come esercitare il ruolo di guida?

Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda esmeralda » giovedì 30 maggio 2013, 11:56

Grazie Fabialeda!! Mi hai aiutato a capirmi da me!!!
No... perchè non mi spiegavo neppure io come mai funziona...

Sai ... sinceramente funziona perchè il sentimento prevalente se dovessi mettermi a tallonarli per fare ogni cosa sarebbe "ehmakeppalle dover stare a ripetere ste cose ogni sera!!!" Ed in sottordine -questo è successo con i cricetoni "Oh... ma guarda sta zucca, che se non glielo dice un altro manco sa spicciarsi a campare!!!"

Credo che a nessuno piaccia trovarsi in una situazione del genere...a nessuno con un minimo di amor proprio...
Io non ho mai detto ste parole... qualche volta pensate... ma evidentemente sono state colte al volo....

In terza battuta, le cose da fare sono piuttosto ridotte al minimo... la sensazione generale di tutti... piccoli e cricetoni è che sono nel paese di bengodi e fanno un po' quel che credono meglio....quindi non è che sia un fuoco di artiglieria continuo...e anche questo vuol dire....
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » giovedì 30 maggio 2013, 13:51

Fabialeda sono frasi "limite" ovvero che si dicono prima di arrivare al punto di non ritorno,della serie "piuttosto che arrabbiarmi" ma prima di arrivare a quella situazione, ce ne sono di opportunità...molto migliori.
Per la televisione quando erano piccoli, se mi mettevo a giocare a qualcosa, cominciavano a seguire il mio gioco, e la televisione la potevo spegnere dopo poco.
Non c'è proprio da fare il muro contro muro, lo dici bene, diventa una sfida che lascia tutti esausti...
Il fatto è che non c'è sempre solo il nostro bisogno da ascoltare, , o non c'è solo il loro..c'è una mediazione dove a volte si deve esercitare del potere (genitoriale), per aiutarli ad aiutarsi.
Non sei tu l'autorità, ma la coscienza che è in te.
Parliamone sapete, perchè non è ancora chiaro neanche per me cosa è meglio.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » giovedì 30 maggio 2013, 14:25

Emy ha scritto:Non sei tu l'autorità, ma la coscienza che è in te.

non sono sicura di aver capito questa frase, Emy. O meglio: non sono sicura che nelle situazioni in cui devo esercitare il mio potere genitoriale a mio figlio arrivi chiara la differenza tra l'apparire semplicemente autoritaria/dispotica e il fare da giuda, appunto, da capitano, insomma avere quel ruolo per cui ci si affida a qualcuno più esperto.

Poi non vorrei dare l'impressione che le nostre giornate vadano quasi tutte a scatafascio, non è così, ma avolte sono stanca e la stanchezza è nemica della calma e molto amica della rabbia.

Mi ritrovo molto spesso a dar ragione a Juul quando dice che l'atmosfera in famiglia la creano prevalentemente i genitori, è proprio vero, quando si riesce a passar oltre a superare anche un conflitto grosso con leggerezza perchè magari si trova il modo di riderci anche sù o esorcizzare o semplicemente risolvere allora scorre tutto più liscio.

Tu Emy hai figli già "grandi" rispetto ai miei: quali sono i vostri conflitti? (se ce ne sono?) come li affrontate? sono indipendenti e liberi? come ci siete arrivati?
ovvio che non mi aspetto una "ricetta", però ascolto volentieri!
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » domenica 2 giugno 2013, 22:11

Eccomi tornata,
Non so...forse lo si vede solo dalla risposta, se la risposta è esageratamente arrabbiata, forse si è stati troppo rigidi, non siamo riusciti a farli sentire vicini, non riusciamo a passargli il messaggio che siamo li per aiutarli, siamo il loro occhio lontano. vedo importante il continuare a leggere nelle risposte dei bimbi un aiuto nelle nostre decisioni.

I miei bimbi sono diversi tra di loro...esternamente sono indipendenti, a casa tirano un po' indietro :)
Sono sereni...molto di più di quello che ero io.
Quello di mezzo con l'ultimo sono una miccia esplosiva, però vedo continui miglioramenti.

