Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Esperienze e riflessioni di chi entra in contatto con il sistema scolastico tradizionale a confronto con le teorie dell'apprendimento naturale e le sue possibili applicazioni concrete.

Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda MimmiDo » martedì 19 dicembre 2017, 18:27

Buongiorno a tutti/e,
scrivo qui nella speranza di condividere (e risolvere) un problema che incontro con la scuola delle mie due pupette.
Non voglio sembrare presuntuosa in un momento di difficoltà come quello che stanno attraversando le scuole pubbliche oggigiorno, ma devo dire che sono piuttosto preoccupata dall'"istruzione" e dagli "input" che ricevono le mie figlie andando nella scuola di quartiere. Competizione, "riempimento" con un approccio nozionistico... insomma, mi sembra che si possa fare di meglio se solo si avesse la voglia!
Ora la mia domanda è: esistono, che sappiate, scuole pubbliche (non posso permettermi la rata di una scuola privata) che introducono approcci alternativi (da Montessori in poi)? Oppure sapete consigliarmi su metodi che posso attuare a casa per cercare di proporre modelli diversi?
Credo sia un problema molto comune purtroppo e forse potrà suscitare l'attenzione di alcuni/e di voi che ci sono passati/e.
Vi ringrazio di cuore per le risposte.
MimmiDo
 
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda Emy » mercoledì 20 dicembre 2017, 22:32

Comprendo molto...
Purtroppo dipende molto dove capiti e con che insegnanti,
Ci sono insegnanti fantastiche che si danno anima e corpo al loro lavoro, e altri... Che non si rendono nemmeno conto che stanno facendo dei danni.
In alcune materne , qualche sezione prende approcci diversi... Filo steineriana, filo- montessoriano


Per le elementari:
In alcune zone so che C era il progetto " senza zaino" ma esattamente non te lo so descrivere
In altre scuole c'è l approccio cooperativo che trovo molto bello, i bambini in pratica lavorano assieme per creare e svolgere i compiti assegnati.

L ' alternativa è l educazione parentale, home school ing... Però in ogni caso sarebbe bene fare parte di un gruppo.

In ogni caso puoi sempre far rendere conto di quello che ti raccontano i bimbi, e relativizzarlo , rendendo umana l insegnante e facendo capire che ci sono vari modi di gestire un gruppo , l insegnante fa quello che riesce con gli strumenti che ha , in questo mondo devono sopravvivere del resto , perciò lo possono capire ovviamente con le dovute protezioni.

A casa puoi cercare di riprodurre strumenti montessoriani di giochi o di spazi.
Emy
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda mammadi4 » giovedì 21 dicembre 2017, 12:06

Ciao. Le mie due bimbe più grandi hanno un anno più delle tue (sono in terza ed in quinta). Siamo stati abbastanza fortunati con la scuola elementare; scelta per necessità perché la più vicina con tempo pieno, abbiamo una scuola piccola con solo 5 classi, orto didattico, e stanno introducendo da quest'anno alcuni elementi del metodo senza zaino (in prima per ora, ma un pochino anche nelle altre classi) di cui accennava Emy. Di questo trovi informazioni qui

http://www.senzazaino.it/

Alcune maestre si basano molto sul lavoro di gruppo e sull'aiuto tra pari. Non tutte le insegnanti lavorano allo stesso modo ma secondo me è importante che i bambini vedano anche diverse modalità.
Il resto noi cerchiamo di farlo a casa, relativizzando l'importanza dei voti (cerchiamo cioè di avere reazioni neutre sia al 6 che al 10, chiedendo solo se hanno capito le correzioni delle maestre e se, secondo loro, hanno bisogno di ripassare l'argomento) e cercando di proporre l'apprendimento o di rinforzare quanto imparato a scuola con le esperienze quotidiane. Ad esempio piuttosto che far ripetere all'infinito le tabelline propongo calcoli mentali nel corso delka quotidianità.
Ci sono rimasti 12 biscotti nella busta : quanti possiamo prenderne ciascuno?
Avevo 10 euro e ne ho spesi 3,50 per le mele, quanto ci resta?
facendo fare i calcoli sui grammi quando facciamo il pane a casa o un dolce
Facendo osservare i paesaggi quando viaggiamo (le differenze tra colline e montagne ad esempio).
E poi proponendo visite a musei e simili. Parlando loro a volte nei nostri dialetti e ascoltando loro che parlano in dialetto veneto che hanno imparato dai compagni di scuola...

Così loro imparano o ripassano senza fatica e senza stare sui libri.
insomma facciamo un mix tra quello che imparano a scuola e quello che imparano da noi genitori o che impariamo insieme e devo dirti che mi sembra una buona soluzione finora.
Scusa se non ho scritto bene in italiano ma sono un po di frett...
mammadi4
 
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda smilla » lunedì 15 gennaio 2018, 9:48

MimmiDo ha scritto:Buongiorno a tutti/e,
Ora la mia domanda è: esistono, che sappiate, scuole pubbliche (non posso permettermi la rata di una scuola privata) che introducono approcci alternativi (da Montessori in poi)? Oppure sapete consigliarmi su metodi che posso attuare a casa per cercare di proporre modelli diversi?

