Insegnare a "difendersi"

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Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Paola65 » giovedì 15 marzo 2012, 13:58

Molto spesso, parlando con alte mamme, viene fuori il discorso su come gestire le liti fra bambini o i bulletti o i prepotenti ecc... Quello che viene sempre fuori (anche da parte dei miei suoceri e dei miei cognati) è che il genitore dice al figlio di non essere mai il primo a cominciare, ma, se qualcuno lo picchia o altro, rendergliele.
Io sono l'unica a contestare questo metodo, portando varie ragioni: primo, non si reagisce alla violenza con altra violenza. Se io ritengo sbagliato picchiare, non picchio nemmeno io. Secondo, questo innesca un meccaniscmo per cui l'altro te le rende a sua volta, così che poi la cosa finisce in una rissa in cui nessuno esce illeso e, se il mio è più debole, le prende anche di santa ragione, col rischio di finire al pronto soccorso. terzo, voglio che imparino a difendersi con altri sistemi, ad esempio chiamare un adulto. Volgio che sappiano che possono contare su di noi per essere difesi.
Mi viene sempre risposto che in questo modo faccio di mio figlio una vittima predestinata; che gli insegno ad essere remissivo, che, se gl insegno a chiedere aiuto, sarà preso in giro da tutti.
In effetti il mio terzo bambino è vittima di un bulletto a scuola e lo è stato di un gruppetto di bambini qui intorno, tanto che non vuole più uscire di casa da solo, come faceva prima, per andare di fronte (lo vedo dalla finestra) a giocare con gli amici.
Ma agli altri due non è mai capitato, ad esempio.
E due giorni fa, lui ha reagito male verso una compagna che lo ha richiamato in fila, dandole, coì racconta lei, un pugno nella pancia!! La mamma mi ha detto tutto con molta calma e comprensione, ma ha accennato al fatto che forse il mio bambino, sempre vittima, abbia finalmente trovato il modo di essere a sua volta "carnefice" (parola forte, ma non ne ho trovata una più adatta).
È davvero così? Non ci credo.
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda nonloso » giovedì 15 marzo 2012, 14:19

:-( povero cucciolo il tuo e povera anche la bambina
e un abbraccio anche a te che vedi il tuo bimbo passare da preso di mira all'altra sponda.
io non baderei troppo all'etichetta della mamma, che non conosce tuo figlio, e un episodio non puo' essere la regola.
quindi fidati di quel tuo "non ci credo".

per il resto, ma immagino che lo avrai già stra fatto, parlerei con il bimbo, lui come te l'ha raccontato questo episodio?
un abbraccio
quanto sarà difficile per me gestire queste cose, ti ho nel cuore davvero
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda esmeralda » giovedì 15 marzo 2012, 14:25

:roll: mai darò semaforo verde ai miei figli sulle botte. MAI. A casa nostra le botte non si prendono, non si danno e non si rendono. Basta, non ci sono discorsi.
Che tanto con le botte, mica ti difendi eh? Semmai ti metti pure nei guai.
Quanto a tuo figlio vittima che si trasforma in carnefice: si , onestamente potrebbe pure essere.
Succede. L'importante è che tu non apprezzi quelle botte. E glielo dici senza complimenti, come immagino tu faccia.
Mica vogliamo metterci al livello di un orango qualunque eh?

Quello che mi perplime un po' è che sempre è comunque il modo di difendersi sia "chiamare un adulto". Di fatto lo è. Ma bisogna anche fornire se possibile un "kit di pronto-soccorso", perchè i nostri figli mica ci vivono appiccicati, e talvolta non è mica facile coinvolgere altri adulti. Non sempre le questioni sono solo: mi ha tirato un pugno in faccia... ci sono faccende insidiose ma più... fluide.... per cui... che fai? Chiami la maestra?