I conflitti, ce ne sono, per fortuna, ma non so se il modo in cui li superiamo sia di esempio...è solo il modo in cui io riesco a seguire quello che penso.
L'altro giorno mi sono arrabbiata con quelllodimezzo...che sconfina spesso per paura di essere invaso, e non si accorge di pestare i piedi agli altri, e non sono stata contenta di come lo ho allontanato da me...(non fisicamente), da come lo ho fatto sentire distante.
sembra che abbia bisogno di un atteggiamento molto deciso per capire.
Mi sintonizzo sull'intensità che serve, ma l'altro giorno secondo me ho esagerato, mi è sfuggito dentro anche un piccolo sfogo mio.
Non ho in mente degli esempi.

Esmeralda, forse capisco quello che dici, anche se ancora una volta lo sento viziato del tuo vissuto.
Potrebbe esserci una aspettativa dietro sai...una aspettativa invisibile che però è letale...fa leva sulla credibilità, sul non deludere, ma non nel senso classico, con la paura.
anche se i genitori non minacciano nulla, se implicitamente si aspettano che un bimbo possa essere da A a B, il bimbo sa che essere C o fare C...comunque farà diventare il genitore triste. E perdere l'immagine che il genitore ha di lui lo sente doloroso.Si può creare un giogo sottile...
Ma è solo una sensazione che ho qua dietro alla mia tastiera...viziata dal mio vissuto forse.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » lunedì 3 giugno 2013, 8:15

Spiego meglio...forse anche per me stessa, ho bisogno di scriverlo giù, a questo punto Esmeralda non mi riferisco più a te.
Ci sono vari livelli di accettazione dell'altro.
Principalmente uno è pratico, e uno è umano.
Ecco io avevo un buco.
Sentivo che ero accettata profondamente come persona,dai miei genitori sentivo però anche che ero accettata in modo pratico da A a B, dove A e B sono gli estremi della accettazione sociale e pratica, ma nel momento in cui ero C o facevo qualcosa di tipo C, l'accettazione umana che doveva subentrare , era solo di tipo "logico", cioè doveva esserci un ragionamento dietro.
Questo è orribile, perchè il fare C è molto più spesso portato da eventi illogici che rientrano nella sfera emotiva, perciò io non avevo nessun supporto per spiegarmi il mio fare C...
A quel punto la cosa funzionava ero una persona posata...cercavo di non fare C altrimenti cadevo nel vuoto dell'assurdità inaccettabile...impossibile da sostenere per me bambina.
In realtà era la società che era non accettante. Ma io non ero protetta dai miei genitori.
Comprendo che il mio enorme spaziare con la mente, creava molte difficoltà agli altri, che erano abituati ad avere a che fare con qualcuno che era da A a B...al massimo era C ed era negativo...io mi sentivo pure Y o Z.
Ok non avete capito meglio.. :-)
Emy
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Valentina L. » lunedì 3 giugno 2013, 9:35

emy, di cosa avresti avuto bisogno, per sentirti accettata e protetta e accolta?!?!? lo chiedo perche' mi rendo conto che molto spesso mi trovo in situazioni in cui i miei bambini sono accolti (anche da me : WallBash : : WallBash : ) se si esprimono entro una certa gamma... al di fuori di quella no, perche' certe cose in societa' non sono accettabili, non si possono fare, ci si mette nei guai (come dico ai miei bambini)... i colori che io posso comprendere e accogliere sono un po' piu' ampi rispetto alla media delle famiglie di origine, cio' non toglie che in alcune situazioni la mia soglia si restringa per limite mio (non ce la faccio, mi sento stanca, bruciata) o per limite esterno... ev edo che parte in me un meccanismo molto razionale, in cui causa ed effetto si seguono ordinatamente... forse divento anche asfissiante continuando a chiedere che cosa succede, cosa pensano, di cosa hanno bisogno, cosa vorrebbero... la cosa positiva (credo) e' che ogni tanto sono io a dire "succede cosi' e non sai perche' e va' bene lo stesso"... ma non so se questo basta... e vedo nei miei bambini atteggiamenti del tipo " se faccio xyz non vado bene/mamma si arrabbia"... e xyz in genere sono cose che a mente fredda rientrano perfettamente nella gamma di possibilita' di un bambino della loro eta', anche se comporta (vista la situazione con la lungimiranza di un adulto) un bel casino da risolvere poi... a me questo schema non piace per nulla, ne capisco l'utilita' ma vedo che c'e' un costo emotivo ed affettivo che non mi pare adeguato e non so come fare... anche perche' a volte pure sul lato pratico mi ritrovo con un boomerang tra i denti invece che con una situazione lineare e risolta... non so se si e' capito qualcosa...
V.
Valentina L.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » lunedì 3 giugno 2013, 12:10

