo i libri di cars e si addormenta ciucciando.
È stata una serata piena di dolcezza e connessione profonda. Emozionante.
Mi ero ripromessa di pulire un Po così do lo straccio in salotto, poi mi rimetto a letto.
È notte, sono sola con la mia bambina dentro me e mi stringo al mio bimbo. Daniele torna, ci salutiamo ma io sono addormentata. Lui si addormenta sul divano e poi va nella cameretta. Dormo profondamente, poi inizio a svegliarmi senza capire bene cosa succede. Sento tirare la pancia, mi dico che la bimba sta cambiando posizione. Sento delle fitte, la bimba si muove tanto stanotte. Vado al bagno, come tira la pancia. Torno a letto e continuo a dormire a svegliarmi con queste strane sensazioni non meglio definite. Quando ho quella specie di crampi mi metto sul fianco e stringo Edoardo.
Non mi rendo conto bene di cosa succede, finché non è mattina e pur non avendo mai avuto contrazioni in vita mia, mi rendo conto che sono loro. Scrivo a Tati, le scrivo che sono loro, inconfondibili, le onde.
Lei mi chiede ogni quanto le ho. Ma io non lo so, sono molto irregolari. Mi dice ok, scrivimi quando ti arrivano le prossime 3.
Intanto sveglio Edoardo per portarlo all'asilo. Le contrazioni continuano irregolari, e io non so bene cosa fare. Penso di portarlo io all'asilo, poi no, non ce la faccio. Edoardo deve aver capito qualcosa, inconsciamente deve aver sentito che stava x succedere qualcosa: era agitato, nervoso, e continuava a chiedermi di portarlo io...così, pensando che forse quello era l'ultimo giorno in cui eravamo soli, accetto. Facciamo colazione e usciamo tutti e tre. Le contrazioni si fermano, ne ho una più lieve nel giardino dell'asilo e poi più niente. Lo saluto acciaccato stretto stretto e torno a casa. Daniele va a lavorare e io aspetto tati.
Lei arriva, sente il battito, sente una contrazione con le mani sulla mia pancia e mi conferma che sì, sono davvero le contrazioni vere. Le onde. Mi consiglia di appoggiarmi a un muro o a una porta e respirare via l'onda. Mi chiede se me la sento di restare sola, e sì, x ora sì, sono tranquilla. Le dico Ma allora prima di novembre (la spada di Damocle della visita all'ambulatorio gat) sarà nata?
Lei si mette a ridere. Maddy non ho mai visto un travaglio di una settimana, mi dice.
Mi consiglia di chiamare Daniele x stare un po insieme e quando lei se ne va gli mando un messaggio x chiedergli se tornava a casa x stare con me ad aspettare Aurora. Ma è fine mese, ha dei casini al lavoro e sa che i prossimi giorni non avrà molto tempo, quindi non viene. Io ci sono rimasta male, avrei voluto condividere quel momento con lui, ma lo conosco, è così... quella del lavoro era sì la verità, ma anche una scusa x non essere coinvolto troppo. Per me va bene però... è un momento tutto nostro. Mio e di Aurora.
Tati se ne va. Restiamo io, Aurora e le onde. Mi metto il pigiama, scaldo i termosifoni. Mi scaldo la schiena sul termosifone del salotto che è lungo tutta la parete. Accolgo le onde appoggiata alla porta che divide giorno e notte, a volte vado ad appoggiarmi sul termosifone. Sono irregolari ma stanno prendendo un loro ritmo.
Mi ero preparata il cd della meravigliosa maestra di musica di mio figlio, ma voglio solo silenzio.
In un attimo però penso alla mia bambina e prendo tra i miei cd un vecchio album di Eros Ramazzotti..
È il 28 ottobre, il suo compleanno...il disco è Dove ce musica, e il brano numero 4 è Lei.. l'Aurora.
Abbasso la serranda, mi inginocchio sul divano con le braccia appoggiate sullo schienale (non sapevo ancora che proprio così, tante ore più tardi, avrei accolto la mia bambina) e a occhi chiusi canto con lei..e per lei.
Mi commuovo chiamandola "sarà, sarà l'Aurora, per me sarà così... come uscire fuori, come respirare un'aria nuova... sempre di più... E tu e tu amore vedrai che presto tornerai.. dove adesso non ci sei"
La ascolto una sola volta, poi spengo lo stereo e torno nel mio silenzio.
