inside out

Scambi di idee sulle letture che ci fanno riflettere. Un'area di confronto in cui discutere degli articoli pubblicati sul sito e degli autori che, in bene o in male, hanno destato il nostro interesse.

inside out

Messaggioda mamazaba » lunedì 21 settembre 2015, 21:17

l'avete visto?
a me è piaciuto molto :-D
mi chiedo se non ci ho visto anche più di quello che volevano gli autori, ma mi è piaciuto tanto , oltre alla rappresentazione delle emozioni, anche il contesto, la presenza dei genitori vista come necessaria per il superamento di certi momenti difficili...
la scena del dialogo a cena, con la rappresentazione mentale dei due genitori, è stata esilarante :-D
comunque l'idea di base di come le nostre emozioni ci dirigano e di come abbiano ognuna una sua utilità è un bello spunto per affrontare l'argomento coi bambini (penso soprattutto alla rabbia) , anche se la fruizione del film ovviamente è molto diversa, tra adulti e bambini.
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Re: inside out

Messaggioda vitorunner » mercoledì 23 settembre 2015, 5:51

Si io l' ho visto il film e ci sto ancora rimuginando sopra. Intanto un accesa discussione l'ha scatenata Alessandra Bortolotti scrivendone sul suo profilo FB ve la incollo come inizio di una discussione anche qui se volete.

Perchè non mi è piaciuto Inside Out
21 settembre 2015 alle ore 8:59


Sono soltanto mie opinioni personali, non prendetele come un'analisi psicologica del film ma davvero questo film non mi è proprio piaciuto.

Il tema era davvero interessante e ci sono andata carica di aspettative: finalmente un film che parla di emozioni!

Le mie figlie ed io ne siamo uscite deluse e anche un po' arrabbiate,con un gran senso di angoscia e smarrimento che ci ha pervaso per la maggior parte del film.

Railly è una bambina di 11 anni a cui improvvisamente cambia totalmente la vita. Si trasferisce in un'altra città in una casa bruttissima in cui trova anche un topo morto al suo arrivo (chi ha predisposto questo trasferimento?);il lavoro del padre per cui si trasferiscono non ingrana, il camion dei traslochi si perde per gli Stati Uniti, e il suo ottimismo e la sua allegria sono messi a dura prova. Tutto va male in questo film.

I genitori sembrano non averla preparata affatto a questo cambiamento e sembrano piuttosto sprovveduti su come affrontarlo, non si mettono nei panni della bambina in alcun modo, anzi l'unica volta che tentano di chiederle come va, finisce in lite furiosa.

Railly ha un cellulare con sé sempre, lo porta a scuola dando per scontato che sia normale averlo a 11 anni; ha anche un pc portatile con cui chatta con le vecchie amiche, che ovviamente la deludono amaramente, prima di dormire appoggiandoselo sulla pancia. Abitudine sbagliata e pure pericolosa…

Ovviamente dorme rigorosamente da sola in camera sua, in terra perché i mobili non sono arrivati, dopo aver chiesto il bacio della buonanotte ai genitori. Il film è pieno di stereotipi di basso livello culturale e affettivo.Sonno solitario (ovviamente non in generale ma in un momento di difficoltà), emozioni represse a 11 anni a tal punto che la madre chiede alla bambina di sorridere per aiutare il padre (chi è la bambina? E ai sentimenti di Railly chi ci pensa?), assenza di dialogo coi genitori, padre che ha il ruolo di arrabbiarsi e mandarla in camera sua chiusa, dopo essersi arrabbiato, madre che deve attirare l'attenzione del padre che pensa solo al calcio, amico immaginario che rigorosamente frana e muore. Tutti noi restiamo un po' bambini nel diventare adulti, a Railly non è permesso. La maggior parte del film è una serie di eventi concatenati fra loro di una drammaticità estrema e strumentalizzata, senza poter tirare un attimo il fiato pensando che qualcosa vada bene. La vita non è così! Che messaggio diamo agli spettatori? È un film sulla legge di Murphy? Se le cose vanno male cara Railly, stai tranquilla perché potrebbe anche andare peggio, potrebbe piovere!

