Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda francypep » giovedì 20 ottobre 2016, 10:54

Grazie mille Effi! Oggi l ho lasciato lì come al solito in lacrime, ma accoccolati ad una nuova maestra (di sostegno), della quale ieri sera mi ha raccontato tra le risate, mentre si stava per addormentare, quali giochi ha fatto con lei...
Speriamo bene...che Dio la benedica intanto!
:D
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Messaggioda Effi B. » giovedì 20 ottobre 2016, 13:27

Dai! Vi auguro di trovare belle persone cui affezionarvi
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Messaggioda elisa lupo » giovedì 20 ottobre 2016, 15:09

Ehm ehm...anche qui ancora lacrime e sempre "non voglio andare a scuola, è davvero davvero bruttissimo, non mi piace per niente". In più questa fatica del distacco sta adombrando anche altri momenti che erano sereni, come la piscina e l'andare dai nonni. Non so proprio oosa decidere. Ritirarlo? Così mi sembrerebbe di ascoltare la sua voce ma non di dargli il messaggio che ho fiducia nelle sue possibilità e capacità di stare in relazione con gli altri. Insistere? Così mi sembra di ignorare un suo messaggio forte e chiaro di malessere rispetto a questa esperienza. Che poi va solo 4 mattine per nemmeno 3 ore. Ma se fosse comunque troppo per lui? Ah...che fatica! Per ora abbiamo deciso di dare altro tempo llla questione e decideremo probabilmente il prossimo mese: se saranno ancora lacrime e opposizione allora per noi questa esperienza quest'anno finisce qui.
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Messaggioda Briciola » giovedì 20 ottobre 2016, 17:37

Ciao Elisa,

una risposta rapida. Io a questo personalmente non credo:
Così mi sembrerebbe di ascoltare la sua voce ma non di dargli il messaggio che ho fiducia nelle sue possibilità e capacità di stare in relazione con gli altri.


Mi sembrano quelle frasi che si sentono dire da esterni (psicologi, educatori, parenti ecc.). Credi in quel che vedi, e in tuo figlio. Non tutti i bambini amano stare in mezzo a tanti altri bambini, e lontani da casa così piccoli. E che problema c'è? Non siamo tutti uguali. Ascolta te stessa e il tuo bambino e butta dalla finestra il resto. Scusa se sono drastica e di fretta ma davvero vorrei si considerasse che i bambini sono tutti diversi e non è detto che a un bambino piaccia/o debba andare all'asilo. Un abbraccio
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda elisa lupo » venerdì 21 ottobre 2016, 9:08

Briciola, grazie per la franchezza. È proprio ciò di cui abbiamo bisogno ora. Hai ragione: crederò solo a ciò che vedo. E stiamo vedendo il nostro bimbo in difficoltà. Chi dovrebbe aiutarlo e non i suoi genitori ora che è ancora piccino ed indifeso?Lo ritireremo. Solo il tempo di organizzare un'alternativa.
Grazie di cuore
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda Briciola » venerdì 21 ottobre 2016, 17:41

Sono contenta di essere stata utile :-D Su questo sono d'accordissimo: E stiamo vedendo il nostro bimbo in difficoltà. Chi dovrebbe aiutarlo e non i suoi genitori ora che è ancora piccino ed indifeso?
Mi sono permessa perché mi sembrava avessi già tutte le risposte dentro di te, ma avessi bisogno solo di una conferma o spinta. Se questo aiuterà il tuo piccolino a ritrovare la serenità ne sono felice.
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda francypep » domenica 23 ottobre 2016, 14:51

Elisa, mi spiace davvero. Il mio Giuseppe sta messo esattamente come il tuo bimbo. Venerdì le maestre mi hanno detto chiaramente che ci sono momenti in cui si "consuma" dal pianto. Come posso continuare a mandarlo come mi suggeriscono loro. Con la speranza che si accenderà la scintilla di interesse! Io vedo maestre stanche, anziane, urlatrici. E vedo mio figlio, che non ha il sonno disturbato...che mangia, che sembra normale. Ma che si consuma a scuola....io non so cosa fare. Il mio sogno era di inserirlo in una scuola Montessori, dove almeno so che il metodo sarebbe stato strutturato e l'educazione non certo affidata ad un duo di "nonne" improvvisate a baby sitter. Non so poi cosa succeda lì dentro, forse hanno la proposta educativa migliore del mondo....ma lui non ci vuole stare. E non so più se il vero problema sia solo la forte nostalgia che ha di me e basta, al di la del metodo educativo o della scarsa empatia delle maestre.
Lui mi descrive solo grida e confusione ..a questo punto, scusatemi, ma credo che anche l approccio e la formazione pedagogica e umana conti a rendere ospitale un ambiente. Sono troppo critica, direte. Ma non so rassegnarmi a vederlo così...
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Messaggioda elisa lupo » sabato 29 ottobre 2016, 14:38

