Le fasi oppositive

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Le fasi oppositive

Messaggioda anna18 » lunedì 17 settembre 2018, 14:16

Il mio bimbo, a breve 3 anni è davvero bravo, lo dico sinceramente e questo mi fa vergognare anche di più. Dorme sereno tutta la notte, nel suo lettino accanto a noi, per togliere il pannolino un sogno, è gentile e intelligente.
Ultimamente fa questioni per tutto, è tutto un no, no tu, io, io, io.
Preparo e non vuol salire sull'alzasedia, e va beh, mangiamo sul divano, e quello non lo vuole, quindi mille trucchi per convincerlo a mangiare, magari ci si aggiunge insieme un goccio di olio e mangia tutto...Quindi aveva fame e quello che ho preparato alla fine gli andava pure.
Io odio alzare le mani, cerco di non farlo mai, quando sento la rabbia preferisco un urlo e gli.ho spiegato che quando lo faccio non è contro di lui, ma sono io che ho bisogno di sfogarmi.
Lui mi adora poi, mi cerca, mi bacia mi.abbraccia, e lo stesso io...un rapporto tanto fisico, pieno anche di parole, di ragionamenti.
Tutta questa premessa perché oggi qualcosa si è rotto...cucinano insieme, una vellutata di zucca e patate...felice la mangia, dopo qualche cucchiaino, perché ha trovato un pezzettino di patata sfuggita alle lame non la voleva più.
Io se nn mangia tutto non faccio questioni, ma gli spiego che nn era accaduto nulla era solo un piccolo pezzo di patata (lui mangia sempre cibi solidi, mastica tutto fin da piccolissimo, era un palese 'capriccio'), mettiamo un goccio di olio?
Usiamo un altro piatto?
Non mi ascolta, gira il volto, spinge il piatto e io mi.Sento ignorata, rifiutata...non mi sento più nulla! Do uno schiaffo sul tavolo, lo prendo e l'ho strattonato gridando che non lo sopporto più, lui i suoi capricci e i suoi no!
Lui era spaventato, io arrabbiata! Quando mi passa gli spiego come mi sono sentita, che ho sbagliato, perché le mani ai bambini non si alzano mai, ma che ero arrabbiata e ho smesso di usare il cuore per qualche attimo! Ci siamo abbracciati e abbiamo finito di mangiare tranquilli insieme.
Ci siamo coccolati e ora dorme.
Ragazze come si fa a sopportare sempre queste sensazioni negative? Lui credo non faccia nulla di sbagliato, e se lo fa non credo proprio che questi metodi siano utili, anzi.
Come si sopportano queste fasi? Io credo di sbagliare perché per mesi sono sempre sorridente,.trovo il modo per far quadrare le cose, però forse dentro di me accumulo e poi arrivo al punto di sfogare tutto insieme.
anna18
 
Messaggi: 41
Iscritto il: martedì 24 ottobre 2017, 10:44
Figli: S. 31-10-2015

Re: Le fasi oppositive

Messaggioda Effi B. » martedì 18 settembre 2018, 17:28

A me sembra che ci siano situazioni che ti mandano un po' in crisi. Il momento dei pasti forse è uno dei più critici per tanti genitori. Al cibo si legano tante implicazioni relazionali. E mi sa che il tuo piccolo questa cosa un po' la sente se è proprio lì che escono fuori i suoi atteggiamenti oppositivi. Quando non capiscono bene che cosa si agita dentro di noi il rischio è che facciano un po' di "esperimenti". Inoltre quello della fame è uno degli ambiti in cui sentono di avere il diritto di essere competenti e ascoltati: lo sanno loro se hanno fame, se gli piace, se le condizioni emotive intorno sono quelle giuste perché il pancino si apra alla pappa o se è meglio rimandare :-D (del resto troppe volte noi adulti mangiamo quando siamo agitati solo perché si deve farlo e quello è il momento, mangiamo più di quello che ci serve, mangiamo anche quello che non ci va perché va finito...).

Un pezzettino nella vellutata ha offeso sempre anche il senso estetico dei miei bambini. A volte ne fanno una questione di logica e coerenza (niente pezzetti in quel che è liscio), altre di stile. Un cambio di piatto o un ingrediente in più non è che facciano sparire il pezzetto, ma danno un nuovo senso al tutto perché rappresentano il nostro essere insieme, più connessi e complici. Si apre il cuore e si pare il pancino. Ma a volte c'è solo il no e quello resta.

A mente calma mi sa che lo sai che i suoi no non vogliono metterti in discussione. Il tuo bambino ti adora. Ma qualcosa si muove dentro di te e ti travolge. E' importante che ti prendi cura di ciò che duole dentro di te e il comportamento del tuo bambino mette a nudo. Ci sono sicuramente delle ragioni se ti ritrovi così smarrita e poi arrabbiata. Conosco bene la mia versione del processo ;)

La fase dei no passa? Forse poi si usa di più il linguaggio verbale e crescono le competenze di gestione del conflitto. Ma no lo diciamo tutti e dobbiamo saperlo dire nei momenti opportuni. Chi non dice mai no finisce per dire no a sé stesso, per non ascoltare più i suoi bisogni e subordinarli alle richieste implicite ed esplicite degli altri. Non credo che vogliamo questo insegnamento per i nostri bambini. Dire no significa sempre dire sì a qualcos'altro (abbiamo sul sito la traduzione di un capitolo di Inbal Kashtan su questo argomento: il sì dentro al no). Se questo sì esprime ciò che è vivo in noi è una manifestazione appunto vitale, necessaria. Si impara a modularla, si cresce e si sanno fare compromessi. Ma ci vuole tempo, ci vuole allenamento, ci vogliono esempi da osservare e imitare. Che esempio diamo noi se non mostriamo come si dice no responsabilmente, pronti a verificare con gli altri lo spazio che è possibile prendere per il sì che ci sta dietro insieme a quello dei no/sì degli altri?

