Stelline e premi

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » lunedì 15 aprile 2013, 19:39

Sai, Sonia, io mi chiedo quanto a questa età capiscano la distanza tra il comportamento e la loro persona tutta. Mio figlio di sicuro ancora ha dei dubbi. Quindi io posso anche fare la distinzione, ma resta il fatto che lui si sente sbagliato. Quest'anno è stato così con la sua lentezza. Che il comportamento in classe andasse bene e pure l'apprendimento fosse di buona misura sopra la media non hanno contato a dargli sicurezza perché comunque lui restava quello "lento". E le faccine verdi che non arrivavano erano una conferma ulteriore al fatto che lui andava meno bene. Che, se poi con le faccine nere il discorso che fai si può tentare, come glielo spieghi che quelle verdi non vengono? Ci sta sotto una bella pretesa e non sul singolo comportamento.

Non lo so se ho fatto bene a dargli la mia interpretazione, sai, avevo le mie perplessità pure io, ma sentivo che qualcosa andava detto, una distanza presa. Ho cercato una spiegazione che non attaccasse di petto il maestro che le dava, un conflitto palese a chi sarebbe servito? Gli ho detto che non mi piacevano perché un bambino rischiava di sentirsi sbagliato se prendeva le faccine nere quando faceva qualcosa di imprevisto o che i grandi non capivano. E gli ho detto che secondo me esprimevano lo stato d'animo del maestro anche perché sono convinta che sia proprio così: i "bravi" bambini gratificano, quelli "non bravi" mettono in difficoltà. Ho anche cercato di rassicurarlo sul discorso della "colpa" dicendogli che il maestro si sarebbe preso cura di capirli e di far funzionare meglio come si spiegava e come stavano insieme perché quello era il suo compito e che qual compito a lui piaceva (gli piacciono molto i suoi bambini, si impegna a capirli, è ben altro che un insegnante punitivo). Cosa pure vera e che il maestro ha fatto (almeno per quanto è di noi, devo dire che mi ha ascoltato, aggiustato il tiro, accolto un po' alla volta Carlo per quello che è). Tu che cosa avresti fatto, Sonia? Chiedere di eliminare le faccine era purtroppo fuori discussione. E vi assicuro che in una classe di 26 siamo in due a non approvarle, il che non aiuta. Ho anche pensato di cambiare scuola, ma altrove funziona uguale e avrei buttato questi mesi di laboriosa costruzione del rapporto tra noi, la scuola e la classe in cui c'è pure moltissimo di positivo.

La leggerezza di cui dici è benedetta e certo aiuta a far sentire la distinzione a cui tieni. Ma temo che ce la sappia mettere chi le stelline non le darebbe e che chi invece le considera pedagogiche le somministri con grande serietà. Il che mi porta di nuovo a chiedermi se poi davvero il bambino capisce che non è lui quello censurato, ma il comportamento in cui è incorso.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » lunedì 15 aprile 2013, 20:44

Ma se anche cogliessero che è una faccenda circoscritta al comportamento... Non mi consola mica per niente.
Certo che è circoscritta al comportamento: a lodare chi si attiene alle richieste, a disconfermare chi ci si allontana.
Sarebbe poi da stabilire la natura delle richieste, il loro fondamento, il loro senso, il diritto che ha chi le fa di farle.
Non mi pare cosa leggerina neppure se circoscritta al singolo comportamento. Anzi.
Il fatto stesso di isolare il comportamento dalla persona fermandosi alla valutazione della prestazione (senza valutare cosa quel comportamento o quel risultato rappresentano per quella persona, cosa la persona sta dicendo di se con quel comportamento etc etc) dichiara che la prestazione ha la priorità sulla persona.
E questo messaggio arriva con molta facilità, e ha forte presa.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda mamazaba » lunedì 15 aprile 2013, 20:46

se Carlo fa fatica, Nina e' molto lontana dal capirla, questa differenza tra se' e i comportamenti.
per questo il time out subito a scuola e' stato per lei cosi devastante..
le stelline, o i timbrini che qui vanno per la maggiore, lei le vuole non perche' siano un premio, ma perche' rappresentano l'accettazione della maestra.
lei desidera piacere, con tutta se stessa. essere messa in competizione e premiata significa la conferma di piacere alla naestra
la forza di tirarsene fuori, di dire no grazie non mi interessa, non ce l'ha.
ed e' su questo che io sento che lei ha bisogno di aiuto, ma non e' facile.
l'idea di tradurre gli stati d'animo della maestra mi puace, considera Sonua che lei comunque si sente responsabile, di ogni cosa :)
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » martedì 16 aprile 2013, 7:50

