Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » martedì 21 agosto 2018, 15:44

Ciao a tutti,
conosco questo forum da due giorni, ci sono capitata per caso cercando informazioni riguardo i bambini amplificati. È da ieri che leggo i vostri post facendomi quindi un'idea del filo conduttore che c'è dietro il vostro punto di vista sulle dinamiche familiari. È bellissimo ciò che ho letto, quindi ho pensato di scrivere un po' la mia storia anche per chiedere consiglio.
Ho un figlio di due anni e mezzo, bellissimo, vivace, intelligente, tenace, allegro, impegnativo. Ieri cercando su Google "mio figlio prima di addormentarsi fa il pazzo" sono giunta alla definizione di bambino amplificato e ho rivisto D in tante caratteristiche, per diverse altre invece la definizione gli si addice molto meno. Mi spiego meglio, D è un bambino sempre in movimento, si percepisce chiaramente il suo bisogno di tirare fuori questa dirompente energia che ha dentro, D non cammina, corre! È perseverante, non accetta i no, non ascolta se gli dici di fare qualcosa, se ha un obiettivo è determinato a fare come dice lui. È un bambino che ha sempre mostrato un profondo bisogno di autonomia, a 10 mesi ha iniziato a camminare da solo, ad un anno mangiava da solo, non sopporta l'imposizione, deve fare quello che dice lui, andare dove dice lui, toccare ciò che vuole, non da la mano quando siamo a spasso e scappa via per i suoi lidi, fare una passeggiata è impossibile perché mal sopporta il passeggino e appunto non da la mano o segue l'adulto. È curioso ed esploratore quindi quando siamo da qualche parte gli prende la frenesia di toccare tutto, infilarsi dappertutto. Ha un talento naturale nel rintracciare le situazioni pericolose, se si possono fare 10 cose di cui una sola pericolosa lui vorrà fare quella. Ha tante altre caratteristiche, ma diciamo che quelle che vi ho descritto sono quelle che ci hanno spesso messo in crisi, specialmente da un annetto a questa parte. Io e suo papà (un papà molto presente e molto dedito al nostro bambino) abbiamo due caratteri molto diversi e metterci a confronto sull'educazione di D ci ha portato a molti momenti di conflitto. Io più morbida e permissiva, ho sempre pensato che D dovesse essere lasciato più libero di esplorare, toccare, salire sui mobili, giocare con le pentole ecc, lui più ansioso, convive e lotta contro le sue paure che D si faccia male, che si strozzi mangiando, che cada rovinosamente, è più severo, una delle sue frasi più usate era "questo non è un giocattolo". Lui accusava me di essere una mamma lassista, io accusavo lui di essere un padre soffocante. Col passare del tempo abbiamo imparato a venirci incontro e condividere il più possibile delle strategie educative. Il problema principale è che queste strategie educative ancora non abbiamo capito quali sono. A volte ci sentiamo barchette in mezzo al mare senza remi, stiamo sempre lì a confrontarci su cosa dovremmo fare e passiamo da periodi "dobbiamo essere dolci, dialogare con lui, cercare di fargli capire che..." a periodi "basta questo bambino non può fare come vuole, il ramo si addrizza quando è verde". Passiamo da periodi "non ha senso usare le mani perché poi lui impara che va bene farlo" a periodi "ogni volta che scappi via ti diamo una pacca sul sedere". Negli ultimi mesi è successa una cosa, parlando con la maestra del nido lei ci ha consigliato di affrontare D più che con le parole con le azioni, perché noi abbiamo sempre parlato tanto con lui e questo va benissimo, ma secondo lei D ha bisogno di azioni. Credo che abbiamo in parte travisato questo consiglio e piano piano queste azioni sono diventate sempre più aggressive, siamo passati dal prenderlo di peso quando non voleva farsi cambiare alle manate quando disubbidiva. Una sera è stato il culmine, per metterlo nel seggiolino dell'auto lo abbiamo bloccato in due in modo troppo aggressivo per poterlo accettare. Siamo stati male, ci siamo vergognati e ci siamo detti che se le maestre quando D non vuole fare una cosa si comportassero così noi le avremmo già denunciate e allora perché se non lo accettiamo dagli altri dovremmo accettarlo da noi che siamo la sua mamma e il suo papà? Abbiamo bisogno di capire qual'è il modo giusto di rapportarsi ad un bambino come D che spesso ci mette in crisi, che spesso ci causa frustrazione, che ci prosciuga le energie mentali e fisiche, abbiamo bisogno di sapere come calmarlo quando gli partono le crisi isteriche perché una cosa non si può fare, come convincerlo a fare le cose necessarie ( tipo cambiare il pannolino di pupu) quando non vuole farle. Come fargli capire che deve assolutamente dare la mano e non scappare via sempre e in ogni situazione, che se una cosa è pericolosa non si può fare. Come facciamo?
Grazie e scusatemi per la lunghezza, non sono una brava a stringere.

