Le nostre giornate difficili

Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » mercoledì 26 novembre 2014, 16:19

So che vi sto tormentando con i miei problemi, ma sono davvero logorata dalle giornate che passano sprecate tra un pianto e Un altro. Suo e mio. Non so più chi piange di più. Probabilmente io.
Mi chiedo che senso ha avere un figlio meraviglioso se a me restano solo noia, pianti, scontentezza.
Sono sincera, vederlo vagare come un anima in pena x casa mi fa molto male
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda devil1 » mercoledì 26 novembre 2014, 20:28

ma passa tutto il giorno solo con te?
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » giovedì 27 novembre 2014, 9:50

No, non sta tutto il giorno con me, va all'asilo, sta un po' dalla nonna, la sera appena arriva sta con il babbo.
Ma succedeva anche la scorsa settimana e i mesi scorsi, quando però vi ho scritto felice che le cose andavano meglio.
Giovedi scorso è stato un pomeriggio bellissimo, dal giorno dopo, si piange sempre. Il weekend ha spezzato un po' e speravo che le cose migliorassero, invece no, lagna per tutto, lo vedo sempre scontento, apatico. Non lo appassiona niente, non gli piace niente, non ha voglia di fare niente.
L'unica cosa che gli viene in mente di fare nel pomeriggio, dopo un'ora e mezza che è sveglio e si è trascinato per casa svogliato, è di dirmi "posso andare dalla nonna?". Ecco qualcuno (molti) ci vedono gelosia da parte mia, lo so e mi rendo conto che tutto gira sempre intorno a questo nodo grande, ma purtroppo io non posso farci niente se è questo che ci manda in crisi oltre a tutto il resto.
Io sono dell'idea che il mio bambino doveva essere aiutato a trovare piacevole anche stare semplicemente a casa con me, che sto a casa per stare con lui e non delegarlo agli altri. Se mi metto a fare qualcosa per conto mio, lui mi viene dietro piagnucolando e chiedendomi di stare con lui, prenderlo in braccio. Se sono a sua disposizione non fa niente, sta in piedi in mezzo al salotto guardandosi attorno annoiato, se gli chiedo "vuoi colorare?" la risposta è no, cosi come a qualsiasi altra cosa. E' vero, lo fa all'asilo.. ma che gli devo proporre, di andare a un museo?! Oltretutto piove, fa freddo, e io non so dove andare. A volte usciamo ma i posti sono quelli... la spesa, qualche negozio, la merenda... ma ormai i nostri lunghi pomeriggi in bicicletta a spasso non si possono più fare, almeno finché non smette di piovere. Un pomeriggio siamo usciti con il suo amichetto del mare, prima a giocare fuori e poi in biblioteca quando ha rinfrescato... lagna continua e nel mezzo del pomeriggio in biblioteca (nella sala per i bambini, sedie e tavoli alla loro altezza, libri, colori ecc) mi ha detto "andiamo a casa? io voglio andare dalla nonna".
Ieri pomeriggio avevamo il corso di musica che gli piace tanto, mi ha chiesto di andarci ogni mezzora (è alle 18.30) e alle 17,40 visto che dalle 15,30 mi chiedeva "andiamo a fare un giro?" (e io non sapevo dove andare) gli ho proposto di uscire e fare un giro in un negozio per comprare qualche decorazione nuova per l'albero di Natale, e poi andare li. "no, non voglio andare..."
Mi sono detta andiamo lo stesso, magari poi si diverte a vedere le luci e le cose varie.
Andiamo, sta tutto il tempo in piedi non coinvolto da alberi ecc, lo provo a coinvolgere ma niente... la sua unica richiesta è di essere preso in braccio.
Anche questo, tasto molto dolente.
Io lo prendo in braccio volentieri, lo prendo quando vuole una coccola, per cantare a spasso per casa, quando è stanco, quando ha paura.
Ma io non riesco più a prenderlo in braccio per qualsiasi spostamento, ormai a 3 anni e 3 mesi vorrei che usasse le sue gambine.
Oltretutto entrambi con giubbotti non ho nemmeno una buona presa, mi scivola, e poi ormai è lungo e pesa.... ripeto, ben vengano le coccole, quando usciamo dall'asilo per esempio lo prendo volentieri, è stanco, non ci vediamo da ore....
ma i tragitti che sono solo funzionali ad andare in un posto... casa-macchina, macchina-negozio, negozio-macchina, scivolo-bicicletta, water-divano... beh quelli vorrei che li facesse lui.
Ecco, ci vedo un paradosso..... vuole assolutamente starmi appiccicato e poi quando ci sono non sa che fare e vorrebbe andarsene via.
Quando lo faccio camminare fa tutto il tragitto trascinando i piedi e piangendo "perché non mi prendi in braccio???" oppure mi si piazza davanti alle gambe e me le ferma con le braccia. Io mi innervosisco, perdo la pazienza. Venerdi siamo andati in centro in biblioteca, ho parcheggiato poco lontano, si trattava di pochissima strada... tutto il tempo a piangere. E io mi sono arrabbiata e l'ho lasciato piangere, l'ho tirato per un braccio. (non forte, eh.... tirato nel senso che non lo facevo fermare... brutta immagine, bruttissima, ma non ce la facevo proprio).
Ma che passeggiata è? a me piacerebbe camminare mano nella mano e magari scherzare...
da quanto tempo non scherziamo?!!! da quanto tempo non lo vedo ridere......
ah si, l'ho visto ridere da poco. Martedi quando sono andata a prenderlo da mia madre.
Mi arrenderò al passeggino.....
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda mammapi » giovedì 27 novembre 2014, 20:58