Ecco non volevo insinuare dubbi, probabilmente a me sarebbe bastato un "si comprendo sai" , oppure "certo è possibile che tu voglia fare questo" oppure "tu puoi pure pensare che sia giusto questo, ma io devo per forza fare diversamente...."
Ma non è la frase...è il prendere atto che io non fossi una aliena...che fosse perfettamente umana l'idea che mi era venuta in mente, il dubbio che avevo avuto, l'ansia che sentivo, che risuonasse nelle altre persone...
Voglio troppo eh ? :-)
NO non è volere troppo, in altre culture, in altri ambienti io questa cosa l'ho sentita, sto parlando sempre di Italia.

Poi per onestà, era giusto che l'adulto portasse a compimento quello che era disposto ad accetare o meno...ma era importante che io non mi sentissi sola a prendermi carico della colpa.

Ora finisco di sfogarmi....
occhiate assurde, frasi allontananti come :"ma come ti è venuto in mente!!!"...
erano coltelli per la mia dignità, per il mio voler stare nella parte bianca.

In realtà mi facevano male anche un "bravissima", "fantastica"...sempre aliena ero, sempre detto con un senso di "sei diversa"
In fondo forse avrei voluto che se avevo delle caratteristiche particolari, che mi dicessero come metterle a disposizione perchè servissero, e qualche volta anche succedeva, altre rimanevo con il mio bravissima in mano e una solitudine grande.
ma questo lo so adesso...
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » lunedì 3 giugno 2013, 12:31

io credo di aver capito il discorso di Emy, anzi la ringrazio, perchè in qualche modo fa luce anche su di me e sulle ragioni della mia limitata "ampiezza di accettazione" con mio figlio.
Io sentivo che ero accettata dai miei genitori solo come A, al massimo come A1, una leggera variante della bambina brava/posata/matura/ragionevole/responsabile/qualche volta un po' timida e ombrosa (e per forza!!), ma per me la differenza è stata che io mi sentivo esattamente A/A1 niente di più, tutti gli altri -a questo punto potenziali- modi di essere sono rimasti inespressi fino a..... oddio.... praticamente fino a poco tempo fa :shock:

Ricordo però che a 9/10 anni (ero in quinta elementare) una notte nella solitudine della mia stanza mi ero messa a piangere e avevo formulato questo pensiero "ma io riuscirò mai ad essere una persona vera?" intendendo probabilmente una persona autentica e non quello che gli altri si aspettano.

Cavoli quanto mi condiziona....

(invio senza aver letto l'ultimo intervento)
fabialeda
 
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » lunedì 3 giugno 2013, 13:59

Grazie Fabialeda :)

Valentina... c'è una sottile differenza tra lasciar fare ed accogliere.
Non è detto che se accogli poi devi per forza lasciar fare.

puoi far sentire il bimbo...un bimbo, e proteggerlo nello stesso tempo da esibizioni poco rispettose, non facendogli fare una determinata cosa.

Se tu giudichi che una cosa "fa mettere nei guai" è giusto non farla no?
"fa mettere nei guai " è una frase complice, sei vicino al bimbo e lo accogli, ti metti dalla sua parte, lo proteggi dal fare una cosa che non conviene a lungo termine.

