bimbi più grandi a scuola: dubbi in una mamma incerta...

bimbi più grandi a scuola: dubbi in una mamma incerta...

Messaggioda migini » giovedì 11 settembre 2014, 15:39

Cercherò di essere più oggettiva possibile nell'esporre i dubbi che mi spingono ad aprire questo post.
N ha ripreso la scuola lunedì scorso. L'avevo ritirato la prima settimana di giugno, in concomitanza con la fine della scuola anche per me. Com'era andata l'anno scorso? Nel complesso bene: due maestre molto in gamba, molto valide professionalmente, ma anche (e soprattutto, per le nostre esigenze!) emotivamente, nonostante alcune differenze di vedute. N ha comunque faticato molto al momento del distacco, l'ho lasciato piangente fino a marzo/aprile :( provando varie modalità del tipo restiamo a casa a coccolarci fino all'ultimo momento utile per entrare a scuola, andiamo più presto così abbiamo modo di avere tempi più distesi per salutarci, rituali vari, ecc. In ogni caso, quando dovevo andare scoppiava in lacrime e spesso dovevo staccarlo a forza. Le maestre mi hanno sempre assicurato che non facevo nemmeno in tempo ad arrivare al cancello che smetteva e non ho ragioni di non credere alle loro parole. Il feedback per il resto è sempre stato positivo, per ciò che riportava lui, per ciò che mi dicevano le maestre, anche in termini di apertura di N nei loro confronti raccontando spontaneamente a loro momenti della nostra vita. Sono state estremamente presenti e attente nel cogliere ogni aspetto della vita di N a scuola, rispettose del suo modo di essere e dei suoi tempi. N frequentava solo la mattina per 4 giorni (avevo il venerdì libero).
Abbiamo poi avuto un'estate in cui N è "esploso", soprattutto nell'apertura verso il mondo, in particolare nei confronti degli altri bambini: socievole, aperto, disponibile, proprio lui che sembrava votato all'isolamento, consapevole delle proprie emozioni, disponibile alla mediazione (nei momenti buoni, chiaramente: ha solo 4 anni!). Siamo stati tantissimo (anzi, sempre!) insieme, io ho rivisto molto il mio atteggiamento, cercando di guardarmi dentro (dopo un inizio estate difficile in cui ho dato un po' di matto... :sob: ) e di modificare comportamenti sedimentati da decenni.
Quest'anno ha iniziato bene: il primo giorno mi ha salutato senza difficoltà, il secondo e il terzo è andato con papà, ma con un po' di tristezza, ieri espressa spiegando che lui si sentiva più tranquillo l'anno scorso perché eravamo più vicini (la società per cui lavora mio marito ha cambiato sede e io ho cambiato scuola: siamo entrambi circa 10 km da casa). Ho cercato di rassicurarlo sul fatto che il cambiamento è minimo, ma stamattina era proprio disperato e ho rivissuto i distacchi dell'anno scorso... :sob: ). Alle 13 era sereno e la maestra mi ha detto che stamattina si è subito rasserenato.
Preambolo lunghissimo per spiegare la situazione prima di esporre i miei dubbi!
Quest'anno ho due giorni in cui finisco alle 13 e mi ci vuole circa mezz'ora per arrivare a casa/ scuola di N (distano 500 m). L'uscita intermedia dalla scuola di N va dalle 12,45 alle 13. L'anno scorso mi permettevano di arrivare qualche minuto dopo le 13 ma la mia scuola era a 1 km dalla sua. Quest'anno uno "strappo" di mezz'ora 2 volte alla settimana per tutto l'anno non sembra accettabile. Non ho nessuno che possa andare a prenderlo perché la baby sitter (di cui mi fido ciecamente e lui adora) termina di lavorare anche lei alle 13, cercarne un'altra per 2 mezze ore la settimana non mi sembra il caso. Inoltre in uno di questi due pomeriggi avrei anche quasi ogni settimana le riunioni. Aggiungo che neppure quest'anno ho il sabato libero, ma il lunedì e che penso di tenerlo a casa 1/2 volte al mese, non tutte le settimane come l'anno scorso. Questo l'aspetto tecnico.
Ora ciò che vedo in N. Un bambino che sta crescendo, che sta allargando sempre più la dimensione sociale. Oggi mi ha fatto fare 2 volte (la terza mi sono rifiutata!) il giro intorno alla scuola in bici perché c'erano i suoi compagni ancora in giardino fermandosi ripetutamente a chiacchierare con loro. Ho parlato poi con la responsabile del settore scuole dell'infanzia per l'uscita alle 13 e 30, che mi ha riportato la conversazione che ha avuto ieri con mio figlio in termini entusiastici per lo sviluppo sociale, relazionale che ha riscontrato (il tutto è stato casuale). Quando poi ho prospettato a N la possibilità di rimanere 2 pomeriggi, non è che si sia rifiutato, ha messo solo in chiaro che lui non dorme (fanno un rilassamento che coinvolge tutti i bambini, alla fine del quale chi non ha preso sonno si alza e va a giocare).
Mi sento molto combattuta tra la paura di "abbandonarlo" a scuola (7/8 ore mi sembrano tantissime!) quei 2 pomeriggi e la paura che queste paure siano un ostacolo alla sua crescita sociale, che so bene non si realizza solo a scuola, ma trova a scuola, quando l'ambiente è favorevole, come nella scuola di N, uno spazio fondamentale. Sono abbastanza lucida da capire che una parte di queste paure ha origine nel mio vissuto, nei due sensi: sia per la paura dell'abbandono che per l'isolamento ma fatico a prescindere da esse per guardare spassionatamente solo al bene del mio bambino!
Per quanto riguarda la scuola aggiungo un'ultima notazione, non positiva, ahimè! La necessità del "tempo di decompressione" quando esce: un tempo esclusivamente suo, da gestire come vuole, per compensare, a mio parere, il fatto che nella mattinata a scuola spesso non è possibile farlo. Da un lato temo che un paio d'ore in più a scuola lo carichino troppo, dall'altro ricordo alcuni momenti molto faticosi perché io non avevo mai il mio "tempo di decompressione" e faticavo a volte ad accettare che gestisse lui interamente quello spazio temporale.
Per ultima mi ci metto io... Da quando è nato N sto vivendo una full immersion per cui sto lontana da lui solo quando sono al lavoro e quando lui dorme. Il resto del tempo è per lui, con acrobazie incredibili per fare ciò che devo e a lui non sempre va bene (cucinare, spesa, pulizie...). Il tempo per me è pochissimo e, lo riconosco, sfruttato male. Ora però mi sta ritornando la voglia di fotografare, avrei un progetto per un libro, la voglia di andare oltre il vivere di rendita che ha caratterizzato gli ultimi 3 anni del mio lavoro. E l'idea di trovare uno spazietto per alcune di queste cose in un paio di mattine al mese e un pomeriggio a settimana un po' mi solletica... A volte penso che soddisfare questi miei bisogni mi porterebbe a vivere ancora meglio il tempo con N, ma poi sento la vocina che mi suggerisce che è una scusa per mettere in pace la mia "coscienza" (metto tra virgolette il termine perché in questa accezione è una reminescenza di nonna Rottermeier :-D ).
Ho scritto moltissimo, forse troppo, :oops: ma volevo che chi ha voglia di darmi il suo parere abbia un quadro il più possibile completo. Chiedo a voi un'opinione perché, anche se non scrivo da secoli, continuo a leggervi e so che solo qui posso trovare dei pareri ragionati, non pro o contro scuola a prescindere, nell'ottica del bene reale del bambino, non di un'adesione acritica a un'idea che appare affascinante in superficie ma non ha radici...
Grazie per esserci! : Love :
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Re: bimbi più grandi a scuola: dubbi in una mamma incerta...

