quando dobbiamo ma proprio non vuole

Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » mercoledì 5 aprile 2017, 10:35

Ah, poi ovvio che a volte ci sono lagne e richieste insistenti che riesco a risolvere con suggerimenti o dirottamenti!
Come scrivevo, quando in macchina mi chiede di andare dietro a volte trovo soluzioni alternative come "siamo quasi arrivati e vengo a prenderti inbraccio" "non posso venire dietro pechè devo guidare ma lo sai che insieme possiamo cantare".
I problemi nascono quando ho esaurito le idee...
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Valentina L. » mercoledì 5 aprile 2017, 11:18

Crystal ha scritto:Eccomi a Emy…
io non posso farci nulla, ma come farla stare meglio? Come starle comunque vicino?


mentre i bambini crescono succede una cosa che può sembrare "terribile": il nostro "potere" di farli star meglio si affievolisce e in qualche modo devono trovare da soli una soluzione, ma trovarla da soli non deve coincidere con il sentirsi soli... se i biscotti sono finiti e lei ne chiede ancora "subito" o hai la capacità di farli apparire magicamente o lei in qualche modo deve fare i conti con la realtà; forse renderti partecipe della sua lamentela (mannaggia 'sta confezione ne ha proprio pochi, bisogna fare una scorta più grande, la prossima volta che andiamo insieme a fare la spesa mi aiuti a cercare un pacco più grande?) può confermarle il suo diritto alla protesta ed aiutarla a non invilupparcisi... il rischio delle lamentele, degli scatti di rabbia, delle esplosioni emotive secondo me è proprio il non riuscire ad arginarle e finire in situazioni come quelle descritte da Esmeralda, in cui si perde un gran bel momento per un biscotto in meno... io con i miei ad un certo punto sono diventata molto secca: "è un vero peccato per ciabattine ma preferisci stare a lamentarti o vuoi goderti la piscina?" e mi giro e vado, sperando nell'effetto "paperina" per cui i bambini sono naturalmente portati a seguirti.
V.
Valentina L.
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » giovedì 6 aprile 2017, 7:51

Ora ci provo , intanto ti chiedo: quanto dentro di te puoi accettare che anche lei possa avere un disagio, quanto puoi lasciarle la responsabilità del suo disagio.Certamente difficile vedere che sono a disagio e non puoi farci niente.
Riesci ad accettare che lei abbia un disagio (quello ultimo di cui davvero non ci si può fare niente) e puoi dare fiducia che saprà cavarsela con il suo disagio? Che andrà tutto bene lo stesso ?
Puoi dare fiducia a te stessa che hai già rassicurato, fatto sentire ascoltata, e dato quello che potevi dare alla tua bimba?
Non ti rimane che confermarglielo con i fatti, tranquillizzando ti tu per prima, magari cambiando argomento, distraendoti con qualcos altro, guardando da altre parti , dicendo, " intanto che aspettiamo che ne dici se?" O eventualmente non parlando più , non rispondendo più con rassicurazioni continue.
Dentro di te puoi sentirti " abbastanza "? Perché quello che fai è già abbastanza
puoi accettare di non risolvere i suoi problemi e lasciarle a lei la gestione delle sue sensazioni?
Puoi accettare di lasciare in sospeso senza soluzione qualcosa che riguarda lei?
Puoi accettare di aver " fallito"?, di non aver risolto?
In realtà non è un fallimento, ma è molto importante accettare il fallimento, la sospensione della risoluzione... Anche per lasciare a loro lo spazio emotivo di cui necessitano.

E tu per prima puoi dare l esempio di lungimiranza, di saper lanciare avanti la risoluzione o aspettare una risposta tardiva
Togliendo tutta l importanza alla cosa , la metti in un cassetto ...
Puoi anche proporglielo come gioco ... Questo pensiero lo mettiamo in un cassetto o lo mettiamo in tasca e lo tiriamo fuori dopo quando possiamo farci qualcosa .
Il gioco in generale in questi casi aiuta molto... Fatto tutto quello che serve per rassicurarla, farla sentire ascoltata, si torna alla vita e si va avanti.
pensa se tu fossi triste e avessi bisogno di spazio per te e una persona continuasse a cercare di farti felice, di assicurarsi che tu sia felice , ad un certo punto ti senti a disagio o no?
quello che l altro comunica può essere, : non ti posso lasciare da sola con i tuoi spazi perché non so se ce la farai

Partiamo dal presupposto che i bimbi ci provano sempre a sconfinare. Non aspettarti che sia lei ad avere per prima un freno, lei fa la bambina, può lamentarsi, puoi aver "fallito"
, e non è lei che deve , con il suo stare buona o capire, rassicurarti che tu sei una madre sufficientemente buona.
Tu puoi invece rassicurarla con il tuo andare avanti( senza rabbia, senza stizza) che lei può essere accettata anche con il suo lamentarsi, e che saprá prendersi cura di quelle sensazioni che ora passano a lei e che tu sai che può reggere sulle sue spalle.
Perciò in piscina.... Io le avrei fatto vedere una capriola o l avrei sfidata a toccare per prima una data piastrella o le avrei fatto sentire il bocchettone di entrata dell acqua.
Oppure sarei stata accanto pensando ad altre cose.
È quella voce dentro di te che deve essere rassicurata che va tutto bene, devi abbracciarla e dirle che hai fiducia...
Forse è qualcosa che nessuno ha fatto con te,o con le persone attorno a te, ti hanno riempito troppo gli spazi o ti hanno lasciato nel deserto, in ogni caso non ti hanno passato il concetto che un bambino può fare il bambino e oltre ad arrabbiarsi può anche lamentarsi...
E tu hai diritto a non avere più risorse, e a non dare piu ... A fermarti, e puoi prenderti anche tu la responsabilità di questa frustrazione accettandola così come è, tua figlia avrà di fronte un essere umano che sa accettare anche di non avere più idee, strategie, soluzioni ... E che si può stare lo stesso in connessione, che questa cosa si può ammettere e autorizzare, senza arrabbiarsi per non essere riusciti . Puoi essere davvero onesta con tua figlia , e tua figlia avrà una figura più umana da cui farsi ispirare.
Puoi accettarti anche così , davvero sei bellissima anche così ,
Nemmeno io ho la soluzione al tuo problema, e va bene così
Emy
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » giovedì 6 aprile 2017, 8:24

