come esercitare il ruolo di guida?

Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » venerdì 21 giugno 2013, 9:11

oggi volevo aggiornarvi su una piccola cosa: ho trovato quello sguardo di cui ha parlato Emy. l'ho trovato dentro di me e l'ho messo in pratica.
Stamattina A. appena alzato era "incazzoso" mi ha chiesto acqua senza gentilezza mi ha chiesto un pezzo di pizza mentre io avevo il mio caffellate caldo a metà, volevo finire la mia colazione, sarebbe stata una questione di qualche minuto.
"A. adesso io voglio finire di bere il mio latte" Lui stava già partendo con uno dei suoi loop in cui mi faccio spesso trascinare, l'ho guardato, prima in modo più o meno neutro, senza dire nulla, poi mi sono ricordata delle parole di Emy, del fatto che non dovessi necessariamente abdicare al mio bisogno di finire la mia colazione e nello stesso tempo potevo trovare un modo per non farlo sentire inaccettabile, l'ho guardato di nuovo, mi sono soffermata su quella sua faccina imbronciata e richiedente e gli ho sorriso.

Bhè... lui ha smesso! ha smesso di chiedere in quel modo, ha aspettato che io finissi, mi ha sorriso a sua volta.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda francesca78 » venerdì 21 giugno 2013, 10:03

:) un sorriso per tutti e due
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda luna » lunedì 24 giugno 2013, 8:20

non credo di essermi mai sentita così. Fabialeda descirve fin nel dettaglio come io mi sento a volte, quando mia figlia sbrocca.
e sto leggendo avidamente Emy e tutte che fate luce.
però ancora non ci arrivo.
quando quindi fa la scena madre per qualcosa che per lei è importante ma per me anche no... e io le faccio gli spiegoni, le faccio presente che a lei non farebbe piacere essere trattata come mi sta trattando ora, che lei non giocherebbe con un bambino che fa così... nonostante nelle mie intenzioni cerchi di farle le lo specchio, di farle vedere la realtà, la sto facendo sentire inadeguata?
quindi quando fa il cinema perchè la mutandina che vuole indossare è stesa e bagnata, perchè giocando a nascondino tocca a lei contare, perchè vuole fare X e dobbiamo fare Y... che devo fare?
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda esmeralda » lunedì 24 giugno 2013, 11:16

Secondo me ci sono molte distinzioni da fare.
Io ho due figli e vedo tante differenze nelle loro richieste.
Mio figlio grande è uno che definirei zero "bizzoso" o prepotente o che... è un placido, ma è meno "forte" della sorella... per lui certe cose c.d. "da niente" rivestono un aspetto che potrei definire "fobico" -parola troppo grossa eh... ma è per spiegare- cioè lo fanno stare abbastanza -o almeno un po'- male. Per lui un cavolo di pezzettino di palymobil che non si trova da rimettere nella scatola, sia pure alla sera tardi... beh... è un problema.
E lì "avere il ruolo guida" vuol dire andargli assolutamente appresso, non sminuire la sua richiesta e nel contempo cercare di trasmettergli la saldezza e sicurezza sufficiente per portarlo a poter andare a letto tranquillo anche con un pezzo mancante di palymobil finito chissà dove. Ovviamente portando il massimo apprezzamento alla sua estrema precisione, rigore e senso dell'ordine. Ma giusto per aiutarlo smussare certi spigoli su cui si fa male lui per primo.
E questo è un lavoretto lungo e difficile, che si fa in famiglia... non è un fatto solo della mamma.
Ovviamente la cosa non si concretizza sempre e soltanto nel buttarsi a pecora sotto un letto a mezzanotte a cercare una scarpina di palymobil. Bisogna un po' regolarsi di volta in volta.

