Riflessioni su Pinocchio

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda silviasco » martedì 9 dicembre 2008, 0:01

Qualche tempo fa (in tempi pre-milleriani!), rileggendo Pinocchio, mi è capitato di fare alcune riflessioni che ne hanno ribaltato alcune chiavi di lettura. Di solito si pensa che la storia di Pinocchio serva ad insegnare ai bambini a "fare i bravi", a ubbidire ai genitori, ad ascoltare i "grilli parlanti", ecc.. Insomma, uno strumento di "pedagogia nera" per eccellenza. In realtà non so se fosse questo lo scopo di Collodi quando lo scrisse; di sicuro alcuni elementi fanno pensare il contrario. Vado a memoria perché è passato un po' di tempo e ora non ne avrei per rileggerlo da capo, ma spero che qualcun altro possa aggiungere qualche tassello al quadro che si è creato nella mia mente. Secondo me se ciascuno aggiunge le sue osservazioni ne può venir fuori un lavoro interessante.

Innanzitutto la figura di Geppetto: povero vecchio, totalmente dedito al "figlio" scapestrato, secondo la visione tradizionale. Ma all'inizio, quando si mette all'opera per costruire Pinocchio, i suoi intenti sono tutt'altro che nobili: vuole costruirsi un burattino che canti e balli per girare le fiere e diventare ricco! Che è poi la motivazione più o meno inconscia di molti genitori quando procreano: vogliono il piccolo genio (o la piccola bambolina) da mostrare in giro.
Trovo interessante questo continuo parallelo bambino-burattino: non sono riuscita a capire se fosse un parallelo voluto da Collodi per far riflettere sulle nostre (errate) aspettative genitoriali: da un lato vorremmo poter controllare i bambini come fossero burattini, dall'altro li vorremmo intraprendenti ed "autonomi" al più presto.
Poi, di fatto, questo burattino-bambino è dotato per sua fortuna di notevole iniziativa: e, posto di fronte alla scelta fra andare a scuola e andare insieme ad altri burattini, sceglie la seconda opzione; ma non tanto perché "cattivo", semplicemente lui è attirato dai suoi simili: segue la sua natura di burattino!
Il grillo parlante, poi, che dovrebbe essere l'anima, la coscienza, ecc., in realtà viene eliminato subito, (quasi "interiorizzato", direi) e tutto quello che Pinocchio impara durante le sue vicissitudini lo impara solo... facendo, e sbagliando; a me pare proprio che il messaggio sia il contrario di quello comunemente creduto: per crescere, non serve seguire i buoni consigli, ma "buttarsi", sbagliare, rimediare, insomma vivere.
La fatina, poi: c'è una chicca che la riguarda ed è l'ultima riflessione che ho fatto, la più recente. Cosa dice Lucignolo per convincere Pinocchio a disubbidire, quando questi dice che sennò la fatina strilla? (cito a memoria) "Lasciala strillare. Quando avrà strillato ben bene, si cheterà".
Ma questo non è che il famoso metodo Estivill applicato alle mamme!!!! Solo che questa frase, rivolta da figlio a madre (che poi Pinocchio non era manco figlio della fatina, vabbé, ma i ruoli son quelli) suona come ignobile, rivolta da madre a figlio suona "educativa"... :roll:
Mi piacerebbe rileggere il tutto daccapo, re-interpretare personaggi quali Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, Lucignolo, ecc., sono sicura che qualcos'altro di interessante salterebbe fuori, anche se non sono sicura che tutto il quadro sia poi coerente e sia davvero anti-PN. Voi che dite? Avete notato qualcos'altro del genere?

Silvia
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda vitorunner » martedì 9 dicembre 2008, 7:17

Bravissima Silvia, mi sembrano delle osservazioni davvero interessanti. Anche io volevo parlare di Pinocchio, ma per dire esattamente il contrario. Infatti, una sera, sono andato a recuperare una edizione illustrata in un modo davvero fuori dal comune, ed ho provato a raccontarla ad Edo.
Ma, mentre lo facevo, ho dovuto in pratica inventarmi un altra storia per evitare di inculcare in lui i concetti di PN di cui il racconto sembra intriso. Il problema che mi sono sempre posto con Pinocchio è stato quello di non riuscira mai a capire quale fosse la versione originale di Collodi. Per un commento fatto nella direzione di verificare le originali intenzioni dell'autore mi servirebbe sapere quale è la vera versione. E comunque la storia del grillo parlante che in realtà è un vero romp...... e che viene messo a tacitare senza mezzi termini da Pinocchio, mi piace proprio.
Proverò a reperire una versine originale e a rileggerla nei termini che, intelligentemente, suggerisci tu.

