ho trovato "odio i piselli" in biblioteca, andiamo a prenderlo domani, poi se lo trovo lo compriamo ...
mi sembra perfetto, grazie!
intanto N. continuava a chiedere un intervento nostro e quindi ho affrontato il discorso con la maestra, in maniera molto blanda ( ho esordito chiedendo " hai notato per caso delle criticità al momento del pranzo ?"

)
lei mi ha confermato che si è accorta che N. soffre molto le pressioni per l'assaggio e ancora di più quelle per finire il piatto, anche perchè N stessa ha intavolato più volte il discorso con lei, chiedendole se da piccola le piaceva il cervello e se la sua mamma la obbligava a mangiarlo
allora la maestra ha risposto che lei non obbliga, lei "consiglia"
io le ho spiegato che essendo lei una figura di riferimento molto forte, per N, vive questi consigli e la conseguente mancanza di approvazione quando non vengono seguiti come una pressione. ad es il "premio" che dà alla fine a chi ha assaggiato, oppure lei stessa si è accorta di quanto si è infastidita N quando lei ha detto " che brava E. che mangia sempre tutto, le daremo una medaglia "
vabbè, su questo cambiare la maestra è impossibile, lei ne fa un discorso di "educazione alimentare" , di acquisire il senso di "gratitudine" per chi ha preparato il cibo e ce lo offre ( da qui l'assaggio) , e su questo posso non essere d'accordo sui metodi ma è una sua precisa scelta.
però sono contenta perchè vedo che si è accorta del problema , anche se lo sottovaluta o meglio lo vede da un'altra ottica, e soprattutto sono rassicurata dal fatto che N. vada a dirle i suoi pensieri senza timore.
peccato che a me ha detto che il cervello le fa schifo e che a N abbia detto che lo mangiava

!
comunque come mi piacerebbe una scuola dove i bambini si siedono, gli viene messo il piatto davanti senza commenti e quando hanno finito glielo portano via ! ma è così difficile??