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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Emy » mercoledì 22 agosto 2018, 8:34

I bambini faticosi sono bambini molto curiosi, molto attivi, caratteristiche molto apprezzate da grandi, ma finché devono stare sotto una responsabilità fanno andare in crisi.
Questi bambini rimarranno comunque faticoso, ma con la crescita ci saranno almeno dei punti in cui li sentiremo più sicuri.
Hanno molto bisogno di riscontri fisici, di esperienze, di toccare con mano, con metodo scientifico ( L esperimento si fa più volte alle stesse condizioni, con lo stesso risultato per confermare la teoria .)
La difficoltà sta nel cercare di fornirgli quelle possibilità di toccare con mano effetti negativi dell esperienza in modo che capisca il pericolo, senza metterlo in pericolo davvero.
Se salta sul divano , e cade, una piccola botta la può avere ...
Non gli basterà perché deve essere sicuro della sua teoria o semplicemente il piacere di saltare è più forte.
Ma magari farà un po più attenzione, salterà più piano
Certo sara impercettibile questa presa di coscienza ma ci sarà
Voi potete aiutarlo facendogli fare il giro dei pericoli, vuole fare una cosa ? Provate a fargli sentire piano con la testa cosa vuol dire sbattere contro ...
Insomma le cose le può fare, potete esplorare assieme ma con le condizioni di sicurezza che voi sapete e le provate assieme, provate lo squilibrio che può dare sporgersi dal divano o da uno scalino alto,
Certo è possibile che le vostre idee sulla sicurezza che avete appreso non siano il limite vero che cerca vostro figlio ma si fermino alla prudenza , in questo caso è proprio importante esplorare assieme, perché voi possiate vedere i movimenti sempre più attenti che può fare vostro figlio per approcciarsi ... Voglio dire all inizio si butterà , poi con un po di muri in faccia, si calmerà ... Voi dovete solo stare attenti che il muro non sia da pronto soccorso...
Ma non perché ce ne freghiamo del dolore altrui ma perché il bimbo deve costruire la percezione verso l ambiente esterno attraverso le esperienze che fa , e non ne basta una e non basta quando sono troppo ovattate .
Voi non siete che due lati del pentagono di limiti che circonda vostro figlio....un altro lato è l ambiente fisico è un altro l ambiente sociale... Hemmm è un pentagono? Vabbe un lato devo ancora decidere da cosa è formato ;) in ogni caso per gli altri lati, voi potete smorzare, mediare, ma ci deve sbattere comunque un po da solo.
Voglio dire , se ha il fuoco della curiosità dentro, l esperienza la farà con voi o senza di voi...appena girate lo sguardo appena non é sotto il vostro controllo, la farà in fretta, la farà con paura, distratto dal fatto che ha poco tempo, che non deve farsi scoprire, che deve scappare etc...
Meglio che esploriate insieme e capite assieme cosa è pericoloso e cosa si può fare.
A quel punto di fronte all esperienza c'è bisogno di definire dei paletti... Se un oggetto lo usa in modo non sicuro, gli si spiega di nuovo, si fa vedere cosa può succedere ad usarlo così, se persevera ci si prende la responsabilità di non fargli usare quell oggetto e glielo si toglie, si cambia l ambiente, lo si mette in sicurezza ...
Lo so che tolta una cosa c'è n'è un altra... E non gliela si toglie per toglierla, ma solo per fargli capire che non siamo D accordo su quell uso( che deve essere direttamente dimostrabile che è pericoloso), e siamo pronti a ridarglielo se lo usa in modo non pericoloso.
Se lo vuole usare in modo pericoloso forse si possono cambiare anche le condizioni esterne... Lanciare i sassi all aperto é più sicuro di lanciarlo in casa..
Insomma ci si tara a seconda di quello che è il flusso dei suoi bisogni di crescita.
L atteggiamento eh quella è la parte più difficile, perché si tratta di vederlo come il bambino che è e non qualcuno da raddrizzare, da moderare, qualcuno di sbagliato, di esagerato etc....
Spesso il nostro vissuto non ci aiuta perché ci sono continuamente arrivate immagini di bambini da raddrizzare.
Comunque una volta tranquilli su quel fronte( immaginatevi di essere una mamma gatta ) con la calma di sapere quali sono i limiti da non superare e focalizzare su quelli e non sul "essere sbagliato" del bimbo .
Potete agire fisicamente ma con determinazione e tranquillità , per fermare non per colpire, per evitare, per prendervi la responsabilità di come non volete che la situazione vada.
Voi potete lanciare in avanti il tempo fino ad averne infinito... Voi potete sapere che potete stare fermi sulla vostra posizione molto più a lungo di lui ...
Non è il fermare per definire il proprio potere sul bambino
Ovvero non è il " tu ora fai quello che voglio"
Solo...
Ma è piuttosto " io ora mi prendo la responsabilità per le conseguenze a cui non voglio arrivare" per fare ciò , le conseguenze devono essere almeno in parte provate.( per il genitore , per capire davvero che non le vuole e per il figlio per capire che effettivamente non è il caso)
È una danza di conoscenza dei limiti....
Complicato ? Altroché ... Dobbiamo passare per la conoscenza delle nostre sensazioni dei nostri limiti , non ce l hanno insegnato...
Bisogna sapere che stiamo comunicando con le azioni, perché a quell etA la razionalità non è la parte più attiva del cervello.
Parliamone.. Si capisce ciò che ho scritto?
Emy
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Effi B. » mercoledì 22 agosto 2018, 9:54

