conseguenze

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

conseguenze

Messaggioda francesca78 » mercoledì 14 ottobre 2009, 14:40

Stavo leggendo un articolo su facebook di non mi togliere il sorriso "Tratta i tuoi figli come vorresti esser trattato tu stesso! Il Bambino Naturale - genitori con il cuore JAN HUNT"
Elenca alcuni modi utilizzati per ottenere certi comportamenti dai figli (opunizioni corporali, time-out,ecc...) e le trapianta nelle relazioni tra marito e moglie. MI ritrovo in tutte forchè in una, le conseguenze. Io credo che per i bimbi capire che ci sono delle conseguenze alle proprie azioni sia importante, fanno l'esempio della moglie che si trova a secco e il marito le dice che non la aiuta per farle comprendere le logiche conseguenze delle proprie azioni. Io non mi ritrovo in questo esempio, nel senso che se mia figlia sta portando il bicchiere d'acqua per dipingere e inciampa e le cade l'acqua mi pare ovvio che non le rispondo "è la conseguenza per il fatto che sei stata sbadata" e anzi l'aiuto e le do dell'altra acqua, però nel momento in cui lancia i giocattoli per la stanza perchè è arrabbiata con me, io cerco di capire perchè è arrabbiata cerco di trovare una risposta a questa ma poi credo che i giocattoli vadano raccolti, assieme magari, magari sotto forma di gioco, ma credo sia importante questo tipo di ragionamento. Credo che se mia figlia litiga con la sua amichetta e si danno le botte sia importante che capiscono che picchiandosi fanno del male all'altra bimba (magari è proprio quello che vogliono in quel momento :D ), che se non si prestano i giochi poi avranno meno giochi con cui giocare, rimane a loro alla fine la scelta se prestarseli (mentre con le botte oltre ad un certo limite non rimane a loro la scelta) però mi sembra utile che noi adulti mostriamo cosa i comportamenti possono comportare. Adesso ho fatto degli esempi in negativo ma potrei farli in positivo anche.
Voi cosa ne pensate? perchè sono rimasta un po' stupita dalla messa al bando delle "conseguenze".
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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » mercoledì 14 ottobre 2009, 14:50

francesca78 ha scritto:Elenca alcuni modi utilizzati per ottenere certi comportamenti dai figli

L'ho scritto apposta
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Re: conseguenze

Messaggioda Silvia D. » mercoledì 14 ottobre 2009, 15:25

Su questo tema ritengo che ci siano da fare dei distinguo. Ad esempio, c'è una differenza tra la conseguenza naturale e la conseguenza logica o imposta.
Una conseguenza naturale, come dice la parola, è "se non guardi dove vai, puoi sbattere da qualche parte", mentre una conseguenza imposta potrebbe essere "se continui a battere sui mobili con la mazza, dovrò togliertela".
In entrambi i casi, avrei da ridire: proprio in virtù di quel bellissimo "lasciar sperimentare ai bambini" di cui parlavi per quanto riguarda l'Olanda, ritengo che le conseguenze naturali si apprendano davvero quando si sono esperite personalmente. Prima, resta quel senso quasi di dubbio se sia vero o meno. Certo, non voglio dire di lasciare che i piccoli si feriscano seriamente, ma che verifichino il principio causa-effetto proprio come dovrebbe essere: da scienziati quali sono. (Bellissimo il passaggio di Korczac che dice appunto che i bambini non giocano ma lavorano, nel senso che le loro "futili" occupazioni sono l'equivalente di un laboratorio per uno scienziato).

Sulle conseguenze imposte, poi, il ragionamento si fa ancora più delicato perchè queste rappresentano seriamente un rischio, quello di generare nel bimbo risentimento, senso di rivalsa, di ribellione, di vergogna,mortificazione, ecc. Quindi c'è sempre da pensarci seriamente prima di utilizzarle.. piuttosto spiegare con altre parole, magari proprio quelle che si utilizzerebbero con un "grande" che ad esempio a quel mobile di sala ci teniamo tanto perchè ce l'ha regalato la nonna e se lui ce lo rovina con la mazza ci rimaniamo malissimo. Alla buona, una comunicazione non violenta: il nostro sentimento, il nostro bisogno, la nostra richiesta ("quindi per favore risparmiami il mobile, prendi piuttosto a mazzate il cuscino o il materasso").
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Re: conseguenze