Mia figlia piccola invece E' la bizza. Ma la sua bizza è un gioco. In realtà a lei frega pressochè niente di niente al punto tale da dover fare un numero da circo. E' una parecchio padrona di sè, che non sbrocca affatto... lei gioca. E ha un concetto di sè tale per cui le sembra abbastanza naturale che il mondo sia pronto a servirla con gioia.
Anche lì... va bene... la cosa in sè... niente da dire... può essere anche utile nella vita, nè più nè meno che una mente schematica ed ordinata. Però i limiti li puoi mettere in modo diverso... cioè... nelle sue richieste che non sono ad impatto zero... cominciare a sussurrare ehm... ehi... esistono anche gli altri....
Alle volte cade persino dalle nuvole e si rende conto... Persino!!!
E questo è un lavoro già più facile e divertente... appena appena un'aggiustatina... un reminder....
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » lunedì 24 giugno 2013, 11:40

esmeralda, non so quanto e se sia un'impressione da come ne parli, ma... come dire... io sento che i miei figli, veramente in particolare uno, siano proprio su pianeti diversi rispetto ai tuoi!
A questo punto in realtà viene da chiedermi quanto sia IO diversa da te nel modo di sentire e pormi nei loro confronti.

Cioè se le "bizze" in una direzione o nell'altra (per eccesso di precisione/ordine da una parte per egocentrismo dall'altra) si limitassero a una cosa per cui è facile mostrarsi accoglienti e nello stesso tempo dire anche "ehi, un attimo, facciamo che la vita può anche essere più semplice per tutti?!" non sarebbe un problema, evidentemente, avremmo già trovato il modo di stare tutti sereni e pacifici.

Ma, così non è.


Un po' perchè la virulenza delle crisi non è cosa da poco un po' perchè ciò che risuona dentro di me in quei momenti è altrettanto potente, la maggior parte delle volte, da farmi pensare come prima primissima cosa "ma santiddio! possibile che non possa prendere per buona la mia richista alla prima che la pronuncio senza scatenare l'inferno, così, sulla fiducia che io sono mamma/papà ti voglio bene e ti sto chiedendo/suggerendo una cosa buona/giusta/opportuna?!".
Insomma ci sono reazioni e reazioni. E sono bambini, certo, che prevalentemente fanno cose da bambini, ma a me non viene per nulla facile (infatti ne scrivo qui) sentirmi tranquilla e serena in quei momenti.

Se mio figlio fa il pazzo furioso per una cosa (qualsiasi) e le mie parole non hanno peso, o peggio, fanno peggiorare il tutto io mi sento arrabbiata, incapace, inefficace, inascoltata vorrei solo fare così : WallBash : : WallBash : : WallBash :

Poi, ecco, a volte basta uno sguardo e tutto si sgonfia, la tempesta che sembrava montare diventa un venticello leggero. Se evidentemente lui si sente "accettabile" comunque.
Ma devo sentirlo dentro di me, invece troppe volte vorrei solo che.....
che fosse più simile a tuo figlio per dire : Chessygrin :
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda esmeralda » lunedì 24 giugno 2013, 12:15

Fabialeda... sinceramente credo che hai perfettamente ragione quando sostieni che la "virulenza" di una reazione ...fa la differenza eccome.
Effettivamente i miei fanciulli molto virulenti non sono. Uno si angoscia tanto, però... l'altra potrebbe anche fare impazzire per quanto furoreggia nelle sue rappresentazioni.
Certo... a me viene naturale non farmi "spaventare" nè preoccupare dalle loro esternazioni. Ma perchè non sono un genere di esternazione che mi tocca sul serio. E quindi diventa tutto più facile.
Il tutto per di più non è mai e dico MAI avvenuto in ottica "spettacolo organizzato ad uso e consumo della mamma" cioè non sono mai state polemiche rivolte specificamente a me, richieste specifiche per me come mamma.
Il fatto che mio figlio è un fanatico dell'ordine, è una cosa sua. Il fatto che mia figlia faccia la principessa sul pisello... non è certo un messaggio trasversale per me. O almeno non li ho mai visti come tali.
Se i miei figli in maniera chiara ed univoca si comportassero in modo tale da darmi l'impressione di volermi "sfidare"..."mettere alla prova" o anche solo "dirmi qualche cosa"... turbando in modo potente il tranquillo scorrere di un'esistenza in modo assai efficace... beh... sarei ben più innervosita ed in difficoltà.

