32 anni e voglio farcela

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

32 anni e voglio farcela

Messaggioda purnama » venerdì 7 aprile 2017, 15:33

Ciao a tutti,
sono felicissima di aver trovato questo gruppo perchè ne avevo un gran bisogno. Ho 32 anni e sono della provincia di Modena. Nata in un paesino da una famiglia super cattolica, super lavoratori, super schiacciatori di individualità.
Mia madre rimase incinta di me a 11 anni di distanza da mia sorella maggiore, probabilmente per sbaglio e in un periodo in cui il lavoro era -come sempre del resto- predominante su tutto. Mio padre è sempre stato un urlatore e uno che schiaccia noi tre con ogni mezzo. Quando mia madre era incinta di me di 7 mesi, si permise di ordinare i mobili della cameretta nuova di mia sorella e lo disse a mio padre durante un pranzo in famiglia. Mio padre si infuriò e si mise a urlarle contro, dicendole tra le tante cose che avrebbe fatto meglio a buttarsi giù da un ponte. Mia madre quasi abortì per lo shock. Questo è un comportamento di mio padre standard, tant'è che non mi stupisce questo racconto. quante volte crescendo mi sono trovata in una situazione del genere con lui che me ne urlava di tutti i colori per qualsiasi motivo.
Io nacqui in anticipo: probabilmente non ne potevo più di stare lì dentro e sentirmi un'intrusa, invisibile e causa di fastidio. Solo ieri sono arrivata a capire che è questo quello che percepivo quando ero là dentro. Una madre che non si cura della sua gravidanza perchè deve solo lavorare, è questo quello che trasmette. Ho capito oggi dopo 32 anni di sofferenze che è questo quello che continuo a riprodurre nelle situazioni lavorative: vengo assunta da donne che sento che non mi possono capire e dare spazio e quando sento che non ce la faccio più me ne vado.
Sono cresciuta come una figlia della giungla, sempre sballottata da chi mi poteva badare, tra nonne, zia, vicini di casa. Ero sola per la maggior parte del tempo. Mia sorella mi picchiava sempre, perchè era la sola cosa che conosceva ed anche perchè era gelosa. Non mi ha mai trattato con dolcezza, non mi ha mai parlato, mi ha sempre e solo dato addosso ogni volta che manifestavo me stessa.
Mia madre con me ha sempre avuto un atteggiamento di fastidio, non ha mai cercato di capirmi e parlarmi per conoscermi, ha sempre cercato di impormi una sorta di dottrina e di annientare ogni mia manifestazione di interesse verso libri, riviste, tv. Qualunque cosa.
Negli anni, ho iniziato a ribellarmi. A vedere e percepire chiaramente la profonda ingiustizia di quello che vivevo, di come venivo trattata e degli abusi che subivo continuamente. Nel processo di diventare ribelle, i miei sforzi erano rivolti a difendermi. Non avevo la tranquillità di coltivare delle passioni, perchè se ci provavo venivo prima o poi sempre ostacolata. Mi hanno fatto diventare quello che non sono nemmeno. A 5 anni, mia nonna mi sgridò perchè scherzavo con un amichetto riguardo al suo "pipetto", mi chiuse in casa a farmi la morale sulla madonna che era vergine (io naturalmente non capivo il nesso e il perchè di tutto questo); dall'altra nonna ero obbligata a pregare e ripeterle i 10 comandamenti e i 7 peccati capitali; a 14 anni mio padre mi diede della puttana perchè mi ero comprata il cellulare di nascosto (era l'epoca in cui stavano diventando una cosa normale); a 15 mi disse che dentro di me c'era il diavolo perchè mi ero fatta dei piercing. Io agivo con il solo scopo di ribellarmi a loro. Per quache mese mi feci delle canne finchè poi non venni scoperta all'insaputa di mio padre e fui mandata a lavorare per l'estate all'officina dello zio materno, l'unica persona che penso che mi abbia davvero amata nella mia famiglia. A 16 anni ero anoressica, andai in ospedale due volte con uno penumotorace e mi ricordo che preferivo stare in ospedale anzichè a casa perchè almeno lì non mi torturava nessuno. In quel periodo leggevo Nietzsche perchè mi aiutava a sostenere la mia verità (l'ipocrisia della chiesa e dei chiesaioli come la mia famiglia, che predicano che devi amare il tuo prossimo e poi trattano la figlia come una bestia) e mio zio (paterno) se ne accorse e mi iniziò ad attaccare, lui che era neoevangelico e mi diede una cassetta di registrazioni di esorcismi con la preghiera su persone alcolizzate e quant'altro.
Sinceramente non so come ho fatto a non perdermi nella droga o in qualche altra brutta strada. E' un miracolo che io sia sopravvissuta a questi carnefici. In qualche modo, cercando di farcela con le mie forze, sono arrivata a fare l'università (quella che non volevo fare ma dovevo stare nella mia città perchè mio padre era convinto che se fossi andata a bologna sarei diventata una drogata per magia), non finendola per ovvi motivi, e poi a farmi strada in un settore che mi appassionava che è quello del fitness. Con la mia intelligenza, se avessi avuto un po' di supporto sarei potuta davvero arrivare in alto. Invece mi sono trovata negli anni a cercare di resistere a vivere nella casa dei miei nonni (già morti allora) senza sentirmi in diritto di starci e sempre sotto l'occhio vigile di mia sorella, sempre pronta all'attacco, con mia madre che veniva a invadere continuamente il mio spazio, a scappare all'estero, a perdere un lavoro prestigioso, a ritornare a casa e a finire poi in una storia con un uomo malato di narcisismo che mi stava annientando completamente.
Poi quest'anno a febbraio ho iniziato a cercare l'aiuto di uno psicoterapeuta, che mi ha fatto leggere due libri di Alice Miller e mi si sono aperte le porte del mio inferno personale definitivamente. Ho iniziato a permettermi di sentire tutto, di sentire le mie angosce e la mia rabbia di bambina abusata, ferita e ci sono certi giorni (quasi tutti devo dire) in cui a volte non so se ce la farò, il dolore è troppo da sopportare. Ma nonostante questo cerco di rimanere vigile, presente, mi impedisco di cercare palliativi che ho sempre usato per distrarmi. Mi sono messa a fare la maglia ai ferri, invece di tornare in chat su tinder a cercare l'uomo della mia vita che mi salvi da me stessa. Mi sono messa a studiare metagenealogia e costellazioni, per capire da dove arrivano tutti i nodi della mia anima che non le appartengono. Per evolvere. Per concretizzar il cambiamento che desidero.
Ho fatto delle azioni concrete perchè sia ufficiale che risiedo in quella casa, che mia madre e mia sorella non mi hanno mai lasciata padrona di vivere, e voglio continuare in questo percorso. Voglio aprire un mio centro di yoga e body movement, perchè so che quello che posso dare io è di grande valore per le persone. Voglio smettere di avere paura.
Mi sento come se fossi entrata dentro il mio bozzolo, abbandonando le vesti del bruco che non ero davvero io, in attesa di uscire come la farfalla che sono. Senza più svalutarmi e ostacolarmi da sola.
Non mi interessa più sapere se avrò un uomo al mio fianco, di certo non lo sceglierei con i criteri che ho sempre usato. Di certo lo vorrei conoscere bene prima di abbandonarmi a lui ciecamente.
Mi interessa sapere che al mio fianco ci sono io e che imparo piano piano a non farmi dominare dal mio bisogno di essere amata dagli altri, riconosciuta, ma che resto lucida nelle scelte e mi sdogano dal voler prestare servizio a una famiglia che non mi ha mai riconosciuto autonomia, spazio nè amore.
purnama
 
