Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » giovedì 28 aprile 2016, 20:56

Ciao a tutti.
Sono nuova iscritta del forum anche se come lettrice lo seguo da un po'. Ho 40 anni.
Ho tre bimbe di 9, 7 e 3 anni e mezzo.
Vi dico qualcosa in breve di me: all'inizio della mia maternita' non conoscevo la disciplina dolce. Con la prima e poi seconda bimba inizialmente usavo i metodi educativi che erano stati usati con me, tra i quali poteva starci tranquillamente la sculacciata o lo schiaffetto sulla manina, come deterrente per qualcosa che proprio non andava fatto. Anche mio marito, educato allo stesso modo, condivideva questa modalita'.
Crescendo come mamma, mi sono accorta che questo metodo non mi si confaceva. Ho allora promesso a me stessa che la violenza (soprattutto fisica) non avrebbe piu' fatto parte della mia modalita' educativa. La mia prima bimba aveva quasi quattro anni, e con lei ne parlai chiaramente. Le dissi che avevo capito che le sculacciate erano una cosa sbagliata, e che le promettevo di non dargliene piu'. Solo una volta, qualche mese dopo, in un improvviso accesso di rabbia perché aveva dato un calcio alla sorella rischiando di farle veramente male, la colpii nuovamente. Il suo sguardo deluso, mentre diceva "Mi avevi promesso che non lo facevi piu'" fu cosi' eloquente che lo ricordero' finche vivo.
Durante la terza gravidanza approfondii leggendo "Crescerli con amore", e mi si apri' un mondo diverso, era proprio questo il modo in cui volevo educare le mie figlie! E con grandi fatiche e gioie, cerco ancora di fare cosi.
Purtroppo mio marito e' invece rimasto sulle sue posizioni. Nonostante abbia provato a condividere con lui le mie nuove idee, lui continua a dire che le sculacciate e le punizioni servono, che lui e' stato educato cosi' e non vede motivi per fare diversamente.
Capite quindi che non e' facile integrarsi, e che le bambine notano la differenza tra noi due. Lui sostiene che io son troppo debole e che le bambine alla fine fanno come vogliono, quindi il mio metodo vale poco.
A questo si aggiunge il fatto che la nostra prima bimba, C., (che compira' nove anni in agosto) soffre di encopresi (perdita involontaria di feci) da quando aveva 5 anni. Dopo lunghe attese, sperando che il problema si risolvesse da solo (cosi' ci aveva inizialmente prospettato la pediatra) da circa un anno abbiamo iniziato un percorso sia medico (gastroenterologo, che non ha evidenziato problemi fisici) che psicologico. Da oltre sei mesi io e mio marito siamo seguiti da una psicologa, per farci aiutare ad affrontare questo problema. Inizialmente mi sembrava un buon percorso, ci ha dato suggerimenti su come dare alcune regole, sull'importanza di dare uno spazio adeguato a tutte e tre le bimbe (la piccola rischia di farla da padrona) ecc... Ultimamente pero' stiamo affrontando l'argomento rabbia, che recentemente C. ha iniziato a manifestare con comportamenti tipo colpire le sorelle, urlare, colpirsi da sola... E qui viene il nodo: la psicologa dice che ogni comportamento improprio va "sanzionato", e non in modo blando. Ritiene che la punizione fisica, data non per rabbia ma con calma, sia un modo accettabile di farlo. Afferma che io vengo ricattata dalle bambine, che si impongono troppo, e che l'arma del loro ricatto e' il loro amore. Io non condivido nulla di questo. Io credo che C. debba imparare a gestire la sua rabbia, ma insegnarglielo a suon di punizioni sia dannoso e forse anche inutile. Io "sento" che quando lei scatta, subito dopo capisce di aver sbagliato; allora tenderei di più a valorizzare questo, per dirle che ce la puo' fare, che la rabbia si puo' far fluire in modi non dannosi per se e per gli altri... invece mio marito se e' presente parte subito con urla e castighi e a volte con sculacciate.
Sono profondamente sconfortata.
Non voglio dire di essere perfetta, piu' volte capita anche a me di arrabbiarmi, a volte di alzare la voce, ma so che sbaglio e magari dopo chiedo scusa.
Mi sento tanto stanca di questa situazione che a volte vorrei scappare a 1000 km di distanza.
Aggiungo che non abbiamo i nonni vicini (vivono a 500 km di distanza) e che la nostra attuale situazione economica (lavoro solo io) non ci permette di cercare un aiuto per la gestione delle bambine e della casa. Gia' il percorso con la psicologa sta prosciugando i nostri pochi risparmi.
Quando non sono al lavoro sono praticamente sempre con loro.
Mio marito e' disoccupato da due anni, cerca di tirare su qualche soldo con lavoretti manuali che lo occupano tante ore per minimi guadagni. Per lui e' un periodo difficile, ma non e' che per me sia una passeggiata.
Cerco suggerimenti, consigli, comprensione, da qualcuno che so che la pensa come me.
Grazie.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda romipor » giovedì 28 aprile 2016, 22:34