Messaggioda Emy » giovedì 15 ottobre 2009, 9:11

Forse per conseguenze, si intende"avrai delle conseguenze" nel senso di punizioni.O forse a certi modi di fare di certi genitori che lasciando soli i figli con le loro conseguenze non si rendono conto che in realtà stanno scaricando addosso una responsabilità che non è dei figli...sono i genitori, gli adulti che possono avere più esperienza, più panoramica sulla vita e che quindi possono prevedere le conseguenze, la responsabilità del bambino è minima e di solito riguarda almeno i suoi sentimenti.
Boh...
In ogni caso se mio marito mi dice di arrangiarmi :shock: se sono a secco con la macchina io divorzo :-).
LA questione però va più a monte per quanto riguarda le conseguenze. Ci sono conseguenze che i bambini sono in grado di gestire, e conseguenze che sono più grandi di loro. Questo dipende dall'età e dalla predisposizione individuale.
Anche il solo fatto di raccogliere i giochini da terra può essere una conseguenza che sentono più grande di loro...non possono essere lasciati soli.
Siccome noi siamo i garanti per loro e li dobbiamo proteggere, possiamo avere una panoramica sulle conseguenze, soprattutto quando sono piccoli.
Se per me è importante avere la camera libera e non ho tempo e non voglio correre il rischio di dover raccogliere tutti i giochini, ho la responsabilità di fermarlo prima, non posso lasciarlo fare e poi lamentarmi. Se li lancia perchè è arrabbiato è una altro conto ancora.
Se mio figlio ha un bicchiere d'acqua, e sta camminando, lo vedo, e posso lasciarlo fare se sono disposta a correre il rischio che inciampi e versi tutto, altrimenti se magari il bicchiere è di vetro, o che ne so, vedo che lo sta tenendo in modo pericoloso, posso dirigere la cosa in modo da avere conseguenze minime.
E' mia fondamentalmente la responsabilità, ma posso lasciare al bimbo la sua piccola parte di responsabilità che magari porta a raccogliere l'acqua assieme.
Se io non sono disposta ad avere un mobile preso a mazzate, prima provo a dirigere la cosa in altro modo ma se proprio si continua sulla stessa linea non vedo nulla di male a dire che mi dispiace , che capisco la sua voglia di battere, ma io ho il bisogno di avere un mobile intero perciò non gli posso permettere di continuare.
A dir la verità è difficile che accada avendo abbastanza tempo, di solito i bimbi hanno un bisogno alla base, battere o far rumore...in entrambi i casi si può trovare una soluzione pacifica per il mobile, anche perchè se io cerco di andare incontro al loro bisogno , anche loro sono ben disposti nei miei confronti...a meno che non ci siano altre dinamiche in mezzo tipo che si sono sentiti offesi da come mi sono posta in precedenza nei loro conftonti, allora bisogna tornare indietro e magari scusarsi.

Per quanto riguarda il movimento e le corse di solito le conseguenze ci stanno tutte, anche se io tendo prima a sincerarmi della loro capacità di superare una certa difficoltà se per me è davvero troppo rischioso (perciò li tengo seguendoli per la maglietta).Normalmente fanno solo quello che si sentono di fare e il tenerli per la maglietta è un bisogno mio di tutelarmi e di guardare gli altri figli. A meno che non siano stati in qualche modo trattenuti perciò quando possono fare una certa cosa non approcciano con circospezione e attenzione ma ci si buttano di foga a volte rischiando anche di farsi male.
Si sono presi le loro belle botte quando erano piccoli, e il tenerli per la maglietta non li preserva dal farsi male ma eventualmente dal farsi male da pronto soccorso.

In definitiva sono d'accordo sul fatto che le conseguenze sono importanti, fanno parte dei confini naturali del bambino, sono la cosa che più di ogni altra può convincere il bimbo a smettere una certa attività pericolosa, ma vanno filtrate secondo la responsabilità, e non date come pacchetto completo, mascherando la responsabilità dei genitori che avrebbero potuto prevederle o dirigere in qualche modo la situazione.

Di fatto se anche mio marito non potesse fare nulla per la mia situazione, mi basterebbe averlo "accanto" dalla mia parte, che magari mi da consigli su cosa si potrebbe fare, che capisce la mia rabbia per essere stata così disattenta...e non che metta il deserto tra me e lui con poche semplici parole.
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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » giovedì 15 ottobre 2009, 11:02

In effetti quello che secondo me e' problematico e' la differenza tra conseguenze e ricatti, responsabilita' e sensi di colpa. Io cerco di noon mettere in mezzo i miei sentimenti sul perche' chiedo che faccia o non faccia qualcosa, il mobile non si puo' prendere a mazzate perche' altrimenti si rompe e non possiamo usarlo, l'aspetto dei sentimenti degli altri cerco di affrontarlo giocando
scrivero' meglio un altro momento scusate
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Re: conseguenze

Messaggioda alessandra » giovedì 15 ottobre 2009, 14:10

Emy ha scritto:e non che metta il deserto tra me e lui con poche semplici parole.


Condivido il senso di tutto il discorso: per come sono fatta io, per come tento di gestire il rapporto con i bimbi questa è la visione che sento più calzante per noi, la più rispettosa dei bisogni di tutti (ma Emy lo sa già: quante volte l'ho tartassata sull'argomento....).
Però l'ultima frase è una sintesi veramente folgorante.

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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » giovedì 15 ottobre 2009, 20:59