Cara serensi, benvenuta!

Che bellezza ho sentito nel tuo messaggio, nelle parole che hai trovato per descrivere il tuo bambino! Ci sono amore, attenzione, rispetto, curiosità in te, nel tuo sguardo. E consapevolezza della fatica che comporta essere mamma di un bimbo così determinato e forte. Probabilmente ti somiglia ;)

Come prima cosa voglio scriverti la mia solidarietà di mamma, ormai stagionata. I miei bambini tra poco più di un mese avranno 12 e 9 anni. Scriverlo mi fa sorridere, perché quando, soprattutto con il secondo, avevano due anni e mezzo, non avrei sperato di arrivarci. Eppure... E, grazie al mio piccolo, posso dirti che capisco quello che stai attraversando: figlio determinato, ostinato, sempre attivo (dormire? perché???!!! :roll:). Che fatica! Che rischi! Eppure ogni giorno si ricomincia e si cercano strategie.

Ci sono buone notizie: ad esempio i problemi con la cacca potranno durare al massimo mesi ;); si impara a usare le posate, i bicchieri sulla tavola si versano meno spesso. Pian piano si introiettano anche le convenzioni sociali, in un bambino come il tuo mi viene da pensare che succederà tanto più facilmente quanto più saranno apprese con la consapevolezza comune che appunto di convenzioni sociali si tratta e che contribuiscono al nostro senso di appartenenza a una comunità (in Cina è buona educazione ruttare a tavola per dire :-D).

Dici che forse hai un bambino "amplificato". Un po' sì e un po' no però. E come potrebbe essere altrimenti? Il tuo piccolo è una creatura unica, come tante altre che per caratteristiche personali sembreranno rientrare nel profilo. Anche qui gioca la consapevolezza che si tratta di categorie operative di comprensione e organizzazione della realtà, non di verità assolute. Pensare di avere un bimbo di un certo tipo, tipo "difficile" da gestire, simile ad altri dello stesso tipo, fa respirare un momento, fa sperare che l'esperienza altrui indichi una via, che ci siano modalità educative specifiche che soccorrano. Solo tu puoi capire se certi suggerimenti vi si attagliano, ma ricordati che alcuni aspetti della vostra unicità non saranno mai compresi in nessun vademecum e toccherà sbrigarvela voi. Però non siete soli, perché è quello che succede a tutti i genitori e prima o poi si fa difficile per tutti.

Ora, due anni e mezzo, può essere uno strazio certi giorni. Tanto strazio che ti smuove dentro una rabbia anche furiosa, che ti irrigidisce muscoli e tendini e fa le mani dure e stringenti, inasprisce la voce e ne alza il volume, dilata pupille e stravolge il viso. So tutto questo nel mio stesso corpo cara.

Vuoi che proviamo a ripensare insieme a dei momenti in particolare? A cercare di riconoscere che cosa era vivo in te in quegli attimi? Vuoi dirci le tue strategie di prevenzione? Aspetto di rileggerti presto.