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Re: 32 anni e voglio farcela

Messaggioda Emy » venerdì 7 aprile 2017, 17:07

Benvenuta!, mi sono letta la tua storia tutto d un fiato... E ho sentito il peso del tuo dolore e poi la forza che hai tirato fuori per uscirne. Ho solo abbracci per quella bimba e per lo splendore di donna che ora con le unghie stai tirando fuori
Grazie
Emy
*‿*
 
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Re: 32 anni e voglio farcela

Messaggioda romipor » venerdì 7 aprile 2017, 19:22

Benvenuta!
Scusami la schiettezza: sei proprio una meraviglia! Sei forte, vuoi farcela e ce la farai. Non è facile partire con le premesse sbagliate ma tu sei arrivata alle conclusioni giuste. Non demordere, continua così e pensa che se lo puoi immaginare lo puoi realizzare. Se avevi dei sogni non abbandonarli purché siano tuoi, davvero tuoi. Uscirai come farfalla ne sono sicura. Ogni parto è doloroso anche (e soprattutto) quello che porta a far nascere se stessi. Sii orgogliosa di te. :abbraccione
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Re: 32 anni e voglio farcela

Messaggioda purnama » giovedì 13 aprile 2017, 12:41

Grazie per il vostro sostegno, per me significa tantissimo. Oggi andrò a vedere delle avvocatesse di una associazione che si chiama Donne e Giustizia. La legge mi può aiutare a far valere i miei diritti e i miei spazi.
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