Una situazione che mi manda un po' in crisi è quando lei si arrabbia e urla (cosa che ha sempre fatto ogni tanto di più ogni tanto di meno, è comunque il suo modo di comunicare la rabbia, disperazione, frustrazione eccc..) e c'è il fratellino che vuole dormire o si spaventa (per fortuna in queste ultime settimane non è successo). Ero riuscita a trovare un modo di farmi sbollire la rabbia che ogni tanto mi saliva riconoscendo tra me e me la mia impotenza, ma con la presenza del fratellino la cosa si complica in alcune situazioni, cioè quando Niccolò ha bisogno di un po' di tranquillità. Mi è capitato di dirle "guarda che urlando svegli Niccolò (o prende paura)", nel mio intento non è un ricatto perchè queste sono reali conseguenze e la mia ansia di placare le urla è veramente dettata da questa preoccupazione(se qualcuno mi può dare una mano a capire come comportarmi in questo tipo di situazioni sarei molto felice, i miei sentimenti sono spesso di frustrazione perchè mi sento incapace di dare una risposta ad entrambi in situazioni in cui richiederebbero me al 100% e non 50-50). Però ho paura di generare senso di colpa, ho paura che queste sino conseguenze più grandi di lei, ma che esistono e che per me sono quelle complicate, nel senso che non mi fa incazzare l'urlo in se, ma l'urlo in quel contesto. Dove sta la differenza tra il senso di colpa e la conseguenza alle proprie azioni, la responsabilità? QUesto per me è un grande punto critico. Per il momento sto cercando di non mettere in campo i miei sentimenti (delusione, stare male, essere triste, rabbia) per cui non voglio che prenda a martellate il mobile perchè si rompe e dopo non possiamo più usarlo, (non perché altrimenti sarei triste), cerco di parlare molto dei sentimenti al di fuori delle situazioni critiche perchè ho paura di dare messaggi ricattatori anche se poi al di là di quello che viene detto i sentimenti ci sono. Infatti, come comunicare i miei sentimenti, verbalizzandoli e quindi legittimandoli senza che diventino armi di ricatto? Ci ho provato in alcuni casi quando ero arrabbiata ma o non sono veramente arrabbiata o ho paura di risultare aggressiva.
Scusate, ho scritto un po' in maniera confusa, spero si capisca cosa intendo
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Re: conseguenze

Messaggioda Franci.uk » giovedì 15 ottobre 2009, 22:11

francesca78 ha scritto: Mi è capitato di dirle "guarda che urlando svegli Niccolò (o prende paura)", nel mio intento non è un ricatto perchè queste sono reali conseguenze e la mia ansia di placare le urla è veramente dettata da questa preoccupazione(se qualcuno mi può dare una mano a capire come comportarmi in questo tipo di situazioni sarei molto felice, i miei sentimenti sono spesso di frustrazione perchè mi sento incapace di dare una risposta ad entrambi in situazioni in cui richiederebbero me al 100% e non 50-50).


Io proverei a dirle: sai che se urli svegli Niccolo'? Se risponde di si', continuerei con un: Vuoi svegliare Niccolo' perche' sai che mamma non vuole?
Pensi che mamma si innervosisca perche' Niccolo' e' piu' importante?

Insomma, forse queste non sono proprio le parole giuste, ma cercherei di portare il discorso su il perche' lei sente la necessita' di urlare. E come secondo passo proverei a dirle se quando e' arrabbiata potete trovare un modo alternativo di scaricare la rabbia, dove magari anche tu possa essere presente. Che so, soffiare in un pallone piu' forte che puo'.
Che e' normale provare quello che prova.

Per me ti stai concentrando piu' sui tuoi sentimenti, quello che in te genera rabbia, che sui suoi. Cioe' il tuo punto di vista e' che lei dovrebbe capire che le sue azioni, le sue urla, hanno delle conseguenze: svegliano il fratellino e tu non ne sei contenta. Giusto, ho capito bene?
Io partirei da un punto di vista diverso. Urla perche' sa che ti mette in crisi e cerca rassicurazioni da parte tua? Allora come puoi fare per toglierle di dosso la paura delle sue emozioni e darle la possibilita' di tirarle fuori in altro modo?
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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » giovedì 15 ottobre 2009, 22:47

Grazie Franci, io credo che i suoi sentimenti siano di gelosia, in certi casi quegli urli sono quasi razionali (infatti una volta che le ho proposto di dirmi sono arrabbiata invece di urlare, cosa che faceva quando era ben più piccola, mi ha detto che non voleva farlo). Altre volte invece sono urla piangenti, è del tutto irrazionale. In entrambi i casi la mia sensazione nei suoi confronti è di enorme dispiacere e sensi di colpa per non essere in grado di essere solo per lei almeno in quei momenti delicati in cui ha bisogno di me (è di solito prima di andare a nanna nel pomeriggio perché in realtà di solito niccolò deve addormentarsi non sta già dormendo e io non so come fare se lei ha sonno contemporaneamente, se riesce ad aspettare un po’ sono riuscita a trovare il sistema, se invece lei ha sonno prima succede un casino), e di rabbia perché quelle urla complicano la situazione. Io mi concentro sui miei sentimenti perché mi sento in colpa per il fatto di provarli, mi dispiace arrabbiarmi quando lei in realtà vuole me (e io credo abbia il diritto di volermi), e so che la mia rabbia dipende dal fatto che non so come gestire questi momenti. Io non le dico che se urla sveglia il fratellino e questo non mi rende contenta, ma il fatto è che se lui si addormenta il più presto possibile io poi riesco ad essere tutta per lei e a coccolare lei, al fratellino non posso chiedere di aspettare, questo è il punto, ma forse neanche lei è in grado, in quella situazione, di aspettare. Non so se urla perché ha paura di quello che prova, forse non si sente legittimata a volere la mamma per sé. Può essere che in certe situazioni (come questa) le mandi dei messaggi che non sono quelli che sento o penso(o forse si?). forse è questo il punto, sicuramente faccio questo ed è per questo che sento il bisogno di trovare un modo diverso di gestire questo genere di situazioni. o forse urla perchè questo è il suo modo di dimostrarmi che è arrabbiata. sono contenta se mi aiuti, al di là del discorso conseguenze o altro
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Re: conseguenze

Messaggioda Emy » giovedì 15 ottobre 2009, 23:06

..Io devo stare attenta quando i miei bimbi urlano,...devo tenermi sempre presente, altrimenti vado via di zagola ancheio...