P.S.: Emy cara, non solo si capisce, leggerti mi fa sempre bene al cuore : Love :
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » mercoledì 22 agosto 2018, 9:54

Ciao Emy, si, ho capito quello che vuoi dire, in effetti questa è una cosa che abbiamo sempre fatto raramente, quella di fargli sperimentare le conseguenze delle situazioni pericolose, perché non è facile capire appunto il limite entro cui non si fa un danno e nello stesso tempo capisce il pericolo, ho sempre la sensazione che lui non si renda conto finché non si fa male male. Ad esempio da quando è caduto dal letto, ogni volta che si mette a saltare sul letto gli ricordo di cosa è successo e lui si ferma, ma quell'esperienza la ricorda bene perché è stata dolorosa e ci siamo presi tutti un bello spavento. Poi ci sono certe situazioni pericolose estreme tipo giocare con i cavi elettrici dell'altoparlante sulla spiaggia che non presuppongono di potergli fare sperimentare le conseguenze negative.
Comunque è un consiglio da seguire perché appunto come dici tu, magari non lo fermerà dal riprovarci, ma possibilmente lo farà con più cautela... Speriamo.
Per il resto la tua frase sul prendersi la responsabilità delle conseguenze a cui non si vuole arrivare è effettivamente il punto di vista che un po' ci manca, quello dei genitori equilibrati. D ha la brutta abitudine di lanciare gli oggetti, non ci piace, non lo tolleriamo, può rompere qualcosa, può fare male a qualcuno, in quei casi noi gli chiediamo di smettere una o due volte, dopo di che gli togliamo l'oggetto. A volte mi domando se facciamo bene, invece di continuare a spiegargli perché non deve farlo, perché in fondo è una punizione e le punizioni non sono il massimo, ma la tua frase da il giusto senso a questo mio dubbio, penso che la chiave sia il modo in cui gli togliamo l'oggetto, se lo facciamo con calma o con rabbia, dobbiamo sicuramente migliorare da questo punto di vista, mantenere un po' di più il controllo, non è una cosa che ci viene sempre facile.
Grazie del tuo contributo, di cuore.
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Emy » mercoledì 22 agosto 2018, 11:50

Effi : Love : : Love : : Love :


Prima di bloccare , di togliere, il percorso deve passare dal capire le motivazioni... E le si può capire tornando animali, tornando cacciatori.
Perché lancia tutto?
L unica differenza tra lui e un bambino primitivo di qualche migliaia di anni prima auale è....
I genitori del primitivo lo avrebbero osannato perché si stava allenando a cacciare , difendersi, cose importanti per la vita...
Lui che geneticamente viene da quei tempi, non può capire perché non si è contenti di questa sua bravura....
O meglio lo può anche capire ma la forza del suo fuoco di crescita é più forte e lui è principalmente guidato da quello...
Percio si deve imparare quel linguaggio che ormai abbiamo dimenticato, quelle modalità fisiche e quelle sensazioni animali che abbiamo segregato in nome della socialità ...
Certamente in mnome di una migliore convivenza, ma a prezzo a volte della propria integrità
Bisogna trovare un equilibrio e lui ha un motivo per fare ciò che fa , resta da stabilire se è fattibile con la convivenza o come si può assecondare in regime di sicurezza...
Si lancia in certi momenti, si lanciano certe cose, si lancia in certi ambienti...
Non è vietato ....lanciare!
La differenza è enorme.
E tutti i lanciatori seriali prima o poi si calmano...
Compreso mio figlio, avevo l accortezza di fargli sparire dai suoi dintorni cubi in legno, macchine pesanti... Attorno a se aveva tutte cose lanciabili senza danni e la casa non aveva soprammobili a rischio... Poi passato il periodo tutto è tornato a posto ...
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » mercoledì 22 agosto 2018, 12:38