rispondo rapidamente su una cosa, su cui forse non mi sono spiegata, mentre elaboro la tua bellissima risposta.
Il fatto è che lei non è che si lamenta in generale, piagnucola da sola e io voglio consolarla. Il fatto è invece che lei chiede espressamente a me di darle quello che chiede. Dopo che le ho detto che non si può lei continua a chiedermelo, a chiederlo a me, non a lamentarsi e basta! E se lei continua a chiedermi questa cosa anche se io provo a coinvolgerla con altro, lei sta aspettando una risposta. Come faccio a non dargliela? E' questa la cosa che non capisco. Se non le rispondo la ignoro!
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda esmeralda » giovedì 6 aprile 2017, 9:28

Perdonami... non vuole essere una battuta, ma proprio una estrema semplificazione:
Sta aspettando una risposta?
Beh.. la risposta è NO.
Dire NO un numero ragionevole di volte, tipo 2 o 3 non vuol dire ignorare.
Ti ignoro se mi chiedi una cosa per 40 volte. Diciamo che si, dalla 3 o 4 volta ti ignoro.
Anzi, faccio una bella fatica per ignorarti, perchè mi fai parecchio innervosire.
Tua figlia deve essere una bella sveglia, anche con diecimila spiegazioni sensate, percepisce solo il NO ed insiste per questo.
Le spiegazioni manco le sente. Resta fermo il "NO" ? E lei insiste!
Ci sta.
Beh come giustamente dice Valentina, i nostri bambini arriva un giorno che si incontrano con il fatto che la mamma nè può nè vuole sempre e subito rispondere con un si e dispensare all'istante ciò che desiderano.
Prima facciamo pace noi e loro con questo fatto indiscutibile, meglio stiamo tutti.
Ignorarla non ti piace, giusto... ma neppure un pochettino pochettino in questi casi?? Non ti va proprio giù?
MA perchè?
Empiricamente credo che le insistenze esagerate e monotone sulla qualunque siano una delle prime cosa che va disinnescata. Se funziona anche ignorando.
In realtà il gioco sarebbe che una bambina insistente apprendesse il grande talento di essere convincente.
Che è una dote utilissima. Tua figlia è ancora molto piccina e puoi rimandarlo al futuro, ma è abbastanza produttivo giocare con i bambini al gioco "convincimi!".

PS Il convincimi può anche finire con un "mi hai convinto, ma non posso lo stesso"
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » giovedì 6 aprile 2017, 9:35

Rileggendo oggi quel messaggio di Emy che non capivo, oggi mi sembra più chiaro...
Solo due dubbi:
Emy ha scritto:Invece bisogna imparare a conoscersi e capire quando il fare di più diventa qualcosa che ci fa accumulare intolleranza e rabbia è un passo prima mantenere quella posizione.

Nel finale di questa frase c'è qualcosa che sintatticamente non va ma non riesco a indovinare dove possa essere il refuso, invece volevo proprio capire bene...

Emy ha scritto:Andare incontro ai nostri figli è riuscire a capire dove potersi fermare in modo da non ribaltare la situazione e rovesciare su di loro la responsabilità di ciò che non ha funzionato.

Questa è l'unica è parte che mi è rimasta ostica: non capisco in che modo il non aver chiaro il mio limite porta ad attribuire a loro l'insuccesso della situazione.
Forse ci sono: se io passo i miei limiti di accettabilità, finisce che mi innervosisco con lei. Reagire in questo modo scarica sul bambino la responsabiltà del mio nervoso, quando invece io avrei potuto evitarlo.
Banalizzo con un esempio: bisogna andare a preparare il pranzo, ma il bambino vuole continuare a giocare al parchetto. Concedo, concedo e concedo, e mi spazientisco sempre di più. Finchè l'irritazione non è più contenibile e contemporaneamente si è fatto enormemente tardi... Risultato: rabbia verso il mabino, cui viene anche rinfacciato che per colpa sua ora bisogna correre, non si fa più in tempo, ecc.
Il modo corretto sarebbe stato invece essere fermi sulla decisione dell'orario (ovviamente preparando prima il bambino e utilizzando gli accorgimenti utili) e in caso di proteste accoglierle ma rimanendo comunque irremovibili se per noi è davvero una cosa importante che altrimenti ci farebbe sbroccare...
Penso che il punto sia che uno no lo sa in anticipo che sbroccherà... Bisognerebbe ascoltarsi bene, da questo punto di vista! Mi riprometto di farlo sempre! Capire dove posso lasciarle margine e dove invece le sto concedendo più di quello che posso sopportare
Ho capito bene?

Emy ha scritto:La responsabilità di fermarsi è dell adulto e tu hai capito dove fermarti, ma stai prendendo la responsabilità a tua figlia di gestire la sua parte emotiva.

