Collaborazione dai grandi

Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » venerdì 16 gennaio 2015, 9:16

Come si fa a chiedere collaborazione ai figli grandi? Io mi sono sempre prefissata di non finire a essere la mamma rompiballe che chiede ‘pfai questo, fai quello’, ma alla fine ho dovuto cedere perché a lasciarli liberi non ho ottenuto nulla. Ho aspettato per anni che l’emulazione e la sensibilità li spingesse, almeno ogni tanto, a darmi una mano ad apparecchiare, a fare il proprio letto spontaneamente, magari a esprimere il desiderio di cucinare per tutti… Niente, tabula rasa. Mia madre si lamentava ma non ci faceva fare nulla, se facevo il mio letto me lo disfava perché lei faceva meglio, voleva che io le ‘andassi dietro’, cioè fossi a sua disposizione per fare cose come svuotare la paletta dopo che lei aveva scopato, sciacquare lo straccio dopo che aveva spolverato: una serva insomma. Io li ho incoraggiati, mi va bene tutto ciò che fanno, rioconosco a loro la responsabilità del compito che desiderano, lascio la libertà di scegliere… niente, il nulla totale.

Allora dopo anni mi sono stancata. Li chiamo ad apparecchiare. Mi dicono “uffa, perché?” e io mi imbestialisco. Oppure mi dicono “vengo” e li trovo incantati a vedere la tv, o a sfogliare un libro… tutte le sere cominciano a prendere ciò che c’è sul tavolo e cominciano “questo dove lo metto?” e stanno lì fermi, aspettando. Tutte le sere gli dico di fare ciò che sanno, ciò che non sanno asciarlo nell’angolo del tavolo. Tutte le sere loro chiedono, fermi, immobili, aspettando me. Tutte le sere.
Qualche volta decido di lasciar perdere, non chiamarli, lasciarli liberi. Una, due, tre, quattro sere… non cambia nulla.

Non c’è sera in cui si lavino i denti se non lo dico io. Non c’è mattina in cui non si cambino le mutande se non lo dico io. Non c’è volta in cui si facciano la doccia loro sponte. Gliene ho parlato, ho spiegato. Una sera ho detto loro che non avrei più detto di far la doccia, li lasciavo liberi di ricordarsi da soli. Mi hanno detto “certo, domani”. Dopo 8 (otto!) giornji ho dovuto cedere. Ma Santo Dio, mia figlia ha 11 anni, ma possibile che non sia riuscita a spiegarle di farsi la doccia almeno ogni tre giorni!

Mi invento mille cose da fare con loro. Se mi distraggo 5 minuti sono attaccati ai videogiochi o alla tv. Se non ci sono io, se io non sono propositiva, loro sono sul divano.
Tutte le mattine chiedo loro di spegnere la luce per la notte. Tutte le mattine. Non l’hanno MAI fatto. Vi giuro. Se non, intendo, dopo che mi sono arrabbiata. Ma il giorno dopo da capo.
Tutto ciò che finisce in mano loro è perso. Ho dovuto ricomprare il telecomando, perché l’hanno perso… in casa!!! Libri, fogli, giochi… non sanno mai dov’è nulla. Ciò che è troppo grande per essere perso è accatastato sulla scrivania o su un mobiletto in sala. Io che ho grossi problemi con l’ordine divento pazza. Non sopporto la vista di quelle cose e non sopporto doverle mettere a posto. Stanno li le settimane, i mesi. La pila cresce, pericolante, finché a volte crolla. Allora do di matto, comincio a urlare, butto via tutto, tiro la roba in giro. Allora mettono a posto qualcosa. Poi da capo.

Mio marito non vede nulla. A lui va tutto bene. Non è un problema, fa niente il disordine, siamo così. E io o sopporto cose che mi fanno ribollire il sangue, o sono sempre la rompiballe che si lamenta.

Il piccolo, che era un bibmo solare, è diventato insopportabile. Selvatico dice mio padre, e ha ragione. Non saluta, non risponde. Non sopporta i baci le carezze; a volte neppure posso guardarlo. Gli dico ‘ti voglio bene’ e grugnisce. Li faccio una carezza e urla. Vuole stare in braccio ma come dice lui, mi mette le mani dove vuile lui. Se gli faccio una carezza in più sono versi. Se gli chiedo qualcosa sono versi. Ho aspettato mesi, e ora non ne posso più. Gli ho detto di smetterla di far versi, che non ne posso più, che voglio che impari a salutare le persone... tutto ciò che mi ero ripromessa di non fare. Ma lasciarli liberi non dà risultati.
Continua a non dormire, a non stare a tavola, a non mangiare. Gli altri due che hanno sempre mangiato adesso sono polemici. Se chiedo cosa vogliono rispondono la pizza, sempre, anche se l’hanno mangiata il giorno prima. Se faccio una cosa diversa dalla pasta al pesto e la lattuga sono lamentele. Ieri ho fatto il riso al limone sapendo che a loro piace il limone (a loro, a me no), si sentiva appena. Ho dovuto aspettare 15 minuti che mia figlia mangiasse metà piatto, poi le ho detto che o si sbrigava a cacciarlo giù o gliene davo il doppio. Non è possibile che a 11 anni non sia in grado di accettare un sapore appena diverso dal solito.

Non ne posso più. Non ce la faccio, non arrivo a tutto da sola, non ho le energie. Sono stanca oltre ogni ragionevolezza. Mi addormento alle 22 con i miei figli e alle 7.30 vorrei piangere dalla stanchezza. Li porto a scuola e poi torno a casa distrutta, mi butto sul divano. Passo le ore pensando a ciò che potrei/dovrei/vorrei fare e resto lì…
Oggi un diversivo. Quando sono rientrata, dopo averli sgridati per mille cose e averli lasciati a scuola con il muso, ho vomitato. Ma non sto male. Magari. Sono 3 anni che non mi ammalo, e lo vorrei tanto. Una bella febbre, che mi permetta di stare a letto le giornate senza sensi di colpa. Quando ero piccola mi piaceva essere ammalata perché ero giustificata e gli altri si occupavano di me. Ma anche allora capitava raramente. Si vede anche il mio fisico finge di essere più forte di quello che è.

