Stelline e premi

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Re: Stelline e premi

Messaggioda milena » venerdì 12 aprile 2013, 10:55

Cavoli che quadro desolante!!!!Per forza che abbiamo il minor numero di laureati d'Europa e il più alto numero di abbandono scolastico... :culpa:
Quando finiscono i premi che si fa?????Purtroppo anch'io non ho alternative e C. dovrà andare a scuola ed all'asilo, ma ora che non ci va non sa nemmeno cos'è la competizione...credo che 1educatrice con 25bimbi e una maestra con lo stesso numero di pargoli non potrebbe tenerli a bada senza la prospettiva del premio, della competizione, ecc
Questi metodi sono poi così radicati nella nostra cultura scolastica che sarà dura cambiare...
Atoq gli altri genitori cosa pensano??intravedi la possibilità di una proposta alternativa di gruppo?'
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Sonia-so » venerdì 12 aprile 2013, 11:31

Milena, il problema è che Atoq ci racconta di questa prassi e vive in nord europa... ancora più desolante!!
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Re: Stelline e premi

Messaggioda esmeralda » venerdì 12 aprile 2013, 11:37

Beh... anche negli Stati Uniti e, per quel che ho visto io in oriente, non è che scherzano...
La competitività a scuola è proprio l'abc
E far pace con sta cosa ascrivendola semplicemente all'animo umano?

Che poi, a me se danno sti premietti a scuola non interessa niente, lo trovo anche accettabile e sensato...(purchè non siano cibo!!! Il cibo come premio è veramente PESSIMO!!!!).
Non mi piace trasportare questo meccanismo in casa proprio per il motivo che a scuola, okkei... nello sport poi, il premio ha più che un senso... ma la casa è appunto la casa, ti puoi rilassare e puoi pensare anche ad altro che ai premi e le classifiche.

Le classifiche, quelle ci sono sempre. Devi farci i conti, volersene chiamare fuori al 100% non ha veramente senso
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Re: Stelline e premi

Messaggioda zumurruddu » venerdì 12 aprile 2013, 12:58

non so, secondo me la competitività non fa parte dell'aimo umano, piuttosto della cultura in cui viviamo... ma questa è un'idea personale.
già il cibo (e che cibo! : Andry : ) come premio è pessimo : WallBash : : WallBash :
ma il punto è che non basta non offrire premi a casa, occorre fare di più per controbilanciare... non so se mi spiego....
poi anche a casa a volte è difficilissimo tra marito e nonni :incazz: :incazz: :incazz:
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Re: Stelline e premi

Messaggioda esmeralda » venerdì 12 aprile 2013, 13:25

Mah... a parte che l'animo umano è piuttosto vario... visto che comunque siamo in un mondo orientato in un certo modo, a me va benissimo che come minimo non rimangano troppo impressionati da una stellina in più o in meno. E non mi dispiacerebbe neppure se smaniassero per ste benedette stelline...
Oddio, li preferirei più concreti... piuttosto che perdersi appresso alle stelline, già che ci sono, magari impegnarsi per la borsa di studio non sarebbe male... Ma pure allenarsi seriamente per arrivare primo alla campestre inter-scuole e piuttosto che fare i babbarabbi per un gol segnato nella partitella del cavolo...
Quello che ci tengo è proprio che abbiano due livelli: uno "privato", ed uno "pubblico".
Nel "pubblico" se ti gira, puoi pure essere un gladiatore, anche nelle minuzie -se ti gira- ma nel privato non ci sono nè battaglie, nè riconoscimenti particolari nè premi e in fondo neppure delle particolari mete che di devi porre.
Insomma, le stelline son proprio superflue. Improponibili.

