Francesco

Come inizia la storia che vi ha portati qui? La vostra, quella dei vostri bambini e del vostro rapporto con loro? Vogliamo offrire accoglienza a questi racconti perché l'indole di ciascuno di noi discende anche da come è entrato nel mondo, è influenzata dal ricordo segreto che di questa prima esperienza il corpo custodisce e dai ricordi che i racconti di famiglia serbano per lui. Pensieri intorno a una nuova vita, sul suo concepimento, sul suo schiudersi a noi.

Francesco

Messaggioda FranTam » martedì 3 giugno 2014, 9:40

Francesco è nato il 31 luglio del 2012 alle 20,46.

Non l’ho partorito naturalmente, il mio topino è venuto alla luce con taglio cesareo di urgenza dopo il fallimento dell’induzione di parto cominciata quasi due giorni prima, due giorni di continui scollamenti manuali delle membrane nonostante l’infezione da streptococco che avevo (ne avevo già subite due, una alla settimana a partire da una settimana prima della dpp perché avevo il collo dell’utero chiuso), di tracciati…dopo quasi un giorno dal prom test dubbio, un giorno passato con la febbre addosso, dopo una reazione allergica all’antibiotico che mi stavano facendo per lo streptococco (sospeso da quel momento in poi), dopo il mio crollo in sala tracciati, quando il battito del suo cuoricino cominciava a dare segnali di sofferenza, così evidenti anche al mio orecchio inesperto, dopo che il mio compagno si è arrabbiato per quell’accanimento ormai evidentemente inutile a 41 settimane + 1 giorno, era chiaro ormai che non sarei riuscita a partorire naturalmente, proprio come mi avevano preventivato...bisogna risparmiare sui cesarei, sono d’accordo, ma non quando l’evidenza ti urla che è necessario invece farli.

L’infermiera mi ha avvicinato il mio cucciolo che piangeva, io l’ho guardato e gli ho detto “Finalmente, ciao amore mio” e l’ho baciato sul nasino. Lui ha smesso di piangere quando ha sentito la mia voce e per quei due minuti che me lo hanno lasciato accanto. Appena allontanato ha ricominciato a piangere…quanto avrei voluto stringerlo a me, mettermelo sul petto e aspettare che lui trovasse naturalmente il seno della sua mamma, accoglierlo nella maniera più calda e confortante in questa sua nuova vita.

Ho letto molti racconti di nascita, alcuni mi hanno emozionata per la loro naturalezza che ho così desiderato, altri perché ricchi di dolore. Ma non ho letto nulla che si avvicini a cosa è successo a noi…

Io il mio bambino l’ho rivisto dopo 6 interminabili notti e 5 giorni e mezzo altrettanto interminabili…

Ha rischiato la sua giovane vita ed io ho rischiato la mia, lui in terapia intensiva per sepsi neonatale ed io in rianimazione dopo un'emorragia ed altri due interventi subiti nel giro di poche ore, a distanza di 1 giorno e mezzo dal cesareo.

Potete immaginare cosa ho provato? Potete immaginare il dolore che mi porto ancora dentro?

So che la cosa vitale, essenziale è che Francesco adesso stia bene, che sia un bambino sereno e sano (e pensate che ho ancora paura a scriverlo).

Razionalmente lo so, eppure questo dolore, questa rabbia per la violazione dell’inizio del nostro rapporto fuori dall’ambiente confortante del pancione è ancora tanta, non so, ma non credo che potrò mai fare pace con tutto questo, a distanza di 22 mesi è tutto ancora così vivo in me.

Anche il test che ha postato l’utente per la sua tesi…l’ho compilato e quando chiedeva dopo quanto hai attaccato il tuo bambino al seno e ho letto come tempo più lungo “entro 24 ore” mi è venuto da piangere, da piangere e ancora da piangere.

Mi sono tirata il latte in rianimazione, appena sono stata in grado di chiedere il tiralatte, era l’unica cosa che mi faceva sentire legata al mio cucciolo. Ne avevo meno di poco, la mia vicina, in via di ripresa, riempiva biberon che portavano al suo bambino, io nemmeno quello potevo fare.

Quando finalmente ci siamo rivisti non potevo allattarlo per via degli antibiotici che ancora mi facevano e anche qui…chi diceva si, chi diceva no…ad un certo punto mi sono arrabbiata e ho chiesto di mettersi d’accordo perché io volevo provare ad attaccare Francesco al seno, nonostante in terapia intensiva avessero detto al mio compagno “dì pure alla tua compagna di farsi andare via il latte, tanto ormai il bambino non si attacca più”, ma nemmeno lui ci ha creduto.

Quando finalmente si sono confrontati ho potuto provare, dopo ben 9 giorni dalla sua nascita, e il mio cucciolo si è attaccato così naturalmente, come se non stesse aspettando altro.