Non so neanche cosa ho scritto. Non rileggo.
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Valentina L. » venerdì 16 gennaio 2015, 10:15

tanta solidarietà, davvero tanta... tante cose potrei averle scritte io, mia sorella, la mia vicina... mal comune mezzo gaudio?!? no, sicuramente... forse il pensiero disincantato che qualunque cosa si faccia va' così, anche se non mi spiego il perché... poi vedo una delle mie nipoti (17 anni) che fa da baby sitter ai miei: uno splendore, attenta, giudiziosa, carina e pronta a gestire praticamente tutto, rimette perfino in ordine la cucina, fa fare la doccia e mette a letto i mostri senza un fiato da parte di nessuno... mamma e nonna restano così :shock: :shock:
forse a noi mamme, in casa, viene riservato "il peggio", l'assenza di filtri e inibizioni, la libertà di tirare fuori tutto quello che fuori non è ammissibile e di lasciare dentro tutto quello che fuori deve essere sempre messo in risalto ... forse in un certo senso va' bene così... io urlo, mi imbufalisco, minaccio e sono pessima, ma ringrazio di cuore se fanno qualcosa, se si mostrano un minimo attenti, disponibili, ripeto che per me è importante, che mi sono d'aiuto e io sono felice che lo siano... niente punizioni, niente premi se non 50 cents per un evento straordinario (un giorno il grande ha passato l'aspirapolvere per tutta casa), ricordo che io non sono la serva di nessuno, che se io lavo, stiro, cucino, pulisco loro possono sistemare quello che usano (al letto non ci siamo ancora arrivati) perché in casa nostra ci si vuole bene, ci si aiuta facendo ognuno la propria parte... ma poi urlo perché siamo sempre sul filo del ritardo, chiedo che si mettano le scarpe e loro giocano con il cane, un calzetto, il nulla... li mando a lavarsi e fanno qualsiasi altra cosa... non so ... forse non ci sono abbastanza connessioni neuronali e ci vuole tempo... : WallBash : : WallBash :
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » venerdì 16 gennaio 2015, 11:14

Grtazie per la risposta.
Sì è vero, in casa sono più liberi, lo so. Fuori sono diversi, lo vedo a scuola, anche coi nonni, più attenti... però onestamente non mi sembra di chiedere la luna. Mi sembra di essere piuttosto accogliente con la loro stanchezza e chiedere proprio poche cose alla loro portata.

Volevo solo dire che i miei grandi con il piccolo sono uno spettacolo: lo svegliano (perché lui dorme solo la mattina, quando ci si deve alzare), gli lavano le mani, gli mettono le scarpe, il giubbotto... sarebbe capaci di vestirlo interamente. Ma lui non vuole, rifiuta ogni attenzione loro. E' un continuo 'io mamma'. Non vuole nessuno che non sia io. E quello che per me sarebbe un grande aiuto viene meno, perché certo non posso chiedere a una bambina di 11 anni di vestirne uno di 3 che piange... e poi quel richiamo mi fa sentire in colpa, mi dice che devo arrivarci io, ma io non ci arrivo...

Non è che non fanno nulla. Però non so... ho proprio bisogno di un passo avanti, di vederli un poco più attenti. Perchè io non ci arrivo. Prima ho messo via la colazione (la tazza è sempre sul tavolo, mai nel lavandino) e ho trovato il libro di mio figlio che aveva dimenticato. C'era anche prima ma non l'avevo visto. Sono io la mamma, avrei dovuto vederlo e ricordarglielo, ma non ci sono arrivata. E avrei voluto cvhe l'avesse visto lui...
Alla fine gliel'ho portato a scuola, ma non so se ho fatto bene. Se fossi al lavoro, non glielo avrei potuto portare.
Ma questo è discorso che non voglio affrontare
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Valentina L. » venerdì 16 gennaio 2015, 11:24

è verissimo: noi non possiamo arrivare sempre e ovunque e invece loro vorrebbero... io lo dico chiaramente che questa responsabilità non la voglio, sono umana e sbaglio, mi dimentico, ho altro per la testa... li aiuto, faccio quello che posso, ma piano piano la responsabilità deve passare a loro... il discorso passa abbastanza con il grande (oddio, abbastanza... ci siamo capite), con il piccolo molto meno... arriverà... spero... noi siamo ancora alla selettività alimentare e alle dimostrazioni trasversali di malessere quando basterebbe dire "ho fame" per evitare tante cose ... e credo che ci sia da parte di noi mamme il desiderio di un passo avanti, di vedere che certe cose scorrono, che la routine elementare (mi lavo, mi vesto, mamgio, prendo quello che mi serve) sia assodata... :hahaha: :hahaha: :hahaha: siamo delle illuse
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Mammiti » venerdì 16 gennaio 2015, 11:27

Al volo..
Piccolo suggerimento di lettura:
hai letto "genitori efficaci" di Gordon? Pur non essendo del tutto d'accordo con i presupposti teorici trovo che contenga una serie di strategie comunicative e di collaborazione con i propri figli (e secondo me più in generale con le persone care con cui condividiamo spazi e tempi di vita) utili ed interessanti.

Poi, domanda per te.
Riesci a darti il permesso di stare male? Di essere triste/arrabbiata?
Te lo chiedo perchè a me spesso capita di scivolare nella tentazione della super-mamma, troppo indaffarata per concedersi il tempo di non essere al massimo della forma.
Mia mamma è sempre stata così, sempre al massimo, sempre super-efficiente..Peccato che dentro covava una rabbia da fare invidia ad una pentola a pressione. Risultato: era ed è sempre irritata, scostante (soprattutto nei miei confronti). Sempre con un modo di fare da "ho talmente tanto da fare che non posso lamentarmi/ammalarmi/fermarmi".
E a volte io mi accorgo che mi viene naturale comportarmi proprio allo stesso modo.
Invece quando riesco a fermarmi un secondo, autorizzarmi a provare certe emozioni, darmi un poco di empatia, le cose vanno un poco meglio, la rabbia scompare dai miei gesti e con questa anche la voglia di urlare contro chi mi sta intorno.