ci sto riflettendo ma non sono convinta: l'idea che le faccine rappresentino gli stati d'animo dell'insegnante non mi sembra aiuti a relativizzare il peso di quelle faccine e poi non è corrispondente alla realtà...io come maestra non sono delusa dal bambino che fatica a raggiungere un obiettivo, certo io non userei neanche le faccine ma non credo che anche per chi le utilizza sia reale che esse corrispondano ai sentimenti del docente...
cosa avrei fatto io? nel caso di elisa che ha un buon dialogo con il maestro di carlo avrei provato a chiedere di inserire altre variabili su quel tabellone che permettano anche a carlo di vedersi riconosciuto per le sue qualità, visto che di questo il piccolo pare un po' patire.
sulla distinzione del giudizio sul comportamento/persona, nella mia esperienza all'età delle elementari questo è un concetto su cui si può lavorare insieme ai bambini: il fatto che tu ancora non riesca, che so, a scrivere correttamente alcune parole non significa che tu non sia un bambino in gamba, di valore ecc...perchè quello specifico obiettivo è "solo" un passaggio, che di certo arriverai a raggiungere con i tuoi tempi, e che sta a fianco di tante altre cose che ti riescono meglio e delle tue qualità di persona; registriamo questa difficoltà solo per aiutarti a lavorarci ancora un po', ovviamente con il mio aiuto.
poi ripeto, io non lo segnalerei con le faccine su un tabellone, ma mi capita di ragionare in questi termini con i bimbi, che tendono comunque a valutarsi, confrontarsi con altri e quindi di fatto ad attribuirsi invisibili stelline o faccine...quindi ritengo importante che piano piano distinguano il valore che hanno come persone, le diverse competenze, la transitorietà anche delle loro difficoltà, il processo complessivo in cui si trovano, in cui insieme stiamo lavorando e vivendo.

Irene ha scritto:Sarebbe poi da stabilire la natura delle richieste, il loro fondamento, il loro senso, il diritto che ha chi le fa di farle.


qui Irene risalta fuori la diffidenza nei confronti degli adulti educanti dentro un'istituzione...nel momento in cui affido mia figlia ad un insegnante (o ad un maestro di nuoto), immagino che proporrà attività volte a raggiungere obiettivi che sono le tappe del percorso formativo, educativo e didattico per cui si trova in quel ruolo..se parto dal'idea che possano essere arbitrarie l'ingranaggio si blocca subito (ma questo è OT rispetto al tema dei premi, che mi pare vengano sollecitati da diversi bambini anche in un contesto familiare.)
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » martedì 16 aprile 2013, 8:25

Vengono sollecitati in contesto familiare da bambini sottoposti a premiazioni in altri contesti.
Non è certamente un bisogno innato che parta dal bambino.
Sonia il discorso come tu stessa dici e' ot. L'effetto dei voti e dei premi sull'apprendimento e' comunque noto.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » martedì 16 aprile 2013, 8:42

Irene ha scritto:L'effetto dei voti e dei premi sull'apprendimento e' comunque noto

condivido, l'ho detto sin dall'inizio; rispetto a quello che scrivevi puntualizzavo solo sul fatto che delle richieste inevitabilmente vengono fatte e se le si considera potenzialmente arbitrarie il corto circuito è comunque ad un passo. chiaro che ci va un po' di fiducia che siano richieste educativamente fondate.

se comunque ci si trova ad utilizzare premi o, più facilmente, ad avere a che fare con questo sistema, come descriveva bene effi, all'interno dell'esperienza scolastica, credo che un ragionamento sulla distinzione tra compito e valore della persona vada promossa e incoraggiata...
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » martedì 16 aprile 2013, 9:08

Se Atoq sente che stiamo andando ot, stralcio subito. Quello che stiamo scrivendo però a me sembra pertinente anche alla sua richiesta. In motivo per cui si danno le stelline e le faccine a casa e a scuola è lo stesso: rinforzare un comportamento ritenuto buono, scoraggiarne un altro ritenuto cattivo. Non ci vedo un aiuto possibile per il bambino che non si potesse fare altrimenti. A casa tanto più dove il rapporto adulti bambini è molto più alto e quindi c'è più tempo, ci sono più risorse e possibilità di interazione 1:1.