Grazie Effi, la verità è che per quanto sia faticoso e a volte, lo ammetto, invidio quei genitori con i bambini calmi calmi, io adoro il carattere di mio figlio e non perché siamo simili, ma per l'esatto contrario, perché siamo molto diversi e io avrei voluto essere un po' più come lui, attivo, determinato. Io sono PIGRA. Lo scrivo grande perché lo sono alla ennesima potenza. Questo è un difetto enorme se si ha un moto perpetuo come figlio. Al mare il compito mio e di suo padre è piantonare un fuggitivo, D corre da una parte all'altra della spiaggia (una spiaggia kilometrica), prende i giochi degli altri sotto gli ombrelloni, cerca di salire sugli scogli e quando gli parte scatta in una corsa verso il lato strada (vuole vedere le auto, sua grande passione). Noi cerchiamo di farlo sfogare più che possiamo essendo la spiaggia un posto relativamente sicuro, ma passare le ferie in questo modo ci frustra alla lunga. La nostra fortuna è avere i nonni che a volte ce lo tengono e ci fanno un po' ricaricare le pile, altrimenti sarebbe un disastro. Poi dorme con noi nel lettone, non per una nostra scelta iniziale, ma per necessità subentrata dall'anno e mezzo in poi. A noi va bene, lo accettiamo anche se non è il modo più comodo per dormire, ma è un bisogno che D ha e lo rispettiamo. Però il sonno perso è tanto, D non ha mai dormito una notte intera da quando è nato e comunque si muove tanto anche mentre dorme.
Per citarti un episodio che mi mette in crisi ogni volta, sul fasciatoio mi riempie di calci e lo fa sia per giocare, sia quando non ha voglia di farsi cambiare. Mi fa male, un paio di volte mi ha fatto perdere il respiro dandomi un calcio alla bocca dello stomaco. In quei casi inizio sempre con il dirgli con calma che mi fa male, ma non ottengo quasi mai un risultato. In quella situazione passo dalla tristezza e delusione di non riuscire a fargli capire che mi sta facendo male all'arrabbiatura che in passato mi ha portata più di una volta a dargli manate sulle gambe (con l'unico risultato di scaricare la mia rabbia). Comunque a pensarci bene non fa cose veramente eclatanti, che da sole scatenano la reazione, ma sono più tante gocce che messe insieme fanno straripare il fiume. Al parco giochi in Trentino lui voleva fare solo le cose che non poteva fare, quelle dei bambini grandi, attraversare il laghetto sulla zattera, salire da solo sullo scivolo più alto, avvicinarsi ai bambini del corso di tiro con l'arco, insomma un rabdomante del proibito, le scovava tutte lui. All'inizio gli stai dietro, poi cominciano i mille no, questo no, quest'altro no, questo è pericoloso...lui si innervosisce e noi pure, morale della favola un parco pieno di giochi bellissimi e noi andiamo via urlando e io penso "ma perché non giochi come tutti gli altri bambini". Alla fine della recita di Natale, al momento del rinfresco tutti i bimbi giocavano tra di loro, anche in modo vivace, noi eravamo dietro a D che voleva a tutti i costi togliere i jack dietro l'amplificatore o buttare giù le bottiglie di bibite dai tavoli, non per monelleria, ma perché erano quelle le cose che lo incuriosivano. Insomma questi sono esempi delle situazioni che ci fanno stancare e innervosire. In questi casi la strategia iniziale è sempre la stessa, cercare di restare calmi e fargli fare le cose che possiamo, poi piano piano si alza l'asticella, noi ci stufiamo di pedinarlo nelle sue esplorazioni, anche perché magari vorremmo anche fare altro, goderci la situazione anche un po' noi, inizia la girandola dei no e ci innervosiamo. Quando siamo nervosi o stanchi a volte gli urliamo a volte lo portiamo via di peso o tagliamo la corda il prima possibile dalla situazione in cui siamo. Alla fine ci perdiamo tutti e tre.
Spero di averti dato un'idea delle nostre dinamiche.

Grazie mille
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » mercoledì 22 agosto 2018, 12:49

Si lancia in certi momenti, si lanciano certe cose, si lancia in certi ambienti...

Ecco noi invece temiamo, magari sbagliando, che lui non capisca questa differenza e che la cosa possa confonderlo, quindi come strategia lo dissuadiamo dal lanciare qualsiasi cosa in qualsiasi situazione.
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Effi B. » mercoledì 22 agosto 2018, 14:53

Eh non dormire non aiuta. Anche in questo il mio piccolo era simile: minimo 7 risvegli a notte i primi tre anni. Ua volta ne ho contati 22, poi ho deciso che non valeva la pena di fare oltre statistiche. Poco dopo i tre anni ha iniziato a dormire tutta la notte e... a fare pure i pisolini pomeridiano che non aveva MAI fatto. Quindi capisco bene, certi giorni si vorrebbe avere un tasto per spegnerli.