Sul cibo, invece orrore degli orrori al dolce come premio, e pure ai premi NEL cibo.
Sono veramente cose diseducative al massimo.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda migini » venerdì 12 aprile 2013, 13:36

Non sono molto sicura che premiare l'abbandono del ciuccio sia efficace. Da ex fumatrice, posso dire che anche nell'abbandonare una dipendenza premi e punizioni sono deleteri. Anche se è una bambina e il ciuccio non contiene sostanze che creano dipendenza, è comunque un processo difficile, da fondare solo su motivazioni intrinseche.
Per quanto riguarda le stelline, può darsi che Viola le veda un po' come il calendario dell'avvento, ami semplicemente l'attesa del premio. Dato che le hai spiegato perché non ti piacciono i premi, puoi proporle di darle una stellina ogni volta che ... indossa i pantaloni rossi, o qualche altra cosa assolutamente neutrale. Così ti tieni alla larga da questa logica comportamentista e la rendi felice! Lo ritieni fattibile?
Ci pensavo giusto qualche giorno fa, a come mi comporterei (o comporterò...) se le maestre di N facessero gare del genere in classe. Credo che non tacerei, non mi va proprio l'idea di bimbi trattati come cavie da laboratorio!
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Re: Stelline e premi

Messaggioda esmeralda » venerdì 12 aprile 2013, 13:45

Scusa eh, Migini... ma nel concreto andresti dalle maestre e diresti che non vuoi i "biglietti di lode"?
E con quale speranza di spuntarla?
Cioè... o ti metti a fare un catechismo alle maestre, -e loro giustamente potrebbero pure non avere voglia di farsi catechizzare da te e/o apportare comunque elementi a favore-
Oppure ti tocca accettare che una cosa del genere rientra in pieno nella loro discrezionalità.
Cioè... sono insegnanti, non sono mica dei portavoce di quel che pensiamo noi.
Se proprio le stelline a scuola mi dessero sui nervi... beh.. ne parlerei direttamente con mio figlio.
Che magari potrebbe pure avere una opinione diversa eh....
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Re: Stelline e premi

Messaggioda migini » venerdì 12 aprile 2013, 14:03

Sono insegnante anch'io, quindi ci parlerei da pari. Poi, storcerei il naso per i premi sulle tabelline o sul disegno, ma starei zitta. Non tollererei le stelline per il comportamento, che sono quelle che vanno per la maggiore. E c'è una bibliografia corposetta che prova che sono inutili, se non dannose... Il metodo di insegnamento è insindacabile, certo. Ma un conto è insegnare a leggere secondo un metodo piuttosto che un altro. Un altro insegnare che è bene fare una cosa giusta perché c'è il premio. Sicuramente ne parlerei con lui, ma questa è una delle situazioni in cui, secondo me, ci sta il chiarimento con l'insegnante. Soprattutto con bimbi molto piccoli.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda francesca78 » venerdì 12 aprile 2013, 14:28

avevo letto il libro di summerhill (scuola "libertaria"privatissima), e Neill raccontava di un bambino a cui il padre dava 2 soldi se non faceva pipi' a letto (mi pare), Neill allora ha cominciato a dargli 2 soldi quando faceva pipi' a letto.

Io non condivido il concetto dell'autopremiazione, non su cose importanti, non come approccio alla vita. Tutto sommato del giudizio degli altri ci possiamo anche svincolare, dal nostro e' decisamente piu; problematico. Non si tratta ovviamente di non porsi degli obiettivi, ma un conto e' avere degli obiettivi nella vita e nel comprenderli nel contesto in cui sono e nel processo di cui fanno parte (e allora non e' questione di giudizio), un conto e' il risultato, che e' anche importante a volte ma non puo' essere secondo me svincolato dal percorso.
Io Atoq se fossi in te farei dei premi matti del tipo: chi ha la lingua piu' lunga. chi fa le bolle di sapone che vanno piu' in altro (sfida difficile...), chi sogna il sogno piu' bello, chi ride nel modo che fa piu' ridere...
Io ridicolizzerei il premio.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Atoq » venerdì 12 aprile 2013, 15:48

Io ho pensato che potrei fare un gioco come facevamo all'asilo Montessori, in cui si sceglie che lavoro fare e alla fine si guadagnano dei soldi (finti) con cui si possono comprare delle cose (vere). Cosí mettendo in chiaro che é un gioco possono scegliere di fare dei lavoretti (tipo sistemare i peluche, pettinare una bambola o lavare un vetro (basso)), peró rimane nel contesto di un gioco...che ne dite?