Cara Francypep, scusa se rispondo solo ora. Spero che il tuo piccolo Giuseppe stia un po' meglio e che anche tu sia più serena. Che dirti...noi abbiamo deciso che per la nostra famiglia piangere ogni mattina per andare a scuola, tornare stanchi, nervosi e aggressivi dopo 2 ore ed mezza di lontananza, sentire che proprio non c'è nulla nell'esperienza che piace o interessa da parte del bambino.... Non aveva proprio senso! Pietro portava a casa un carico di negatività piuttosto difficile da gestire per tutti noi, fratellino compreso, e aveva iniziato a regredire anche in altri ambiti in cui l'autonomia era ormai acquisita e consolidata (ogni minimo allontanamento da me provocava pianto e opposizione). Inoltre il racconto di una maestra che urlava ad un bimbo decisamente in difficoltà, lo stare in classe da autunno alla primavera, essere 32 bambini con 2 maestre... Tutte motivazioni che ci hanno dato un'ulteriore slancio verso questa scelta.
Ora ci stiamo "disintossicando" e spero che presto Pietro torni il bimbo sereno di prima. Certo ci vorrà tempo e pazienza, ma siamo già tutti più tranquilli grazie a questa decisione finalmente presa! Anche noi passavamo ee giornate ad interrogarsi, a cambiare opinione e a farci assalire dai dubbi. Poi ci siamo detti: abbiamo sempre detto a Pietro che se non gli fosse piaciuto andare a scuola avrebbe smesso e lui ce lo sta dicendo forte e chiaro. Perché non lo rispettiamo e raccogliamo come abbiamo sempre fatto? Ha 3 anni, non potrà certo essere dannoso stare piu tempo con la sua famiglia piuttosto che con estranei che oltretutto rifiuta. E così abbiamo preso il coraggio a piene mani e lo abbiamo ritirato dalla materna. E da allora i nostri cuori si sono alleggeriti! Tu come stai? Perché non riesci a scegliere? Quali paure e dubbi hai? Proviamo a parlarne?
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda Effi B. » lunedì 31 ottobre 2016, 10:52

Sono contenta che abbiate fatto la vostra scelta! Che è stata quella giusta per voi credo lo dica l fatto che siete tutti più tranquilli :) bello!
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Messaggioda francypep » venerdì 11 novembre 2016, 9:58