Il disco rimarrà li, e il giorno in cui torneremo a casa, mio figlio cercando un Po di musica lo accende proprio sulla 4..E io non posso che piangere tornando a quel momento.
È un momento molto intimo, e mi emoziona pensare che ce la musica di Eros, che insieme a Laura Pausini è stato costantemente presente in tutta la mia vita in musica, in sottofondo. È il suo compleanno e la mia bambina si chiama come la sua prima figlia. Sì, qualcosa di profondo ce. La mattina mia madre mi aveva mandato un sms chiedendomi come stavo (non sapeva nulla nessuno) e le avevo risposto Sarebbe bello se nascesse il 28 ottobre!!
Torno al mio silenzio fatto di onde.. verso le 11 si fanno sempre più regolari, e si stabilizzano ogni 10 minuti. Lo scrivo a tati e mi metto a letto. Sto bene solo sul fianco, e quando arriva l'onda mi metto a 4 zampe sul letto. La serranda bassa, la coperta calda, il silenzio. Aurora sta arrivando.
Mi faccio una prima doccia (tanta acqua x questa nascita) ma non ho voglia di stare in bagno così mi bagno solo addosso senza bagnare i capelli x non dover usare il phon e asciugarmi... quindi faccio presto ed esco. Ho bisogno di tornare a letto.
Dico a Daniele di venire x andare a prendere Edoardo all'asilo. Lo sento distante o forse lo vorrei solo più vicino. Lui è preso dai suoi casini, mi sembra quasi voler rimandare questo momento. Ma io sono ben dentro il momento e non mi lascio toccare da nulla.
Voglio andare con lui da Edoardo, ormai è sicuro: domani non ci sarò.
Andiamo e faccio finta di niente ma le onde continuano ogni 10 minuti. Torniamo a casa, incontriamo mia madre in giardino che mi dice che la pancia è un Po scesa (era molto alta i giorni scorsi), e che sembro un Po sbattuta... cos'hai? io non le dico nulla... solo un Po di movimenti..
Inizia a questo punto una delle fasi più difficili di questa giornata. Edoardo è agitato, io sofferente e Daniele nervoso. Un mix esplosivo.
Io affronto ogni onda sul divano, appoggiata al cuscino a fiori che ho comprato il giorno prima. Lui vuole continuare a fare il puzzle della sera precedente. Daniele si prepara il pranzo.
Io mangio pochissima pasta, ho paura di essere pesante, poi torno a guardare i puzzle di Eddy.
Cerco di convincerlo ad andare a letto, come ogni giorno, ma oggi non ne vuole sapere. Ora capisco, lui sapeva tutto!
Lo trascino in camera e la situazione difficile aumenta di tensione. Lui vuole la tetta, io non ce la faccio, le contrazioni continuano regolari ogni 10 minuti. Se mi vede sofferente si arrabbia, io vorrei solo he lui dormisse ma lui non ce la fa. Daniele nervoso si arrabbia con me che dovevo prevedere e organizzare meglio la sua situazione. Io invece lo volevo lì.
Intanto sento tati che mi aveva detto che sarebbe passata dopo pranzo.. E le dico di venire, tanto ormai mi sono arresa, niente nanna.
Da quel giorno, la nanna pomeridiana è stata abolita, salvo particolari occasioni.
Quando arriva Tati la situazione si ristabilisce un Po. Edoardo le mostra i puzzle (intanto li ha fatti tutti), i libri (glieli racconta uno x uno), è agitato ma distratto.
Lo lascio con Daniele e andiamo in camera x una visita: abbiamo 50 km da fare e dobbiamo sapere quando partire. Sono un Po tesa ma la visita nemmeno la sento. È la prima volta che mi visita da sempre.
Mi dice che piano piano stiamo lavorando, non mi parla di cm o altro.. è positiva, e questo mi basta.
Non ho fretta, anzi. La cosa che più ho desiderato, a pensarci bene fin da tutta la gravidanza, è stato il tempo. Il tempo che da solo ha fatto entrare questa bambina, tanto desiderata ma che tanto mi ha spaventato, nella nostra famiglia giorno dopo giorno.
E il rispetto del tempo, del suo e del nostro tempo.
Daniele e Edoardo escono, lui lo porta in ufficio (a casa dei nonni) x distrarlo e x vedere non so che cosa.
Resto sola con tati, continuo ad affrontare le contrazioni in ginocchio sul divano, e mi da molto sollievo la borsa dell'acqua calda sulla schiena. Tati me la mette ad ogni onda, ancora ogni 10 minuti regolari.
