Il nostro parto... ricordi e riflessioni un anno dopo...

Come inizia la storia che vi ha portati qui? La vostra, quella dei vostri bambini e del vostro rapporto con loro? Vogliamo offrire accoglienza a questi racconti perché l'indole di ciascuno di noi discende anche da come è entrato nel mondo, è influenzata dal ricordo segreto che di questa prima esperienza il corpo custodisce e dai ricordi che i racconti di famiglia serbano per lui. Pensieri intorno a una nuova vita, sul suo concepimento, sul suo schiudersi a noi.

Il nostro parto... ricordi e riflessioni un anno dopo...

Messaggioda Luthien » venerdì 5 maggio 2017, 11:08

Oggi la mia bambina compie un anno... :-) (edit: ieri in realtà, ci ho messo due giorni a scrivere tutto!)
è volato, quest'anno, e mi sembra ieri che nasceva! Ho passato le giornate di ieri e oggi a rivivere nella mia mente quei momenti, a commuovermi... Ho riletto il racconto del parto che avevo scritto. Ora non vi copio quel racconto, l'ho già scritto su un altro forum che seguo da anni e non mi va di ripeterlo... ho voglia di riscriverlo, di ripensarci, con la mente tranquilla e la consapevolezza di un anno da mamma...

Come dicevo in un altro topic, le contrazioni sono iniziate 28 ore prima... subito veloci, ogni 3-5 minuti, il che mi ha fatto andare subito in ospedale, dove, come spesso succede, si sono quasi fermate.
Dopo mezza giornata passata lì con contrazioni leggere a pensare se tornare a casa o no, sono riprese, belle forti e tutte di schiena, un dolore che non immaginavo, e nessuno credeva che io fossi in travaglio, perché non erano regolari e non erano "di pancia". Infine mi visitano ed ero 7 cm, e finalmente ottengo di andare in sala parto, nella vasca che desideravo tanto! Lì è stato stupendo, ho un ricordo meraviglioso... luci soffuse, musica, acqua calda, mio marito con me che mi sorreggeva, nessuno fuori ad aspettare (i parenti stanno a 100 km e li abbiamo avvisati con un sms solo appena prima di entrare )... solo noi e la presenza discreta e dolcissima dell'ostetrica. Mi sentivo in sintonia con il mio corpo e con la mia bambina, l'ostetrica mi diceva che anche lei mi stava aiutando, spingeva con la testina ed si era posizionata perfettamente...
Poi è arrivata una fase in cui non avevo più pause, e cominciavo a crollare... ero stanca, avevo molto sonno, era la seconda notte che non dormivo...ricordo che entravo e uscivo da una specie di stato di trance...
non si progrediva e non ce la facevo più, sentivo i premiti ma la bambina non riusciva a venire avanti, forse bloccata dal sacco ancora integro... l'ostetrica mi propone di rompermi le acque per vedere se si sblocca la situazione (perché ero molto stanca più che altro...), mi fa uscire dalla vasca (che sensazione orribile!) e appena fa per visitarmi le acque non solo si rompono, esplodono! La sensazione è stata quella di un pallone scoppiato e di un fiume che ne usciva (anche se ho chiesto a mio marito e mi ha detto che da fuori non sembrava proprio). Lì mi sono spaventata e ho urlato e ho pianto, avevo freddo fuori dall'acqua, tremavo, e quell'esplosione... non me l'aspettavo!
Lì poi sentivo la testa tra le gambe e non sono più riuscita a muovermi dal lettino...peccato, chissà se sarebbe andata diversamente in acqua.
