Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Nora » giovedì 16 gennaio 2014, 12:17

Ciao Lorelay! Come stai?
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda jarboe » giovedì 16 gennaio 2014, 14:17

io riporto la nostra piccola esperienza, siamo stati in Belgio un anno, da quando Amelia ne aveva 1 ai suoi 2, l'inizio è stato davvero traumatico per lei, molto difficile, però poi si è ambientata bene, noi frequentavamo un gruppo di mamme e bimbi anglofoni e stava imparando un po' d'inglese quando siamo ripartiti.
Credo sia fattibile, soprattutto se si cerca di immergersi un po' nella lingua prima. Anche noi probabilmente torneremo all'estero prima o poi, io personalmente non vedo l'ora... Gli expats sono sempre molto disponibili e accoglienti.
E considera che la Germania è piena di scuole stenier e montessori!
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Silvia D. » giovedì 16 gennaio 2014, 16:02

Quanto più ci riflettiamo e meno l'idea ci spaventa, perché sembra un altro mondo.
La famiglia mancherà anche a noi, gli amici anche, sebbene sono certa che ne faremmo presto anche là.
Sarà che questa non è la mia città, mi sono trasferita qui quasi 10 anni fa ed è già cambiato tutto.
Economicamente, sembra quasi una scelta obbligata, in questa nostra situazione: assunzioni non ne fanno, se non a condizioni quasi da denuncia, e in proprio non si incassa - mentre si deve pagare tanto e di frequente...! Parenti che possano dare un aiuto, purtroppo non ne abbiamo.

L. si diverte a insegnare a E. le parole che io a mia volta gli dico e sembra accogliere l'idea senza timori.
Da quel che leggiamo, i trattamenti per marito e bimbi sarebbero addirittura migliori di quelli di cui possiamo beneficiare qui.
Certo, nel caso del bisogno saremmo solissimi, ma stanotte per la prima volta da giorni ho dormito: l'impressione è che fuori dalla finestra non ci sia un muro, che impedisce di vedere davanti a noi, ma che ci sia un orizzonte. Strano, magari, alieno, ma dove poter trovare qualcosa, probabilmente...
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Effi B. » giovedì 16 gennaio 2014, 16:44

Che bello, Silvia, sentirti così!
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda francesca78 » giovedì 16 gennaio 2014, 22:11

bellissimo :)
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Lorelay » giovedì 16 gennaio 2014, 22:55

Ciao Nora, tutto bene grazie. Tu?

Silvia mi fa piacere sentirti così, io ho solo portato le mie impressioni, ma certo quello che tu dici è verissimo
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Nora » venerdì 17 gennaio 2014, 1:50

Lorelay ha scritto:Ciao Nora, tutto bene grazie. Tu?

Silvia mi fa piacere sentirti così, io ho solo portato le mie impressioni, ma certo quello che tu dici è verissimo



Mah alti e bassi con le fasi delle bambine......
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Atoq » venerdì 17 gennaio 2014, 17:07

Secondo me é vero che ci si puó ricostruire una cerchia di amici, ma gli amici di lunga data che ti conoscono da quando eri bambina o ragazzina non si possono ritrovare. Quello che mi manca di piú della mia vita da espatriata é proprio che nessuno conosce il mio passato, ha una cultura classica, sa che suonavo, correvo. Per i miei nuovi amici sono la mamma di due bambini e nient'altro. Da un lato puó essere un'occasione unica di tagliare col passato, dall'altro peró qualcosa si lascia indietro. Per quanto riguarda i bambini secondo me é meno traumatico perché in fondo loro sono proiettati piú verso il futuro e se vi trasferite in un altro paese, quello sará il loro passato. Il grande vantaggio che avreste é di essere in due a trasferirvi, io sono da sola (sto con un norvegese) e quindi quando il mio cane vecchio sará morto non ci sará piu nessuno che mi conosca da prima del 2003 (e diciamoci la veritá al nord in media ci vuole tanti tanti anni per conoscersi, ammesso che ci si riesca, non si lega cosí facilmente come in Italia e in genere nel sud del mondo).

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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda katerpillar » venerdì 17 gennaio 2014, 19:58

Massììììì!! Ce la farete alla grandissima! :abbraccione
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Nora » sabato 18 gennaio 2014, 15:07

Atoq ha scritto:Secondo me é vero che ci si puó ricostruire una cerchia di amici, ma gli amici di lunga data che ti conoscono da quando eri bambina o ragazzina non si possono ritrovare. Quello che mi manca di piú della mia vita da espatriata é proprio che nessuno conosce il mio passato, ha una cultura classica, sa che suonavo, correvo. Per i miei nuovi amici sono la mamma di due bambini e nient'altro. Da un lato puó essere un'occasione unica di tagliare col passato, dall'altro peró qualcosa si lascia indietro. Per quanto riguarda i bambini secondo me é meno traumatico perché in fondo loro sono proiettati piú verso il futuro e se vi trasferite in un altro paese, quello sará il loro passato. Il grande vantaggio che avreste é di essere in due a trasferirvi, io sono da sola (sto con un norvegese) e quindi quando il mio cane vecchio sará morto non ci sará piu nessuno che mi conosca da prima del 2003 (e diciamoci la veritá al nord in media ci vuole tanti tanti anni per conoscersi, ammesso che ci si riesca, non si lega cosí facilmente come in Italia e in genere nel sud del mondo).