Dopo un Po mi consiglia di andare a riposarmi a letto: mi aspetta un bel lavoro e avrò bisogno di tante energie. Le chiedo di rimanere vicino a me, e lei resta lì, accanto a me. Mi copro con la mia coperta blu e provo a riposare, ma non ce la faccio. Non è solo il fatto che mi svegliano le contrazioni, ma proprio la testa non riesce a spegnersi. Mentre sono giù a letto suona il campanello: è mia madre. Entra in camera e io resto un po' vaga... Non voglio dirle che sono così avanti, non so perché, ma ho avuto bisogno di rispettare l'intimità di quel momento. Chiacchieriamo un Po e le onde si diradano. Dopo una mezz'ora circa se ne va e resto da sola con tati e le mie onde che tornano regolari. A quel punto riesco a dormire un po', lei va di là lasciandomi da sola ma pronta a venire appena mi sente muovermi x mettermi a 4 zampe sul letto x la contrazione.
Passa così il pomeriggio, lento e diluito nelle onde che arrivano, mi scuotono e se ne vanno, avvicinandomi sempre più al mio incontro con Aurora.
Edoardo e Daniele tornano pronti x cenare, e tati mi visita di nuovo. La testa è bassa, tutto procede benissimo: dopo cena si parte.
Ci accordiamo che lei torna a casa (5 minuti da qui) x cenare e sistemare marito e figlio, e torna appena siamo pronti.
Non mi sembra ancora vero...stiamo x partire! Avevamo organizzato con Daniele che, se fossimo andati di notte (ed ero sicura, perché Aurora cercava da sempre il suo momento quando gli altri erano a posto..) loro sarebbero venuti su con me e avrebbero dormito in albergo x essere subito pronti la mattina dopo.
Fuori pioviggina. Preparo uno zainetto con un paio di cambi, il libro x la sera, lo spazzolino e qualcosa da mangiare x Edoardo. Mi rifaccio la doccia. L'acqua mi da sollievo e mi piace stare lì dentro. Questa volta mi lavo anche i capelli, e con grande fatica li asciugo cercando di fare una piega decente. Daniele e Edoardo mangiano, ascoltano musica sul canale radio capital. Io non ho fame, non riesco a pensare di mangiare... le contrazioni si avvicinano, ora sono a meno di 10 minuti l'una dall'altra. Daniele da un lato mi dice che ha paura che la faccia in macchina (magari, penso tra me!!!) E che dovevamo partire prima. Dall'altro, se la prende comoda e mi dice di aspettare a chiamare tati...ma le contrazioni sono vicine e anche se lui è ancora in mutande, la chiamo e le dico di venire.
Ormai sono a circa 5-6 minuti e anche molto forti... inizio ad agitarmi un Po.
Prima di partire però porto Edoardo in camera, e lui fa una ultima ciucciata alla tetta solo sua: la prossima la farà condividendola con la sorellina.
Arriva tati, Daniele porta la borsa in macchina. Lei mi chiede di visitarmi ancora una volta: vuole essere sicura che non siamo troppo avanti. Di nuovo la visita non la sento, non mi disturba affatto la cosa, nonostante lei mi chieda scusa.
La sua discrezione e la sua delicatezza sono state molto importanti in quei momenti.
Mi dice che sono a 3-4 cm, ed è ora di andare. Lei viene dietro di noi con la sua macchina, ci diamo appuntamento all'ingresso dell'ospedale.
Ecco qui il secondo dei momenti molto duri di questa esperienza, probabilmente il più difficile: il viaggio e l'arrivo in ospedale.
Sta piovigginando, è buio. Sono seduta sul sedile posteriore con Edoardo nel seggiolino accanto a me. Daniele ha paura che partorisca in macchina, e cmq è teso x il viaggio. Edoardo vuole ascoltare le sue canzoni preferite di quella macchina (cd di musica brasiliana del babbo). Io ho contrazioni ogni 5 minuti e la posizione seduta è terribile. A casa le ho affrontate tutte, una per una, in ginocchio o a 4 zampe, e stare seduta lì mi manda in confusione. Prego Daniele di fare presto, lui accelera ma ha paura di esagerare. Tati mi chiama dicendomi che andiamo molto veloci, e che è un Po più indietro ma cmq ci vediamo in ospedale. Io fisso l'orologio. 5 minuti sono molto brevi, passano velocissimi e subito un'altra contrazione. Rimini sembra così vicina nei viaggi normali... invece non si arriva mai.