Cara ti sono vicina!
Io sono mamma solo di uno e certamente nel forum c'è chi è più avanti in questo percorso e che potrà consigliarti bene... Però la comprensione te la posso dare tutta, la violenza è sbagliata sempre e comunque. Io non ho forse troppe mezze misure però penso davvero che, anche se tutti possiamo sbagliare, teorizzare e propugnare la violenza come mezzo di correzione è inaccettabile, odioso oltre che contrario a ogni prova scientifica. Questa psicologa non mi convince per nulla.. Si magari qualcosina può darsi l'abbia anche vista giusta, in fondo dall'esterno é più facile cogliere certe dinamiche ma le soluzioni che propone mi sembrano francamente inaccettabili. La tua bambina ha bisogno in alcuni momento di imparare a gestire la rabbia, incanalarla, non certo di essere picchiata da chi si deve prendere cura di lei. Scusami ma più ci penso più lo trovo folle. Hai provato a leggere Daniel Siegel ? Io lo trovo illuminante perché ti consente di dare un contenuto scientifico all'intervento nei momenti di crisi dei figli.. Perché poi secondo me un conto è essere convinti che la violenza è sbagliata mentre un altro è essere altrettanto forti quando si viene accusati di non fare niente, di essere troppo molli. Ho detto un sacco di cose spero non tutte inutili..invece lui ti spiega come funziona il cervello e di cosa ha bisogno..
Ti mando un abbraccio :abbraccione
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Effi B. » venerdì 29 aprile 2016, 11:32

Benvenuta mammadi3!!! Che bello il tuo percorso di crescita. Mi commuove sempre incontrare genitori che si mettono in discussione e trovano modalità non violente per crescere con i propri bambini. E' difficile quando non si trova alleanza e collaborazione col papà, difficilissimo. Mi dispiace pensarti così sola.

Sulla psicologa ti dico che io trovo gravissimo che un professionista suggerisca di usare punizioni fisiche. Grave e pericoloso. La contesterei (tu sei pure nella difficoltà di avere accanto tuo marito che sostiene la pratica!) e la lascerei per cercare qualcun altro.

Secondo me le punizioni non sono mai una strategia efficace e produttiva. Sono semplicemente il meglio che riusciamo a fare in situazioni difficili e come tali vanno capite, nella prospettiva di provare a fare meglio. Le punizioni fisiche sono stigmatizzate, non semplicemente da noi o da gruppi di genitori non competenti e qualificati, ma da istituzioni internazionali come l'oms, che invita a fare prevenzione evitandole per tutelare la salute fisica e psichica degli esseri umani. Esiste nel nostro Paese una sentenza della Corte di Cassazione del 1996 che dichiara che non è ammesso ai genitori ricorrere a punizioni corporali a scopo educativo. Le sentenze della Cassazione hanno valore di legge. Che un professionista inviti a comportamenti a rigore illegali secondo me è inaccettabile.

Scusa lo sdegno, ma non riesco a trovare empatia e comprensione quando qualcuno che gode di un riconoscimento di autorevolezza, perché ha un preciso ruolo educativo professionale, se ne avvale per dare simili consigli.

Diverso è per tuo marito che ha un suo percorso da compiere, che ha una storia che lo porta agli atteggiamenti che ha verso le vostre bambine. Che vive un momento di precarietà e frustrazione personale. E' un percorso che richiede tempo e fatica. Penso che sia fortunato ad averti accanto. Secondo te è possibile provare a cercare un aiuto esterno diverso? Conosci il libro di Olivier Maurel "La sculacciata"?