Esiste un quartier generale dove 5 emozioni comandano la bambina come se fosse una marionetta senza volontà, morale, personalità e senza che esista un suo accenno di nucleo sicuro di personalità. La personalità anzi, è ridotta a isole che puntualmente, una ad una si sgretolano e crollano distrutte nella discarica da cui non si ritorna più indietro. Letteralmente, pezzi di ricordi e della personalità della bambina si vedono crollare e franare nel vuoto rischiando di dare una senso di angoscia profondo nello spettatore/bambino. La personalità è una cosa seria, non si può ridicolizzare e ridurre così! Certo se pensiamo che i destinatari siano bambini abituati ad avere davanti schermi con cui giocano a mortal combact, invece della realtà vera, questo film è acqua di rose. Ma io voglio credere e sperare che per le emozioni ci sia più rispetto, sia per quelle di Railly che per quelle dello spettatore che se va a vedere un film a cartoni animati si aspetta ben altro.Una su tutte, l'emozione disgusto è associata al cibo, precisamente ai broccoli,dati alla bambina sul classico stereotipato seggiolone, facendo il gioco dell'aeroplanino per ingannarla e farglieli ingurgitare per forza. Ovvio che poi i broccoli diventino un incubo! Nel resto del film il cibo è cibo spazzatura.Che esempio alimentare diamo alle adolescenti? A proposito di sogni, anche questi sono manovrati dalle emozioni e strumentalizzati a seconda del copione prestabilito. Il messaggio veramente banale e anche un po' inquietante che passa sta proprio nella fine e cioè che soltanto attraverso una fuga da casa della bambina, indotta dalla rabbia e messa in atto col furto del bancomat della mamma,(ma che esempio diamo ai ragazzi???) e una corriera per il suo vecchio paese di campagna (possibile che si venda ad una bambina di 11 anni che viaggia da sola un biglietto di bus con tanta facilità) le cose possano cambiare perché Railly prova finalmente una tristezza infinita ed estrema, dopo essersi messa in serio pericolo, non dimentichiamolo, e riesce così a tornare a casa, da sola, neanche la vengono a prendere perché evidentemente lei non chiama i genitori, e a dire tutto quello che prova ai genitori. Questo succede gli ultimi 5 minuti del film. Perché non poteva parlare prima?

Dove sta il dialogo di questa famiglia? A 11 anni ormai le basi dovrebbero esserci. Dove sta la base sicura a cui fare ritorno? L'unica via di fuga è appunto la fuga? E davvero siamo così in balìa delle emozioni a 11 anni?Senza morale, senza volontà, senza speranza, senza dialogo coi genitori in un momento così delicato sia per età che per lo sradicamento dalla propria vita precedente? E come farà Railly a provare di nuovo gioia? Attenzione perché qui viene il bello! Attraverso un finto fidanzato ridicolo e letteralmente fotocopiato all'infinito, finchè Gioia riesce a tornare nel quartier generale,"grazie" a lui. Un altro stereotipo, quello del principe azzurro che poi ovviamente diventa vero a fine film facendo temere per l'evento pubertà.Che non mi si venga a dire che il messaggio è che attraverso le difficoltà si tirano fuori le risorse e si cresce, perché anche se è ovvio che gli autori questo volevano comunicare col film, è davvero inquietante che non abbiano pensato a tutto il resto e che una bambina di 11 anni debba essere ridotta a una persona manipolata dalle proprie emozioni senza identità e soprattutto senza poter comunicare a nessuno il suo disagio che viene agito nella fuga da casa. Quindi lo stereotipo più grave a mio avviso, è proprio quello dell'adolescente inetta e repressa, che si vede crollare il mondo perché si trasferisce, che viene tradita dalle amiche e salvata da un principe azzurro immaginario e fotocopiato,che non viene ascoltata dai genitori ma mandata in camera sua perché ha bisogno di stare da sola, e che ovviamente rubando, scappa di casa in una delle più grosse e pericolose città del mondo. Ah dimenticavo: i genitori se ne accorgono solo la sera perché Railly esce di casa da sola la mattina per andare a scuola e evidentemente sta sola in casa fino a sera in compagnia di qualche schermo…
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Re: inside out

Messaggioda mamazaba » mercoledì 23 settembre 2015, 13:31

grazie Vito, che interessante!
io non sapevo niente di questo film, forse non aver avuto nessuna aspettativa ha fatto sì che ne fossi piacevolmente sorpresa :-D
come ho detto, a me il film è piaciuto. è tutto vero quello che scrive la Bortolotti, ma io l'ho inteso in un altro modo : ecco cosa succede quando manca il dialogo in famiglia, quando i figli sono lasciati a se stessi, non riescono ad armonizzare le emozioni contrastanti, e in una situazione di "emergenza", come può essere un trasloco, ecco che il cervello và in tilt.

