Parlare della morte

Parlare della morte

Messaggioda Atoq » mercoledì 4 dicembre 2013, 18:11

Nessuno dei nostri cari o amici, conoscenti, etc. é morto, ma, non so come, siamo arrivati a parlare della morte con mio figlio di tre anni e mezzo. Lui é rimasto sconvolto dall'apprendere che tutti dobbiamo morire, é scoppiato a piangere chiedendo "E se voi non ci siete piú chi si prenderá cura di noi?" e il piú straziante di tutti "ma allora anche io devo morire?!" :sob: . E nonostante gli abbiamo spiegato come normalmente si muoia dopo aver vissuto tantissimi anni, non si é consolato. Poi gli abbiamo spiegato che si puó fare il possibile per vivere a lungo e lui ha cominciato ad elencare le cose che aiutano (incredibile cosa assimilano ascoltando le nostre conversazioni) e si é raccomandato che tutti noi mangiamo noci ogni giorno, ci alleniamo, dormiamo, e siamo allegri :mrgreen: Questo é davvero l'unico momento in cui ho desiderato di essere credente, di una religione qualsiasi, e avere una storia piú bella da raccontare a mio figlio per aiutarlo in questa angoscia. Come hanno reagito i vostri bimbi quando hanno saputo della loro condizione di esseri mortali?

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Re: Parlare della morte

Messaggioda francesca78 » mercoledì 4 dicembre 2013, 21:55

i miei hanno avuto il periodo di riflessione della morte (anzi l'inizio della riflessione) in quel periodo.
Niccolino quando ci siamo trasferiti in belgio ha proprio avuto un periodo di crisi forte in generale e il discorso della morte e`venuto fuori molto forte;
. Una notte si e`svegliato disperato (non aveva nemmeno 3 anni) piangendo e dicendo "io muoro"... Il mio cuore in quel momento era veramente a pezzi. Mi sentivo in colpaa da morire perche`sentivo che il trasloco lo aveva ferito tantissimo. Poi e`passata la riflessione dolorosa e ha cominciato a parlare della morte delle cose e delle persone con piu`tranquillita`. Quest'anno sono cambiati i nostri ritmi perche`sto seguendo una formazione impegnativa, cerco di teerlo a casa almeno un giorno a settimana e cerco sempre di spostare gli impegni il finesettimana, ma insomma siamo piu`stressati da un punto di vista dei tempi. L'altro giorno sono andata a prenderlo a scuola e lui aveva fatto una crisi enorme dicedo che io ero morta perche`non ero arrivata all'uscita. Io ringrazio il fatto di avere dei bimbi che in maniera molto immediata mi rilanciano platealmente i loro disagi, ma ti assicuro che ancora il mio cuore era spezzato.
Cecilia la morte l'ha affrontata molto diversamente, lei giocava a morire, non solo lei, ma aveva coinvolto tutta la classe dell'epoca (4 anni) e morivano tutti. Poi ogni tanto mi diceva che quello moriva e quell'altro moriva. Un giorno sono morte le sue sorelle immaginarie (nate nel nostro trasloco in italia) e non sono piu`risuscitate (credo fosse riuscita a creare dei legami).
Io non sono credente ho dato la mia spiegazione e ho detto che quando muoriamo ci trasformiamo nella terra nell'acqua nei vermetti, nelle farfalle negli uccellini, negli alberi... Loro hanno reinterpretato e hanno deciso che quando moriranno si trasformeranno in farfalla cecilia e in vento niccolo`, cosi`quando viene il meteorite (che ha fatto scomparire i dinosauri) non puo`fargli niente perche`il vento non puo`essere schiacciato. Siccome cecilia in questo periodo e` cristiana (in maniera del tutto personale), ho raccontato anche quello che raccontano altre religioni, pero`credo che per il momento la mia intrepretazione della trasformazione reinterpretata nella reincarnazione sia quella che a loro piace di piu`.
Insomma sono ben presenti le paure dalle nostre parti, molto ben espresse e cerchiamo di elaborarle per quello che possiamo.
Ti spaventa vederlo che si impressiona? sembra una cosa piu`grande di lui? (e di te)?
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Re: Parlare della morte

Messaggioda luna » giovedì 5 dicembre 2013, 14:11

Nella mia famiglia è morto recentemente uno zio 75enne e lei ne ha sofferto tanto.
la sua nonna bis ha quasi 100 anni e la bambina piange ogni volta che ci pensa
all'inizio credeva che si morisse tutti a 100 anni, ma poi ha capito che nn è vero, visto che lo zio 100 anni non li aveva...
PANICO
"quandi anche tu puoi morire oggi mamma?"
Non sapevo cosa dire... nn volevo mentirle, volevo rassicurarla... ho improvvisato un qualche "potrebbe succedere, ma io non ti lascerò finchè tu avrai bisogno di me"
lo ha chiesto e richiesto per giorni
sembrava tranquilla
poi ha saputo che il padre di un compagno è morto in estate
Ho visto il panico nei suoi occhi, ma ha cambiato discorso.. ho provato a empatizzare con lei "sei agitata perchè..." ma lei si è chiusa a riccio e ho lasciato andare
Lei piange al pensiero del nostro cane che è morto la settimana prima che lei nascesse, si agita quando la zia fuma, quando mi vede stanca... sa che se si vive in modo sano si vive più a lungo...
la vedo molto sensibile alla cosa.
non pensa alla sua morte, non credo possa/voglia ancora concepirla, ma alla mia...
Noi non siamo cattolici ma crediamo in Dio come Essenza Suprema, e quindi le diciamo che le anime fluttuano insieme... l'idea che io anche da morta, come anima, le starei vicina, sembra rasserenarla un po'.
Al funerale dello zio (mio zio, non suo) non l'ho portata; lei avrebbe avuto bisogno di me al 100% per spiegarle e rassicurarla, ma io e suo padre saremmo stati presi a sostenere figlia, moglie e nipote e non avremmo pouto esserci nel modo giusto.
Mi rendo conto che l'amata nonna bis non vivrà per sempre e ci aspettiamo tanto dolore e tante domande; ma quella volta sarò lì per lei al 100%
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Re: Parlare della morte