Ed è stato in quel momento che è successa una cosa che non potrò mai scordare, finché vivo: lui ha preso il capezzolo avidamente e dopo poche ciucciate si è staccato e mi ha guardata come se mi stesse riconoscendo in quel momento. E’ stata un’emozione indescrivibile, io che ho avuto paura proprio che non mi riconoscesse, che ho temuto di non poterlo allattare.

Nonostante una breve sospensione per le ragadi troppo sanguinanti (naturalmente il paracapezzolo non me lo ha consigliato nessuno fino a che non l’ho scoperto dalla mia vicina di letto) e la totale mancanza di assistenza abbiamo avuto un allattamento misto per sei mesi, che non è tanto, ma per come sono andate le cose è un risultato, anche se ho letto di alcune di voi che appoggiate da LLL sono riuscite lì dove io non sono riuscita, avete tutta la mia ammirazione.

Quando sono tornata a casa ero convalescente e non troppo in forma, ma appena ho potuto ho preso il fiocco di Franci, rimasto fino a quel momento anonimo, e ci ho attaccato un biglietto scritto da me, perché quello che era successo non doveva offuscare la cosa più importante e cioè che: "Il 31 Luglio 2012 è nato FRANCESCO!!!”
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda tuckberry » martedì 3 giugno 2014, 12:23

Sono in ufficio, in pausa pranzo... a mangiare la mia insalata tra le lacrime di commozione.
Grazie tante per aver condiviso con noi questa tua esperienza.
La prima parte del tuo racconto mi ha subito fatto scattare in testa un pensiero "ma 'sti cesarei... io non capisco... o li fanno subito anche quando non servono, o non li fanno quando servirebbero?" ma poi sono tornata al mio posto... non sono medico e nemmeno parte in causa in questa storia, meglio che me ne stia zitta.

Per il resto la cosa che più mi ha meravigliata, non nel senso di sorpresa, ma proprio nel suo significato di pensare in positivo alle cose meravigliose che accadono, è stata questa:

FranTam ha scritto:il mio cucciolo si è attaccato così naturalmente, come se non stesse aspettando altro... Ed è stato in quel momento che è successa una cosa che non potrò mai scordare, finché vivo: lui ha preso il capezzolo avidamente e dopo poche ciucciate si è staccato e mi ha guardata come se mi stesse riconoscendo in quel momento.


E' fantastico come nonostante le difficoltà emotive e fisiche, la vostra separazione, il dolore, e la vostra lontananza in quei 6 giorni, poi alla fine quell'unione magica madre/figlio abbia avuto la meglio.
Mi dispiace tanto, ma proprio tanto, per come sono andate le cose. Io vorrei che ci fosse maggiore attenzione, maggiore cura, maggior amore per un momento tanto importante come la nascita.
Ma purtroppo non sempre le cose vanno così.
E allora credo che il massimo che possiamo fare è gestire al meglio il post-nascita, fare il possibile per "recuperare" rispetto a una nascita o a un distacco un po' più traumatico.
E in questo mi pare che davvero tu non abbia nulla, MA PROPRIO NULLA, da biasimarti. Anzi!!
Eri lì, in rianimazione, con vari interventi alle spalle, un'emoraggia e hai avuto la forza di farti portare il tiralatte. E poi hai allattato per 6 mesi.
E nonostante ciò fai i confronti con la vicina di letto che aveva più latte di te o con persone che tramite LLL sono riuscite a fare qualcosa di diverso da te... guarda... per quanto umani siano questi confronti, lasciati dire che sei proprio fuori strada, perchè SEI STATA UNA GRANDE! Tu non sei stata meno "brava", meno "capace", semmai un po' meno fortunata.
Davvero, io non so se le mie parole ti urtano in qualche modo o se pensi che sottovaluto il tuo dolore, il tuo senso di colpa, la tua rabbia. Non è così, non li voglio sminuire, ma voglio trasmetterti tutta la mia ammirazione, che è proprio tanta... Mi piacerebbe pensare che - al di là della rabbia, per quella ci vorrà del tempo - tu riesca a trovare un po' di amore per te stessa, un po' di ammirazione, perchè non hai fatto una cosa da poco.
Non sei stata sostenuta da un aiuto qualificato, anzi, sei riuscita in un momento così difficile ad andar dritta per la tua strada contro un medico che sosteneva che il tuo Francesco non si sarebbe più attaccato... io non credo sarei riuscita ad essere tanto forte... forse con un secondo figlio, ma con il primo... mah, non credo.
La mia storia è diversa, quindi no, non posso capire cos'hai provato e il dolore che porti dentro.
Ho imparato, ascoltando tanti racconti di tante mamme, che raramente a una mamma non resta qualche ombra nel cuore, qualche dolore, qualche rimpianto per come sono andate le cose. Per il parto, per l'allattamento, per i primi mesi di vita col proprio bambino. Dipende.
Ogni storia è a sè e va vissuta personalmente per capirla a pieno. Ma siamo tutte mamme e in questo senso so che possiamo capirci e abbracciarci non tanto per dire "capisco a pieno il tuo dolore" ma per aiutarci a sostenerlo una con l'altra.
In questo senso, se lo vuoi, il mio abbraccio e le mie spalle sono qui, per portare un po' di quel peso con te.
Un bacione grande.
tuckberry
Collaboratore
 
