Speravo di essere perfetta….

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » martedì 5 gennaio 2016, 23:40

… e invece.
speravo di essere la mamma perfetta, l'educatrice esemplare e il porto sempre calmo e sicuro, invece la stanchezza mi ha trasformato in qualcosa che non volevo essere.
Soprattutto la sera sono nervosa, insofferente e alzo la voce quando non vuole dormire. Razionalmente lo trovo ridicolo, assurdo e controproducente, mi dico che posso ottenere dei risultati con la dolcezza e la comprensione e non con la rabbia, poi però ci ricasco.
Mi aiutate a capire? non mi piaccio in questo modo, guardo il mio piccolo angelo e voglio essere migliore.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » venerdì 8 gennaio 2016, 15:17

Ciao flossy,
quanto scrivi puo' essere considerato come un esempio paradigmatico della situazione in cui non poche madri si possono trovare: una sorta di conflitto tra i 'legittimi desideri affettivi di una madre' e 'la realta' emotiva' in cui realmente ci si puo' trovare. Non dimentichiamo che il bambino riattiva in noi pregresse problematiche che, prima di allora, erano del tutto inconsce. Ti consiglio solo di non stupirtene affinche' tu possa gestire queste emozioni negative. Del resto cosa molto importante e' riconoscere le proprie emozioni per poterle modulare senza lasciarsene sopraffare. Quindi accettiamo la presenza in noi di sentimenti ambivalenti(che originano da un passato non sempre metabolizzato) e non ce ne facciamo un problema con inutili sensi di colpa o autorimproveri fuori luogo. Pensa che tu sei la persona piu' importante per il tuo bambino e che anche lui lo e' per te. Non lasciare che ostilita', rabbia o insofferenza minino il vostro rapporto unico
In bocca al lupo
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » venerdì 8 gennaio 2016, 16:38

Grazie Patrizio,
sei stato molto genitle a rispondermi. In questi giorni sta andando meglio, ho fatto pace con la stanchezza e mi sono detta che, proprio perchè sono stanca, devo godermi il pace i bei momenti con il nanerottolo. La cosa pazzersca è come tutto fili piu liscio immediatamente con il sorriso e la dolcezza!
Resto comunque spaventata da questa ambivalenza, tu dici che fa davvero parte di un passato non metabolizzato? La mia realtà emotiva è effettivamente molto scombussolata, ma non capisco davvero questo eccesso - a volte - di rabbia.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » sabato 9 gennaio 2016, 13:45

Ciao Flossy,
Sapessi come è bello l'affettuoso nomignolo 'nanerottolo' perchè mi dà il senso di un bimbo che a due, tre anni è in tutto e per tutto un'amabile 'personcina' : Love :
Per quanto riguarda la tua domanda: dico che, secondo me, devi accettare anche quella 'parte' di te 'dissociata' che, quando meno te lo aspetti, e nonostante tutta la tua buona volontà, non riesci a 'gestire'. In tal caso la cosa migliore da fare è cercare di 'riconoscerla' come retaggio scisso del tuo passato. Se continui a rifiutarla ti 'sorprenderà' quando meno te lo aspetti. Proprio perchè la disconosci e metti da parte. Allo scopo di integrarla nel tuo Sé ti consiglio di interpretare quella 'parte dissociativa' che si manifesta con 'scoppi improvvisi di rabbia' come una difesa della bambina piccola contro eventi che in un qualche modo ti hanno spaventata. In quel momento la dissociazione ti ha permesso di 'mettere una pietra sopra' il dolore e la sofferenza. La chiave di ogni conquista personale è il riconoscimento delle emozioni.
Forza e coraggio, non è facile ma si può riprendere in mano 'tutto se stessi'
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » domenica 10 gennaio 2016, 1:11

Ciao!
Grazie, le tue risposte fanno bene all'anima.
Io ho cercato di lavorare su me stessa negli ultimi anni (che sono stati piuttosto intensi e complicati) ho compreso in qualche modo che nel mio passato ci sono sofferenze che la mia bambina interiore non è riuscita a superare, però non sono riuscita ad arrivarci.
È come se non l'avessi ancora veramente raggiunta.
Dici riguardo alla parte "dissociata" di "integrarla nel tuo Sé, ma come mi consigli di muovermi dal punto di vista pratico?
Io non voglio dare al mio bambino neanche un po' della mia sofferenza, vorrei già essere in grado di capire e di agire.
Un abbraccio e grazie ancora!
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda PATRIZIO LAMPARIELLO » domenica 10 gennaio 2016, 9:54

