neutralizzare il "brava"...

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Messaggioda benny » lunedì 8 settembre 2014, 21:18

Ciao a tutti..
Vi espongo un quesito per avere consiglio su come comportarmi:
Premettendo che cerchiamo di seguire la "filosofia"del nn dire bravo ecc, dopo aver letto il libro di kohn, ora ci accorgiamo che non e' sempre facile evitare ch siano gli altri a farlo... e finche si tratta di applaudire ad abilita acquisite, soprassediamo, ma a volte purtroppo vengono toccati tasti piu profondi...

In questi giorni siamo al mare con amici ed e' capitato che dicessero brava a V (3 anni) quando vuotava il piatto... questa sera mi sono resa conto che, pur essendo piena, ha vuotato il piatto e poi l ha mostrato orgogliosa alla nostra amica per meritare il suo "brava". L abbiamo spiegato ai nostri amici, ma ora il problema e' che V sembra persistere nonostante le mie rassicurazioni sul fatto che vuotare il piatto nn sia importante...

Quindi, i miei dubbi sono: come farle capire che non importa quanto mangia? E, non sara' magari che, visto che noi non usiamo il " brava" appena qualcuno glielo dice va in brodo di giuggiole e ne diventa "succube" (passatemi il termine troppo forte)?

Grazie a tutti..
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda smilla » martedì 9 settembre 2014, 9:08

Se posso.....
mi accodo al tuo post perchè anch'io mi sto ritrovando in situazioni strane a seguito di "bravo" elargiti in quel senso.
Tra l'altro mio figlio è già un mangione ma devo supporre sia un'eccezione perchè tutti gli fanno un mare di complimenti perchè mangia tutto e lui giù ad ingozzarsi a più non posso per avere quei complimenti : WallBash :
Altra cosa che mi disturba assai è quando tutti gli dicono: fai il bravo (?????) e proprio qualche giorno fa, tornando dalla spiaggia lui mi chiede: sono stato un pò bravo oggi? Mi ha veramente spiazzata e gli ho chiesto che cosa intende lui per essere bravo e giustamente mi ha risposto: non lo so.
Mi scuso ancora per aver invaso il tuo post ma evidentemente questa cosa mi pesa sul cuore
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda mamazaba » martedì 9 settembre 2014, 9:24

io su queste cose e` raro che lasci passare, pesano molto anche a me.
di solito rispondo traducendo, per il mangiare dico "avevi proprio tanta fame" , al classico "fai il bravo" rispondo in automatico che lei e` sempre brava, o che tutti i bambini sono bravi (una volta una nonna mi ha guardato sconvolta e ha balbettato "ma.. no!" e io ho ribadito, quelli che conosco io si..) .
so che su cento che ne sente io saro` presente a rispondere a un decimo , ma mi pare che qualcosa passi. pochi giorni fa mio marito mi ha detto brava (non ricordo per cosa) e lei ha detto serenamente "vabbe` ma era brava lo stesso.." : Love :
vediamo adesso che comincia la scuola se manterra` questo aplomb.. :-D
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda chiaraeanna » martedì 9 settembre 2014, 9:52

è sempre difficire mediare con le interferenze esterne, però qualcosa di quello che diamo noi genitori passa di sicuro...
pochi giorni fa a mia figlia è stato detto dalla nonna che se è brava e non fa i capricci tutti le vogliono bene altrimenti non le vuole bene nessuno... lei ha risposto "non è vero la mia mamma mi vuole bene lo stesso!"... io nel frattempo ero ammutolita perchè alla nonna avrei letteralmente messo le mani addosso...
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda Nora » martedì 9 settembre 2014, 12:48