Messaggi: 486
Iscritto il: giovedì 25 luglio 2013, 13:04
Figli: F1 11/2011
F2 03/2015

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » mercoledì 4 giugno 2014, 8:53

Ciao Tuckberry,

grazie per le tue parole.

Non ho avuto affatto la sensazione che tu volessi sminuire il mio dolore e la mia rabbia, le tue parole mi trasmettono invece calore.

Fino a poco tempo fa mi sentivo terribilmente in colpa per non essere "riuscita" ad alzarmi da quel letto e andare da mio figlio in terapia intensiva. Poi però ho finalmente realizzato che non posso sentirmi colpevole di qualcosa che non è dipeso dalla mia volontà, che la mia volontà era tutt'altra ed è proprio questo che mi ha ferita così profondamente, anzi a dirla tutta, senza esagerare, è proprio questa l'origine del trauma, la mia impotenza di fronte alla situazione che si era venuta a creare, un senso di fragilità che mi ha terrorizzata.

L'allattamento è per me un tasto dolente, avrei voluto avere ettolitri di latte da offrire al mio cucciolo, ed ora so che con il giusto appoggio probabilmente sarei riuscita ad arrivare ad un allattamento esclusivo.

Sono comunque d'accordo con te quando dici

tuckberry ha scritto:Ho imparato, ascoltando tanti racconti di tante mamme, che raramente a una mamma non resta qualche ombra nel cuore, qualche dolore, qualche rimpianto per come sono andate le cose. Per il parto, per l'allattamento, per i primi mesi di vita col proprio bambino. Dipende.


Forse per un momento tanto delicato ed importante è inevitabile che le cose siano così, perchè te lo immagini come vorresti che fosse, e cioè perfetto, e se razionalmente sappiamo che la perfezione è di difficile pratica, emotivamente per un evento così centrale della nostra esistenza, vorremmo che si realizzasse.

Grazie ancora per le tue parole, per il tuo abbraccio e per le tue spalle il cui appoggio accetto più che volentieri, la condivisione che mi offri è la cosa più preziosa che possa essere offerta ad un'altra persona e spero di poterne portare un po' anch'io a te e alla comunità di questo meraviglioso forum.

Un abbraccio :abbraccione
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda topolina » mercoledì 4 giugno 2014, 10:35

il tuo racconto mi ha fatto riflettere.....
riflettere su quanto a volte cio' che desideriamo non avvenga, su quanto in ospedale ci siano persone in grado di non supportarci nel migliore dei modi...........ma anche su quanta forza e quanto amore leghi una madre ad un figlio!!!
Tu e Francesco vi appartenete nonostante tutto quelloc he è successo. Lui ti ha riconosciuta, amata appena lo hanno appoggiato a te!!! Tu sei la sua mamma e, fidati, sei una GRANDE MAMMA!!!
Non colpevolizzarti per cose che non dipendono da te, non è la tua volontà. Purtroppo a volte la vita ci fa qualche "scherzetto".....poco carino....ma lo dobbiamo accettare.....possiamo solo guardare avanti e fare del nostro meglio.
Sei stata e sei meravigliosa!!! Non dimenticarlo mai!
topolina
 
Messaggi: 82
Iscritto il: giovedì 19 dicembre 2013, 11:50
Figli: f1 2010
f2 2011

Re: Francesco

Messaggioda rospina » mercoledì 4 giugno 2014, 18:33

benvenuta FranTam! Il tuo Francesco ha un nome bellissimo e una mamma fantastica, é un bimbo fortunato, nonostante un inizio davvero duro.
:abbraccione :abbraccione
rospina
 
Messaggi: 402
Iscritto il: sabato 3 agosto 2013, 12:37
Figli: C. 2011
T. 2016

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » giovedì 5 giugno 2014, 9:54

Grazie del benvenuto e delle vostre parole, sono sinceramente e piacevolmente stupita del conforto che trovo in questa comunità.

Spesso chi ci sta attorno non si accorge dei nostri sentimenti, e si fa fatica ad esporre il proprio stato d'animo soprattutto per chi, come me, raramente si dà il permesso di avere libero accesso alle proprie emozioni. Qui mi sento libera di farlo e per questo non vi ringrazierò mai abbastanza
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda francesca78 » lunedì 16 giugno 2014, 10:50

Hai commosso tanto anche me. Quanta forza e amore.