Va anche detto che forse (non parlo nella specifico di tuo figlio) è un lavorino che si fa nel tempo... cioè... finchè sono ben più piccolini dell'età che ha tuo figlio, o i miei.
Cioè... in teoria uno qualche miglioramento negli anni se lo aspetta eh... cioè dal bebè che urla al bambino delle elementari... insomma...
Alle volte avere un "ruolo guida" vuol dire proprio non guidare niente. Limitarsi semplicemente a non farsi travolgere, e poi entrare il meno possibile nel merito.
Probabilmente se avessi avuto mai la minima idea di dover veramente guidare i miei figli ad essere meno pignolo uno e meno principessina l'altra... beh... avrei due pazzi isterici sul serio, o io sarei ricoverata in qualche clinica del nome rilassante.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda esmeralda » martedì 25 giugno 2013, 11:18

Vorrei aggiungere una cosa Fabialeda... il tuo figlio piccolo è ancora piccolo... ma tra un po', se il grande vorrà sentire la stessa canzone a ripetizione... beh... avrà anche lui la sua da dire.
E come sai le interazioni tra fratelli sono un po' diverse di quelle con i genitori.
Almeno, per quel che riguarda i miei figli, vedo che ambedue hanno una sorta di "pudore" a fare i matti al cospetto del fratello o della sorella.
Si spalleggiano in molte cose, ma quando la sorella fa troppo la diva o lui fa un po' troppo Rain Man... beh... capita spesso che si sistemino con due parole eh 8-) . Capita anche che discutano un po'... ma in ogni caso le cose se le sistemano benissimo loro.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda mamazaba » martedì 25 giugno 2013, 21:07

fabialeda ha scritto:oggi volevo aggiornarvi su una piccola cosa: ho trovato quello sguardo di cui ha parlato Emy. l'ho trovato dentro di me e l'ho messo in pratica.


che bello Fabialeda! è proprio così, bisogna trovarlo dentro di noi, grazie per aver condiviso : Love :
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda luna » domenica 21 settembre 2014, 15:48

luna ha scritto: ancora non ci arrivo.
quando quindi fa la scena madre per qualcosa che per lei è importante ma per me anche no... e io le faccio gli spiegoni, le faccio presente che a lei non farebbe piacere essere trattata come mi sta trattando ora, che lei non giocherebbe con un bambino che fa così... nonostante nelle mie intenzioni cerchi di farle le lo specchio, di farle vedere la realtà, la sto facendo sentire inadeguata?
quindi quando fa il cinema perchè la mutandina che vuole indossare è stesa e bagnata, perchè giocando a nascondino tocca a lei contare, perchè vuole fare X e dobbiamo fare Y... che devo fare?

Scusate se intaso il forum e mi uppo da sola... ma siamo sempre a questo punto...
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Effi B. » martedì 23 settembre 2014, 6:37

Ti dico quello che faccio io. Mi concentro per pensare che quello è il mio bambino e non posso risolvere quella situazione come per magia, che quello è un momento di difficoltà e che, se anche lo blocco e ottengo almeno un po' di silenzio e calma apparente, non ho risolto nulla. Che forse devo solo accettare che sono una persona coi suoi limiti e che non sta a me risolvere ogni minima questione che lo inquieta. Mi concentro su quello che davvero posso fare (ultimamente con meno parole possibili, che servono più a me per darmi il senso che sto facendo qualcosa che a lui) e lo faccio. Le riflessioni su quello che gli succede le rimando a dopo. In quel momento non le ascolterebbe, ma ne capirebbe il valore di rifiuto, di denuncia della sua inadeguatezza alle mie aspettative. Ci può stare che lo si debba fermare se fa una fesseria pericolosa, per il resto sto imparando ad accettare anche che vada in crisi nera quando non capisco bene che succede. A volte ho paura, sai? Perché non capire spaventa e rende aggressivi. Mi concentro per accogliere con cura quello che sento. Mi fa bene ed è efficace.

