crisi d'identità?

Racconti e riflessioni sulla nostra infanzia. Uno spazio dove sentirsi ascoltati e compresi, per meditare su quanto abbiamo vissuto con nuova consapevolezza.

Re: crisi d'identità?

Messaggioda fabialeda » lunedì 25 giugno 2012, 12:50

siamo davvero in molti ad aver fatto questo percorso di "revisione" della nostra infanzia, me compresa. Mi sono ritrovata in diverse cose che hai scritto. Riguardo i miei genitori (mia madre in particolare) ho provato rabbia ma anche la consapevolezza che lei come mamma partiva da una base ben più dura della mia quindi... ha fatto del suo meglio, di quello che credeva il massimo di cui fosse capace, quindi si và avanti!

Riguardo la differenza di vedute a proposito dei nipoti (i miei figli) io mi ci scontro spesso e inizialmente la sensazione è brutta ma piano piano come dice annimar sta diventando sempre più semplice anche perchè io acquisto sicurezza.
per es. lei mi ha più volte detto che non condivide il mio "approccio", il non dare punizioni il non dare sculaccioni, però si verificano spesso anche le situazioni che provano che anche senza punizioni e sculaccioni e minacce ecc. non vengono sù bambini selvaggi che non si sanno comportare con gli altri: proprio sabato a un matrimonio esclusivissimo dove il mio bambino di 5 anni era l'unico bimbo tra gli invitati ha avuto un comportamento "educatissimo" e perfettamente in linea con l'ambiente di quella sera, mia madre era presente! dunque?!
vedrai che pian piano la tua sicurezza farà da scudo a tante cose.
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda anninamar » martedì 26 giugno 2012, 1:26

Qui http://www.nontogliermiilsorriso.org/drupal/redazione/sala-di-lettura trovi dei titoli sparsi ma c'è anche un librino di Rosemberg che si chiama Essere me amare te che a me è piaciuto molto .
Anche secondo me capire che i propri genitori sono umani e sono stati a loro volta bambini sofferenti è un buon passo avanti. Riconoscere che ci sono cose che ledono la persona e provare rabbia verso di esse è importante ma in fin dei conti siamo tutti esseri umani e provare pena e comprensione mi sembra una cosa sana.
C'è la possibilità di fare autoterapia e di quella ce ne sono parecchi tipi compresa la meditazione e lo yoga, la corsa ....
Ti giro la domanda ponendotela in modo retorico: tu cosa senti? Senti il bisogno di avere un terapeuta accanto? Senti di potercela fare da sola?
In entrambi i casi la risposta credo che tu a possa trovare in te.

Quello che mi sento di dirti è che un buon terapeuta è una persona che, al di là dell'approccio terapico usato , ha fatto un lavoro di "risoluzione" di se stesso.
Un abbraccio
Anna
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » martedì 26 giugno 2012, 8:53

anninamar ha scritto:Qui http://www.nontogliermiilsorriso.org/drupal/redazione/sala-di-lettura trovi dei titoli sparsi ma c'è anche un librino di Rosemberg che si chiama Essere me amare te che a me è piaciuto molto .
Anche secondo me capire che i propri genitori sono umani e sono stati a loro volta bambini sofferenti è un buon passo avanti. Riconoscere che ci sono cose che ledono la persona e provare rabbia verso di esse è importante ma in fin dei conti siamo tutti esseri umani e provare pena e comprensione mi sembra una cosa sana.
C'è la possibilità di fare autoterapia e di quella ce ne sono parecchi tipi compresa la meditazione e lo yoga, la corsa ....
Ti giro la domanda ponendotela in modo retorico: tu cosa senti? Senti il bisogno di avere un terapeuta accanto? Senti di potercela fare da sola?
In entrambi i casi la risposta credo che tu a possa trovare in te.

Quello che mi sento di dirti è che un buon terapeuta è una persona che, al di là dell'approccio terapico usato , ha fatto un lavoro di "risoluzione" di se stesso.
Un abbraccio
Anna


in realtà a volte sento di potercela fare da sola, altre volte invece mi sento così confusa e tutto quello che mi sembrava chiaro fino al giorno prima non lo è più. inoltre il mio timore grande è quello di sbagliare all'opposto nei confronti di anna. nel senso di esagerare all'altro estremo inconsapevolmente per non commettere gli errori dei miei genitori.