Quello invece che dico io è addossare anche al bimbo la colpa di aver fatto una determinata scelta...come se avesse poi colpa di un atto "istintivo"
In questo modo passi direttamente oltre al fatto che si ha una parte istintiva. ci si passa proprio sopra.
Non è la frase, ma è la foga e la velocità nello sguardo che contano, in questo caso il tono indica più di tutto quanto riesci a far rientrare nell'arco dei comportamenti giudicati comprensibili ed umani , ciò che ha fatto tuo figlio.
E spesso sono cose che fatte dagli altri bambini non ci tirano fuori delle reazioni così.
Perciò non è l'azione in sè.
Potrebbe essere anche solo uno sguardo..
Emy
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » sabato 15 giugno 2013, 13:56

Continuo ad avre grandi difficoltà.

a sentirmi impotente, goffa, impacciata e poco responsabile se "non faccio/non dico" e nello stesso tempo una mamma noiosa, rompiscatole, inefficace se cerco di fare qualcosa spiegando, perchè vengono fuori gli spiegoni a cui mio figlio ormai reagisce tappandosi le orecchie.

E poi mi sento sola, mio marito tira i remi in barca, a volte dice che è tutto irrecuperabile.

Come accogliere un comportamento fortemente negativo senza far sentire mio figlio "sbagliato" "inaccettabile" e nello stesso tempo però guidandolo a indicargli un'altra via?
Mi riesce veramente troppo difficile, io quando si comporta in un certo modo (per esempio fa una rogna infinita(plateale/colossale per una bazzeccola) ho un'enorme difficoltà a rimanere connessa con lui, a non detestarlo profondamente a non desiderare esclusivamente che sia diverso.

aiuto....
fabialeda
 
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » sabato 15 giugno 2013, 14:21

Faccio esempi pratici, forse riesco a chiarire meglio.
Siamo a casa dei nonni paterni per due giorni.
Lui è entusiasta all'idea, poi però succedono cose di questo tipo: il papà stamattina presto è uscito a pesca da solo, a mezza mattina l'abbiamo raggiunto al fiume che ha un accesso proprio dal terreno del nonno. Scendiamo dalla macchina, intravvediamo il papà che è appena uscito dal fiume, stanco sudato, affamato, si prende una merendina confezionata che si era portato nello zaino, mio figlio la vede e la vuole anche lui, il papà dice che ha fame e che quella era la sua merenda, io ho portato i grissini e da bere per i bambini, propongo di mangiare quelli, ma mio figlio vuole la merendina del padre che gliela da praticamente tutta staccandone un pezzettino piccolo piccolo per sè.

A. comincia a piangere a fare la lagna a correre via disperato perchè la vuole "tutta", intanto mio marito cerca di fare qualcosa di trattenerlo e nel fare così gli cade anche il pezzettino di merendina che aveva tenuto per sè, dice una parolaccia e "tienitelo ora!".
La "lagna" di mio figlio dura all'infinitom, mio marito va via e io rimango da sola con bambini e nonni, A. continua a oltranza, io lo prendo da parte e cerco di spiagargli perchè il papà si era arrabbiato, intanto finisce di mangiare la merendina e la lagna riprende con più vigore perchè è finitaaaaa e ne vuole un'altra (ma non ce ne sono).

Ogni tentativo di distogliere l'attenzione o proporre un'alternativa è vano e inutile, io, alla fine, sopraffatta dal senso di impotenza e dalla pena di vederlo comportarsi così di fronte ai nonni (che peraltro mi chiedono, una "ma è sempre così?" e l'altro che dice "certo che quando fa così....") dico che siamo lì per cercare di stare bene e allegri e che se dobbiamo rimanrci con il malumore io me ne voglio tornare a casa.

Gli sto dando una respnsabilità che non è sua, la sua era semplicemente una rogna da bambino, ma cosa dovevo fare per fermare il loop? come averi potuto proteggerlo dalla brutta immagine che stava dando di sè? e nello stesso tempo aiutarlo?
Mentre accadeva, dentro di me, una vocina diceva "e' solo un bambino che fa una cosa da bambino, lascialo fare, permettigli di essere semplicemente piccolo come non lo eri tu!"

Dall'altra sentivo di non doverlo lasciare solo, di guidarlo, di accoglierlo e nello stesso tempo non assecondarlo in una cosa che in ogni caso non l'avrebbe soddisfatto, ma priva di mezzi, non me ne veniva in mente neppure uno veramente efficace.