E cerco di ricordarmi in quei momenti che ci sono un'infinità di cose belle - e per me rassicuranti - che vedo fare al mio bambino, solo che in quei momenti me le dimentico. E quelle cose tornano, mi concentro per averlo a mente.

Tanti baci, cara
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » sabato 27 settembre 2014, 10:54

mi fa piacere vedere in alto questo post iniziato da me.
Proprio oggi che annaspo su una superficie troppo densa e mi sento tirare giù nel fondo.

Ho tanti dubbi. E mi sento preoccupata. Questa cosa che le sue reazioni (anche quelle fortissime e teatralissime) fanno parte del pacco completo, che comprende anche un figlio che adoro, non sempre riesco a ricordarmela, oggi in particolare mi preoccupa constatare che il suo pubblico non sono sempre e solo io e, se io posso capire, o meglio, accettare, non tutti sono nella posizione di potere e volerlo essere, così accettanti.

A scuola per esempio.
E lui quest'anno è in seconda, ma ancora capita che non voglia entrare, che varcare il cancello sia una sofferenza, o che trascorra buona parte del tempo sotto il banco rifiutandosi di lavorare.
Così rischia di essere stigmatizzato, rischia che le insegnanti si trovino disarmate a dover affrontare le sue crisi di rifiuto e contemporaneamente una classe che ha il diritto e vuole lavorare.

La sua insegnante prevalente è meravigliosa e ha trovato il modo, ma è una persona eccezionale anche per le sue attività extra scolastiche (è una volontaria molto attiva di emergency), di includere lui e gli altri nel lavoro che si deve fare a scuola.

Però, a volte mi chiedo -ed è una domanda che mi fa molto male- se io, nel non censurarlo, non gli abbia creato dei potenziali danni. Perchè poi lui nel mondo deve stare e il mondo è fatto anche di 22 bambini su 23 che non si nascondono sotto il banco ma che accettano il lavoro proposto dalle insegnanti.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Effi B. » sabato 27 settembre 2014, 15:03

Secondo me un'altra domanda che ti puoi fare è se essere censurato l'ha mai aiutato davvero. Non sei mai stata in qualche modo "censurante" in questi anni? A me è successo con Carlo e non posso dire che ci sia una volta che poi mi son detta che gli avevo insegnato qualcosa di utile e buono, semmai il contrario. Per me, quando li faccio (e credo sia quasi scontato che capitino), pensieri come i tuoi li sento il mio cedere alla tentazione di avere altre strategie - magari un metodo! - per reagire all'insicurezza e alla paura e anche alla rabbia che provo. Mi tenta, di fronte alla mia inefficacia, la prospettiva che ci sia un modo, peraltro diffuso, che potrebbe far meglio di quello che mi arrabatto a volte a cercare di fare io.

Io ho sporadiche crisi di rabbia, più spesso dei blocchi emotivi che mi restan lì come fissati nel gesso. E mi ritrovo a cercare di ammorbidire, di trovare una breccia. Certo che ora con la scuola... Benedetta la tua insegnante speciale!

Io cerco di non pensare ai "danni", cerco sempre di vedere un processo in divenire, di essere curiosa verso quello che ci aspetta. Me lo ricordo quando mi prende lo sconforto e provo ad andare oltre. Per lo più mi accorgo che le difficoltà aumentano quando io non ho buone energie in circolo. Reggo meno, mi spavento di più. Quando sto decentemente mi accade di lasciar scorrere le cose e poi anche di sorridere di come il brutto momento sia passato. Devo accettare di non poter essere sempre al meglio e aver cura più che posso anche delle mie difficoltà.

La tua insegnante prevalente che dice? Siete riuscite a scambiare due parole dopo l'inizio della scuola?

Ti mando un grande abbraccio
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » mercoledì 24 febbraio 2016, 16:56

riporto su questo vecchio post.
Mio figlio adesso ha quasi 9 anni, frequenta la terza. Il rendimento scolastico è molto buono in termini strettamente di voti e risultati. Ma... capita ancora che anche a scuola abbia atteggiamenti di rifiuto. La settimana scorsa la sua insegnante prevalente mi ha fatto di nuovo un cenno che dobbiamo parlare di nuovo per trovare delle strategie comuni.
Di nuovo.
Ancora una volta.