Ti mando un abbraccio e aspetto di leggere ancora di voi.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » venerdì 29 aprile 2016, 13:05

Carissime
Grazie delle vostre risposte.
Ieri sera quando ho scritto ero decisamente stanca e forse mi sono spiegata in modo approssimativo.
Non è che la psicologa ci abbia invitato ad usare punizioni fisiche. Il fatto è che mio marito talora le utilizza, e quando abbiamo affrontato il discorso con lei, non c'è stato da parte sua alcun segno di disapprovazione.
Quello che lei esplicitamente ha detto è che i comportamenti inadeguati di C. vanno "sanzionati". Ora per me sanzione significa punizione, non vedo altre interpretazioni. Ed una punizione (anche non fisica ) a me invece sembra più che altro controproducente. Ogni tanto scappa anche a me di dare un "castigo", tipo vietare la TV per un pomeriggio o negare il pomeriggio con l amichetta, ma quando sono proprio allo stremo e non so più che pesci prendere. E dopo mi rendo conto che non è stata una buona soluzione.
Per cambiare psicologa... significherebbe dover ricominciare un percorso che ormai va avanti da sette mesi, e non saprei come trovarne una che possa condividere la mia filosofia educativa. Però vi assicuro che dopo gli ultimi incontri vorrei tanto cambiare. Poi però penso che potrebbe essere la paura di affrontare i miei errori e le mie responsabilità che mi fa scappare da lei...come faccio a capire?
Se avete nomi da darmi vi ringrazio (abito a Padova).
Abbiamo provato tramite i Servizi della ASL, hanno fatto una breve valutazione della bambina (tre incontri) ma non essendo il nostro un problema grave non hanno modo di seguirci sulla lunga distanza.
Ci sono tante altre cose che vorrei condividere con voi, col tempo ve le dirò.
Grazie.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Emy » venerdì 29 aprile 2016, 14:42

Ciao!
Sono curiosa anche io su cosa intende questa psicologa per " sanzionare"
Che comunque mi sembra il solito modo per dire qualcosa e non dire nulla
Intanto diamo regole punizioni e robe rigide in cui infilare il bimbo
È bello che tu abbia aumentato le tue consapevolezze
Sarebbe bello poter condividere il percorso con l altro ma spesso C è un rifiuto....se non altro uno dei due cammina...
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Effi B. » venerdì 29 aprile 2016, 21:27

I comportamenti che non vi piacciono di vostra figlia vanno capiti. La vostra relazione protetta da quanto porta disagio e disequilibrio. Ma questo non vuol dire sanzionare. La vostra bimba sta esprimendo una serie di sintomi che indicano che qualcosa non funziona come avrebbe bisogno, solo che non sa capirlo bene lei stessa e dirlo con chiarezza. E' una bambina. Almeno così mi sembra.

Meno male che avevo capito sbagliato! E' che avevi scritto:

Ritiene che la punizione fisica, data non per rabbia ma con calma, sia un modo accettabile di farlo


e questo mi faceva supporre come minimo dei commenti di approvazione a episodi in cui tuo marito suggeriva di usare la forza.

Comunque il suggerimento è punitivo e quindi non tiene conto del tuo modo di vedere. Io credo che non dovrebbe succedere che, quando si va in consulenza in coppia, uno dei due si senta non accolto, peggio mal giudicato. E ho come l'impressione che questo valga per te. Tu che cosa pensi di questa esperienza? Vi ha aiutato, ci dici, ma senti che vi sta aiutando ancora? Che mediazione vi aiuta a fare? Vi permette di avere una maggiore comprensione reciproca?

