I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda mammapi » venerdì 9 febbraio 2018, 0:02

Premesso che non sono mai stata ambiziosa e che fin da bambina mi auguravo per me una vita anche banale - ricordo che mi dicevo proprio così, anche nelle mie preghiere - ma serena e felice, mi ritrovo molto in quello che vive e prova Effi. Mia figlia è proprio bimba, più di tanti suoi coetanei che appaiono più disinvolti e atteggiati, con fare quasi pre-adolescenziale a soli 6-7 anni. Al momento il suo piano per il futuro è fare la dog sitter... insieme a me (che in effetti non mi sottrarrei).

Fortunatamente mi sembra che anche il contesto in cui viviamo sia molto neutro al riguardo. Non percepisco forti pressioni della scuola e della società da questo punto di vista e ne sono contenta. L'idea di una generazione di ragazzini che crescono con la fissa della carriera e del guadagno, puntando prevalentemente su questi aspetti per la propria autorealizzazione, mi spaventa. L'ipotesi che non vada tutto secondo i loro piani la mettono mai in conto? A sentire il racconto di Esmeralda sulle reazioni dei suoi figli al film di Rovazzi viene da pensare di no. Se dopo tanto impegno, per i più svariati motivi (sh*t happens, dicono gli inglesi), dovessero vedere ridimensionarsi o sfumare il loro obiettivo primario, a cui sono fortissimamente tesi fin da bambini, cosa gli rimarrebbe? Si sentirebbero dei falliti? Mi sembra che il rischio sia questo e che sia importante scongiurarlo... l'incapacità di affrontare un eventuale insuccesso mi sembra un problema ben maggiore dell'insuccesso in sé.

A mia figlia dico che lavorare può essere non solo utile ma anche molto bello se abbiamo la fortuna di fare un lavoro che amiamo; che può aspirare a fare quello che più le piace senza pensare che ci siano strade che le sono precluse ("no no, mamma, l'astronauta non la voglio fare, voglio fare la-dog-sit-ter!", mi risponde) e che è importante che metta impegno e curiosità nell'imparare, perché questo le sarà utile, qualunque strada deciderà di intraprendere. Soldi, successo, status li lascio volutamente fuori dall'equazione perché io per prima non li ritengo prioritari. Su denaro e beni materiali sto cercando di insegnarle che chi si accontenta di quel che ha è sempre felice, mentre chi non si accontenta mai è sempre insoddisfatto; sulle persone, che tutti - compresi mamma, papà, maestre - possono sbagliare, fallire, incontrare problemi, e che l'importante è imparare qualcosa da ogni esperienza e fare del proprio meglio. Le sto tarpando le ali? Rischio di trasmetterle un atteggiamento rinunciatario? Spero di no... ma mentre la incoraggio a puntare in alto, se è quel che vuole, ci tengo che abbia la capacità di accettare e mettere nella giusta prospettiva eventuali delusioni.
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda esmeralda » venerdì 9 febbraio 2018, 21:37

Ci sono due piccoli problemi però
Fino a poco fa si poteva anche scegliere tra essere rampanti ed accontentarsi di meno e vivere più in armonia con sè stessi, magari.
Peccato che adesso "accontentarsi di meno" sta sconfinando nel "accontentarsi del nulla" e lì la vedo più dura vivere poi in armonia con sè stessi.
O sei proprio un filosofo o vivere nella precarietà lavorativa ed economica ti mette un bel po' a disagio. Anche se fai una cosa che ti piace ed in cui sei bravo.
Altresì o sei veramente, ma veramente capace, o sei verametne ma veramente "kattivo" o ci finisci SICURO ad occupare i posti ai margini. Che per gli altri c'e' la fila .

Secondo punto: il tempo. Finchè ero piccola io, era abbastanza normale che si avesse un po' di tempo per costruirsi una carriera. . Adesso basta guardarsi in giro e si vede che non è così. C'è poco tempo per farti largo, sennò appunto finisci ai margini. Ma non a quei margini dove stai tranquillo. Tuttaltro!

Non ho nessun interesse a terrorizzare i miei figli sul futuro. Tanto si renderanno conto da soli. Però benvenga pure Rovazzi, ma pure Zalone se si rendono conto anche presto che "posto fisso" non esiste più e che ti devi inventare qualcosa di molto concreto molto presto. Direi che capirlo verso i 13 anni va gia bene, va. Meglio non attardarsi troppo.
Se hai un sogno, benissimo, anzi, meglio, meglissimo ma concreto presto.
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda Effi B. » sabato 10 febbraio 2018, 10:03

Il posto fisso, esmeralda, non fa parte dell'orizzonte, del vocabolario possibile. E' un concetto nostro, il nostro punto di vista sai? Perché a noi ce l'hanno insegnato, la vita lo contemplava. Ora si è non strutturati, con contratti a termine. Anche i dirigenti li smobiliti nel tempo di un pranzo d'afffari e li mandi a casa a piedi senza telefonino aziendale in tasca.