E poi... per la prima volta la sensazione di non sapere cosa fare, non sapevo come spingere! Sentivo poco le contrazioni, e dovevo chiedere all'ostetrica quando spingere...lei è uscita un attimo a chiamare la ginecologa e ricordo che io come una bambina la imploravo di non lasciarmi sola! Poi il battito di V. diminuiva... e io non capivo...cosa stavo sbagliando? Era andato tutto bene, perché la testa continuava a tornare indietro? L'ostetrica, dolcissima, mi aiutava a cambiare posizione, mi faceva tirare con le braccia aggrappata alle sue mani, oppure mi aggrappavo al collo di mio marito... e urlavo, quanto ho urlato! Sentivo che era l'unico modo per scaricare tutto quel dolore e quella paura... E alla fine, mentre tutti discutevano se farmi o no l'ossitocina, quando ero arrivata al limite, non avevo quasi più forze, ho deciso di spingere con tutte le.forze che mi rimanevano, al diavolo sentire o no le contrazioni, ho spinto e basta, come per andare di corpo ma aprendo invece di stringere, e urlando...
Ecco, non so se qui ho sbagliato, se V. sia stata in questo modo forzata a uscire prima del tempo...ma così è stato, e alla fin fine credo di aver fatto bene (magari un giorno ne parlerò bene con un'ostetrica, in vista magari di un secondo bimbo...).
La testa è uscita, e lì a pensarci ora avrei voluto guardare... ma avevo paura di spaventarmi e ha guardato solo mio marito, e serberà lui il ricordo di quel ciuffo di folti capelli neri! Poi due spinte e il corpo, uno sgusciare di braccia e gambe, una sensazione stupenda.
Vorrei davvero ricordare in maniera più nitida, ma ho solo degli sprazzi di ricordi. Mi mettono in braccio questa cosina tutta rossa e urlante piena di capelli neri...non ricordo se ha aperto gli occhi, credo di no... sento tra le dita il cordone, lo sento pulsare e poi smettere dopo poco... V. rilascia una bella quantità di meconio sulla mia pancia! :mrgreen: puliscono poco e me la lasciano così, scivolosa... confesso che non la sapevo tenere, mi scivolava, si muoveva parecchio e con forza per essere così piccolina appena nata, e sul lettino ero scomoda ora...
La sensazione che ricordo più forte è un misto di esaltazione e di completa stanchezza, posso paragonarla alla sensazione di quando si arriva in cima ad una montagna dopo un percorso travagliato e al limite delle nostre forze... ti senti potente, ti senti esaltata, ma anche distrutta, molli la presa, crolli a terra e cerchi di recuperare il respiro...
Ricordo che ho iniziato a tremare... che ho rifiutato una puntura... che mi davano i punti (neanche mi ero accorta della lacerazione!) e io a quel punto ero tesa e sentivo tutto il dolore... avrei voluto che aspettassero, a pensarci ora... è possibile aspettare un'oretta per dare i punti? Avrei voluto essere più comoda, che qualcuno mi spiegasse e mi aiutasse a tenere in braccio mia figlia, avrei voluto un letto grande dove non avrei avuto paura di farla cadere, magari mio marito sdraiato con me... magari avrei voluto che qualcuno l'avesse pulita meglio da tutta quella cacca, per renderla meno scivolosa... Avrei voluto non avere l'angoscia che dovesse attaccarsi al seno in quel momento per forza, o che per forza dovevamo essere occhi negli occhi, come nei video visti al corso preparto. Pensandoci adesso penso che forse avrei avuto bisogno di una doula.
O di essere in un altro posto. Purtroppo quell'ospedale, così rispettoso nel parto (davvero, magari dal racconto può sembrare terribile ma io ne conservo un ricordo bellissimo!), si è rivelato tremendo per quanto riguarda l'aiuto nel puerperio.