Ci saranno sempre volte che non sarete d'accordo. Lui si difenderà da quello che sente come violazione del suo spazio di autodeterminazione. Ma la responsabilità dei limiti di quello spazio resta vostra. Vostro lo stile, vostri i valori che lo tutelano. Col mio Pietro tanto più io trovavo una mia onestà interiore, una centratura del mio principio e quindi non sceglievo in opposizione al suo agire e alle sue richieste, ma in risposta ai miei bisogni più autentici (di sicurezza, di ordine, di rispetto, di tranquillità, di condivisione...) ecco che le proteste duravano meno e poi si tornava insieme più facilmente a fare cose insieme e in collaborazione. Era una lotta quotidiana di aggiustamento, con picchi di reazioni pessime da parte mia. Ho fatto e detto cose di cui mi vergogno cara, non mi giustifico, ma cerco di tenerle insieme al resto che ho fatto e faccio di buono.

Pian piano è diventato un bambino molto acuto nel leggere i sentimenti e i bisogni, molto più dell'assennato fratello maggiore, che è più chiuso nel suo mondo e osservatore, cauto, paziente, fermo (un bimbo "da divano"). Ricordo una volta, aveva 5 anni, in cui, sotto trasloco e con mille preoccupazioni in testa ho finito per metterlo fermo intimandogli di non muoversi, urlandogli che non lo sopportavo più. E lui che a un certo punto mi fa: "Mamma guarda che io lo so che se anche fai così tu mi vuoi bene lo stesso". Colpita al cuore e bloccata all'istante :-D Perché certi bambini sanno andare veloci anche coi sentimenti, con la capacità di relazione e la comunicazione, l'"amplificazione" c'è nel bene e nello scomodo ;)

Qui funzionava un po' preparare sempre le situazioni, ma dopo i due anni e mezzo. Prima, la maestra ha ragione, le parole possono essere troppo. La comunicazione è quasi tutta svolta sul canale non verbale. Quindi lui percepisce più che il senso delle parole, l'energia con cui vengono pronunciate e sente l'esasperazione e non la precauzione, il rammarico e non la protezione, la rabbia e il rifiuto e non il senso di responsabilità. Come reagisce? Ovviamente si ribella e chiude al confronto. Piuttosto, e con mani che parlano d'amore, prendere e portar via prima che si arrivi all'ultima soglia, cercare alternative. Dare motivazioni facili e vere: smontare cose non proprie viola i beni degli altri, quindi non lo facciamo senza il permesso del proprietario ad esempio è un argomento che, se è tranquillo, può essere accettato da un bambino. Avere sempre la mente aperta a proposte alternative. Non per distrarre, ma per dire che capiamo il bisogno di sperimentazione e movimento. Proporre alternative a prescindere e non in modo manipolatorio. Questi bambini hanno antenne acutissime per tutto quanto è fatto per distoglierli con l'inganno, sia bonario e a fin di bene finché vogliamo.

ottimo rifiatare. Benedetti i nonni. Godetevi il vostro tempo tutto vostro, fosse solo per dormire insieme con appagamento. Questi primi anni passano veloci alla fine credimi, prova a ripetertelo quando ti senti paralizzata in un qui e ora frustrante.

Quanto alla rabbia mi viene questo dubbio e te lo sottopongo: valuta quanto affidi al comportamento di tuo figlio e al suo accondiscendere alle tue richieste la responsabilità di farti sentire un genitore adeguato ed efficace
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda francesca78 » mercoledì 22 agosto 2018, 15:55

Ciao Serensi :-)
Tanta solidarietà, ma penso che questo bimbo che ti richiede tanta energia, tanta te ne da :-)
Non aggiungo granché, ma l'ultima domanda che ti pone Effi mi sembra centrale. E in ogni caso, é normale arrabbiarsi, poi cosa riesci a farne di questa rabbia e frustrazione é il punto importante secondo me.

Piccolo consiglio pratico rispetto al cambiarlo: mia figlia la cambiavo in piedi di fronte ad una finestra (chiusa) in modo che guardasse fuori da quando é stata capace di stare in piedi (perché se la distendevo sul fasciatoio urlava disperata).