Emme, avete mai provato a fare giochi a due un po' movimentati? Quando i giochi "statici" non prendono, noi qui ci diamo al nascondino, alla caccia a un oggetto nascosto, alle acrobazie sul letto...
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Lorelay » venerdì 28 novembre 2014, 9:07

Premessa: le ore in casa da sola coi bambini piccoli per me sono sempre state pesanti. Faccio meno fatica quando ci sono tutti e tre che quando ho solo Samuele. Quindi io capisco, non credere che per me sia facile.

Ti dico cosa vedo io e qualche idea. A me colpisce quando dici che sei a sua disposizione, ne avevamo già parlato. Non credo che a un bimbo di tre anni serva un adulto che aspetti che gli input partano da lui. Ma neppure con quelli più grandi. Dipende anche dal carattere: la mia grande qualcosa lo trova sempre, il mio secondo o gioca a pallone o fa i videogiochi (farebbe, perché intervengo io).
Ieri per esempio abbiamo costruito un calendario dell'avvento con mollette da colorare, colla a caldo ect. Se glielo chiedevo e basta non so quanto avrebbero partecipato. Ma era tutto pronto, io sono partita e mi hanno seguito. Che poi Cris ha ovviamente abbandonato la via indicata facendo tutt`altro perché lui è così, ciò che è precostituito gli sta antipatico, ma va benissimo, anzi meglio.

Quindi io ti propongo di partire tu. Chiedere a un bimbo di 3 anni se vuole colorare è troppo astratto, ha bisogno di vedere che tu (esempio) hai trovato una pista per le auto da colorare come vuole. E magari dopo 10 minuti su quei fogli girano macchinine varie. Ma deve toccarlo con mano. Insomma proponi tu, ma non a voce. Prendi i camion e crea una pista fra le sedie, o le corse in corridoio.
Coi bambini funziona molto il concreto: piantare la terra, giocare con l` acqua, pasticciare con la farina... qualsiasi cosa distrugga casa è ben apprezzato di solito. Io vedo che funziona l`obiettivo: facciamo i biscotti per papà, coloriamo il disegno da appendere in camera... insomma sempre nel concreto.
Ha ragione mammapi a parlare di giochi fisici. Mio marito passavo le mezz'ora sul letto a buttare i bambini in aria. Oggi i miei grandi lo fanno col piccolo. Io faccio fatica, devo ammetterlo, però a volte è utile: basta fingere di rincorrersi in torno al tavolo e parte un gioco che dura mezz'ora e lo fa ridere un sacco.
Metti anche in conto che tu hai magari hai avuto idea per te splendida e lui non apprezza. Va beh mettila da parte per altra volta.