Molto tempo fa mi sarebbe venuto spontaneo ricattarlo "se non la smetti di fare la rogna, non mangi neppure il gelato dopo pranzo", e avrebbe funzionato, avrebbe smesso, credo.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Luggen » sabato 15 giugno 2013, 14:57

Perché pensi stesse dando una brutta immagine di se? Dava l'immagine di un bambino che fa il bambino.
Qua probabilmente il papà si sarebbe tenuto la merendina dandone un assaggio soltanto (se davvero aveva fame la richiesta non sarebbe stata accolta) ma poi avremmo entrambi solidarizzato con la protesta (hai ragione, quando si vede una cosa buona viene l'acquolina, ma che peccato che non ne abbiamo portate due...") e ci saremmo preoccupati che i nonni non lo facessero sentire giudicato stoppando loro, non lui ("fa così quando sente di fare così, e' un bambino, fa quello che è normale che faccia). Ma della loro opinione non ci sarebbe importato niente.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » sabato 15 giugno 2013, 15:01

in fondo però penso anche che stesse dando l'immagine di un bambino che non sa essre contenuto nel modo "giusto", lasciato allo sbaraglio delle proprie emozioni.

A me della loro opinione importa, prima di tutto perchè lui a loro vuole molto bene.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Luggen » sabato 15 giugno 2013, 20:16

Si ma il fatto che voglia loro bene non dovrebbe coincidere con il dover dare loro una "buona immagine".
Quello che sarebbe giusto aspettarsi da chi ci vuole bene e' amore incondizionato. Se i nonni mi vogliono bene perché devo temere di fare una gran protesta davanti a loro?
Il fatto che pensi che sembrasse un bambino lasciato in balia delle proprie emozioni significa che temevi che nel loro sguardo ci fosse un giudizio su di te?
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » sabato 15 giugno 2013, 20:40

Fabialeda ," non sa essere contenuto nel modo giusto" è un giudizio su chi dovrebbe contenerlo?
e anche "lasciato" allo sbaraglio delle proprie emozioni.
come averi potuto proteggerlo dalla brutta immagine che stava dando di sè? e nello stesso tempo aiutarlo?

Ecco ho letto anche Irene e sono d'accordo...in questo caso non ne farei una questione di immagine...il problema in questo caso è in chi guarda e si fa problemi.

Una volta che ti sei assicurata che lui abbia sentito le tue spiegazioni, che abbia visto la situazione, rimani a disposizione, ma lascialo pure sfogare e continua la tua vita.
I tentativi che fai, sono indirizzati a spiegarti con lui, assicurarti che abbia sentito, farlo sentire capito e accolto o sono finalizzati ad evitare le crisi?...
Se è per le crisi, devo darti delle brutte notizie... :-)
Il solo desiderare che non entri in crisi, scatena strane reazioni nei bimbi :-) vanno in crisi :-D
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » sabato 15 giugno 2013, 20:53

Mentre accadeva, dentro di me, una vocina diceva "e' solo un bambino che fa una cosa da bambino, lascialo fare, permettigli di essere semplicemente piccolo come non lo eri tu!"

Questo è molto importante, e ora hai la possibilità di proteggerlo proprio da queste modalità che ti hanno dato difficoltà in successivamente.
Ora sta a te tradurre per chi guarda, le sensazioni che senti legittime, e che a te non sono state abbracciate.
Lui è andato in crisi per questa merenda, va bene può succedere, ha bisogno di sfogare questa frustrazione.
Una grande emozione, incaxxatura ha bisogno del suo tempo per sbollire.
A volte dare troppa attenzione alla cosa, tornando continuamente sull'argomento, rigira il coltello nella piaga, e invece di aiutarlo, si da importanza nel tentativo di non dare importanza :-)
La piccola Fabialeda, ha mai potuto sfogarsi, piangere scazzarsi, senza dover ogni volta venire richiamata sul suo "buonsenso"?
Ha potuto sentirsi capita nel suo essere "assurda"?
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda mamazaba » sabato 15 giugno 2013, 22:12

mi vengono anche altre domande ( che non richiedono risposta, vogliono essere solo degli spunti..)
mi chiedo quanto la (splendida) mamma fabialeda possa permettersi di essere se stessa e accogliere il suo bambino senza sentirsi richiamata al "cosi non si fa" (scusami, ho sempre in mente quel time out di tua madre..)

sei sicura che non fare "figuracce" sia un bisogno del tuo bambino? sentivi il bisogno di proteggere lui, te stessa, o i tuoi suoceri, da quel comportamento?