Finalmente l'uscita, x fortuna è sera, sono quasi le 22 e la strada non è trafficata. Arriviamo all'ospedale, tati cerca parcheggio e arriva anche lei. Scendo al volo, non voglio più stare seduta.
Abbraccio Edoardo, abbraccio Daniele. Avrei voluto più calore da quell'abbraccio, ma la tensione lo paralizza. Abbraccio tati... ora che è arrivata sono più tranquilla... almeno credevo.
Sorretta dal suo abbraccio cammino fino al reparto, scala D, fermandomi x un paio di contrazioni.
Entriamo, andiamo in ascensore al terzo piano e ci dirigiamo al pronto soccorso ostetrico del reparto. Bussa tati, io aspetto ed entro quando lei mi fa cenno. Ci rendiamo subito conto di aver lasciato in macchina la cartella con i pochi esami che ho, così chiama Daniele x farseli portare..il mio unico pensiero è che lei non esca da quella stanza, non voglio restare sola e glielo dico, glielo grido. Non uscire!!!!!!! Lei mi assicura che rimarrà sulla porta.
Capisco subito quanto è vero quello che mi diceva, e cioè che il cambio di ambiente può influire e molto sul travaglio.
E io che avevo affrontato con immensa serenità e calma quelle 20 ore di travaglio a casa, vado in panico dopo pochi istanti dentro quella stanza. Così mentre le onde continuano sempre più forti, io non riesco più ad accoglierle ma mi irrigidisco.
L'Ostetrica di turno mi chiede dati, mi fa stare ferma sul lettino x visitarmi e x farmi elettrocardiogramma..io sono come fuori controllo, non voglio, non voglio stare lì. Chiedo a tati di aiutarmi, voglio andare via da lì. Dopo la visita, elettrocardiogramma, e non ricordo bene cos'altro, mi mandano in sala travaglio/parto (è tutt'uno).
Usciamo dall'ambulatorio e varchiamo la porta gialla che porta di là. Si alza una ostetrica di turno, con assistente ostetrica specializzanda e ci portano in una stanza piccola. Continuo a essere agitata, Tati prova a calmarmi ma io vorrei solo rimanere sola con lei. Invece ho paura di quello che mi faranno.
Appoggiandomi a lei x affrontare una contrazione le dico quasi piangendo Tati, io volevo farla a casa!!! E lei abbracciandomi mi risponde Tranquilla, il prossimo lo facciamo a casa.
L'ostetrica mi attacca il tracciato, mi dice che non ha intenzione di tenerlo tutto il tempo ma vuole prenderlo x un Po. Io non riesco a stare sdraiata, e ogni volta che mi giro l'elastico si muove. Me lo tiene fermo tati, ma io continuo a essere molto agitata. Arriva il medico con l anestesista. Io dichiaro subito di non volere l epidurale, ma l ostetrica mi dice che almeno avere il catetere può essere di aiuto se la volessi dopo..ma no, non lo voglio. L Anestesista se ne va, convinta di essere richiamata dopo un Po. Non sarà così.
Mi fanno un paio di prelievi, mi mettono l accesso al braccio e se ne va anche il medico dopo qualche domanda di rito su stato di salute e simili.
Voglio andarmene da lì, chiedo la vasca, ma sono entrambe occupate.
Chiedo la doccia. Voglio andare sotto l acqua e soprattutto voglio stare sola con tati dove nessuno può farmi niente.
Ottengo l ok x la doccia, e attraversiamo il reparto x andarci
Mi spoglio senza badare a chi passa x il corridoio, voglio solo rimanere sola. Apro l'acqua e mi butto sotto. Prima cerco di evitare di bagnarmi i capelli (ops non ho il phon!!) Ma è scomodo così mi infilo tutta sotto l'acqua. Il sollievo è immediato e mi calmo un Po. Tati è con me, davanti alla porta della doccia. L'aiuto ostetrica è passata ma ci lascia sole. X fortuna. Mi appoggio al muro ad ogni onda, sono vicine e forti, e più io sono rigida più loro sono secche e forti.
Resto sotto l'acqua x parecchio tempo, finché le gambe mi reggono..ma sono stanca, ormai è quasi un giorno che affronto le contrazioni, così decido a malincuore di uscire e tornare nella stanzina. Con l'accappatoio riattraverso il reparto e torno di là. Non vorrei ma entro.. per fortuna una bellissima notizia mi attende: una delle due vasche si è liberata! Mi accompagnano alla sala con la vasca, e io non vedo l'ora di entrare. È una vasca x solo travaglio, mi spiega l'ostetrica, x il parto dovrò uscire. Tati però mi dice che se sento di spingere, posso farlo anche lì..