elisa lupo ha scritto:Cara Francypep, scusa se rispondo solo ora. Spero che il tuo piccolo Giuseppe stia un po' meglio e che anche tu sia più serena. Che dirti...noi abbiamo deciso che per la nostra famiglia piangere ogni mattina per andare a scuola, tornare stanchi, nervosi e aggressivi dopo 2 ore ed mezza di lontananza, sentire che proprio non c'è nulla nell'esperienza che piace o interessa da parte del bambino.... Non aveva proprio senso! Pietro portava a casa un carico di negatività piuttosto difficile da gestire per tutti noi, fratellino compreso, e aveva iniziato a regredire anche in altri ambiti in cui l'autonomia era ormai acquisita e consolidata (ogni minimo allontanamento da me provocava pianto e opposizione). Inoltre il racconto di una maestra che urlava ad un bimbo decisamente in difficoltà, lo stare in classe da autunno alla primavera, essere 32 bambini con 2 maestre... Tutte motivazioni che ci hanno dato un'ulteriore slancio verso questa scelta.
Ora ci stiamo "disintossicando" e spero che presto Pietro torni il bimbo sereno di prima. Certo ci vorrà tempo e pazienza, ma siamo già tutti più tranquilli grazie a questa decisione finalmente presa! Anche noi passavamo ee giornate ad interrogarsi, a cambiare opinione e a farci assalire dai dubbi. Poi ci siamo detti: abbiamo sempre detto a Pietro che se non gli fosse piaciuto andare a scuola avrebbe smesso e lui ce lo sta dicendo forte e chiaro. Perché non lo rispettiamo e raccogliamo come abbiamo sempre fatto? Ha 3 anni, non potrà certo essere dannoso stare piu tempo con la sua famiglia piuttosto che con estranei che oltretutto rifiuta. E così abbiamo preso il coraggio a piene mani e lo abbiamo ritirato dalla materna. E da allora i nostri cuori si sono alleggeriti! Tu come stai? Perché non riesci a scegliere? Quali paure e dubbi hai? Proviamo a parlarne?
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Elisa, noi stiamo ancora insistendo. Perché a un certo punto si era affezionato ad una maestra di sostegno della sua classe. E aveva iniziato a chiedere di andare a pranzo per stare con lei. Poi mi raccontava di alcune attività e di qualche episodio di gioco... Insomma qualche nomento positivo c e stato. Purtroppo io sto insistendo perché forse desidero avere un momento di pausa da lui, egoisticamente. Insisto perché vorrei donargli la consapevolezza di essere altro da me. È bello che ci sia questa sintonia. Lui ha vissuto due anni e mezzo con me, che non mi dedicato che a lui...senza pensare a casa, spesa, pulizie. Lavoro...vivevo a casa di mia madre e ciò ha senza altro rafforzato la simbiosi. Ma a volte, ha condotto a crisi nervose, che l allattamento prolungato non faceva che inasprire. Per non prendere la scelta sbagliata, ora siamo seguiti da una psicologa infantile. Perche è vero che voglio insistere, ma voglio pure essere vigile, non ho l obbiettività di giudicare. Guardandolo, sarebbe da ritirare. Perché è l unico che piange, perche soffre tantissimo che me ne vada. Ma vivere costantemente a contatto con me e i grandi, può dargli davvero giovamento? E può darlo a me? Che senso ha tenerlo a casa, e poi essere nervosa tutto il tempo, perche sento di non avere un minuto di spazio per me? Sembro un mostro sicuramente. Ma quello che chiedevo era si allentare questa simbiosi quotidiana. Di dare una possibilità ad entrambi, di essere senza dipendere costantemente l uno dalla altra. Forse sogno un bambino ideale, mentre sono seduta sulle scale delle scuola a scrivere qui, e non ho il coraggio di allontanarmi perche me lo immagino lì dentro a strepitare.
Quello che so è che se sa che io ci sono, è in grado di dimenticarsi di me. E giocare liberamente. Ovunque. Al parco, alle feste, alla scuola stessa quando ci fu un periodo in cui mi era permesso di rimanere per tutta la sua permanenza li.
Poi se me ne vado, per lui è la fine. Finisce la sua vita, i suoi interessi, le relazioni...possibile che non possa cominciare a muovere timidamente i primi passi, senza che io sia li?
È vero, ha solo tre anni. Che mi aspetto. E forse il problema è tutto qui, le aspettative.
Questa psicologa mi pare risoluta a far si che lui interiorizzi l idea che può fare le cose, anche senza di me. Che ce la può fare.
Mi aspettavo che lei si mettesse a cogliere segnali di disagio e sofferenza, magari che riuscisse ad evidenziare se ci fossero scarse competenze nelle maestre, ma niente di tutto questo. Vede solo un legame forte, e allo stesso tempo vincolante in senso un po negativo, con me.
Scusate l ampiezza del post.
Grazie a tutte!
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Messaggioda Effi B. » sabato 12 novembre 2016, 15:34

Ma come vanno le cose dopo il momento del distacco?
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Messaggioda francypep » domenica 13 novembre 2016, 9:04

Ciao cara Effi.
Quando me ne vado, piange moltissimo. Davvero tanto. Quanto al resto della giornata, mi riferiscono che trascorre momenti in cui si ferma dal pianto, e altri in cui ricomincia a lamentarsi.
Non vuole scendere più a mangiare .
E a volte, lo forzano...oppure lo assecondano e gli portano il piatto in classe ...e mangia da solo....
:(
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda Effi B. » lunedì 14 novembre 2016, 9:48

Difficile decidere che cosa è più giusto per voi dall'esterno. La psicologa probabilmente sostiene il tuo bisogno di tempo personale perché tu riesca a riequilibrare tante tensioni che ti stanno sopraffacendo. E può essere che agisca il lei anche un pregiudizio diffuso rispetto alla dipendenza affettiva che i bambini manifestano anche a quest'età.