Poi coinvolgilo in ciò che fai tu. Stendere, scolare... ai bimbi piccoli piace molto aiutare (poi quando hanno un`età per cui l`aiuto sarebbe apprezzato non lo fanno più...).
Attenzione però che se è già annoiato dirà sempre no, perché ormai è in modalità oppositiva. Meglio anticipare.
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » venerdì 28 novembre 2014, 9:37

Grazie care.
Sull'essere "a sua disposizione" forse mi sono spiegata male...
Se io mi metto a fare qualcosa, lui mi reclama con sè. Salvo poi non voler fare niente quando ci sono.
Ieri alla fine abbiamo travasato acqua dal bidet a uno scatolone di plastica (quelli per i giochi) con i secchielli del mare. Alla fine ci ha fatto il bagno pure lui dentro (dentro lo scatolone!) e abbiamo passato un'oretta cosi.
Io ci provo, ci provo sempre, ma lui sempre svogliato e annoiato, e lagnoso per qualsiasi cosa "aaaaaaaaaah... mi si è bagnato un piedinoooooooooooooooooooooo" con la lacrima.... "noooooooooooo... mi sta uscendo il calzinoooooooooooo".
Domenica ha giocato con il pongo, l'ultimo pezzetto che avevamo. Cosi mentre facevo la spesa ho pensato di ricomprarglielo (quelli vecchi si sono seccati e mano a mano li ho buttati) e gliene ho preso uno di un'altra marca perché quello che avevamo fa una gran puzza nauseante. E c'era anche qualche attrezzo per lavorare. Cosi un giorno gli ho dato la scatola, sperando di fargli una bella sorpresa...
Ha detto che gli è piaciuto.. ma è stato un continuo "aaaaaaaaaaaaaaaaah mi è cadutooooooooooooooo"... "noooooooooo mi si staccaaaaaaaaaaaaaa" ecc ecc.....
Io finisco per esasperarmi, perché poi se c'è qualcuno che non sia io, passa il tempo a preparare caffè (senza tazza né moka) e vendere salumi e frutta. Se gli chiedo io "una carota e un uovo" mi dice "no".
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Valentina L. » venerdì 28 novembre 2014, 14:13

avete cominciato la psicomotricità?!?!
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » venerdì 28 novembre 2014, 14:29

Si
3 lezioni, dovevo vedere oggi la psicomotricista x parlare un po (ho chiesto io non l incontro) ma abbiamo dovuto rimandare x impegni suoi
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda mammapi » venerdì 28 novembre 2014, 14:48

Lorelay ha scritto:Ha ragione mammapi a parlare di giochi fisici. Mio marito passavo le mezz'ora sul letto a buttare i bambini in aria. Oggi i miei grandi lo fanno col piccolo. Io faccio fatica, devo ammetterlo, però a volte è utile

Ho scritto giochi di movimento, ma per modo di dire: per problemi di schiena, non ce la farei neanch'io a sollevarla in alto, come facevo quando era più piccina (e poi sono pigra, molto pigra!). I giochi che facciamo sono abbastanza tranquilli e blandi. Nascondino: le chiedo di girarsi verso il muro e contare almeno fino a cinque, se va bene si volta già al due o al tre, io in quattro e quattr'otto mi nascondo dove capita; di solito mi trova dopo poco, se non ci riesce subito la indirizzo con la voce, quando mi trova è una festa. Caccia a un oggetto nascosto: scegliamo un giochino e in quei pochi secondi in cui resiste con gli occhi chiusi lo nascondo lì vicino, lei lo cerca - a volte fa finta di essere un cagnolino che lo fiuta - e anche qui, se fatica a trovarlo, la indirizzo un po'. Acrobazie sul letto: qui sì lei salta e si scatena, mentre io guardo più che altro che non cada! Con l'inverno davanti penso ci vogliano anche un po' di questi giochi, sennò, a far sempre attività statiche, i pomeriggi in casa possono diventare davvero lunghi e noiosi.