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Re: crisi d'identità?

Messaggioda anninamar » mercoledì 27 giugno 2012, 7:06

Io mi sono trovata molto bene scrivendo un diario a ruota libera per me stessa ( quindi senza remore o limiti ma in tutta onestà ) e cercando di arrivare al punto della situazione, al mio bisogno.
Ho posto molta attenzione ai sogni che facevo in quel periodo, alle sensazioni che risvegliavano in me.
Poi ho sentito il bisogno di farmi accompagnare da uno psicoterapeuta ma non mi sentivo pienamente soddisfatta e questa persona mi ha confermato che ce la potevo fare da sola.
Il gruppo, il forum, poter leggere e parlare di cose vicine al mio sentire sull'infanzia mi aiuta molto nel mio percorso ed ora ( io mi sento in continuo percorso) mi rendo conto di fare interiormente il cammino che facevo col diario scritto.
A volte mi sembra di essere ferma, statica nei punti dolenti poi guardo meglio e mi accorgo degli immensi cambiamenti fatti anche solo in poco tempo.

Non so bene se queste cose possono aiutarti in qualche modo, voglio solo dirti che secondo me sei sulla strada giusta e che se ti ascolti bene, nel profondo, sai cosa è meglio per te e di cosa hai bisogno in ogni situazione.
Certo, è difficile smantellare il grande pregiudizio che abbiamo verso noi stesse, quello di non credere possibile la nostra stessa esistenza come Persone.
Siamo state cresciute ( mi permetto di sentirti vicina) in modo da schiacciare il nostro io per altri, a servizio di altri ed ora come mamme ci sentiamo confuse, e magari abbiamo paura di perderci visto che non conosciamo bene cosa è nostro e cosa viene da altri.
Un abbraccio e spero di rileggerti presto. Se ti va di scrivere qui qualche ricordo della tua infanzia o altro troverai buoni occhi ed orecchie per le tue parole. :-D
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » mercoledì 27 giugno 2012, 9:25

Grazie anninamar, hai capito proprio bene la mia situazione e la mia confusione, le tue parole hanno reso chiari i mei sentimenti anche a me stessa! il non sapere cosa viene da me e cosa da altri, è proprio così!

non ho ancora scritto qualche mia esperienza di bimba perchè non ho grandi ricordi dei primi anni di vita, nè in bene nè in male, inizio ad avere ricordi dopo i 5-6 anni.
vi racconto un episodio che mi ha segnata profondamente, mi sono portata dentro questa vergogna di bambina per tanto tanto tempo. stranamente è un ricordo nitidissimo, che brucia ancora quando ci penso.

avrò avuto 7-8 anni, tutte le mie compagne di classe erano state invitate ad una festa di compleanno, tutte tranne io. ricordo chiaramente di aver passato il pomeriggio prima del fatidico giorno chiedendo a mia mamma perchè non potevo adnare anche io alla festa e ricordo che lei non mi prestava attenzione perchè impegnata in altro, mi ha detto non ci vai perchè non sei stata invitata... forse io volevo sapere proprio perchè non mi avevano invitata...
il giorno della festa ero davanti a casa mia che giocavo ed è passata una compagana che stava andando alla festa e mi ha chiesto come mai io non ci andavo, e che secondo lei ci sarei potuta andare, io ho replicato che non avevo il regalo, ma lei ha risposto che non pensava fosse importante e mi sono fatta convincere e sono andata alla festa, dopo pochi minuti che ero arrivata la madre della festeggiata mi ha detto che aveva chiamato mia madre e che le aveva chiesto di riferirmi che dovevo andare immediatamente a casa e che avremmo fatto i conti poi la sera. mi aveva visto passare davanti alla finestra del suo ufficio e aveva capito che stavo andando alla festa. la sera poi a cena ha rpeso mia sorella (2 anni) e si è allontanta lasciandomi con mio padre che ha avuto il compito di sgridarmi e di mettermi in punizione, non riocrdo nulla di quello che mi ha detto e di quale sia stata la punizione, ricordo solo che lei non c'era e io ero spaventata.
in quel periodo mi facevano frequentare spesso la chiesa, era l'epoca della prima comunione penso, ricordo che ho continuato ad andare in chiesa a chiedere perdono per questo mio peccato per dei mesi... un giorno so di aver detto a mia nonna che mi sentivo ancora molto male per quello che era successo, lei si è meravigliata e mi ha risposto che ero esagerata e che non era proprio il caso per così poco. ma il discorso è finito lì e io ho continuato a tenermi questo peso ancora per tanto... mi credete se vi dico che mi viene il groppo in gola anche ora che lo sto scrivendo?