In realtà l'unico sistema che veramente funziona è "scegliti i tuoi amici e fregatene degli altri".
Che sembra facile a dirsi, ma un po' meno a realizzarsi.
PEr il resto... un po' è vero che si devono difendere da soli. Sempre escludendo di alzare le mani, un modo se lo devono trovare... un modo che sia loro proprio... c'e' chi ha una bella lingua avvelenata, chi è un maestro nell'arte della fuga, chi è più mimetico di un camaleonte, chi ha una presenza fisica tale da scoraggiare le aggressioni...
Secondo me un po' di litigate (a parole) se le devono fare per conto loro, qualche lacrimetta la devono pure versare, qualche rospo se lo devono ingoiare, qualche soluzione se la devono trovare loro... quello che può fare mamma - con i maschi anche TANTISSIMO PAPA'- è esserci, cercare di essere giusta, non farsi travolgere dalla tristezza che ci può dare la nostra creatura presa in mezzo, e soprattutto in via pratica e preventiva, tanta-tanta-tanta scrematura nelle frequentazioni.
Se è appena possibile, io evito di mettere i bambini di fronte a bocconi troppo duri per i loro denti.
Finchè si beccano con i cugini, finchè piangiucchiano perchè la figlietta di casa compagna di scuola fa una prepotenza... vabbè... ce la devono poter fare da sè... li aiuto... ma ce la fanno.
Di fornte al bambino veramente, veramente tosto che mena sul serio, che fa roba brutta, i miei ADESSO non ce la fanno. Ma non ce la fanno manco con me dietro che li tengo su.
Poi, facendo allenamento con il facile, spero che se la sappiano cavare pure nel mondo tosto. PEr ora cerco di farli vivere un po' nelle fiabe.
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Paola65 » giovedì 15 marzo 2012, 16:17

Nonloso, quando sono tornata a casa ho chiesto al bambino se si ricordava come si sentiva quando gli altri lo picchiavano o lo prendevano in giro ecc... Lui ha risposto di no :( Gli ho detto che a me semmbrava che stesse molto male, tanto che non voleva nemmeno più uscire e lui ha detto sì. Allora gli ho detto: "Allora, se sai come si sta male, perché hai picchiato M.?" Lui è saltato su dicendo di non averlo fatto. Gli ho chiesto di raccontarmi come era andata, perchè io cnoscevo solo la versione di M. Lui ha risposto che non lo ricordava. Ho allora detto che avevo bisogno di sapere tutte e due le versioni, perché se conoscevo solo quella di M. avrei per forza creduto a quella. Lui ha detto che lei non si doveva permettere di richiamarlo (era fuori dalla fila per andare a mensa e lei gli ha detto: "vieni in fila"). Ho spiegato che questo non era un motivo per darle un pugno e lui mi ha detto che lei gli aveva tirato un calcio. Io gli ho chiesto: "ma come, ti ha tirato un calcio senza che tu gli avessi fatto nulla?" "non me lo ricordo". E stava muto e scontroso.
Non c'è stato verso di ragionare, non ci riesco mai, lui sta zitto, con aria scocciata o scontrosa e non si sa se ti ascolti o no.
Gli ho rideto che non esisteva nessun motivo per cui picchiare qualcuno e che avrebbe potuto chiamare la maestra, spostarsi, mettersi più dietro o più avanti, rispondere a voce quando la bambina lo aveva chiamato ecc... ma non picchiare.
Le maestre non hanno visto nulla (non vedono mai, nemmeno quando succedono cose peggiori: una volta due bambini hanno preso in mezzo una di prima e un terzo le ha riempito la bocca di terra), quando hanno visto la bambina che allontanava S. con una spinta, hanno rimproverato tutti e due. Non si può uscire dal posto dela fila che ti è stato assegnato, nemmeno se quello dietro ti spintona giù dalle scale...

Io questa cosa che viene ripetuta da tutti, anche dai parenti ai miei figli: "occhio per occhio" non la mando giù.

Eppure mi rendo conto che davanti a certi bulletti, un bambino ha ben poche armi... per questo, Esmeralda, io suggerisco di chiamare un adulto come una possibile soluzione; perché a volte ti trovi davvero davanti a chi è più forte, più veloce e allora come fai a scappare?
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Gwen » giovedì 15 marzo 2012, 16:47

Io la penso esattamente come te Paola.
Mia figlia è una tipa che protesta, quindi a parole si difende, non è remissiva, non è che stia lì senza dir niente, ma non le ho insegnato nè ad essere prepotente nè tanto meno ad usare le mani, e per fortuna di indole non le viene proprio. Anche io come esmeralda sono proprio contraria per principio e non ci sono santi. Io da piccina eo vessata da una mia cuginetta in maniera crudele e continua, è vero che una volta, senza motivo, sfogai la mia rabbia contro di lei dandole uno schiaffo quando lei (per una volta) non mi aveva fatto nulla. Certo, sarà stato il cumulo, sarò stata anche io per una volta carnefice dopo tanto esser vittima, ma non è che da quel momento io sia diventata violenta, però ahimè avevo un padre che mi disprezzava se non reagivo con le stesse maniere prepotenti e che quella volta mi fece persino i complimenti.....ecco, io questo lo troverei decisamente più dannoso, che inculcare nei figli la teoria della non violenza.

