Ci risiamo, a parte il dolore che si prova ogni volta come se fosse la prima, specie quando la cronaca scende in particolari tanto inquietanti, niente di nuovo. Sembrano tutti sorpresi, increduli, si difende la categoria e non manca l'intervista alla mamma che comunque era contenta se non addirittura entusiasta della maestra in questione. Un copione che si ripete e che sembra non smuovere le acque per prendere in seria considerazione la possibilità di legiferare a favore di un autentica trasparenza. Quattro solide mura, la solidarietà di categoria, il sentirsi avallati troppo spesso da genitori ciechi alle sofferenza dei loro bambini sono terreno di coltura per la perpetuazione di tali comportamenti. La trasparenza, studiata anche per preservare i diritti dei lavoratori adottando le giuste misure in equilibrio fra le diverse esigenze, può garantire la forte riduzione di episodi simili che hanno, aldila dell'immaginabile, fortissime ripercussioni in ambito sociale. Non meravigliamoci delle esplosioni di rabbia giovanile. E' un fuoco che spesso cova sotto uno spesso strato di cenere, pronto a divampare in momenti sovente impensabili. Seguiti poi da commenti di "esperti" di turno che inveiscono contro metodi educativi troppo permissivi. Tristezza, profonda tristezza.
http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA ... 9736.shtml
alla faccia dell'autonomia