Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Esperienze e riflessioni di chi entra in contatto con il sistema scolastico tradizionale a confronto con le teorie dell'apprendimento naturale e le sue possibili applicazioni concrete.

Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » venerdì 16 febbraio 2018, 5:45

Ciao, sono una mamma profondamente in crisi e credo di avere il bisogno di confrontarmi a cuore aperto su una decisione che porterà un grande cambiamento nella nostra famiglia. Ho bisogno di sapere che anche nella scuola tradizionale c'è qualcosa di buono e di sano e che nonostante tutto si possano vivere esperienze positive. Leggo ovunque in rete e sento da numerose colleghe tutto il peggio possibile su cosa è diventata la scuola italiana e sono seriamente preoccupata. Perché? Perché, a differenza di molte mamme ho deciso a malincuore di fare il percorso contrario. Mio figlio sta frequentando la prima elementare in una piccola scuola parentale ad ispirazione waldorf, ma l'ho già iscritto per settembre ad un collegio cattolico che segue il metodo tradizionale. E spero vivamente di non aver fatto una stupidaggine. Ora le mie motivazioni stanno barcollando. Ma questi mesi in questa piccola scuola non sono stati affatto facili per noi. Ci sono state molte pressioni, molte incomprensioni, diverbi e aggressioni verbali da parte del padre di mio figlio, rigidità da parte della maestra, freddezza da parte dei genitori e molti pianti del piccolo. E poiché non sa ancora leggere e scrivere ho concordato con la nuova scuola di fargli ripetere il primo anno. Non so che tipo di ripercussioni sociali ed emotive potranno esserci per lui, oggi e in futuro, in seguito a questa scelta ma volevo che per lui fosse una cosa tutta nuova, in una classe non già formata in cui avrebbe dovuto arrancare appresso agli altri per acquisire un metodo diverso. Mi sono detta o adesso che siamo all'inizio o mai più. Mio figlio non lo ha ancora capito bene e non so come dirglielo. Sono davvero in crisi, non dormo più ed ho paura di creargli un trauma, come mi ha accusato suo padre.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 febbraio 2018, 9:33

Se ti può confortare ti dico che i miei figli vanno ad una scuola privata e si trovano molto bene.
Alle elementari maestra unica più specialiste.
Ti potrei dire che sono soddisfatta delle classi non troppo numerose (una ventina) dell'attenzione personalizzata e di una offerta vasta. L'ambiente è tranquillo, studiano molto seriamente, hanno compiti affrontabili. Non sono una scuola particolarmente inclusiva per definizione ma i pochi casi un po' più problematici li gestiscono abbastanza bene. Certamente è una scuola-scuola eh....ma il mio grande che ci è arrivato dopo una esperienza molto particolare dato che vivevamo in un luogo sperdutissimo ai tropici e lui era un piccolo tarzan, si è trovato benissimo e non ha fatto fatica
Però i miei sono bambini "standard", per cui andare a scuola non ha mai rappresentato un'opzione ma una certezza della vita. E anche noi siamo genitori standard. Io non credo di aver mai preso la parola ad una riunione di classe -molte le ho pure saltate- essendo una scuola piuttosto "dirigista" le mamme si limitano ad un gruppo whatsapp che si usa in modo molto impersonale per piccole comunicazioni di servizio. Grazie al cielo!
Guardo il registro elettronico quando serve, parlo con le maestre una volta l'anno, dato che grossomodo mi va bene come stanno le cose per me fanno il loro lavoro e basta.
Posso immaginare che le tue aspettative sulla scuola in generale siano più elevate... non so se questo potrà essere un problema, ti auguro di no, di ripartire veramente da zero con serenità.
Io penso che se uno non si aspetta troppo e se non incappa in una terribile sfiga, da una scuola "tranquilla" come minimo ne esci sano e salvo.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » venerdì 16 febbraio 2018, 9:52

Già, le aspettative. In effetti le mie aspettative erano elevate rispetto a questa scuola waldorf, considerando che mio figlio ha patito per tutti gli anni della materna. Cercavo un approccio più a misura di bambino (il mio, che non è sempre facile da capire), con tempi tranquilli ma mi sono trovata davanti a delle rigidità che mai mi sarei aspettata e decisamente molta meno "personalizzazione" rispetto all'idea che mi ero fatta. E forse si, come dici tu, è una questione di aspettative.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda emme » venerdì 16 febbraio 2018, 10:37