Ciao MimmiDo, di dove sei?
Mio figlio quest'anno è in terza in una scuola pubblica dove i sistemi sono più che tradizionali (mi sembra di essere tornata sui miei banchi delle elementari che ho frequentato negli anni 70 :sob: )
Purtroppo dove abitiamo l'unica alternativa era una privata che non possiamo permetterci; da quest'anno so che hanno iniziato una sperimentazione "senza zaino" in una pubblica di un paesino vicino ma purtroppo non accettano nuovi iscritti, quindi mi sono rassegnata a restare dove siamo; anch'io, come mmammadi4, a casa lavoro molto sul rinforzo delle competenze non con i compiti assegnati che spesso sono noiosi e quindi controproducenti, ma col quotidiano e devo dire che è piuttosto divertente per me farlo visto che sono a casa tutti i pomeriggi.
Quello che invece mi costa una fatica immane è cercare di "limitare i danni" dati dal tipo di educazione premi/punizioni, qui purtroppo la scuola è molto invasiva e purtroppo, mio figlio ha già "capito" che quello che conta è il voto :sob: :sob: :sob:
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda esmeralda » lunedì 15 gennaio 2018, 13:54

Rispondo solo parzialmente ala domanda: ovvero metodi da attuare a casa per proporre modelli diversi.
E ti rispondo con un fragoroso : NESSUNO.
Vivere con naturalezza i propri valori e la propria vita dovrebbe essere più che sufficiente.
Fare la scuola E la "controscuola" è una attività troppo pesante per un bambino e pure per un genitore.
I casi sono due: o la scuola è veramente così micidiale che bisogna per forza andarsene, o è passabile.
Se è passabile, fai il tuo per quanto riguarda la scuola e poi non ci pensi più, fai altro, vedi altri, pensi ad altro.
Meno la scuola ti piace e più è importante relativizzarla, relegarla in una parte sola della giornata, scopo che si raggiunge benissimo parlandone il meno possibile e sbracciandosi il meno possibile.
Non sottovalutiamo le eccellenti capacità di "fregarsene" di -quasi- ogni bambino, spesso se non ci mettiamo noi adulti ad accalorarci per certe cose magari un po' discutibili loro manco se ne accorgono. Non le sentono proprio.
Come ogni genitore sa, non è così facile indottrinare e manipolare un bambino. E se non ci riusciamo noi ancor più difficilmente ci riesce la scuola.

Smilla, quando dici che tuo figlio "ha capito che a scuola conta solo il voto" potresti pensarla che tuo figlio ha capito che in quella classe lì quello che conta è il voto. Il che denota che lui in certo modo "padroneggia" l'ambiente in cui vive. Non è affatto detto che lui pensi che "il voto" conti in maniera assoluta sempre e comunque. O che sia un valore in sè.
Dato che in alcuni contesti è così, può adeguarsi. o non adeguarsi ma comprendere che esiste ANCHE questo tipo di contesto gli sarà di utilità a prescindere. E' normale che incontrino dei modi di pensarla diversi ma non è così automatico che li facciano propri. Anzi"""
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda smilla » martedì 16 gennaio 2018, 10:10

esmeralda ha scritto:Rispondo solo parzialmente ala domanda: ovvero metodi da attuare a casa per proporre modelli diversi.
E ti rispondo con un fragoroso : NESSUNO.
Vivere con naturalezza i propri valori e la propria vita dovrebbe essere più che sufficiente.
Fare la scuola E la "controscuola" è una attività troppo pesante per un bambino e pure per un genitore.
I casi sono due: o la scuola è veramente così micidiale che bisogna per forza andarsene, o è passabile.
Se è passabile, fai il tuo per quanto riguarda la scuola e poi non ci pensi più, fai altro, vedi altri, pensi ad altro.
Meno la scuola ti piace e più è importante relativizzarla, relegarla in una parte sola della giornata, scopo che si raggiunge benissimo parlandone il meno possibile e sbracciandosi il meno possibile.
Non sottovalutiamo le eccellenti capacità di "fregarsene" di -quasi- ogni bambino, spesso se non ci mettiamo noi adulti ad accalorarci per certe cose magari un po' discutibili loro manco se ne accorgono. Non le sentono proprio.
Come ogni genitore sa, non è così facile indottrinare e manipolare un bambino. E se non ci riusciamo noi ancor più difficilmente ci riesce la scuola.