Emy ha scritto:Perché forse non conosci bene i limiti ai quali tu vuoi aderire, perciò non sai davvero mantenerli con tranquillità e serenità, hai paura che in realtà non hai fatto abbastanza, forse c'erano altri modi altre cose.

Riguardo a questo non ho capito se tu pensi che io abbia capito dove fermarmi o se invece credi che siano proprio i miei limiti che mi sfuggono e sia questo a creare il problema
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » giovedì 6 aprile 2017, 9:54

esmeralda ha scritto:Ti ignoro se mi chiedi una cosa per 40 volte. Diciamo che si, dalla 3 o 4 volta ti ignoro.
Anzi, faccio una bella fatica per ignorarti, perchè mi fai parecchio innervosire.
[...]
Ignorarla non ti piace, giusto... ma neppure un pochettino pochettino in questi casi?? Non ti va proprio giù?
MA perchè?

Ci proverò... :sudato: Eviterò di sentirmi "tradizionalista" se lo faccio
Del resto se il risultato del non farlo è che mi irrito sempre più e poi la ricatto e minaccio...
Solo che speravo in qualcosa di più accogliente...
Mi rendo conto che se io riesco a fare qualcosa attivamente (che funzioni o meno), come ciò che mi ha proposto Valentina all'inizio, mi fa evitare di entrare nel loop nel nervosismo... Ignorarla invece non avrebbe questo vantaggio. Anzi, come dici tu "faccio anche una gran fatica perchè la situazione mi innervosisce"

esmeralda ha scritto:Tua figlia deve essere una bella sveglia, anche con diecimila spiegazioni sensate, percepisce solo il NO ed insiste per questo.

Che kiulo!!! :rotfl: :rotfl:

esmeralda ha scritto:In realtà il gioco sarebbe che una bambina insistente apprendesse il grande talento di essere convincente.
Che è una dote utilissima. Tua figlia è ancora molto piccina e puoi rimandarlo al futuro, ma è abbastanza produttivo giocare con i bambini al gioco "convincimi!".

Credo che al momneto il problema sia soprattutto che le cose che mi chiede sono impossibili.
Infatti tutto è incentrato sulle sue richieste e insistenze di cose impossibili (vuole cose finite; vuole essere subito in un posto ma ci stiamo già andando, solo che prima dobbiamo arrivarci; vuole ciabatte che non ci sono)

La cosa che più mi sconquassa è che io mi aspetterei una reaizone di rabbia e pianto, cioè frustrazione: "sono finiti" "Noooo (disperazione)", invece lei continua a chiderli anche se le mostro che sono finiti...
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » giovedì 6 aprile 2017, 10:04

Però mi si sta aprendo una luce!
Forse ho capito una cosa!
- ne voglio ancora!
- mi dispiace sono finiti
- nooo, ancora (piagnucolante)
- guarda amore, hai visto? Non ce ne sono più! Sai cosa facciamo? La prossima volta ne cuociamo di più!
- nooo, subito, voglio ancora (piagnucolante)
questo è quello che succede.
Nota: non mi sta chiedendo che io mi metta a cuocerne altri, ancora non sa che sarebbe una cosa possibile (ammesso che io lo volessi fare, si intende); sta semplicemente dicendo che ne vuole ancora, e non la prossima volta ma subito.

L'illuminazione è stata questa (e mi chiedo come ho fatto a non capirlo prima): mi sta semplicemente dicendo che "ne vorrebbe ancora" ("che vorrebbe essere già là", "che vorrebbe che io stessi seduta dietro con lei invece di guidare") e visto che ha capito che il suo desiderio non può esere realizzato, lo ripete piagnucolando (frustrazione!)
Era questo che non avevo capito: non sta continuando a chiedermelo, sta manifestando la frustrazione di non poter fare o avere quello che vorrebbe. Così come prima lo manifestava con la rabbia e il pianto!!

Però a maggior ragione se questo è, non mi sembra il caso di ignorare... Ok ingoro la richiesta perchè in realtà non è una richiesta. E' uno sfogo e come tale va accolto, credo...
Quindi smetto di rispondere che non si può perchè in realtà nemmeno me lo sta chiedendo, ma accolgo la sua frustrazione
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » giovedì 6 aprile 2017, 14:47

se ti cerca , ti piantona vuol dire che ha fiducia del fatto che puoi aiutarla.
Credo che tu conosca i tuoi limiti , ma forse non sai che un bambino può fare il bambino e che si può rimanere in connessione anche se si è serenamente determinati a non dare più a non risolvere , a lasciare .
Molto fermamente quella è la direzione.
Conosco la scena, certamente bisogna stare molto saldi, per non farsi attraversare da pensieri di incapacità , sfiducia, destabilizzazione oltre a tutti i pensieri riguardo al bimbo: è maleducato, non capisce, è lagnoso, non mi ascolta , tutte cose che non ci fanno vedere la situazione che abbiamo di fronte.
Tu sai quale è la realtà e cosa è meglio fare... Vai avanti determinata per quella strada abbracciando ma tenendo al suo posto l incapacità del bimbo di fermarsi... Puoi essere la sua parete.
Lo fanno da piccoli e anche quando sono grandi saggiano i limiti.
Vederli nel loro diritto ad essere bambini ci autorizza con serenità a fargli da limite accogliente.
Prova a pensare ad una persona che non può camminare, non ti innervosisci perché non cammina, lo prendi per assunto, ecco un bambino per assunto può non conoscere il proprio limite, perché è fondamentalmente in crescita e il suo sitema nervoso è immaturo, mancano un sacco di concezioni sul tempo e lo spazio... Ha bisogno quindi di toccare con mano i limiti profondi , quelli oltre i quali si comincia ad innervosirsi, quelli entro i quali ci si sente limitati ma accettati.
In pratica tutta la mia solidarietà sappi che in ogni momento della loro crescita ci provano, si lasciano andare, ragione di più per allenarsi a sentire dentro la propria determinazione non nella direzione di cambiarli, ma nella direzione di ciò che tu senti giusto.
Emy
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » giovedì 6 aprile 2017, 14:57