Io ti dico di si.
Mio figlio è in prima elementare nella scuola di quartiere, una piccola scuola divisa in due sedi perché non ci sono abbastanza aule in una sola. E' la stessa scuola che ho frequentato io. Dipende da un istituto comprensivo e molti scelgono quella della sede perché più 'prestigiosa'. Noi, nella nostra piccola scuola, una unica prima di 24 bambini, 2 maestre principali, 1 sostegno e due maestre extra (inglese e religione), ci troviamo da Dio. I bambini sono felici, le maestre ci coinvolgono mandandoci ogni tanto anche qualche fotografia delle mattinate. Vanno a scuola senza sentirne il peso. Riportano spesso qualcosa di prodotto a mano (ciotolina di das, mascherina di carnevale, maglietta decorata, medaglia di cera ecc ecc), si sono legati tanto che abbiamo organizzato anche diverse attività extra solo per il gusto di farli stare insieme. Tornassi indietro sceglierei altre mille volte la nostra piccola scuola, le maestre mi piacciono tantissimo, sono materne ma preparate, dolci ma serie, insomma non potevo chiedere di meglio.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda rospina » venerdì 16 febbraio 2018, 12:23

Non so le ragioni per cui tuo figlio si é trovato male alla materna, ma ti dico che anche mia figlia ha un po' patito gli anni della materna...non che si trovasse male, ma ho sempre avuto l'impressione che a casa sarebbe stata meglio ed in 3 anni, le mattine "facili", dal risveglio al distacco, sono state veramente poche. Quindi avevo un po' di timore con l'inizio della scuola, ma si é rivelato infondato. Si é dimostrata pronta per questo impegno "da grande" e per ora non posso che parlare bene di questa scuola (pubblica): maestra prevalente molto dolce ed attenta ai bisogni dei bambini, pochi compiti a casa, poche pressioni. Pure io come esmeralda sono poco attiva nella scuola, ho parlato con la maestra solo ad inizio anno e poi ci sono le comunicazioni scritte...d'altra parte mia figlia sta bene in quel contesto ed io non ho nulla da chiedere.
Quello che ti posso dire é che secondo me va molto a fortuna, che sia pubblica, privata, Montessori, waldorf ( e tu ne hai già avuta esperienza), di non partire prevenuti e di fidarsi delle capacità e dello spirito di adattamento dei nostri cuccioli. Certo che il papà che rema contro non é di aiuto...hai paura di creargli un trauma perché gli cambi scuola o perché dovrà ripetere l'anno? Non sa ancora niente?
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 febbraio 2018, 13:40

Ma posso chiederti quali sono le tue aspettative riguardo alla scuola?
Magari non si tratta di niente di così particolare, poi.

Per quanto riguarda le elementari mi sono tenuta sul tradizionale. ci tenevo a che fosse una scuola-scuola che insegnasse bene le cose che si imparano tipicamente a scuola, non solo dal punto di vista delle nozioni (comunque molto importanti) ma anche dal punto di vista della gestione di un ambiente di quel genere da parte dei bambini.
L'aspetto crescita emotiva del bambino veniva di conseguenza, ma non era un punto di partenza.
Pur non avendo mai considerato minimamente le maestre nè delle pedagogiste nè tantomeno delle psicologhe, nè tantomenissimo delle persone interessate proprio personalmente ai miei bambini, devo dire che il loro lavoro lo fanno bene. E alla fine la loro esperienza le aiuta a vedere i nostri figli in modo che può essere una sorpresa per noi.
Comunque imperativo: Ognuno al suo posto. Loro fanno le maestre, io faccio la mammma.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » venerdì 16 febbraio 2018, 13:42