Ci credo, Sonia, che tu non la senti vera la mia interpretazione delle faccine: per te non tiene e tu non le daresti. Ma perché le dà chi le dà? Quello che ho visto nella nostra classe è che le faccine nere sanzionano sempre il comportamento, quelle verdi premiano sia il comportamento che il profitto. Il maestro è molto sereno riguardo alle disparità di apprendimento, ci ha detto subito con chiarezza che si aspettano quelli che sono più indietro e ora i momenti dedicati ai laboratori verranno organizzati in modo da permettere di recuperare e migliorare chi fa più fatica in modo da non lasciare troppo indietro nessuno. Non sono tanto gli obiettivi di programma quelli che lo preoccupano, ma è molto più rigido sulle faccende di condotta e ascolto. Per lui, io credo, mio figlio che non completava le schede, che andava piano a scrivere la data... non era capace di ascoltare (il cartellone delle faccine parla di "ascoltare il buon silenzio" che sarebbe quello in cui si rispetta chi parla e si presta attenzione alle sue parole). Io che vedo il mio piccolo bradipo da vicino da anni so che invece lui non trovava motivazione nel colorare tutto, nel fare la fatica di scrivere. E non perché non lo sapesse fare: ha imparato da solo a leggere l'estate passata e scrive passabilmente (un po' sciatto a volte quando ha poca voglia) anche piuttosto di lena se capisce perché deve farlo. In questo ho visto come si ritrova un po' sguarnito un bambino rispettato da sempre nelle sue inclinazioni e non allenato a fare le cose perché si fanno e punto. Semplicemente quel sistema dei doveri e della disciplina non lo capisce e non perché voglia essere ribelle e indisciplinato. Difatti Carlo è molto buono e tranquillo e si entusiasma quando qualcosa gli piace.

Quindi io sono convinta che quest'uomo (pieno di risorse e di capacità di cura ed empatia) abbia nella disciplina il suo punto di rigidità e quelle faccine dicono precisamente come si sente di fronte ai bambini. Anche quando dà una faccina verde di incoraggiamento perché lì scatta comunque la simpatia per quel bambino che vorrebbe spronare a fare meglio. Ma può funzionare solo se il bambino arriva a integrarsi in quell'ottica, quella di premi e punizioni che io continuo a non condividere e da cui cerco di proteggere i miei figli come posso. Non posso proteggerli da tutto (in fondo neppure lo voglio perché mi fido di loro e vedo che crescendo ce la fanno e se la cavano) e questo è comunque il mondo in cui devono crescere.

avrei provato a chiedere di inserire altre variabili su quel tabellone che permettano anche a carlo di vedersi riconosciuto per le sue qualità, visto che di questo il piccolo pare un po' patire


e quindi? altri simboli? faccine verdi per i suoi talenti? Se è questo io non l'avrei voluto. Per me è stato prezioso, mentre ci parlavo, che lui mi dicesse che il modo di essere di Carlo era anche un insieme di belle risorse che facevano di lui il bambino che è, che la sua cautela può essere una risorsa a sua volta. E un po' alla volta credo che il maestro abbia cominciato a vedere meglio il mio bambino, tanto che una volta mi ha detto di sentirsi tranquillo perché pensava di averlo capito e che all'inizio aveva avuto paura. Lui, il maestro, paura di fronte a un bambino che non capiva. Da quel momento anche Carlo l'ho visto più sereno, chissà perché?

Ma come distinguere sul tabellone la persona del bambino che il suo nome designa dalle sue competenze e dal suo comportamento io non so davvero come proporlo. Forse si potrebbe pensare a un altro più complesso cartellone, non so, ma anche questo era fuori di discussione. E io non posso mica andare a dire al maestro che cosa fare. Di fronte a tanta fatica per dare una corretta rappresentazione io vedo fallire i propositi del cartellone e piuttosto lo toglierei e basta.

Non so se mi spiego, Sonia, credo che, se ci mettiamo nei panni di chi dà le stelline, la logica che dobbiamo capire non può essere la nostra. Non c'è davvero un modo "buono" di usarle in ambito educativo. Sono una faccenda maledettamente seria e sta lì soprattutto il guaio. Se fossero un momento ludico di celebrazione, fatto con allegria e spensieratezza, non sarebbero più quello che sono. Noi possiamo cercare, se ci tocca, di integrarle nelle nostre modalità di relazione, ma ne verranno snaturate. Se le lasciamo nel contesto in cui sono sentite come utili e necessarie parlano non dei bambini, ma di chi le commina, questo dentro di me lo sento verissimo. Prova semmai a dirmi dell'altro e vediamo se mi ispiri qualche dubbio.

Grazie intanto per il confronto
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » martedì 16 aprile 2013, 9:40

non è facile, Elisa, non conoscendo questo insegnante e valendo per me l'idea che ad ogni situazione possono corrispondere risposte e soluzioni diverse, però io vorrei partire dalla migliore delle ipotesi e delle interpretazioni

Effi B. ha scritto:In motivo per cui si danno le stelline e le faccine a casa e a scuola è lo stesso: rinforzare un comportamento ritenuto buono, scoraggiarne un altro ritenuto cattivo.


su questo ad esempio penso si possa interpretare anche in altro modo, non in ottica comportamentista (che è quella che tu descrivi) ma più, scusate la parolona, metacognitiva, intendendo con questo il valore della valutazione ed autovalutazione degli step di un processo di apprendimento.