Perciò, fino ad una certa età non spetta proprio a loro il doversi difendere, l'adulto c'è anche per questo, che sia mamma o educatrice. Da una certa età in poi, piano piano li si può indirizzare verso un modo per loro più congeniale.
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda nonloso » giovedì 15 marzo 2012, 18:36

Paola65 ha scritto:Nonloso, quando sono tornata a casa ho chiesto al bambino se si ricordava come si sentiva quando gli altri lo picchiavano o lo prendevano in giro ecc... Lui ha risposto di no :( Gli ho detto che a me semmbrava che stesse molto male, tanto che non voleva nemmeno più uscire e lui ha detto sì. Allora gli ho detto: "Allora, se sai come si sta male, perché hai picchiato M.?" Lui è saltato su dicendo di non averlo fatto. Gli ho chiesto di raccontarmi come era andata, perchè io cnoscevo solo la versione di M. Lui ha risposto che non lo ricordava. Ho allora detto che avevo bisogno di sapere tutte e due le versioni, perché se conoscevo solo quella di M. avrei per forza creduto a quella. Lui ha detto che lei non si doveva permettere di richiamarlo (era fuori dalla fila per andare a mensa e lei gli ha detto: "vieni in fila"). Ho spiegato che questo non era un motivo per darle un pugno e lui mi ha detto che lei gli aveva tirato un calcio. Io gli ho chiesto: "ma come, ti ha tirato un calcio senza che tu gli avessi fatto nulla?" "non me lo ricordo". E stava muto e scontroso.
Non c'è stato verso di ragionare, non ci riesco mai, lui sta zitto, con aria scocciata o scontrosa e non si sa se ti ascolti o no.
Gli ho rideto che non esisteva nessun motivo per cui picchiare qualcuno e che avrebbe potuto chiamare la maestra, spostarsi, mettersi più dietro o più avanti, rispondere a voce quando la bambina lo aveva chiamato ecc... ma non picchiare.
Le maestre non hanno visto nulla (non vedono mai, nemmeno quando succedono cose peggiori: una volta due bambini hanno preso in mezzo una di prima e un terzo le ha riempito la bocca di terra), quando hanno visto la bambina che allontanava S. con una spinta, hanno rimproverato tutti e due. Non si può uscire dal posto dela fila che ti è stato assegnato, nemmeno se quello dietro ti spintona giù dalle scale...

Io questa cosa che viene ripetuta da tutti, anche dai parenti ai miei figli: "occhio per occhio" non la mando giù.

Eppure mi rendo conto che davanti a certi bulletti, un bambino ha ben poche armi... per questo, Esmeralda, io suggerisco di chiamare un adulto come una possibile soluzione; perché a volte ti trovi davvero davanti a chi è più forte, più veloce e allora come fai a scappare?


oddio Paola, come mi sento angosciata da questo racconto,
non oso immaginare lo stato d'animo del tuo bimbo, ma anche degli altri,
da quello che racconti, sembra una piccola giungla senza nessuno che controlla coi piccoli lasciati in balia di se stessi
e questo proprio no, su questo magari ne parlerei con le insegnanti, magari con un gruppetto di mamme non contente di questo lassismo degli insegnanti.

sulla conversazione con lui, forse puo' essere che si sia sentito un po' sotto interrogatorio? com'era il tuo tono? magari ha percepito che se si fosse aperto non sarebbe stato capito? prova a coccolarlo e a dirgli quanto ti dispiaccia che quella bambina l'abbia calciato, e anche che ti dispiace che si sia sentito rimbrottato da lei che non stava in fila. Prova un attimo a concentrare l'attenzione non sui sentimenti della bimba (quello lo potresti fare poi, senno' se lui sente che parteggi da subito per lei potrebbe sentirsi "solo" anche contro te). Prova a solidarizzare con il suo dolore..e solo poi, se si apre, provare a parlare forse del medesimo dolore della bimba in questione..
comunque hai tutta la mia solidarietà mi sa che sapere che è il proprio figlio a colpire altri sia altrettanto se non peggio che saperlo il bersaglio.
non so..sono situazioni che ancora non saprei manco dove cominciare per affrontarle
:abbraccione
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda esmeralda » giovedì 15 marzo 2012, 19:07