FranTam ha scritto:L'allattamento è per me un tasto dolente, avrei voluto avere ettolitri di latte da offrire al mio cucciolo, ed ora so che con il giusto appoggio probabilmente sarei riuscita ad arrivare ad un allattamento esclusivo.

Il tuo bambino ha avuto la mamma migliore del mondo perchè quello che conta più di tutto è che hai voluto, hai cercato e hai trovato il vostro legame e che lo ami. :abbraccione
francesca78
*‿*
 
Messaggi: 2129
Iscritto il: mercoledì 30 settembre 2009, 16:11
Figli: due figli

Re: Francesco

Messaggioda Effi B. » lunedì 16 giugno 2014, 12:35

Cara FranTam, sono qui a piangere anche io mentre il tuo racconto mi risuona dentro tra dolore e gioia, ammirazione e rammarico.

Soffro sempre nel pensare come troppo spesso chi dovrebbe accogliere e proteggere la nascita arrivi a snaturarla in questo modo. Nell'immaginarmi il senso di solitudine e impotenza in cui si deve trovare una mamma in quel momento, toccata da mani senza affetto e irrispettose, fatta rientrare nei protocolli di routine e di emergenza... Nel sentire con te quanto questa ferita ti accompagni e ti accompagnerà in futuro a ripensarci. Non è giusto mia cara quello che vi è successo. Lascia, se ti giova, che noi ascoltiamo la tua sofferenza e ci impegniamo a capirla.

Di fronte a ciò che avete dovuto affrontare è tanto più prodigiosa la bellezza del vostro attaccamento, tuo e di Francesco. Siete riusciti a ricreare, ritornando insieme dopo quei cinque giorni, il momento magico e sacro del vostro reciproco riconoscimento! Davvero devi riconoscerti la forza e la cura che hai messo nel tenere vivo in te il tuo istinto d'amore.

Benvenuta qui, è una gioia averti con noi
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Francesco

Messaggioda Nicotiana » lunedì 16 giugno 2014, 14:12

Mi sono commossa e adesso non mi esce niente..se non benvenutissima a te e benvenutissimo al tuo piccolo : Love :
Nicotiana, con Sheela e il Dio della Foresta
http://nonostantetuttoisemigermogliano.wordpress.com/
Nicotiana
*‿*
 
Messaggi: 1268
Iscritto il: domenica 21 marzo 2010, 23:41
Figli: Femmina, dicembre 2008
Maschio, ottobre 2012

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » martedì 17 giugno 2014, 11:49

Grazie a voi tutte : Love :

Effi B. ha scritto:Non è giusto mia cara quello che vi è successo. Lascia, se ti giova, che noi ascoltiamo la tua sofferenza e ci impegniamo a capirla.


E' proprio il sentimento di ingiustizia quello che più forte ho sentito, un'ingiustizia spropositata nei confronti di un esserino così piccolo, appena affacciato a questa vita.

Ciò che più spesso mi sono sentita dire è che bisogna andare avanti, che per fortuna è passato.

Certo sono d'accordo, l'importante è che Francesco ora stia bene, e su questo non ci sono dubbi...eppure io ho bisogno di parlarne, ho bisogno di sentirmi accolta in questa mia esigenza, non riesco a fare diversamente.

francesca78 ha scritto:Il tuo bambino ha avuto la mamma migliore del mondo perchè quello che conta più di tutto è che hai voluto, hai cercato e hai trovato il vostro legame e che lo ami. :abbraccione


Effi B. ha scritto:Di fronte a ciò che avete dovuto affrontare è tanto più prodigiosa la bellezza del vostro attaccamento, tuo e di Francesco. Siete riusciti a ricreare, ritornando insieme dopo quei cinque giorni, il momento magico e sacro del vostro reciproco riconoscimento! Davvero devi riconoscerti la forza e la cura che hai messo nel tenere vivo in te il tuo istinto d'amore.


Grazie per le vostre parole, mi commuovono, e sono certa che voi tutte mamme avreste fatto lo stesso :abbraccione
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » martedì 17 giugno 2014, 11:50

Nicotiana ha scritto:Mi sono commossa e adesso non mi esce niente..se non benvenutissima a te e benvenutissimo al tuo piccolo : Love :


Grazie : Love :
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda Effi B. » martedì 17 giugno 2014, 15:09

FranTam ha scritto:Ciò che più spesso mi sono sentita dire è che bisogna andare avanti, che per fortuna è passato.