Vito
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda silviasco » martedì 9 dicembre 2008, 19:18

Io ho letto solo la storia originale, la lessi la prima volta forse alle medie (per conto mio, non a scuola); prima avrò sentito qualche stralcio, o riassunto uso bimbi.
A parte le riflessioni specifiche di cui sopra, della storia di Pinocchio ho in generale un ricordo molto cupo, anche e forse soprattutto dopo la rilettura recente. I personaggi, i luoghi, le situazioni, sono spesso inquietanti (penso all'omino di burro, ma anche alla lumaca cameriera della fatina, o alla balena). Sembra che il mondo sia un luogo bizzarro, incomprensibile ed ostile. "Affascinante ed angosciante", come dice Chiara, sono termini che gli stanno a pennello. Mi viene in mente che per certi versi ricorda Alice nel Paese delle Meraviglie, ma quest'ultimo è tutto sommato allegro, solare, Pinocchio è decisamente più tetro. Ci passa la differenza che c'è fra viaggiare per turismo e vagabondare. Alice saltella curiosa qua e là senza che le capiti mai nulla di che, mentre Pinocchio è spesso in fuga, braccato da qualcuno o dai suoi rimorsi.
Ecco mi viene in mente ora: il grillo ucciso potrebbe essere una rimozione? Rimuovere qualcosa crea un "fantasma" che ci perseguita e ci dà molto più fastidio dell'originale...? Non so, m'è venuta così or ora. Poi a me che non ammazzo nemmeno gli scorpioni l'uccisione del grillo ha sempre dato un po' fastidio.

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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda TruthSeeker » sabato 7 febbraio 2009, 23:37

Riporto qui un link di una pagina del sito del Centro Studi Hansel e Gretel (altro gruppo vicino alle riflessioni di Alice Miller), in cui si discute della fiaba di Pinocchio

http://www.cshg.it/interventi/BosettoPinocchio.htm
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda silviasco » mercoledì 11 febbraio 2009, 18:58

Ho visto il link, molto interessante, Truthseeker! Avevo dimenticato il fatto che la Fatina ricorresse tranquillamente all'inganno per... insegnare a non mentire! E questa ambivalenza di ruoli, poi, fata, mamma, sorella, bambina... Eh sì, Pinocchio viene reso responsabile della sorte dei propri "genitori", che assurdo, eppure viene considerato normale... Ogni volta che mi rituffo in questa storia mi riassale un disagio profondo.
E' proprio vero poi che la maggior parte dei genitori si aspettano da un bambino precisamente il comportamento di un burattino; in Pinocchio la storia rovescia i ruoli, ed abbiamo un burattino che si comporta come un bambino, ma per essere un bambino dovrebbe fare il burattino... Che pasticcio!
Secondo me poi tutti questi "secondi livelli" di lettura non erano poi del tutto voluti da Collodi, per cui non c'è nemmeno sempre coerenza all'interno della storia.

Flash: l'immagine di Pinocchio messo a fare il cane da guardia mi ha fatto venire in mente un passaggio di "Oliver Twist", all'inizio, in cui la sua famiglia affidataria lo nutre per l'appunto con gli avanzi destinati al cane... Pratiche di questo tipo non dovevano essere poi tanto rare nel secolo scorso...

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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda vitorunner » giovedì 12 febbraio 2009, 7:30

TruthSeeker ha scritto:Riporto qui un link di una pagina del sito del Centro Studi Hansel e Gretel (altro gruppo vicino alle riflessioni di Alice Miller), in cui si discute della fiaba di Pinocchio

http://www.cshg.it/interventi/BosettoPinocchio.htm

Grazie mille per il link. Mi mancava.
Scusate se non ho tempo per intervenire approfonditamente, ma ci tenevo a dire che la discussione è davvero interessantissima. Fra parentesi vi aggiungo che ho scoperto, grazie a voi, che il libro in mio possesso ha si delle illustrazioni particolarissime, ma il testo è quello originale di Collodi. Appeno avrò tempo lo rileggerò con molta attenzione, mi avete offerto molti spunti su cui riflettere

Vito
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda Effi B. » mercoledì 18 febbraio 2009, 16:02