Poi pensavo che per diversi anni ho corso sia in pista e su strada vincendo un sacco di prosciutti, salami, pecorini, bottiglie di vino (anche riserva di Castello di Volpaia) e pure soldi. Un anno vinsi con tre gare in pista diverse per una classifica toscana combinata ben 2 milioni di lire con cui ho comprato la mia chiatarra elettrica e amplificatore. Ho perfino vinto una torta, due litri di whisky, un tostapane, un'aspirapolvere, insomma dipendeva dagli sponsor delle gare :mrgreen: . Alle campestri regionali a Lucca una volta vinsi un trancio di lardo di Colonnata :lol:

E devo dire la veritá io adoro correre e non sono mai stata competitiva verso gli altri, ma vincere i premi e tornare a casa e regalare i prosciutti agli amici (altrimenti avrei smesso se mi mangiavo tutto) mi ha sempre dato una grande soddisfazione (le gare podistiche sono la cosa che piú mi manca dell'Italia). E non ero "competitiva" proprio perché correvo tutte le domeniche e anche infrasettimana per cui alla fine se una volta volevo prendermela comoda non succedeva nulla....forse possiamo inventare delle situazioni in cui i premi non abbiano un ruolo cosí negativo.

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Re: Stelline e premi

Messaggioda Fagiolina » venerdì 12 aprile 2013, 16:33

Esatto Atoq, è quello che cercavo di proporti io, fargli vivere questa esperienza dei premi che lei vuole provare come il risultato di un gioco o di un lavoretto in casa
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » venerdì 12 aprile 2013, 18:28

Niente, non riesco proprio a vederli come una cosa innocua, in nessun contesto.
Penso incidano profondamente, penso rendano condizionata ogni qualunque azione a cui si riferiscano, anche se prima era neutrale. Se metto i pantaloni rossi per avere la stellina, mettere i pantaloni rossi non è più una scelta in base al mio gusto, non è più qualcosa di libero, ma è un'azione orientata a ricevere un rinforzo.
Il concetto di auto premiazione lo vedo meno dannoso: io mi do un obiettivo, io stabilisco di quale risultato essere soddisfatta e come congratularmi con me stessa. Non la vedo una cosa brutta, nemmeno in prospettiva (e del resto lo fanno autonomamente, di porsi obiettivi).
Ha ragione Soniaso, bisognerebbe proporre una "ritualità antipremio" che smentisca il premio tradizionalmente inteso.
Solo che io... Boh... Più che appiccicarle le stelline sulle guance per come mi illumina la vita e chiamarla bimbastella non credo sarei capace di fare. Ma questo non è un premio... E infatti non vuole esserlo...
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Fagiolina » sabato 13 aprile 2013, 9:51

Scusa Irene ma il lavoretto che viene "pagato" è così strano per te? Io quando ero piccola facevo dei piccoli lavoretti tipo raccogliere le foglie in giardino o lavare i piatti e mio papà mi dava dei soldini che io vivevo come un piccolo stipendio.
Il premio può sostituire i soldi a questa età ma il concetto è lo stesso. D'altronde la nostra società è fondata sul lavoro e sulla remunerazione per un lavoro, se la bambina vuole vivere questa esperienza dei premi tutto sta nello scegliere COSA premiare, non appunto il come vestirsi o il finire il pasto ma altri aspetti che sono meno nocivi dal punto di vista educativo
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Re: Stelline e premi

Messaggioda migini » sabato 13 aprile 2013, 13:11

Ho parlato di indossare i pantaloni rossi per fare un esempio della prima cosa "neutra" che mi è venuta in mente. Poteva essere contare dieci auto nere per strada o raccogliere cinque conchiglie intere sulla spiaggia, una cosa che non avesse nessuna implicazione "educativa".
Sì, la nostra società è fondata sul lavoro e sulla remunerazione, ma non la famiglia. Credo che non darò mai a mio figlio dei soldi per aver lavato i piatti o sparecchiato la tavola. Mi piacerebbe che lo facesse perché vuole dare un contributo alla vita della famiglia, se non lo facesse, pazienza... Quando inizieremo a dargli dei soldi da gestire autonomamente, sarà un gesto che compiremo a prescindere da ciò che farà o non farà. Per il concetto di guadagno c'è la vita extra familiare: raccogliere le foglie del vicino, portare a passeggio il cane di un altro vicino, ecc
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » sabato 13 aprile 2013, 14:01

