Educazione e paura

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Re: Educazione e paura

Messaggioda anna18 » mercoledì 2 maggio 2018, 12:42

Sulle macchine io non parlo, da ragazzina sono stata investita, per evitare di morire di paura allora ho preso le redinelle, per il resto sono abbastanza spericolata, per le macchine no! Però cerco di non trasmettere la mia ansia sul bambino!
anna18
 
Messaggi: 35
Iscritto il: martedì 24 ottobre 2017, 10:44
Figli: S. 31-10-2015

Re: Educazione e paura

Messaggioda emme » giovedì 3 maggio 2018, 15:37

No, anche io credo che con la paura non si vada da nessuna parte... io sono una urlatrice (purtroppo), ma i miei urli non incutono paura... sono più sfoghi (sbagliati) che intimidazioni.
Bisogna che capisci realmente qual è il tuo bisogno.... vuoi l'obbedienza cieca, quella per principio, cioè 'io comando e tu mi devi ascoltare'? A me di quella, sinceramente, non importa gran ché. Io vorrei che mi ascoltassero perchè si fidano. Poi certo, se mi parli della classica scena in cui il bambino corre in mezzo alla strada, tu lo chiami e lui non si ferma... beh, ti dico che lì DEVI trovare il modo di fermarlo, e più che l'urlo intimidatorio, devi fisicamente bloccarlo. Al perchè e percome ci penseremo dopo, intanto urge che si blocchi. La mia seconda, di due anni e mezzo, è una fuggitiva... o meglio, non ha mezze misure: o sta in braccio, o fa quel che le pare. E li servono dieci occhi, dieci braccia e qualche urlo ogni tanto sfugge... ma più per paura mia, che per spaventare lei, o perlomeno per attirare la sua attenzione, non tanto per farle paura. Ha il gesso al braccio da dieci giorni, eppure quando vuole uscire apre la porta e scende le scale da sola, magari con una borsa o altre cose in mano, e arriva al giardino. Io ho cercato di farle capire che non deve farlo, mi sono arrabbiata, le ho spiegato che con il braccio ingessato se cade non riesce a evitare di battere la testa... niente, devo chiudere a chiave e con il chiavistello. Il fratello (quasi 7 anni) se deve andare dalla nonna di sotto, mi dice 'lascio la porta aperta mi guardi?'. Ma quella di cui stiamo parlando, cioè l'emergenza sicurezza, non centra con il fatto di 'fare paura' al bambino... la punizione, quella che dici dei tuoi amici, non mi è mai piaciuta. L'ho anche minacciata, al mio grande, ma sia io che lui sapevamo che non sarebbe arrivata...
Avatar utente
emme
 
Messaggi: 849
Iscritto il: martedì 11 dicembre 2012, 16:30
Figli: E. 2011
A. 2015

Re: Educazione e paura

Messaggioda Effi B. » sabato 5 maggio 2018, 15:06

La domanda per me è sempre la stessa: "Perché vogliamo che i nostri figli facciano quello che chiediamo loro di fare?". Parto da qui perché a me non interessa tanto essere ubbidita quanto essere ascoltata. E allora: perché dovrebbero ascoltarmi?

Il quesito che ti poni, ggg, secondo me ce lo siamo poste in tante a partire, a seconda del tipo di bambino, dall'anno e mezzo in poi. No sono più pupattoli che stanno in braccio, vanno per il mondo, fanno cose, ne tentano di interessanti. E noi a vigilare. E' una fatica, ma io credo valga la pena di farla. Certo è più facile addestrare allo stop immediato: non si deve correre dietro a nessuno, ci si può rilassare e magari anche si può prestare meno attenzione, tanto il bambino starà al posto. Però c'è in questo una fatica da mettere in conto per allenare al comportamento adeguato richiesto e per dare rinforzi nel tempo che ne garantiscano il perdurare. Per di più, appunto, le motivazioni che si danno non sono proprio funzionali a una vera autonomia. Chi è addestrato ha bisogno dell'addestratore per sapere come cavarsela e si abitua a rispondere più a motivazioni estrinseche che intrinseche. Motivazioni per di più che avviliscono: la paura, la vergogna, il senso di colpa. Siamo sempre lì: sono queste le motivazioni che vogliamo mettere alla base delle scelte e dell'agire dei nostri figli? Alice Miller si chiedeva appunto a che prezzo si ottiene un bravo bambino.