Capisco il fastidio, ma se non hanno fame non mangiano.....
Per tutto il resto del mondo e' normale dire brava/o, quando ne ho parlato con mio marito mi detto che ero matta e che era la parola che gli piaceva sentire di più da piccolo, io stessa faccio fatica a trovare altri modi per esprimermi, per esempio quando fanno un bel disegno, mi scappa sempre " ma che bello, brava" poi mi correggo e dico, " intendevo che cura dei dettagli, si vede che l' hai fatto volentieri' oppure quando mettono a posto i giochi, normalmente mi sfugge "brava grazie" poi cambio con " e' molto bello dividersi i compiti e ricevere aiuto da un membro importante della famiglia"....
Ma ci devo pensare, mi devo sforzare e mi pesa.
Poi gli dico che sono belle fino allo sfinimento, perché lo penso, non mi riesco a trattenere, ogni giorno le guardo con stupore e mi chiedo come possano essere così perfette, dentro e fuori e glielo dico sempre, "sei perfetta così come sei" "se dovessi scegliere una bambina di 7 anni in tutto il mondo, vorrei proprio te : Love : "
Insomma alla fine, non potendo cambiare quello che dicono gli altri, cerco di stare attenta io!
E quando finiscono la cena (raramente) e mi dicono "visto che brava?" gli rispondo che devono mangiare solo se hanno fame e per favore un favore a se stesse, non a me, stessa cosa per i compiti e lo sport!
Ahahah ha anche il libro di Kohn appena iniziato perché sono stata distratta da altre letture, tra cui "The Conscious Parent"
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda Effi B. » martedì 9 settembre 2014, 13:49

Secondo me è utile distinguere le nostre preoccupazioni per il loro bene e il nostro fastidio rispetto a chi, quel bene, ci sembra pregiudicarlo da come si sentono loro e dal tipo di esperienza che fanno del mondo e delle relazioni umane. E' difficile in certi contesti: vedere mio figlio che vuota il piatto e pensare che sta compiacendo una conoscente commensale, temerlo manipolato dal condizionamento di sentirsi approvato mi farebbe istintivamente venir voglia di piantar tutti lì e portarlo via. E' una situazione complessa con molti sottintesi e possibili equivoci a portata di mano. Di fatto però poi si resta a tavola e si cerca di mediare e io credo che quest'esercizio sia utile a tutti anche ai nostri bambini: stiamo mostrando loro come si può stare insieme a chi non la pensa come noi pacificamente.

Se abbiamo chiaro questo penso che ci sia più facile fare innanzitutto la cosa che ci sta più a cuore: proteggere i nostri bambini, proteggere il loro sacrosanto diritto a essere sé stessi quanto è possibile. Se siamo consapevoli di come si possono svolgere situazioni simili, soprattutto per quel che accade dentro di noi, allora è più facile avere pronte delle strategie di risposta come quelle che suggerisce mamazaba: delle belle frasi che ci portiamo in tasca da snocciolare con disinvoltura (a volte ha più effetto la disinvoltura con cui si riesce a dirle che le parole stesse).

Che la cosa funziona ce lo mostra magistralmente la Nina di Mamazaba : Love :: la sua mamma è brava LO STESSO! Arriva il momento in cui hanno un'età che permette loro di dirci più spesso quello che gli passa per la testa e allora certe conferme ci alleviano il cuore.

Se noi riusciamo a essere saldi e convinti e a sentire dentro di noi la nostra coerenza su certi punti, ecco che a loro permettiamo di usufruire meglio dello spazio di incontro con gli altri. Potrebbe anche essere che quel "bravo" esalti come un sontuoso gelato al cioccolato e che si provi a riassaggiarlo, ma resta il fatto che i nostri bimbi sono abituati a nutrirsi emotivamente di ben altra sostanza e che questa sostanza ha l'impareggiabile sapore di mamma (e papà). Prendete un toddler allattato al seno e provate a vedere se alla lunga preferisce il gelato o la tetta. Poi crescendo farà lui certo, ma, se siamo stati accorti a offrirgli una sana cultura alimentare, con anche qualche assaggio più goloso che salutista, io son sicura che saprà riconoscere i segni che gli darà il suo corpo e tornerà a ciò che gli fa meglio senza eccedere col resto. Ditemi voi se il paragone vi sembra abbastanza calzante. Io sento che c'è una sorta di equilibrio simile anche in campo educativo.