è vero, tutto và male in questo film ( del resto io sono stata tante volte a passeggiare in bosco e non è che i lupi siano dietro ogni albero ;) , ma appunto, la mancanza di comunicazione coi genitori è vista come un male, il padre che la sgrida ( quella scena per me è stata esilarante) sbaglia, e il messaggio che arriva a me è che se non avesse avuto quello scoppio di rabbia ( il pugno di ferro! ) forse la mamma sarebbe riuscita a capire quello che stava succedendo ...
anche la cosa dei broccoli, io l'ho vista così, che ha forzare i bambini si creano traumi che durano tutta la vita ( quindi il messaggio che arriva a me, è "meglio non farlo")

sulla rappresentazione delle emozioni, ci devo ancora riflettere, certo è molto semplificata, probabilmente banale.
io però mi ci sono riconosciuta, a volte è vero che mi sento una marionetta senza volontà, che la rabbia, o la paura, fanno di me ciò che vogliono, che solo riuscire a mettere d'accordo le varie parti di me mi "salva" dal baratro.
mi piace l'idea che azioni fatte impulsivamente possano mettere a rischio la personalità, che situazioni a rischio possano disgregare le "isole" su cui è costruita la mia ferità e la mia sicurezza... ma che si possano anche evitare, ascoltandosi e , nel caso della protagonista, appoggiandosi ai genitori.
mi è piaciuto che alla fine alla partita ci siano entrambi i genitori, a gioire con la figlia, e a rinnovare il loro essere innamorati anche attraverso il loro essere genitori ( la mamma che pensa che l'idea di dipingersi le facce è la migliore che lui abbia mai avuto ).

a questo punto però lo devo rivedere : Chessygrin :
mi chiedevo se ci ho visto più di quello che volevano ...
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Re: inside out

Messaggioda Effi B. » mercoledì 23 settembre 2015, 16:53

A me è piaciuto tantissimo!!! E sono rimasta molto sorpresa delle stroncatura di Alessandra. La nostra Silvia mi ha chiamata in causa a proposito su fb e ho avuto uno scambio con Alessandra. Ve lo ricopio per comodità se volete che ne discutiamo e lo segnalo ad Alessandra:

Io: Alessandra, a me il film è piaciuto molto e non ci ho trovato quello che descrivi. E piaciuto molto anche ai miei figli (il piccolo l'ha visto due volte). Mi sono piaciuti i genitori, molto presenti nella vita di questa bambina fatta di ricordi felici insieme a loro: la madre che la porta a passeggiare per fare insieme qualcosa di bello, che la ringrazia per l'aiuto che lei sta offrendo in un momento difficile a tutta la famiglia con la sua allegria; il padre, che certo la manda in camera, ma poi passa per cercare in qualche modo di riparare. Questi genitori si fidano di questa bambina, per questo la lasciano libera di muoversi ed essere indipendente. Nessuno la rimprovera quando torna a casa.

Il messaggio del film secondo me, più che quello che attraverso le difficoltà si cresce, è una valorizzazione di un'emozione come la tristezza che, se ascoltata, permette di cogliere i propri veri bisogni e cercare di esaudirli nel rapporto con chi si ama. E' gioia a scatenare tutto il pasticcio del film nel suo ostinato tentativo di svalutare e arginare tristezza. Non si può e non si deve essere solo felici, è uno sforzo pericoloso. Mi piace anche che si mostri come è importante che tutte le emozioni collaborino tra loro per il benessere di un essere umano. Lo trovo un film riuscito, ben scritto, divertente e commovente (avevo le lacrime agli occhi al pensiero di come siano importanti certi momenti della nostra vita che si fissano in ricordi decisivi). Anche il sacrificio dell'amico immaginario mi ha toccato: quante fantasie che abbiamo cullato da bambini svanendo dentro di noi hanno permesso che noi potessimo crescere e superare momenti difficili? Gioia comunque dell'elefantino rosa serberà sempre ricordo e Railly con lei