Vuoi raccontarci che cosa fa la tua bambina che vi mette in difficoltà? Che cosa succede tra voi quando vi trovate a gestire queste situazioni?
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda romipor » venerdì 29 aprile 2016, 21:53

Sono contenta che la psicologa non ne faccia una propaganda... Ma insomma ci sono cose sbagliate e basta rispetto alle quali già non schierarsi, soprattutto per una che dovrebbe essere é un delitto. Comunque, volevo chiederti,ma sei sicura che state facendo un percorso utile? Perché sai, magari mi sbaglio, ma penso che sia relativamente facile puntare il dito e dire sbagliate qua e lá...ma l'importante non dovrebbero essere le soluzioni ? Non mi sembra che rispetto a questo la sua impostazione sanzionatoria sia marginale.. Cioè non vorrei che alla fine tu ti facessi prendere da quell 'insicurezza di dire mi dice che sbaglio qua e lá è quindi io devo seguirla perché fare diversamente vorrebbe dire sottrarmi alle mie responsabilità di madre. Dove per "seguirla" non intendo che tu sposi la filosofia della sanzione ma che ci continui ad andare ... Io penso che invece che parlare di sanzioni, da quel che dici, avreste più bisogno di mobilitare nuove risorse e so attuare strategie che facciamo leva sul vostro amore familiare. Mi dispiace non poterti consigliare nessun altro, ma secondo me questa psicologa é proprio dannosa perché alla fine legittima - almeno a quanto pare agli occhi di tuo marito- in nome di una pseudocura un comportamento dannatamente sbagliato...tu auguro di trovare qualcun altro al più presto !
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mamazaba » venerdì 29 aprile 2016, 23:06

anch'io cercherei un altro psicologo. non conosco il disturbo di cui soffre tua figlia ma mi chiedo se non abbia a che fare con le sculacciate di tuo marito :(
spero troviate qualcuno che gli faccia capire che sta sbagliando.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » sabato 30 aprile 2016, 13:35

Grazie ancora di tutti i vostri contributi. Mi sento capita. Ecco, il mio dubbio è appunto che per quasi tre anni abbiamo aspettato a chiedere un aiuto esterno, cercando in noi come genitori le risorse per superare il problema dell encopresi, ora finalmente abbiamo intrapreso questo percorso e decidere di troncarlo significherebbe tornare indietro. Al momento non ho una alternativa valida.
Mio marito continua a sostenere che il mio metodo non da risultati. Ogni volta che ne parliamo ribadisce questo. Dice anche che finora mi ha lasciato fare (ed è vero, cioè ha evitato di usare punizioni il più possibile ) ma il risultato è quello che vediamo e quindi forse è ora di cambiare registro. E ultimamente alcuni comportamenti di C. lo esasperano.
Io invece quello che vedo sono tre bambine desiderose di attenzione, di affetto, di amore esclusivo (molto gelose l'una dall'altra per quel che riguarda il nostro affetto ). Bambine che per nostre esigenze passano otto ore a scuola e quando escono hanno bisogno di decomprimersi. Bambine che avrebbero bisogno di attività differenziate ma che a volte devono seguire gli impegni l'una dall'altra.
È vero, la rabbia di C. non è facile da gestire, ma finché è confinata all'ambito familiare (a scuola sa controllarsi molto bene) credo ci si possa lavorare...
scusate, forse sono un po confusa e metto tanta carne al fuoco tutta insieme.
Una cosa ora però mi è chiara: la prossima settimana quando vedrò la psicologa le farò alcune domande chiare e dirette sul suo modo di vedere le punizioni fisiche e non. In base alle sue risposte valuterò l'opportunità di continuare ad andare o meno. Grazie del vostro supporto, continuo a leggervi volentieri.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda romipor » sabato 30 aprile 2016, 13:50

Sono contenta di questa tua decisione di affrontare la cosa con la psicologa... Se posso mi permetto di darti un suggerimento: prova a spiegare a tuo marito che non c'è il tuo metodo senza botte o le botte come alternativa.. Per dire può darsi che debba migliorare qualcosina nell approccio con loro o semplicemente cambiare qualche strategia, non significa che se il tuo metodo non è riuscito allora l'altro prevede le botte. Scusa scrivo molto velocemente da cellulare, ma ci tenevo!
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Mammiti » sabato 30 aprile 2016, 18:51