Mi sono sentita come schiacciata sotto un pesante fardello.

Poi il suo rapporto con i compiti a casa, mai vissuti con serenità, sempre sempre opponendosi e rifiutando.

Ho preso la decisione di chiedere aiuto a una pedagogista clinica che lavora nella mia zona, altre mamme e l'insegnante di cui mi fido me ne hanno parlato bene. Siamo ai primi incontri. La prima volta ha fatto fare dei test percettivi, poi me li ha illustrati senza che lui fosse presente.
Mi ha detto di non urlare. di non arrabbiarmi.
Queste cose le sapevo.
Il punto è che non trovo sufficienti strumenti dentro di me per non sentire rabbia e frustrazione quando troppo spesso mi sento inascoltata.

I motivi di scontro sono sempre gli stessi: rispettare alcuni doveri, i compiti, un minimo di riordino, non mangiare troppe schifezze, non stare troppo tempo al pc, non dire parolacce, non trattare male gli altri.

La pedagogista mi ha detto che è un bambino triste e questo mi ha addolorato. Di lui non avrei detto che è un bambino triste. Non è leggero sentirselo dire.

Una delle sue frasi ricorrenti è "lavorare per obiettivi"

Vorrei capire un po' meglio grazie al vostro aiuto come rendere proficui questi incontri.
Penso che una cosa da cui dovrei essere rassicurata è che mi ha detto che è un bambino molto dolce. Forse se mi avesse detto "E' un bambino che ha bisogno di regole e rigore" ci sarei rimasta anche peggio.
Ma invece mi ha detto che ha bisogno di approvazione e di accettazione.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Effi B. » mercoledì 24 febbraio 2016, 21:24

Cara! provo a pensarmi il cuoricino del tuo bimbo nelle piccole battaglie quotidiane che ci hai raccontato e cui ci accenni anche oggi. E mi immagino un bimbo che non si ritrova connesso, che ha bisogno di comprensione e riesce a fare una quantità di piccoli gesti di fronte ai quali i grandi si trovano in difficoltà. Sento la tua stanchezza e il tuo smarrimento e lo vedo coi suoi occhi. Mi figuro il suo spirito infantile di autodeterminazione che va a sbattere contro una realtà che lo vorrebbe diverso, che non gli calza. E la tristezza la sento e sento anche rabbia, anche se nella sua testolina non sono sentimenti chiari, non c'è limpidezza sui bisogni che ha vivi dentro. Lui però lo scarto tra il suo sé e le aspettative esterne lo sente. Non è un bambino comune, è lui. E credo si infili quasi inesorabilmente nello stesso schema: faccio qualcosa che non è previsto, che è sentito come diverso, difficile, problematico, mi sento insieme mortificato e frustrato, oppresso da un senso di ingiustizia che mi fa venir voglia di far peggio, di forzare il limite che sento nega il mio modo di essere, in cui non mi riconosco uno spazio vitale sufficiente. E così intorno a me la tensione sale, la difficoltà di capirsi si fa insostenibile, non riesco ad avere speranza che ce la si possa fare, non io, non la mamma, non la maestra o il papà o mio fratello...

Ecco, cara, io mi immagino tutto questo per lui. Ma non posso non pensare anche a te e alla tua fatica, al tuo sentirti sola accanto a lui quando la cosa che desidereresti di più è essere con lui, in un'intesa profonda, affettuosa, allegra, spontanea. E sono 9 anni di questa fatica in cui entrambi vi cercate e non trovate un contatto che duri e vi sembri affidabile. Riesci a darti un po' di comprensione senza cercare di averla da lui? Perché io penso che questo possa essere decisivo per trovare poi buone strategie. Se tu ti senti un po' più accolta (da te o da chi ti sta accanto o da noi, da qualcuno) nella tua quotidiana ricerca di un equilibrio, forse puoi trovare per lui un nuovo spazio mentale e affettivo che ti consenta di spostare i limiti contro cui lui va sistematicamente a cozzare. Puoi riuscire a non sentire l'ennesimo riordino mancato come qualcosa di personale contro di te, la protesta perché non gli concedi una schifezza di troppo un'incomprensione del tuo essere per lui responsabile, il suo essere ombroso con gli altri una ribellione a voi, un disconoscimento dei vostri bisogni di gentilezza e rispetto. Perché io lo credo proprio che lui sia dolce. Fatica a mostrarlo ma lo è.