A parte le due ore di pelle a pelle in cui lei ha pianto tutto il tempo, con qualche pausa per leccare un po' il seno... poi dopo che il papà l'ha portata a fare il bagnetto e io mi sono ripresa, ho mangiato, mi sono lavata, siamo stati un pochino soli noi tre. Il papà l'ha presa subito in braccio con naturalezza, io, ancora a letto, avevo timore, forse non mi sentivo ancora in forze...non so. Forse mi sentivo in colpa per il fatto di essere troppo stanca per provare quell'imprinting, quell'innamoramento profondo e istantaneo di cui avevo sentito parlare (che poi c'è stato, l'innamoramento, ma è venuto pian piano). Tempo 10 minuti e arrivano due megere di puericoltrici, che ci portano via la bambina perchè aveva la temperatura di 35.7 (dicono forse perchè l'avavamo tenuta in braccio senza copertina). Siamo rimasti spiazzati, genitori alle prime armi, e abbiamo lasciato che ce la portassero via senza dire nulla. Mi viene una rabbia se ci penso... ora direi che non serve la culletta termica, avrei una fascia e direi che basta il pelle a pelle sul mio petto, che il corpo della madre è la cosa migliore per regolare la temperatura dei neonati. Ma allora, pur avendo letto libri su libri, non ho saputo rispondere. Siamo rimasti due ore ad aspettare che un pediatra la visitasse per permettere che ci venisse riportata, e lì mi sono sentita come se mi avessero amputato una gamba, una parte di me. Ero senza la pancia e senza la mia bambina, e per un motivo così stupido! Ora penso a cosa devono provare le madri che partoriscono bimbi prematuri o che hanno necessità di passare periodi in incubatrice...dev'essere terribile e spero di non provarlo mai.
Ecco, ora che ci penso a mente fredda, un anno dopo, quello è stato il primo momento in cui ci hanno fatti sentire non in grado di prenderci cura di nostra figlia, e questo ha avuto conseguenze eccome! Il primo mese ricordo che ero terrorizzata che si prendesse anche solo un raffreddore, le provavo la febbre di continuo, siamo andati al pronto soccorso perchè avevo 37.3 a 12 giorni di vita. E poi l'allattamento...all'inizio tutte dolci e gentili...ma poi io avevo male, male da ficcarmi le unghie nella carne mentre lei ciucciava, c'era qualcosa che non andava...e lì invece di tranquillizzarmi e aiutarmi mi dicevano che probabilmente la mia pelle era troppo delicata per allattare, che avevo i capezzoli piatti... La notte (c'era il rooming in), su quei letti altissimi e stretti io non riuscivo a tenere gli occhi aperti e avevo paura che mi cadesse la bambina...le puericoltrici passavano a controllare, mi svegliavano, se la bimba piangeva mi chiedevano perchè non la stavo allattando. E lei piangeva un pochino di più degli altri bambini, un pochino più forte, ma quel tanto che bastava, insieme alle occhiataccie delle puericoltrici, a farmi chiedere perchè io non ero in grado di calmarla come le altre madri.

Scrivo per mettere giù i miei pensieri... Perchè ho realizzato che tutti i miei sentimenti di inadeguatezza dei primi mesi (e che continuano anche un po' ora) sono nati lì in ospedale. Alcune amiche mi hanno fatto notare che ero sempre lì a cercare il problema, ad avere paura o ansia per questo o quest'altro... perchè la mia bambina non cresceva abbastanza di peso, perchè non aveva raggiunto il traguardo X entro il mese Y (qui ci si è messa anche la pediatra...che abbiamo prontamente cambiato), più tardi perchè si ammalava spessissimo e pensavo fosse colpa mia o ci fosse qualcosa che non andava.
Come vorrei rivivere alcuni passaggi con la consapevolezza di adesso!
Certo, non sono stata con le mani in mano, ho subito contattato un'ostetrica che mi aiutasse con l'allattamento, che mi ha seguita benissimo tecnicamente, mi ha aiutata con una brutta mastite, era sempre presente quando avevo bisogno... ma non è riuscita a farmi togliere il paracapezzolo (che odiavo, sentivo come una barriera, un impedimento) e a farmi entrare in contatto con la mia bambina... Un pò mi consigliava la fascia ma un po' mi consigliava di iniziare, ad un mese, ad abituarla ad addormentarsi giù (e io lì a sentirmi inadeguata perchè non ci riuscivo). Sono meccanismi sottili...questa ostetrica ha fatto del suo meglio, tecnicamente non ho nulla da rimproverarle, e anche era molto comprensiva... Anche in ospedale, non so cosa avrebbero potuto fare di più tecnicamente per aiutarmi ad allattare senza dolore (l'attacco della bambina andava benissimo, boh...). Ma cavoli...serve qualcosa in più in quei momenti, servono le persone giuste al proprio fianco se si è alla prima esperienza, non bastano tutti i libri del mondo.
Poi la persona giusta l'ho trovata, in un'associazione della mia città, e non finirò mai di ringraziarla abbastanza, e vorrei averla trovata prima, magari averla al mio fianco in ospedale anche se è solo una consulente peer e non una doula... Ma a un mese e mezzo della mia bimba ha fatto cambiare tutto, TUTTO. All'improvviso l'ha fatta attaccare senza paracapezzolo, e lei ha iniziato a guardarmi negli occhi durante la poppata, io ho iniziato ad accettarla e ad accettare che tutti i pianti e il bisogno fortissimo di contatto erano perfettamente normali. Bastava poco, poche parole, un contatto empatico.
Da lì il baby blues se n'è andato ed è iniziato l'innamoramento... : Love :
Però sono convinta che mi sia rimasta un'ansia di fondo, un sentimento di inadeguatezza contro cui devo lottare quotidianamente, perchè fin dalla nascita hanno fatto sentire inadeguate sia me che la mia bambina. Me ne rendo conto ora e finalmente so cosa rispondere alle amiche che mi dicono che mi sono preoccupata per mesi, che sono ansiosa sempre...non è stata (tutta) colpa mia. Che liberazione!