Come non voglio essere ubbidita, ma ascoltata, non voglio bravi bambini, ma bambini responsabili. C'è differenza. Quindi penso che stia a me prendermi la responsabilità del mio ruolo che varia e si evolve nel tempo. Finché erano piccoli ci stava anche il monitoraggio sul traffico, dove c'era pericolo per niente al mondo avrei dato ai bambini la responsabilità di guardarsi, me lontana, dal pericolo . Se c'era pericolo tenevo per mano e mostravo come si fa ad attraversare, se non ce n'era, la mano non serviva, ma la ricognizione della situazione spettava comunque a me. Se il pericolo arrivava inatteso, ecco che mi sembrava meglio fare io uno scatto e mettere in sicurezza. E queste cose si calibrano da bambino a bambino, che ce ne sono di più attenti e presenti e di altri che si svagano e rischiano di più...

Hai un bimbo molto vitale, faticoso, ma bello! Con bimbi così può volerci più pazienza, l'avere fiducia che cresceranno. Perché poi in effetti crescono e collaborano di più. Crescono e ci si può parlare più proficuamente. Intanto si comincia, anche se i risultati sembrano non arrivare, si persevera. Cercando magari di non caricare le situazioni di emotività che pregiudica l'apprendimento. Se un mancato ascolto mi mette in discussione e patisco di non sentirmi rispettato, forse non è il tempo perché quella richiesta sia messa alla prova nel confronto con il mio bambino e mi prendo io la responsabilità di far succedere quello che voglio. Lui potrà non essere d'accordo, ma, se per me è importante si fa. Ci si prende del potere decisionale. Se lo facciamo con onestà anche questo aiuta a sfrondare come dice esmeralda, perché non è per comandare che lo faccio, ma per gestire la quotidianità, e allora lo faccio quando serve davvero e per il resto consento maggiore libertà allo spazio di autodeterminazione del mio bambino.

Qui mi pare che la situazione si faccia pesante per te anche perché ti senti giudicata da questi genitori, da loro e dai risultati che mostrano di raggiungere. Se anche volessi essere capita da loro, avere un confronto, rischieresti di essere schiacciata da un eventuale rinfaccio delle tue difficoltà a essere ubbidita. Forse sottrarre i tuoi dubbi allo spazio di confronto con lo stile diverso di questa famiglia potrebbe aiutarti a sentire meglio quale è il vostro stile e quali strategie possono sostenerlo, che dici?

Come esmeralda ti ha mostrato bene parlandoti di sé, non è semplicemente un'educazione che si nutre nel nostro fare i genitori con i figli, si nutre una relazione con i suoi modi di stare insieme, si costruisce un rapporto. Credo che in molti sappiamo qualcosa qui di che cosa vuol dire vivere il proprio rapporto figli-genitori in una dinamica di esercizio del potere. Non fa del bene. Diverso, ripeto è l'esercizio della responsabilità. Può essere che, a seconda dei bambini, ci voglia più tempo per trovare un equilibrio e una collaborazione, ma credo ne valga la pena ;)
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7717
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Educazione e paura

Messaggioda ggg » lunedì 7 maggio 2018, 8:27

grazie mille (di nuovo) per questi utilissimi confronti.

Come spesso mi capita, alla fine, andando ad indagare, il "mio" problema è sempre lo stesso: il confronto con gli altri!

Forse dovrei aprire un TOPIC proprio su questo :)
ggg
 
Messaggi: 17
Iscritto il: martedì 17 aprile 2018, 11:46
Figli: F1 2014

Re: Educazione e paura

Messaggioda esmeralda » lunedì 7 maggio 2018, 13:32

Ecco, questo del confronto è un tema interessante.
Parto anche qui dalla esperienza mia di vita vissuta.
Non devo fare pena a nessuno che non mi manca niente, ma vivo in una situazione potenzialmente letale. LE-TA-LE.
Un edificio suddiviso tra parenti di mio marito. Ci siamo noi, i suoi genitori e le famiglie dei suoi fratelli (anche famiglie 1 e 2 in un caso :shock: ). Come se non bastasse una situazione del genere si ripete anche in una casa di vacanza. :o
Diciamo che dal punto di vista condominiale va sostanzialmente bene. Per impegno di tutti e per miracolosa fortuna.
Non si tratta in fin dei conti di famigliona patriarcale, ognuno fa abbastanza il suo e vabbè