Darti il permesso di provare le emozioni può anche aiutarti a capirle meglio. Qual è la cosa che ti fa stare peggio di quello che ci racconti? il fatto di non sentirti vista e capita dai tuoi figli? che loro sembrano ignorare i tuoi bisogni? oppure il fatto che ti sembrano "incapaci di stare al mondo" e questo mette in discussione la tua " bravura" come mamma? oppure che tu non ti sei mai potuta permettere di comportarti come loro si comportano?
Non so, sto sparando delle ipotesi a caso, è solo per fare degli esempi. Riesci a dare un nome alle emozioni che provi?

Con affetto
Valentina
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » venerdì 16 gennaio 2015, 11:40

Qual è la cosa che ti fa stare peggio di quello che ci racconti?


Che non ho l'energia e la positività per fare quello che mi compete e mi sento in dovere di chiedere. Perché sono nelle condizioni di avere tempo in abbondanza per fare tutto senza rompere loro le palle e non ci arrivo. Che uso le stesse espressioni di mia madre e mi vengono gli stessi pensieri. E perché nonostante tutte le premesse e l'impegno messo, non ho ottenuto neppure che tolgano la tazza della colazione dal tavolo
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » venerdì 16 gennaio 2015, 11:42

Riesci a darti il permesso di stare male? Di essere triste/arrabbiata?

Fin troppo per i miei gusti. Ho giornate intere solo per me, in cui posso fare ciò che voglio... e non faccio nulla. Nè ciò che devo nè ciò che desidero. E poi, quando arrivano loro, mi sento di non avere tempo... di che, che non combino nulla?
Avrei mille motivi per essere felice il 99% del tempo e nemmeno uno per lamentarmi sul serio, e sono sempre con le lacrime agli occhi.
Non è questione di permettermelo, è che non voglio vivere così
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Valentina L. » venerdì 16 gennaio 2015, 11:47

Lorelay ha scritto: Ho giornate intere solo per me, in cui posso fare ciò che voglio... e non faccio nulla. Nè ciò che devo nè ciò che desidero. E poi, quando arrivano loro, mi sento di non avere tempo... di che, che non combino nulla?
Avrei mille motivi per essere felice il 99% del tempo e nemmeno uno per lamentarmi sul serio, e sono sempre con le lacrime agli occhi.
Non è questione di permettermelo, è che non voglio vivere così



ho ben presente :cry:
però io credo che il desiderio di vederli più presenti, veloci, pronti ci sarebbe anche se il contorno fosse diverso, almeno per me era così anche prima di perdere il lavoro
V.
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Nora » venerdì 16 gennaio 2015, 13:13

Allora, nella pratica, ti scrivo i libri che ho letto e sto leggendo, credo che di tanti ci sia anche la versione italiana....

http://www.amazon.com/Seven-Spiritual-L ... f=sr_1_2?i Lo sto leggendo adesso, appena iniziato ma mi piace molto, sono arrivata alla prima legge, "Sei qui per una ragione" insegnare ai bambini a chiedersi:

"come ho fatto la differenza oggi?
"quale dei miei talenti ho scoperto, usato?"
"quale regalo, lezione, esperienza ho ricevuto oggi, che mi ha fatto sentire speciale?"
'"come ho fatto sentire qualcuno speciale?"

L' autore sostiene che se fin da bambini si impara ad avere una prospettiva, un proposito nella vita, si affronta tutto in maniera diversa ed e' più difficile trovarli durante l' adolescenza.

http://www.amazon.com/Intuitive-Spark-B ... tive+spark
Di questo anche sono ancora ai primi capitoli, ma lei mi piace tanto, guardo i suoi video su youtube quasi ogni giorno da quando a Dicembre ho deciso di leggere e ascoltare insegnanti spiritual.

http://www.amazon.com/Artists-Way-Paren ... or+parents
Lei e' una della maestre della mia scuola, come anche Chopra sopra, questo libro ha moltissimi consigli pratici.

http://www.amazon.com/Conscious-Parent- ... ous+parent
Questo l' ho finito! Molto bello

http://www.amazon.com/Playful-Parenting ... +parenting
Questo me l' ha consigliato un' amica e' in waiting list, ma lei ne e' molto entusiasta.

Nella pratica, come spesso scrivo qui, io uso molti suggerimenti di Love and Logic, perché la mia tendenza prima dei corsi, ( ne ho fatti 4 e tra poco parte il 5^) era di essere una brutta via di mezzo tra il genitore elicottero che vola sopra i figli e li salva da tutto e il sergente che dice sempre cosa fare, meno male che ho smesso :shock:

Come ho già detto tante volte, do' due opzioni entrambe valide, col sorriso e MAI in tono sarcastico o voce alta.
In questo modo lascio a loro la liberta' di scegliere come e quando svolgere i loro compiti, che includono, mettere a posto i loro giochi, tenere in ordine la loro stanza, mettere a lavare i loro vestiti, portare il loro piatto in cucina, fare i compiti di scuola.

Vediamo i tuoi esempi nella pratica:
" preferisci apparecchiare la tavola o sparecchiare?" in questo caso puo' funzionare anche " sarò felicissima di preparare la cena quando la tavola sara' apparecchiata" qui ti devi sedere sul divano e aspettare, vedi cosa succede e mantieni la tua parola, se niente si muove tu nemmeno, aggiungi che ti serve tanto il loro aiuto perché non sono ospiti, ma membri IMPORTANTI della famiglia, per cui il loro contributo e' fondamentale, ringraziali quando ti aiutano e se fanno degli errori, non sottolinearlo, invece concentrati sul fatto che ti hanno aiutato.

"preferisci lavarti i denti prima o dopo la storia/il pigiama etc?"

"Preferisci fare la doccia dopo la scuola o prima di andare a letto?"

Gli dai un paghetta settimanale?

Se si' la prossima volta che dimenticano la luce, gli dici che per questa settimana la trattieni come contributo per la bolletta!

Stessa cosa per il telecomando lo devono ripagare, sono anche in 3 possono unire gli sforzi! Anche se non sono soldi, magari dei lavori domestici!