Difatti un conto è se i "bravo" manipolatori li usano dei nonni o delle baby sitter che si occupano di un bimbo piccolo a lungo, quotidianmente, un altro se la cosa è saltuaria e sorvegliata. Possiamo in questo caso prendere le dimostrazioni di bravura a comando come una sorta di sfogo di tossine che passerà presto (stiamo a vedere se la cosa si ripete con noi che non ci facciamo caso, ho i miei dubbi; proviamo a vedere se funziona anche con un cibo che non entusiasma, altri dubbi ;)). Che dite? A me ragionare a mente fredda con argomenti simili ha sempre aiutato.

E mi ha sempre aiutato (diciamo così perché ha un risvolto un po' tremendo cui fra poco arrivo :?) pensare che quello che succedeva saltuariamente con persone diverse da me e dal papà (noi i nonni li vediamo poco, se no il discorso può essere diverso) non avrebbe mai potuto avere lo stesso peso di ciò che capitava con me e con il papà. E qui viene l'aspetto tosto: la possibilità che il condizionamento del "bravo" attecchisca la apriamo o chiudiamo di più noi che chi pronuncia quella malefica parolina. Se il nostro atteggiamento verso i nostri figli non è mai ricattatorio o punitivo, i "bravo" fanno davvero il solletico. Il punto è: quanto difficile è per un essere umano cresciuto in questo mondo ricattatorio e punitivo con i bambini non essere mai ricattatorio e punitivo, consapevolmente e, ancor più, inconsapevolmente? :roll: Per me è stato ed è difficilissimo! Mi richiede un'attenzione quotidiana, un lavoro di consapevolezza continuo : WallBash :

E così ho imparato a prendermi la mia responsabilità: prima di irritarmi come una biscia perché i nonni dicono "bravo" ogni volta che i bambini respirano come a loro piace, devo essere io a impegnarmi a restare serena e tranquilla quando si comportano nel modo per me meno confortevole possibile. E, nel caso in cui non mi riesca, devo tenere a mente l'impegno di riallacciare al più presto una buona connessione, di chiedere scusa e stabilire chiaramente le mie responsabilità con parole semplici e col contatto emotivo.

Vi scrivo tutto questo perché a volte ho sperimentato che la mia irritazione per i "bravo" e per le conseguenze che mi pareva di ravvisare nel comportamento dei miei bambini (ma lo erano davvero, conseguenze, e in modo così determinato?), quell'irritazione finiva per condizionare davvero il comportamento dei miei bambini che non capivano bene a che cosa attribuirla e se ne facevano carico :culpa: Insomma, un pasticcio.

Il mio consiglio allora, cara benny, cara smilla, è di avere un po' di pazienza e stare a vedere, credere molto in voi che siete delle brave mamme attente e consapevoli e nei vostri bambini, bambini fortunati con delle mamme così. Infoltite il vostro armamentario di risposte creative per chi purtroppo il "bravo" l'ha introiettato così irrimediabilmente, se riuscite rideteci su (" è vero è proprio bravo: mangia quando ha fame, respira quando gli serve ossigeno e fa la pipì quando gli scappa..."). Dite "grazie" e insegnate a dirlo agli altri. A me l'ha insegnato la nostra Valentina L., offrendomi una soluzione magnifica per spostare l'accento dal piano del comportamento più o meno appropriato a quello della relazione e della sintonia reciproca (Nora cara, che bello leggere del tuo impegno costante! prova a lasciare solo il "grazie", qui ha un bellissimo effetto: celebrativo e coinvolgente in un clima di massimo rispetto).
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda gildauz » martedì 9 settembre 2014, 14:45

Grazi effi per la tua risposta! Leggo anche io con interesse l'argomento perchè mentre fino a questi giorni non mi sono mai trovata davvero in difficoltà con i "bravo" essendo appunto come tu li definisci "cosa saltuaria e sorvegliata", da due giorni a questa parte mi ci sto scontrando anche io.
Da quando abbiamo iniziato l'ambiento al nido, sento spessissimo nei discorsi dell'educatrice di riferimento dei grandi (dai 25 mesi in su, quindi non quella di samuele) una serie di "bravo", "comportati bene" etc... come arginare/neutralizzare il bravo in questi casi, in cui fa parte della quotidianità? in questo caso l'atteggiamento dei genitori potrebbe non esser più sufficiente, soprattuto contando che ci sta per 8 ore al giorno...
scusami benny, anche io mi sono intrufolata nel tuo post con altre domande senza fornire risposte o suggerimenti utili... bè intanto ti ringrazio per averlo aperto visto che è un argomento caldo per molte di noi!
un abbraccio a tutti
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda devil1 » martedì 9 settembre 2014, 19:03

