Sono un pessimo padre

Violenza, manipolazioni, ricatti psicologici, giudizi morali: troppo spesso si ricorre a simili forme di controllo e repressione nell’educazione dei bambini. Discutiamone insieme qui ogni volta che ci sembra di riconoscerle in libri, film, programmi televisivi, nel nostro comportamento o in quello di coloro con cui ci accade di confrontarci.

Sono un pessimo padre

Messaggioda ande » martedì 15 agosto 2017, 22:12

Ciao a tutti,una volta mi sono imbattuto in un sito che non sono piu' riuscito a trovare,i genitori si sfogavano,si pentivano,avevano bisogno di aiuto o di essere semplicemente ascoltati.non so se questo sia quel sito,ma ho tanto bisogno di parlare perché ho tanto dolore nel cuore.abbiamo voluto nostra figlia è nata 2 anni fa lei ancora non parla non dice nemmeno mamma e papa',ma dalle visite risulta tutto ok,sente bene sa mettere le forme al posto giusto ,ti porta quello che le chiedi, insomma ha bisogno dei suoi tempi penso io.la pediatra ci ha consigliato di farle fare logopedia ma ha imparato qualche verso di animali non che abbia fatto miracoli.è una bambina iperattiva non sta mai ferma,prende di tutto tocca tutto,non è paziente e non sa giocare con i suoi giochi a detta della logopedista perché lei sbatte tutto in aria,con la dottoressa ha imparato ad essere paziente mentre gioca con lei ma con noi è un altra cosa,non ci ascolta ed è sempre agitata e irrequieta a casa,con i nonni è molto piu' tranquilla ma quando arriviamo noi a prenderla incomincia a dare i numeri,diventa capricciosa indisponente,la pediatra mi confermò che è viziata perché mia moglie non l'ha mai lasciata nel box a piangere,era sempre li a prenderla in braccio alle prime avvisaglie,ormai sa che siamo sempre li a correre e il fatto che mia moglie corre e io che le dico di lasciarla perdere non fa altro che confondere nostra figlia.da quando ha incominciato a camminare ho smesso di vivere,sempre con le palpitazioni perché si poteva far male,a casa nostra non si mangia piu' in tranquillita'.ormai mangio in piedi alla cucina qualcosa di veloce,perchè se tentiamo di fare qualcosa di piu' sofisticato arriva lei urlando e sbattendo tutto.nel pancione non si faceva mai sentire,quando ciucciava il latte era pigra e si addormentava e mia moglie ha perso il latte,nel sediolone della macchina non cè voluta mai stare,ogni volta che mia moglie scendeva dall'auto per comprare qualcosa,incominciava aurlare e piangere manco la stessero scannando e io che le dicevo non fare cosi e lei che incalzava,andare dalla pediatra è diventato impossibile perché tanto dal pianto arriva a vomitare e quindi è un macello ogni volta,era un impresa cambiarle il pannolino,darle qualche medicina.non voleva stare nel box e ne nel sediolone,si sbatteva e contorceva.è stata sempre una dannaziane.il rapporto tra me e mia moglie non è mai stato idilliaco e pensavo che la bambina lo avrebbe rafforzato ma è l'esatto contrario,non mangiamo piu' in tranquillita' non mi faccio nemmeno cucinare piu' a pranzo prima di andare a lavoro,me ne vado da mia madre perché è un continuo martellamento,non facciamo piu' l'amore non si esce perché il piu' delle volte sono numeri perché la bambina non vuole stare nel passeggino o perché vuole toccare qualcosa,la notte mi sveglio di continuo perché dalla culletta viene nel letto e si spinge dal mio lato e prendo solo calci e pugni.la nostra situazione economica non è rose e fiori abbiamo perso entrambi il lavoro e adesso tamponiamo con lavoretti mal pagati.ormai si litiga solo a casa ed io ho incominciato a non sopportare piu' mia figlia,non so se è dovuto a noi al, malessere generale che regna in casa,ma credevo che un figlio dovesse portare gioia in casa ma a me mia figlia mi ha portato solo scompiglio.i suoi atteggiamenti da indisponente e scostumata,non ascolta mai,nemmeno la mano mi da per strada vuole camminare e correre da sola ,magari da la mano a qualche conoscente e io che sono il padre mi sento un perfetto idiota.mi fa sbroccare di brutto e quindi in casa si urla e la picchio sul sedere e poi passo le giornate a vergognarmi sentendomi un verme schifoso.non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre non perché fosse cattivo anzi ma perché non c'era dialogo,propio per questo pensavo di dover essere migliore di tutti e invece mi sento un puro fallimento.ne ho passato di momenti da solo a piangere perché mi facevo schifo pensando a quanto è bella mia figlia e al modo con cui la tratto.ormai quando sbrocco a casa metto la prima cosa che trovo prendo l'auto,vado al parco qui vicino e mi siedo su una panchina per farmi passare tutto,addirittura c'è una chiesa vicino e mi ci vado a sedere dentro quando poi erano anni che non ci entravo come se questo potesse redimermi.sento tanto dolore nel cuore ,vorrei ci fosse solo amore e armonia.mia moglie mi dice va da uno psicologo ,sicuramente ha ragione.sò che non accetto mia figlia come dovrei,tante volte torno a casa la sera dopo il lavoro e trovo mia figlia che piange e vomita e mia moglie che urla e impreca e m i domando ma la serenita' di una famiglia dov'è??vorrei confrontarmi con persone che provano quello che provo io,vorrei ascoltare,perchè sento di essere esaurito e non sono piu' quello di una volta energico,spensierato e sorridente e mia figlia non merita questo.grazie.
ande
 