Per l' ordine, io ho detto alle bambine che tutto quello che lasciano i giro e' mio e ne faccio quello che ritengo più opportuno, la signora delle pulizie ha portato ai bambini poveri un po' di cose, se ti sembra troppo gli dici che lo metti a posto tu ma glielo restituisci quando saranno in grado di tenere le cose a posto e aiutarti.

Il più piccolo potrebbe essere in un fase transitoria, mostragli accettazione e non giudizio, se tuo papa' dice che e' selvatico, rispondigli che ha una forte personalita'!

Per il cibo, prova a dare le classiche 2 opzioni, lasciare che si servano da soli, e se un giorno vogliono la pizza a colazione pranzo e cena, prova, potrebbero nausearsi, fare fatica ad andare in bagno e non chiedertela più..... (abbiamo fatto un famoso junk day qui perché ero stufa di buttare cibo e di vedere il loro disgusto per i miei piatti, e' bastato)

Se proponi nuovi cibi, lascia che loro li personalizzino, magari la bambina mette un po' di origano sul suo riso, il piccolo mette il rosmarino e così via.... Prima che un piatto diventi familiare bisogna riproporlo un po' di volte

Puoi anche dire che quando si comportano in un determinato modo, ti sottraggono energia e la devi recuperare, prova a stare a letto un giorno intero e vedi cosa succede.

Infine, trova un hobby da coltivare quando sono fuori, idealmente attività sportiva o manuale!

In casa nostra queste cose funzionano, quando io sono tranquilla e parlo alle bambine con dolcezza e rispetto, se sono nervosa e ho fretta loro percepiscono le vibrazioni negative e cominciano a opporsi a tutto, la giornata va rotoli.

E' un approccio che in questo sito potrebbe lasciare perplessi, ma io preferisco dare scelte che dire cosa fare come facevo prima....

Abbiamo anche un rapporto più sereno e loro si sentono in controllo perché hanno la possibilità di scegliere .
Nora
 
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » venerdì 16 gennaio 2015, 14:07

Nora ti ringrazio, andrò a vedere i libri, anche in inglese va bene.
Però, non vorrei apparire nè presuntuosa nè disfattista... ma il fatto è che molte cose le ho fatte. Non mi permetto di dire sempre e bene, ma spesso e con impegno.

Le scelte... è questione basilare. Sempre lascio la scelta "la doccia ora o dopo cena? Chi va per primo?". Solitamente ottengo 1) dopo. Qualsiasi cosa sia e qualsiasi alternativa, la risposta è dopo. dopo cosa? perché? non importa, dopo. ecco non lo sopporto più 2) discussione su chi va prima e dopo, con inerente rivangamento del passato (perché le ultime tre volte l'ho fatto prima io, però prima l'aveva fatto lei etc etc) 3) quando arriva il momento, comunque devo ricordarglielo io. Il problema doccia è arrivato per questo: lasciavo sempre a 'dopo', però poi magari c'era la cena, sparecchiamento, riordino e mille cose... e in un attimo erano le 22 e io mi ero dimenticata di ripetere 'vai a fare la doccia', e quelli altrettanto.
Questo mi pesa, dover sempre arrivare io. Sempre. Sto aspettando che arriva l'autonomia non nell'esecuzione, ma anche nella responsabilità dell'organizzazione. Non su mille cose, me ne bastano due.

Applica questo meccanismo a ciò che vuoi. Per sempio, una sera erano già tutti sul divano e io sparecchiavo. Allora l'ho buttata sul ridere "ehi, mi avete lasciato qui da sola come una pirla?" e mio figlio "mamma 'come una pirla' è brutto, però per il resto è così". simpatico certo, abbiamo riso. Ma non è cambiato nulla.

Sulla questione mancia, perdonami ma non sono d'accordo. La mancia non gliela dò io ma i nonni. Comunque, è un'altra cosa che non sanno assolutamente gestire. Non mi piace il principio di far ripagare i loro errori, perché non è quello che voglio insegnare. Ma non servirebbe: anche se mi tenessi un euro per ogni giorno che resta la lampadina accesa, a loro che cambia? I soldi piovono dal cielo, letteralmente, e non ci sono cose cui rinuncerebbero... ma poi non mi piace, se un giorno avessero abbastanza soldi da pagarmi ogni giorni, potrebbero lasciare la luce accesa? Io voglio che lo facciano perché lo vedono, perché hanno capito perché glielo chiedo, non dietro un risarcimento.

Infine, trova un hobby da coltivare quando sono fuori, idealmente attività sportiva o manuale!


Ecco, questo mi fa sorridere... non so perché
Sembro una senza interessi? Chiedo davvero. in realtà ne ho mille e uno. Ho retto bene nel periodo prenatalizio, perché ho realizzato a mano tutti i regali di Natale. Ho fatto una tuta da batman per mio fratello, cappelli, cuscini, liquori e biscotti. Ho aperto una pagina fb con le mie torte in pasta da zucchero. Sto partecipando a un concorso letterario. stamattina ho imbastito un cuscino per una mia amica... ma mi manca l'energia.
Sai perché? Detesto la casa. Detesto occuparmi della casa. Io so che devo fare i mestieri, e poi posso dedicarmi al resto. Ma non lo tollero. Allora mi obbligo a non fare ciò che desidero se prima non ho fatto il mio dovere. e non combino nulla. Allora cambio metodo: mi dò un tot di tempo per fare ciò che mi piace, poi faccio i mestieri... non funziona neanche quello.

L'unica cosa, assurda: quando manca un'ora ad andare a prendere i bambini, allora mi muovo. Allora cerco di fare ciò che non ho fatto in tutta la mattinata. Corro corro corro... e sono sempre indietro.
E' un atteggiamento distruttivo, lo so, ma non riesco a spezzarlo...

sull'attività sportiva: quanto hai ragione! La mia stanchezza deriva anche dalla totale mancanza di attività fisica. Dovrei alzarmi alle 6.15, andare a correre fino alle 7, farmi la doccia... e sveglierei i bambini con energia e carica. Lo so, lo penso, lo vedo. non lo faccio
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda migini » venerdì 16 gennaio 2015, 14:12

Nora ha scritto:Come ho già detto tante volte, do' due opzioni entrambe valide, col sorriso e MAI in tono sarcastico o voce alta.
In questo modo lascio a loro la liberta' di scegliere come e quando svolgere i loro compiti, che includono, mettere a posto i loro giochi, tenere in ordine la loro stanza, mettere a lavare i loro vestiti, portare il loro piatto in cucina, fare i compiti di scuola.