No, ma per l'amor di Dio!! Se vengono menati o prepotentati malamente assolutamente mamma-maestra- adulto.
Solo che come si vede... non sempre è possibile. Cioè, andare a dirlo a mamma sempre.... ma evitare il momento brutto che mette paura... no. Non è possibile. Per questo il kit di auto-sopravvivenza un minimo (un minimo) bisogna che lo abbiano.
E a me piacerebbe pensare che in questo non sia inclusa l'opzione di menare.
Comunque lo posso ben credere che un bambino che subisce-subisce-subisce arriva un giorno che sclera. Magari anche a vanvera.
Come ho scritto anche qui c'era un bimbo in classe di mio figlio che veniva un po' preso in giro con la faccenda di cicciobomba e alla fine menava, e pure forte. Per fortuna che si son messi in mezzo i genitori... certo, non è stata una cosa simpatica per nessuno, adesso il bambino non mena più e spero bene che la faccenda delle prese in giro sia finita.

Magari sarà una pietosa illusione, ma mi sento più tranquilla se ho un minimo di controllo... tipo conosco i genitori delle persone che frequentano i bambini... almeno alla lontana... cioè... partendo dal presupposto che un bambino problematico si può trovarlo...e si può trovarlo ovunque, se davvero si può farne una questione in cui gli adulti ci mettono la faccia e la buona volontà... meglio.
Però in sostanza vedo che sulle maestre, anche bravine, non è che ci puoi contare più di tanto. E poi non esistono solo le botte, ma tanti tipi di prepotenza... insomma... un po' per forza devono imparare a cavarsela veramente.
E il pacifico che sclera e mena, in generale non se la cava per niente, anzi, si mette nei guai.
E questo spero che mio figlio lo abbia capito.
Comunque anche lui se gli chiedo le cose (ma pure cose ben più semplici di una faccenda come la vostra) reagisce più o meno come il tuo. Più o meno... cioè... pare un interrogatorio ad un mafioso... non so, non ricordo, forse, non mi sono accorto ufff :roll: Caspita... la sorella ti relaziona precisa pure dei lombrichi sotto i sassi e lui ....:roll:
Meno male che con il padre le cose vanno meglio.
Non vorrei fare psicologia d'accatto, ma nelle cose del mondo "di fuori" io dico padre-padre-padre (se il padre ha un minimo si sale in zucca come si spera). Alla fine vedo che i consigli giusti, la direzione giusta gli vengono più da lì. Magari dice le stesse cose che direi io, ma le dice meglio, le dice lui... boh...non so... fattostà che non abbiamo mai avuto gran problemi, ma quel poco è stato il padre a intervenire a proposito. Non so tu come sei messa...non vorrei fare gaffes... ma magari potresti provare a fare entrare in gioco il papà
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Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Mabanuba » giovedì 15 marzo 2012, 21:27