Ciao Flossy,
mi chiedi un suggerimento pratico ed io provo a dartelo. Innanzitutto tieni sempre presente l'obiettivo: imparare a riconoscere le emozioni per riuscire a regolarle. Questo significa 'far propri' aspetti di se stessi, integrarli e non dissociarli. Vedrai piu' accetterai e comprenderai il 'significato' di quella collera improvvisa, meno ne sarai sopraffatta. Riconoscere quella parte di te significa ripeterti, ogni volta che ti senti presa dal 'nervoso', che esso non e' causato dal piccolo. Ma e' la giusta rabbia della piccola Flossy che doveva 'ingoiare i rospi', metterli da parte, per non perdere la vicinanza protettiva con la propria figura di attaccamento. Se nel frattempo non riesci a ricordare gli episodi specifici non farne un problema. Vuol dire che hai bisogno di piu' tempo. Mi raccomando: bando ai sensi di colpa! Il cammino sara' in salita....ma il tragaurdo, vedrai, ne verra' la pena.
un saluto a te e un bacetto al tuo piccolo ometto.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » domenica 10 gennaio 2016, 13:37

Ok, messaggio ricevuto e pronta per il traguardo!
Immagino che il discorso valga anche per l'atteggiamento infastidito oltre che per la rabbia... spero di ricordare qualcosa, nel frattempo imparerò ad accettare l'emozione perché il mio piccoletto non abbia rospi da ingoiare.
Grazie e a presto spero!
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda vitorunner » lunedì 11 gennaio 2016, 7:01

Ciao Flossy e benvenuta fra noi.
Guarda non mi resta che sottoscrivere in pieno quanto già detto dall' amico Patrizio, che ringrazio per l' intervento utile davvero a molti.
Se posso espimere anche io un parere, è sulla questione sonno che dovresti meglio indagare.
Sono tanti i genitori che nutrono, inconsciamente o meno, delle aspettative nei riguardi del sonno del proprio bambino. Fiumi di, non disinteressata, letteratura sono stati scritti a tal proposito, proprio facendo leva su questo nodo cruciale nella crescita dei figli.
Devo dirti che noi come genitori, per fortuna, ci siamo subito liberati di ogni aspettativa. Ovviamente l' allattamento al seno ha dato il suo contributo. Ma noi non abbiamo mai praticato "l' addromentamento". Semplicemente il piccolo crollava quando aveva sonno e quasi sempre al seno fino ad oltre i 5 anni. Ma non è questo. E' "pretendere" che si addormenti secondo me il nodo cruciale della questione. Quando i bambini non rispondono a tale aspettativa, magari dato come risultato scontato da molta letteratura di cui sopra, comincia un circolo vizioso nel quale le emozioni in gioco diventano davvero macigni. Noi ci aspettiamo che il piccolo si addormenti, lui non si addormenta e noi ci innervosiamo, più siamo nervosi più il bambino diventa teso...............
Liberarsi dagli steretipi può essere la chiave. Il sonno è una fisiologica esigenza ed arriva quando le condizioni dell'organismo lo richiedono. Qante volte succede di vedere i bambini che un attimo prima sono delle furie scatenate e un attimo dopo crollati dal sonno?
Ti mando un abbraccio e scrivi quando ne senti il bisogno. Magari in "Storie d' infanzia" per iniziare quel percorso di cui parla Patrizio.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » lunedì 11 gennaio 2016, 12:45

Grazie Vitorunner!
In effetti sul sonno mi suggerisci una giusta riflessione. Io, contrarissima per istinto al tanto consigliato metodo "fate la nanna" (mi sono sentita criticare perché non seguivo il metodo non so quante volte!) ho sempre accolto il mio neonato tra le braccia giorno e notte e si è sempre addormentato così.
Il mio cruccio ora che cresce non è sul metodo di addormentamento, che è ancora splendidamente "anarchico" ma sulla quantità di sonno. Lui ha sempre dormito poco, io so, sento che è semplicemente fatto così, ma entrano in gioco i condizionamenti, le voci che ti dicono "alla sua età deve dormire tot ore" e alla fine mi sento pure in colpa per non averlo abituato bene!
Ma in questo senso devo farci delle riflessioni più profonde, grazie del consiglio.
Non nascondo che, essendo io da sola con il piccolo, a volte e tra in gioco anche la mia stanchezza di fine giornata che mi fa desiderare un po' di tempo per me mentre lui dorme. È brutto lo so, ma succede anche questo.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Effi B. » lunedì 11 gennaio 2016, 14:06