Messaggioda Emy » venerdì 12 settembre 2014, 8:44

A me sembra che gli piaccia stare con i suoi compagni.
La realtà è che l'autonomia, non è solo un allenamento per loro, ma lo è anche per noi...il distacco è un processo graduale anche per noi fatto di piccoli passi e prove.

Lo spiraglio che si sta aprendo nella tua vita con i tuoi progetti mi sembra una bella cosa.
Credo che valga la pena autorizzarti i tuoi sentimenti, pensare un po' alle cose che ti danno soddisfazione personale, per come dici tu dare ancora più valore al tempo con tuo figlio.
Cosa ti frena? quale è il tuo vissuto?
Ci sono bambini che si autorizzano solo quando gli adulti autorizzano per loro,(altrimenti i tempi sono molto più lunghi) quindi scelgono.
Quando scegli, e provi, devi aver già scandagliato i sensi di colpa, perchè se il bimbo ti vede dubbiosa (visceralmente dubbiosa non solo un po' dubbiosa) avrà messaggi contrastanti di insicurezza su quello che è il bene per lui o per voi.

Lui deve solo sapere che ha possibilità se proprio ne sente necessità, di tornare a casa un pomeriggio ogni tanto se c'è disponibilità da parte tua. Non lo abbandoni, gli dai la possibilità di fare esperienze nuove.

Dovete stare bene "assieme", e non deve stare bene solo lui...cosa ne pensi?
L'equilibrio è sempre molto sottile, ed ogni coppia mamma-figlio deve capire il suo per quel momento e situazione.

Non so, quando una mamma sente il desiderio di trovare i propri spazi, io non riesco a non essere dalla sua parte :-)
Questo conta con il mio vissuto.
L'importante è non arroccarsi su una idea rigida ma essere pronte ad osservare la situazione e il bambino e magari fare qualche passo indietro se serve.
Emy
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Re: bimbi più grandi a scuola: dubbi in una mamma incerta...

Messaggioda migini » venerdì 19 settembre 2014, 18:14

Grazie Emy!
Ci stiamo un po' barcamenando tra esigenze (reali e presunte...) di entrambi e sensi di colpa...
Il rientro a scuola ora mi appare meno positivo della settimana scorsa, in quanto devo fare i conti con una grande irritabilità di N, che a volte ma fa pensare che i grandi progressi dell'estate siano vanificati. In realtà so che non è così, cerco di vedere sotto una luce imparziale le innegabili fatiche che comporta ogni cambiamento. Mi danno un po' da pensare il cambiamento della maestra "preferita" e certe frasi che pronuncia N che hanno una chiara matrice scolastica, nell'accezione più negativa del termine. Nel complesso, sono sempre più convinta che la scuola sia un soggetto sicuramente positivo nella formazione di una persona, ma a piccole dosi, che possono aumentare con l'età del bambino. Nel nostro caso non sono piccole quanto vorrei...
Sono una voce fuori dal coro :( , ma ormai c'ho fatto un po' il callo.
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