Mi interessa moltissimo l'argomento. Per ora M niente asilo ma ha un cuginetto che usa un po' le mani e quando sono stanchi è facile che non riescano a interagire serenamente e che passino alle maniere forti allora noi genitori siamo li per aiutarli e in generale ci siamo sempre, ovvio non sarà così all'asilo e faro tesoro di quanto leggeró qui.
Anche io sono assolutamente contro la risposta con la violenza alla violenza ma dire a mio figlio che deve difendersi è poi tanto sbagliato?
Mi spiego meglio perché non voglio sembrare una guerrafondaia perche non lo sono assolutamente ma ho un solo dubbio cioè che crescendo subisca ogni angheria anche di natura psicologica senza reagire. Oggi è un bambino che non conosce altre vie ma sta imparando e crescendo svilupperà capacità e avrà nuove risorse ma potrà e saprà difendersi o imparerà solo a lasciar perdere?intendo ovviamente difendersi non con le botte ma anche facendo valere se stesso come persona n
M rendo conto di non essere affatto chiara (sono un po' stanca) insomma le botte no mai ma difendersi si se ti affrontano, oggi con gli spintoni e i dispetti, domani in tanti modi anche non necessariamente fisici....
Mi rifaccio un po' a quanto leggo anche nella Haunt quando dice che rispettare un no di un bambino permetterà a quel bambino, una volta adulto di imparare l'arte del mercanteggiare e di far rispettare il proprio no anche con altri...ecco non gli insegno a menar le mani MAI ma a difendersi si
Così come gli insegno a parlarmi e a raccontarmi perché può subire non solo dai piccoli ma anche dagli adulti e deve poter avere sempre fiducia
Non sono molto convinta ne chiara ho buttato giù solo qualche pensiero per discuterne
Ho le tue stesse paure Paola da morire fintanto che sono qui ok ma tra poco la scuola e saranno così tante le cose da affrontare....
Questa cosa del "non ricordo" non l'ho mai notata in M ma in un suo cuginetto di 6 anni si spesso, non ricorda mai nemmeno che mangia a scuola ma non saprei come interpretarlo ancora
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Silvia D. » venerdì 16 marzo 2012, 0:49

In Lori il "non so" / "non ricordo" equivale ad un "non ora", poi spesso spontaneamente racconta tutto in momenti in cui sente che gli va.
Paola, la situazione della scuola che hai descritto mi sgomenta: parlare con il preside sarebbe pensabile? Lettera scritta con copia al provveditorato, semmai?
Io ho spiegato a Lori che alcuni bambini, specie se più grandi, possono essere aggressivi. Se accade al parco giochi, ci sono io; se accade all'asilo, dirlo alla maestra (ce ne sono stati un paio che reagivano così per varie ragioni, ora sembra passata, ma ogni volta lui lo diceva alla maestra e gli ho sempre detto che aveva fatto la scelta migliore).
Proprio stasera, mentre si stava per addormentare, gli ho spiegato che gli elefanti quando si spostano, camminano stando come in un cerchio, con i piccoli al centro, ed elefanti adulti grandi e grossi tutti intorno, a proteggerli. Di fidarsi dei suoi adulti di riferimento (genitori, nonni, zii, maestre), che lo proteggiamo, e basta.
Sarò poco moderna, ma io il bullismo non lo considero una cosa che "può accadere frequentemente". Se accade entro le mura scolastiche, è colpa degli insegnanti. Io affido loro mio figlio ed esigo che sia al sicuro. Se vengo a sapere di fatti simili, significa che qualcuno ha mancato al suo dovere. Gli va fatto notare e non deve ripetersi più, bisogna prendere provvedimenti.
Assolutamente no da parte mia alla giustizia fai da te. I bambini non sono fatti per difendersi da soli, e questo lo ritengo valido anche per i più grandi. Sicuramente ci sono modi per evitare la violenza, anche poi, nella pubertà e nell'adolescenza, che sia lasciar perdere i cretini o ricorrere alle autorità (variante adulta delle figure di riferimento adulte del bambino).
Bah, speriamo bene, che siamo in un mondo così pessimo sotto questi punti di vista :S
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Paola65 » venerdì 16 marzo 2012, 10:33

nonloso ha scritto:su questo magari ne parlerei con le insegnanti, magari con un gruppetto di mamme non contente di questo lassismo degli insegnanti.


è un pezzo che ne parliamo anche con le maestre, che rispondono che non possono vedere sempre tutto. Una ha risposto addirittura: "e io non ho diritto alla pausa caffé, quando loro sono in giardino?" (eh, no, cara, tu hai 20 bambini sotto la tua responsabilità, cavolo!)

sulla conversazione con lui, forse puo' essere che si sia sentito un po' sotto interrogatorio? com'era il tuo tono? magari ha percepito che se si fosse aperto non sarebbe stato capito? prova a coccolarlo e a dirgli quanto ti dispiaccia che quella bambina l'abbia calciato, e anche che ti dispiace che si sia sentito rimbrottato da lei che non stava in fila. Prova un attimo a concentrare l'attenzione non sui sentimenti della bimba (quello lo potresti fare poi, senno' se lui sente che parteggi da subito per lei potrebbe sentirsi "solo" anche contro te). Prova a solidarizzare con il suo dolore..e solo poi, se si apre, provare a parlare forse del medesimo dolore della bimba in questione..