Certo sono d'accordo, l'importante è che Francesco ora stia bene, e su questo non ci sono dubbi...eppure io ho bisogno di parlarne, ho bisogno di sentirmi accolta in questa mia esigenza, non riesco a fare diversamente


Io penso che questo modo di porre la questione sia davvero terribile per una mamma che ha vissuto un parto difficile, ancor più per chi, come te, ha dovuto affrontare un post partum così drammatico. E' ricattatorio: come se, nel momento i cui esprimi la tua sofferenza, tu non riconoscessi la gioia e la bellezza di avere il tuo bambino. Come se poi, il pensiero sottinteso che ci sono mamme e bambini a cui è andata addirittura peggio (e avresti potuto essere tu quindi sei ingrata se non benedici la tua fortuna), questo pensiero fosse davvero consolatorio. Ci si può consolare di fronte al dolore altrui? Ha senso immaginarsi il peggio che non ci è successo per poter benedire le nostre minori sventure?

La tua esigenza di ripensare a quello che vi è successo, riviverlo, di parlarne ed essere ascoltata è più che legittima. Di più: è indispensabile a una rielaborazione che ti porti davvero a un superamento, a quell'andare avanti che comunque percorri giorno per giorno, e lo faresti anche senza che nessuno ti ci spronasse. Però, nella comprensione e nella consapevolezza, con il sentimento di non essere soli a portare il peso della propria sofferenza, si può solo andare avanti meglio. Quindi ben vengano i momenti di ripensamento, i pianti, gli attimi di ascolto della propria tristezza, del senso di ingiustizia. Quanto più non si è soli a patirli, tanto meglio poi ci si ritrova ad affrontarli quando tornano. Tanto, purtroppo, tornano. Purtroppo perché fan male. Ma è bene perché i lutti vanno elaborati, altrimenti restano sempre a farci compagnia: grumi densi da sciogliere che non ci lasciano liberi di andare davvero oltre come vorremmo.

C'è un bel libro di Ivana Arena che affronta il tema del cesareo, lo conosci? Ho sempre troppo poco tempo per avviare le discussioni che vorrei proporre qui. Proprio perché sono sicura che se ne debba parlare una di queste sarebbe proprio sul parto cesareo, sulle mamme e sui bambini che ci sono passati.

Intanto un abbraccio
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » mercoledì 25 giugno 2014, 9:25

Effi B. ha scritto: E' ricattatorio: come se, nel momento i cui esprimi la tua sofferenza, tu non riconoscessi la gioia e la bellezza di avere il tuo bambino.


E' esattamente così che mi sono sentita per molto tempo, soprattutto all'inizio, pensa che un giorno mentre raccontavo quanto ci era successo, una signora che abita vicino a noi al sentirmi esprimere la mia sofferenza per la lontananza dei primi giorni mi ha addirittura aggredita dicendomi: "ma cosa dici? Voi eravate vicini in un'altra dimensione!" ed io davvero l'ho guardata a bocca aperta e non ho saputo replicare : Hurted :

Effi B. ha scritto:Come se poi, il pensiero sottinteso che ci sono mamme e bambini a cui è andata addirittura peggio (e avresti potuto essere tu quindi sei ingrata se non benedici la tua fortuna), questo pensiero fosse davvero consolatorio.


Questo pensiero sottinteso è passato spesso così forte tra le righe, l'espressione della mia sofferenza è diventata ingratitudine, ma io non ho mai trovato nulla di consolatorio nel sapere che altre mamme e altri bambini hanno sofferto più di noi, come se poi ci fosse una sorta di termometro per misurare il grado di sofferenza.

Effi B. ha scritto:La tua esigenza di ripensare a quello che vi è successo, riviverlo, di parlarne ed essere ascoltata è più che legittima. Di più: è indispensabile a una rielaborazione che ti porti davvero a un superamento, a quell'andare avanti che comunque percorri giorno per giorno, e lo faresti anche senza che nessuno ti ci spronasse.


Questa comprensione purtroppo intorno a me non c'è, o magari è sporadica, ma la famosa frase che "dai è passata, l'importante è che adesso il bambino stia bene" non manca mai, come se io non lo sapessi...

Effi B. ha scritto:Ma è bene perché i lutti vanno elaborati, altrimenti restano sempre a farci compagnia: grumi densi da sciogliere che non ci lasciano liberi di andare davvero oltre come vorremmo.


E' esattamente ciò che sento, e lo sto facendo per conto mio, ovvio che se avessi un appoggio in questo sarebbe più semplice, ma devo "arrangiarmi" comunque, per Francesco e per me.

Effi B. ha scritto:C'è un bel libro di Ivana Arena che affronta il tema del cesareo, lo conosci? Ho sempre troppo poco tempo per avviare le discussioni che vorrei proporre qui. Proprio perché sono sicura che se ne debba parlare una di queste sarebbe proprio sul parto cesareo, sulle mamme e sui bambini che ci sono passati.