Ti abbraccio
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » venerdì 26 febbraio 2016, 16:13

Ti ringrazio Effi.
Sì io sono stanca, e sì non posso pretendere e aspettarmi che lui si faccia carico in nessun modo di niente perchè di fatto è un bambino.

In questi giorni sto facendo un esercizio che mi mette a dura prova ma che forse sta funzionando e forse mi sta esercitando a spostare i miei limiti.
E' molto difficile per me metterlo in atto perchè mi fa enormemente paura pensare di cadere dalla parte dell'indifferenza, della mancanza di guida e del lasciarlo a se stesso, ma, siccome, oggettivamente, da più parti (insegnanti, pedagogista ecc.) ho invece avuto dei feedback contrari e cioè che io forse sono una mamma che controlla eccessivamente e che si assume sempre questo peso della vigilanza, allora cerco di razionalizzare che di certo se mi do dei tempi limitati in cui provarci non potrò fare chissà quale danno.
Cerco di spiegarmi meglio con degli esempi pratici.

Sto cercando di non mettermi in conflitto con lui assecondandolo in quasi tutte le richieste che ci fanno entrare in crisi.
Ieri alla fine della piscina ha voluto una schifezzina da mangiare alla macchinetta degli spogliatoi, e ho detto sì.
Poi ha voluto usare il pc anche dopo il tempo stabilito e ho detto ok.

Oggi credo abbia preso una nota che ha strappato in mille pezzi occultandola e ho deciso di fare finta di nulla se non ricevo comunicazione dall'insegnante.
A casa dei miei non si è voluto sedere a tavola ma ha mangiato in piedi solo pane e salsiccia e una volta a casa voleva merendine prima di fare i compiti, io prima ho cercato di impedirglielo facendogli il solito pippone sul mangiare sano e a orari in cui anche gli altri mangiano, lui è scappato fuori, l'ho richiamato dicendo che avevo cambiato idea che poteva mangiare quello che voleva. Allora non voleva più le merendine ma le penne all'arrabbiata col sugo pronto che sarei dovuta andare a comprare, inizialmente gli ho detto che non avevo intenzione di cucinare a un'orario che non era più ora di pranzo poi mi sono veramente forzata mentre sentivo la rabbia ribollirmi dentro... Ho detto ok vado a comprarla e nel frattempo lungo il tragitto mi dicevo che se avevo deciso di assecondarlo non avrebbe avuto senso farlo con la rabbia, uscire di casa mi è servito ad allentare la tensione. Ho comprato ciò che voleva e sono rientrata in casa vedendo con stupore che lui stava facendo autonomamente i compiti. Mi ha ringraziato e mi ha chiesto scusa se aveva insistito. Io ho detto solo che andava bene. Ho cucinato e nel frattempo ha finito i compiti a una velocità per lui davvero inusuale.
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda mamazaba » venerdì 26 febbraio 2016, 16:32

wow : WohoW :
:clap: :clap: :clap: :clap:
è assolutamente da provare! posso chiederti come ci sei arrivata, a questo "esercizio"?
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda fabialeda » venerdì 26 febbraio 2016, 17:00

diciamo che ci sono arrivata con la filosofia dell'... "ultima spiaggia", dello sfiancamento... del... le sto provando tutte e forse ha bisogno solo che io allenti i miei ormeggi ;)

L'elemento per me sorprendente è stato il suo atteggiamento nei miei confronti dopo che io ho veramente "mollato la presa", mi ha ringraziato più e più volte "Grazie mamma, grazie!, scusami se ho insistito tanto ma volevo proprio le penne all'arrabbiata"

(ironia della sorte che si chiamino così proprio in questo frangente :lol: )

Ci sono arrivata forse anche perchè guardando senza indulgenza a come sono fatta io in generale di certo sono più sul versante del controllo che su quello del lassismo, anche nei confronti di me stessa. Anzi soprattutto nei confronti di me stessa.