A parte il brava detto riguardo al vuotare il piatto che anche a me sembra una stupidata, mi spiegate cosa ci sarebbe di male nel dirlo a proposito, ad esempio, di una cosa ben fatta?
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda mamazaba » martedì 9 settembre 2014, 21:06

bravo non e` "a proposito di una cosa", e` un giudizio sulla persona..
senti la differenza tra dire "sei stupido" oppure "hai fatto una stupidaggine", a tuo figlio..?
e` la stessa cosa. in supersintesi :-D
pero` ci sono molte discussioni in cui abbiamo approfondito l'argomento ma da telefono non riesco a linkarle..
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda Effi B. » martedì 9 settembre 2014, 23:56

C'è il rischio di usarlo, inconsapevolmente, per indirizzare i comportamenti dei bambini. Fai la cacca nel vasino? Bravo! Dormi tutta la notte? Bravo! Mangi tutto? Bravo! Saluti la vicina? Bravo! Vieni via dal parco quando te lo chiedo? Bravo! Smetti presto di piangere quando ti fai male? Bravo! Presti i tuoi giochi, li cedi facilmente agli altri? Bravo! Lasci passare avanti il fratellino? Bravo! Vai a scuola senza storie? Bravo! Fai i compiti senza protestare e ti sbrighi? Bravo! Mi aiuti a sparecchiare? Bravo! Tieni in ordine la tua camera? Bravo! ....

Se dici bravo quando un bambino fa quello che vuoi, gli dai la tua approvazione perché fa quello che ti piace, e quindi è possibile, facile che il complimento sia manipolatorio. Fai la cacca nel pannolino? Ti svegli di notte? Non mangi tutto? Non saluti la vicina? Protesti per restare al parco? Non vuoi prestare i tuoi giochi? Non hai voglia di andare a scuola? Piangi forte e a lungo perché ti sei fatto male? Non ti viene in mente di aiutarmi a sparecchiare? Fai la gara col fratellino per arrivare primo? Ti lamenti che non ti va di fare i compiti o ci metti ore? Lasci i giochi in giro? Non sei bravo. Non mi fai contenta, non mi gratifichi, non mi rassicuri.

Come può vivere un bambino questa cosa? Siamo sicuri che non comporti la mortificazione di ciò che prova, del suo punto di vista, dei suoi bisogni? Quanto sia condizionante lo si vede quando te lo chiedono, se sono stati bravi, e ti fanno sentire come hanno bisogno di conferme per sentire il loro valore. Tante volte succede per aspetti che non dicono davvero del valore di una persona, ma dell'appagamento di chi vive con lei, dell'adeguarsi alle sue aspettative, magari implicite (che rispondere positivamente a una richiesta secondo me è altra cosa, sempre che la richiesta sia onesta e non una pretesa col punto di domanda in fine). Sono cose, devil, di cui un bimbo non può avere consapevolezza e sta a noi sorvegliare le dinamiche di relazione. Troppe volte da adulti quei bambini si ritrovano a non sapere che cosa piace loro davvero e a fare ciò che sentono adempie i desideri altrui per ricavarne approvazione. Non è detto che si tratti di persone maltrattate fisicamente o punite con durezza, succede anche che abbiano semplicemente reagito alla paura di non essere amati quando il "bravo" non arrivava. E' un meccanismo che inoltre fa perdere di vista le ragioni intrinseche, personali per fare bene le cose, indipendentemente da ciò che pensano gli altri.