Rispetto alle attese di carattere comportamentale io non so se e come questo insegnante abbia condiviso e condivida con i bambini una riflessione che dia senso all'ascolto o ad altro e che faciliti anche la lettura di questo percorso come costruito di passaggi individuali che confluiscono nel clima di gruppo.
vorrei dire che l'esperienza scolastica per quanto proposta con empatia, messa in gioco, ascolto, competenza,... è comunque un'esperienza di gruppo che va anche gestito e aiutato a costruirsi come tale...anche questo è un apprendimento e forse con gli occhi di un genitore questa è la sfumatura più difficile da cogliere

continuo a pensare che le faccine siano uno strumento quantomeno scivoloso, per non diventare quello che tu descrivi nella parte che ho citato e per non avere gli effetti negativi che kholn bene presenta e a cui credo si riferisse Irene, se però qualcuno volesse provare ad utilizzarle badando bene agli scivoloni e andando nella direzione che ho accennato credo che se ne potrebbe riparlare... :)
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Re: Stelline e premi

Messaggioda esmeralda » martedì 16 aprile 2013, 9:48

Oh, ecco, ho trovato un sistema di stelline che a me va benissimo.
Il sistema "freddo" lo definirei.
Riguarda il pattinaggio che fa mia figlia (si fa anche in altri sport, ed in altri ambiti...ma questo è fresco fresco e mi riguarda)

Ha frequentato tutto l'anno a fine corso le tocca l'esame di brevetto per accedere a livello 3.
Vengono degli insegnanti federali e fanno un veloce esame in cui i bambini uno ad uno devono eseguire appropriatamente 5 esercizi.
Mettono un punteggio, e se la prova è superata consegnano una spillina con 3 pattinini d'argento. Sei abilitato al corso 3
La cosa bella è che a nessuno gliene frega niente se sei simpatico, antipatico, se ti sei impegnato. A te non frega niente di cosa prova l'insegnante, che penso non provi nulla di particolare.
Insomma: sai fare una cosa? Bene, a te l'ambita spillina.
Non vuoi fare il test (che tra l'altro si paga a parte)? non vuoi più pattinare? vuoi fare solo pattinaggio libero?
Ma che problema c'e'? Puoi pure serenamente ri-fare il corso precedente (so che una bambina lo preferisce perchè si è innamorata dell'insegnante).

Ecco, sfronda sfronda l'unica cosa per cui ritengo educativi i premi, è se sono la pura rappresentazione matematica di un risultato. Tutti gli annessi e connessi, li lascerei a parte.
Oltretutto nella vita gli ambiti in cui "conta il risultato" e poche chiacchere...non sono pochi. Sono tanti. Ed affrontarli senza sentirsene distrutti, lesi nel profondo, beh... può sempre servire.

PS
In questo periodo sono alle prese con una giovane tirocinante che deve avermi preso per sua madre. Piange se sbaglia, :o mi dice che ci si è impegnata tanto ecc. ecc.. Poverina, non so come farle capire con garbo che qui mica siamo alla materna.
Io ti spiego, ti insegno, ti responsabilizzo (e lo faccio pure troppo) ma del tuo impegno, della tua mortificazione se hai sbagliato, non so che farmene. Se vuoi lavorare devi imparare a fare una cosa che ti si chiede, a farla bene ed in modo affidabile. Chiedi quel che non sai, esercitati e basta. Poi verrà un momento in cui potrei anche dire "ma io pensavo che fosse meglio fare cosà -quando io ti ho detto di fare così- ma all'inizio, gioia bella, impara umilmente. Sennò quei soldi che prendi, invece di essere la giusta retribuzione di un lavoro, diventano veramente un premio alla buona volontà. Diventano sul serio 'na stellina del cavolo.E questa è una cosa che non funziona mica tanto eh...
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » martedì 16 aprile 2013, 13:13

Quello che dici, Sonia, si può fare in modi diversi che le faccine. E io lo capisco quello che dici sull'apprendere a essere un gruppo e a stare in gruppo. E sento pure di dover avere molta comprensione per quest'insegnante che ha 26 bambini e mi parla con rimpianto del quinquennio precedente in cui ne aveva poco più di 10 e poteva dedicare a ciascuno ogni giorno un momento a tu per tu. Però purtroppo ho pochi dubbi sulla valenza punitiva dello stratagemma, anche se non mi pare che il maestro la valuti molto.

Il lavoro ben fatto, i risultati sono di per sé premianti, tanto più se fatti insieme in armonia. Nel nostro caso la stigmatizzazione della lentezza di Carlo ha fatto sì che tutti i compagni ora lo vedono lento, persino il suo amico più caro cui non è mai interessata la cosa. E sui tempi pausati lui è lo stesso dell'anno scorso, semmai più spigliato. Io cerco di mettermi nell'ottica di un bambino e di capire come lui si sente nel mezzo di tutto questo e mi pare che non se ne esce: sarebbe meglio fare altrimenti. Poi, come ho detto, mi fido del mio bimbo e sorveglio meglio che posso la situazione; so che potremo trasformare anche questo in un'esperienza di vita in qualche modo utile. Ma vedo anche che l'unico risultato è che ci ha fatto andare paradossalmente più lenti e il maestro stesso (bisogna rendergliene merito eh?) un giorno mi adetto: "No signora, da quello che mi dice vedo che con Carlo devo cambiare sistema"!