i tuoi suoceri temono che se non viene contenuto ora non trovera` mai il suo modo di gestire le proprie frustrazioni?
e tu, lo pensi, o temi questo loro giudizio?

secondo me stai facendo un gran lavoro, su te stessa e nel rapporto coi nonni, oltre a quello coi tuoi figli, e` comprensibile che
ti senta impacciata (soprattutto se tuo marito ti "molla" a meta` strada davanti ai suoi genitori...)
ti senti di non fare abbastanza, o credi che lo possano pensare loro...?
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda lu74 » domenica 16 giugno 2013, 11:33

fabialeda :abbraccione non posso aiutarti, perche' sono messa esattamente come te :abbraccione
anzi, attingo alle risposte che ti vengono date ... quella frase che ti si accende nella testa, è uno scoglio importante su cui puoi attaccarti quando ti sembra che la tempesta ti stia per spazzare via ... riesci a tradurla in qualche modo al tuo bimbo? intendo nel linguaggio non verbale ... un sorriso, una carezza ... se quella frase dentro di te è autentica il tuo bimbo lo coglierà ... :abbraccione

anche mia madre, che pure vuole un bene dell'anima a mia figlia, le vuole bene fino a che ... fa scenate che "non si devono fare", e allora la guarda severa, le dice che non le piace, o di farla finita, o dà la colpa a me che le permetto tutto (come se uno potesse abituarsi a non prendersela, e appunto a non fare capricci) ... anche io come te vorrei parare le "crisi" in tempo prima che questi giudizi piovano su di lei (e su di me!), oppure saper agire in modo efficace (ma per dimostrare cosa a chi?) ... io da piccina ero una che al primo no obbediva subito ... non so te ...
"Lì dove il bambino sente di essere amato, lì è la sua famiglia".
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » lunedì 17 giugno 2013, 14:06

Emy ha scritto:I tentativi che fai, sono indirizzati a spiegarti con lui, assicurarti che abbia sentito, farlo sentire capito e accolto o sono finalizzati ad evitare le crisi?...
Se è per le crisi, devo darti delle brutte notizie... :-)
Il solo desiderare che non entri in crisi, scatena strane reazioni nei bimbi :-) vanno in crisi :-D


i miei tentativi non sono per evitare le crisi ma per offrirgli un appoggio e casomai un filtro in quei momenti, per mostrargli in qualche modo (con scarsissimo successo direi o forse proprio nullo) che si può anche continuare a vivere la giornata senza farsi parallizzare dalla frustrazione/rabbia/malumore ecc. ecc.

Emy ha scritto:La piccola Fabialeda, ha mai potuto sfogarsi, piangere scazzarsi, senza dover ogni volta venire richiamata sul suo "buonsenso"?
Ha potuto sentirsi capita nel suo essere "assurda"?

assolutamente no! :-D

mamazaba ha scritto:
sei sicura che non fare "figuracce" sia un bisogno del tuo bambino? sentivi il bisogno di proteggere lui, te stessa, o i tuoi suoceri, da quel comportamento?

i tuoi suoceri temono che se non viene contenuto ora non trovera` mai il suo modo di gestire le proprie frustrazioni?
e tu, lo pensi, o temi questo loro giudizio?

secondo me stai facendo un gran lavoro, su te stessa e nel rapporto coi nonni, oltre a quello coi tuoi figli, e` comprensibile che
ti senta impacciata (soprattutto se tuo marito ti "molla" a meta` strada davanti ai suoi genitori...)
ti senti di non fare abbastanza, o credi che lo possano pensare loro...?


mamazaba io sono molto insicura, intendo nella vita in generale, temo il giudizio degli altri e temo per mio figlio in modo profondo, insomma l'uno e l'altro e sento sempre di non fare abbastanza, o meglio, di non farlo abbastanza bene.

Queste sono le mie sensazioni "di pancia", per quanto riguarda la sfera razionale appaio invece come una persona equilibrata e solida.