Per questo secondo me è bene cercare altre forme di celebrazione. Non vorrei che sembrasse che non si deve esprimere gioia e partecipazione per ciò che i nostri figli fanno, non dire loro come è bello stare insieme, fare cose insieme. E allora si può dire "grazie", "evviva", "mi piace", "sei contento?"... soffermarsi sul modo in cui una cosa è fatta cogliendone i particolari in cui si riconosce la cura che ci si è messa. Se anche si dice "bravo" ogni tanto con questo spirito non ci vedo niente di male. Ma dirlo per etichettare il comportamento che prediligiamo rispetto alle possibilità che ci piacerebbero meno io credo sia pericoloso e non mi va di rischiarci troppo. Sono riuscita a spiegarti?
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda Lorelay » mercoledì 10 settembre 2014, 10:50

Una notte mio figlio, aveva circa 5 anni, mi ha chiesto un bicchier d'acqua.
Quando ho ripreso il bicchiere vuoto, nella confuzione mentale delle 3 di notte, gli ho detto: 'bravo'.
Lui: "perché mi dici 'bravo'?"
Io: "non so, mi è venuto così, non sapevo cosa dire"
LuI: "Potevi anche non dire niente"

Non avrei saputo spiegarlo meglio.
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda Nora » mercoledì 10 settembre 2014, 16:31

devil1 ha scritto:A parte il brava detto riguardo al vuotare il piatto che anche a me sembra una stupidata, mi spiegate cosa ci sarebbe di male nel dirlo a proposito, ad esempio, di una cosa ben fatta?


Diventa un attaccamento da parte del bambino alla performance, non disegna più per il piacere di farlo e come piace a lui, ma lo fa per sentirsi approvato, lo stesso succede per il cibo, la scuola, lo sport....
Me ne sono resa conto e non voglio che le mie figlie facciano le cose per compiacere me o altre persone, altrimenti da grandi saranno delle "pleaser" schiacceranno se stesse per piacere, diventa uno sforzo e porta all' infelicita', anche perché compiacere tutti e' impossibile e inutile, e' come se non potessero essere se stesse, ma si sforzassero di essere quelle che io voglio, a volte poi con il risultato della ribellione totale, ho capito benissimo quanto sia inutile dire FAI LA BRAVA, ch e poi cosa vuol dire? Stai ferma e zitta, oppure fai la simpatica, saluta tutti, mangia tutto, non sporcare..... Insomma mi rendo conto che e' davvero una manipolazione, per cui cerco di rafforzare tantissimo la loro autostima, sottolineando sempre che le amo così come sono, che non cambierei niente e che loro devono amarsi, ma allo stesso tempo capita che gli dica certi atteggiamenti vanno evitati, che alcune cose vanno fatte o dette in casa, che al pranzo con altre persone a volte la mamma non può essere al 100% disponibile e bisogna imparare a condividerla : Chessygrin :
Se fanno i loro compiti non sono brave e non fanno un piacere a me, di fatti quando dicono "non li faccio, non ho voglia" gli rispondo "ok io sono disponibile per te dalle 4 alle 5, poi vado a fare la cena, se non vuoi farli, domani parli a scuola con la tua maestra" di solito scelgono di farli piuttosto che dover affrontare conseguenze a scuola, come perdere la ricreazione per farli, ma lascio a loro la scelta di prendersi delle responsabilità, perché non voglio pregarle, ricattarle o sgridarle e' sbagliato e mi fa venire il sangue acido avere energia negativa......
Insomma cerco di fare la BRAVA ahahahahahhahahhahhha
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda tuckberry » venerdì 12 settembre 2014, 8:58

