Gestire i fallimenti

Gestire i fallimenti

Messaggioda Leti » mercoledì 11 marzo 2015, 12:32

Cari tutti/e
Vi scrivo dopo molto tempo, anche se non ho mai smesso di leggervi, ma questa volta avrei bisogno di un vostro consiglio.
Il problema riguarda la gestione dei fallimenti da parte del mio grande, 6 anni.
J. frequenta la prima elementare, dopo 3 anni di scuola materna.
Già durante l’ultimo anno le maestre si complimentavano con noi per quanto il bambino fosse diligente e si comportasse bene e anche ora a scuola non ci sono problemi, riesce bene in tutto, così anche come è molto capace nello sport che ha scelto di praticare (karate), che gli piace molto.
Naturalmente a casa non è così tranquillo, sfoga tutta la tensione che secondo me accumula durante la giornata e la fatica, soprattutto nel rapporto con il fratellino, di certo non manca.
In tutto questo i problemi nascono nella sua difficoltà nell’accettare il fallimento, l’errore, l’essere rimproverato e (purtroppo) il solito ricorso alla punizione che ormai dilaga ovunque.
A casa sono tragedie se perde o se non riesce a fare qualcosa.
A scuola non accetta di sbagliare, quando è capitato di aver preso una nota perché, da quel che ho capito, rideva mentre la maestra rimproverava qualcun altro, l’ha presa malissimo, non voleva che ne parlassi a nessuno, neanche al papà, è sempre estremamente preoccupato di aver fatto le cose bene nei compiti (pensate che era dispiaciuto perché nella prima pagellina non aveva tutti dieci :o ). Insomma mi sembra voglia sempre riuscire “vincente”.
Ieri a karate mi ha detto che si stava annoiando, a fine lezione il maestro (che nel complesso è molto bravo e paziente) fa fare a tre di loro un giro di saltelli extra, dice che è una punizione perché facevano troppa confusione……pianti, tragedia infinita, dice che non andrà più a lezione!

Vorrei anche spiegare che la scuola che frequenta non è male, le maestre mi sembrano capaci e attente anche se purtroppo c’è l’uso dei castighi o delle note.
Noi già dalla scuola materna gli spieghiamo che purtroppo nei contesti scolastici si usano questi metodi, che noi non li condividiamo e che soprattutto non è così grave se succede che venga punito o che prenda un brutto voto. Cerco sempre di fargli capire come funziona la nostra società, che è giusto comportarsi bene per il rispetto degli altri, compagni e maestre. Che può capitare a tutti di non fare le cose bene, etc….
Però lui fatica molto e reagisce male. Sembra non sopporti di fallire e siccome è estremamente sensibile questo lo fa soffrire. Capita anche nel rapporto con gli amichetti.
Io adesso inizio a chiedermi se ho sbagliato in qualcosa (anche se mai credo di averlo incitato ad essere il più bravo o cose del genere) e soprattutto vorrei capire come posso aiutarlo.
Forse esistono letture che posso fare con lui?
Grazie per l’ascolto e scusate se non risponderò subito.
Leti
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Re: Gestire i fallimenti

Messaggioda Effi B. » lunedì 16 marzo 2015, 23:26

Cara, provo a buttar lì qualche riflessione e tu mi dirai se ti tornano utili o meno.

Anche per esperienza personale, vedo che un bambino cresciuto al di fuori del sistema dei premi e delle punizioni, libero di esprimersi e essere sé stesso può faticare molto in contesti diversamente punitivi. I suoi compagni hanno magari fatto esperienza di critiche ed etichette, di mortificazioni e ricatti (l'uso della punizione alla fine è u ricatto costante: se non ti comporti come voglio... ti punisco), conoscono il metodo, hanno elaborato le loro strategie per riequilibrarsi in quelle situazioni.

Un bambino che non ha dovuto farlo, che si trova piccolo e indifeso tra adulti molto diversi nel modo di trattarlo dai suoi genitori, lasciato dai suoi genitori nelle loro mani, può sentirsi completamente sguarnito al pensiero di essere privato dell'approvazione, del rispetto di cui ha bisogno (dover un giro di saltelli extra perché l'ha deciso il maestro a fine lezione è rispettoso della dignità di un bambino?). E allora fa di tutto per evitare le situazioni in cui si sente a disagio, si rassicura nell'approvazione che ottiene e poi si scompensa quando quell'approvazione la perde. Perché è ancora piccolo e dipendente dal sostegno degli adulti che lo circondano e che prende a punto di riferimento.

Riesci a parlare con lui, quando è tranquillo, di come si sente in quei momenti? ha paura? è arrabbiato? sente tradito il suo bisogno di giustizia? si sente solo?, non compreso? Forse puoi sostenerlo rielaborando con lui quando entrambi siete più sereni. nel momento della crisi non lo siete nessuno dei due. Quella si può solo lasciarla passare. Tu concentrati su questo: quel momento passerà e potrai tornare insieme al tuo bambino per provare a superare quella difficoltà. Lui ce la farà di sicuro, vedrai. Ora a volte soffre, ma, con voi accanto, sarà di sicuro una persona consapevole di sé, e questo è una grandissima risorsa e un punto di forza.

Ti abbraccio
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Re: Gestire i fallimenti

Messaggioda Leti » martedì 17 marzo 2015, 13:08

Grazie Effi, certo che tornano utili queste riflessioni e quasi mi commuovo ad immaginarlo alla ricerca dell'approvazione degli adulti che lo circondano.
Non avevo ancora pensato al fatto che possa ricercare sostegno e conferme dalle persone di riferimento all'esterno della famiglia.....questo in realtà un po' mi preoccupa, nel senso mi spiace pensare che la sua autostima dipenda così tanto dal mondo fuori, però forse crescendo saprà affrontare meglio queste "sconfitte", almeno lo spero.

Gli ho chiesto recentemente, proprio dopo la storia dei saltelli in palestra, come si sentiva e mi ha detto di essere molto arrabbiato. L'ho tradotto come una sensazione di tradimento (soprattutto perché questo maestro si complimenta sempre con lui).

Capisco di non avere molte armi dalla mia, se non quella come dicevi di aiutarlo a rielaborare e di "corazzarlo".

grazie ancora. un abbraccio.
Leti
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Re: Gestire i fallimenti

Messaggioda Effi B. » martedì 17 marzo 2015, 15:54

Io credo che sia il suo stare al mondo adesso che richiedono sostegno e conferme. La sua autostima poggerà sempre su quanto gli avere offerto e si perfezionerà attraverso le esperienze che fa fuori casa. Le sue reazioni così vistose possono essere accolte come un'occasione perché lui non sia solo o non visto con la sua fatica. In genere credo che sia in grado di cavarsela. Poi passa, no? Però sapere che la mamma lo sa che cosa è passato è un'altra cosa.

Siete tanto belli voi due che parlate insieme sai? Il tuo amore è uno strumento fine e potente al tempo stesso
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Re: Gestire i fallimenti

Messaggioda Leti » mercoledì 18 marzo 2015, 10:55

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