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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » lunedì 2 luglio 2012, 8:53

in questo w-e ho riflettuto molto e sono arrivata ad una verità, o almeno quella che ora mi sembra una verità. il mio malessere post parto era dovuto al conflitto fra il soddisfare i bisogni di anna e l'accontentare i miei genitori come avevo sempre fatto. le due cose erano in antitesi e questo ha fatto emergere tutta una serie di cose. che dite? ci può stare?
fin'ora avevo sempre accusato i miei di non avermi capita e supportata in quel momento e di aver preteso da me. mi sembra che queste siano due visioni diverse della stessa situazione, solo che la prima mi piace molto di più!
mi sono anche ritornati in mente dei seminari che avevo seguito anni fa al lavoro, sui comportamenti, le relazioni con gli altri, l'analisi transazionale e tutti i miei ricordi di quello che era emerso in quei corsi sembrano confermare l'ipotesi del bambino dotato.
ho ricordato come se fosse ieri che 6 anni fa ad un corso avevo dichiarato che era mia abitudine non far preoccupare i miei genitori e non raccontare mai loro i miei problemi perchè loro avevano già mia sorella di cui preoccuparsi e ricordo anche che ero molto orgogliosa di questo!

ora credo che il passo successivo sia davvero quello di cercare di capire veramente quali sono i miei veri bisogni, non credo sarà facile. a volte ho paura di essere talmente abituata ad assorbire bisogni e modelli altrui tanto da corre il rischio di fare lo stesso con le teorie della miller... voi cosa ne pensate?

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Re: crisi d'identità?

Messaggioda anninamar » lunedì 2 luglio 2012, 23:51

Ah , l'analisi transazionale. Mi aveva letteralmente illuminata!
È un po' che penso sia stata quella ad aprirmi la strada per tanto altro.

Io credo che quando c'è la consapevolezza dei propri limiti ( anche quello dell'assorbire il sentire di altri) ci siano anche i mezzi per accorgersi quando ciò avviene.
Ti vorrei rasserenare su questo punto, nel senso che secondo me Pian piano si sviluppa comunque la Propria visione.
Quando passa l'innamoramento per la teoria con la coscienza di questa fase poi si prende ciò che è buono per noi e vicino a noi, anche perché il tuo filtro di lettura ( la tua visione della vita) è sicuramente differente da quella della Miller o di chiunque altro.

Quando mi sento in difficoltà con persone che mi incutono un certo timore reverenziale per il potere che ricoprono mi viene sempre in mente Homer Simpson che dovendo tenere un discorso importante ,in uno dei suoi rari attimi di intelligenza, immaginava tutti in mutande per smorzare la tensione ma finiva per immaginare anche se stesso in slip. :hahaha:
Questo per dirti che in fondo, alla radice, questa immagine mi ricorda sempre che non ci sono divinità tra gli esseri umani e che io stessa non sono differente da chi mi circonda in quanto essere umano ma ho la mia individualità che mi differenzia da ogni altro.
Un abbraccio anche alla tua piccola Anna. :-D
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » lunedì 25 marzo 2013, 12:26

ogni tanto ritorno a questo post per "aggiornare" il mio cammino... scopro cose nuove ogni giorno... mi sto rendendo conto di essermi identificata con mia figlia in questi mesi, sta facendo da ponte nel farmi rivivere la mia infanzia.
devo ammettere che il mio essere intransigente nei confronti dei miei genitori nasce anche da questo... è come se la rabbia che ho sempre trattenuto da piccola potesse uscire adesso quando difendo mia figlia. addirittura un'affermazione di me stessa, ho proprio detto a mia madre "io sono così sono convinta di essere nel giusto e non cambio!" sembra quasi una ribellione adolescenziale, finalmente senza sensi di colpa... si è parlato tanto del perdono... nel mio caso non c'è non ci sarà mai forse, c'è comprensione, anche una sorta di pena per loro che soffre, ma c'è rabbia per aver permesso molte cose, per non aver saputo accettare le loro figlie per quello che erano e renderle libere di essere ma soprattutto non sento più senso di colpa, non mi sento più responsabile del loro benessere... è un sollievo, anche se ho la sensazione che sarà solo temporaneo... ho anche abbandonato per un po' la terapia perchè ero veramente stanca di analizzarmi, mi son resa conto che cercavo l'errore in me e volevo cambiare... ma non si può diventare qualcuno che non si è... io per prima devo accettarmi...