Ecco si , mi sembra una ottima intuizione
A volte vogliono anche rimanere in connessione cioè sapere che ci saranno altri momenti o che possiamo accettare che possano essere tristi, che loro stanno facendo fatica ma noi accogliamo e sappiamo che la vita va avanti.
Per loro è importante essere visti ma non possono sentire su di se la responsabilità del mondo che si ferma per loro, hanno bisogno che noi teniamo la direzione...
Ma sono sensazioni le mie
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » venerdì 7 aprile 2017, 13:33

Crystal ha scritto:Rileggendo oggi quel messaggio di Emy che non capivo, oggi mi sembra più chiaro...
Solo due dubbi:
Emy ha scritto:Invece bisogna imparare a conoscersi e capire quando il fare di più diventa qualcosa che ci fa accumulare intolleranza e rabbia è un passo prima mantenere quella posizione.

Nel finale di questa frase c'è qualcosa che sintatticamente non va ma non riesco a indovinare dove possa essere il refuso, invece volevo proprio capire bene...

Hem....la e con l accento non era voluta scusasss
.... Intolleranza e rabbia, E un passo prima....
Si lo stesso non è una frase meravigliosa :D lo ammetto

Ovvero imparare a riconoscere i propri limiti umani, saperli mantenere con assertività prima di accumulare quel rancore, quei pensieri che ti fanno scoppiare... Perché li si in quel momento rischi di perdere l accettazione.
Puoi accogliere ma non essere d accordo con la situazione ... Nella nostra cultura bisogna inventarsi come fare perché nessuno ce lo insegna.
Nella nostra cultura al No si accompagna sempre una distanza emotiva... Una arrabbiatura, un creare senso di colpa.
Come dice Esmeralda puoi anche dire no... Ma a me interessa che quel no sia un no di sostanza e non attaccato con il nastro adesivo.( sono sicura che i No di Esmeralda il nastro adesivo non lo abbiano mai visto e non ne abbiano bisogno.)
Bisogna trovare dentro di sè le risorse per un nuovo senso delle cose... E forse per fare questo devi fare un po di spazio di tutti quei pensieri spazzatura nei quali rischi di inciampare ( se ne hai) che derivano dalla cultura in cui siamo cresciuti, li devi prendere uno per uno e chiederti se davvero ti servono e magari piangere la tua tristezza per quella bambina che un tempo ha dovuto sorbirsi questa cultura del distacco.
Il distacco avviene, con la crescita ed esercitando il mantenimento degli spazi mentali, ( dei limiti di accettazione, riconoscimento dei limiti fisici) perciò nulla in più di quello che serve e non viene calpestata la dignità umana, sensazione che nei bambini spesso è molto viva...
Grazie perché mi hai dato modo di ri pensare a queste cose
Emy
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda esmeralda » venerdì 7 aprile 2017, 17:42

Purtroppo è da parecchio che i miei non hanno più 3 anni, non ricordo se ho cominciato a quell'età... forse un pochino si..
Ma nel caso mi chiedessero un biscotto dopo che erano finiti, le ciabattine dello spogliatoio dopo che si erano appena buttati in acqua ecc ecc...è probabile che le mie risposte più che un "no" fossero un...
- Mah... questi biscotti io li vedo finiti, ma se vuoi metterti a cercarne altri in giro magari li trovi.
- Ah, ma io ora ho proprio voglia di nuotare, non di andare a prenderti le ciabattine, se vuoi puoi andarci tu.
Insomma l'imperativo era sempre sfilarmi il più possibile da 'ste contese.
VA DI LUSSO quando è possibile dire: io non sono tanto interessata a questa cosa, ma se interessa a te puoi adoperarti.
Bisogna essere sinceri eh... non "provarci", "sfidarli" contando sul che avrebbero paura a fare una cosa da soli!
Anzi, è un'ottima occasione per incoraggiarli a occuparsi dei loro desideri senza passare attraverso la mamma.
Trovo molto più problematico eliminare le insistenze quando sono insistenze vere, frutto di divergenze di opinione.
Quando veramente NON vuoi e loro vogliono eh beh... :sudato:
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Zara » domenica 9 aprile 2017, 22:21

Ho letto con molto interesse queste topic sin dall'inzio e ora ancora di più, visto che mio figlio è entrato in una "fase lagnosa" che in alcuni momenti faccio fatica a tollerare (grazie Crystal!). Perchè io ho capito che per lui la lagna è frustrazione per qualcosa che non può fare/avere/mangiare e che ovviamente si accentua quando è stanco o affamato, il fatto è che nè l'accoglienza nè le distrazioni nè ignorarlo dopo aver spiegato nè proporgli di essere parte attiva nella ricerca sortiscono alcun effetto. Dopo la lagna, di durata variabile, parte il pianto disperato e lagnoso al quale non posso porre rimedio e che può durare anche un'ora. Poi sì che se non parte l'embolo a me parte a mio marito :culpa: Alla fine riesce a calmarsi, a volte chiedendo il seno, altre mangiando, una volta si è addormentato. Questo weekend praticamente l'abbiamo passato tra una marea di pianti, nonostante abbiamo fatto attività che gli piacciono molto. Aiuto, so che passerà, ma se potessi fare qualcosa per abbreviare la fase non sarebbe male :sudato:
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » giovedì 13 aprile 2017, 7:11