Io sono d'accordo con tutto quello che è stato scritto, però sento la necessità di porre un minimo di attenzione anche ad altri due aspetti.
Il primo: la spontaneità. E' vero quello che scrive Effi, ci sono tante forme per celebrare ed esternare la nostra gioia per quello che fanno i figli, ma io ci tengo anche ad essere spontanea e vera nei confronti di mia figlia. Se mi esce un "brava" con tanto di applauso e saltelli (quindi parliamo proprio di un'esplosione di gioia) non mi va di controllarmi cercando altre forme, mi sentirei artefatta e non sincera con mia figlia, e credo che farei maggior danno nel trasformare quell' esplosione, nel contenerla per evitare le conseguenze negative di un "brava".
Quando G. qualche tempo fa ha contato fino a 20, vedere la sua soddisfazione, il suo divertimento (è matta per i numeri ultimamente) mi ha fatto sentire davvero felice per lei, la sua soddisfazione era la mia. E' vero, avrei potuto dire "sei felice che ci sei riuscita? anche la mamma lo è!" e invece ho detto "brava! evviva!" abbiamo battuto le mani insieme e saltato in giro per la stanza. E abbiamo riso tanto. In questo non ci vedo nulla di manipolatorio, e nemmeno si può pensare che la mia reazione fosse di compiacimento... sai che me ne frega se mia figlia non sapesse contare fino a 20? Le ho trasmesso che le voglio bene perchè lo sa fare e se non lo sapesse fare non sarebbe così? che per rendermi felice deve sapere fare queste cose? no... non ci posso credere... ci sono tante occasioni in cui le dico che le voglio bene mentre piange, si dispera o "non è brava" come direbbero in tanti. Sarebbe offensivo nei suoi confronti credere che non capisca queste cose, che non le intenda per il verso giusto, che non comprenda i miei reali sentimenti per lei.
Aver festeggiato in un altro modo non sarebbe stata la stessa cosa. Condivido quello che ha scritto Mamazaba, "brava" è un giudizio sulla persona, non sull'azione, e bisogna starci attenti. Ma - aggiungo io - non si deve nemmeno esagerare nel verso opposto temendo le conseguenze di un "brava" detto in un certo modo, in un certo contesto.
Diverso è il "brava" su tanti altri argomenti, tipo il cibo... per carità...
Credo che i bambini sappiano leggere nel cuore delle persone, capiscano molto di più di quello che dicono le parole in sè e per sè, quindi credo anche sappiano distinguere i "bravo" manipolatori da quelli spontanei, provenienti dal cuore di un genitore che usa quel termine sinceramente per partecipazione. Quel genitore forse sbaglia perchè potrebbe scegliere un altro termine? Sì, è vero, ma credo sia un "peccato minore" e perdonabile se poi l'intento che ci sta dietro è positivo.

Il secondo: non esageriamo con la teoria. Non so come esprimermi... scritto così suona come un'accusa, ma non vuole esserlo. Quello che intendo dire è che personalmente mi piace molto leggere, approfondire, capire, riflettere, ma a volte noto che mi capita di esagerare un po' nel prendere alla lettera quello che leggo, perdo spontaneità e mi vengono mille paure e mille paranoie in tutto quello che faccio nella quotidianità. Ricordo che, appena letto l'esempio di Juul su "il bambino competente" (si parlava di quando tuo figlio ti porta un disegno e tu non devi dire "bravo", ma devi esprimere gioia per il fatto che te l'ha mostrato) ho passato giorni a mordermi la lingua ogni volta che G. mi mostrava un disegno, a sentirmi in colpa se mi usciva un "brava" o un "che bello", a pensare "ecco... anche oggi ho contribuito a danneggiare un po' la sua persona". Cose così.
Uffa... che fatica... Anche leggere il libro della Miller sul bambino dotato mi ha messo in forte difficoltà. Ho avuto giorni in cui non capivo più nulla, non solo della madre che ero, ma soprattutto della bambina che ero stata e dei genitori che avevo avuto. E' un bel lavoro da fare su se stessi, molto utile, però non si deve esagerare.
Perchè anche i miei genitori mi hanno detto tante volte "brava", ma alla fin fine non è che sono cresciuta poi così complessata... almeno credo :lol:
Magari ci saranno state anche occasioni in cui compiacere i miei genitori e vederli felici mi ha dato soddisfazione, ma non si è innescato un meccanismo tale da portarmi a far prevalere nella vita la soddisfazione altrui sulla mia felicità.