Comunque ti chiedo di spiegarmi meglio questa applicazione metacognitiva, modi e risultati. Mi interessa
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » martedì 16 aprile 2013, 13:37

credo che per carlo questa strategia sia davvero inopportuna e mi pare interessante che questo insegnante lo riconosca e si metta così in gioco...da come lo descrivi mi pare una persona di valore.
sulla metacognizione ti spiace se provo a scriverti domani? sono un po' incasinata con agnese e non è un concetto proprio all'acqua di rose... :)
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » martedì 16 aprile 2013, 15:04

Ci mancherebbe, cara, grazie!

Che sia di valore lo penso anche io, non sarei restata altrimenti
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » mercoledì 17 aprile 2013, 8:01

nottata difficile e poche energie a disposizione...
assolvo alla mia promessa per ora con un link che mi pare dica abbastanza bene quello che intendevo e che mi pare sia interessante anche rispetto al discorso più ampio di questo topic...
http://www.crescita-personale.it/il-pen ... ione/718/a
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » mercoledì 17 aprile 2013, 9:57

Grazie Sonia! Come ti capisco per le nottate difficili, anche se ora qui sono finite! Ti mando un abbraccio solidale.

Mi sembra un buon punto da cui partire quello che poni. E la mia richiesta rimane: che utilità possono avere stelline e faccine se si ha a mente lo sviluppo metacognitivo di un bambino? Perché io più che altro ne vedo i limiti e i rischi e mi piacerebbe molto poter usufruire anche di un'altra prospettiva che mi aiutasse nel metabolizzarle.

Mi sembra importante parlare, come si fa nell'articolo che proponi, di attaccamento. Ho nel tempo riconosciuto in Carlo la capacità di riconoscere le sue emozioni e di dare loro un nome. Lo vedo anche meglio con Pietro, più loquace e intraprendente. Li ho visti pure riconoscere le emozioni degli altri e reagirvi empaticamente. Ora in Carlo vedo, anche in questo e soprattutto a scuola, una regressione. La spiegazione che mi do individua un elemento decisivo proprio nell'attaccamento nuovo che lui sta sviluppando in relazione al suo maestro. Un attaccamento nel quale l'esperienza che ha avuto con me non gli offre coordinate utili a riconoscersi e riconoscere l'altro. Io vedo un bambino disorientato e in tensione, che ha paura perché non si sente al sicuro nella relazione. Questo ora va molto meglio che all'inizio (dopo un primo mese bellissimo in cui l'ho proprio visto crescere e sbocciare, sono arrivate a fine ottobre le faccine e l'effetto si è visto quasi subito), ma sono stati mesi anche faticosi. Certo che torna a casa e ci sono io (ma io non mi sento la figura che può compensare pienamente questo rapporto con un uomo, ci vorrebbe il papà che purtroppo spesso è via buona parte della settimana per lavoro). Ma a scuola ci sta molte ore e tanta parte della sua vita ora è lì.

Che cosa possono comportare queste faccine in termini di attaccamento? A me sembra che Carlo si trovi a doverne gestire nei confronti del maestro uno ambivalente: è un uomo empatico, attento, affettuoso (ieri se l'è preso al volo in braccio per portarlo a cercare la felpa che si era perso dentro la scuola e io mi sono goduta il sorriso di felicità e sorpresa del mio bambino che volava via con lui), ma ha degli atteggiamenti piuttosto rigidi su certi aspetti, sanziona, sgrida, punisce. Le faccine rientrano nell'armamentario punitivo: giusto questa mattina prima di uscire Carlo mi parlava di un suo compagno che è a rischio di faccina nera perché non sta tranquillo in classe (bimbo molto intelligente e simpatico, certo esuberante, ma buonissimo, me lo sono tenuto a casa a giocare con vero piacere). Io capisco la difficoltà di gestire 26 testoline diverse, il bisogno che una classe non esploda, ma vedo bene che la minaccia della faccina è una scorciatoia pratica che funziona fin là (non estingue veramente in tutti i comportamenti sgraditi), funziona dove non ci fai caso (ferisce, spaventa, umilia) e non credo sia l'unica possibile. Il giorno che Carlo è uscito di scuola che non riusciva a parlare e mi ha spaventato, tanto che poi sono stata a colloquio e il maestro mi ha detto che doveva cambiare metodo, sono quasi certa che era stato minacciato di faccina nera se non si spicciava (il suo amico del cuore ha raccontato sdegnato a casa che Carlo ne aveva ricevuta una e invece il cartellone non la registrava). Io ho sentito che dovevo trovare una qualche spiegazione che mostrasse a Carlo che quelle faccine non erano condanne e giudizi, ma solo una modalità di comunicazione. Grazie anche alla collaborazione del maestro mi pare abbia funzionato.