Quella vocina che mi dice in continuazione "se fai tutto ciò che ti chiede, se non metti mai limiti finirà che non avrà un porto in cui sentirsi sicuro e tu perderai la rotta" ho deciso di imbavagliarla per un po'.
di provare, di fare una cosa che non farei solo perchè, appunto, non la farei.

Non lo so neppure spiegare razionalmente. siccome normalmente non lo farei e mi sembrerebbe proprio un'idea assurda proprio per questo decido di farlo.

Probabilmente non si capisce molto di quello che sto cercando di spiegare...
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda Effi B. » venerdì 26 febbraio 2016, 18:55

E' molto interessante quello che hai attivato! Il risultato grandioso è proprio la vostra connessione: quel suo grazie va oltre il piatto cucinato, ti dice del sentirsi accolto, del sentirti complice. Che poi non vuol dire che dovrai arrivare ad assecondare le pazzie più inimmaginabili, ne sono sicura, anzi credo che possa essere un modo per responsabilizzarlo a non chiedere la luna per darti contro, cercare di forzarti, autodeterminarsi. Insomma, mi sembra che hai cominciato a sperimentare un modo per stare meglio insieme, anche con più piacere. Perché a volte ce lo dimentichiamo che avere dei bambini dovrebbe essere innanzitutto godere della relazione con loro, divertirsi. Con bambini che mettono così tanto in discussione il limite il rischio è proprio di ritrovarsi a fare i gendarmi.

Credimi che ti terrò sempre in mente adesso che vai a fare la spesa per le vostre penne: è troppo bello, soprattutto per lo spirito con cui hai scelto di farlo (una pausa anche per te, un modo per ricaricarti). Bello, Fabialeda! Grazie!
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda romipor » domenica 28 febbraio 2016, 10:16

Hai già detto tutto Effi come al solito ;)
ma se posso aggiungere una cosa da figlia (anche se sono anche madre), hai fatto una cosa grandiosa!
sono sicura che così innescherai un processo di responsabilizzazione che lo porterà a considerare da solo, senza che il limite gli venga posto dall'esterno, cioè da te, le conseguenze delle sue richieste sia su di sé che sugli altri.
Insomma è come quando fai la dieta perché lo decidi tu e quando fai la dieta perché qualcuno ti controlla. Nel primo caso sei assolutamente in contatto con te stesso e con le conseguenze delle tue azioni, mentre nel secondo caso non è la dieta ma una sorta di gioco di potere con chi ti controlla, dove si attivano meccanismi strani per cui se qualcosa poi ti viene concesso perché sei riuscito a strappare il consenso del controllore allora non fa male (indipendentemente dal fondamento scientifico) mentre se qualcosa riesci a mangiare alle spalle del controllore non conta perché lui non lo sa..
Forse sto sproloquiando ma volevo davvero dirti: continua così sei sulla strada giusta non mollare!
scusate ma non ho tempo di rileggere!
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Re: come esercitare il ruolo di guida?

Messaggioda mamazaba » domenica 28 febbraio 2016, 12:11

fabialeda ha scritto:Non lo so neppure spiegare razionalmente. siccome normalmente non lo farei e mi sembrerebbe proprio un'idea assurda proprio per questo decido di farlo.


complimenti, a me sembra un atto di grande consapevolezza ( magari intuitiva :-D ), anch'io la terrò a mente la tua "passeggiata per l'arrabbiata ", mi capita spesso di non fare una cosa per mia figlia perché "non la farebbe nessuno" e pensare a questo tuo gesto di grande amore mi aiuterà a combattere questo mio limite. grazie :)
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