Prova a dirle di urlare a bassa voce, Ahhhhhhhhhhhhh
Opure portala in una stanza dove può urlare.
fatti aiutare ad addormentare iol fratellino,o addormentatevi tutti assieme

tienila impegnata in qualcosa, tipo vai a vedere che ore sono... :culpa:

Insomma qualcosa che la spiazzi e poi ti permetta di prenderla in modo più morbido o di spiegarle quello che hai intenzione di fare o di cui hai bisogno ( e ovviamente sondare quali sono i suoi bisogni).
Ultima modifica di Emy il venerdì 16 ottobre 2009, 9:32, modificato 1 volta in totale.
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Re: conseguenze

Messaggioda melidi7 » giovedì 15 ottobre 2009, 23:16

cara francesca, hai sollevato una domanda molto importante sull'uso delle conseguenze:
Voi cosa ne pensate? perchè sono rimasta un po' stupita dalla messa al bando delle "conseguenze".


il problema sta nel fatto che è proprio l'intento di usare conseguenze "per insegnare qualcosa" che sminuisce l'esperienza del bambino...usare un conseguenza che sia naturale, o no, snatura l'esperienza proprio per via di usarlo. E' la vita stessa che ci insegna le conseguenze di un azione o un altro. Io come genitore non ho bisogno di mettere un emfasi che "questo è la conseguenza" di un tale azione scelto di un mio bambino, proprio perche per lui o lei, come per me o te, è ovvio: il risultato è sempre davanti a noi...

una conseguenza naturale è naturale proprio perche io come mamma non ho bisogno di aggiungere nulla: la situazione lo offre da se...come nel tuo esempio:
se mia figlia sta portando il bicchiere d'acqua per dipingere e inciampa e le cade l'acqua mi pare ovvio che non le rispondo "è la conseguenza per il fatto che sei stata sbadata" e anzi l'aiuto e le do dell'altra acqua,

i risultati parlono da se.

Poi parli di un'altra situazione:
però nel momento in cui lancia i giocattoli per la stanza perchè è arrabbiata con me, io cerco di capire perchè è arrabbiata cerco di trovare una risposta a questa ma poi credo che i giocattoli vadano raccolti, assieme magari, magari sotto forma di gioco, ma credo sia importante questo tipo di ragionamento.


perche per te in questa situazione è diversa?
dici bene che va capito la fonte della sua rabbia, ma raccogliere i giocattoli , perche ci deve essere un emfasi? E' piuttosto ovvio che vanno raccolti, non ti sembra? perche dopo tutto è stato calmato e capito, eccoti li a raccogliere i gioccatoli, no? Non ce nulla da emfatizzare, credo. Questo scenario non mi è nuovo! e ero anche una mamma che "esigeva" aiuto. ma non sempre erano contenti di farlo, e io mi dicevo, ecco, devono aiutare, è la conseguenze di perdere controllo cosi...va beh--poi ho visto che non stavo sicuro aiutando nessuno a capire granche oltre la mia capacità di dominare (o almeno voler dominare) chi è piu piccolo di me...adesso, se qualcuno va in tilt, ho diverse strategie:
cerco di limitare i danni nel momento--se un bambino sta cercando di lanciare o buttare, lo prendo in braccio per proteggere gli altri (e anche quello che è fuori di se), o prendo al volo l'oggetto, o tengo fermo il braccio o l'oggetto prima che lo lancia.
se è gia successo il danno, mi limito al empatia--cercare di capire cosa sente, e piu importante ed inanzitutto cosa avrà bisogno, e offro un grembo per calmarsi, piangere, urlare ecc.
quando tutto è calmo, allora comincio a chiacchierare del piu e del meno con il mio bambino, e magari comincio a pulire i danni, e cosi comincio a coinvolgere naturalmente l'altro "mi metti questo la?" o "mettiamo questi sedia di nuovo in piedi" o "dai, vediamo quanto ci mettiamo per mettere tutto via--poi che ne dici-andiamo a passeggio?" non è detto che mi dirà si, ma è così che coinvolgo. non credo che un bambino piccolo abbia molta capacità di mettere apposto i danni che è capace a fare. ma se è trattato con rispetto, se le conseguenze sono davvero naturali, allora ce molto ma molto piu probabilità che un bambino aiuta a mettere apposto. Dopo tutto, i bambini sono esseri sociali dalla nascita. Non sono mica ciechi: vedono il danno che hanno fatto, vedono noi che cerchiamo di risistemare: ecco una conseguenza naturale, vissuto e appreso naturalmente.


Credo che se mia figlia litiga con la sua amichetta e si danno le botte sia importante che capiscono che picchiandosi fanno del male all'altra bimba (magari è proprio quello che vogliono in quel momento :D ), che se non si prestano i giochi poi avranno meno giochi con cui giocare, rimane a loro alla fine la scelta se prestarseli (mentre con le botte oltre ad un certo limite non rimane a loro la scelta) però mi sembra utile che noi adulti mostriamo cosa i comportamenti possono comportare.