hai ragione, mi sa che non ho fatto un gran lavoro, ero travolta dalle emozioni negative. Grazie. Ci parlerò ancora.
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Paola65 » venerdì 16 marzo 2012, 10:35

esmeralda ha scritto:Non vorrei fare psicologia d'accatto, ma nelle cose del mondo "di fuori" io dico padre-padre-padre (se il padre ha un minimo si sale in zucca come si spera). Alla fine vedo che i consigli giusti, la direzione giusta gli vengono più da lì. Magari dice le stesse cose che direi io, ma le dice meglio, le dice lui... boh...non so... fattostà che non abbiamo mai avuto gran problemi, ma quel poco è stato il padre a intervenire a proposito. Non so tu come sei messa...non vorrei fare gaffes... ma magari potresti provare a fare entrare in gioco il papà


eh, Esmerlada... il babbo è meglio che non sappia nulla... credo che non ci sia bisogno di spiegare troppo la sfuriata che prenderebbe (non lo picchierebbe, questo no, ma gliene direbbe talmente tante, che sarebbe meglio uno sculaccione)...
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Paola65 » venerdì 16 marzo 2012, 10:37

Silvia D. ha scritto:Proprio stasera, mentre si stava per addormentare, gli ho spiegato che gli elefanti quando si spostano, camminano stando come in un cerchio, con i piccoli al centro, ed elefanti adulti grandi e grossi tutti intorno, a proteggerli. Di fidarsi dei suoi adulti di riferimento (genitori, nonni, zii, maestre), che lo proteggiamo, e basta.


Sapevo questa cosa, ma non mi era mai venuto in mente di raccontarla ai bambini... Bellissimo, peccato che l'uomo non sia altrettanto protettivo con i piccoli :-( Questo mi fa temere che S. non si senta protetto da me, per questo non racconta: non si fida... :sob:
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda nonloso » venerdì 16 marzo 2012, 10:46

Ciao Paola,
ho dovuto deglutire quando ho letto della pausa caffè...(mamma mia quanto è dura per me non sentire una vampata dentro), comunque, quello che si puo' dire all'insegnante è che lei puo' anche bersi tutti i caffè del mondo (posto che poi non sia nervosa), ma magari si alternassero in modo da non lasciare MAI incustoditi i bambini (che poi andrebbe detto? non è tacito? grrrr).

Se sei tu quella soft in casa, fai bene a parlare tu col bimbo, ci manca solo il carico da novanta del papà, meglio di no, e son certa che magari per la prossima volta (sperando che non riaccada) la gestirai al meglio, e ricorda che son cose difficilissime da gestire, quindi non sentirti inadeguata!!!

io non saprei che santi votare...se si trattasse di me
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 marzo 2012, 12:17

Ahi!! Se il papà rema contro..... : Sad :
PErchè davvero... la faccenda prepotente nella jungla ...è proprio compito del padre dar la mano per risolverla.
Certo... se il padre putacaso è un po' orango pure lui..... :roll:

Comunque voi parlate di prepotenze e di dirlo alla maestra... ma sentite questa ... ci sono 3 bambine... A-B-C
A e B sono molto amiche, C invece è una bimba un po' manesca che ha bisogno di far coppia fissa con una "migliore amica".
Ad un certo punto la migliore amica di C si trasferisce. C si mette alla ricerca di una nuova "fidanzata" e sottrae B ad A.
Ma proprio con una manovra intenzionale e molto mirata.
La quale A non vuole giocare assolutamente con C perchè ci sono state prepotenze in passato. B invece se ne frega e vorrebbe giocare un po' con tutti.
Per cui ora le "migliori amiche" sono B e C" ed A ci rimane male, ma male, malissimo.
Ne fa una vera tragedia.
MA è bullismo questo? Certo, A sente di aver subito una prepotenza... qualcosa gli adulti possono fare? Secondo me alla fine non molto... E' la tipica situazione in cui quello che puoi fare è fornire un minimo di kit di auto-aiuto.
Soprattutto ad A, per insegnarle a non prendersela tanto e a non farsi soffiare l'osso come una pollastrella, e poi tanto pure a C, che non dovrebbe essere così possessiva -tra l'altro si sta profilando un abbandono da parte di B che non ama i possessivi. E lì vedremo....
Però, si , sarò contro-tendenza... ma queste cose se le devono un po' spicciare senza genitori ed insegnanti. Almeno in modo diretto. Trovo che sia il famoso allenamento....che serve sempre.
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda devil » venerdì 16 marzo 2012, 12:53