Entrare nel suo mondo per insegnargli come uscirne può essere un modo, perciò se Santa Sanità Mentale ci è vicina possiamo empatizzare magari descrivendo la situazione:
" oh accidenti, volevi quella cosa e davvero non puoi averla, certo questa cosa porta tanta tristezza , dici che hai trovato il modo per cullare la tua tristezza con la tua voce?, vorrei provare anche io, chissà se funziona....
"Oooo non posso sedermi dietro con la mia bambina perché devo guidare e devo guardareeee bene la strada altrimenti andiamo a spiaccicarci e poi diventiamo un cartello pubblicitario e .... E poi cosa potrebbe succedere?, cadiamo in un tombino? E....
E magari continua la bimba e vi inventate le cose più assurde.

Ovvio non è prendere in giro ma è ribaltare i piani per ritrovare sintonia
Lo scopo è insegnare che anche tu stai vivendo delle frustrazioni e cerchi di trovare il modo di uscirne, ma lo puoi fare nei mille modi che la fantasia ti dice.

Oppure puoi sottolineare le cose belle della situazione ..."sei molto gentile a pensare che io possa davvero risolvere il problema ma purtroppo non lo posso e non trovo neanche funzionale farlo, perciò troviamo qualcos altro che può aiutarci , magari possiamo trovare un pensiero che ci aiuta ad aspettare.."(il discorso è per bimbi più grandini)

Sbattere il muso con la realtà ( non bisogna abusarne e può essere rischioso , bisogna ponderarlo bene) ad esempio davvero fare una frenata brusca in macchina...
In nessun caso buttare sensi di colpa al bimbo,(i sensi di colpa aumentano la tristezza e la possibilità di lagna) ma basta un " oh accidenti ora è davvero meglio che io non ti ascolti più fino a che non arriviamo...
Ponderare bene perché poi non sia terrorizzata dal viaggio in macchina e quindi diventa peggio :D
Emy
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » venerdì 13 ottobre 2017, 23:17

È da un po' che non scrivo... ma sono in un momento molto critico...
Da diversi mesi sono a livelli limite di stress, ormai 8 mesi tra alti e bassi. E ora si sono aggiunte complicazioni..
Ultimamente non riesco più a gestire le sue crisi. Forse è coinciso con l'inizio della scuola materna, non ho ben capito. Lei va 2 ore e mezza tutte le mattine accompagnata dai nonni poi i nonni tornano a prenderla, pranza con loro e poi O dorme da loro Oppure viene a casa che io sono appena tornata dal lavoro e dorme con me. Quindi dalle 3:00 del pomeriggio siamo sempre insieme. Ultimamente dalle 7:00 di sera parte il disastro. Prima pensavo che fosse perché a quell'ora comincia ad essere stanca. Poi ho pensato che ci fosse qualche problema col papà visto che è proprio l'orario in cui arriva lui. Poi ho capito che è un insieme di cose: lei comincia ad essere un po' stanca, io vorrei lasciarla un po' col papà per riuscire a preparare la cena e fare altre cose che non sono riuscita a fare prima perché lei era con me. Ma lei non vuole fare la doccia col papà vuole stare con me, non vuole giocare col papà vuole giocare con me! e cominciano le crisi.
Tra ieri e oggi poi abbiamo toccato l'apice. Questa sera tre crisi in un'ora e mezza. L'ultima è stata per la doccia. Avevo già preparato tutto per partire col camper per il weekend, come facciamo di solito quando andiamo via partiamo sempre dopo cena quando lei comincia ad avere sonno Così si addormenta in camper in seggiolino e poi appena arriviamo andiamo tutti nel lettone. Quindi io oggi pomeriggio ho preparato con parecchia fatica perché comunque lei voleva che stessi con lei a fare altro. Una litigata alle 7:00 e una alle 7:30, poi alle 8:00 le dicevo di andare a fare la doccia così poi cenavamo e partivamo Ma lei niente ha cominciato a dire che la doccia la voleva fare dopo. E io a dirle che volevo che lei facesse la doccia prima di partire se no non saremmo andati via, che la doveva fare subito insieme a papà. Ma niente, ora sono le 9:15 e lei non l'ha ancora fatta. Quindi questa sera non andiamo via, lei ha urlato tanto perché via ci vuole andare.... quando le dicevo se non fai la doccia subito poi si fa tardi e quindi  non andiamo via stasera ma domani, lei urlava e si arrabbiava e si mordeva le mani dicendo che lei vuole andare via subito.
La stessa cosa tutte le sere quando le dico mi devi lasciare preparare la cena sennò ci tocca andare a letto senza cena: lei si dispera e urla che vuole andare a letto con la cena. Quando si calma cerco di spiegarglielo ma il giorno dopo siamo da capo.
Io non so più come fare perché davvero non riesco a fare tutto, la cena la devo preparare io perché mio marito non è competente in questo; altre cose mie le devo fare per forza io ma lei non me le lascia più fare, Mi pretende e se le dico che devo farle per forza si arrabbia. Solo che io non riesco ad accoglierla, forse perché sono frustrata anch'io. La mattina dopo e il pomeriggio dopo mi riprometto che cerco di essere meno impegnata e di poter stare tanto più tempo con lei visto che pare che ne abbia bisogno Ma il fatto è che poi appena ho bisogno di 5 minuti succede questo.
So che il consiglio che mi darete è quello di accogliere comunque le sue emozioni visto che non posso fare diversamente o comunque non riesco...
E così oggi il risultato è che ho passato tutto il pomeriggio a preparare e caricare il camper e poi non si va via... perché almeno un po' di coerenza credo che ci voglia e comunque effettivamente è veramente tardi e dobbiamo ancora cenare