Come fanno le mamme da sole a prendersi amorevolmente cura del proprio bambino che cresce (e non dorme poi tanto), a elaborare, metabolizzare, superare i propri irrisolti infantili (su cui hanno costruito la propria vita diventando ciò che sono riuscite a essere), continuare ad avere una vita propria che permetta loro di definirsi come individui e di mantenersi e mantenere la creatura e, con tutto ciò, a non ritrovarsi a volte stanche e senza risorse, spaventate, mortificate, frustrate, nervose? Come si fa Flossy?

Benvenuta cara! Io non lo so come si fa eppure tante volte ci riusciamo! Eppure ci mettiamo in discussione quando non ci riusciamo e vogliamo fare meglio. E vogliamo allora capire perché succede. E certo dobbiamo andare a cercare dentro di noi, guardare indietro e guardarci adesso, guardarci con attenzione e un po' di bontà, come faremmo con una cara amica (troppo poco le mamme sanno essere vere amiche di sé stesse). Io per questo chiedo sempre: chi aiuta, Flossy? Chi hai intorno a te in questo momento? Perché è bene riflettere interiormente, ma occorre anche cercare qualche strategia di sopravvivenza. Buttare le aspettative indebite è una di queste, ottima.

Ti va di raccontarci un po' di più di voi?
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda vitorunner » martedì 12 gennaio 2016, 6:56

Grazie Effi per aver scritto anche per me ;)
Flossy, tu non sei perfetta, ma sei una mamma e persona (tanto ho apprezzato quello che hai scritto ad Angelo) meravigliosa. La stanchezza gioca sempre un ruolo importante questo è ovvio e ti assicuro che anche io tante volte avrei voluto e a volte vorrei avere il tasto per spegnerlo: "il folletto".
Un tempo si usava il papavero da oppio, pensa tu. E spesso si sente la gente rimpiangere i tempi andati, quando non si andava tanto per il sottile. Ed invece noi siamo qui ad interrogarci su cosa è meglio per i nostri figli e insieme stiamo provando a costruire un mondo migliore. E non mi sento affatto retorico a scriverlo.
Mi associo ad Effi, quando hai voglia di raccontarci un pò più di voi noi siamo qui.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » sabato 16 gennaio 2016, 22:28

Ciao!
Che bello leggere le vostre parole, non sono riuscita a rispondere prima ma davvero vi devo ringraziare per il sostegno e l'accoglienza, mi pare che qui ci siano un bel po' di persone speciali che hanno voglia di costruire e non di giudicare.
Oggi è stata una giornata un po' difficile, per fortuna una dopo tante serene, ma di nuovo mi è parso che alcuni meccanismi si attivassero in automatico, un atteggiamento insofferente e nervoso che non sono riuscita a fermare. La cosa mi fa ancor più male anche perché il nanerottolo è davvero amabile, non è affatto un bimbo capriccioso o difficile, eppure a volte sento questa rabbia ed è come se il senso di colpa anziché diminuirla la acuisse… non so se ha senso spiegata in questo modo, che dite?
Effi mi ha chiesto chi aiuta me. Nessuno Effi, e non lo dico per vittimismo, per incolpare il fato o "gli altri", semplicemente in questo momento della mia vita va così e forse la mia solitudine pesa anche su questa rabbia. Il che riattiva il senso di colpa, eccetera eccetera :-)
Torno a casa dal lavoro di corsa - sempre di corsa - per preparare cena e stare un po insieme la serà, con contorno di piatti da lavare, bucato, stiro, poi la mattina si ricomincia con preparazione per uscire. Non frequento nessuno, non esco. Devo dire che non so più se questo mi pesa o meno, però credo non faccia bene.
Oggi pomeriggio ad esempio è andata storta perché avrei dovuto occuparmi delle pulizie e, come è giusto che sia, ero invece richiesta per giocare, parlare, cercare calzini scomparsi, aggiustare macchinine rotte, fermare in tempo la scalata della libreria: il risultato lo immaginate. Lavoravo male, mi innervosivo, mi sentivo in colpa, lavoravo peggio e mi innervosivo di più perché vedevo il suo faccino deluso.
In pratica la casa non è pulita, lui cercava la sua mamma e ora io andrò a letto in lacrime dicendomi che avrei potuto godermi il mio piccolo tutto il giorno!
Sono mortificata e spaventata, come si recuoera una giornataccia così per un cuoricino di tre anni?
Vi tedio ancora: io cerco di ascoltarlo questo mio comportamento, ci rifletto e provo a perdoanermi per non farmi cogliere di sorpresa come consigliato da Patrizio, devo per ora considerare normali queste giornate no?
Grazie!
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Effi B. » domenica 17 gennaio 2016, 12:39

E' normale, quando si è da sole, si devono fare tante cose che nessuno farà al posto nostro, si è stanche dopo una giornata di lavoro, si ha un piano di marcia prestabilito, un proprio ordine mentale..., è normale diventare nervose se un piccolo esserino ci interrompe, ci richiede, ci ostacola? Io lo trovo normalissimo e provo sempre un'ammirazione sentita quando incontro chi riesce a essere placido ed elastico in condizioni simili.

Che si può fare? Una possibilità da tentare è quella di semplificare il contesto in cui ci troviamo a reagire come non ci piace, può rappresentare una buona forma di prevenzione. Su alcune delle circostanze che ho elencato sopra c'è poco da fare. Se sei sola, sei sola, non ti puoi materializzare intorno persone che non ci sono. Si può però valutare se possiamo delegare qualcosa a qualcuno e magari non lo facciamo perché abbiamo la tendenza spiccia e di solito efficace di arrangiarci. Non è detto che si possa, ma a volte è un'opportunità che si trascura. Certo occorre avere, che so, una nonna che stira di buon grado e che non ci dà fastidio che lo faccia, o cose del genere. Oppure non si può far molto per la stanchezza, certi giorni magari di più, il lavoro fuori casa c'è, le incombenze quotidiane sono e restano quelle. Forse possiamo cercare strategie rigeneranti come prenderci tre minuti ogni tanto per ricordarci di fermarci a respirare, a bere con consapevolezza e attenzione un bicchiere d'acqua, qualcosa di semplice fatto per noi che ci dia il senso che siamo importanti anche noi e che almeno noi un po' cura di noi stesse ce la prendiamo. Sembra una scemenza, ma consiglio di fare la prova.

Veniamo però a ciò su cui essere più elastiche e creative ha forse più margine di manovra. Perché sul nostro ordine mentale e sui piani che gli facciamo fare possiamo intervenire e a volte è bene non pretendere troppo da noi. Ti dico quello che faccio io e tu vedi se qualcosa ti torna utile ;) Non ci ho messo molto a farmi entrare in testa che è meglio un bambino felice che un pavimento pulito, ad avere una certa condiscendenza con la polvere che impigrisce sui ripiani. Ogni tanto uso il metodo delle fly ladies: 5 o 10 minuti di timer in cui riordino tutto quello che riesco a fare. Funziona e mi mette allegria come se stessi facendo un gioco. A volte coinvolgo i bambini in piccole attività di pulizia e riordino, anche questo come se fosse un gioco. Non sai quante antine della cucina lucidate con passione con un pannetto umido mentre io badavo al pavimento! Abbiamo piccole scopette con palettina. Ora si contendono il tubo dell'aspirapolvere e danno la caccia alle briciole in giro per casa (briciole che spargono certo un numero infinitamente maggiore di quanto non le raccolgano, ma va bene così).

Di sicuro non pretendo di avere la casa perfetta e ho lavorato tanto su di me per non sentirmi inadeguata quando arrivava qualche commento sul mio disordine cercando di sentirci dentro una richiesta di ordine certo, un bisogno che ho anche io, forse meno forte ecco, e su cui magari soprassiedo, ma che cerco di adempiere concentrandomi meglio sui piccoli gesti che possono man mano garantirlo piuttosto che con impegni gravosi e risolutivi una volta per tutte (tanto non dura). Si possono fare piani giornalieri, settimanali mensili (io non sono il tipo, ma c'è chi si risolve in questo modo), organizzandosi nel tempo momenti di pronto intervento per arginare i contrattempi inevitabili. Qui la strategia del timer può fare miracoli, anche in prospettiva: va bene, ora proprio non ce la faccio, ma domani metto 5 minuti prima di/dopo...

O ancora si può provare a pensare a che attività fargli fare quando si è deciso che si vuole lavare il pavimento. Magari anche chiedendo a loro. Man mano che crescono possono essere illuminanti. Io tante volte ho risolto con una cerata per terra e sopra fogli e colori o pasta modellabile.