Con mio figlio funziona tantissimo il fatto di avere due opzioni tra cui scegliere. È ancora piccolino e non ha ancora compiti specifici, ma io lo uso per tutte le attività che non vuole fare, tipo vestirsi per uscire, lavarsi i denti... Lo ha interiorizzato così bene che un giorno mi ha detto: "Scegli: puoi comprarmi quel gioco adesso o dopo!" :rotfl:
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda devil1 » venerdì 16 gennaio 2015, 19:03

ho più o meno gli stessi problemi, mio figlio che ha 13 anni ha finalmente capito che è il caso di lavarsi, da circa 6 mesi fa la doccia quasi tutti i giorni (anche perché avete presente la puzza di un 13enne maschio?) ma non c'è verso di fargli capire che quando entra in casa non deve buttare giubbotto/pantaloni/calze sul divano ma portarli in camera sua, idem lo zaino, SEMPRE mollato all'ingresso.
Mia figlia ha 10 anni ed è ancora dura, ci sto lavorando alacremente, spero nella crescita e, soprattutto, nel prossimo ingresso alle medie.
In genere le cose cambiano parecchio
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Nora » sabato 17 gennaio 2015, 4:06

Allora, la mancia e' dei nonni vero, la paghetta invece e' uno strumento per responsabilizzare nei confronti del denaro, le twins hanno il libretto per tenere le entrate e le uscite, non fanno più richieste quando andiamo in giro perché se vogliono qualcosa lo comprano, ma da quando lo pagano loro, ci pensano, fanno i conti e lo scelgono solo dopo attenta riflessione, io gli compro quello che serve e anche di più, per esempio i libri, non c'e' problema, materiale artistico etc, ma se vogliono un nuova Barbie, se la prendono da sole, a volte mettono anche i soldi insieme.
Sanno il significato di, ci vole un' ora di lavoro per comprare la tale cosa, serve davvero?
In casa nostra funziona benissimo, ho anche smesso di giudicare le loro scelte, vogliono un cosa assurda? Invece di fare l' antipatica e dire, ma dai non ti serve, cosa ne fai, e' una cinesata, adesso dico :"hai i soldi?" se li hanno e davvero lo vogliono, lo prendono e lo tengono anche da conto!

Non mi sembri una persona che non ha niente da fare, ma sembra che tu abbia un blocco, per cui ti consiglio di fare attività sportiva, ma non da sola, perché per uscire a correre ci vuole un forza di volontà estrema ed e' molto difficile andare fuori la mattina presto, invece se paghi un corso di tot lezioni in una palestra o uno studio, a meta' giornata e' più probabile che tu riesca ad uscire.

Prima di sposarmi, quando vivevo ancora con la mia mamma, avevo questa routine, alle 10 avevo lezione di aerobica o step etc, alla fine non facevo la doccia (preferisco il bagno di casa) per cui ero sudata, arrivavo a casa e come una scheggia con l' adrenalina dello sport in corpo pulivo tutto velocemente e poi facevo una doccia lunga lunga : Chessygrin : funziona !!!!
Dopo mangiavo e studiavo, perfetto : WohoW :

Per finire, la mia mamma odiava fare i lavori di casa, e nonostante non lavorasse e non avesse i soldi, chiamava una persona 2 volte la settimana per alcune ore, per fare i lavori grossi e stirare, questo l' aiutava tantissimo, gli altri giorni parte cucinare lavare i piatti, lasciava stare tutto, aveva trovato il suo equilibrio anche tu devi cercare il tuo.

Se scelgono sempre il dopo e il dopo non arriva mai, la prima volta che ti chiedono qualcosa, tipo mamma mi porti al parco a giocare, gli rispondi col sorriso che porti i bambini che si fanno la doccia, non e' un ricatto ma un modo per fargli capire che questo continuo ripetere ti toglie energia.
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Lorelay » sabato 17 gennaio 2015, 11:29

Nora sono certa che per voi funzioni, non volevo metterlo in dubbio.
Per me non può funzionare. Ho grandi nodi da sciogliere nel rapporto coi soldi. Per esempio, non riesco neppure a pensare che loro si comprino altra roba. La quantità abnorme di roba abbandonata in casa che nessuno usa MAI è uno delle mie principali fonti di stress. Soldi buttati nel cesso che io avrei saputo usare molto meglio, solo per dare una scatola a un bambino, che dimentica dopo 24 ore, e a me il problema di infilarla in qualche angolo. Per niente. Non esiste che comprino nulla, a prescindere da quanti soldi abbiano. In casa mia entrano giochi solo ed esclusivamente al compleanno e a Natale, è regola non trattabile e senza eccezioni. Credo si senta bene il nervoso che mi viene solo a parlarne.
inoltre, non voglio legare nulla al denaro. Se paghi uno perché faccia una cosa, devi pagarlo abbastanza perché ne valga la pena. Mio madre ci ammorbava con le bottiglie di plastica da portare in cortile. Ci offriva 100 lire a bottiglia. Siccome non sono nata negli anni '30, è evidente che 100 lire fossero una presa in giro. Ma lei coi soldi ha un rapporto malato che ci ha trasmesso, e viveva nella convinzione che risparmiare 100 lire facesse la differenza... Comunque io allora ero già grandina e prendevo 15mila lire di mancia a settimana. Che me ne facevo delle 2mila che mi offriva? infatti un giorno le ho detto che le davo io 2000 lire a settimana se smetteva di chiederci di portare via le bottiglie...
Insomma non voglio in alcun modo mettere di mezzo i soldi.