Atoq



Hai proprio colto nel segno!
Io in Italia mi sentivo abbastanza mediocre, non avevo grandi rapporti con amici di lunga data a parte due con cui mi sento ancora, qui invece le altre mamme mi ammirano e dicono che mi trovano inspiring : Love : , e' un ' occasione d' oro per rifarsi una vita tutta nuova : WohoW :
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Silvia D. » lunedì 20 gennaio 2014, 15:42

Dell'UK invece che ne dite? Quanto più avrei preferito la Germania, quanto più sembra invece che le prospettive di aprano su Londra... Tra l'altro lì le elementari iniziano a 5 anni..?!! :shock: L. arriverebbe in ritardo sul ritardo, in un certo senso? :shock:
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda migini » lunedì 20 gennaio 2014, 16:05

Ciao, Silvia!
Se è proprio Londra, c'è anche questa possibilità http://www.scuolaitalianalondra.org/?lang=it
Capisco i tuoi dubbi e la tua serenità e un po' ti invidio la possibilità di andare all'estero: è un ripartire veramente da zero, con tutte le sue luci (tante) e le sue ombre. E poi, nulla è per sempre... Non so che in che campo lavori tuo marito, ma la crisi passerà prima o poi e un'esperienza lavorativa all'estero è sempre molto qualificante.
Un abbraccio
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda Silvia D. » martedì 21 gennaio 2014, 0:58

Wow, sarebbe primaria e dell'infanzia, adatta a entrambi! Grazie!!
Adesso non rimane che aspettare e vedere se va in porto, o altrimenti dove capiterà l'occasione di andare!
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda katerpillar » giovedì 23 gennaio 2014, 0:01

Silvia, io come forse ricorderai ho vissuto in UK (non a Londra però) e ci ho lasciato un pezzetto di cuore. Londra è carissima, ma è collegata bene con molte cittadine dei dintorni (io dalla costa in treno ero a Victoria in 40 minuti netti, 1 ora se il treno faceva qualche fermata in più, ma solitamente gli uffici stanno nelle zone di Clapham, quindi hai un ulteriore guadagno di una ventina di minuti).

Comunque sia, vi mando un grande abbraccio. Se optate per UK ho vari contatti da passarti (anche di genitori).

:abbraccione
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda nicole_76 » martedì 11 febbraio 2014, 10:26

Ciao!
Mi permetto di risponderti in quanto vivo da 6 anni in Germania e mio figlio é nato qui.

Secondo me le difficoltá a cui puoi andare incontro sono molto legate alla grandezza e al grado di internazionalitá del posto in cui sbarchi.
Tipo, a Monaco, Berlino, Colonia, Stoccarda, Norimberga etc. trovi le scuole italo tedesche, e cmq nelle cittá piú grandi e a piú alta densitá di stranieri si trovano nelle normali scuole pubbliche programmi di integrazione linguistica per i bambini non madrelingua tedeschi


(guarda qui http://www.ambberlino.esteri.it/Ambasci ... niversita/)

Ti sconsiglio invece vivamente le cittá piccole con pochi stranieri, specie le cittadine bavaresi (dove purtroppo vivo io :sob: ) dove le cose sono alquanto piú difficili per le famiglie straniere, causa pregiudizi e chiusura mentale verso il nuovo. Davvero c´é una enorme differenza tra un posto e l´altro. Poi cittá non molto grandi come Heidelberg e Friburgo, a causa della presenza di ottime universitá, attirano una immigrazione diciamo cosí´, di alto livello, e vuoi o non vuoi c´é una mentalitá molto piú aperta.
In bocca al lupo!
nicole_76
 
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Re: Come gestire un espatrio minimizzando i traumi

Messaggioda piccolaIrene » lunedì 13 marzo 2017, 10:25

Credo di capire il senso di disagio che provi, la solitudine, il timore di lasciare amicizie e famiglia. Tu hai un rifugio sicuro, sorrisi che ti rassicurano ma all'improvviso devi assumere consapevolezza di una realtà diversa: l'esigenza di spostarti "altrove". Dove? Non conta! la paura e lo smarrimento sono uguali. Io ci passo ogni giorno da tre anni. Sono stata strappata dalle mie amicizie e dalla mia terra per seguire i bisogni di lavoro di mio marito. Tre anni fa, incinta di Irene (la prima cucciola) mi sono trasferita in America centrale, Panama. All'inizio è stato veramente difficile: incinta, lingua diversa, usanze troppo difficili da comprendere per me. Ogni gesto quotidiano diventava uno sforzo sovrumano, persino trovare un supermercato decente per fare la spesa. La mia prim,a crisi la ricordo, durante la scelta dell'assicurazione sanitaria, mentre comparavamo i prezzi con mio marito su siti (ricordo il nome AssicurazionediViaggio.com) che ci fornivano coperture mediche economiche per viaggi all'estero, io sono andata di matto! In un lampèo ho pensato: adesso cosa mi accadrà? e se non riuscissero a seguire la mia gravidanza decentemente e se il sistema sanitario non si dimostrasse all'altezza? Alla fine Irene e nata, dopo 5 mesi l'abbiamo riportata in Italia, ci troviamo in Sardegna e adesso va meglio, nonostante io sia ancora lontana da casa.
piccolaIrene
 
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