Forse il tuo bambino ti sta aprendo una magnifica opportunità di guardarti da una diversa prospettiva. Se vuoi continuiamo a parlarne. Anche per cercare strategie di sopravvivenza ;)
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7743
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Le fasi oppositive

Messaggioda esmeralda » mercoledì 19 settembre 2018, 15:14

Effi ha gia detto tutto.
Io per quanto riguarda il cibo dico solo che "meno mamma mettiamo nel piatto, meglio è".
A volte è più facile a dirsi che a farsi, ed è particolarmente difficile per le mamme con una tendenza "cuochina", o per le persone comunque molto interessate al cibo come valore salutistico o sociale o simili.
In realtà, se ci pensi, se tuo figlio non vuole un pezzetto di patata nella vellutata, è il pezzetto di patata che non vuole, non TE.
Non vuoi più questa zuppa. Pazienza. con serenità, mangerai il secondo, mangerai più tardi.
Per me è facile fregarmene altamente del cibo che i miei figli mangiano o non mangiano, perchè il cibo non interessa a me per prima, e se i miei figli non lo mangiano la cosa veramente non mi tocca nè in superficie nè in profondità. Stanno bene, sono normopeso e tanto mi basta. Vanno più a segno altri rifiuti, ovviamente. Però devo dire che avere un rapporto "neutro" con il cibo dei figli a LORO fa molto, ma molto bene.
Imparano a mangiare in modo corretto solo se hanno fame, e non per compiacere nessuno, capiscono da subito che il Mangio/Non mangio non sono armi spendibili e se ne avvantaggiano sul serio.
esmeralda
 
Messaggi: 2176
Iscritto il: mercoledì 7 settembre 2011, 11:10
Figli: P 2005 C 2008

Re: Le fasi oppositive

Messaggioda ggg » venerdì 21 settembre 2018, 9:25

concordo PIENAMENTE con Esmeralda!!!!
anche io con mio figlio di tre anni ho imparato a FREGARMENE dei tantissimi rifiuti del cibo....e devo dire che ne guadagnamo tutti in salute perchè comunque, arrabbiarsi fa peggio.
Se ha fame mangia, se non gli piace o fa storie, amen!
Sarà per la prossima!!!!!!
ggg
 
Messaggi: 18
Iscritto il: martedì 17 aprile 2018, 11:46
Figli: F1 2014

Re: Le fasi oppositive

Messaggioda Ensi » mercoledì 26 settembre 2018, 10:57

Ciao Anna,
anche io mi trovo in accordo con quanto detto da Esmeralda. Ritengo che la fase del pranzo o cena dovrebbero essere caricate il meno possibile di aspettative da parte nostra, tranne in casi estremi in cui il bambino è sottopeso e altre situazioni simili. Io personalmente se mio figlio non vuole mangiare qualcosa non lo forzo, magari un po' mi cruccio, ma aeroplanini col cucchiaio non ne ho fatti mai. Immagino che il fatto di aver preparato la cena insieme ti abbia caricata di aspettative positive che poi sono state deluse per quello che tu consideri un motivo sciocco, che sicuramente non era sciocco per lui.
Sulla fase oppositiva che dirti? Benvenuta nel club. Mio figlio a due anni e mezzo è un continuo no e non voler fare cose essenziali, in particolare nell'ultimo periodo è diventato allergico a tutto ciò che implica la pulizia, doccia, lavare le manine, cambio pannolino (motivo per cui ancora con lo spannolinamento siamo a 0). So come ci si sente a cercare di essere sempre calme e accoglienti con le loro emozioni e sensazioni, ma contemporaneamente incamerare nervosismo. Perchè io personalmente mi rendo conto che a volte non mi viene spontaneo, ma mi devo sforzare di rimanere calma, non è il modo giusto, ma meglio di uno sculaccione. Quindi ti capisco.
Non so darti consigli perchè sono io la prima ad averne bisogno, ma posso dirti che leggere questo forum mi ha aiutata tantissimo a non sentirmi sola nelle mie difficoltà e capire che i comportamenti di mio figlio sono assolutamente normali. Questo nei momenti di crisi mi aiuta perchè riesco a razionalizzare le situazioni ricordandomi di una cosa letta qui.

Ti abbraccio e comunque voglio dirti che non penso affatto che tra te e tuo figlio si sia rotto qualcosa, infatti come tu stessa scrivi poi vi siete abbracciati e coccolati, quindi tranquilla. Io penso che tu abbia un bambino bravo e che lui abbia una brava mamma.

S
Ensi
 
Messaggi: 35
Iscritto il: martedì 21 agosto 2018, 10:28
Figli: D. 2016


Torna a Pedagogia nera

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Bing [Bot], Google [Bot] e 0 ospiti