Mio figlio non ha mai picchiato nessuno, anzi, un suo compagno, che fino a quel momento era suo amico gli ha mollato un pugno allo sterno che lo ha fatto cadere e non riusciva a respirare.
L ho detto alla mamma che mi ha risposto "chissà cosa gli ha fatto il tuo". Interrogati i bambini è saltato fuori che il suo ha cominciato a prendere in giro il mio, il mio ha preso in giro lui che a corto di parole è arrivato alle mani.
mio figlio non ha reagito ma questo bambino lo evita dall inizio dell anno scolastico. Non lo vuole più vedere, nonostante le scuse che gli ha fatto il giorno del compleanno di mio figlio.
A me invece è successo di picchiare un compagno, eravamo alle superiori, i maschi continuavano a metterci le mani addosso, io un giorno esasperata all ennesimo episodio non ci ho visto più.
Piccolina come sono l ho rincorso per la classe l ho sbattotu al muro ed ho cominciato a prenderlo a pugni.
La professoressa ha chiesto chiarimenti e appurato che noi ragazze eravamo esasperate ha mandato lui in presidenza.
So di aver sbagliato e lo dico sempre ma davvero non ci ho visto più.
Da quel giorno però nessun ragazzo si è più permesso di fare il cretino con me
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda esmeralda » venerdì 16 marzo 2012, 12:59

Ah, Devil... pure mio figlio. Tale e quale...non so se sia farina del suo sacco, se lo abbia derivato dal padre o da chi... se si becca una prepotenza brutta ci mette la croce sopra alle persone e proprio per lui non esistono più.
Alle volte vorrei suggerirgli di essere un po' più possibilista.... ma lo vedo così deciso in queta cosa... che non mi pare neanche il caso...

Quanto alle femmine adolescenti che menano i maschi... è una faccenda un po' diversa... comunque si, alle volte le botte funzionano pure... però continuano a non piacermi mai...
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Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Mabanuba » venerdì 16 marzo 2012, 20:18

Oggi leggevo il libro di Rosenberg crescere i bambini con la cnv e c'è un passo bello che vorrei condividere
Rosenberg parla del figlio di 12 anni che cambia scuola spostandosi da una dove lui ha formato gli insegnanti ( la voglio anche io) ad un'altra dove probabilmente il figlio dovrà scontrarsi con una realtà ben diversa e quindi prepara il figlio a questo, gli idre che probabilmente la comunicazione da parte degli insegnanti sarebbe stata ben diversa e tra i consigli che da
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Re: Insegnare a "difendersi"

Messaggioda nonloso » venerdì 16 marzo 2012, 21:03

uhhhh mabanuba son rimasta con la curiosità ....che gli ha dettooooo? ;-)
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Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Mabanuba » venerdì 16 marzo 2012, 22:06

Oddio scusa mi si è impallato tutto ora continuo.....
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Insegnare a "difendersi"

Messaggioda Mabanuba » venerdì 16 marzo 2012, 22:20

Gli dice che non deve permettere agli altri di sottometterlo o di farsi ribellare (bellissime parole). Il primo giorno di scuola un prof lo chiama bella signorina facendo riferimento ai lunghi capelli (e Rosenberg ci dice che lo fa perché essendo insegnante si trova in una posizione di autorità, convinto che il suo ruolo sia quello di definire ciò che è giusto e quindi stabilire che c'è un modo giusto di portare i capelli) e lui riferisce al padre di essersi ricordato di quelle parole ed ha ascoltato i suoi sentimenti e bisogni (quelli del prof) invece di prendere quelle parole sul personale ed ha sentito che il prof era irritato e voleva che si tagliasse i capelli
E il padre gli chiede "e tu come ti sei sentito"
E il figlio "triste per lui perché era calvo e mi sembrava che i capelli fossero un problema per lui"

Certo parliamo del figlio di Rosenberg che ha 12 anni ed è figlio di Rosenberg ma l'insegnamento secondo me ci sta tutto e la frase che ho riportato secondo me è bellissima e mi arriva precisa proprio a me che ho paura della sottomissione e remissione che possono scaturire da un approccio non violento
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