Alessandra: carissima, grazie di avermi dato la tua importante opinione. Ti sembrerà forse strano ma quello che dici mi trova piuttosto d'accordo. E' vero che i genitori si fidano della bimba ma è anche vero che in tutto il film non colgono il suo disagio. E' vero che il padre sale in camera sua per scusarsi ma è anche vero che quando lei non proferisce verbo piangendo in silenzio, lui esce dicendo che la bambina ha "bisogno" di restare sola. E' vero che la lasciano libera ma sembra proprio che lei così libera soffra molto sennò non sarebbe arrivata a scappare di casa ingannando i propri genitori col furto, come atto di richiamo forse? La costruzione del film riserva la famiglia unita e che comprende, nel passato del Minnesota, coi giardini e la bella casa. mentre il presente nuovo è fatto tutto di disfatte! Brutta casa, non accoglienza a scuola, camion dei traslochi che si perde, lavoro del padre che non decolla e richiesta di capire i genitori e sorridere. La ragazza non sarebbe scappata se l'avessero ascoltata PRIMA.

Inoltre cara E. i messaggi sull'alimentazione e sulla fuga sono davvero pericolosi secondo me, e immagini come le isole di personalità che si frantumano sono davvero forti, almeno a tutti noi è sembrato così. La mia bimba più piccola urlava ogni volta: NOOO! Mamma la prossima volta andrà meglio vero? Sul discorso delle emozioni che collaborano e di gioia che deve lasciare a tristezza la sua parte sono d'accordissimo ma è davvero agli ultimi minuti del film. Pensa se TUTTO il film fosse stato un'altalena di queste emozioni, come del resto è la vita vera... il messaggio sarebbe stato molto più realistico secondo me e anche meno drammatico. Grazie ancora di questo confronto :)


Io: Non ritrovo, Alessandra, il film che ho visto in quello che scrivi. E' vero che i genitori non capiscono a fondo la sofferenza della figlia nel momento in cui lei decide di fuggire. Non sanno ciò che non si vede perché le è avvenuto dentro. E' avvenuto che Gioia si è trovata di fronte al primo momento davvero difficile della vita di questa bimba, una congiuntura ben più complessa che una partita perduta o una difficoltà passeggera. E' un momento cruciale di cambiamento, che non trovo per niente irrealistico: cambio di lavoro per il padre, città nuova, situazione economica più difficile, contrattempi di vario genere che sembrano farlo apposta a concentrarsi nello stesso frangente. E la bimba deve affrontare tutto questo con ciò che comporta per la sua vita. Ma è una bimba forte, allegra, la sua Gioia è attiva ed efficace. Ha però una debolezza che non suppone: l'idea che soffrire, essere tristi, amareggiati, disperati, a disagio siano contrattempi da evitare perché è decisivo che a fine giornata i ricordi felici siano in schiacciante vantaggio. E, nel momento in cui si trova di fronte al fatto che un ricordo doloroso si sta fissando tra quelli più importanti per Railly, quelli che porterà con sé per il resto della vita, Gioia interviene, cerca di impedirlo. Solo che in questo modo, impedendo a Railly di vivere quel momento di tristezza e nostalgia così profonde e acute, manda all'aria tutto il sistema emotivo della bambina, la allontana dalle sue emozioni, perde il contatto con lei trascinandosi dietro Tristezza e la lascia da sola con Rabbia, Paura e Disgusto. Sono queste tre, Rabbia in particolare, che spingono Railly alla fuga. La fuga da casa, il tradimento della fiducia familiare che si esprime nel furto sono rappresentati come pericolosi e nocivi. Non ho sentito nessun incoraggiamento a simili scelte. Nei bambini semmai si è prodotto un giudizio critico su quelle scelte.

Il cibo spazzatura sta nell'immaginario di Railly. Non credi che la maggior parte dei bambini sogni dolcetti e patatine fritte? I miei bimbi, di cui curo con scrupolo l'alimentazione, di certo. Non ho sentito neppure in questo caso un inno alla cattiva alimentazione.