Effi: quel tuo racconto del tuo secondo che ti dice che lo sa che gli vuoi bene anche quando ti arrabbi, mi ha fatto venire in mente la mia, una volta le dicevo: ti voglio bene quando ridi, quando piangi, quando giochi, quando non dormi, quando dormi, quando fai le puzzette... e lei mi fa "mi vuoi bene anche quando io non ti voglio bene?" :-D
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » mercoledì 22 agosto 2018, 16:17

Col mio Pietro tanto più io trovavo una mia onestà interiore, una centratura del mio principio e quindi non sceglievo in opposizione al suo agire e alle sue richieste, ma in risposta ai miei bisogni più autentici (di sicurezza, di ordine, di rispetto, di tranquillità, di condivisione...) ecco che le proteste duravano meno e poi si tornava insieme più facilmente a fare cose insieme e in collaborazione.

Sicuramente è questo che devo tenere a mente per mantenere l'equilibrio, perchè io spesso mi trovo lì a chiedermi se ho fatto bene ad agire in un certo modo, ad avere dubbi sul mio stile educativo, da questo nasce poi l'incoerenza di fondo, cambiare continuamente per i mille dubbi che vengono. Invece è proprio a quella onestà interiore che devo guardare, quando ascolto quella vocina sento che sono nella direzione giusta, in questi ultimi due/tre giorni per esempio la sto ascoltando molto e le cose vanno bene, tra alti e bassi. Perdo me stessa quando inizio ad ascoltare la voce esterna, quella che interiorizziamo e che appunto dice che i monelli vanno raddrizzati, che prima i bambini stavano seduti a tavola composti solo perchè lo aveva detto il genitore. Di fronte a quella voce perdo la bussola e non mi sento in grado di gestire mio figlio perchè come dici tu agisco in opposizione a lui.

Questi primi anni passano veloci alla fine credimi

Questo mi da speranza che andando avanti le cose potrebbero migliorare, sicuramente questo periodo a cavallo tra i due e i tre anni è faticoso. Resisto però al desiderio di vederlo crescere in fretta, perchè se è vero che questi anni sono faticosi, trovo che da un altro punto di vista siamo sorprendenti, nel vero senso della parola, perchè ti sorprende continuamente vedere le cose nuove che hanno imparato, che sanno fare, le capacità che sviluppano.

Quanto alla rabbia mi viene questo dubbio e te lo sottopongo: valuta quanto affidi al comportamento di tuo figlio e al suo accondiscendere alle tue richieste la responsabilità di farti sentire un genitore adeguato ed efficace

Questo non credo, forse a volte è vero il contrario, cioè non ho bisogno che lui sia accondiscendente per sentirmi un genitore adeguato, non in generale, perchè comunque sono sicura di poter essere un buon genitore a prescindere, però a volte i continui suoi no e il suo continuo non ascoltare quello che diciamo mi fa sentire non adeguata in quel frangente, nel senso che in quel momento mi rendo conto di non riuscire a trovare la chiave per "trattare" con lui.

In questi giorni comunque ho capito delle cose, anche grazie alla lettura di questo forum. Ho capito che lo scontro di potere è dannoso e che con D non funziona, lui reagisce o arrabbiandosi o ridendoti in faccia, questo noi lo abbiamo sempre visto come una mancanza di rispetto nei nostri confronti, come una sfida che non potevamo perdere, quindi in ogni maniera il braccio di ferro lo dovevamo vincere noi. Alla fine non vincevamo mai perchè finiva con lui che continuava a fare quello che voleva e noi col fumo che ci usciva dalle orecchie. In questi giorni invece in qualche momento di crisi mi abbasso, gli chiedo di guardarmi negli occhi e cerco di prenderlo con la calma e può essere un caso, ma mi sembra più tranquillo.
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Effi B. » mercoledì 22 agosto 2018, 18:09

I giochi di potere sono sempre pericolosi, hai colto una cosa secondo me essenziale. E fanno perdere la connessione. Ci vorrebbe Mel a parlartene. La connessione emotiva produce magie a volte: noi capiamo meglio le loro ragioni, loro le nostre. Ci si vede e ci si sente accanto, insieme. Se ci pensi capisci anche quanto ora la responsabilità di tutto questo sia soprattutto tua, che sei adulta e con capacità cognitive ed emotive per lui di là da venire. Però ad offrirgli la tua gli mostri come si fa. Ti assicuro che i frutti poi si vedono, anche se i tipi determinati restano tali. E tu pure lo sei, sarai pure pigra, ma di certo una che non molla ;)

Ho raccontato di te e di D. ai miei bambini, che mi chiedevano perché li facessi aspettare. Li avete fatti sorridere di simpatia e tenerezza. Che simpatica questa mamma! E' braaava!!! Però anche il piccolino che forte! Capiscono che ti arrabbi, dicono che a volte deve essere proprio difficile. Dicono che se stai attenta le manate non gliele dai più. Direi che secondo loro tutto sta andando come deve andare a casa vostra : Chessygrin :
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » mercoledì 22 agosto 2018, 21:25

Grazie Effi e grazie ai tuoi bimbi, che dolci. Se lo dicono loro che sono sulla strada buona ci credo di sicuro. Il loro è un punto di vista privilegiato quindi mi fa ancora più piacere.

