Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda ventosa389 » martedì 17 aprile 2018, 22:33

Per violenza assistita intendo quando un padre o un genitore picchia la moglie o un altro membro della famiglia davanti ai bambini piccoli che si sentono spaventati e impotenti.

Sento il bisogno di parlane con qualcuno che l'ha vissuto perché con i miei amici e con gli altri a cui ho accennato la cosa non è andata bene perché non capiscono davvero di cosa si tratta e del perché mi abbia ferito tanto in profondità. d'altra parte secondo tanti, se nessuno ti picchia non è violenza.

Però io ho bisogno di parlarne per sviscerare tutta la matassa che mi porto dentro ed liberare quella bimba piangente e spaventata imprigionata nei miei ricordi di infanzia. Senza essere derisa.

Mi piacerebbe conoscere e parlare con qualcuno del forum che ha vissuto esperienze simili per confrontarci sapendo di essere capiti.

E' un modo per accettare il passato.
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda vitorunner » mercoledì 18 aprile 2018, 5:34

Carissima, intanto puoi cominciare a raccontare ugualmente quello che hai vissuto. Sarà liberatorio per te perchè qui di sicuro troverai accoglienza e certamente sarà di aiuto a chi avendo, purtroppo, vissuto le tue stesse, amare, esperienze si sentirà meno solo e compreso.
E' una violenza teribile per un bambino assistere a certe cose, una cosa che ti segna nel profondo questo è più che ovvio.
Tu fai come ti senti, ma io ti suggerisco di scrivere tutto quello che senti di voler condividere liberandoti da un peso che è troppoo grande per reggerlo da sola.
Un forte e fraterno abbraccio a te.
Vito
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda FranTam » giovedì 19 aprile 2018, 8:40

Ciao cara Ventosa,

rispondo al tuo appello...presente...se vuoi cominciare io sono qui...

Intanto un grandissimo abbraccio :abbraccione
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda smilla » giovedì 19 aprile 2018, 8:58

Ciao, io ho pochissimi ricordi della mia infanzia ma ce n'è uno che credo di poter chiamare "violenza assistita"; risale a quando avevo 13 anni e riesco a collocarlo così precisamente solo perchè mia madre era incinta e quando ho visto mio padre prenderla a schiaffi ho afferrato una scopa e mi sono messa in mezzo. Solo a scrivere queste cose mi sento invadere dal terrore e dall'angoscia che immagino avrò provato in quel momento. Non riesco a ricordare altri dettagli dell'episodio, in particolare dove fosse mia sorella di due anni più grande e perchè nessuno venisse in mio aiuto. Ti capisco molto bene quando dici che hai bisogno di sbrogliare la matassa senza essere derisa; le persone con cui ne ho parlato e da cui ho ricevuto un minimo di aiuto/conforto si possono contare sulle dita di.....un dito :sob: :sob: :sob: , persino mia sorella che ha vissuto le stesse cose non mi è di conforto perchè le ha completamente rimosse
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Emy » giovedì 19 aprile 2018, 14:05

L assistere a violenza segna profondamente anche se non si è subita la violenza...
Sono tante le cose che entrano in ballo...
Io per dirti mi sentivo malissimo anche se un adulto sgridava un mio amico o inveiva dietro ad un altro adulto per strada.
Non conta il tipo di violenza , tutte ci possono ferire, anche perché ci sentiamo impotenti...
Lasciami abbracciare questa bimba le direi che non aveva responsabilita .
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Effi B. » giovedì 19 aprile 2018, 15:48

Che atroce! Si stenta a stare accanto all'atrocità, si vuole pensare che non è quel che è, cha la si può ridimensionare, confinare, escludere dal proprio sentire. Si cerca di distoglierne lo sguardo. Anche tu avresti voluto poterlo fare, poter pensare che era solo un brutto sogno. C'è chi difatti rimuove, sono strategie di sopravvivenza. Tu hai scelto di ricordare e di testimoniare. Sei forte e coraggiosa. E lo sei stata anche se eri solo una bambina, una bambina che avrebbe dovuto essere protetta da quella violenza.