Come ti trovi con le maestre? Ti piacciono? Che gli portino il pranzo in classe sembra un segno di comprensione per la fatica che lui fa a stare lì. Sarebbe possibile rallentare e portarlo fino a prima di pranzo? E per te andrebbe bene?
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda francypep » mercoledì 16 novembre 2016, 16:59

Si è vero. È un segno di comprensione e mi fa piacere abbiano avuto questo pensiero. Ieri sembra sia andata meglio, e una delle maestre eta stata molto positiva. Mentre oggi, quella che me l ha riportato (la sua preferita) si è cominciata a dilungare elencandomi tutto quello che non quadrava secondo lei: non condivide il pasto, non vuole giocare con i bambini, sta sempre attaccato ad una figura adulta, non vuole sporcarsi con i colori a dita ecc ecc ecc...ecco, una serie di lamentele infondate e sterili. L'ultima poi, assurda...ma possibile che un bambino, per considerarlo "normale", deve per forza conformarsi a uno stereotipo dei bambino che ama rotolarsi nel fango e tra le tempere...a lui non piace, si sente infastidito...io non gli ho mai impedito di sporcarsi, ma comunque a lui non piace.
Comunque quanto alla possibilità di rimanere a pranzo, tutte insistono affinché io continui a farcelo rimanere, perché deve abituarsi ecc ecc. Io su questo non so cosa dire. Premono sulla eccessiva simbiosi che c è con me e non riesco a capire se si tratta di un pregiudizio diffuso o di un'interpretazione corretta.
Quel che so è che si colmano la bocca di frasi come " non tutti i bambini sono uguali " per poi convincere e convincersi tutti che ai bambini debbano piacere le stesse cose, e nello stesso momento...
Non so...mi consulteró ancora con la psicologa.
Effi, a proposito del pregiudizio sulla dipendenza affettiva, qual è il tuo parere?
Voglio dire, è sano e naturale che il bimbo mostri un grande attaccamento alla madre. Ma credo che questo caratterizzi tutti i bambini. Perché solo per casi come questi, si attribuisce una colpa alla relazione madre-figlio?
Scusatemi se mi dilungo tanto. Ma purtroppo in famiglia è impossibile toccare l'argomento. Mia madre è sempre pronta a demonizzare la scelta dell asilo, e a spingermi a cambiare e iscriverlo altrove (sebbene io non abbia la benché minima idea di come siano le altre strutture)...
Un abbraccio a tutte.
francypep
 
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Messaggioda Effi B. » giovedì 17 novembre 2016, 9:03

francypep ha scritto:Perché solo per casi come questi, si attribuisce una colpa alla relazione madre-figlio?


Gli adulti attorno a un bambino fanno fatica a gestire ciò che lo riguarda e che riguarda il loro rapporto con lui. Allora cercano delle ragioni per giustificare ciò che pare non funzionare, possibilmente qualcuno cui attribuire la responsabilità del problema. Coi bambini si guarda sempre la madre, poi la famiglia. Se qualcosa si discosta dalla normalità diffusa, ecco che la ricerca si ferma.

E qui ci siete voi, che avete un attaccamento che ha delle manifestazioni palesi, ma anche un conflitto in corso di riequilibrio che è sotto gli occhi di tutti. Perché, se per te le richieste del tuo bambino non fossero anche un problema da gestire per te stessa, al massimo dovresti gestire il giudizio che senti pesare su di te o possibili confronti con chi non capisce o non è d'accordo. Invece tu stai cercando di trovare delle strategie per poter stare qualche ora senza la presenza del tuo bambino e sei stanca, provi per prima dell'insofferenza di fronte alle sue richieste di presenza e attenzione. Quindi tu per prima avanzi l'esigenza di cambiare qualcosa.

Anche per questo la situazione è difficile per te, cara. Perché ti ritrovi tanto sola a capire di che cosa hai bisogno e come combinare i tuoi bisogni con quelli del tuo bambino. Mi spieghi le ragioni della tua mamma?

Sul non sporcarsi provo a dirti una cosa. Tutti i bambini sono a modo loro. Però è vero che l'esperienza di toccare la materia, di sporcarsene è una buona esperienza: tocco il mondo, lo valuto col mio primo senso vigile, mi ci mescolo e ci entro dentro. Lo faccio con curiosità e senza paura. Anche perché poi so che ci si può pulire, che le cose si sistemano, che l'ordine, il pulito si ricompongono. Non mi piace vedermi inzaccherato, di colori diversi, sentire consistenze estranee sulla mia pelle sui miei vestiti? Va rispettato certo, ma, senza stigmatizzare il bambino, che non ha mai senso, io coglierei questa cosa per capire di più il tuo.