Ma se tua figlia litiga, vede da se i risultati del litigio. Se da una botta, vede da se che l'altro piange o riagisce malamente. Dove serve una conseguenza qui in piu di quello che ce naturalmente? piutosto siamo noi che abbiamo "bisogno" di "dare lezione" e riitterare le conseguenze del picchiare. Invece quello che nostri bambini hanno bisogno è sapere che siamo subito pronti ad aiutare. Io se un mio bambino picchia un altro, corro dicendogli quanto mi dispiace che non ero li prima per aiutare le loro differenze. Eì molto importante che i bambini sanno che siamo li per aiutarli, così vengono da noi per chiedere aiuto *prima* di arrivare alle botte. E meglio ancora, essere abbastanza presenti i piu delle volte per arrivare in anticipo --mica mi crederebbero il mio interessamento se arrivassi sempre in ritardo.

per il prestare gioccatoli, non credo affatto che un bambino debba prestare per forza. Io cercherei sempre una soluzione che vada bene per tutti--e lo cecherei *insieme* a loro. se un bambino non vuole lasciare un giochino, potrei cercare uno simile per l'altro bambino, o offrire una cosa compeltamente diverso. Ma dire "ecco, qui se non condividi avrai meno giochi" non lo direi mai a un bambino. Perche lui probabilmente se ne frega assai di tanti giochi--vuole quello li e basta, in quel momento li.

adesso guardo le altri risposte.
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Re: conseguenze

Messaggioda Franci.uk » giovedì 15 ottobre 2009, 23:20

francesca78 ha scritto:Io non le dico che se urla sveglia il fratellino e questo non mi rende contenta, ma il fatto è che se lui si addormenta il più presto possibile io poi riesco ad essere tutta per lei e a coccolare lei, al fratellino non posso chiedere di aspettare, questo è il punto, ma forse neanche lei è in grado, in quella situazione, di aspettare

Gia', non lo so.
francesca78 ha scritto: io credo che i suoi sentimenti siano di gelosia, in certi casi quegli urli sono quasi razionali (infatti una volta che le ho proposto di dirmi sono arrabbiata invece di urlare, cosa che faceva quando era ben più piccola, mi ha detto che non voleva farlo


Potrebbe essere intressante riuscire a capire perche' non lo vuole fare. Solo perche' non vuole che venga da te la soluzione? O perche'...

francesca78 ha scritto:sono contenta se mi aiuti, al di là del discorso conseguenze o altro

Mi piacerebbe molto poterti aiutare. A volte e' vero che dal di fuori le cose si vedono con altro occhio, pero' e' anche vero che come la conosci tu Cecilia, non la conosce nessuno.
Io, al posto tuo, da una parte cercherei di lavorare sulla mia calma nei momenti di crisi (senza che tu ti faccia venire troppi sensi di colpa!) e dall'altra parte sulla rabbia di Cecilia e sul fatto che sia lecito che lei possa provare anche questi sentimenti. Magari puo' trovare lei modi nuovi per dire che e' arrabbiata.
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Re: conseguenze

Messaggioda Franci.uk » giovedì 15 ottobre 2009, 23:31

melidi7 ha scritto:Dopo tutto, i bambini sono esseri sociali dalla nascita. Non sono mica ciechi: vedono il danno che hanno fatto, vedono noi che cerchiamo di risistemare: ecco una conseguenza naturale, vissuto e appreso naturalmente.


Questa e' una cosa grandiosa.
Ultimamento lo sto vedendo in Valerio : WohoW :
E quando provo a spiegare che non e' necessario chiedere niente, mi parlano come se fossi una mamma che stia tirando su un selvaggio.

melidi7 ha scritto:Ma dire "ecco, qui se non condividi avrai meno giochi" non lo direi mai a un bambino. Perche lui probabilmente se ne frega assai di tanti giochi--vuole quello li e basta, in quel momento li.


Qui, infatti Francesca, non dice cosi', lo pensa solo, sta al bambino decidere.
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Re: conseguenze

Messaggioda melidi7 » giovedì 15 ottobre 2009, 23:41

francesca78 ha scritto:In effetti quello che secondo me e' problematico e' la differenza tra conseguenze e ricatti, responsabilita' e sensi di colpa. Io cerco di noon mettere in mezzo i miei sentimenti sul perche' chiedo che faccia o non faccia qualcosa, il mobile non si puo' prendere a mazzate perche' altrimenti si rompe e non possiamo usarlo, l'aspetto dei sentimenti degli altri cerco di affrontarlo giocando
scrivero' meglio un altro momento scusate


non ho capito perche ce un continuo riferimento a un mobile preso a mazzate...è successo realmente a uno di noi?
a me no...preferirei se cerchiamo di parlare di cose realmente successi a noi e non in ipotetico. perche un esempio ipotetico non è reale, e non ce modo di conoscere ne prevedere tutte le dinamiche che potrebbe essere coinvolto. Non ce metodo qui, è institivo--basato su quello che abbiamo di fronte, nostra relazione intima mamma e bimbo (papà e bimbo, mamma e papà e bimbo ecc ecc).