Ciao cara!
Prima di tutto BENVENUTA!
Leggendo di voi la sensazione che ho avuto è di grande resilienza da parte tua e ho pensato che le tue bambine sono molto fortunate ad averti come mamma!
Ti sento vicina nella fatica quotidiana di far funzionare le cose in una famiglia in cui sentiamo di doverci fare carico di responsabilità su tutti i fronti.
Purtroppo non ho tempo per scriverti tutto ciò che vorrei..
Volevo però consigliarti la lettura del libro 'la famiglia è competente' di juul! Per me è stato un libro illuminante e mi ha aiutato a capire come far funzionare le divergenze di opinioni in famiglia..e ci ha letteralmente tirato fuori da una crisi enorme (non che adesso sia tutto perfetto però vedo che siamo sulla strada giusta!)
Ho letto molti moltissimi libri ma nessuno mi è stato utile come questo!
Tra l'altro offre degli utili spunti sull'arte di 'farsi consigliare' da altri ovvero come rendere utile e produttivo un counseling psicologico.
Io su questo punto ti dico che le mie esperienze di counseling psicologico e di analisi personale hanno iniziato ad essere veramente utili quando sono riuscita a comunicare veramente ciò che provavo soprattutto riguardo a ciò che la psicologa mi restituiva..ad esempio dire apertamente che una certa cosa da lei detta (o una sua espressione del viso mentre mi ascoltava) mi faceva sentire giudicata, o che non mi sentivo a mio agio nel parlare di certe cose con lei perché sentivo imbarazzo da parte sua, o mettere in chiaro che c'erano dei miei valori che non ero disposta a mettere in discussione (ad esempio una educazione incentrata sull'accettazione e sull'amore e non su premi e punizioni).
Questo a me ha permesso di proseguire serenamente un percorso che rischiava o di naufragare o di essere completamente inutile se non controproducente (oltre che dispendioso)! E mi ha riservato meravigliose sorprese...e mi ha anche fatto tornare la voglia di fidarmi degli altri!
Però certamente anche le persone che avevo davanti erano molto brave e competenti (anche se prima non ci eravamo 'presi')
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » lunedì 2 maggio 2016, 13:35

Per Mammiti : grazie dei suggerimenti. Sicuramente la prossima volta che vedrò la psicologa cercherò di spiegarle chiaramente cosa per me non è assolutamente accettabile, spero sia il modo per migliorare l'aiuto che può darci.
Per tutte : leggendovi ho pensato di ripartire un po da zero con mio marito, nel senso che ho provato a rispiegargli che a dare sistematicamente punizioni per ogni comportamento non "adeguato" io non ce la faccio e gli ho chiesto di provare anche lui a non farlo. Ho cercato di mettermi a cuore aperto davanti a lui (sento di poterlo fare... so che è la persona che più mi ama al mondo), gli ho detto che nei comportamenti delle nostre bimbe non vedo capricci ma l'espressione di bisogni, che non sempre possiamo e dobbiamo soddisfare, ma che dobbiamo capire e amorevolmente indirizzare. Mi sono sentita compresa e ho notato che per tutta la giornata di ieri ha provato a tenere a bada le sue reazioni istintive, spesso riuscendoci.
La sera in un momento di calma (con tre bambine vi assicuro che i momenti per parlare con calma noi due scarseggiano) ho provato a parlare delle sue esperienze di bambino che a volte è stato picchiato. Gli ho detto che anche io mi sono presa più volte sculacciate e schiaffi, soprattutto da mia mamma su cui ricadeva buona parte della responsabilità educativa, ma se ora penso a quale fosse il motivo per cui le prendevo non lo ricordo. Ci credete? neppure di una delle volte che sono stata picchiata (non succedeva tutti i giorni, ma comunque con una certa frequenza ) ricordo il motivo. Già questo è un buon motivo per dire l'inutilità di certe punizioni.
Lui dice che quando suo padre lo picchiava aveva ragione, perché magari era troppo vivace oppure litigava con sua sorella più grande e la picchiava. Eppure ancora adesso quando suo padre (brava persona, mica un violento) non apprezza ciò che lui fa, ci soffre un sacco (anche se non lo dice apertamente). Ora che sta cercando di reinventarsi un lavoro, ha provato a chiedere a suo padre un piccolo aiuto economico, che gli è stato negato. Mentre sua sorella con marito e figli vive a casa dei suoi, sostanzialmente a loro carico per quel che riguarda vitto, bollette eccetera! Scusate, sto andando fuori tema...
Comunque grazie del vostro supporto. Vi aggiornerò. Sento che da voi posso trovare supporto nel mio percorso.
mammadi4
 
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » venerdì 6 maggio 2016, 9:33