I miei bambini l'hanno guardato con partecipazione, ma senza angoscia. penso che abbiano goduto del risolversi felice della vicenda. Non vedo come, non riesco a immaginarmelo, la rappresentazione di un momento della vita di questa famiglia meno complicato e conflittuale avrebbe potuto rendere meglio la realtà di tanti moti interiori. Anzi ho trovato che la rappresentazione che gli autori hanno organizzato di come dentro di noi funzionano le emozioni, i pensieri e i ricordi sia ben trovata. I mondi si sgretolano, è vero, ma quanto in fretta risorgono? Quanto possono farsi molteplici e vari? Per me è un messaggio di speranza e fiducia nelle capacità di un essere umano. A me è successo a volte di sentirmi sgretolare, precipitare, che c'è di male? E' vero che succede. Magari se ne può avere paura, ma mi sembra che questo film ci mostri che poi si va oltre, felicemente oltre, e con maggiore consapevolezza. Per me è un film bello davvero


Alessandra: Grazie E. sembra proprio che abbiamo visto due film diversi :)

Io: Davvero! Mi dispiace che non vi siate divertite e commosse come è successo a me
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Re: inside out

Messaggioda mamazaba » mercoledì 23 settembre 2015, 18:48

grazie Elisa di aver riportato questo scambio.. davanti all' autorevolezza della critica mu ero sentita insicura delle mie opinioni :culpa:
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Re: inside out

Messaggioda Effi B. » giovedì 24 settembre 2015, 8:04

Per me, cara, le tue opinioni sono sempre preziose anche quando non siamo d'accordo : Love :

E' così pure con Alessandra, anche questa volta che abbiamo visioni tanto diverse
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Re: inside out

Messaggioda smilla » giovedì 24 settembre 2015, 10:43

Bellissimo questo scambio di vedute, grazie mille a tutte, non vedo l'ora di vedere il film :abbraccione
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Re: inside out

Messaggioda Lorelay » lunedì 28 settembre 2015, 7:41

Esiste un quartier generale dove 5 emozioni comandano la bambina come se fosse una marionetta senza volontà, morale, personalità e senza che esista un suo accenno di nucleo sicuro di personalità.


Mi viene il dubbio che il film non l'abbia proprio capito. Oppure, siccome un film americano cerca di raccontare la psiche adolescenziale, sia partita talmente prevenuta da vedere ciò che non esiste.
Altre spiegazioni non riesco a darmene.

E' anche vero che a volte criticare qualcosa solo perché a tutti gli altri piace ci fa sentire imporanti. Mi sembra che questa volta la Bortolotti abbia seguito questo schema.

Criticare che una bambina di 11 anni residente in Usa negli stati Uniti abbia il cellulare come cosa normale è sterile polemica: è normale, nel senso di comune. Come è normale che ami il cibo spazzatura. Sono stereotipi, certo, ma volutamente: è una bambina come tante. E' un cartone animato, non un documentario socio- politico.

Criticare che i genitori non l'abbiano preparata al trasloco significa non aver capito il film. E' quello il senso: i genitori speravano che la novità fosse sufficiente, credevano che far finta di nulla, vivere la nuova situazione come normalità, sorridere anche quando le cose non vanno, aiutasse a superare il momento.
Dorme rigorosamente in camera da sola? Certo, siamo negli Usa nel 2015. Vogliamo far finta di non sapere qual è la mentalità comune? Vogliamo fingere di non sapere che andare nel lettone dei genitori a quell'età in quel contesto è più strano che dormire da sola in un sacco a pelo? Non dico che sia giusto o no, dico che non era questo il luogo per discutere questo passaggio, perché non è quello il punto del film.

Invece il film insegna che, per restare in connessione con sè stessi e gli altri, l'unico modo è accogliere ogni emozione, anche e soprattutto quelle brutte. Solo parlando apertamente si trova confronto in chi si ama, e si tengono vive le relazioni, che col tempo si trasformano.
E scusate se è poco.


Poi certo, può piacere o no. Ci sono parti del film che quasi mi hanno annoiato: ma è pur sempre un cartone animato americano, capace però di lanciare un messaggio universale e fuori dal comune.
Da questo punto di vista è (oggettivamente parlando, non è possibile metterlo in discussione) un piccolo capolavoro. Poi uno può non apprezzarlo lo stesso, a livello soggettivo, ma cercare di negarne il valore è senza senso.

ah: il principe azzurro nel film non esiste. Non esiste proprio. E' solo una macchietta che serve per un passaggio molto da cartone e che non ha alcuna influenza sul significato del film. Neppure sulla protagonista, che non mostra di pensarci nemmeno per un secondo. E' solo una di quelle cose che potrebbe esserci nella mente di un'adolescente, volutamente stereotipata, tanto per strappare un sorriso.
ripeto: secondo me, non ha proprio capito il film. Però lanciare critiche austere senza capire non è cosa bella
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Re: inside out

Messaggioda Lorelay » lunedì 28 settembre 2015, 7:52

Scopro ora che il regista è lo stesso di Up: per chi non lo avesse visto, consiglio di cercare i primi 10 minuti del film (vi metto un link sotto, ma potete trovare anche uno più completo). Un capolavoro assoluto, una vita vera raccontata senza parole, da restare incantati a vederla.