Resta il fatto che l'ambiente scolastico è potenzialmente punitivo, irregimentante. E per un bambino che non ci è abituato assicuro che può essere sconcertante. Un po', passatemi il paragone forte, come quello che Primo Levi racconta delle prime botte prese nel momento in cui li hanno caricati in Italia sui carri bestiame, botte date senza una vera ragione, perché tra SS si usava così. E nessuno dei deportati ha pensato di reagire in quel momento tanto era lo sconcerto verso quell'aperta e totale negazione dell'attaccamento tra esseri umani che comunque portavano dentro. Un bambino rispettato nella sua integrità non pensa che gli si debbano chiedere prestazioni o ascolto con la minaccia o con la punizione. E davvero non capisce. Poi, quando comincia a capire, secondo me sente dentro di sé la responsabilità del conflitto e delle conseguenze che patisce. E non ha spazio di certo per capire meglio che cosa prova e che cosa provano gli altri. Metacognizione e teoria della mente sono al di fuori della sua portata mentre si trova a gestire un attaccamento problematico.

Poi si supera, certo, lo sappiamo quanto sono resilienti. E se ne ricavano anche insegnamenti utili, si fanno pure belle esperienze. Io davvero vedo che Carlo ce la sta facendo e che il suo rapporto con il maestro è un'esperienza bella e ricca per entrambi. Ma so che si poteva fare altrimenti e che soffrire (non posso non riconoscergli di aver sofferto) non era necessario. Questa mattina abbiamo ad esempio discusso della rigidità con cui il maestro pretende la fila perfetta: se non è ben disposta e ordinata non si esce di scuola, si torna indietro dalla ricreazione (io davvero a volte non riconosco quest'uomo in queste piccole cose) e abbiamo riflettuto insieme di quanto per il maestro debba essere importante una fila ben fatta. "Altroché" mi ha detto Carlo. "E tu ce la fai ad aiutarlo ad avere una fila ben fatta, visto che lui ci tiene tanto?". "Sì, mamma, ci provo, ma è difficile, a volte siamo stanchi!". Gli ho proposto di dirglielo se ci riusciva, di dirgli che lui ci prova e che a volte è stanco. Ho cercato di fargli sentire che fare bene la fila non significava dimostrare di essere più o meno bravi, ma era semplicemente la risposta a un'esigenza del maestro, un fare qualcosa per lui in termini di dono e non di sacrificio di sé. Sono certa che sarà più facile per lui impegnarcisi in questa prospettiva che pensando che si sta perdendo la ricreazione: se Carlo non si sente tranquillo nel rapporto con gli altri, anche la ricreazione non è più così importante. E io trovo molto bello che per lui la relazione interpersonale venga al primo posto.

Ecco, chiedo scusa se vi ho così tanto parlato di noi. Ma spero che serva per riflettere insieme su queste consuetudini comunicative. E aspetto di sentire chi vuole spiegarmi quello che non riesco a vedere anche se mi ci sono impegnata quanto ho potuto. Baci
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » mercoledì 17 aprile 2013, 10:37

stai facendo un gran lavoro con i tuoi bimbi Elisa, e sono certa che tra pochissimo i fiori che sbocceranno stupiranno anche te... :)
tornando in tema: il mio ragionamento sul rapporto possibile tra faccine e metacognizione dipende chiaramente dall'uso che ne fanno gli insegnanti, ossia credo sia possibile che le faccine siano messe a servizio della metacognizione, se la loro attribuzione è condivisa con i bambini, se appunto non vengono usate in forma di controllo e con approccio comportamentista.
purtroppo mi pare che questo maestro pure pieno di qualità su questo non sia in linea con i tuoi e miei punti di vista e che usi queste faccine come deterrente, stimolo ecc...
io credo che le faccine possano avere un significato condiviso con i bambini per cui si può ragionare insieme a loro sugli step del percorso di apprendimento o sulle modalità di relazione nel gruppo e utilizzare questo come uno strumento per dirsi a che punto si è rispetto a singoli passaggi (che quindi non implicano un giudizio sul bimbo nel complesso).
però qui stiamo teorizzando qualcosa che io stessa, per scelta, non ho mai messo in atto, ma che per accademia posso immaginare abbia funzioni ed effetti diversi.
nella situazione che descrivi credo che cercherei di fare quello che fai tu, sperando che la gestione di questo gruppo di bambini risulti un po' più agevole in futuro, così da permettere a questo maestro di rilassarsi un po' e mostrare solo il meglio di sè... ;)
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Re: Stelline e premi