Entro e mi sembra un altro mondo.
Arriva una contrazione e mi rendo conto che girarmi in acqua con la pancia in una vasca così stretta sarà un problema... mi sento una balena, mi giro provocando un'onda anomala. Tati mi scalda la schiena con il getto di acqua e i suoi massaggi.
A casa tati mi aveva raccontato di quando, al suo parto in casa, l'hanno fatta uscire dalla vasca perché si addormentava tra una contrazione e l'altra. Qualche giorno dopo il parto mi ha detto che appena entrata in vasca, dopo la prima contrazione, le ho chiesto Ma come facevi a dormire tra una contrazione e l'altra?
E mentre lo chiedevo, chiudevo gli occhi.
Ricordo quella parte di travaglio come sospesa nel vuoto... Non avevo più cognizione del tempo, le contrazioni erano molto ravvicinate, onde anomale ad ogni movimento.
A questo punto inizio anche a vocalizzare... o meglio, urlare.
Avevo intenzione di emettere suoni raffinati ma credo alla fine di aver urlato in modo selvaggio..in quel momento era ciò di cui avevo bisogno.
L ostetrica dell'ospedale mi ha ripreso più di una volta, perché quando lei mi si avvicinava io mi agitavo. C'era comunque tati con me. A un certo punto mi abbicoccavo tra una contrazione e l'altra, 2 o 3 minuti.. ad un risveglio mi sono resa conto che tati non c'era e ho iniziato a chiamarla... era andata nella stanza (la vasca è nel bagno della sala) a prendermi l'acqua.. L aiuto ostetrica mi ha tranquillizzato e lei è arrivata in un secondo.
Non so dire quanto sono rimasta in vasca. So che a un certo punto ho messo a fuoco attraverso la porta del bagno, l'orologio appeso alla parete della sala: la mezzanotte era passata, Aurora non sarebbe nata il 28 ottobre come Eros. Sì, nel pieno del travaglio ho pensato a questo!!!
Il momento dell'acqua lo ricordo come sospeso, c'ero ma non c'ero completamente, iniziavo a essere impaziente, e soprattutto stanca.
A un certo punto, ma non so collocare questo momento nel tempo, ostetrica mi chiede di visitarmi, io faccio fatica a restare rilassata x la visita. Lei si dice soddisfatta, sono a 5 cm... Io mi sento morire. Ma come, dico a tati, a casa ero a 3/4 ed ora sono a 5?
Lei mi dice che x loro all'arrivo ero si è no a 2, e che ormai superati i 5 è fatta. Io decido che non penso a misure e altro.
Sia in vasca che prima, nello stanzino, penso più volte che non ce la faccio.... penso di chiedere l'epidurale ma ne ho terribilmente paura. Tati è bravissima a starmi vicina: non mi nega di chiederla, anzi di mi dice di fare quello che mi sento, che va tutto bene. Ma nemmeno mi dice Si, chiamiamo l'anestesista. Questo suo comportamento mi incoraggia tanto, e infatti non la chiederò mai, nemmeno quando, dicendo che mi facevano male le contrazioni, l'ostetrica dell'ospedale mi dice Te l'avevo detto, sei ancora in tempo per chiedere l'epidurale. Io le rispondo secca che l'anestesia non la voglio, ma voglio poter dire che mi fa male.
A un certo punto, in vasca, inizio a sentire un peso a livello della vescica, lo dico a tati che mi dice solo di assecondarlo. A ogni contrazione il peso si fa più forte, mi sembra di dover spingere, ma non so bene cosa fare. Visto che le contrazioni riuscivo a sopportarle solo a gattoni, ma girarmi ogni volta era complicato, ho trovato il compromesso del fianco, con la gamba sopra appoggiata sul bordo della vasca.. E così inizio a sentire questo peso e questa sensazione di spinta.
L ostetrica mi dice che se devo spingere me lo lascia fare anche lì dentro, mi fa appoggiare a lei con una gamba. Non sento vere e proprie spinte ma un peso che scende e io assecondo.
Ora ce qualcosa che non ho ben capito, devo richiedere meglio a tati. Glielo avevo già chiesto ma non sono sicura di aver capito. Dovrebbe essere successo che l ostetrica prova a rompermi le acque, intatte fino a quel momento, ma non riesce. Pochi istanti dopo si rompono da sole ma sono tinte perché ce meconio, così mi dice che devo uscire dalla vasca.