Tutto questo aiuta a uscire dallo schema in cui ci sei tu che devi/vuoi fare qualcosa e lui che non te lo consente, tu che poni un obiettivo come decisivo per sentirti a posto e lui che fa sabotaggio. Ci sono cose da fare e ci sei tu che devi poterle fare. Se il modo per farle come ti piace (che è con serenità e armonia fra voi) non c'è, si provano a rivedere le cose da fare in una lista di priorità in cui noi stiamo sempre in cima. Tu, non solo il tuo bambino, sei più importante del pavimento pulito.

Poi cara si recupera. Il senso di colpa lo credo che ti fa più rabbiosa. Il senso di colpa va semplicemente buttato. Facile solo a dirsi, lo so. Però pensare a che cosa rappresenta aiuta. E' un peso, qualcosa che ti grava addosso e ti schiaccia e poi finiamo quasi sempre per provare a darne un po', di quel peso, a chi ci sta accanto. Lo buttiamo fuori o con la rabbia o cercando rassicurazioni, chiedendo magari ai nostri bambini di confermarci che siamo delle brave mamme. Non è compito loro. Che siamo brave mamme ce lo dobbiamo dire noi e per farlo dobbiamo imparare ad apprezzarci, a volerci bene, ad avere cura di noi. Si torna sempre lì, anche se sto certo un po' semplificando in modo schematico. Tu che ne pensi? Ti ci ritrovi un poco?
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » domenica 17 gennaio 2016, 23:19

Mi ci ritrovo sì, grazie Effi!
metterò in atto da subito la strategia bicchiere d'acqua e anche il metodo del riordino con timer (mi ero avvicinata anche io ai consigli Fly Ladies ma credo di averli immediatamente smarriti nel mio disordine, ora ci riprovo).
Per il resto …. aiuti su questo non ce ne sono e pazienza, sogno una gentile signora che arrivi con grembiule, secchio e spruzzino due volte a settimana, poi mi ricordo che bisognerebbe pagarla e il sogno svanisce :-)
sul coinvolgimento forse è ancora presto, avevo provato ma funziona davvero per pochissimi minuti, tra un po' di tempo forse sarà più facile sia coinvolgere che occupare con altro.
Comunque, al netto del discorso pulizie che d'ora in poi aspetteranno quando devono, resta il mio stupore e il mio dolore che, credimi, è enorme davanti a questo cerchio che mi pare infinito di rabbia, frustrazione, colpa. Hai ragione, devo pensare che questo senso di colpa schiaccia e appesantisce, solo mi piacerebbe anche capirne la vera origine.
Lui mi ha scelto come mamma, io voglio meritare lui ogni minuto.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Effi B. » lunedì 18 gennaio 2016, 10:39

L'hai subito, tu, il senso di colpa degli altri? Sono meccanismi che si possono ereditare. Sei stata colpevolizzata?

E' vero che lui è un dono, ma lo siete entrambi l'uno per l'altro, senza di te lui non ci sarebbe, le sue cellule hai contribuito a che fossero quelle che sono, uniche e irripetibili, con le tue. Ci pensi a questo?
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » lunedì 18 gennaio 2016, 23:21

Non so se ho subito il senso di colpa altrui, so che sono stata una bimba non vista e, quando vista, vista solo per i suoi difetti.
So che mi sono sentita in colpa per come ero fatta e tanto, tanto sola, ma l'ho capito solo da adulta.
Se penso di essere un dono per il mio piccoletto, sì, lo penso quando so, sento che faccio tutto con tutto l'amore che ho e quando lo faccio bene.
Poi basta un niente per buttarmi giù e pensare che lui meritava d meglio.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Effi B. » martedì 19 gennaio 2016, 10:03

Lui meritava di meglio è una prospettiva che ti svaluta e ricalca quella che i tuoi genitori ti esprimevano: avrebbero meritato una figlia migliore, o almeno tu lo sentivi così. Lui ha diritto alla sua mamma, alla sua presenza, alla sua attenzione al suo rispetto alle sue cure. Ma lo senti che è diverso? E tu sei e resterai la migliore mamma possibile per lui perché non c'è un'altra da cui lui può desiderare e aspettarsi ciò che ho appena elencato.