Messaggioda mdm » mercoledì 17 aprile 2013, 11:54

ecco,e strapolo da un paio di post, secondo me la stellina premia non la presona/bambino, ma l'esecuzione di una cosa.
tipo : sei stata attenta e tranquilla in classe, oggi, oppure il compito, oltre ad essere stato svolto è stato svolto con cura ed attenzione oggi.
non è un premiare il bambino in qaunto bravo o meno, ma il modo in cui ha fatto la cosa.
e secondo me c'è distinzione, nel senso che tu bambino sei sempre e comunque giusto.
quello che viene valutato è l'impegnocon cui fai la cosa, non te come eprsona.
spero di esser riuscita a spiegare il concetto
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Piperita » mercoledì 17 aprile 2013, 13:52

Sonia-so ha scritto:stai facendo un gran lavoro con i tuoi bimbi Elisa, e sono certa che tra pochissimo i fiori che sbocceranno stupiranno anche te... :)
tornando in tema: il mio ragionamento sul rapporto possibile tra faccine e metacognizione dipende chiaramente dall'uso che ne fanno gli insegnanti, ossia credo sia possibile che le faccine siano messe a servizio della metacognizione, se la loro attribuzione è condivisa con i bambini, se appunto non vengono usate in forma di controllo e con approccio comportamentista.
purtroppo mi pare che questo maestro pure pieno di qualità su questo non sia in linea con i tuoi e miei punti di vista e che usi queste faccine come deterrente, stimolo ecc...
io credo che le faccine possano avere un significato condiviso con i bambini per cui si può ragionare insieme a loro sugli step del percorso di apprendimento o sulle modalità di relazione nel gruppo e utilizzare questo come uno strumento per dirsi a che punto si è rispetto a singoli passaggi (che quindi non implicano un giudizio sul bimbo nel complesso).
però qui stiamo teorizzando qualcosa che io stessa, per scelta, non ho mai messo in atto, ma che per accademia posso immaginare abbia funzioni ed effetti diversi.
nella situazione che descrivi credo che cercherei di fare quello che fai tu, sperando che la gestione di questo gruppo di bambini risulti un po' più agevole in futuro, così da permettere a questo maestro di rilassarsi un po' e mostrare solo il meglio di sè... ;)


Sonia ma è proprio quel "condiviso" a cui fai riferimento che mette la voragine tra il comportamentismo delle stelline e il costruttivismo della tua metacognizione! Potrei con non pochissimo sforzo immaginarmi i bambini in cerchio che parlano della loro esperienza e del loro apprendimento e qualche stellina da appiccicare sul cartellone delle competenze raggiunte. Ma se questo lo svincoli da un'ottica appunto costruttivista- dalla nascita di una nuova conoscenza condivisa- quelle stelle non hanno alcun senso. Vanno appunto tolte di senso da come le conosciamo noi e diventare nuovo strumento. E a quel punto la stellina non dice- tu sei bravo/tu non sei bravo-ma potrebbero significare "noi tutti insieme siamo qui" e "qui" ci siamo arrivati insieme, attivando ognuno di noi il nostro migliore talento per questa esperienza.
E così la lentezza di Carlo è il suo talento di: rivedere con calma ed attenzione il materiale didattico su cui lavorare insieme?
E l'esuberanza del suo amico il suo talento nel mettere le sedie in cerchio?
E la precisione di un altro il suo talento nel riscrivere il verbale della seduta.
Da soli ognuno di questi talenti non sarebbero potuti arrivare a quel "qui" di quella stellina/zucchina/carota e a tutti il piacere di riconoscere all'altro quel talento(e chissà magari riscoprirlo in sè) e a tutti il piacere di essere apprezzati.

L'è' una stellina ed un cartellone di un altro pianeta :birra:
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » mercoledì 17 aprile 2013, 23:35

Grazie Sonia del tuo pensiero, il mio cuore di mamma ne esulta e spero che sia come dici.

Capisco il tuo ragionamento, ma temo che quello che dice Piperita sia molto fondato e un forte indizio della problematicità della faccenda è che tu abbia scelto di non servirti di questa modalità comunicativa. Un altro pianeta quindi e neppure uno in cui tu sceglieresti di vivere.