Mia suocera è una campionessa di PN, quindi ha l'abitudine di dire a G. "hai fatto la brava oggi? guarda che devi essere brava..." frasi così, buttate là al telefono, senza motivo e completamente decontestualizzate (usa queste frasi alla pari di un "come stai?"). In quei momenti vorrei fare cose che in un sito contro la violenza proprio non posso scrivere :evil: , quindi capisco le paure, i dubbi, la rabbia e tante cose che sono state scritte in questo post, perchè le provo anche io.
Ma ho sentito la necessità di scrivere quello che ho scritto perchè credo sia giusto fare le dovute distinzioni e "alleggerire" un po' l'argomento per evitare reazioni come ho avuto io a volte (ma magari è un problema solo mio...). Perchè è giusto fare del nostro meglio quando si è genitori, ma se dovessimo pesare ogni singola parola, ogni singolo gesto, e temere le conseguenze di ogni nostro errore perchè abbiamo letto un determinato libro faremmo davvero il bene dei nostri figli?
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda mamazaba » venerdì 12 settembre 2014, 9:21

penso che su questo pesi tantissimo il nostro vissuto...
il mio (fatto di molti "brava" :( ) lo sento molto pesante. diciamo che io sono cresciuta piuttosto complessata...
non mi hanno maltrattata, come lo e` stato mio marito per esempio, che sta molto piu` attento di me nell'alzare la voce, le mani non le prende nemmeno in considerazione, perche` lo sente dentro la carne cosa significa...
pero` manipolata si, lo sono stata, e nel profondo. quindi il "mio" brava , dalla mia bocca, non esce spontaneo, esce carico di altri significati, che non voglio che ci siano.. e allora scatta quel lavoro di correzione , di traduzione diciamo.
gia` il brava di mio marito lo sento diverso (come lui sente diverso la mia alzata di voce dalla sua, perche` le emozioni che si muovono dietro sono diverse..). lui celebra veramente, non manipola, io sotto sotto non mi sento genuinamente celebrativa..

quindi alla fine mi sento piu` sincera nello sforzo di cambiare, e non perche` abbia sposato una teoria, ma perche` quella teoria mi ha fatto luce su una zona d'ombra che sentivo di avere.
insomma e` il mio brava (e` vero, quello di molti altri, ma non di tutti, e non sempre) che sentivo proprio pessimo.
sono d'accordo che i bambini leggono bene le emozioni che ci sono dietro, e` che sono gli adulti a volte a non riconoscerle.. :roll:
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda tuckberry » venerdì 12 settembre 2014, 9:56

mamazaba ha scritto:penso che su questo pesi tantissimo il nostro vissuto...


hai ragione, ragionissima.
Non ci avevo mai pensato ma l'esempio tuo e di tuo marito è lampante.
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda nacquinellacqua » venerdì 12 settembre 2014, 9:59

che bel messaggio mamazaba:))))

grazie
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Re: neutralizzare il "brava"...

Messaggioda benny » martedì 14 ottobre 2014, 22:36

grazie a tutti per le risposte che hanno animato il post :)
mi sono trovata in molte cose dette e la cosa mi rassicura assai!

al momento la "crisi" e' rientrata. passate le vacanze non ha più' chiesto attenzioni particolari se finisce quello che ha nel piatto e vedo che quando non ha fame lascia tutto li' con la solita disinvoltura :-D quando finisce e mi dice orgogliosa "ho finito tutto" pongo l'accento sulla tanta fame che aveva e finisce li'.

Effi B. ha scritto:Il punto è: quanto difficile è per un essere umano cresciuto in questo mondo ricattatorio e punitivo con i bambini non essere mai ricattatorio e punitivo, consapevolmente e, ancor più, inconsapevolmente? Per me è stato ed è difficilissimo! Mi richiede un'attenzione quotidiana, un lavoro di consapevolezza continuo


eh... per me e' ugualissimo! non sempre ci riesco : WallBash : ma cerco di fare del mio meglio...

Effi, come sempre centri il punto focale della situazione e le tue parole mi han fatto molto riflettere.. ogni volta credo di fare un passettino avanti sulla strada della consapevolezza. grazie di cuore per il lavoro che fate qui : Love :
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