se cerchi di "insegnare" qualcosa, stai sicura che ci sarà sempre un problema a distinguere fra conseguenze, ricatti, punizioni, fra responsabilità e sensi di colpa. Perche cio che sarà appreso è quello che è vissuto, non quello che credo di insegnare. Io come riagisco quando sono arrabbiata? io come faccio quando sbaglio? Io come madre, come intervengo, come sono presente per i miei figli, grande che piccoli che siano?

come ho appena detto nel mio post precendente, un conseguenza è valido *per me* solo se è naturale, e che non viene sottolineato da me nel momento. Una cosa che non ho detto, è che piu tardi, si puo parlare di cosa è successo, e come avrebbe potuto svolgere diversamente...chiedendo magari soluzioni dal bambino, non solo offrendolo. Ma questo deve assolutamente avvenire in unaltro tempo e luogo. anche il giorno dopo.
una conversazione tipo:
--ieri, ti ricordi quando avevi buttato giu tutte le sedie?
--si, che mi ricordo! com'ero arrabbiato.
--ho visto! eri cosi arrabbiato che hai buttato tutto al aria...
--eh si...
--spesso quando si arrabbia ci viene una ondata di energia forte forte e non sappiamo bene cosa fare...anche a me capita quando sono arrabbiata di voler buttare tutto per terra...ma non fa molto bene alle nostre sedie--certi sono proprio sgangherati e mi preoccupo che possono cedere sotto il peso di qualcuno dopo un trattamento violento.
avresti altri idee di come scaricare la tua rabbia?
xxmelissa
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Re: conseguenze

Messaggioda melidi7 » venerdì 16 ottobre 2009, 0:12

francesca78 ha scritto:Una situazione che mi manda un po' in crisi è quando lei si arrabbia e urla (cosa che ha sempre fatto ogni tanto di più ogni tanto di meno, è comunque il suo modo di comunicare la rabbia, disperazione, frustrazione eccc..) e c'è il fratellino che vuole dormire o si spaventa (per fortuna in queste ultime settimane non è successo). Ero riuscita a trovare un modo di farmi sbollire la rabbia che ogni tanto mi saliva riconoscendo tra me e me la mia impotenza, ma con la presenza del fratellino la cosa si complica in alcune situazioni, cioè quando Niccolò ha bisogno di un po' di tranquillità.

Bellissimo che hai trovato un modo di sbollire la tua rabbia--un po di autoempatia è il massimo in un momento di stress. Però, perche il bisogno di tranquillità di Niccolò è piu importante del bisogno di tua presenza della tua figlia?

Questa sarà proprio il ragione che lei insiste così con quella strategia--sa che tu non puoi dimenticarla! :lol:
Non so quanti anni avrà lei, ne lui, ma ho avuto parecchi bambini, e non ho mai fatto riposare uno senza l'altro. Ho sempre fatto il riposino insieme, meno che il piu grande non ne aveva voglia. Ma era sempre sottointesa che era il benvenuto, anzi, mettevo a dormire il piccolo, ma il tempo la mia presenza era veramente rivolta al piugrande--una storia, un racconto inventato, chiacchierare ...

Mi è capitato di dirle "guarda che urlando svegli Niccolò (o prende paura)", nel mio intento non è un ricatto perchè queste sono reali conseguenze e la mia ansia di placare le urla è veramente dettata da questa preoccupazione


è mai funzionato? dico: spiegare in quel momento aiuta in qualche modo? stai meglio tu? lui? lei?

vermente, parlare di quello che fa (urlare) e quello che succederà (svegliare, impaurire ecc) stimola solo una grandissima voglia di vedere se è vero. E la tua ansia, sotto sotto, rimane comunque come una cosa molto ma molto interessante ad esplorare per un bambino sotto i 5 anni, direi.
Ma la cosa piu triste è il messaggio che riceve: la paura, lo risveglio, la mancanza di tranquillità di mio fratellino è piu importante di me e cio che ho bisogno io.
Io so che non è questo il messaggio che tu vuoi dare a lei, ma è così che viene recipita.

(se qualcuno mi può dare una mano a capire come comportarmi in questo tipo di situazioni sarei molto felice, i miei sentimenti sono spesso di frustrazione perchè mi sento incapace di dare una risposta ad entrambi in situazioni in cui richiederebbero me al 100% e non 50-50).


perche, se tu dai a uno 100% l'altro non puo avere anche lei 100%? Perche il sole brilla meno per te, se brilla per me? tu sei come il sole francesca, e brilli da tutte le parti per i tuoi figli. Mi ci è voluto un sacco di bambini per capire che io sono mamma da tutte le parti per i miei bambini. Una volta credevo che dare la schiena a uno per allattare l'altro era come un torto che io non dovevo fare. ma per i miei bambini, le mie gambe, la mia schiena è sempre fatta di Mamma, brillo da tutte le parte il mio amore per loro, e loro lo sentono, proprio come il sole brilla per noi.

il mio giacomo leo (6anni) ama abbracciarmi da dietro mentre allatto gioele, e ama anche coricarsi sulle mie gambe, o poggiare la testa sulla mia pancia mentre allatto (gioele 4anni) se sto sulla schiena e leggo con un libro nell'altro mano.