Capisco anche quello che scrivi tu, mdm, ma ti chiedo di fermarci un attimo su quello che dici. Perché quello che per me è più importante di tutto non sono tanto le intenzioni, che poniamo pure ottime, oneste e non manipolatorie, di chi decide di dare le stelline, quanto come questa pratica viene percepita ed elaborata dai bambini. E voglio ricordare che stiamo parlando di bimbi piccoli, nel mio caso di bambini all'inizio di un percorso scolastico che stanno affrontando un cambiamento grande e importante. Ti posso portare ad esempio le emozioni di una compagna di classe del mio bambino che riceve solo faccine sorridenti e moltissime, bimba sveglia, responsiva, veloce. Con la mamma si è lamentata che il maestro non la vedeva più perché per qualche giorno non ha ricevuto stelline nonostante avesse fatto tutto bene. Complice l'idea pessima di un'altra insegnante di minacciare i bambini indisciplinati di rimandarli alla materna (con quanta leggerezza si intimidiscono i bambini!) ha detto che probabilmente il maestro pensava che lei non fosse in classe perché era tornata all'asilo. Niente faccine? Io non esisto. Ecco l'altro lato punitivo del metodo: l'associazione del premio alla percezione del proprio valore. Sto parlando di una bimba decisa, solida e sicura di sé. E continuo a chiedermi a chi giova se ci mettiamo dal punto di vista dei bambini.

Perché, per impostare una condivisione come quella che propone Sonia, io credo che una prima classe di primaria ai suoi esordi si trovi in un momento troppo precoce perché ci siano le condizioni per farlo. E' il momento in cui si impostano le relazioni con gli insegnati, con i nuovi compagni e la convivenza nella scuola nuova. Ci vuole uno spazio mentale che a me sembra ora troppo ingombro da altra fatica. E poi il tutto dovrebbe passare attraverso l'autovalutazione e la valutazione di gruppo, cosa che mi sembra penalizzata proprio dal metodo applicato come lo vedo io nel mio caso perché la tensione che provoca dissipa molte risorse che potrebbero servire a creare una buona coesione di classe.

Tornando alla bimba di Atoq, forse gli spunti di Sonia suggeriscono di coinvolgere Viola nella decisione di quando tirare fuori le stelline: proporle di usarle ogni volta che le sembra che sia il caso di evidenziare un momento in cui si è sentita bene e felice con sé stessa e la sua famiglia?

Grazie per la discussione!
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Re: Stelline e premi

Messaggioda esmeralda » giovedì 18 aprile 2013, 7:38

Allargando il discorso... le stelline... mah... alla fine se si lascia perdere va anche meglio, per non alzare un vespaio.
Anche perchè: cento bambini, cento teste. Onestamente io non sapevo nemmeno che alle elementari da noi ci fossero, ho dovuto cavar fuori a mio figlio con le pinze le solite notizie laconiche, ma si vede lontano un miglio che non gliene frega niente.
Non è nè Nina, nè Viola, nè Carlo, nè la bimba studiosa che ne è diventata addicted.
Non so bene che ne pensi, ma di certo non granchè.
Le considera un gadget. Grossomodo.

Quindo vabbè... le stelline sono al meglio indifferenti, al peggio fanno del male e complicano la vita... maaa
LA BORSA DI STUDIO??

Concettualmente a me la borsa di studio va benissimo.
Premiare il migliore fa proprio parte del mio DNA.
Quella mio figlio pure la capisce benissimo.
Gli insegnanti sono molto corretti. Le "classifiche" sono riservate, non ci sono proclami o che. Non c'è affatto gara aperta a scuola. Viene recapitata una lettera ai genitori e si ha uno sconto sulla retta. A meno che non te lo vengano a dire, non si sa neppure chi sono i vincitori. Ovviamente è un segreto di pulcinella. E' esattamente una media matematica dei voti in pagella. Non so se dell'ultimo quarimestre o di tutti e 3.
Noi l'anno scorso siamo stati abbastanza generici con mio figlio -ha vinto il secondo premio- non abbiamo fatto celebrazioni, non abbiamo specificato niente. Gli abbiamo detto che aveva vinto una borsa di studio bene bravo.
Lui alla fine se ne è fregato pure di quella, dato che non aveva capito che per noi era uno sconto, insomma, erano soldi. Per lui era una stellina. E come tale... si... vabbè... sticavoli.
Si prevede che sarà premiato anche quest'anno... a sto punto...
Boh... basso profilo come l'anno scorso oppure, visto che è più maturo, gli spieghiamo meglio? Di monetizzarla in suo favore non ci penso proprio... però... boh...
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Effi B. » giovedì 18 aprile 2013, 7:48

Se l'anno scorso è filata bene così e ti sembra che per lui resti lo stesso di allora, io non farei modifiche al basso profilo: collaudato e soddisfacente per tutti no? Mi sembra anche una scelta più nel tuo stile genitoriale, che poi magari succede come le poche volte che ti lasci ispirare da quello di qualcun altro qui e, a sentirti far discorsi, ti guardano come un'aliena ;)

OT: Noi oggi gita scolastica e Carlo era felice ed emozionato. Pensando a come è lui (sempre rifiutate TUTTE le gite dell'asilo!) è un bel cambiamento, positivo in ogni senso vista la sua gioia.
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