Non capisco neppure bene la questione del parco (Nora mi allargo un po' dal discorso che hai fatto tu, capisco cosa dici ma ne prendo spunto per altre riflessioni). Non li porto al parco se non si sono fatti la doccia? E perché? Mi sfugge il nesso di causalità. Non ti porto al parco se non hai messo il cappello che fa freddo. Se invece non ti faccio uscire senza doccia, allora non ti mando neppure a scuola… Se invece il messaggio è “se non fai ciò che dico non faccio ciò che mi chiedi” non è proprio il meccanismo che voglio usare.

O meglio, il punto è: forse dovrei, perché altro non funziona. Io mi sono fatta un cruccio di non punire, non minacciare, non basare il rapporto sulla forza… che mica mi viene sempre, però ci provo. E sono nelle stesse condizioni di chi mi dice (capitato ancora domenica scorsa) che due ceffoni ci vogliono, che quelli che non li prendono mai sono viziati. Che argomenti ho io? Alla fine, abbiamo gli stessi risultati. Beh certo, uguale per uguale, allora neppure il loro metodo non funziona… quindi niente? Non è possibile.
Più che altro, non capisco perché devo fare fatica. Andavo avanti a punizioni almeno non mi facevo il sangue amaro. E magari apparecchiavano più velocemente. Certo non passava il messaggio, lo facevano perché obbligati e scappavano appena potevano… esattamente come fanno ora. Quindi che cambia?

Mia madre pretendeva che alle 7 di sera io mollassi tutto per andare in cucina. Dovevo apparecchiare e stare lì a disposizione. Io. Non mio padre, che lavora, non mio fratello, che è piccolo (anche quando aveva 13 anni). Allora mi arrabbiavo, dicevo che apparecchiavo solo per me. Mia madre diceva che allora cucinava solo per sé. Io dicevo che no, cucinava per sé e per me, visto che c’eravamo solo noi… allora lei urlava di fare come diceva lei e basta.
Io ho fatto tutto diverso. Mai sottolineare differenze d’età o di genere, mai giustificare il papà, andare sull’esempio, sulla collaborazione, sol coinvolgimento… e mio figlio mi ha detto “se devo sparecchiare, tolgo solo il mio piatto”. E io gli ho urlato di non permettersi e che visto che diceva così lo obbligavo a sparecchiare tutto da solo.
Che senso ha avuto il mio impegno? Ho avuto le stesse identiche reazioni di mia madre e lui le stesse mie. Allora non ca,mbia nulla, non serve. Allora vado di urli, è più semplice. Quando preparo la cena li chiamo e se ritardano un minuto gli proibisco la tv per tutta la sera. Se non si fanno la doccia non si comprano le figurine. Finché non mettono in ordine la scrivania non possono giocare. Se dimenticano i compiti a scuola saltano l’allenamento…
Che palle, mi annoio da sola. Non serve a niente, lo so benissimo. E’ un logorante rapporto di forza che non ha vincitori. Eppure in tanti lo usano. E poi lamentano le stesse cose mie…
Dove sbaglio?

Ps: Nora su tutto il resto hai straragione, ma ora devo andare e rispondo dopo. Grazie
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Nora » sabato 17 gennaio 2015, 17:06

Allora, se hai troppa roba, dalla via! Noi abbiamo la regola che le cose che non usiamo da 6 mesi, vanno rimesse in circolo e regalate a chi ne ha bisogno, quando erano piccole tenevo tutti loro giochi e vestiti, morale hanno fatto al muffa e adesso regalo tutto, meno cose hai in giro più e' semplice tenere la casa pulita.

L' esempio del parco vuol dire che, se loro ti sottraggono energia in qualche modo la devi recuperare, per cui se non si lavano e ti viene il nervoso, non urli e non punisci giusto, ma la conseguenza naturale e' che magari quando loro hanno una richiesta, il parco, farsi portare da un' amico, aiuto nei compiti etc, tu puoi dire: sai io porto/aiuto/ etc i bambini che si fanno la doccia senza bisogno di essere sempre avvertiti e adesso ho bisogno di sdraiarmi perché sono stanca.

L' esempio del corso e' con le caramelle, il bambino si rifiuta di lavarsi i denti, il giorno dopo quando chiede le caramelle la mamma dice:" sai io permetto le caramelle solo ai bambini che tengono da conto i loro denti". Non e' un ricatto ne' una punizione, infatti se vuoi mangiare veleno per lo meno non lasciare che si attacchi ai denti......

Io ovviamente non do' mai caramelle, per cui se le bambine non si vogliono lavare i denti, gli dico, non c'e' problema, sono i tuoi o i miei? Secondo te fai un piacere a me se ti lavi i denti o lo fai a te stessa? E' una tua scelta! In genere vengono.

Oppure c'e' stata una fase in cui una delle bambine si vestiva e mangiava pianissimo la colazione, un giorno le ho detto, non c'e' problema, puoi arrivare a tardi a scuola, passare dall' ufficio del preside a spiegare perché sei in ritardo e la maestra mettera' l' entrata in ritardo nel tuo report, e' una tua responsabilita' parlare con loro, lei si e' sentita in controllo della situazione e ha scelto di velocizzarsi e andare a scuola in orario.

Faccio lo stesso anche coi compiti, prima dico: preferite fare i compiti prima o dopo la merenda? Risposta sempre DOPO, ok, sono le 4 e io dico, io sono disponibile per aiutarvi dalle 4, 30 alle 5 poi vado a preparare la cena e dovete farli da sole, chi viene? Di solito funziona, se non vengono dico, non c'e' problema, io alle 8 spengo tutto alle 8,30 siete a letto, se non volete fare i compiti domani lo spiegate ai vostri maestri, anche questo funziona, ma una volta una delle bambine mi ha detto che non serviva farli quel giorno, benissimo, ho risposto, la maestra non era dello stesso parere, per cui l' ha fatta stare in classe durante la ricreazione a farli, questa e' una conseguenza naturale, i loro compiti non sono una mia responsabilità, sono libere di non farli e accettare le conseguenze, ma ultimamente non fanno storie e tendono a farli il prima possibile per avere il resto del giorno libero.

Sono solo esempi che funzionano a casa nostra, e' chiaro che tu hai un ambiente diverso con bambini di eta' diverse, molto più complesso.