Temo che possa risentire del cambio scuola e anche del fatto che debba ricominciare da capo. Sarà il più grande della classe, spero non venga etichettato dagli altri. Il padre vive tutto questo come un fallimento, da parte mia. Mi ha dato dell'incapace che combina solo casini. Ma in sei anni di vita "scolastica" (nido+materna+primaria), non si è mai fatto vedere a nessun colloquio o recita o evento qualsiasi. Firma le carte di iscrizione per poi eclissarsi. Per cui ho sentito tutto su di me il peso di decisioni importanti come questa. Cerco un punto fermo, faccio del mio meglio, ma il timore di sbagliare è sempre dietro l'angolo. Poi forse sono stata fuorviata dall'ipersensibilità di mio figlio, dalle sue difficoltà a relazionarsi con i coetanei, dal fatto che venga tendenzialmente emarginato dal gruppo. Ho sentito il dovere di proteggerlo ancora un po'. Probabilmente non ero io pronta a vederlo crescere. Un anno fa non avevo di dati di oggi. Negli ultimi mesi lui è effettivamente cambiato, è cresciuto anche nel modo di rapportarsi al prossimo, ma nonostante ciò la sua attuale maestra me lo ha descritto come problematico, distratto, assente, tanto da consigliarmi di farlo vedere ad un medico antroposofico. Secondo lei è assorbito da videogiochi, tv, fumetti, ... e ha terrorizzato anche lui dicendogli che se continua a leggere fumetti diventa stupido e gli si restringe il cervello. Io in effetti ho fatto fare una valutazione approfondita ad una psicologa e ne è risultato che è un visuospaziale puro (al 96% percentile), che ha qualche lieve difficoltà a seguire concetti verbali perché è come se pensasse e ragionasse per immagini tridimensionali. La sua "apparente" distrazione è dovuta al fatto che elabora molti più stimoli contemporaneamente rispetto alla media. Tuttavia è nel complesso un bambino come tutti gli altri, ne più ne meno. Ed ho capito che il metodo pedagogico da solo non basta, soprattutto se applicato asetticamente e pedissequamente. Quello che conta sono le persone e le relazioni che si instaurano, il clima della classe. E in questo la fortuna di trovare una maestra con doti empatiche e umane fa parecchio la differenza.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 febbraio 2018, 14:12

Ecco, appunto. Quando dico che ognuno deve fare il suo mestiere intendo proprio questo: salvo casi particolarissimi... ma proprio issimi issimi una maestra non si dovrebbe mai spingere così in là da consigliarti addirittura una visita da un medico.
La maestra ti può dire "suo figlio è distratto in classe", "suo figlio fa un po' fatica con i coetanei" quello è il lavoro suo, ma se va oltre, e fa ipotesi che vanno sul personale esce proprio dal seminato.
Non conosco nulla della scuola Waldorf (conosco solo il Waldorf Astoria Hotel :-D ) ma per principio diffido di tutto ciò che mi sa di troppo pretenzioso.
Apprezzo chi fa bene le cose semplici.
Direi che una scuola che fa bene le cose semplici la puoi senz'altro pretendere e trovare, ma non mi è chiaro perche tuo figlio deve per forza perdere un anno: non sa leggere e scrivere neppure un po'?
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda romipor » venerdì 16 febbraio 2018, 14:29

Ciao Helianthus,
innanzitutto ti mando un grosso abbraccio.
Sono momenti difficili quelli delle decisioni per i nostri figli. Tutto sommato per quanto ci si possa spremere sono un po' sempre decisioni al buio.. perché finché non si prova non si sa mai davvero...
Io credo che tu faccia bene a cambiare se credi che la scuola dove tuo figlio va ora non faccia per voi.
Però ecco mi viene da chiederti questo: visto che tuo figlio ama i fumetti, visto che dai test risulta un visuospaziale puro etc etc perché non metti a punto un"metodo" con l'aiuto di una professionista per comunicargli la scrittura in un modo a lui più congeniale?
In fondo i fumetti li legge, non potrebbe anche scriverli? ci sono ancora tanti mesi all'anno prossimo.
Te lo dico con il cuore in mano come se si stesse parlando di mio figlio, il mio timore soprattutto dopo le parole della maestra (complimenti eh!) è che lui possa trovare conferma di essere "stupido" nel fatto di ripetere l'anno..
Certo forse cambiando scuola non darà così nell'occhio il fatto che sia "ripetente" però appunto perché lo descrivi così sensibile potrebbe forse soffrirne. in fondo sarebbe più grande ma gli altri bimbi sono in prima per cui non è che faranno ragionamenti riferiti all'anno passato..
Magari potresti dirgli che la nuova scuola si comincia dalla prima perché è molto diversa da quella che ha frequentato (che in fondo mica è una bugia).
Le scuole poi le fanno le insegnanti. Certo le aspettative sulla scuola, secondo me, non possono essere altissime però secondo me già dobbiamo rallegrarci che le maestre siano "sufficientemente buone" e ovviamente facciano il loro lavoro.
Certo poi, ma questo vale sempre e per tutto, sentirsi responsabili di tutto e criticati per tutto non aiuta.. c'è bisogno di un contributo costruttivo.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » venerdì 16 febbraio 2018, 14:30