Non a caso a tutti ho detto 'inside out è bello come Up', avevo riconosciuto lo stile.
Parliamo di persone capaci di leggere la vita nella sua quotidianità, nelle difficoltà più diffuse. E raccontarti di come, alla fine, è solo nella relazione con gli altri che si trova il senso vello scorrere del tempo. Sempre accettando tristezza e nostalgia.

Consiglio entrambi i film a tutti. Agli adulti soprattutto. Perché per quanto ci sia tutta una parte di storia avventurosa che può piacere ai bambini, ci sono passaggi che solo un adulto, ancor più se genitore, può davvero comprendere. E, vi assicurano, toccano l'anima.
Se uno se la lascia toccare.

https://www.youtube.com/watch?v=ZBS5Y4eh4QQ
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Re: inside out

Messaggioda mamazaba » lunedì 28 settembre 2015, 8:14

a distanza di qualche giorno sono ancora più contenta di averlo visto ...
è capitato che ci dicessimo "mamma, Rabbia ha premuto il pulsante" oppure " adesso è il momento di un po' di Tristezza" :-D
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Re: inside out

Messaggioda katerpillar » lunedì 28 settembre 2015, 11:07

Lorelay ha scritto:Scopro ora che il regista è lo stesso di Up: per chi non lo avesse visto, consiglio di cercare i primi 10 minuti del film (vi metto un link sotto, ma potete trovare anche uno più completo). Un capolavoro assoluto, una vita vera raccontata senza parole, da restare incantati a vederla.

Non a caso a tutti ho detto 'inside out è bello come Up', avevo riconosciuto lo stile.


Lorelay,

grazie! Sono settimane che ci arrovelliamo tra pareri discordanti. Quando ho raccontato a mio marito il parere di Effi mi ha detto: "Mhmmm... Le è piaciuto UP?" è il nostro discrimine!

Noi avremmo voluto proiettarlo per il compleanno di mio figlio e di un'altra compagna al Cinema dei Piccoli di Villa Borghese.
Le maestre ci hanno fatto sapere che andranno con la classe tra un paio di settimane tutta la scuola a vederlo.
Ora ci tocca capire che altro fare (e anche far capire a un bimbo autistico che il film che chiede di vedere da mesi non lo vedrà alla sua festa)
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Re: inside out

Messaggioda Lorelay » lunedì 28 settembre 2015, 13:29

Mi è venuto in mente un'altra cosa: nella scena del trailer, il papà usa 'le maniere forti' cioè manda la bambina in camera sua alzando la voce.
In un fil italiano, magari ci sarebbe scappato lo schiaffo. E più di un genitore avrà pensato 'beh, una sberla quando ci vuole...'
Invece negli Usa dare una sberla a un bambino è ormai un tabù. E' considerata violenza, da noi non ancora.
Non solo: aver alzato la voce da parte del papà è presentata come azione sbagliata e inutile; questo il messaggio che arriva al bambino.

Di tutto ciò, non c'è una parola da parte della Bortolotti. Che, ribadisco, o non ha capito o aveva pregiudizi.

Inoltre, ricordiamoci che è un film americano. Un trasloco negli Usa non è vissuto come da noi. Noi siamo abituati a vivere dove nasciamo, con la famiglia intorno. Negli Usa i ragazzi a 19 anni partono per studiare e vanno a due ore si aereo (aereo, non auto). Raramente si vive nel paese in cui si è nati, i nonni sono spesso lontani. Negli Usa è normale che dopo 5 - 6 anni uno cambi lavoro e parta per l'altra costa; noi veniamo da generazioni in cui si faceva lo stesso lavoro per 40 anno a 20 minuti da casa.
La ragazzina chatta come se fosse normale perché è normale: saranno 10 anni che skype è usato come telefono da genitori e nonni, e i figli lo usano. Probabilmente sul pc ci saranno filtri per minori di cui noi italiani manco conosciamo l'esistenza.
Ugualmente, in ogni casa americana c'è un sacco a pelo e si dorme a terra per o pigiama party.