Vi aggiorno sull'incontro di ieri con la psicologa. Ho comunicato in modo chiaro che l'uso delle punizioni non è una cosa su cui sono disponibile a cedere, che intendo trovare modalità che non ne prevedano l'uso (che poi ogni tanto mi possa succedere di promettere una punizione può succedere, non sono ancora così brava, ma che mi venga suggerito di usarle no ).
Ho poi chiesto il senso che lei da al termine "sanzionare " i comportamenti non adeguati. Mi ha spiegato che lei intende semplicemente sottolineare il gesto fatto, far notare di averlo visto. ciò secondo lei può essere fatto a parole (ma con i bambini non sempre è sufficiente o efficace) , con gesti di qualunque tipo (anche un abbraccio accompagnato da un commento tipo : ho visto che sei arrabbiata, ma picchiare tua sorella non si può ), ma se anche viene fatto ad esempio con una sculacciata lei non inorridisce. L'uso del corpo è fondamentale nell'infanzia quindi il suo pensiero è: meglio una sculacciata che non toccarti. Lei afferma che, anche lavorando con i ragazzi di strada non alza neppure la voce , ma che in alcuni casi un abbraccio o un bacio sono equivalenti ad uno schiaffo, dipende come vengono dati.
Le ho comunque detto che quando abbiamo parlato delle punizioni fisiche mi sarei aspettata da parte sua quanto meno una parola di disapprovazione da parte sua. È anche vero che sarebbe stata una presa di posizione a mio favore e contro mio marito, cosa che lei accuratamente evita (almeno così mi sembra).
Mi ha peraltro detto che, secondo lei, il fatto che non voglio usare le punizioni dipende dal fatto che non ho "fatto pace" con i miei genitori, con le ferite e il non ascolto che sento essermi stati riservati nella mia infanzia , quindi non voglio riproporre ciò che è stato fatto con me. Da questo punto di vista mio marito è più "pacificato" quindi non ha difficoltà a riproporre i gesti ricevuti da bambino. Forse per me ha visto bene che sono ancora arrabbiata con i miei, ma mio marito (che nelle sedute si apre pochissimo...tipo io parlo mezz'ora e lui cinque minuti e solo rispondendo a domande della psicologa) secondo me è così perché non si guarda dentro, non osa mettere in discussione quanto i suoi hanno fatto quando era bambino, invece critica quello che fanno ora...e non poco! Però a guardarsi indietro non ce la fa. Ovvio io lo vedo costantemente, lei due ore al mese quindi non può notare tutto quello che noto io!
La sua spiegazione mi ha soddisfatto, nel senso che a questo punto mi sento di provare ad andare avanti con lei. Vedremo come va.
Non so davvero come ringraziarvi dei vostri spunti, soprattutto Mammiti per come mi ha suggerito di rapportarmi alla terapeuta.
Aspetto ancora commenti.
Appena riesco faccio un altro post sulla specifica patologia di mia figlia, per non mescolate troppo le cose .
comunque mio marito sta notando che se evitiamo di arrivare allo scontro e alla punizione le cose vanno meglio per tutti, lo ha detto anche alla psicologa!
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Effi B. » venerdì 6 maggio 2016, 11:12

Mammadi3, che dire? Diciamo che sono davvero perplessa.

Sanzionare che significa? In questo caso non il suo primo significato, connesso all'ambito giuridico di provenienza, di "approvare, sancire". Qui stiamo parlando di comportamenti che si intendono modificare, disapprovare, che mettono in difficoltà. Quindi qui non può che intendere: colpire applicando sanzioni punitive (da vocabolario). Se la signora non è in mala fede (si è accorta che non poteva avvallare o suggerire l'uso delle punizioni corporali e ha corretto il tiro, tu per di più le hai detto che non vuoi usare punizioni in genere), come minimo usa a casaccio la lingua e in questo caso la cosa mi sembra anche grave per le possibili implicazioni che un paziente ne potrebbe dedurre. E se lo dice a uno che non si fa i tuoi dubbi?