Che mi dici di libri e storie, Emme? Guarda volentieri gli albi illustrati, comincia a interessarsi a narrazioni un po' lunghe? Si incuriosisce se porti a casa qualche libro diverso dal solito dalla biblioteca? A noi piace molto anche inventare storie, lei mi dà il tema e io improvviso...

Poi le canzoni... ho letto che gli piace la musica, cantate insieme ogni tanto?
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » sabato 29 novembre 2014, 9:32

Vi ringrazio
Ieri è stata molto dura, come ogni giorno ultimamente.
Abbiamo proprio perso completamente la connessione e il non sapere cosa fare e il vederlo proprio sempre così apatico mi ferisce.
Soprattutto quando poi lo vedo così entusiasta con altri.
Sia chiaro non sono gelosa del babbo ed è bello vederli felici a giocare. Ma perché io quella felicità la posso provare un giorno ogni 3 settimane se va bene?
Sono triste.
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Lorelay » sabato 29 novembre 2014, 9:50

Io credo che quando tu dica `gli altri`stai pensando alla nonna. Quando si lamenta tu pensi `ecco se fosse con la nonna non lo farebbe, con lei sta bene con me no`.
Poi c`è anche il papà, e anche qui tu sei convinta che con lui si diverte con te no.

Possiamo passare le giornate a suggerirti idee ma secondo me non risolviamo nulla. Tanto è vero che quasi tutto l`hai già provato... a me sembra che il problema sia come tu vedi le cose e come tu ti senti. Tu fai sempre paragoni con gli `altri` e ne esci sempre sconfitta.
Hai raccontato che il problema con tua mamma è scoppiato perché con lei giocava e con te no, tu ti sentivi messa da parte. Ora tua madre non c`è per pomeriggi interi e il problema si ripropone uguale... perché secondo me hai un nodo da sciogliere dentro di te.

Tu vorresti trovare un gioco che lo renda così felice da farti sentire che è la cosa giusta. E magari che lo impegni così tanto che non gli venga più in mente di chiedere della nonna... Ma così gli stai chiedendo di rassicurarti che sei brava, brava come il papà, magari più brava della nonna. Non solo non è un peso da dare a un bambino, ma è una cosa che nessuno può risolvere se è dentro di te.

Emme ti serve un aiuto per guardare dentro di te, perché non risolverai mai guardando fuori. Continuare a fare paragoni, contare i giorni buoni... peggiora solo le cose.
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Effi B. » domenica 30 novembre 2014, 10:52

emme ha scritto:Io sono dell'idea che il mio bambino doveva essere aiutato a trovare piacevole anche stare semplicemente a casa con me, che sto a casa per stare con lui e non delegarlo agli altri


Emme, parti da qui, esplicita. Chi doveva aiutare? Cosa pensi dovesse fare? Perché non stai con lui? Hai delegato? Come? Quando? Perché?

Lorelay ha scritto:Emme ti serve un aiuto per guardare dentro di te, perché non risolverai mai guardando fuori. Continuare a fare paragoni, contare i giorni buoni... peggiora solo le cose.


Emme, ti prego, non andare avanti così! Prenditi cura di te
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda emme » martedì 30 dicembre 2014, 10:08

Ieri mattina per un ora e mezza abbiamo giocato senza lamenti e senza tristezza
Credevo di essere in paradiso
L ultima volta era successo un pomeriggio all inizio di dicembre
Ed oggi ormoni tornata nel mio solito inferno
Lui sta in piedi si guarda attorno e parla con continuo lamento.
Io piango e ho la nausea.
In più, ieri sera abbiamo dovuto mangiare da mia madre e non mi capacito di dover andare da lei x vederlo sorridere o sentirlo dire giochiamo con questo, facciamo quello
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Mammiti » martedì 30 dicembre 2014, 10:42