Ti abbraccio anche io
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda francesca78 » giovedì 19 aprile 2018, 20:05

Ciao un abbraccio fortissimo Ventosa, FranTam, Smilla . Quello che avete vissuto per me non é violenza assistita, ma violenza. Non conosco la legislazione in Italia al riguardo, ma in Belgio i bambini che assistono alla violenza fisica e verbale, piscologica tra i genitori sono considerati come vittime di violenza. Non so se ti può aiutare, ma forse sapere che il tuo dolore é riconosciuto a livello formale può legittimare il tuo vissuto.
Ti abbraccio forte e sono qui ad ascoltarti, ad ascoltarvi.
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Pico » lunedì 23 aprile 2018, 19:14

Eccomi, alzo la bandierina anche io.... ricordi che feriscono dal profondo... quante volte sono corsa giù per le scale del condominio a cercare aiuto dai vicini, sperando che qualcuno ci sentisse.... e venisse a sedare discussioni minacce strattoni....
Anche io ho un triste ricordo di mia mamma incinta e maltrattata....
E la continua perenne paura che dal niente potesse scaturire una discussione e da lì tutto precipitare :(

Grazie per aver aperto questo post che.riapre.dolorose ferite da curare....
Che tanto spesso segnano ancora il mio modo di relazionarmi....

Abbracci collettivi :*

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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda smilla » martedì 24 aprile 2018, 7:54

francesca78 ha scritto: Non so se ti può aiutare, ma forse sapere che il tuo dolore é riconosciuto a livello formale può legittimare il tuo vissuto.

Probabilmente tutto ciò che da riconoscimento a questo dolore aiuta a farci i conti.
Quello che continua a farmi soffrire oggi alla soglia dei 56 anni è il mancato riconoscimento delle persone che erano presenti (mia sorella più grande e mia madre) e ancora di più di mia sorella più piccola, quella che allora era nella pancia di mia madre, a cui ho praticamente fatto da mamma e che sminuisce continuamente il mio vissuto dicendo che DEVO metterci una pietra sopra e altre amenità :sob: :sob: :sob:
Per fortuna ho trovato un compagno di vita che invece mi ha fatto sentire accolta, questo però fino all'arrivo di nostro figlio perchè poi, invece si è trovato a fare i conti con la sua di infanzia e questo l'ha destabilizzato al punto che per "salvare" i suoi genitori, non riesce più ad essere empatico nei miei confronti e, quel che è peggio, nei confronti di nostro figlio :sob: :sob: :sob:
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Effi B. » martedì 24 aprile 2018, 8:44

Come è difficile smilla! Essere figli ed essere genitori. E le due cose sono così strettamente implicate!

La tua sorellina probabilmente non ce la fa ad ascoltare il tuo dolore. Ha trovato un suo modo di gestire il proprio, qualcosa per di più di così antico che sembra non esistere. Eppure è registrato in lei, il suo corpo ne ha memoria e questo ricordo inconsapevole può bloccarla. Forse per lei non è bene aprire troppo al ricordo, sostarci insieme e si protegge. Ma tu, che da sempre ti prendi cura di lei, ti ritrovi sola. Forse puoi provare a chiedere ad altri di ascoltarti e capirti, a lei magri solo di accettare che, così come per lei è meglio contenere e metterci una pietra sopra, tu hai bisogno di altro e vorresti almeno sentirla solidale. Forse potete trovare un modo per stare insieme anche in questo che vi rispetti almeno un po' entrambe. Se lei ti ha attribuito un ruolo genitoriale così forte, non è strano che da te si aspetti anche ora che è cresciuta atteggiamenti protettivi e accudenti. Quello è il tuo ruolo. Un ruolo che forse assumi anche con altre persone. Ti immagino, dimmi se sbaglio, che sai prenderti cura di tanti, che le persone a te si affidano perché sei capace di far quadrare le situazioni e i bisogni. certe esperienze infantili ci condizionano poi nel nostro porci nel mondo ed è bene che impariamo a guardare noi per primi ai nostri bisogni, che applichiamo anche a noi quella capacità di accudimento.

Anche tuo marito è in cammino, ma vi ha uniti un grande amore. Spero che riesca a vederti più limpidamente un po' di più un giorno alla volta. Anche qui, è normale che un figlio sparigli le carte pure della coppia più affiatata. E' bene dirselo per ricordarsi come si stava bene prima, quanto è difficile ciò che si sta vivendo e che si vuole avere una prospettiva diversa per il futuro. E non deve essere facile gestire il conflitto di coppia per chi l'ha visto gestire con la violenza.

Ti abbraccio forte cara
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Pico » martedì 24 aprile 2018, 11:10

Anche mia sorella pare aver rimosso totalmente ogni violenza familiare, tanto che a volte, anzi spesso, mi chiedo se davvero sia.successo quello che ricordo, o se piuttosto non sia frutto della mia immaginazione o della mia ipersensibilità che ha edulcorato in negativo qualche accadimento.
Dal mio canto, preferisco non toccare questi temi con lei, lasciarla appunto vivere.nella.sua.serenità, vedo che le.sue.scelte affettive non sono state influenzate.da quegli accadimenti come invece le mie, e quindi continuo anche io a 'proteggerla' da sorella- genitore quale sono sempre stata anche io con lei (abbiamo 10 anni di differenza)...

Davvero quanto è difficile gestire le relazioni di coppia e anche di qualunque altro tipo, amicali, lavorative.... quando le si è vissute sempre improntate sulla violenza e la prevaricazione in famiglia!
Ogni minimo screzio, ogni piccola incomprensione per me diventano giganti..... piccole fessure mi lacerano e non riesco proprio a sopportare il disaccordo in nessun luogo e con nessuno...

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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Effi B. » martedì 24 aprile 2018, 13:15

Pico ha scritto:Ogni minimo screzio, ogni piccola incomprensione per me diventano giganti..... piccole fessure mi lacerano e non riesco proprio a sopportare il disaccordo in nessun luogo e con nessuno...


Vorrei avere una funzione che passasse attraverso lo schermo l'abbraccio che vorrei darti Pico
:abbraccione
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Pico » martedì 24 aprile 2018, 14:13

Grazie Effi :) lo sento questo abbraccio e ti ringrazio..... :*
Forse oggi sono ancora più fragile eh perché ho ricevuto una batosta in ambito lavorativo, una superiore mi ha detto che non ho avuto promozioni perché ho un atteggiamento troppo aggressivo, faccio muro, non mi metto in discussione....che devo essere più remissiva e accettare tutto, se voglio avere quel posto di lavoro.

Ecco a me sembra il contrario... tant'è che ho pianto dopo ripensando a quanto mi aveva detto.... mi ha profondamente ferita. e allora forse questo non c'entra nulla, ma forse sì perché appunto quando qualcuno mi aggredisce o mi contraria, anche minimamente o in ambiti non familiari ma lavorativi scolastici etc, tendo sì forse a fare muro, ma è una forma di difesa... difesa dal dolore che mi causa il conflitto, il sentirmi dire certe cose....
In famiglia da mio padre le.risposte secche non erano tollerate, bisognava esser sempre diplomatici e concilianti per sopravvivere diciamo. Tuttora con lui io sono molto diplomatica proprio perché ho fondamentalmente paura.... nonostante non lo veda mai, abbia una mia famiglia etc. Però il meccanismo psicologico con lui è innestato.

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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Effi B. » martedì 24 aprile 2018, 17:32

Mi dispiace tanto per oggi, Pico. Mi dispiace anche perché questa donna al lavoro non ha saputo non usare delle modalità di comunicazione minatorie e punitive. Dover "accettare tutto" non è certo un buon presupposto per lavorare bene. E magari ci sarebbe margine per trovare una migliore intesa se, invece di queste forme ricattatorie, si provassero a usare richieste precise e circostanziate. Se è vero che tu ti irrigidisci quando entri in conflitto con qualcuno, ad esempio, forse l'osservazione della tua superiore potrebbe esserti utile per cercare una maggiore elasticità e tu potresti prevenire le situazioni per te più spinose con opportune strategie. A volte davvero si trascurano cose semplici che fanno stare meglio tutti. Se ci sono collaborazione e rispetto, anche adeguarsi sistematicamente alle prassi del luogo di lavoro diventa più semplice, perché si sa che si può cercare e trovare uno spazio di programmazione in cui sentirsi tutti più visti.

Coraggio Pico, se hai bisogno di un po' di ascolto, sai che siamo qui
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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Pico » martedì 24 aprile 2018, 21:41

Grazie Effi per le tue parole sempre così preziose e lungimiranti! Di queste faccio sì tesoro.... :**

Tornando al tema della discussione in corso, volevo aggiungere appunto che forse il non aver potuto essere me.stessa in famiglia da bambina.e adolescente, proprio per evitare il più possibile che.si scatenassero episodi di violenza (già in altre discussioni ho forse detto di come.mi sentissi sempre in colpa quando i miei genitori litigavano, in un modo o nell'altro mi sentivo sempre io il casus belli... se fossi stata più attenta se non avessi detto se non avessi chiesto... etc allora magari non avrebbero litigato etc...), fa sì che ora dove posso lavoro estranei etc scateno forse queste forme di aggressività difensiva...

Aggiungo poi altre osservazioni sempre sulla violenza assistita, da condividere... anche con mia mamma non ho mai parlato di nulla... e anche lei non ha mai voluto riconoscere la violenza subita, sia per salvare il suo ex marito sia per salvare se stessa, dalla vergogna e dal disagio credo.... per questo io tante volte penso di essermi immaginata o sognata certe scene e situazioni....
ora lei è separata, per altri motivi e suo malgrado - non avrebbe voluto che mio padre se ne andasse, sopportava tutto avrebbe superato forse persino i tradimenti se lui fosse rimasto... una.volta, davanti al mio disagio alla mia ennesima richiesta di separarsi, mi disse Se a te non sta bene vai via tu da questa casa.... ero già maggiorenne ovviamente... eppure mia mamma mi ama tantissimo non ho dubbi, però per farvi capire a che punto può arrivare mentalmente la necessità di "salvare" qualcuno, l'idea che.ti sei fatta si tuo marito.... nonostante il dispiacere il dolore il trauma che dai alle tue figlie...

Per molti anni ho dormito con il rosario sotto il cuscino. Ero terrorizzata dall'idea che mio padre potesse farci del male mentre dormivamo.
Durante la giornata stavo in camera con le orecchie.tese al minimo cambio di tonalità nella voce, per capire se arrivava il diverbio e allora era il caso di intervenire, prima che litigassero troppo forte :(
Stavano senza parlarsi per settimane intere. Senza mangiare a tavola. E via di questo passo.

Effettivamente non so se fa bene tirare fuori tutto questo dolore ;) sto scrivendo qui cose inedite.... forse fanno bene le nostre sorelle!! Abbracci sorrisi e tutto quanto può farci sentire meglio :*

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Re: Violenza assistita, qualcuno ci è passato?

Messaggioda Effi B. » mercoledì 25 aprile 2018, 9:41

Se tu hai scelto di non dimenticare, allora io credo che sia bene trovare un senso a quello che hai conservato nella memoria. Perché comunque sta lì e fa parte di te in un modo cosciente. Si fanno tante cose per soffrire meno, Pico. Si dimentica appunto, ci si irrigidisce in vario modo, anche con l'aggressività, ci si aliena, anche qui in vario modo, a volte nell'accudimento degli altri, nel dedicarsi alle ragioni della vita altrui, di una o più persone... Ai figli si passano gli effetti di tutto questo senza che ce ne si accorga, amandoli, ma amandoli come se si fosse amputati o legati dal dolore che pesa e ingombra. La violenza in queste situazioni trova terreno fertile, sia agita che subita, e le coppie sanno incastrarsi magistralmente, si formano, vivono, si irrigidiscono in schemi coesi e saldi.

Per questo è bene provare a rispettare tutto quello che si riesce a fare e a cercare semmai dei modi per gestirlo. Perché chi non ha potuto crescere liberamente e diventare sé stesso, ha pur diritto a che sia riconosciuto che ci sono della sofferenza e della fatica che l'hanno portato a farsi quale è. Per questo vi dico che le vostre sorelle non possono essere l'interlocutore adatto. Anche loro portano il loro dolore e hanno il loro modo di tenerlo. Finite per scontrarvi nel proteggervi, nel cercare l'una con l'altra delle rassicurazioni (anche una sorella che nega e rimuove ha bisogno di essere rassicurata che le cose vanno bene, che un po' di pace è possibile). La comprensione forse la potete trovare di più altrove, magari proprio fuori dalla famiglia. E non c'è niente di avvilente in questo. Si pensa: guarda te se mi deve capire meglio qualcuno che manco conosco e che non mi è prossimo! Invece è proprio perché quel qualcuno non vi è parente e non vi è prossimo che può essere più libero di aprirvi mente e cuore per darvi comprensione ed empatia. Per questo a volte è un buon investimento cercare un professionista capace che offra uno spazio dedicato e protetto per aprire lo scrigno dei mostri.

Perché secondo me quelli che vi portate dentro, che ci portiamo dentro (magari diversi, più grandi o più piccoli, ma sempre brucianti), sono un po' come i draghi sepolti delle leggende del Medioevo. Ricordate la fondazione di Camelot? Non si riusciva a tenerla in piedi. Occorse scavare e scoprire che in profondità si dibattevano due draghi. Solo dopo averli liberati Camelot poté essere eretta. Ecco, anche a noi può essere capitato di sentirci crollare, di sapere che il terreno emotivo e psichico su cui facevamo affidamento era precario. Abbiamo ricostruito, abbiamo scavato, aggiustato.

La violenza subita da piccoli alimenta sempre un drago potente
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