Quando ho scelto l'attuale scuola mi piaceva molto la dimensione familiare, le piccole classi, il fatto che si facesse molta arte (almeno in teoria) ma al lato pratico ho mal sopportato proprio l'invadenza e il confine nebbioso che si è andato via via creando. Io sono più della tua idea "ognuno al proprio posto", con coerenza ma senza invasioni di campo. Oltretutto ho notato che mio figlio si stava sforzando di essere simile ai compagni, per non sentirsi strano o fuoriposto ma dovendo snaturarsi e rinunciando di parlare di cose che a lui piacciono. Fossero anche piccole cose come i supereroi o l'ultimo film visto al cinema. Perciò ho ridimensionato un po' la mia visione della vita scolastica. Cosa è importante? Detto molto banalmente, imparare a leggere, scrivere e far di conto, imparare a gestire le normali criticità della vita sociale, sentirsi parte di un gruppo coeso e sano, fare esperienze significative e positive, sviluppare un pensiero autonomo e critico sul mondo. E tutto quello che non offre la scuola (a prescindere dal metodo) deve essere offerto dalla famiglia.
Quello che forse mi spaventa è il cambiamento in sé e il dubbio di far bene o meno a fargli rifare l'anno pet l'appunto. Siamo a febbraio, hanno fatto solo le lettere (e non so se hanno finito l'alfabeto). Fa fatichissima a leggere paroline intere, non riconosce le lettere più difficili (g, n, v, r, h). Le sillabe non sa cosa siano. Su dettatura si blocca, vuoto completo, non sa quali lettere usare per scrivere parole come nave o bosco. Hanno iniziato da qualche settimana aritmetica. Ora, io non so quale sia il programma di una scuola di tipo tradizionale, ma con la dirigente scolastica abbiamo pensato sia meglio dargli tutto il tempo per mettersi in pari piuttosto che fargli fare i tour de force tutta l'estate per fargli recuperare le lacune. Non so se ho fatto bene. Per suo padre è una sconfitta. Ma non vorrei mai che arrivasse questo messaggio al bimbo.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » venerdì 16 febbraio 2018, 14:41

Ciao Romipor, si stiamo già da tempo disegnando e scrivendo insieme dei fumetti. Ma per ora si ferma alle onomatopee. Ho tappezzato il frigo con letterine magnetiche e ogni tanto lo stimolo a scrivere qualcosa. Ma è un gioco a cui si sottrae tagliando corto "tanto lo sai che non so leggere o scrivere". Ed è per questo che ho preferito non inserirlo in seconda, per non farlo sentire incapace rispetto alla classe nuova (dove fra l'altro entrerebbe da estraneo, dovendosi inserire in gruppi già formati). D'altro canto ho anche il timore che tu descrivi.
Ultima modifica di Helianthus il venerdì 16 febbraio 2018, 14:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 febbraio 2018, 14:42

Adesso, io non ho 8 figli, di prime elementari ne ho vissute solo due, ma sinceramente non lo vedo addirittura questo tour de force per arrivare alle competenze medie richieste.
Non è che proprio tutti tutti i bambini a febbraio filassero come delle spade in lettura, scrittura e dettati.
Hai 7 mesi di tempo... magari con un aiutino non troppo invasivo a casa....
O mettilo direttamente in prima elementare nella scuola che vuoi ora.
Da noi sono arrivati bambini che si trovavano male altrove. Forse anche a febbraio.
Se in un posto il bambino non sta bene, perchè insistere?
Io non la sentirei come una sconfitta ma come una inutile complicazione sta storia di metterlo in una classe non omogenea. Magari prova a pensarci e riconsiderare la cosa.
Vabbè che nella mia scuola ci sono bambini con più di un anno di differenza dato che ci sono anticipatari. Ma l'unica "ritardataria" è una simpaticissima bambina che ha il sostegno e che del ritardo ne ha davvero bisogno e si è inserita molto bene a tutti i livelli.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Effi B. » sabato 17 febbraio 2018, 9:29