Uno dei motivi per cui mio figlio mi spiazza quando ha le sue crisi eclatanti è che io ero una bambina completamente all'opposto, pur di non dare un'immagine di me come irragionevole avrei fatto di tutto, di tutto pur di corrispondere a ciò che si aspettavano da me finchè, in breve, non ho neppure saputo distinguere un modo diverso di essere, ero anch'io in quel modo lì che si aspettavano, non poteva essere altrimenti, non era proprio contemplato.

Quindi, certo, c'è un'altra parte di me, che è quella vocina che ho detto sopra, che in qualche modo mi rassicura quando mio figlio fa i "mega-capricci/scene": è un bambino che ha la possibilità di essere tale, eppure non trovo la misura del "quanto" possa essere normale e accettabile e allora mi scatta anche la voce che mi dice "è un bambino allo sbaraglio".


esempi di ieri: tornando in macchina verso casa nostra mio marito accende l'autoradio, A. dice che vuole la canzone n. 4 del cd tal dei tali (lo stesso che avevamo ascoltato all'andata) e che vuole solo quella. Io e il papà gli diciamo che noi non vogliamo ascoltare solo quella canzone a ripetizione per tutto il viaggio. Io propongo alcune soluzioni, tipo iniziare da quella e poi sentire anche le altre, oppure finire la canzone che c'era in quel momento e poi mettere la sua, chiedo a lui se ha una proposta per accontentare anche noi.
Niente... lui urla e strepita e dice che vuole SOLO quella canzone lì per tutto il viaggio. Da dietro da calci al mio sedile, mi tira addosso un pacco di fazzolettini ecc. ecc. L'autoradio intanto con bob dylan (che non era quello che voleva lui) dopo 5 minuti io tolgo il cd e metto quello che voleva lui che nel mentre si era zittito all'improvviso: addormentato! :shock: normale... era stanco e qualsiasi motivo sarebbe stato buono per sfogarsi e decomprimersi. però, ecco, sicuramente a me a 6 anni non mi sarebbe mai stato permesso di comportarmi così, veramente non mi sarebbe neppure mai venuto in mente.

a casa a un certo punto mi rendo conto che c'era odore di cacca perchè se n'era fatto un po' addosso, glielo dico, gli dico di andare in bagno a finire, lui inizialmente protesta e io in tutta tranquillità gli dico di andare in bagno (questa è una cosa che capita spesso che lui trattenga perchè troppo impegnato o fare altro e poi gliene scappa un po nelle mutande, allora io gli faccio sempre il discorso che il suo culetto non aspetta che se ha bisogno di andare in bagno e sente lo stimolo deve ascoltarlo, perchè poi è tutto più complicato e più sporchevole ecc. ecc.) gli dico anche che pazienza, non importa ma che faccia da solo (perchè ovviamente normalmente lo fa e lo sa fare), lui vorrebbe che fossi io a pulirlo e lavarlo perchè ormai è comunque più sporco che se avesse fatto tutto sul water ovviamente.

Non avevo nessuna intenzione di lavarlo io. stavo sistemando i bagagli e facendo mille cose e soprattutto avevo paura di perdere quella calma. da dentro il bagno mi ha chiamato e urlato diecimila parolacce perchè voleva che fossi io a pulirlo, poi ha fatto da solo ed è venuto a fare il bagnetto col fratello finalmente tranquillo, anzi di buonumore, come se non mi avesse detto tutte quelle cose brutte. E io lo stesso, ero tranquilla, perchè ho mantenuto il mio limite, ma non per insegnargli qualcosa, semplicemente per me, perchè mi dava fastidio farlo, ero presa in altro, avrei preteso non sò bene cosa da lui, quindi ho preferito sottrarmi semplicemente.
fabialeda
 
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Emy » martedì 18 giugno 2013, 4:32

Capisco bene Fabiaeda, c'è proprio da reimparare a riconoscere ciò che sta nei limiti, io personalmente ho dovuto rivedere tutti i limiti, per capire dove erano i miei , togliendo i condizionamenti, togliendo le prudenze non mie.
Per farlo ho dovuto anche assimilare a pelle, vivendo i limiti allargati di altri.
E non riuscivo ad accettare che un bambino potesse davvero fare determinate cose...che non avevano senso
Dovevo ritrovare dentro di me il senso perduto, quello che non ho mai seguito fino in fondo, quello che era sempre scavalcato dalla ragione, dal "così si fa".
Emy
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