Resta il fatto che viviamo muro a muro e condividiamo spazi &co con una marea di bambini/ cugini.
Non te la faccio lunga: immersa in un brodo primoridiale del genere, anche io che sono cresciuta in una famiglia di "outcast", in cui non ce ne fregava niente dell'opinione di nessuno -ed erano per lo più opinioni poco lusinghiere- ho dovuto imparare a fare i conti con i confronti. I CONFRONTI. I CONFRONTI.
Beh... ho capito dopo un po' che da certi giochi... ne esci solo se non giochi proprio.
Il che non vuol dire sentirsi superiori, o inferiori... vuol proprio dire che in una vita così sopravvivi SOLO se l'idea di confrontare o essere confrontato non entra neppure nel tuo cervello.
Boh... forse mi ha aiutato essere cresciuta in una famiglia di strambi, ci è voluta molta autodisciplina, molto impegno ma dopo un 3/4 anni posso dire che sono a buon punto.
Non vorrei dire una banalità da santone da quattro soldi, ma tutta la faccenda si esaurisce nella nostra testa.
... si fa fronte a tutto, sai?... anche agli amici con il figlio robottino... :-D
esmeralda
 
Messaggi: 2161
Iscritto il: mercoledì 7 settembre 2011, 11:10
Figli: P 2005 C 2008

Re: Educazione e paura

Messaggioda Emy » domenica 20 maggio 2018, 2:33

Che bella questa discussione!
...Hanno già detto tutto...egregiamente direi
Siamo cresciuti in una certa cultura, il cambio di paradigmi , l ascolto di ciò che sentiamo vivo in noi, richiede un certo coraggio, il coraggio di guardare ed accettare di non essere necessariamente e visibilmente efficaci...
Questa cultura ti vuole efficiente, mai debole, mai dubbiosa, tranne quando devi assoggettarti, accettare le regole....
Nel dubbio meglio mandare tutti a quel paese e imparare ad abbracciarsi ed ascoltarsi, cosa per nulla facile perché non ci é stato insegnato.
Richiede tempo,, richiede come dice effi, effettiva crescita del bimbo e rispetto per la sua fase di crescita....intanto si tampona come si può...
Si agisce...
Agendo , fermando dici in modo corporeo ed emotivo ciò che la parola non riesce a raggiungere, perché probabilmente non ha la maturazione adeguata...se ci accompagni la parola va benissimo, ma quello che funziona é la comunicazione non verbale...direi decisamente chiara :-D
Ecco a proposito di paura però c’è effettivamente una paura da allenare, che deve essere piuttosto un sano timore, che é quello per le macchine in movimento e la strada.quel timore che gli permette di allenare l attenzione
Non glielo puoi far sperimentare , certo che no...
Ma gli puoi dare una sensazione...
Il mimo omeopatico di ciò che succederebbe
A questa età sperimentano tramite esperienze...
Io ai tempi, esprimendo preoccupazione, mettevo una mano davanti al petto e una sulla schiena, e spostavo improvvisamente il bambino in avanti, spiegando che le macchine avrebbero fatto un colpo molto più grande se venivano addosso....
Ovviamente il bimbo deve essere in grado di comprendere questa cosa, nel senso che a 1anno magari non riesce bene a collegare, più avanti si...
Emy
*‿*
 
Messaggi: 1654
Iscritto il: sabato 6 dicembre 2008, 2:02
Figli: S 2000 G 2002 D2004

Re: Educazione e paura

Messaggioda ggg » lunedì 28 maggio 2018, 9:01

ciao, rieccomi per aggiornarvi, visto che ero io che avevo creato questo topic, sul fatto che utlimamente quegli stessi amici che avevano un figlio ubbidiente, sono disperati per i capricci e le ribellioni dello stesso!
Dunque....niente, la paura non serve!

Grazie comunque per il bel dibattito e il vostro sostegno!
A presto!
ggg
 
Messaggi: 17
Iscritto il: martedì 17 aprile 2018, 11:46
Figli: F1 2014

Re: Educazione e paura

Messaggioda Emy » lunedì 28 maggio 2018, 15:05

:mrgreen:
Emy
*‿*
 
Messaggi: 1654
Iscritto il: sabato 6 dicembre 2008, 2:02
Figli: S 2000 G 2002 D2004

Precedente

Torna a Pedagogia nera

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti