di cosa parlare con loro

di cosa parlare con loro

Messaggioda luna » domenica 21 settembre 2014, 15:24

Ho appena scritto un post sulle mie difficoltà con mia figlia.
ma fingiamo che non sia veramente in crisi...
Di cosa parlate con i vostri figli 6/8enni? Sembrerà una domanda stupida, ma io a volte ... non lo so.
Capita che camminiamo e lei si lamenti/ si annoi... io cerco di interessarla " guarda che bei fiori alla finestra, mia nonna li adorava, si chiamano gerani bla bla" e lei ascolta interessata..Ma Questo non è chiacchierare, sono io che faccio monologo, lezione.
e comunque non funziona sempre. Spesso Non ascolta e continua a lamentarsi. E stiamo zitti. Così in macchina, in coda etc. Il punto non è come e se intrattenerla ( ho appena letto il topic sulla noia) ma proprio la mia volgia di chiacchierare con lei...
ci sono momenti in cui lei è loquace e mi racconta le sue cose o si inventa 1000 storie e io l'ascolto attivamente.
ma ci sono momenti in cui lei si chiude e rifiuta la comunicazione e sbuffa e diventa rompina.
chiacchierare dovrebbe essere nqturale lo so... ma non lo è tra noi, spesso... e ste camminate silenziose o sbuffanti ( e poi sklero) sono tristissime...
idee? Suggerimenti?
luna
 
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Re: di cosa parlare con loro

Messaggioda Emy » lunedì 22 settembre 2014, 9:26

Perchè ritieni che siano tristi i momenti in cui non parlate?
La vedi a disagio? è perchè continua a sbuffare?
Anche a me ogni tanto piacerebbe poter intavolare discorsi, perchè mi sembra di "sprecare tempo"
Però mi rendo conto di varie cose.
A volte stare a camminare in silenzio con chi amiamo dà un senso di sicurezza e magari si riesce a pensare molto intensamente.
Ci sono altri modi per interagire e riconnettersi...anche ascoltare una canzone insieme,
La possibilità di pensare ai "cavoli nostri", dà modo di rimettere una "distanza" che fa venire voglia al bambino di colmare.
Non è detto che si desideri essere sempre "intrattenuti"
A volte si può giocare a chi sbuffa meglio.
Lei ha diritto di lamentarsi?...dove pesa...? ti senti triste per lei?

Effettivamente quando c'è malcontento tutto assume un'aria diversa, e anche io mi sento meno disposta a ripartire.
Però magari puoi lasciare a lei la sua stufaggine, senza tentare di risolvergliela...quella credo sia una responsabilità sua...scivolane fuori finche sei in tempo ;-)
Non è detto che chiacchierare sia normale, dipende se si ha qualcosa da dire.
Però tu hai tanta voglia di parlare?...cosa vorresti? perchè il monologo non va bene? se tu hai voglia e lei no va bene così.
O no?
Emy
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Re: di cosa parlare con loro

Messaggioda Nora » lunedì 22 settembre 2014, 14:49

Le mie bambine amano moltissimo farsi raccontare degli episodi di quando erano piccole o di cosa io e il papa' facevamo prima che nascessero, mi fanno un sacco di domande, poi si inventano finali diversi.....
Ricordo che anche a me piaceva sentirmi raccontare, in maniera oggettiva e priva di giudizio.
Nora
 
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Re: di cosa parlare con loro

Messaggioda Effi B. » martedì 23 settembre 2014, 6:23

Chiacchierare è naturale, ma anche non chiacchierare sempre può esserlo ;). Ci sono bambini che non li tieni zitti un momento e altri che passano molto tempo in silenzio. Lei sbuffa e questo secondo me è il punto di interesse. Perché sbuffa? Che cosa in quel momento è vivo in lei e non le permette di godersi il vostro stare insieme, fosse pure in silenzio?

Ti posso dire che cosa vedo qui, visto che i nostri due si somigliano tante volte. Funziona anche stare insieme senza fare niente, dire niente. Lui deve avere i suoi pensieri o le sue cose da fare. Siccome è un gran lettore, mi viene facile in più di una situazione. Conta molto che lui senta che quel che mi racconta mi interessi. E questo vale sia che mi interessi davvero, sia che possa non avvincermi per nulla. In quel caso non sono tanto i contenuti cui sento di dover prestare attenzione, ma lui. Lui anche quando fa battute trash o spernacchia. Quanto più riesco a vedere il mio bambino che si esercita nell'essere simpatico e divertente, tanto più anche certi discorsi scatologici possono trovare un qualche senso comune (e può pure essere divertente e aiutarmi a ricordare che pure quella della tematizzazione della cacca :roll: è una fase che passerà).

A volte mi accorgo che sagero, che offro troppo, cerco di spiegare troppo, di insegnare. Lo vedo perché lui si oppone passivamente distraendosi, cincischiando. Uno ci resta male eh? Magari gli stavi raccontando una cosa che ti sembrava proprio bella, preziosa per te, un episodio della tua vita o una cosa che, quando l'hai scoperta o imparata, ti ha illuminato che ancora te ne ricordi la gioia. Ma in fondo, se penso alla ragione per cui è per me così importante, è che in quell'esperienza ci sono io che faccio autonoma esperienza del mondo, della conoscenza o della relazione con gli altri. Mentre quello che gli sto proponendo in quel momento è un percorso guidato, un'iniziazione pilotata dai miei sentimenti e dal mio modo di pensare.

A volte parlare significa semplicemente giocare. All'età dei nostri bastano degli indovinelli o semplici giochini tipo farsi le domande senza rispondere mai "sì" o "no" (in macchina ci tornano molto utili). Non sempre ho voglia di farli, ma può essere che, se mi ci metto, poi ne esce dell'altro. In ogni caso ci resta che abbiamo fatto qualcosa insieme.

A volte la "lezione" ci sta. E' sempre il loro modo di esserci accanto che ci può dire se funziona. Noi che parliamo, non importa se restano n silenzio e ci ascoltano, siamo noi che gli mostriamo chi siamo, che cosa pensiamo, che cosa ci piace, è la testimonianza della nostra umanità. Loro ci guardano e già solo in questo può esserci tutto quello che serve a una relazione in certi momenti: noi e loro insieme.

Tu su che cosa metti l'accento? Che cosa ti manca? Ti sento così sfiduciata che mi si stringe il cuore. Vuoi che proviamo a pensare un po' a voi in situazioni precise? Vuoi raccontarci qualche esempio di quando ti senti frustrata o bloccata?
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