Emme, tesoro, io ti capisco. Eccome se ti capisco. Anche io ho provato quello che racconti. Quando era da solo con me il mio bambino sembrava sofferente, con gli altri rifioriva.
Questa cosa sta lentamente migliorando, più i nodi dentro di me si sciolgono, più tutto diventa facile.
Vorrei potermi mettere seduta accanto a te ed aiutarti a vedere che l'inferno di cui ci parli è dentro di te, e come potresti non avere un inferno dentro dopo ciò che hai passato e stai passando? il rapporto difficile con la tua mamma, la sensazione di non essere capita da nessuno, la solitudine, il tuo dolore di bambina che - secondo me - lotta per venire fuori ed essere riconosciuto.
Il tuo bambino in questo ha un ruolo rivelatore, lui che ti ama profondamente ed è intimamente connesso con te (anche se tu non lo sai) rende evidente il tuo lamento interiore. Il suo pianto, il suo lamento, la sua apatia sono il riflesso del dolore che c'è dentro di te.
Io temo che tu faccia fatica a vedere questa cosa perchè facilmente porta con sè un senso di colpa (almeno per me è stato così), perchè in fondo è come dire che il tuo bambino soffre a causa tua.
Io sto lavorando per sollevare da me questo senso di colpa. Inutile inutile senso di colpa.
Lo sostituisce un senso di responsabilità, voglio prendermi la responsabilità del rapporto con il mio bambino.
Lui soffre la mia sofferenza, è mia responsabilità prendermi cura di questa sofferenza perchè non sia lui a doversene fare carico.
Io sto scoprendo a poco a poco quanto mi sono fatta carico della sofferenza di mia madre. Lei ha sofferto molto, e soffre ancora, e (più o meno inconsiamente) ha chiesto a me le conferme che le servivano. Me le chiede tutt'ora.
Io ora la vedo per quello che era, una giovane madre, completamente sola. Per far stare meglio la bambina che ero quale sarebbe stata la soluzione migliore? Aiutare quella madre, alleviare le sue sofferenze, colmare la sua solitudine. Allora la bambina che ero sarebbe rifiorita.
Perdonami se ho ammucchiato qui pensieri sparsi su me e sulla mia mamma, spero che in qualche modo possano esserti di aiuto.
Con affetto
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Effi B. » martedì 30 dicembre 2014, 11:26

Cara, forse non è un caso che ieri sera eri da tua madre e soffrivi e oggi non trovi risorse per rivoltare la giornata, hai voglia di piangere e desidereresti che E. ti desse le ragioni per non farlo.

Lasciati abbracciare, asciuga le lacrime se riesci e prova a fidarvi un po' di voi. Le giornate belle tornano, se ci sono state, vuol dire che ci possono essere
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Re: Le nostre giornate difficili

Messaggioda Lorelay » domenica 4 gennaio 2015, 23:58

L`ultima volta era successo un pomeriggio all inizio di dicembre

Perché continui a fare questi calcoli? Nn servono, rendono tutto più pesante, ti autoconvinci che tutto è obiettivo e resti bloccata negli stessi meccanismi.

ieri sera abbiamo dovuto mangiare da mia madre

Ti hanno obbligato? Non avevi scampo? No, l`hai scelto. Potevi non andare e accettare le conseguenze.
Tu continui a dare troppo potere a tua madre. E anche responsabilità che non ha. È stata una tua scelta andare, hai valutato pro e contro e hai deciso così. Devi prendere coscienza che tu decidi: tu se vuoi puoi subaffittare casa e andare in affitto in un monolocale lontano da lì. Non è un consiglio, anzi per me non dovresti farlo, ma se tu volessi puoi. Non sei in balia degli eventi, o se lo sei lo permetti tu.
Capisci cosa voglio dire?

non mi capacito di dover andare da lei x vederlo sorridere o sentirlo dire giochiamo

Ma non è vero, ci hai appena detto che la mattina avete giocato.

in piu

No non in più, è quello il punto. Tu sei andata da tua madre e hai passato la sera a fare paragoni: con lei è così con me no. Cm lei gioca. Lei è brava e io no. Se lei non fosse qui io potrei.... Ma era capitato uguale col padre, ricordi? Perché il punto focale è il tuo atteggiamento.

io piango

Spero metaforicamente. Lui ha 3 anni, lui piange. Se piangi tu, lui a chi si rivolge?
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