Smilla, quando dici che tuo figlio "ha capito che a scuola conta solo il voto" potresti pensarla che tuo figlio ha capito che in quella classe lì quello che conta è il voto. Il che denota che lui in certo modo "padroneggia" l'ambiente in cui vive. Non è affatto detto che lui pensi che "il voto" conti in maniera assoluta sempre e comunque. O che sia un valore in sè.
Dato che in alcuni contesti è così, può adeguarsi. o non adeguarsi ma comprendere che esiste ANCHE questo tipo di contesto gli sarà di utilità a prescindere. E' normale che incontrino dei modi di pensarla diversi ma non è così automatico che li facciano propri. Anzi"""


Ti ringrazio molto per questo tuo intervento, mi hai dato diversi spunti di riflessione molto interessanti e anche una lettura dell'approccio di mio figlio che non avevo considerato; mio figlio in effetti è un pò "camaleonte" :-D :-D
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Re: Approcci alternativi a quelli della scuola pubblica

Messaggioda Effi B. » domenica 21 gennaio 2018, 16:15

Condivido molti ragionamenti di esmeralda, però mi sento di dire che invece si può a casa fare il proprio per proporre modelli diversi (un po' alla fine, quando lei stessa parla di vivere i propri valori, lo contempla). Certo non è facile e va fatto secondo la propria inclinazione. Mi viene da dire che, ciascuna col suo stile, lo facciamo tutte, se qualcosa delle scuole non ci convince o non ci piace.

Io ad esempio con il mio figlio maggiore alle elementari ho combinato la frequenza alla scuola pubblica con una sorta di scuola domestica in occasione dello svolgimento delle attività a casa. E' stata una fatica che non sempre ho svolto con entusiasmo, ma per lo più mi ci sono divertita (e senza questo credo che non ne avremmo fatto niente di buono). Quindi tante attività un po' da homeschooler, tanti approfondimenti per nostro conto, studio secondo la nostra curiosità, niente compiti per le vacanze (me ne sono presa io la responsabilità con gli insegnanti), compiti nel fine settimana durante il periodo di lezione. Lui a certe cose è impermeabile: se una cosa è fatta per essere punitiva, la annusa a chilometri di distanza e ti manda mentalmente a quel paese, rispettosamente, ma non farà un centimetro in più perché provi a intimidirlo. Fa chilometri se ci si mette di sua iniziativa. Ora è alle medie e vedo che, probabilmente perché trova la scuola più interessante, si organizza meglio ed è molto più autonomo: fa i compiti e studia da solo. Io sono sollevata e insieme un po' mi manca. Ma insomma, se mi venisse voglia di studiare insieme un po' di Medioevo sono abbastanza sicura che non mi caccerebbe. E lo vedo che fa volentieri il maestro a suo fratello, con dei bei modi che il piccolo apprezza, anche se è uno che "faccio da solo, so già tutto, l'ho imparato già nella vita precedente".

Nel mio caso, ho sempre trovato delle ragioni di stima per i maestri, anche quando non ero d'accordo col modo che sceglievano di adottare per gestire attività e disciplina. Tengo poi sempre a mente che a volte io pasticcio con due e loro hanno gruppi di più di 20. Certo, se Carlo me ne parlava, ascoltavo, se mi chiedeva pareri, li davo. Sempre cercando di interpretare come potevo le ragioni che supponevo negli insegnanti: ad esempio il bisogno di ordine, disciplina, rispetto, ascolto dei maestri l'ho sempre difeso, Una delle sue maestre, che ho adorato, però una volta mi disse che lei si chiedeva se Carlo sentisse di essere ascoltato e rispettato dalla scuola. Ed è vero che reciprocità su questi aspetti non sempre si trova (anche qui capisco che situazioni e tempi tante volte non ne consentano la realizzazione), soprattutto non si trova la consapevolezza di come è importante, che aiuterebbe proprio nei casi in cui non ce la si fa a offrirla.

Sui voti, dipende dai bambini. Alcuni sono più indipendenti dal metro di giudizio altrui (il mio grande), altri lo subiscono con meno difese (il mio secondo). Buona cosa che sappiano fare analisi di contesto e ci si destreggino. A noi secondo me l'impegno quotidiano di garantire loro il senso del valore che hanno indipendentemente dal numero che riescono a farsi dare. Mica sempre, anzi mica spesso l'eccellenza scolastica corrisponde alla realizzazione personale di un'individuo. Il risultato di una prova, lo sappiamo, dovrebbe dirti di quanto e come hai assimilato un insegnamento, di ciò che devi approfondire, ripensare, allenare. Io valorizzo sempre gli errori quando ci sono, danno preziose informazioni, non tanto per il voto, ma per il percorso che stiamo seguendo. Magari da piccolini fanno fatica a gestire diverse interpretazioni e patiscono l'eventuale senso di inadeguatezza o l'ansia di dimostrare la costanza della propria adeguatezza (alcuni più alcuni meno come in tutto). Però crescendo io credo che sia un lavoro che ripaga e lo spirito critico dei bambini trova modo di esprimersi in modo produttivo
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