Credo che siamo più noi, che sappiamo che cosa si è perso, che ci possiamo affannare. Loro nascono in questo mondo e a questo mondo si adegueranno. Mi fido dei miei figli. E gli faccio vedere film belli intanto perché penso che avere della bellezza dentro, sapere che il possibile è oltre il contesto che vedono intorno a loro sia un valore. E' la mia ricetta, quello che riesco a fare io e scelgo. Tanto preoccuparmi troppo adesso perché sappiano già a 11 e 8 anni farsi scaltri nell'occupare il loro posticino al sole non mi sembra davvero garanzia di niente per il futuro. Che si godano anche un po' di ingenua inconsapevolezza se possibile. Io sono davvero convinta che le cose precoci non è detto che siano utili. Male che vada gli avrò dato dei bei ricordi. Quindi qui si sta a vedere, si chiacchiera, si legge (abbiamo iniziato Oliver Twist e il mondo lì era pur duro durissimo no?), si suona, si gioca... Che ne sappiamo davvero noi di dove vanno a finire i sogni?
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda francesca78 » mercoledì 14 febbraio 2018, 14:57

Io mi domando se dietro queste preoccupazioni che i tuoi bimbi hanno avuto guardando questo film non ci sia forse una domanda, che forse il tuo tredicenne comincia a porsi. "Ma io chi sono? Se non potrò essere quella persona che mi immagino vorrei essere da grande, sarò ancora qualcuno? e chi sarò? chi sono?"

Mia figlia deve scegliere la scuola superiore (11 anni...) potrà cambiare, ma insomma, vuol dire già porse delle domande. Lei ovviamente vuole andare dove vanno le sue amiche. Noi abbiamo scremato delle scuole fondamentalmente per una questione di tragitto perché non passasse ore in autobus (senza difficoltà da parte sua, nel senso che semplicemente non l'abbiamo portata alle porte aperte, e comunque non ci vanno le sue amiche). Ne ha 3 in ballo, lei vorrebbe andare da una parte, noi vorremmo che andasse da un'altra. Non le imporremo la scuola, ma questa sarà una delle prime occasioni per lei di scegliere una cosa importante per lei, e di scegliere tenendo conto chi é lei. Alla fin fine se vorrà andare in quella scuola perché ci sono le sue amiche é veramente comprensibile, ma sento che questa domanda "chi sono io, cosa voglio io?" prende forma nella sua vita sempre di più. Perché se lo chiede lei, e perché la vita la mette di fronte a questo "dilemma". Senza che poi esista forse una risposta, e sicuramente non esiste una risposta definitiva.

Allora forse il tuo tredicenne, e la tua 8ttenne (o nove?) di fronte a questa incertezza per il futuro, in qualche angolino del loro cuore, questa domanda cominciano a porsela in maniera più o meno esplicita?

Tutto questo al di la degli aspetti pratici che tu sollevi che sono importanti e per i quali personalmente mi trovo in sintonia con l'approccio più "salva sogni", ma capisco comunque che ti poni la domanda di come gestire "sogni e realtà".
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda esmeralda » mercoledì 14 febbraio 2018, 16:27

Il mio grande che cosa vuole fare da grande lo sa, per fortuna. Credo che sia nella fase ansiosa "quanto sarà difficile diventare veramente figo? Che prove mi troverò di fronte?Cosa è meglio scegliere? Con chi dovro' vedermela? e soprattutto.... ce la faro?" Domande assolutamente legittime per un adolescente.
Per fortuna, e dico per fortunissima nella scelta delle superiori non è assolutamente influenzato dalla presenza dei suoi amici , per quanto a 13 anni ti definisci anche in base ai tuoi amici, c'è un limite a tutto.
Le criticità sono che è troppo rigido -ma a 13 anni ci sta- molto resistente ma poco resiliente.
E che ancora la vita l'ha assaggiata poco e niente. E' un po' un ram-pollo convinto che tutto funzioni come a casa sua.
La piccola ha 9 anni e mezzo e navighiamo in altre acque, anche se come personalità mi da meno preoccupazioni. In teoria
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda Effi B. » mercoledì 14 febbraio 2018, 17:21

esmeralda ha scritto:La piccola ha 9 anni e mezzo e navighiamo in altre acque, anche se come personalità mi da meno preoccupazioni. In teoria


E' vero che è in teoria! Io pensavo che col secondo avrei pattinato su certe cose e poi mi volto, li guardo e scopro che sa essere fragile anche lui, che il grande strambo e per me difficile ha una sua forza granitica accanto alla sensibilità. Insomma, non ci si salva :hahaha: meglio riderci sopra.

A volte mi sento che cammino sul filo per star loro accanto, loro sui loro fili. A volte sono certa che cadremo di sotto, a volte mi sembra che di sotto sono io che li tiro mentre li provo a prendere per sostenerli. A volte respiro e danzo e si corre veloci tutti ed è bello, si vola.

Non sono più bambini eppure saranno sempre i nostri bambini. Forse questo po' di patema ci ricorda semplicemente questa cosa. Che il nostro cuore è sempre in ballo per loro e sempre lo sarà. Amore che ci dà il senso della vita anche questo. A me fa bene pensare di non essere sola ad avere il cuore in gola a volte, mi aiuta a ricacciarlo al suo posto :friends:
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Re: I BAMBINI CHE NON SONO PIU' BAMBINI

Messaggioda emme » venerdì 16 febbraio 2018, 10:30

Vi leggo con interesse e apprensione.
Arriveranno anche per noi questi momenti.... intanto studio per avvantaggiarmi! grazie!
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