Ma la sostanza del discorso e' che tu devi prenderti cura di te stessa e in questo momento la tua energia e' bloccata, trova un sistema pratico per risolvere, io comincerei all' eliminare le cose inutili, anzi ti metto il link di Sonia, io guardo i suoi video quasi ogni giorno:

https://www.facebook.com/TrustYourVibes?fref=photo

Guarda il video con l' introduzione che inizia così:"Does your life seem stuck or stagnant?" dura 1,48 meno di due minuti.
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda Nora » sabato 17 gennaio 2015, 17:29

L' esempio del parco in effetti e' un po' confuso rischia di sembra un ricatto, non ti porto se non ti fai la doccia, ma la sostanza e' diversa, vediamo se mi viene un esempio migliore, ma simile, se le bambine alzano la voce o mi mancano di rispetto prima di andare a letto, io mi arrabbio e non ho più l' energia e l' umore necessari per leggere la storia, per cui dico, mi dispiace tantissimo, ma quando mi mancate di rispetto, mi togliete così tanta energia che non riesco più a leggere, saro' felicissima di leggervi la storia quando userete lo stesso tono e rispetto che ho io adesso con voi.
Davvero non riesco a fare le vocine e leggere con entusiasmo se sono arrabbiata, ma invece di urlare o sgridarle mi prendo un time out, io non loro, il che significa che mi serve qualche minuto da sola e non posso leggere per quella sera.

Ogni famiglia ha le sue routines, regole, abitudini, modi di dire, rituali, e' ovvio che quello che funziona qui, potrebbe non sortire effetti da voi, nel mio caso pero' e' stato un passo da gigante, parlare con calma di come mi sento quando mi urlano addosso o ridono se ho fretta, si picchiano etc , invece di urlare più di loro come facevo prima; inoltre ho notato che anche loro hanno imparato e esprimere i loro sentimenti con me, per esempio se faccio delle osservazioni o dei commenti che loro non gradiscono, sono in grado di dirmi, "mamma mi offendo quando mi dici così o quando fai così etc" Sono sagge e sai la cosa che mi sorprende di più? Quando una delle due ha un momento di crisi o di pianto (succede quando sono stanche a volte al ritorno da scuola) basta un nulla per innescare un temporale, io dico all' altra " cosa faresti tu se avessi una bambina che piange così'?" Sai cosa mi dice sempre?:" io andrei a penderla in braccio e la coccolerei finche' non smette, vai dai vai..."

Che carine, adesso le lascio scegliere tantissimo, sono molto fiera che sappiano usare i soldi con responsabilità, mia mamma non mi ha mai insegnato nulla, non mi ha mai dato una paghetta, invece mi dava quello che mi serviva quando glielo chiedevo, sbuffava e si lamentava e mi offendeva, invece loro non sprecano, guarda a Natale si sono comprate un astuccio con le matite e i pennarelli dentro e una scolorina che gli sembrava un bacchetta magica!
Sono nate a Dicembre e ricevono parecchi regali proprio prima delle feste, quando erano piccole io li distribuivo nell' arco del mese invece di farle abbuffare di roba, poi sono cresciute e li volevano tutti subito, quest' anno mi hanno chiesto loro di aprirli piano piano per goderli di più : Love : hanno detto mamma avevi ragione tu, si apprezzano di più uno alla volta!

Insomma dai, provale un po' tutte, lungi da me suggerire ricatti o premi, nessuno dei due funziona.

E anche noi abbiamo la regola che i giochi arrivano solo a Natale, perché al compleanno il mio regalo e' la festa, un paio di calze, un vestito e un libro nuovi, niente giochi, tanto li prendono dal resto del mondo.......
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda lucy » sabato 17 gennaio 2015, 23:25

Grazie Nora per i bei consigli sui libri e sui comportamenti ne faccio tesoro anche io.
Lorelay che dirti, mi rivedo nelle storie che racconti fino a poco tempo fa, questi non si lavavano nemmeno se li obbligavi ne con le buone ne con le cattive, quante incavallature tutte le sere per i denti per le mutande per le docce per il disordine e chi più' ne ha più' ne metta, ma poi un giorno come d'incanto forse la scoperta del mondo femminile ora sono sempre sotto la doccia e giu' di deodoranti il grande si cambia 3 paia di mutante al giorno ed io gli dico ma che cavolo "Neanche tu avessi le mestruazioniiii" si cambia le mutande e profumano ancora di pulito . La mattina in camera loro c'e' il monte dei vestiti del giorno prima e l'acqua che consumano sotto ledocce mezz'ora a volta, ma quanto spreco quanto mi costate.........Lorocrescono cambiano e capiscono improvvisamente quello che per anni hai ripetuto loro,
sembra che non recepiscono ma non e' così' e' pero' far loro capire anche la ns stanchezza, vederci in difficoltà' vederci umane non mamme bioniche, loro hanno cominciato anche ad aiutarmi ad apparecchiare sparecchiare ed a volte pulire la loro camera, ma ci vuole tempo devi avere pazienza, l'esempio conta tanto più' di ogni altra cosa. Loro lo sanno che tu quella volta hai vomitato? Che sei stata male? secondo me e' giusto che ci vedano anche umane per condividere con noi anche i momenti difficili farebbe bene a te ed a loro, io ho cominciato tardi ma ho deciso di dire loro tutto ma non per colpevolizzarli ma per far capire loro che anche noi a volte abbiamo bisogno del loro aiuto e se loro capiscono questo si sentono ben felice di esserti di aiuto, l' empatia deve essere ambivalente anche loro si devono mettere nei ns panni per capirci vedrai tra un po' ti verranno incontro ne sono certa a me e' successo così' comunque e' dura vero? E quanti sensi di colpa.....quanti dubbi quante paure, quanti pianti (per lo meno io) ma ne vale la pena :-D
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda migini » domenica 18 gennaio 2015, 7:47

Sai, ho l'impressione che il problema reale non siano i tuoi figli (che, oggettivamente, hanno degli atteggiamenti eufesmisticamente irritanti!) ma il tanto non risolto dentro di te.
Mi ha dato da riflettere questo che hai scritto:
Lorelay ha scritto:Nora sono certa che per voi funzioni, non volevo metterlo in dubbio.
O meglio, il punto è: forse dovrei, perché altro non funziona. Io mi sono fatta un cruccio di non punire, non minacciare, non basare il rapporto sulla forza… che mica mi viene sempre, però ci provo. E sono nelle stesse condizioni di chi mi dice (capitato ancora domenica scorsa) che due ceffoni ci vogliono, che quelli che non li prendono mai sono viziati. Che argomenti ho io? Alla fine, abbiamo gli stessi risultati. Beh certo, uguale per uguale, allora neppure il loro metodo non funziona… quindi niente? Non è possibile.
Più che altro, non capisco perché devo fare fatica. Andavo avanti a punizioni almeno non mi facevo il sangue amaro. E magari apparecchiavano più velocemente. Certo non passava il messaggio, lo facevano perché obbligati e scappavano appena potevano… esattamente come fanno ora. Quindi che cambia?