Ansia di fonte al disordine? Bisogno di controllo? Tensione in un momento di crescita in un posto nuovo? Altro? In questo un bambino va visto. E va aiutato a trovare, autonomamente più che si può, il modo per stare meglio con sé stesso e con gli altri. Si può sempre fare, tanto meglio quanto meno si sta in ansia che sia "grave" quel che non è consueto. Teniamo sempre a mente l' "aiutami a fare da solo" montessoriano. A volte è illuminante pensare a quali strategie possiamo cercare per aiutarli a fare da soli, per non sostituirci a loro dove non serve, per fare noi dove loro non possono fare da soli.

Forse il tuo piccolo in questo momento non ce la fa a fare da solo senza di te a scuola senza piangere e faticare. Forse ce la farà a breve o fra qualche mese. Questo solo l'osservazione attenta e paziente potrà dircelo. Quello che a me da qui sembra importante da considerare è il tuo stato d'animo inquieto, la tua difficoltà a farcela tu da sola con lui. E mi piace che tu, responsabilmente, abbia scelto di chiedere aiuto. Anche per te vale che è bene tu faccia da sola: non può essere la terapeuta che ti dice che cosa fare, non le maestre di scuola, non tua mamma. Ma ti possono consigliare, tu le puoi ascoltare e a tutte loro puoi provare a chiedere ciò che ti serve. Ti riesce meglio se hai capito meglio tu di che cosa hai bisogno. E questo non è facile. Però ci sei dentro e già lo stai facendo: quando si comincia poi non si torna indietro ;)

Pensa a questo momento come una fase di transizione verso un nuovo equilibrio. Valuta soluzioni alternative di emergenza. Coraggio cara, vedrai che andrà meglio un po' alla volta
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Re: Condividiamo emozioni e riflessioni sugli inserimenti?

Messaggioda francypep » lunedì 28 novembre 2016, 16:38

Effi. Grazie dell attenzione che mi dedichi sempre.
Dunque, rileggendo i miei post, mi rendo conto di averli scritti sempre sulla onda di un emozione forte, che in buona parte rispecchiava il mio stato d animo, ma non le mie convinzioni...ecco, quanto al bisogno di tempo, sì mi rendo conto di essere ancora d accordo con me stessa di qualche tempo fa. Ma so che il discorso era fortemente influenzato dalla questione allattamento, che ormai psicologicamente e fisicamente non riuscivo più a sostenere. Con relativa serenità, posso dire che siamo in dismissione. Ora è un piacere sentirlo svegliarsi la mattina e alzarsi per raggiungerci in cucina. Di solito, cercava furiosamente il seno e aggrediva chiunque gli capitava a tiro, perche si aspettava di vedere me. Ecco, quindi, risolta la questione seno, vivo molto pii serenamente il mio tempo con lui.
Quindi, se ancora vedessi che qualcosa non va, non esiterei a tenerlo a casa. Hai ragione a dire che devo decidere anche da sola, ma io tendo sempre molto a confrontarmi, anche se poi cerco di ascoltare ciò che ho dentro, perché in fondo non riesco ad accettare passivamente tutto.
Mia madre consiglia così perché vede che mandarlo è una scelta non necessaria, visto che io attualmente non lavoro, e per comodità mi suggeriva di mandarlo vicino casa, perché stando a questa esperienza, fra le varie scuole tradizionali non c è molta differenza...però ovviamente io non condivido queste generalizzazioni.
Quanto allo sporcarsi, non so, non saprei indovinare cosa c è dietro. Forse è il sentirsi vulnerabile, incapace di muoversi con disinvoltura, perché impedito dal colore, dalla sabbia o dalla sensazione di sentirsi appiccicosi...e quindi si potrebbe leggere una volontà di controllare la situazione...
Comunque gli sono vicino e cerco di fidarmi di piu delle maestre, che comunque, conoscendo meglio, si stanno mostrando più comprensive.
A parte quella di sostegno che purtroppo si è di nuovo dilungata nei soliti lamenti....ma ormai cerco di ignorarla. Non c e alcunché di costruttivo nelle sue critiche.
: Hurted :
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