Non lo conoscevo il libro, ho dato un'occhiata sul Web e sarà uno dei miei prossimi acquisti insieme a "La prima ferita" che è un pezzo che vorrei acquistare e il cui solo titolo mi fa già salire le lacrime agli occhi.

Grazie Effi per i tuoi pensieri, mi stupisce ancora che persone che non mi conoscono siano in grado di sentire e capire ciò che sento molto meglio di chi mi sta accanto, e di questo si che sono grata, di avervi trovato, mi state dando un aiuto tanto insperato quanto prezioso.

Ricambio l'abbraccio con tanto tanto affetto :abbraccione
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda Effi B. » mercoledì 25 giugno 2014, 10:39

Avevo iniziato a suggerirti Maurer, poi mi era venuta in mente un'altra mamma qui che aveva faticato ad accettarne il messaggio dopo un inizio difficile col suo bimbo in terapia intensiva. Allora ho pensato di lasciare che il discorso andasse avanti, di ascoltare come stavi e di che cosa avevi più bisogno adesso. E invece tu ci sei già arrivata per tuo conto! Che forte che sei, Tamara! Allora, già che ci sei, aggiungi anche "Il senso di appartenenza".

Sai, a volte di fronte al dolore di qualcuno fatichiamo a restare semplicemente in ascolto. Il bisogno di risolvere il problema, di minimizzarlo, di tornare insieme in una situazione emotiva più lieve è forte. In particolare poi tu tocchi un punto sensibile di chi incontri: quante di queste donne hanno avuto in sorte un parto veramente naturale e felice? Quanto hanno minimizzato loro stesse l'importanza di certe cose, relegando, se per caso le hanno percepite, le loro sensazioni di perdita e delusione? Ascoltarti potrebbe costare una personale rielaborazione che si preferisce respingere. E, se anche tutto questo non pesa, quanto spazio hanno saputo nel tempo preservare in sé per l'ascolto dell'altro? Io tanto spesso purtroppo incontro persone che non riescono ad ascoltare chi sta loro di fronte. Hai presente i discorsi troncati a metà da una frase che non c'entra? lasciati in sospeso e poi non più ripresi come se non contassero affatto? E mi viene da pensare che ci si allena nel tempo a essere distratti in primo luogo verso sé stessi, che non ci si ascolta più nei propri sentimenti e bisogni autentici, si vive trascurandosi (e magari concentrandosi su bisogni accessori) e non si riesce poi a entrare in contatto con gli altri così come non si è davvero in contatto con sé stessi.

Tu invece adesso hai bisogno secondo me di contatto e connessione che ti offrano il riconoscimento di ciò che senti. Anche qui però sei tu per prima che ne hai la responsabilità. Riesci a sentire che la tua percezione è quella che conta di più? Se poi cerchi riconoscimento fuori di te... eccoci!
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » mercoledì 25 giugno 2014, 11:13

Effi B. ha scritto:Tu invece adesso hai bisogno secondo me di contatto e connessione che ti offrano il riconoscimento di ciò che senti. Anche qui però sei tu per prima che ne hai la responsabilità. Riesci a sentire che la tua percezione è quella che conta di più? Se poi cerchi riconoscimento fuori di te... eccoci!


Finalmente si, anche se credevo di essere un caso disperato.

Finalmente mi sono accorta di avere diritto di avere delle emozioni mie e, soprattutto, di poterle riconoscere, anche se sono scomode per le persone che mi stanno attorno.

Devo però ancora fare parecchio "esercizio", e leggere la tua domanda mi fa tanto piacere, perchè mi spinge a riflettere ancora una volta su ciò che io sento.
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » martedì 2 settembre 2014, 11:25

La nascita. 9 mesi in cui segui con trepidazione ogni cambiamento nel tuo corpo, sperando sempre che tutto vada bene.

Aspetti con ansia la prossima ecografica, per vedere se il tuo piccolo cresce bene e sano. Fai di tutto per proteggere quella piccola vita che prende forma e cresce dentro di te, lui è lì con te e tu, nel limite di quello che puoi fare, fai tutto il possibile per assicurargli le migliori condizioni, per poter arrivare al tanto sospirato momento in cui potrai vederlo e stringerlo tra le tue braccia.

Il pancione è un luogo sicuro, protetto.

La naturale conclusione è il parto, la conoscenza di quell’esserino che hai visto, eco dopo eco, e sentito muoversi e cominciare a vivere dentro di te.

Ed altrettanto naturale è continuare a prenderti cura di lui appena uscito dall’ambiente confortante del pancione, allattarlo, scaldarlo, parlargli dolcemente stringendolo a te, dormire con lui.