Che poi lo so che non va bene lasciare che sia il bambino a fare certe scelte e poi rinfacciare la scelta sbagliata. Quindi in questo caso lei non facendo la doccia ha scelto di non andare via e ha costretto tutta la famiglia a stare a casa. E ora le diciamo che non avendo fatto la doccia ci tocca stare a casa, quindi doppio errore da parte nostra: le diciamo che lei ha scelto per tutti e in più le diamo la colpa di una responsabilità troppo grande per lei. Le scelte le dobbiamo prendere noi adulti, genitori, e preoccuparci poi di gestire le sue conseguenze emotive. Ok ma in questo caso si trattava di fare la doccia. Come avrei potuto fargliela fare se non voleva? Forse ho proprio sbagliato a dirle che se non faceva la doccia non saremmo potuti andare via, ma il fatto è che in questo modo diventa veramente tardi e Sì si potrebbe andare via lo stesso ma con parecchi disagi quindi non ci tengo. Speravo che di fronte a questa alternativa si convincesse e invece si è solo arrabbiata.
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda rospina » domenica 15 ottobre 2017, 12:14

Ciao Crystal, mi sono ritrovata molto nella tua situazione attuale (e anche in quelle passate ;) . Ormai la mia grande ha 6 anni ed i momenti che descrivi sono passati, ma li ho vissuti e sto per viverli anche con la seconda, che non vuole essere da meno della sorella.
Oltre ad offrirti tutta la mia solidarietà per la gran fatica, mentale e fisica, ti chiedo: se il papà non riesce a cucinare, riesci tu a limitare il tempo in cucina, facendo cose super veloci, o magari cercando di coinvolgere tua figlia nella preparazione? La sera é sempre un momento difficile per i bimbi e capisco che lei voglia solo mamma, é normale. Magari nel weekend, potresti mandare papà e figlia al parco giochi per un paio d'ore e tu portarti avanti con preparazioni da congelare ed usare in settimana.
Seconda questione: la doccia. Per te é fondamentale che la faccia tutte le sere?
Io avevo ridotto la doccia (o bagnetto nella tinozza) ad una volta la settimana, in cui ci prendevamo tutto il tempo per farla con calma, con tempo per giocare etc., altrimenti era uno stress incredibile per entrambe. Gli altri giorni si faceva un bidet e via...e la stessa cosa faccio con la sorella che adora l'acqua ma odia lavarsi i capelli..per me una volta la settimana é sufficiente.
I tuoi ragionamenti non fanno una piega, ma cercare di spiegarli ad una bimba di quasi 3 anni, stanca ed affamata e con la voglia di partire per il weekend, la vedo dura...cosa sarebbe successo se aveste cenato con un panino e rimandato la doccia al giorno dopo? Sono cose per te accettabili?
Se non lo sono, l'alternativa (oltre al non partire come avete fatto) era farle fare la doccia controvoglia e cercare di farla durare il meno possibile: 5 minuti di strilli, cena e via in macchina. Cioé aspettare che lei sia sempre d'accordo con quello che decidi per lei e che ritieni il suo bene, é pura utopia a quest'età, o meglio, a volte funziona, spesso no. Ci arriverà...se ne lamenterà lo stesso (tutte le sere come fa la mia :-D ), ma accetterà le tue ragionelvoli spiegazioni.

Non voglio sembrarti quella con la soluzione in tasca...io sono perennemente in conflitto con me stessa, spesso non riesco a gestire le situazioni, ma ho imparato a riconoscerle e me ne prendo la responsabilità.
PS: mi ha fatto bene leggere tutto il tuo post, perché mi ci sto ritrovando in pieno anche con la seconda...e mi stavo quasi per dimenticare di come sono duri questi momenti.
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Effi B. » mercoledì 18 ottobre 2017, 15:04

Rospina ti scrive che passa. Te lo posso scrivere anche io. Non ti risolve molto nell'immediato, ma spero che ti offra una prospettiva meno fosca ;)

Per ora ci vanno un po' di cura per te e strategie. La cura sta nell'accogliere la tua stanchezza, anche se ci si può fare poco hai diritto a riconoscertela e a sfogarti con qualcuno. Vieni qui, nessuno vuole avere pretese su dite, lo sappiamo che sei una cara persona e una brava mamma, facciamo da tempo il tifo per voi, riconoscenti della generosità con cui ci racconti le vostre giornate e nutri questo cerchio di genitori che si sostengono a vicenda. Ti mando un abbraccio solidale, quando sono stanca il meglio che riesco a fare non sempre mi piace. I miei sono ben più grandi e poi vengono a lamentarsi (l'ultima volta Pietro mi ha decisamente sgridata per come avevo gestito la mia rabbia con suo fratello :roll:).

Per le strategie, mi viene da dirti che ti potrebbe far bene rilassarti: ci si può rimangiare la parola, si può contrattare. La doccia sì si può saltare se la pupa non è troppo sudicia o sudata. Prova a pensare se i certe situazioni estreme la preferisci tranquilla o profumata, poi scegli. Non è detto che tu possa avere le due cose : Chessygrin :

Leggendo della tua bambina, mi immagino una tipa intraprendente a cui piace essere coinvolta. La cena prova a farla con lei se riesci, qualche lavoretto di contorno glielo puoi organizzare, faccio l'ipotesi che vi aiuterebbe.