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Re: crisi d'identità?

Messaggioda migini » lunedì 25 marzo 2013, 14:37

Ciao, Chiara! Le tua parole mi fanno sentire molto vicina a te. Sto facendo anch'io un cammino di consapevolezza simile al tuo, più forte in questi giorni perché mia madre è ospite a casa nostra. Le sue parole, i suoi atteggiamenti con mio figlio portano un po' di luce nel buio dei ricordi rimossi e anche a me è capitato di avere sensazioni simili a queste
chiaraeanna ha scritto: è come se la rabbia che ho sempre trattenuto da piccola potesse uscire adesso quando difendo mia figlia. addirittura un'affermazione di me stessa, ho proprio detto a mia madre "io sono così sono convinta di essere nel giusto e non cambio!" sembra quasi una ribellione adolescenziale, finalmente senza sensi di colpa...
.
E in ciò mi sento molto serena, pur con il timore che hai tu, che il sollievo sia solo momentaneo. Tuttavia penso anche che le ricadute abbiano via via un impatto sempre meno devastante.
Un :abbraccione forte forte, con il desiderio di sapere, quando vorrai, come sta andando.
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda mistic » lunedì 25 marzo 2013, 21:51

Cara Chiara,averti letta è stato come leggere me stessa.Anche per me è stato così quando sono diventata mamma,all'improvviso mi si è scoperchiato il famoso vaso di pandora.E ho iniziato un viaggio a ritroso,che però è risultato doloroso perché alcuni ricordi fanno star male e sai che non puoi cambiarli. Anch'io ho pensato(e penso tutt'ora) che forse è una fase fisiologica del post-parto,i cui ormoni in subbuglio ti fanno letteralmente impazzire.Ma aver tolto il velo sopra molti aspetti della mia famiglia,dei miei genitori,mi ha destabilizzato parecchio,e tutt'ora continua ad essere così.Vorrei,adesso,cercare di essere più forte per i miei bambini.Mi dico:ok,adesso sai molte più cose.Ma non puoi farti sotterrare da queste.Me lo dico,si.Ma alla prima occasione che mi imbatto in un comportamento NO da parte di mia madre nei miei confronti e in quella dei miei figli,ripiombo di nuovo in uno stato emotivo da cui non so uscire.Non so darti soluzioni,io non sono in grado.Principalmente perché di una soluzione ne avrei bisogno anch'io. Ma leggerti mi è stato di sollievo,una risposta al fatto che,al mondo,non sono da solo a sentirmi così.Ciao.
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda kangaroo » martedì 26 marzo 2013, 0:17

chiaraeanna ha scritto:... è come se la rabbia che ho sempre trattenuto da piccola potesse uscire adesso quando difendo mia figlia.
Quanto mi ritrovo in questa frase!!!! : Love : : Love : La forza che non ho avuto per difendere la me bambina la sto trovando per difendere mia figlia e io credo non ci sia nulla di patologico in tutto ciò, allora non potevamo avere i mezzi per difenderci perchè dipendevamo in toto dal loro amore, quell'amore che putroppo non sono stati in grado di darci.
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » martedì 26 marzo 2013, 9:22

mistic ha scritto:Ma alla prima occasione che mi imbatto in un comportamento NO da parte di mia madre nei miei confronti e in quella dei miei figli,ripiombo di nuovo in uno stato emotivo da cui non so uscire.



ciao Mis, anche per me le prime volte queste crisi erano davvero nere, tanto che ho deciso di rivolgermi ad una terapeuta perchè non ne uscivo da sola... poi piano piano le cose son migliorate... è stato illuminante capire che non è responsabilità mia il benessere dei miei genitori... sembra banale ma capirlo a fondo non lo è stato

mistic ha scritto: Anch'io ho pensato(e penso tutt'ora) che forse è una fase fisiologica del post-parto,i cui ormoni in subbuglio ti fanno letteralmente impazzire.