La durezza della vita si manifesta con la difficoltà della nascita, non è una passeggiata per nessuno, ma che sicurezza potersi rifugiare tra le braccia di qualcuno di cui conosci così bene l’odore, sentire il battito del cuore che ti ha accompagnato e vegliato da che hai memoria, ascoltare il suono familiare della voce che da sempre ti ha parlato e che ha cantato per te, essere nutrito con un alimento creato apposta per te, poggiando la tua bocca su qualcosa di morbido e caldo e su cui, ancora, ritrovi l’odore familiare, addormentarsi al sicuro, al caldo, tra le braccia accoglienti di chi ti ama da quando esisti.

E che meraviglia essere l’olfatto, il gusto, il tatto, il suono e la visione di quell’essere tanto atteso, che soddisfazione proseguire con l’accudimento fuori dal pancione, tanta fatica è vero, ma che meraviglia.

Non so trovare pace per quello che ci è mancato, so che questo non mi permette di proseguire serena e ho bisogno di parlarne.

Per me sapere che il mio utero, la casa calda accogliente e confortante del mio piccolo, nelle ultime ore, o forse giorni, si era trasformato in una minaccia, in un luogo pericoloso e fonte di sofferenza è fonte di terrore e se lo sento io, per lui cosa deve essere stato?

Non bastasse la mia creatura è stata “scoperta” all’improvviso, portata fuori in una condizione già di sofferenza, ha sentito la mia voce un’unica volta, ha ricevuto il mio bacio e poi…e poi?

Non so dire che sofferenza ho dentro per come sono andate le cose, proprio non lo so.

Francesco ha udito voci e sentito mani estranee che lo toccavano, che gli inserivano aghi nel braccio, ha conosciuto i cuscini della culla in terapia intensiva che per quanto confortevoli non hanno il mio odore, non hanno il calore delle mie braccia, al posto del battito del mio cuore ha sentito il bip delle macchine che controllavano la saturazione e il flusso dell’antibiotico che iniettavano tramite flebo, si è nutrito tramite i biberon con “fredde” tettarelle di silicone.

Per 6 lunghi giorni.

Mi piace immaginare che il suo conforto fosse sentire la voce conosciuta del papà, che era l’unico a poter stare con lui in quei giorni.

E io…io mi sono ritrovata in un letto, senza potermi alzare per i dolori assurdi che avevo all’addome, guardata con fastidio dalle ostetriche, sentendomi una chiavica perché la mia compagna di stanza era già in ripresa e aveva la sua bambina con sé, mentre quando io ho provato ad alzarmi a momenti casco per terra.

E quando, dopo un giorno e mezzo mi sveglio e mi sembra che vada meglio, arriva il primario a dirmi che devono fare dei controlli e che devono farmi una trasfusione. Mi credete che non capivo?

Dopo l’eco mi dicono che devono operarmi di urgenza, che ci sono dei coaguli e che rischio di perdere l’utero.

Ma cosa succede? Perché nessuno mi dice che ho un’emorragia?

Io capisco solo che sono in pericolo, che un altro intervento mi terrà lontana da Francesco ancora, lui che sta lottando in terapia intensiva.

Non ho scelta e così sono di nuovo in sala operatoria. Appena mi sveglio qualcuno mi dice “hai ancora l’utero”, ma io non sto bene, mi manca l’aria e sono confusa.

Dopo qualche ora mi portano in rianimazione, ma non riescono nemmeno a trasferirmi sul letto che sento qualcuno che dice “non tiene, non tiene” e sento delle mani che frugano e fanno male e reagisco, mi dimeno, “ma che cazzo deve succedere ancora?”, lo grido questa volta. Cosa succede? Di nuovo in sala operatoria, raschiamento e, se l’emorragia non si ferma nel giro di qualche ora, un altro intervento per rimuovere l’utero.

Io non so se il mio fisico reggerà, non so se questo incubo finirà, non so se riuscirò ad abbracciare mio figlio.

Per fortuna l’emorragia si arresta, ma io rimango lì altri tre giorni e mezzo, durante i quali vedo Francesco in foto o nei video che il mio compagno gli faceva per mostrarmelo. La prima foto in cui ho visto dal suo viso che stava meglio...che sollievo vederlo finalmente roseo, e il mio cuore ha sentito che ce l’avrebbe fatta.

Ci siamo rivisti il 6 agosto, quando lui è uscito dalla terapia intensiva ed io dalla rianimazione.

Ho pianto prima che me lo portassero, ero con mia mamma e ricordo che avevo una gran paura che lui non mi riconoscesse, che in qualche modo fosse arrabbiato con me.

E finalmente ho potuto tenerlo accanto a me, anche se avevo paura di fargli del male con il catetere venoso che avevo sul braccio, ma non potevo allattarlo per via degli antibiotici. E sapete l’odore che ho sentito sul mio cucciolo quale è stato? Quello dell’antibiotico che gli ha salvato la vita.