Quanto poi alla sua equidistanza tra te e tuo marito io non la vedo. Che lo voglia o no, che ne sia consapevole o no, per quello che ci hai scritto qui, io la sento parziale a tuo svantaggio. Non inorridisce di fronte alle sculacciate che cosa vuol dire? Perché a te mi pare che proponga con fermezza di trovare dei modi per "sanzionare" tua figlia, ma a tuo marito che i bambini non si sanzionano con le botte non lo dice. E va detto invece, con rispetto, comprensione, ma va detto sempre. Uno spunto di riflessione perché un genitore possa aprire dentro di sé spazio al dubbio sull'uso della violenza va sempre dato. Senza "sanzionare" il genitore. Ma il comportamento sì! Non è prendere posizione a favore di un genitore, in questo caso di te, o contro un altro, tuo marito, è prendere la giusta posizione rispetto ai bambini.

Chi esce da questi incontri come quella che deve lavorare su sé stessa mi pari tu. Che va benissimo, ma siete lì per lavorare tutti e due e insieme. Non perché TU trovi un modo perché stiate meglio insieme. Che potrà pur essere, ma non dovrebbe essere la prospettiva che vi offre lei. E che tu sia bene che rielabori la tua infanzia è un punto decisivo, ma vale per tutti e non lo so mica se ti aiuta così come mi pare che la questione ti sia posta.

Che un genitore non voglia usare le punizioni perché non ha fatto pace coi suoi genitori mi sembra comunque davvero un falso ragionamento, le due cose sono connesse ma vanno anche tenute opportunamente distinte (un genitore deve poter scegliere che cosa gli piace e che cosa no dell'operato dei suoi genitori). E mi sembra che, una volta di più, se davvero il ragionamento che fa è in questi termini, il suo discorso sia a favore delle punizioni. Se si tratta di abbracciare i bambini e parlare loro con rispetto siamo d'accordo tutti, ma allora che problema ci sarebbe col fatto che tu non vuoi essere punitiva? Non lo vuoi fare anche perché ti ricordi di quello che hai provato quando ti punivano i tuoi genitori? E' un aspetto da tenere in considerazione e valorizzare secondo me. L'interpretazione che tuo marito è serenamente punitivo perché pacificato riguardo alla sua infanzia l'ha data lei? Anche questa sarebbe ben curiosa. Che poi ci scrivi che lui pacificato riguardo ai suoi non lo è per niente.

In ogni modo qualcosa di molto buono lo state raggiungendo e io vedo in voi sul serio belle risorse. Questo spazio tu lo stai gestendo con consapevolezza e determinazione a capire e sentirti rispettata. Tuo marito comunque ci viene. Se non ti senti oppressa o incompresa, puoi davvero secondo me continuare a giovartene come momento di riflessione comune che vi dà il segno che state facendo qualcosa insieme perché insieme volete star meglio. E' una gran cosa solo questo. Bello che tuo marito racconta dei vostri risultati, di ciò che avete raggiunto seguendo le tue intuizioni. Forza mammadi3!
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda mammadi4 » venerdì 6 maggio 2016, 13:32

Scusate, non so quotare, provo a rispondere alle considerazioni di Effi...


Non inorridisce di fronte alle sculacciate che cosa vuol dire?


Che per lei non sono certo il metodo educativo migliore, ma che non crede neppure che vadano assolutamente evitate.

Perché a te mi pare che proponga con fermezza di trovare dei modi per "sanzionare" tua figlia, ma a tuo marito che i bambini non si sanzionano con le botte non lo dice. E va detto invece, con rispetto, comprensione, ma va detto sempre. Uno spunto di riflessione perché un genitore possa aprire dentro di sé spazio al dubbio sull'uso della violenza va sempre dato. Senza "sanzionare" il genitore. Ma il comportamento sì! Non è prendere posizione a favore di un genitore, in questo caso di te, o contro un altro, tuo marito, è prendere la giusta posizione rispetto ai bambini.

In effetti invece mi sembra chiaro che su questo punto lei non è così intransigente.

Chi esce da questi incontri come quella che deve lavorare su sé stessa mi pari tu. Che va benissimo, ma siete lì per lavorare tutti e due e insieme. Non perché TU trovi un modo perché stiate meglio insieme.

Verissimo. Il fatto è che al momento io sono quella più disponibile a mettersi in gioco. Mio marito, per ora, devo già essere contenta che venga lì. Per ora...col tempo vedremo!