io non credo sia colpa degli ormoni, ho letto che il processo per diventare madre passa necessariamente per un ritornare bambina, per potersi immedesimare e riuscire a cogliere i bisogni più profondi dei nostri figli. ovviamente quante più cose irrisolte hai quanto più stai male, però è un processo di crescita io credo che dobbiamo trovare il coraggio di affrontarlo per noi e per i nostri figli che si meritano il meglio.
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » martedì 26 marzo 2013, 9:42

kangaroo ha scritto:... quell'amore che putroppo non sono stati in grado di darci.



sai io non credo che non ci abbiano dato amore, ci hanno amati, a modo loro, di un amore condizionato, dalla loro infanzia, dai loro problemi, dalla loro mancanza di consapevolezza, dai consigli dei vari "esperti" del momento. non so perchè loro non hanno avuto la possibilità di analizzarsi, di capire, o forse lo hanno fatto ma solo fino ad un certo punto, forse davvero per arrivare alla radice serve qualche generazione... con tutto questo non li giustifico e sai perchè? perchè ogni volta che ho provato ad esprimere la mia sofferenza mi han zittita, forse perchè faceva troppo male, han preferito non vedere la mia sofferenza di bambina etichettandola come una sciocchezza, invece credo che fosse loro preciso dovere di genitori ascoltare... ma forse l'ascolto è proprio quello che gli avrebbe consentito di analizzarsi e capire...
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda Effi B. » martedì 26 marzo 2013, 15:31

E' molto bello quanto scrivi Chiara! Grazie! penso anche io che una qualche forma di amore si possa quasi sempre trovare, anche se ci sono casi di tale siderazione delle capacità emotive in cui un figlio può ritrovarsi semplicemente oggetto di meccanismi perversi. Ma questo non mi sembra il tuo caso. Siamo figli di generazioni di genitori che avevano dei bambini una visione ristretta, condizionata da ignoranza e pregiudizi. Li hanno cresciuti nella convinzione che un essere umano vada plasmato, corretto, che questo fosse il compito educativo che loro spettava. E in questo contesto la tentazione a ripetere ciò che si era subito da piccoli trovava una strada maestra.

Occorre guardare con lucidità questi meccanismi, attribuire correttamente le responsabilità: pensa quanta strada di consapevolezza hai fatto in questi pochi mesi! Quando hai cominciato a scrivere ancora pativi la colpa di non farli sentire i genitori adeguati e efficaci che loro volevano pensare di essere (pretendere la tua bambina neonata con quella sicurezza! Pensa a quanta cecità emotiva di fronte alla loro figlia e alla loro nipote!). Occorre non sentirsi soli e trovare, nel momento in cui si decide di avere il coraggio di rivivere le proprie sofferenze infantili che ci siano occhi disposti a guardarci e accoglierci. I nostri innanzitutto, i loro, se fosse possibile (a volte succede e credo che faccia atrocemente soffrire chi ci riesce), ma anche quelli di chi può capirci perché ha dovuto condividere una sorte simile alla nostra e ci è in questo fratello o sorella.

Ntis nasce per questo. Mi piacerebbe poterti portare a quella festa e poi passare dalla tua mamma a dirle che va tutto bene, che sei una bambina adorabile e bella e che deve sempre essere fiera di te. Un abbraccio a tutte voi
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » mercoledì 27 marzo 2013, 8:57

Effi B. ha scritto:Ntis nasce per questo. Mi piacerebbe poterti portare a quella festa e poi passare dalla tua mamma a dirle che va tutto bene, che sei una bambina adorabile e bella e che deve sempre essere fiera di te. Un abbraccio a tutte voi


Grazie Effi... mi sono commossa :abbraccione

Effi B. ha scritto:Siamo figli di generazioni di genitori che avevano dei bambini una visione ristretta, condizionata da ignoranza e pregiudizi. Li hanno cresciuti nella convinzione che un essere umano vada plasmato, corretto, che questo fosse il compito educativo che loro spettava.