Se una cosa viene premiata, qualunque cosa sia, non è più neutra. Non viene più fatta per gioco, non è più qualcosa che si fa per il gusto di farla, ma si lega alla motivazione estrinseca del premio.
Ci sono moltissimi studi (John Holt in primis) che evidenziano questo, ed evidenziano anche come non appena il rinforzo viene meno, venga meno anche la volontà di impegnarsi in quel l'attività.
Pagare la collaborazione domestica onestamente a me pare molto strano. Ma molto. Siamo una famiglia, ci aiutiamo. L'aiuto che già spontaneamente offrono (e' sempre stata un'attività imitativa spontanea e un gioco) non ha alcuna ragione di essere trasformato in dovere da premiare, così da suggerire che non faccia parte del normale ménage familiare in cui ciascuno contribuisce secondo le sue possibilità e inclinazioni e che ci sia bisogno di un allettamento diverso dal piacere di fare qualcosa con e per gli altri per svolgerle. La trovo una scelta decisamente educativa, ed educativa in un senso per me nient'affatto auspicabile.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda zumurruddu » sabato 13 aprile 2013, 14:20

francamente anche a me non piace per nulla l'idea di pagare l'aiuto in casa... piuttosto vorrei che passasse il concetto che la *collaborazione* (disinteressata) è un valore (al posto della competitvità!)
Non che ci riesca, eh :imbarazzo: : Hurted :
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Re: Stelline e premi

Messaggioda francesca78 » sabato 13 aprile 2013, 16:19

Condivido il fatto di non ripagare l'aiuto in casa per le ragioni che avete detto, io pero' riprendo il concetto dell'autovalutazione. A me pensando poi che stiamo parlando di bimbi di 5 anni non piace, mi sembra il volere incentivare il giudice che c'e' in noi. Mi piace il concetto di festeggiare i passaggi di qualche cosa, ma ci starei veramente veramente attenta su questo punto. Io cerco con i miei bimbi di entrare in un'ottica di comprensione di dove si e' in che momento del proprio percorso. Se penso ai miei bimbi, alle cose che imparano penso che gli obiettivi che raggiungono li raggiungono nel contesto in cui sono con le difficolta' e le facilitazioni che quel contesto comporta, mi piace di piu' l'idea di valorizzare il cammino che si e' fatto piu' che il risutato. Certe volte un bimbo ha voglia o bisogno di valorizzare il risultato, anche attraverso un premio, e allora certo che ci sta, ma io preferisco non spingere in quel senso. Per questo sono anche d'accordo con migini che propone un premio per delle cose "futili". Il premio non e' niente e' nulla, questo e' il messaggio che cerco di dare. Poi se di fronte ad una gara vogliono gareggiare va bene, non sto demonizzando questo anzi credo che sia importante sperimentare e vivere questi sentimenti.

Atoq rispetto ai premi dei prosciutti e le grappe ecc... :birra: tu pero' mi sembra di capire eri piu' grande, la tua bimba di anni ne ha 5, forse e' piu' difficile per lei dare il significato che hai dato tu, infatti lei vuole il premio.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » sabato 13 aprile 2013, 18:48

Non vedevo proprio l'auto valutazione in questo senso, non la lego affatto a un giudice interiore quanto invece alla possibilità di autovalutarsi e autoapprezzarsi. E non penso nemmeno a percorsi lunghi e faticosi, penso alle "stelline" che già si appone simbolicamente nel momento in cui dice "questo disegno mi è venuto proprio bene" o "glielo ho spiegato proprio bene" quando ha risolto un diverbio con qualcuno e si è piaciuta, o "come sono brava a sbattere le uova".
Sapersi apprezzare, saper essere contenti di se stessi, premiarsi con la propria soddisfazione (che poi uno lo esprima a parole o si regali una stellina non cambia moltissimo) per me a in direzione diametralmente opposta rispetto al nutrire il proprio giudice interiore. Questa e' benevolenza verso se stessi.
La stellina a dire il vero non mi vede entusiasta nemmeno usata così.
Ma almeno si passa il messaggio che tu sola e solamente hai diritto di esprimere un giudizio su quello che fai e che sei, tu sola puoi decidere cosa per te merita un riconoscimento... Francamente, non credo che sottostare al giudizio altrui eviti il formarsi di un giudice interiore... Si formerà introiettando i criteri di giudizio che ci sono stati imposti. Se proprio giudizio deve esserci, che almeno sia su criteri che ognuno ha liberamente scelto, su norme autoimposte, non eteronome.
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Re: Stelline e premi