Ecco, questa è la storia della nascita di mia figlia e delle mia nascita come madre... : Love : spero vi aiuti a conoscerci un po' di più...
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Re: Il nostro parto... ricordi e riflessioni un anno dopo...

Messaggioda emme » mercoledì 10 maggio 2017, 10:40

Ciao e benvenuta. Non sono la migliore per risponderti, ma volevo dirti che quel senso di inadeguatezza, quella insicurezza di fondo, a me è rimasta ancora adesso con mio figlio che ha quasi 6 anni, e ne ho un'altra di uno e mezzo.
Con lei l'esperienza è stata meravigliosa, e non ho mai dubitato ne di lei ne di me. Eppure ancora oggi mi sento inadeguata e insicura con mio figlio. E' come se fossi divisa in due: funziono per lei, ma non per lui.
Bene che tu abbia raggiunto questa consapevolezza cosi presto. Sicuramente farete grandi passi, ancora più grandi di quelli grandi che avete fatto finora.
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Re: Il nostro parto... ricordi e riflessioni un anno dopo...

Messaggioda Effi B. » sabato 10 giugno 2017, 21:42

Grazie per questo racconto! Mi hanno commossa le tue parole. Io ho visto tanta forza e competenza in te e le continuo a vedere oggi sempre più nitide. A volte la fase espulsiva in acqua non parte. Lo sbalzo termico nell'uscire dall'acqua può funzionare da propulsore. Certo il lettino non ti ha aiutato. Però alla fine hai seguito il corpo e la tua piccola è nata. La copertina te la dovevano mettere sopra altri cara, ti avrebbe aiutata a tenerla. E non so se e quanto si poteva aspettare per i punti.

Mi viene da pensare che il vostro parto abbia attivato qualcosa di profondo che ha a che fare con la fiducia che hai in te. Che c'è di istinto e di istinto tu agisci e bene (pensa solo certi gesti che hai fatto come urlare (l'apertura della bocca corrisponde a quella della vagina, aiuta la dilatazione; sentire il battito del cordone con le dita, un'emozione che non credo molte mamme possono dire di aver colto). Poi ci sono gli altri che fanno confusione intorno (tutto quel discutere andava semmai fatto fuori dalla porta, ti ha tolto concentrazione ed energie : Andry : ) e tu che cerchi in loro conferme, rassicurazioni.

Penso alle tue amiche di cui immagino avrai cercato la comprensione, un po' di conforto e mi sembra non ti abbiano davvero capita. Però anche qui vedo che alla fine ti sei compresa da te, hai cercato chi ti desse quello di cui avevi bisogno e hai elaborato, cercato una visione d'insieme. Anche questa è forza grande e non scontata. La tua bimba del resto non ti ha lasciato scampo. me la immagino che strilla per averti al tuo meglio come sente di aver bisogno. Che tipa simpatica, anche se lo immagino che non è stato facile. Mi dispiace tanto per tutto il dolore dell'allattamento, per le preoccupazioni sul peso, sui rischi di malattia.

Chissà che vi aspetta in questo secondo anno? Visti gli inizi direi che sarà esaltante e aspetto di leggerne il resoconto :friends:
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