Il senso di colpa è una sorta di boicottaggio che ci si fa a essere al meglio le persone che siamo. E siamo quello che siamo anche con quello che meno ci piace. Possiamo cominciare ad accettarlo, forse provare a cambiarlo. Ma noi restiamo quello che siamo e una nostra compiutezza ce la possiamo avere. Certo che, se cresci sentendoti individuata, da coloro verso i quali tu hai diritto ad avere le aspettative di cui ora riconosciamo il diritto a tuo figlio, per aspetti definiti sbagliati e da correggere, ecco che è una gran fatica ricomporre un senso unitario e soddisfacente del tuo sé. Ma è questo che va fatto.

Ogni giorno come mamma e come donna tu scegli, agisci, ti esprimi e ciò che di te metti in queste scelte, azioni, modi di relazionarti agli altri può permetterti di riconoscerti e di apprezzarti. Quanto più sei consapevole di questo e quanto più provi ad ascoltare ciò che provi e ciò di cui hai bisogno, tanto più puoi decidere con coscienza come vuoi riuscire a definirti per te e per gli altri. Scusami se sono sbrigativa, magari ci torniamo.

Così, quando ti capita di essere col tuo bambino come non ti piace, certo consolalo scusati, ma poi, prima di aprire la porta al senso di colpa, prova ad avere per te un po' di attenzione: quanta sofferenza ci deve essere da qualche parte dentro di te perché tu abbia compiuto con ciò che hai di più caro al mondo un gesto che non condividi tu per prima? Comincia ad avere un po' di comprensione per quel dolore, un po' di tenerezza per te che te lo custodisci dentro, per quella bambina sempre additata e così poco abbracciata con amore, incoraggiata a far sbocciare tutte le sue doti belle, che ci sono, vista nella sua ingenuità e anche nella sua goffaggine di creatura che sperimenta la vita e si mette alla prova. E' questo che tu e il tuo bambino vi meritate. Uno sguardo magnanimo. Chiudiamo per un po' gli occhi che sanno vedere solo i "difetti"? Vuoi?
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » martedì 19 gennaio 2016, 14:43

Lacrime.
Lacirme belle però, mi sento capita. Grazie Effi.

Il senso di colpa è una sorta di boicottaggio che ci si fa a essere al meglio le persone che siamo.

E' proprio cosi che mi sento, perche quando lo lascio cadere va tutto incredibilmente meglio.
Putroppo non sono stata poco abbracciata, la verità è che non lo sono stata per niente, mai un gesto o una carezza. So che li ho aspettati e poi ho smesso di spettarli, mi sono raccontata che avrei potuto farne a meno.
Devo davvero dare voce e spazio anche alla piccola me, darle un'occasione.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Effi B. » martedì 19 gennaio 2016, 17:27

Ecco, e a me viene da piangere perché ti capisco, perché so che cosa vuol dire smettere di desiderare perché i desideri che vanno a vuoto fanno male dappertutto, irrigidirsi come si riesce per accusare il colpo. Pensavo al tuo titolo, cara, a questa ambizione alla perfezione... Perché può capitare di dirsi che se lo si fosse state, si sarebbe meritato quel che non si è avuto, che, se lo riesce a essere, si può affermare in qualche modo la propria dignità d essere al mondo.

E invece, Flossy, io credo che non si debba essere perfetti, ma onesti. Che sbagliare è umano e quello che conta (come dice Winnicott quando distingue le mamme buone da quelle che non lo sono) è quello che si fa coi propri errori. Errori li facciamo tutti, mamme buone e non buone, ma il nostro meglio viene proprio fuori quando riusciamo a prenderci la responsabilità dell'errore e del rimedio e ad andare oltre. Troppo spesso coloro che sono nonni oggi sono stati genitori che ostentavano di non sbagliare mai, che temevano di potersi contraddire (e invece sarebbero semplicemente stati duttili, più giusti) e che fondavano il rispetto che chiedevano ai figli sull'accettazione incondizionata del proprio arbitrio. Quanti abbracci e carezze vorrei dare alla piccola Flossy! La vedo, cara, e mi si stringe il cuore a pensarla. E ti ammiro molto per tutto il lavoro che stai facendo su te stessa.
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Re: Speravo di essere perfetta….

Messaggioda Flossy » giovedì 21 gennaio 2016, 16:24

E' vero, il mio stesso titolo la dice lunga su quanto poco indulgente io sia sempre stata con me stessa.
E' da qui che devo partire? come è difficile....
Mi sono corazzata per fare a meno dell'amore che volevo e adesso sto cercando di togliermi la corazza perchè per dare bisogna anche saper prendere.
In ogni caso sono contenta di avervi trovato, lo sguardo benevolo che sento è già un sostegno!
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