Le prime notti l’ho riportato al nido, non ero proprio in grado di muovermi in modo decente, un po’ per gli interventi e i giorni di letto (mamma mia che dura riprendersi), un po’ perché avevo il terrore che muovendomi male avrei potuto procurarmi una nuova emorragia, purtroppo nessuno mi rassicurava su questo, io cercavo risposte sicure e non ho contato quante volte mi hanno risposto che la medicina non è una scienza esatta!

Per ora mi fermo qui, sono esausta, grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi.
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012

Re: Francesco

Messaggioda Mammiti » martedì 2 settembre 2014, 13:52

Cara, leggo le tue parole con commozione.
Continua a scriverci di quei giorni, dicci della tua rabbia e della tua paura, io ti ascolto.
Sento che hai bisogno di rivivere le emozioni di quei momenti, quando ancora non sapevi come sarebbe andata avanti la tua storia.
A volte non ci sentiamo in diritto di esprimere e provare tutta la nostra sofferenza perché "alla fine tutto è finito bene".
Non so a te ma a me questa frase è stata ripetuta fino alla nausea "non pensarci, alla fine tutto è andato bene, è passato, tu è tuo figlio state bene e questo è l'importante".
Invece, secondo me, parlarne, rivivere quel dolore, piangere è l'unico modo che ci permette di accettare le parti più dolorose della nostra storia, di accoglierle dentro di noi.
Penso a te, sofferente, che avevi bisogno di tutte le tue energie per riprenderti dopo gli innumerevoli interventi. Il desiderio di stare con il tuo Francesco, così dolorosamente lontano. La tua incertezza, la mancanza di risposte. La paura.
Questo è quello che mi arriva di più, la paura che tuo figlio non sarebbe sopravvissuto, la paura di morire tu senza nemmeno poterlo abbracciare, la paura di svegliarti dall'anestesia senza più utero.
Vorrei poter entrare nel tuo ricordo, tenerti la mano mentre eri in quel letto di ospedale, sofferente e senza risposte.
Ti abbraccio
Vale
Mammiti
 
Messaggi: 141
Iscritto il: giovedì 8 maggio 2014, 7:16
Figli: Giorgio 2.8.2013

Re: Francesco

Messaggioda FranTam » giovedì 4 settembre 2014, 11:20

Mammiti ha scritto:Questo è quello che mi arriva di più, la paura che tuo figlio non sarebbe sopravvissuto, la paura di morire tu senza nemmeno poterlo abbracciare


E' così, ho avuto il terrore che non saremmo mai riusciti ad incontrarci. Terrore è la paura giusta.

E ciò che amplificava questo terrore era la mancanza di notizie certe, quella maledetta frase "la medicina non è una scienza esatta" lasciava aperti, anzi scoperti, tutti i miei dubbi, tutte le mie paure, anche le più tragiche, non trovavano argine, ma anzi conferma che tutto poteva accadere, anche l'irreparabile. Questa sensazione di non sapere, di impotenza, di fragilità assoluta, di impedimento fisico, mi hanno terrorizzata e mi hanno lasciato un trauma difficile da "smaltire".

Quello che spesso mi prende è un rimpianto struggente, nel vero senso della parola, per tutto ciò che ci è mancato all'inizio.

Non sapere cosa questo ha lasciato dentro al mio cucciolo, se in qualche modo lo manifesta o lo manifesterà e se io sono e sarò in grado di capire...

Quanta insicurezza, quando avrei voluto dare solide certezze, quanta fragilità lasciata a se stessa.

Mammiti ha scritto:A volte non ci sentiamo in diritto di esprimere e provare tutta la nostra sofferenza perché "alla fine tutto è finito bene".
Non so a te ma a me questa frase è stata ripetuta fino alla nausea "non pensarci, alla fine tutto è andato bene, è passato, tu è tuo figlio state bene e questo è l'importante".


Si, da tutti me la sono sentita dire e ridire, e non è che la conferma di quanto già so da quando sono piccola, sono io che rimugino troppo sulle cose, sono io che ho le lacrime in tasca e sono sempre io che non riesco a vedere il lato "pratico e concreto" delle cose : Rolleyes :

Mammiti ha scritto:Vorrei poter entrare nel tuo ricordo, tenerti la mano mentre eri in quel letto di ospedale, sofferente e senza risposte.
Ti abbraccio
Vale


Grazie per questo tuo pensiero, solo immaginare che in quei momenti potesse esserci qualcuno al mio fianco che avrebbe saputo accogliere il mio sentire, anzichè bloccarlo come anche la psicologa dell'ospedale ha fatto, mi fa sentire la differenza che avrebbe fatto.
FranTam
 
Messaggi: 116
Iscritto il: venerdì 14 febbraio 2014, 14:27
Figli: F1 2012


Torna a Racconti di nascita

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

cron