Scegliere una scuola Waldorf, tanto più alle elementari, comporta secondo me un atto di fede. Ci sono ottimi spunti nel metodo steineriano e certe classi possono essere luoghi di lavoro magnifici. Però ci sono convinzioni che stanno alla base della scelta di stare lì che, se non condivise, pesano sui bambini e sulle famiglie. Ho avuto testimonianza di atteggiamenti settari da parte dell'istituto verso genitori che non si conformavano e cercavano il confronto (meglio tollerate le scelte divergenti - televisione, fumetti, giochi di plastica e tecnologici... - se venivano dissimulate). Come ovunque, anche qui, la differenza la fanno le persone.

Una maestra walforf che sente che il tuo bambino legge fumetti e parla di film con supereroi DEVE dire che non va bene. Siete nel primo settennio tra l'altro, secondo lei non possono che essere stimoli inappropriati e troppo precocemente introdotti. I videogiochi sono per loro quasi satana a quest'età, e in generale. L'apprendimento non è strutturato come siamo abituati a trovarlo nella scuola tradizionale. Il processo previsto è più lento e molto più lasciato alle inclinazioni e ai tempi dei bambini. Questo dal mio punto di vista è ottimo, ma se fai i confronti e ti aspetti i risultati dei coetanei di altre scuole vai in crisi.

La visita dal medico antroposofico dalle mie parti rientra nel percorso scolastico, la scuola ha il medico di riferimento, spesso lo si trova alle conferenze educative per genitori proposte dalla scuola. Il medico ha l'importante funzione di offrirti spiegazioni e informazioni sulla filosofia del metodo.

Per me si tratta di un tipo di scuola con aspetti anacronistici e, soprattutto, molto rigido quando ci si trova a non condividerne i capisaldi. Anche con i genitori compagni di classe possono svilupparsi dinamiche faticose. Ti chiedo se hai valutato di cambiargli scuola già quest'anno: il disagio del tuo bambino che si ritrova ad adeguarsi mi sembra palpabile, il tuo pure. E siamo solo a febbraio.

Il tuo mi sembra un bambino intelligente, oltre che sensibile. Quello che ci racconti riesce a fare potrebbe essere già un buon risultato in molte scuole tradizionali
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda esmeralda » sabato 17 febbraio 2018, 12:59

Mi permetto di aggiungere che una scuola del genere la scegli non SOLO se sei molto ma molto convinto, ma ANCHE se c'e' un accordo GRANITICO tra i genitori.
E magari anche con gli altri cargiver del bambino.
Sennò non vedo come si possa venirne fuori, a meno di non vivere una doppia vita. Ma perchè?
L'ho scritto prima, pure Effi lo ha proposto e lo ripeto:
Ma prendi tuo figlio di CORSA e mettilo in una scuola normale.
Non penso proprio abbia un gap irrecuperabile con le competenze che si possono maturare in
un quadrimestre di prima elementare. Semmai fallo aiutare o aiutalo un pochino a casa.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » sabato 17 febbraio 2018, 19:20