Mia madre pretendeva che alle 7 di sera io mollassi tutto per andare in cucina. Dovevo apparecchiare e stare lì a disposizione. Io. Non mio padre, che lavora, non mio fratello, che è piccolo (anche quando aveva 13 anni). Allora mi arrabbiavo, dicevo che apparecchiavo solo per me. Mia madre diceva che allora cucinava solo per sé. Io dicevo che no, cucinava per sé e per me, visto che c’eravamo solo noi… allora lei urlava di fare come diceva lei e basta.
Io ho fatto tutto diverso. Mai sottolineare differenze d’età o di genere, mai giustificare il papà, andare sull’esempio, sulla collaborazione, sol coinvolgimento… e mio figlio mi ha detto “se devo sparecchiare, tolgo solo il mio piatto”. E io gli ho urlato di non permettersi e che visto che diceva così lo obbligavo a sparecchiare tutto da solo.
Che senso ha avuto il mio impegno? Ho avuto le stesse identiche reazioni di mia madre e lui le stesse mie. Allora non ca,mbia nulla, non serve. Allora vado di urli, è più semplice. Quando preparo la cena li chiamo e se ritardano un minuto gli proibisco la tv per tutta la sera. Se non si fanno la doccia non si comprano le figurine. Finché non mettono in ordine la scrivania non possono giocare. Se dimenticano i compiti a scuola saltano l’allenamento…
Che palle, mi annoio da sola. Non serve a niente, lo so benissimo. E’ un logorante rapporto di forza che non ha vincitori. Eppure in tanti lo usano. E poi lamentano le stesse cose mie…
Dove sbaglio?

Ps: Nora su tutto il resto hai straragione, ma ora devo andare e rispondo dopo. Grazie


È umano, è normale, ci casco anch'io, però i figli non vanno puniti, minacciati, forzati, ecc per ottenere qualcosa, ma perché non devono essere trattati così. Punto. Non è una concessione nostra, ma un nostro dovere. Però noi abbiamo introiettato altri comportamenti ed essere diversi ci può apparire a volte come un essere "buoni", quando invece la normalità dovrebbe portarci a essere "cattivi", come lo erano stati gli altri con noi. Io credo che i figli percepiscano queste nostre attese sottese di riconoscenza per il nostro essere diverse dalle nostre madri. E, dal momento che non sono dotati (grazie al nostro effettivo essere mamme diverse!), le disattendono. Con i loro atteggiamenti oppositivi rivendicano il loro diritto di essere liberi di rispondere no alle nostre (pur legittime) pretese. Mia nonna era una persona molto dura e intransigente e ha effettivamente reso la vita di mia mamma molto difficile. Mamma che condiva ogni osservazione su ciò che facevo con un "avessi fatto/ detto io alla nonna quello che tu fai/dici a me!". Be', da un lato io mi sentivo una m. perché ero così ingrata, ma dall'altro ero piena di rabbia proprio per quel senso di gratitudine che dovevo, ma non volevo, provare! Sicuramente tu non pronunci frasi come quella, ma i nostri figli hanno antenne sensibilissime per captare ciò che realmente c'è dietro alle nostre parole o alle nostre azioni!
Io credo che tu debba prima risolvere questo. Stai vivendo un momento difficile che può deformare la percezione di ciò che accade intorno a te. Su come tu possa fare, non so darti consigli. Se non, ricordando quello che avevi scritto su qualche incontro con una psicologa che ti aveva aiutato tempo fa, di riprovarci ora. Di trovare qualcuno che, con un ascolto "esperto", ti possa aiutare a sbrogliare questa matassa. So che, quando starai meglio, sarai in grado di trovare dentro di te le risolse per superare questo problema di gestione familiare!
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda luna » domenica 18 gennaio 2015, 11:31

Lorelay, sarò brevissima perché ho come sempre la piccola al collo ma volevo farti sapere che ti capisco bene bene benissimo nel tuo sentimento "li ho rispettati e trattati con amore etc e loro si comportano come i figli altrui che sono stati fanculati da sempre".
Poi da qui mi parte il "tanta fatica x nulla, facevo prima a fare il sergente subito e sempre, mi sbattevo meno ".
E soprattutto il "con tutto quello che ti do' io... ma diamine ti chiedo solo di..."
Io mi sento così delusa dalla situazione, presa in giro quasi, nn rispettata quasi.
In questo forum e nelle mie letture coerenti il messaggio è "prima o poi lo faranno, e nn perché obbligati, ma perché avranno interiorizzato l'esempio". Intanto chiedere e spiegare, brevemente senza incazzarure, che noi abbiam bisogno che tot vada fatto. E finché nn interiorizzeranno il concetto e faranno perché vogliono e nn perché devono, vale la connessione. Faranno x compiacere il tuo amore.
Il tutto si rovina e rimanda più noi deragliamo dalla strada dell'empatia e rispetto... ma cavolo se perdiamo la pazienza a volte!!!
E soprattutto. .. spesso nn abbiamo risorse x essere epatiche.
Ma nn possiamo essere genitori amorevoli se nn siamo amorevoli con noi stessi. Quindi perdoniamoci e ripartiamo.
Lorelay... io lo so e te lo dico... ma ho appena ululato..

Scappo
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Re: Collaborazione dai grandi

Messaggioda luna » domenica 18 gennaio 2015, 14:07

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