Se si toglie il film dal proprio contesto, ovvio che non si capiscono le cose.
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Re: inside out

Messaggioda Effi B. » lunedì 28 settembre 2015, 22:02

Up è bellissimo, un film pieno di poesia. Io piango sempre alla scena iniziale
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Re: inside out

Messaggioda Nora » mercoledì 7 ottobre 2015, 15:54

Incuriosita da questo post sono andata a vederlo, non e' stato il mio film Disney preferito, ma non mi e' dispiaciuto, così anche alle mie bambine, alla fine gli ho chiesto se avevano capito il messaggio del film, mi hanno detto che scappare davanti a un problema non lo risolve, che bisogna parlare dei propri sentimenti, hanno trovato strano l' amico immaginario, non si sono preoccupate perché e' sparito ma avevano paura che Gioia non riuscisse a tornare.
Gli e' anche piaciuto molto vedere le emozioni dentro agli altri personaggi...
Poi loro usano skype coi nonni dalla nascita e per fortuna che esiste, il laptop qui lo fornisce la scuola -che e' americana- in grade 6 cioè in 1^ media, l'eta' esatta della bambina del film, non ho visto messaggi inneggianti al cibo spazzatura e sono sicura che anche le mie bambine nonostante mangino i broccoli, preferiscano altre cose!
Concordo con Lorelay sulla irrilevanza della figura del fidanzato che non salva nessuno, e' solo un supporto fisco e alla fine la vera salvezza e' la tristezza, mi e' piaciuto molto il messaggio che vada riconosciuta e accettata e che la gioia esiste dopo la tristezza, una vita sempre felice suona così falsa......
Oltretutto Alessandra pensa che la bambina sia una marionetta in mano alle sue emozioni, dovrebbe vedere me in preda agli ormoni : Chessygrin : avrebbero dovuto metterli nella mamma : Chessygrin : : Chessygrin : : Chessygrin :
Insomma accettabile da vedere, ripeto non il mio preferito, non e' vero che tutto va male perché comunque la personalità si ricostruisce si formano nuovi ricordi ed esperienze, poi pensando ai vary cartoni Disney, sono tutti tristi a un certo livello, l' anno scorso abbiamo visto Big Hero 6, ne succedono di tutti i colori, ma io l' ho adorato, questo in confronto aveva degli imprevisti, la' succedono tragedie......
Va beh, il mio voto e' 7+ le bambine hanno dato 8 e 1/2 e 9 e ho anche comprato i pupazzi ....... :roll:
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Re: inside out

Messaggioda Nora » mercoledì 7 ottobre 2015, 15:57

Ah mi sono dimentica di scrivere che io ho pianto un sacco, pensando a cosa c'e' nella mia testa, non avevo nemmeno i fazzoletti e mi asciugavo con la sciarpa le lacrime che colavano dagli occhiali 3 D, e non ero l' unica perché a un certo punto ho sentito un sacco di gente soffiarsi il naso :roll:
Le girls invece non hanno pianto!
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Re: inside out

Messaggioda Dana108 » mercoledì 7 dicembre 2016, 18:44

Direi che questo è uno dei migliori film d'animazione che ho visto ultimamente!! : Love : Io vi consiglio anche a cartoni animati "Zootropolis" ( http://www.cineblog01.tube/3628-zootropolis-2016.html ). Ideale film per famiglie! : WohoW :
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Re: inside out

Messaggioda Effi B. » mercoledì 7 dicembre 2016, 21:37

L'ho rivisto e rivisto. Ogni volta mi convinco di più che è bellissimo! E utile per comprendere tanti aspetti emotivi che ci riguardano tutti
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Re: inside out

Messaggioda FranTam » venerdì 4 maggio 2018, 13:54

Dopo tanto tempo "riesumo" questo post.

Abbiamo visto InsideOut circa un anno e mezzo fa e già aveva fatto breccia nella testolina di Francesco, nonostante fossimo in un contesto un po' caotico.

Lo abbiamo rivisto circa un mese e mezzo fa e da allora F. vuole vederlo molto spesso, ed ogni volta afferra un qualcosa in più, gli smuove dentro cose "grandi" e il bello è che poi riusciamo a portare le "emozioni" del film nella nostra quotidianità.

Io ho dovuto vederlo più volte per capirlo bene e posso dire che lo adoro : Love :
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Re: inside out

Messaggioda Effi B. » sabato 5 maggio 2018, 14:29

: Love :
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