Messaggioda GloBe » giovedì 5 dicembre 2013, 22:55

Anche V affronta spesso il discorso della morte e quando lo fa per me è impegnativo. Io ho ammesso che a me la morte fa paura perché è una cosa di cui non sappiamo niente e quindi, come tutte le cose ignote, spaventa.
Lei dice che il suo bisnonno è andato in cielo (credo questa versione gliela abbia data la bisnonna) e ha osservato che deve essergli servita una scala molto lunga.
I momenti più difficili sono quando mi dice che non vuole che invecchiamo e muoriamo.
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Re: Parlare della morte

Messaggioda Effi B. » giovedì 12 dicembre 2013, 2:07

Carlo ha risolto con la convinzione che si vive fino a 117 anni. Dice che gliel'ho detto io! Mi ha chiesto, non se sarò io a morire, ma la baby sitter. Mi ha fatto tenerezza che non mettesse me a rischio o sé stesso, ma comunque doveva applicare il concetto a qualcuno che ama.

Voi che atteggiamento avete rispetto alla morte? Io non ne sono mai stata spaventata e mi chiedo se questo ha aiutato. Di recente abbiamo letto un bel libro sulla guerra di Troia e i miti connessi. Tutto un morire, un prefigurare la morte, un uccidere e essere uccisi. Sarà che era una storia, forse i miti greci hanno in sé una forza catartica, ma non ha fatto una piega neppure di fronte ad Atreo che cucina a Tieste i suoi figli! Solo gli è spiaciuto del finale: come me tifava per i Troiani.

Come va, Atoq? Il momento di paura è passato?
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Re: Parlare della morte

Messaggioda Paola65 » lunedì 16 dicembre 2013, 20:59

Io credo in Dio. Quindi immagino che sia più "facile", visto che l'assunto principale è che "non si muore davvero"...
Quando è morto il mio babbino, mio figlio maggiore aveva solo 4 anni e mezzo. Ma era molto affezionato al nonno. Lo ha visto un paio di giorni prima che morisse: stava bene e gli ha regalato gli zuccherini (mio figlio non era goloso, io non davo mai caramelle ecc... ma quello degli zuccherini del nonno era una fatto speciale, una cosa fra loro due e basta : Love : ) Quindi è stato un po' faticoso spiegare che stava male. MI sono seduta con lui e gli ho detto: "ti ricordi che siamo andati a trovare il nonno all'ospedale?" (era una banale operazione per un tumore benigno... è morto solo perché, fumando, aveva la circolazione compromessa e, stando fermo anche solo quelle 24 ore dopo l'operazione, ha avuto un infarto addominale...)
"Il nonno stava tanto male e Gesù ha visto che lui era stanco di stare male, era ormai tanto anziano e così ha detto che era meglio se il nonno andava a stare con lui in Paradiso. Adesso è felice e sta bene" Però alla fine della frase mi è venuto da piangere e quindi il mio bambino mi ha detto: "Mamma, ma se hai detto che adesso sta bene, perché piangi?" "Perché mi manca e vorrei che fosse qui" "Ma tu devi essere felice, perché lui è felice" : Love : : Love : : Love : : Love :
Solo che, da allora, non ha più voluto mangiare le fragole per anni, perché "solo quelle del nonno sono buone"... Mio babbo diventava matto per trovargli le fragole in ogni stagione, perché mio figlio le adorava!
Purtroppo, l'anno dopo è morta la figlia dei miei carissimi amici (10 anni...).
Io ero sconvolta e mio figlio mi ha detto: "Ho capito! I. Stava tanto male, così è venuto l'angioletto e l'ha presa per mano, l'ha portata in Paradiso e adesso ha una cameretta tutta sua col nome sopra, accanto a quella del nonno!" :abbraccione
"Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio" (proverbio africano)
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Re: Parlare della morte

Messaggioda Silvia D. » lunedì 16 dicembre 2013, 23:06

Anche Lori non ha (ancora?) manifestato terrore davanti al discorso della morte, eppure ne abbiamo parlato spesso, con lui che chiede dov'è la mia mamma. Io credo, quindi gli ho parlato del Paradiso e lui ha risposto: "Quando muoio voglio andare a incontrare Gesù".
Recentemente è morto il padre di un suo amichetto, figlio di amici nostri, dopo una lunga malattia: l'avevamo preparato al discorso e anche in quel caso l'ha accettato in modo molto naturale.
Io suppongo che non abbia ancora ben realizzato che è un'incognita perché non la teme per noi genitori e questo mi fa credere che ancora non abbia ben capito: non so se si possa non temerla e non provare grossa ansia, realizzando il concetto (sarà che io ne provo...)
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