Stessi consigli di danipa.
Non agirei adesso in previsione di, perché una nuova persona ovviamente cambia tutto intorno a se, come pure il semplice fatto di crescere potrebbe invece alla lunga fargli venire voglia di fermarsi anche a pranzo. non e' prevedibile adesso. Lui comunque e' gia alle prese con l'attesa di un qualcuno che portera cambiamenti ignoti, forse in questa fase ha piu bisogno di tempo con te, di sentirsi rassicurato. io mi limiterei ad agire per il presente, e nel presente prenderei atto che lui preferisce mangiare a casa. Se anche lo obbligaste a restare a pranzo adesso non sarebbe detto che volesse farlo quando ci sarà il fratellino. Potrebbe risollevare comunque la questione, e forse quanto più si sente forzato adesso tanto più avvertirà come un problema il fermarsi a pranzo dopo, comunque con la forzatura collegherà il pasto all'asilo con un momento di tensione. Se sta volentieri a scuola per quelle due ore e mezza, sono più che sufficienti. Non c'è mica niente di male a voler mangiare in famiglia. Mio marito ha 45 anni e non si è ancora rassegnato al fatto di non poter mangiare con noi nei giorni di lavoro.

Capisco le tue preoccupazioni per il futuro, io pure sono sola fino a sera con le bambine. La mia più grande non va a scuola. Devo dire che finché la sorella era neonatina tutto e' stato molto rilassato, a lei bastava stare in fascia, ci poppava e ci dormiva, e io potevo fare tutto quello che avevo sempre fatto con la grande. È stato un anno prezioso per noi, il primo anno della piccina, ci siamo prese il tempo per evolvere da diade a triade, stare insieme in tre ha facilitato la grande nella scoperta e nell'accettazione della sorellanza. E già così non è stato sempre facile, ha avuto qualche momento di crisi intensa... Credo che se si fosse sentita "tenuta fuori casa" sarebbe stato tutto molto più doloroso per lei è difficile per me, anche a livello pratico.
Adesso che una ha tredici mesi e l'altra tre anni e mezzo e cominciano a giocare insieme la gestione di entrambe durante la giornata si fa ancora più rilassata.
Per dirti di non avere timore, di non pensare la frequenza intensiva alla materna come una stampella organizzativa indispensabile. Può essere una risorsa, se tu ritieni lo sia e se a lui piace, ma non viverla come un qualcosa di tassativo di cui non potrete fare a meno. Anche perché forse vedendola cosi ti carichi di un'ansia che anche lui avverte.