La mia non vuole essere una critica verso la scuola che sta frequentando ora, che nonostante tutto ritengo ottima, e nemmeno verso il metodo in generale. La scelta del cambio è dovuta ad una concomitanza di circostanze, fra cui anche quelle logistiche ed economiche. I motivi che un anno fa mi hanno convinto a sceglierla fra altre sono vari. Sono consapevole di non essere steineriana e sapevo anche che avrei mal sopportato certe chiusure. Quando sono stata (tante e tante volte) a visitarla ho sempre chiesto quanto aderissero al metodo. Loro si definiscono "scuola laboratorio, scuola libertaria, ad ISPIRAZIONE waldorf" (e infatti non sono riconosciuti come scuola waldorf). Mi dicevano di attingere da varie pedagogie. È una scuola voluta da un gruppo di genitori che sono "scappati" da una scuola waldorf pura proprio perché si sentivano stretti nelle rigidità che talvolta il metodo comporta. Mi sembrava il giusto compromesso. Oltretutto siamo stati "selezionati". Abbiamo dato il nostro tempo e la nostra disponibilità per lavorare, per seguire la formazione e le numerose riunioni. Ma, come già detto, la scuola è fatta di persone.
Ringrazio comunque per tutti i vostri spunti di pensiero. Ho di che riflettere. Penso che chiederò un ulteriore parere alla dirigente scolastica e all'insegnante della prima della nuova scuola. È certamente più esperta di me.
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda mammapi » sabato 17 febbraio 2018, 20:37

Helianthus ha scritto:Oltretutto ho notato che mio figlio si stava sforzando di essere simile ai compagni, per non sentirsi strano o fuoriposto ma dovendo snaturarsi e rinunciando di parlare di cose che a lui piacciono. Fossero anche piccole cose come i supereroi o l'ultimo film visto al cinema. Perciò ho ridimensionato un po' la mia visione della vita scolastica. Cosa è importante? Detto molto banalmente, imparare a leggere, scrivere e far di conto, imparare a gestire le normali criticità della vita sociale, sentirsi parte di un gruppo coeso e sano, fare esperienze significative e positive, sviluppare un pensiero autonomo e critico sul mondo. E tutto quello che non offre la scuola (a prescindere dal metodo) deve essere offerto dalla famiglia.

Sono decisamente d'accordo con la tua visione "ridimensionata" della scuola, che poi forse tanto ridimensionata non è: insegnare a leggere, scrivere, far di conto e stare insieme agli altri, proporre esperienze che portano a sviluppare un pensiero non sono cose da poco. La mia bimba è in prima e ti confermo che a questo punto dell'anno ci sono ancora bimbi che non hanno ingranato con questo o quello: alcuni faticano ancora a leggere singole parole neanche troppo complesse. Alle mamme preoccupate, le nostre maestre continuano a ripetere di stare tranquille, non pressarli e dar loro tempo. Forse quindi è pensabile spostare il tuo bimbo in una scuola tradizionale anche a questo punto dell'anno. Vista la fatica che a tuo dire fa nel cercare di adattarsi alla scuola parentale snaturandosi (che cosa brutta!), potrebbe essere un grande sollievo per lui. La spiegazione che potresti offrirgli è che ti sei accorta che quella scuola non fa per lui, per voi, e che hai pensato che si troverà meglio in una scuola dove mamme e bimbi sono più simili a voi. Dove le maestre non storcono il naso se i bimbi parlano di ciò che gli piace e all'intervallo si può giocare ai supereroi, parlare di videogame o scambiare le figurine... dove si può essere se stessi. Penso che un discorso così lo capirebbe benissimo e non gli suonerebbe come una sconfitta o una resa, ma come una liberazione.

Ti mando un grande abbraccio... non sentirti inadeguata: sei una mamma attenta, premurosa e sensibile e la decisione che hai preso mi sembra la più razionale possibile. Ragiona un po' con la dirigente della nuova scuola sui tempi di questo cambio e magari valuta se puoi trovare un insegnante privato dolce e empatico che aiuti il tuo bimbo a mettersi in pari con gli altri, sempre che ce ne sia bisogno.

:abbraccione
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Re: Passaggio da waldorf a scuola di tipo tradizionale

Messaggioda Helianthus » sabato 17 febbraio 2018, 21:31

Sul fatto di fargli cambiare scuola durante l'anno in corso ho dei dubbi. Tutto sommato ha creato dei legami con i compagni, ha acquisito con fatica le sue routine e trascinarlo di punto in bianco in una situazione completamente diversa dall'oggi al domani, ecco, mi sembrerebbe di fargli una violenza. Perciò ho ritenuto opportuno concludere un anno, far passare una lunga estate, creare un distacco più naturale e riprendere insieme alla classe nuova. Poi se di nuovo una prima o una seconda, mi rimetterò a questo punto al parere delle maestre.
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