mi chiedo quanto la presenza della religione abbia potuto pesare sulla nascita di queste convinzioni e di questi metodi educativi... mi torna in mente mia nonna che mi raccontava che a suo tempo le donne dopo aver avuto un figlio dovevano andare a confessarsi...
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » giovedì 5 dicembre 2013, 10:51

ritorno qui per discutere ancora un po' con voi di quanto mi sta succedendo.
in questi ultimi tempi mi sto rendendo conto che mi pesa tantissimo dover chiedere l'aiuto dei miei nella gestione di A. o meglio mi pesa molto dovermi giustificare, dover rendere conto a loro di quello che faccio. per quanto possibile cerco di non chiedere il loro aiuto proprio per evitare di raccontare e discutere... e pensare che prima lo facevo sempre, mi sentivo quasi in obbligo... ora invece oltre a non interessarmi il loro parere non lo voglio proprio sentire! credo che loro si stiano accorgendo di questa cosa e credo ne siano un po' dispiaciuti, ma non chiedono nulla... e finchè loro non chiedono io non voglio dare spiegazioni...

ho taciuto loro molto fatti che una volta avrei raccontato, visita dall'omeopata per anna, altra visita per me, cose successe alla scuola materna, poi l'altra sera al telefono con mia mamma mi è tornato l'impulso di dire, e ho riferito una conversazione che avevo avuto con la psicologa... mi sarei mangiata le mani... primo per il motivo per cui l'ho raccontato, quasi a giustificarmi, a chiedere la sua approvazione, secondo perchè lei non ha capito nulla... ha detto cose, non saprei come definirle, inutili... sarebbe stato meglio il silenzio, invece mi son ritrovata a spiegare le mie motivazioni ad una persona che non era in grado di capire... che fatica, e che delusione...
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda rospina » giovedì 5 dicembre 2013, 20:20

assomiglia molto a quello che é capitato anche a me da un anno a questa parte e che continua.
Io non racconto piu' niente di me, qualcosa in piu' di C. e loro non mi chiedono nulla. Certo che sono dispiaciuti e se esce l'argomento si nascondono dietro alla solita frase "con te non si riesce a parlare", invece di chiedersi perché io non parlo. E come te quando cado nella tentazione di dire qualcosa di mio, mi pento amaramente perché le risposte che mi danno non c'entrano niente, quasi come se sentissero l'inizio della frase per poi proseguire secondo un loro filo logico, ma senza ascoltare veramente. In effetti ho proprio smesso di raccontare perché tanto non mi ascoltano! Che triste davvero...
La differenza é che io non devo chieder loro nulla perché abitano distanti e in questo, mi dispiace dirlo, ma mi sento fortunata.
A te non fa un po' soffrire che loro accettino, anche se con dispiacere, questo tuo cambiamento senza chiederti niente?
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda chiaraeanna » venerdì 6 dicembre 2013, 9:40

quello che mi fa soffrire di più è il senso di estraneità rispetto alla mia famiglia, è sempre stato così, anche se io cercavo di farmi accettare, ora non lo faccio più, sono ormai disillusa, e onestamente mi manca il senso di appartenenza, l'accettazione, il calore di una famiglia con cui puoi essere te stesso e aprirti senza remore... credo che questo sarebbe il desiderio anche di mia madre, ma non si riesce, non so perchè, ma non è proprio il nostro destino... che peccato...

poi il fatto che loro non dicano nulla non lo valuto come mancanza di interesse ma semplicemente non sanno che fare, cosa dire, come comportarsi... e poi son anche presi da altre tante altre cose...
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda rospina » venerdì 6 dicembre 2013, 11:54

chiaraeanna ha scritto:mi manca il senso di appartenenza, l'accettazione, il calore di una famiglia con cui puoi essere te stesso e aprirti senza remore

ti capisco
rospina
 
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Re: crisi d'identità?

Messaggioda Effi B. » giovedì 12 dicembre 2013, 1:47

Come mi dispiace, Chiara e Rospina!

Può essere che il vostro bisogno interferisca? Provo a spiegarmi: siccome dentro di voi il desiderio di appartenenza, accettazione, calore è molto vivo e a loro comunque si indirizza, quando finite per rivolgervi a loro, il vostro vuoto non può che farvi sentire inadeguato tutto quanto vi viene risposto. Vi torna? I limiti dei vostri genitori e del rapporto che avete con loro li avete patiti e ne soffrite ancora. Quanto male continua a farvi?

Nella mia esperienza tante cose sono migliorate quando ho smesso di aspettarmi alcunché. Ho rinunciato a cercare in quella direzione e proprio allora, per me inaspettatamente, ho iniziato a ricevere. Sembra paradossale, forse non lo è. Non è stato indolore, ma ora mi sento su quel fronte decisamente in equilibrio rispetto al passato.

Vi abbraccio entrambe
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