Però ho paura di generare senso di colpa, ho paura che queste sino conseguenze più grandi di lei, ma che esistono e che per me sono quelle complicate, nel senso che non mi fa incazzare l'urlo in se, ma l'urlo in quel contesto. Dove sta la differenza tra il senso di colpa e la conseguenza alle proprie azioni, la responsabilità?


spesso quando diventa così complicata per capire, so con sicurezza che sto andando fuori corsia. sei frustrata perche hai bisogno di connettere con due bambini allo stesso tempo. la tua testa ti dice che non è possibile farlo. Ma hai bisogno di connettere, quindi di sicuro ci sarà un modo. ricordati il sole ;)

adesso devo assolutamente dormire, ma l'ultimo paragrafo intendo rispondere appena posso
xxxmelissa
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QUesto per me è un grande punto critico. Per il momento sto cercando di non mettere in campo i miei sentimenti (delusione, stare male, essere triste, rabbia) per cui non voglio che prenda a martellate il mobile perchè si rompe e dopo non possiamo più usarlo, (non perché altrimenti sarei triste), cerco di parlare molto dei sentimenti al di fuori delle situazioni critiche perchè ho paura di dare messaggi ricattatori anche se poi al di là di quello che viene detto i sentimenti ci sono. Infatti, come comunicare i miei sentimenti, verbalizzandoli e quindi legittimandoli senza che diventino armi di ricatto? Ci ho provato in alcuni casi quando ero arrabbiata ma o non sono veramente arrabbiata o ho paura di risultare aggressiva.
Scusate, ho scritto un po' in maniera confusa, spero si capisca cosa intendo
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Re: conseguenze

Messaggioda melidi7 » venerdì 16 ottobre 2009, 0:24

Franci.uk ha scritto:
melidi7 ha scritto:
melidi7 ha scritto:Ma dire "ecco, qui se non condividi avrai meno giochi" non lo direi mai a un bambino. Perche lui probabilmente se ne frega assai di tanti giochi--vuole quello li e basta, in quel momento li.


Qui, infatti Francesca, non dice cosi', lo pensa solo, sta al bambino decidere.


non fa diferenza: se lo sta pensando che serve spiegare, e io sto spiegando perche non serve nemmeno pensarla :P :lol:
xxmel
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Re: conseguenze

Messaggioda lettricesilenziosa » venerdì 16 ottobre 2009, 2:42

melidi7 ha scritto:il problema sta nel fatto che è proprio l'intento di usare conseguenze "per insegnare qualcosa" che sminuisce l'esperienza del bambino...usare un conseguenza che sia naturale, o no, snatura l'esperienza proprio per via di usarlo.


Grazie, Meli... stavo seguendo questa discussione con tanto interesse, perché anche per me questo è un argomento delicato, sul quale sentivo di avere dentro di me idee e spinte in contrasto tra loro, e tu con questa frase mi hai dato proprio la risposta di cui avevo bisogno, perché la sento "vera". :D

Pero' riguardo a
non ho capito perche ce un continuo riferimento a un mobile preso a mazzate...è successo realmente a uno di noi?
a me no...

devo dirti che a me SI è successo... e non una sola volta!
Avro' una figlia con la vocazione al riciclo del legno in nuove forme e per nuovi usi, magari? :? :lol:
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Re: conseguenze

Messaggioda foglievive » venerdì 16 ottobre 2009, 11:14

melidi7 ha scritto:
Credo che se mia figlia litiga con la sua amichetta e si danno le botte sia importante che capiscono che picchiandosi fanno del male all'altra bimba (magari è proprio quello che vogliono in quel momento :D ), che se non si prestano i giochi poi avranno meno giochi con cui giocare, rimane a loro alla fine la scelta se prestarseli (mentre con le botte oltre ad un certo limite non rimane a loro la scelta) però mi sembra utile che noi adulti mostriamo cosa i comportamenti possono comportare.


Ma se tua figlia litiga, vede da se i risultati del litigio. Se da una botta, vede da se che l'altro piange o riagisce malamente. Dove serve una conseguenza qui in piu di quello che ce naturalmente? piutosto siamo noi che abbiamo "bisogno" di "dare lezione" e riitterare le conseguenze del picchiare. Invece quello che nostri bambini hanno bisogno è sapere che siamo subito pronti ad aiutare. Io se un mio bambino picchia un altro, corro dicendogli quanto mi dispiace che non ero li prima per aiutare le loro differenze. Eì molto importante che i bambini sanno che siamo li per aiutarli, così vengono da noi per chiedere aiuto *prima* di arrivare alle botte. E meglio ancora, essere abbastanza presenti i piu delle volte per arrivare in anticipo --mica mi crederebbero il mio interessamento se arrivassi sempre in ritardo.


Voglio mettere l'attenzione su questa frase di Melissa (ciao cara ((((Melissa))).
E' proprio così. Lo posso dire per esperienza diretta. Questo approccio di Melissa a me ha svoltato la vita.

Da quando ho adottato questa cosa il comportamento di mio figlio (che era piuttosto *energico* verso gli altri bambini) è radicalmente cambiato. Certo è anche cresciuto. Ma non è solo questo: c'è proprio un'altra qualità nell'approccio e nei sentimenti di empatia che ha sviluppato.
"Io sono qui, mamma [l'adulto] c'è. e sono qui per stare con te, per aiutarti".
Mi ha fatto molto molto piacere nel colloquio primaverile con le educatrici e la pedagogista del nido familiare che ha frequentato mio figlio, sapere come questo era esattamente il loro approccio, tant'è che ho pensato "ma siete amiche di Melissa??" :lol: :lol: :lol:
Loro dicevano che è un peccato quando non si riesce ad intervenire prima - per bambini molto piccoli - perché questo li fa sentire *in colpa* o comunque inadeguati e quindi è molto importante connessione prima ed empatia poi.