Vigila sul tuo bisogno di allontanarla. Io da qui sento che vorresti del tempo tuo e che ogni tanto vorresti poter fare da sola, essere sola, senza questa sensazione di dipendenza che lei può darti con le sue richieste di presenza. E' così? Perché la tua acuta bambina lo potrebbe sentire e di lì intensificare l'effetto cozza. Quindi avere la prospettiva di poter fare qualcosa con te se non vuole stare col papà la lascerebbe magari più libera di lasciare libera te. Almeno non te la trovi che ti impedisce di muoverti.

Certe volte, lo sai mi sa, non ci sono strategie che tengono. Per fortuna i giorni passano.

Scusa se sono sbrigativa, scappo

:abbraccione
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda emme » venerdì 20 ottobre 2017, 10:20

Io qui dentro sono nota per il binomio "sfuriate e sensi di colpa" che mi assalgono sempre e durano tanto. Ho passato mesi a scrivere qui di momenti in cui non sono riuscita a controllare la mia fatica, perché di questo si tratta, in momenti come quelli che descrivi. E capita tuttora che E. ha 6 anni e la piccola 2.
Il mio consiglio per l'immediato è di studiare tecniche pratiche di sopravvivenza. Te lo dico perché io sono una che legge, ragiona, riflette...e poi al primo momento di difficoltà spazzolo via tutto e urlo... come se quelle cose le avesse lette, ragionate e riflettute un'altra persona.
La preparazione della cena è un momento di grossa crisi anche per me, e lo è da sempre, da quando E. era piccolo. La mia tecnica di sopravvivenza è da sempre preparare quando lui/loro dorme/ono.
A seconda degli orari del lavoro, asilo, scuola ecc, ho modificato le mie abitudini mantenendo comunque questo principio. Se arrivo alle 18,30/19 senza aver preparato niente vado in ansia perché so che tanto non ce la farò mai.
Cosi preparo tutto il preparabile durante il riposino (o magari mentre E. finisce i compiti e A. dorme), se è qualcosa da fare in forno lo preparo condito e pronto solo da cuocere, l'insalata la lavo e la taglio pronta nel piatto, cose tipo legumi o sughi li faccio in anticipo, la pizza la impasto e preparo il pomodoro e i vari condimenti già nei piatti pronti da mettere sopra prima di infornarla, e quello che va necessariamente cotto all'istante lo preparo pronto da fare, con già la pentola sul fornello. Tipo le cucine delle trasmissioni di ricette, tutto pronto solo da spostare o accendere il fornello. Sembro matta a dirlo cosi, ma mi evita di perdere la pazienza. Per esempio per oggi non ho nulla di pronto e arriverò a casa con la piccola in crisi da tetta e il grande stanco dalla scuola, dovrò preparare il sugo e far bollire l'acqua per la pasta: prevedo già grosse crisi.
La doccia a casa mia è sempre stato un momento di grossa crisi, e anche io diradavo il più possibile, magari lavandolo a pezzi. Difficile era d'estate, andando al mare ogni giorno e non volendolo far rimanere con l'impasto di sabbia e crema addosso. Un delirio. Quest'estate a 6 anni gli ho fatto qualche doccia senza sentirlo urlare... ma tendenzialmente lo fa lo stesso. Non mi aspetto che vada di sua spontanea iniziativa, quando è ora di farla gliela faccio e basta.. anche con la piccola. Si lamenta un pochino ma poi finisce. Purtroppo non posso fare diversamente, quando è possibile rimando, quando è necessario (te la immagini una bambina di nemmeno due anni autosvezzata che mangia le lenticchie da sola?) cerco di fare il prima possibile. A volte urlo anche, purtroppo.
Mi hanno insegnato qui dentro ad abbassare le aspettative, e a non prendere 'sul personale' certe cose. E mi hanno insegnato che i bambini possono non essere d'accordo su quello che a noi sembra "per il loro bene". Sta a noi, quindi, decidere quanto questo sia irrinunciabile o no.
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Emy » domenica 22 ottobre 2017, 23:29

Hai la capacità di metterti tutte le carte in tavola, quello che manca forse è il dinamismo nel gestirle. L autorizzarsi ad usarle
Veniamo da una cultura in cui la parola detta non te la potevi rimangiare...
Rimangiarsela voleva dire essere deboli, non essere coerenti e bla bla
Vediamo l insegnamento che ne trae il bimbo che é cresciuto... Grande ansia da prestazione nel ponderare le parole ed escalation di boiate per tenere in piedi la prima frase che si è detta o tentare di rivoltare il senso per non dover ammettere che abbiamo sbagliato...potrebbe essere?
Si può cambiare tutto questo partendo dal pensare che la coerenza si deve avere con se stessi ,non con le parole che si dicono.
Perciò si, tutto è probabilmente partito con la frase out-out del farsi la doccia senza contare la stanchezza della sera.
Ha generato una serie di muri da entrambe le parti...ci copiano anche in questo, più tu ti impunti, più lei si impunta, é matematico...diventa una sfida in cui qualcuno dovrebbe cedere perciò perdere....ma di fatto si perde entrambi...
Per stare bene bisognerebbe proprio spostare il piano su cui si basa la conversazione introducendo il poter tornare indietro, il potersi scusare, il poter pensare che la soluzione al problema si possa trovare assieme e introducendo il fatto che se davvero hai bisogno di una cosa devi prenderti la responsabilità di portarla a termine senza rabbia con tranquillità non pretendendo che tua figlia ti dia l autorizzazione per farlo.
Non è bello mettere la propria figlia sotto la doccia perciò meglio usare tutte le opzioni precedenti prima
Non è facile, bisogna allenarsi ad ascoltarsi, a capire il momento in cui stiamo per arrabbiarci.
E tutte queste cose le sai
Sai cosa potresti fare prima di esporti con una richiesta categorica? Sondare il terreno, capire quanto il bimbo è disposto a seguirti nelle tue richieste
Emy
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Re: quando dobbiamo ma proprio non vuole

Messaggioda Crystal » lunedì 23 ottobre 2017, 12:28

Scusate la latitanza… leggevo tutto ma ancora non avevo risposto... eccomi.