Intervengo solo sulla vicenda editoriale, che però può forse tornare utile alle vostre riflessioni. E spero di rispondere così alle curiosità di Vito.
Pinocchio esce inizialmente a puntate sul "Giornale dei bambini" a partire dal suo primo numero (7 luglio 1881). Il titolo dell'opera è "Storia di un burattino". I curatori della rivista, che hanno offerto a Collodi un lauto compenso, devono comunque sollecitarne nel tempo le consegne (sembra che la stesura del lavoro non rappresentasse per l'autore un impegno di grande rilievo): di conseguenza le uscite degli episodi sono piuttosto irregolari. Risulta che, nel corso dei quasi due anni che portarono al compimento della storia, Collodi vi attese in modo pigro e discontinuo.
La "Storia di un burattino" si conclude comunque dopo 4 mesi nell'ottobre dell'81, e si conclude in modo tragico: con la punizione esemplare di Pinocchio impiccato. Collodi aveva pure scritto una morale da apporre alla conclusione che però la redazione non pubblica: "Amici miei: avete dunque capito? Tenetevi lontani i cattivi compagni, e i libri cattivi: perché alla vostra età, un compagno cattivo o un libro cattivo possono esser molte volte cagione della vostra rovina".
La storia ha un tale successo che si decide di darle un seguito e così vengono annunciate a breve ai piccoli lettori "Le avventure di Pinocchio". Il burattino viene risuscitato e inizia il suo edificante ravvedimento che si conclude con un meritato lieto fine: la metamorfosi in bambino assennato dello scapestrato burattino di legno.
Il successo continua a essere tale che verosimilmente ancor prima della fine della pubblicazione su rivista (gennaio 1883) si avvia il progetto per quella in volume. Il testo esce sommariamente corretto e adattato già nel febbraio dell'83 col titolo "Le avventure di Pinocchio", sottotitolo "Soria di un burattino".
La critica sostiene che, proprio in vista della pubblicazione in volume, Collodi abbia, già nella stesura delle ultime puntate per la rivista, corretto la direzione del testo in senso edificante, rifacendosi ai precetti pedagogici più diffusi e condivisi. Collodi è autore di altri testi didattici per bambini e si era personalmente approntato una sorta di raccolta di massime educative al fine di metterle in opera nei suoi scritti per l'infanzia.
Tre anni più tardi, nel 1886, uscirà la seconda edizione del libro, molto curata e rivista rispetto alla prima. La revisione coinvolge soprattutto gli aspetti testuali (errori, ripetizioni, scelte linguistiche). L'opera revisoria continuerà anche nelle successive edizioni in vita dell'autore.
Nel 1921 Pinocchio viene ristampato sul modello della prima edizione piuttosto scorretta del 1883, con correzioni che fanno capo al testo uscito in rivista. Di lì in poi le successive edizioni si esemplano sull'edizione '83.
Il testo critico, edito nel 1983 da Ornella Castellani Pollidori, riprende invece, come è giusto, quello dell'ultima edizione (1890) in vita dell'autore, che dovrebbe rappresentare la sua ultima volontà.
Le correzioni stratificate nel tempo sul testo uscito in rivista non intaccano comunque il contenuto della storia che si mantiene nella sostanza lo stesso. Variano le suddivisioni dei capitoli, vengono introdotti i cappelli introduttivi, ma la vicenda è sempre quella.
Male che vada, la versione che vi capita tra le mani rappresenta dunque la riedizione del testo del 1883, variamente pasticciato dagli editori, ma, se non vi interessano gli aspetti linguistici e non avete pretese filologiche, potete leggerla senza temere di perdervi troppo.
Mi sa che dovrei rileggermelo pure io. Condivido le vostre riflessioni per la memoria che mi è rimasta della mia lettura infantile, ma mi resta il senso di profondo fastidio che al tempo avevo provato per la chiusa della vicenda e quelle meschine pretese del mondo degli adulti soddisfatte sulla pelle dell'eroe della storia.
Ciao
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda vitorunner » giovedì 19 febbraio 2009, 15:30

Grazie Effi, grazie davvero.
Finalmente ci vedo chiaro in tutte queste versioni che io immaginavo, di volta in volta, modificate ed adattate dall'editore di turno.

Vito
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda laurastella » domenica 10 agosto 2014, 21:56

molto interessante il tema, io mi sono posta il problema ora, perche' anche se per il momento ho posticipato le fiabe (la mia bimba ha quasi quattro anni) siamo in qualche modo entrate in contatto con Pinocchio, e mi sto ponendo il problema di come rispondere a certe domane che di sicuro G. mi farebbe (anche la semplice: perche' Pinocchio ha il naso lungo?). Mi sembra di avere le idee chiare su come trattare mia figlia con rispetto ma mi sembra molto difficile darle spiegazioni riguardo a un sistema educativo tutto diverso (insomma mia figlia non sa cos'e' una bugia, non sa cosa vuol dire dover essere una bambina brava e obbediente, perche' ovviamente il nostro rapporto e' costruito su altre basi). Forse dovrei leggere il libro per conto mio e riflettere bene qual e' il mio punto di vista, prima di raccontarlo a lei.
Come parlate voi di Pinocchio con i vostri bimbi, se ne parlate? laura
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda Effi B. » lunedì 11 agosto 2014, 20:46

Noi l'abbiamo semplicemente letto tutto. Ci sono parti davvero belle e avventurose, da stare con il fiato sospeso. Poi commentavamo, soprattutto seguivo le impressioni di Carlo e le sue richieste. L'abbiamo letto che Carlo aveva sui quattro anni e già viva la passione per le storie. Alla fine mi è piaciuto molto e ho capito che i miei ricordi negativi erano piuttosto legati alla versione Disney.
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Re: Riflessioni su Pinocchio

Messaggioda Dana108 » giovedì 19 gennaio 2017, 12:02

Quanto in profondità si sta pensando di questa storia! :sudato: Tuttavia, nelle tue parole è la verità. A proposito, qualcuno guardando il film "Pinocchio" ( http://www.altadefinizione.plus/958-pinocchio-2013.html )? : WohoW :
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