L'interpretazione che tuo marito è serenamente punitivo perché pacificato riguardo alla sua infanzia l'ha data lei? Anche questa sarebbe ben curiosa

Sì, è quello che lei afferma .

In ogni modo qualcosa di molto buono lo state raggiungendo e io vedo in voi sul serio belle risorse. Questo spazio tu lo stai gestendo con consapevolezza e determinazione a capire e sentirti rispettata. Tuo marito comunque ci viene. Se non ti senti oppressa o incompresa, puoi davvero secondo me continuare a giovartene come momento di riflessione comune che vi dà il segno che state facendo qualcosa insieme perché insieme volete star meglio. E' una gran cosa solo questo. Bello che tuo marito racconta dei vostri risultati, di ciò che avete raggiunto seguendo le tue intuizioni. Forza mammadi3!

Grazie.
Ovvio che in un post non riesco a trascrivere quanto emerge in un'ora di colloquio, ho riportato alcune delle cose emerse, diciamo che la situazione con lei non è il top, ma alcuni spunti utili ci sono, e come dici tu il fatto che mio marito ha accettato di fare insieme questo percorso.
L'unica dubbio è : val la pena di spendere 100 euro al mese per questo? O potrei usarli meglio pagando una baby sitter un paio d'ore a settimana e prendermi uno spazio libero per me? Tenendo conto del fatto che la nostra situazione economica attuale è critica ed che probabilmente dopo l'estate dovremo scegliere tra proseguire il percorso psicologico o far fare un'attività sportiva alle bambine. Finora abbiamo retto entrambe le spese ma non ce la facciamo più!
mammadi4
 
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Effi B. » venerdì 6 maggio 2016, 14:36

Qui sei tu che devi valutare. Tuo marito che dice? A lui serve sedersi accanto a te a parlare con lei? Puoi anche arrivare a un punto in cui senti di aver avuto da lei quello che ti serve e che non arriva più nulla di utile. Le consulenze e le terapie finiscono. O si abbandonano se non sono soddisfacenti. Solo tu puoi saperlo.

La prospettiva in cui interpreta il comportamento di tuo marito e la sua presunta pacificazione riguardo ai suoi genitori mi allibisce per la sua fallacia e grossolanità. Come pure mi fa drizzare le antenne che paia che per lei la sculacciata del genitore al figlio sia uno strumento di comunicazione plausibile. Ti ripeto che non si tratta di demonizzare il genitore cui succede di sculacciare. Quel genitore va sempre capito. Ma occorre dirsi che quella cosa non va fatta, che ci sono sempre altre strategie e che occorre impegnarsi a cercarle e metterle in pratica nel tempo.
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Re: Consiglio per sostegno psicologico e non solo...

Messaggioda Emy » sabato 7 maggio 2016, 16:48

Posso dire che sento fortemente mie tutte le perplessità di Effi....
Se tuo marito viene, credo che valga la pena di tenersi stretto questo spazio
Ma dovrebbe essere un po più proficuo ...
Mi da l impressione che si arrampichi un po sugli specchi... Dicendo tutto e niente... Però a volte tutto fa brodo e può darti uno spazio di riflessione almeno per sapere quello che non vuoi.
Odio quando ti dicono che sei indignata o sei contraria perché non hai fatto pace con una certa situazione, a volte sembra : indipendentemente dal fatto che una cosa sia giusta o sbagliata, è colpa del fatto che sei fissata .
Magari certo non ho ben consapevolezza di tutto ma se sento che è una ingiustizia è una ingiustizia.
Se sono ancora arrabbiata e non ci ho fatto pace significa che la sento ancora una ingiustizia, devo sentirmi in colpa?
Anche se ci avessi fatto pace la sentirei ancora una ingiustizia.... Quindi? Il problema sono io o possiamo finalmente parlare dell ingiustizia?
Il tuo ragionamento lo sento giusto.... Tuo marito ci ha fatto così tanta pace che continua a ripetere gli stessi schemi senza farsi domande.
Puoi chiedere alla psico se lei è così di natura o non ha ancora fatto pace con i suoi genitori? :)
EHhhhhh si perché ad un certo punto la mia comprensione comincia a vacillare
Scusami post di sfogo
Magari questa psicologa ci mette tutto il suo impegno, è che certe cose mi urtano un po
Emy
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