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Re: Sono un pessimo padre

Messaggioda Emy » giovedì 17 agosto 2017, 7:38

Mi spiace per il dolore che provi, è difficile sai fare il padre, le madri hanno spesso almeno un modello da cui partire, i padri invece si trovano spesso spiazzati, senza basi o con delle basi che hanno bisogno di essere totalmente revisionate... E non è facile perché bisogna reinventarsi, rimettersi in gioco.
Vediamo L aspetto positivo, quando c'è una crisi c'è sempre la possibilità di migliorare... Fine dell aspetto positivo

il dolore di sentirsi inefficaci è un dolore che passano tanti genitori , ognuno arriva con una eredità, e molto spesso mancano gli strumenti per leggere le situazioni e far fronte ad esse.
Soprattutto tenendo conto che L aria che si respira oggi è diversa e c'è apertura verso un diverso approccio per stare con i figli.
Va bene sai il fallimento, è una sensazione importante da accettare perché ti permette di revisionare il padre ideale che anche senza accorgerti potevi aver costruito e cominciare a scoprire invece la persona che sei e di conseguenza il padre che ti senti di essere.
Tutti i genitori falliscono, a me è successo di abbracciare spesso questo dolore, prima lo accettavo meglio era per la mia ripartenza.
Aiuta anche a togliere i veli del bambino che potevamo immaginare, per poter guardare negli occhi il bimbo che abbiamo invece davanti.
E lo fanno tutti i genitori, chi più chi meno, chi prima chi poi... Perché stare davvero in una relazione non è affatto semplice.ammettere il fallimento è spesso visto come espressione di essere debole, invece è chi si rifiuta di cambiare che è debole.

Tua figlia mi sembra perfettamente adeguata nel suo ruolo... Fa perfettamente la bambina di due anni...
Non ce lo avevano detto a noi che i bambini di due anni fanno così , noi probabilmente cacciavamo giù ogni pretesa e al 3 dei nostri genitori eravamo fermi e zitti...
Era così?
Se non era così c'erano altri strumenti... Sculaccioni, urlate, occhiatacce , punizioni etc.
I nostri genitori potevano sembrare efficaci... Ma lo sono stati veramente? Che dialogo profondo abbiamo avuto con loro? Ci vedevano? Vedevano le nostre bellezze e particolarità?
Molto spesso questi modi chiudevano il dialogo ed ogni possibilità di vedersi l un l altro e di conoscersi davvero.
Puoi certamente fare di meglio, puoi davvero essere felice con tua figlia, però devi fare spazio , buttare via un po di vecchiume e ritrovare il tuo stile di essere papà, ascoltando quello che senti dentro.
A due anni tu come eri?
Molti papà comunque si trovano in difficoltà nei primi anni perché il parlare è parte importante del loro interagire e il fatto che il bimbo non parla ancora li spiazza , non sanno come approcciarsi.Spesso trovano il bimbo non interessante perché l interazione non è stimolante come lo sarebbe quella con un bimbo più grande. Ci sta, ma siccome ti mancheranno questi momenti e ti dispiacerà non averne tratto il massimo ti consiglio di provare ad avere una interazione più primitiva, fatta di gesti e suoni, di espressioni , di sentimenti, e solo per comunque insegnare le parole, metterci anche il dialogo.
Perché il cervello dei bambini lavora ancora principalmente su quel tipo di interazione.
Per loro sono importanti le espressioni facciali, le sensazioni, i gesti che uno fa.
Perciò trovo normale che " e io che le dicevo di non fare così " non venga ascoltato... Non ci sono mal educazioni, non c'è menefreghismo... Molto probabilmente il tipo di dialogo non era adeguato all etA del bambino.
Con un bambino si agisce, non si può pretendere che capisca a parole... Ce lo hanno fatto credere ma era una forzatura, fisicamente e neurobiologicamente non funziona così .
Percio potrebbe essere che tu non sia un fallimento come padre , forse semplicemente non hai gli strumenti adeguati.
Quando parlo di agire, intendo stoppare fisicamente, cambiare l ambiente, spostare il bimbo di peso.
Il tutto però senza rabbia scatenata dall attesa di non essere stato ascoltato. Bisogna imparare a conoscersi e capire quando si rischia di scoppiare e agire prima.
Agire è l ultima modalità ... Prima ci sono un sacco di modi divertenti per stare assieme ad esempio il gioco... Tutto può essere sotto forma di gioco, a patto che ti diverti anche tu però
Per gioco non intendo qualcosa di strutturato ma semplicemente un prendere alla leggera seriamente il proprio stare con l altro. Perché tua figlia ti possa seguire tu per primo devi essere interessante da seguire. Percio devi stare sulle tue gambe.
Tua moglie fa probabilmente quello che si sente, tu devi fare quello che ti senti... Però è importante che vi confrontiate tra voi per poter comprendere le sensazioni e i bisogni che muovono l altro.
Quello che a te sembra incapacità di " lasciare la bimba piangere " può semplicemente essere solo il seguire il suo istinto, magari potete capire tra voi se è davvero una incapacità ( a volte non si sopporta di lasciar piangere per vari motivi, paura di dare dolore, paura di non essere un buon genitore ), ma molto spesso , quando un genitore sa comunque rispettarsi è solo un rispondere all istinto che come uomini primitivi per fortuna è ancora radicato in noi ... Sai com'è... Ai tempi ci doveva essere un modo per far si che una madre si sentisse di ascoltare il neonato e portarlo con sè subito non abbandonandolo al predatore di turno.


Mi devi spiegare però la frase " non mi faccio più cucinare a pranzo" spero di aver capito male.
Spero tu sia semplicemente sprovvisto di arti che ti rendono impossibile usare la tua casa e la tua cucina : Chessygrin : : Chessygrin :
Emy
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