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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » venerdì 16 ottobre 2009, 16:47

Ringrazio tutte per le risposte

Emy noi ci addormentavamo tutti insieme, prima di avere Niccolò pensavo che questo momento sarebbe stato il più difficile, per lungo periodo non è stato così ma è stato uno dei momenti più belli perchè era un momento di coccole a tre, il fatto è che ora Niccolò spesso non riesce ad addormentarsi con lei presente, comincia a giocare. Sono riuscita a sistemare la cosa se riesco ad addormentare prima Niccolò, per cui ora lei accetta di stare quei 5 minuti a fare altro (giocare con i colori a dita, mangiare il gelato, fare un disegno) fino a che poi io esco e sono tutta per lei. Il fatto è che ad esempio l'altro giorno è successo un po' di casino (non tragico però che mi ha messo un po' in crisi) perchè volevano dormire tutti e due, quindi io cercavo di allattare Niccolò con lei vicino, ma lei non voleva Niccolò in mezzo, nè voleva che io le dessi le spalle. Io credo fosse molto stanca, per quasto non accettava una situazione che conosceva già, d'altyra parte se non avessi aspettato fino a quel punto Niccolò non avrebbe voluto dormire. Il fatto è che se lei ha sonno prima di Niccolò lui non è che se ne stia buono buonino finchè lei si addormenta, ma ovviamente (ha 8 mesi) vuole gattonare, parlotta quindi la disturba, in più lui vuole che io giochi con lui e lei vuole che io stia distesa vicino a lei. Insomma il fatto è che non è sempre uguale la situazione in questo periodo e io faccio fatica a trovare il modo per essere al 100% per entrambi contemporaneamente. Capisco Melidi quando dici che si è mamma da qualsiasi parte tu sia, ma dipende se tuo figlio è d'accordo con te :roll:
melidi7 ha scritto:Però, perche il bisogno di tranquillità di Niccolò è piu importante del bisogno di tua presenza della tua figlia?

In effetti qui scatta il mio senso di colpa, forse perchè penso che Niccolò non posso lasciarlo da solo a piangere, mentre a Cecilia (3 anni a novembre) posso quanto meno spiegare cosa sto facendo, perchè non riesco ad essere con lei come vuole lei. Perchè qui il discorso non è che io non voglio stare con entrambi, anzi, è proprio che in quel momento capita che entrambi avrebbero bisogno di attenzioni esclusive. Ma davvero a nessuna mamma è capitato di avere difficoltà a metterli a nanna assieme? Io vorrei metterli a dormire assieme anche la notte (così potrei rispondere ad entrambi io, invece ora siamo io che dormo con Niccolò e Cecilia con il papà, e io credo sia anche questo che crea un po' di difficoltà a volte perchè Cecilia si dirà che insomma anche lei ha il diritto di dormire con la mamma). Se dormono assieme però lui sveglia lei spesso e magari anche a lungo (ogni tanto dormiamo tutti e tre). I miei figli sono entrambi sul chivalà con il sonno e mentre con Cecilia quando era più piccola ho pensato che fosse perchè non dormivamo assieme(per un pesso andavo su e giù), ora mi dico che è proprio così perchè Niccolò dorme da sempre con me e da sempre si sveglia un'infinità di volte o sta sveglio la notte (dobbiamo fare ancora la fase di sveglia definitiva all'alba ma c'è sempre tempo : Chessygrin : )

melidi7 ha scritto:Mi è capitato di dirle "guarda che urlando svegli Niccolò (o prende paura)", nel mio intento non è un ricatto perchè queste sono reali conseguenze e la mia ansia di placare le urla è veramente dettata da questa preoccupazione

è mai funzionato? dico: spiegare in quel momento aiuta in qualche modo? stai meglio tu? lui? lei?

Non è mai funzionato, comunque io non credo che lei urli per svegliare Niccolò, credo che sia il suo modo di esprimere la rabbia o forse si spaventa si di quello che prova, non so da quando è nata ha sempre avuto un modo di piangere molto forte, io ho avuto la montata dopo 5 giorni e lei ha pianto tanto che ha perso la voce (io la tenevo attaccata, ma probabilmente cattivo attacco o chissà cosa)
.
melidi7 ha scritto:Ma la cosa piu triste è il messaggio che riceve: la paura, lo risveglio, la mancanza di tranquillità di mio fratellino è piu importante di me e cio che ho bisogno io.

Lo so ed è quello che mi dispiace. Io cerco sempre di spiegarle il mio punto di vista giocando con le bambole e questo funziona molto, ma il problema è che nel mezzo delle situazioni critiche è difficile.
Scusate ho mescolato le risposte non ho molto tempo per scrivere, comunquevi ringrazio, intanto cerco di riflettere sugli spunti.
o.t.
Franci non mi è ancora arrivato il libro, spero arrivi presto
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Re: conseguenze

Messaggioda francesca78 » venerdì 16 ottobre 2009, 16:54

Riguardo anche al discorso di come porsi riguardo alle conseguenze ci sto pensando
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