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Ensi
 
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Re: Stili educativi incoerenti: stiamo sbagliando tutto?

Messaggioda Ensi » venerdì 24 agosto 2018, 17:58

Ciao a tutti,
questa mattina ho avuto un discussione con mio marito a causa di questo mio cambio di rotta con D.
Faccio una premessa, da quando sono iniziate le vacanze D a volte ha problemi ad addormentarsi, specialmente di pomeriggio. Attraversa una fase di profonda euforia che per diversi minuti, a volte ore lo portano a fare il pazzo scatenato nel lettone prima di crollare di sonno. Sembra di fare wrestling, volano gomitate, calci, testate, lui ci salta addosso, si gira e rigira, sbatte come una palla impazzita tra me e mio marito, canta, dice filastrocche, ride, fa versi, ripete parole e frasi senza senso, senza fermarsi mai, ma veramente mai...questo se va bene dura una mezzora, in casi estremi è durato anche due ore. Dopo tutto ciò, magari all'improvviso si zittisce e in un minuto si addormenta.
Questo ovviamente ci mette in crisi, ci preoccupa anche un po' perchè è una cosa che prima di luglio era capitata solo a maggio quando gli abbiamo tolto il ciuccio, ma era frustrazione, rabbia la sua, piangeva e si disperava, non come succede ora. In questi ultimi giorni tra l'altro sta capitando sempre più spesso.
Questa premessa era doverosa perchè mio marito è particolarmente sensibile alla mancanza di sonno e il pomeriggio ha sempre cercato di recuperare, riposando con D, il sonno perso di notte, quindi questo andazzo lo sta mettendo in crisi e ieri pomeriggio per evitare che si innervosisse troppo gli ho detto di andare a dormire nell'altra stanza e che con D ci sarei stata io, ma nonostante questo comunque non è riuscito a riposare per via dei rumori e delle urla di D.
Ieri sera abbiamo fatto tardi, siamo tornati a casa a mezzanotte e D era stanco e assonnato, ma non nervoso, anzi, era contento della bella serata trascorsa. Il pomo della discordia è stata la richiesta di D di tenere la sua macchinina a letto. Mio marito ha risposto di no perchè non era ora di giocare, ma lui non voleva giocare, voleva solo tenerla con se, io ho avuto questa sensazione e ho detto a mio marito che avremmo dovuto lasciargliela tenere. Ci siamo messi a letto e al primo risolino di D si è alzato ed è andato via nell'altra stanza e ha dormito lì. D dopo un minuto si è addormentato senza problemi come avevo previsto. La situazione di ieri è emblematica del modo che avevamo di affrontare le cose prima (reazione di mio marito) saltando subito alla conclusione che D nella sua richiesta aveva torto e andava stoppato e il modo in cui io ho deciso di gestire le cose da un po' di giorni a questa parte, chiedendomi se la richiesta di D rientrava o meno nei limiti oltre i quali non voglio che vadano le cose. Tenere una macchinina a dormire con lui non mi è sembrato un problema, lo sarebbe sicuramente diventato se avessi capito a quel punto che lui voleva giocarci e senza dubbio gliel'avrei tolta. Mio marito stamattina era arrabbiato con me perchè secondo lui sto tenendo un atteggiamento troppo morbido, permettendogli di fare tutto. Non ha capito dove sto cercando di arrivare col mio atteggiamento, ho cercato di spiegarglielo, usando anche un po' le vostre parole, quelle che mi avevano colpito maggiormente e chiedendogli se non aveva notato che D in questi giorni era stato più tranquillo. Spero abbia capito, anche se non mi aspetto che lui riesca subito a seguire il mio esempio perchè rispetto a me è più fumantino e ha più difficoltà in determinate situazioni a mantenere la calma.
Vi terrò aggiornati, intanto spero che questo problema con l'addormentamento sia passeggero perchè ci sta preoccupando, spero che con la ripresa del nido e il riordinarsi di tutti i ritmi della giornata le cose migliorino sotto questo aspetto.

Ciao a tutti
S
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