Premetto innanzitutto che alla fine siamo andati via… Visto che non partire ci scocciava assai, anche perché avrebbe significato dover scaricare diverse cose dal camper che ci sarebbero servite fino alla partenza rimandata, abbiamo cercato di riflettere e la prima cosa che ci è sembrata lampante era che il fatto di stare a casa non sarebbe comunque servito da insegnamento ma ci avrebbe solo complicato la vita (a tutti, anche a lei che il giorno dopo avrebbe dovuto fare il viaggio da sveglia di prima mattina). Lo abbiamo capito perché lei non collegava affatto il non partire col non aver fatto la doccia! Sebbene io le avessi spiegato diverse volte questa cosa lei non aveva capito questo nesso. Quindi, visto che a quanto pare la cosa che più mi premeva era la coerenza con quanto detto, dopo avere capito che lei non collegava più di tanto e visto che erano le 22 e avevamo già cenato e fatto doccia mi sono un po’ arrampicata sugli specchi dicendole (per salvare capra e cavoli, cioè per partire salvando comunque la coerenza) che ora papà avrebbe provato di vedere se riusciva a fare velocemente le ultime cose per riuscire a partire.
Poi le ho chiesto di non fare più scenate del genere per qualcosa che le chiede mamma… : WallBash : E lei ovviamente ha detto mai più… : Love :

Rispondendo invece puntualmente a ognuna di voi…

Rospina: non è che sia fondamentale fare doccia ogni sera, ma mi piaceva mantenerla come routine visto che è una cosa che le piace fare. Il fatto di fargliela fare col papà era un modo per farli stare insieme e per lasciarmi libera in cucina. Diversamente se il papà va a fare la doccia e lei no, significa che mi ritrovo a dover cucinare con lei che mi reclama a disegnare con lei…
Comunque riguardo a questo punto ci stiamo lavorando, nel senso che ultimamente papà aspetta il dopocena per fare la doccia e così poi la fanno insieme tranquillamente. Solo che così non risolvo il problema del cucinare e in più ci dobbiamo sorbire la puzza di officina… Comunque vabbè qualcosa lo stiamo inventando, magari diverso ogni giorno (tipo se vediamo che vuole giocare, magari giocano insieme piuttosto che fare la doccia insieme!)

Lo so che passa, ci credo… Ma infatti il mio problema è proprio come affrontare ora, perché in qualche modo devo pur fare…

Grazie Effi per le tue belle parole per me… : Love :
“Per le strategie, mi viene da dirti che ti potrebbe far bene rilassarti: ci si può rimangiare la parola, si può contrattare. La doccia sì si può saltare se la pupa non è troppo sudicia o sudata.”
In effetti mi rendo conto che l’errore principale mio è di dare delle regole assolute: non un “mamma vuole che” ma “bisogna, la regola è, si deve, se non lo fai ora non riusciamo più”, quindi poi diventa difficile rimangiarsi la parola, giustificare il cambiamento. Anche se, una volta che mi è uscita una frase come “prima di venire a tavola lavati le manine perché hai giocato in giardino e sono sporche” è difficile giustificare un cambio di rotta… :sudato: Come mi potrei arrabattare?
Cerco di coinvolgerla nelle attività che faccio, ma spesso non ne vuole sapere o altre volte si stanca in fretta (magari le lascio un compito che è fattibile per lei mentre io faccio altro, ma non lo conclude perché si è già stancata. Quindi poi lo devo fare io), e mi chiama per fare altro insieme a lei…
Io non provo nessun bisogno di allontanarla, non sento l’esigenza di avere spazi miei, ma ho materialmente l’esigenza di compiere alcuni lavori, con lei o meno. Anzi, se potessi fare tutto con lei, lo farei volentieri… Ad esempio mi dispiace molto non aver trovato uno sport che mi permetta di stare con lei… (faccio camminata in salita sul tapis roulant per ottimizzare i tempi; è capitato che facessi invece camminata all’aperto con lei in meitai, ma non è una gran soluzione perché lei vorrebbe scendere prima…)

Emme: “Te lo dico perché io sono una che legge, ragiona, riflette...e poi al primo momento di difficoltà spazzolo via tutto e urlo... come se quelle cose le avesse lette, ragionate e riflettute un'altra persona.”
Io uguale…
Purtroppo non riesco ad applicare la tua tecnica di sopravvivenza per la preparazione dei pasti perché mentre lei dorme io sono al lavoro…

Mi piacciono Emy le tue considerazioni sulla cultura del non rimangiarsi la parola. Non ci avevo mai riflettuto… E mi piace l’idea di pensare prima di chiedere, capire se la nostra richiesta può essere accettata o se è il caso di riformularla da subito…

E comunque grazie davvero a tutte per il vostro supporto e per avermi raccontato le vostre esperienze: ne ho già fatto tesoro in questi giorni!
:abbraccione
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