Esco e vado sul lettino, un normale lettino senza poggia gambe. Alla prima contrazione torno a girarmi, e trovo sollievo in questo modo: in ginocchio sul letto curva all'avanti appoggiata sullo schienale del lettino. Resterò così fino alla nascita di Aurora.
Ora inizio a sentire la pressione della testa, sento che scende, ogni contrazione mi da bisogno di spingere, fisicamente e con la voce. Tati è con me, mi incoraggia a chiamare Aurora, a non irrigidirmi.
Io spingo, sono sfinita, non ho più forze, la chiamo, Aurora dai vieni, esci Aurora!!!
Vedo L ostetrica prendere degli attrezzi in mano, forse li voleva solo spostare non so, e le grido Non tagliarmi!!! Lei sorride, no no tranquilla.
Poi mi dice che si vede la testa, davvero!??? Davvero si vede la testa?????
Si, ora la sento... un'altra contrazione ed è fuori.
Mi giro e la vedo sul lettino, piccolissima, tutta piegata, un ranocchietto.
Perché non piange???
Grido. La accarezzano sulla schiena e sento la sua voce. Resto a guardarla, è la mia bambina!
Vanno x tagliare il cordone ma li fermo subito, vorrei che uscisse la placenta.. mi dicono però che x via del meconio sarebbe bene che venisse visitata. Guardo tati, mi fa cenno di si con la testa, cosi il cordone viene tagliato e Aurora presa per essere visitata, in tutto nel pieno rispetto della bambina: la visita avviene a luci basse di fianco al lettino dove sono stesa io. Vedo l'aiuto ostetrica con una siringa in mano e la fermo subito: No l'ossitocina noooo, e infatti in pochi istanti la placenta esce da sola. Reclamo la mia bambina e finalmente me la danno. Bella, bellissima. Minuscola. 2,835 kg per 47 cm. E' stupenda, e me la metto addosso, entrambe nude, per un abbraccio che non finirà mai. Profuma di un profumo meraviglioso, è meravigliosa.
Rimaniamo due ore li, cosi, abbracciate. Intanto entra il medico per darmi qualche punto a una piccola lacerazione. Mi fa male mentre mi cuce, gli dico anche qualche parolaccia, e ricomincio un po' ad agitarmi... ma poi guardo la mia bambina, la attacco al seno, e me la godo tutta.
Andiamo in camera, Aurora in braccio a me, e li, addosso a me, resterà fino al momento della dimissione. Abbiamo passato tre giorni in cui io e lei eravamo di nuovo una cosa sola, come durante i nostri 9 mesi magici. Forse è stata proprio lei a chiedermi questo, a chiedermi un momento esclusivo, in ospedale, che a casa non avremmo probabilmente avuto. Non cosi.
Ho ancora impresse le emozioni e le sensazioni di quei momenti. Una su tutte l'ultima notte. Ero sveglia, con lei in braccio affacciata alla finestra. Pioveva di nuovo, come la nostra prima notte, e guardavo fuori pensando alla vita che ci aspettava... sicura che sarebbe stata meravigliosa, perché insieme.
:heartbeat:
I primi giorni a casa sono stati x me molto difficili, Edoardo è tuttora molto geloso e sofferente. Ma con Aurora ce un innamoramento meraviglioso!
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Re: ed è arrivata Aurora

Messaggioda mamazaba » domenica 13 marzo 2016, 8:42

grazie M., è un racconto bellissimo e commovente, pieno di forza! : Love :
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Re: ed è arrivata Aurora

Messaggioda Effi B. » domenica 13 marzo 2016, 16:30

Oh sì, grazie! Mi hai fatto piangere due volte: sulla spiaggia e durante il travaglio. Sono grata anche alla tua ostetrica per come ha saputo starti accanto.
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Re: ed è arrivata Aurora

Messaggioda rospina » lunedì 14 marzo 2016, 14:11

emme il tuo racconto mi ha emozionato tantissimo, grazie anche da parte mia. Che fantastica esperienza hai avuto, sono molto felice per te :abbraccione
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Re: ed è arrivata Aurora

Messaggioda tuckberry » mercoledì 30 marzo 2016, 21:34

Grazie Emme, un racconto commovente. Ho avuto una giornata pessima e leggerti mi ha fatto cambiare umore. Grazie davvero.
tuckberry
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