Messaggioda francesca78 » sabato 13 aprile 2013, 21:36

mi rendo conto che non ho spiegato bene una cosa, il mio suggerimento non e' tanto di rinforzare il giudizio altrui, anzi, forse non si capisce chiaramente ma io propongo proprio di ridicolizzare, svuotare di significato i premi. Per me dare una stellina per chi ha la lingua lunga puo' sicuramente essere un'autopremiazione. Quello che non condivido nel profondo e'
Irene ha scritto:nel momento in cui dice "questo disegno mi è venuto proprio bene" o "glielo ho spiegato proprio bene" quando ha risolto un diverbio con qualcuno e si è piaciuta

questi sono giudizi per me pesanti, anzi soprattutto il secondo, specie per bimbi di questa eta'. Io cercherei di uscire da questa logica. E' questo per me il punto fondamentale e se sono io che mi metto nell'ottica di giudicare me stessa quando gestisco un conflitto allora non ne esco veramente piu'. Specie in situazioni di questo genere ho bisogno di comprensione soprattutto quando non ci riesco a piacermi. La stellina o l'assenza di stellina su argomenti di questo tipo che sia io che me la metto o che sia mia mamma pesa comunque. Per questo per me e' importante giocare su queste stelline, dare loro un peso leggero, ribaltare il significato di queste stelline, storcerlo per ridimensionarlo.
QUell'esempio che ho fatto di Neill poneva l'accento su questo, era uno svuotare di valore il premio perche' il bimbo era premiato per qualsiasi comportamento avesse avuto in quella situazione (avrebbe ricevuto soldi sia nel fare, sia nel non fare pipi') e quindi il comportamento non dipendeva dal premio. Provo a pensare ad un bimbo che magari anche in una famiglia accogliente si mette come obiettivo quello di non fare pipi' a letto, magari semplicemente perche' i suoi amichetti non la fanno, perche' magari e' stato preso in giro (perche' i criteri che ci diamo per valutarci dipendono anche dai messaggi esterni). Quanto doloroso puo' essere non riuscire a darsi la stellina? quanto doloroso puo' essere non darsi la stellina perche' non si e' riusciti a spiegare bene quello che si voleva in un conflitto? E quanto doloroso per un bambino puo' essere non darsi la stellina perche' non ti piace il disegno che hai fatto? A me sembra importante uscire dall'ottica del giudizio ed portare l'ottica della comprensione.
comunque non ho capito questo
Irene ha scritto: E non penso nemmeno a percorsi lunghi e faticosi,
a cosa ti riferisci?
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Re: Stelline e premi

Messaggioda Luggen » domenica 14 aprile 2013, 5:26

Mi riferisco a cose spontanee, quotidiane, che la vedo vivere con serenità.
La vedo, che si pone degli obiettivi ed è contenta quando riesce (devo dire che non la vedo affatto turbata quando non riesce).
Che ne so, fa un disegno che le piace e lo appende nella sua "galleria d'arte" perché lo ritiene un'opera d'arte. Non appende ogni disegno che fa, ma quelli che non appende non le causano il minimo turbamento.
Ha voluto mesi fa togliere il pannolino anche di notte, ha deciso lei (e non perché qualcuno le abbia nemmeno lontanamente fatto pensare che dovesse, o perché le sue amiche non lo hanno -non sa proprio se lo portano ancora o no, non lo so nemmeno io, non ha agito per confronto). Ci sono state notti allagate e non si è minimamente turbata, nessuno di noi ci ha dato peso, nemmeno lei. Ma quando dice "non mi serve più il pannolino mai" lo dice orgogliosa di se.
Non so davvero francesca, a me sembra normale ed inevitabile che si auto valutino, che si sentano realizzati rispetto a traguardi che si sono liberamente scelti...
Nel momento in cui sono particolarmente orgogliosi di se stessi se ne accorgono eccome, anche senza stelline si auto congratulano con se stessi eccome.
Poi, per me, la cosa della stellina e' di per se nociva, fa parte di un orizzonte educativo dalle quali tenersi il più lontane possibili.
Ma adesso si parla di bambini che sono già costretti a misurarcisi, che vengono già giudicati. E che allora sappiano che l'unica valutazione che conta su se stessi e' la propria.
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