Esprimere la rabbia, non soffocarla

Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda nonloso » martedì 30 ottobre 2012, 22:39

esmeralda ha scritto:In sostanza, non è che non ci si deve arrabbiare con i bambini, o che i bambini non si devono arrabbiare, ma è proprio assolutamente necessario che ci siano dei limiti. Limiti nelle parole, limiti nei comportamenti.
E questo prima lo si capisce, meglio è.
Insomma, bisogna proprio che ognuno si trovi un modo per non farsi marcire la rabbia dentro e nel contempo per non passare il segno. Per non entrare in zona pericolo.



Personalmente ho lavorato abbastanza su me stessa, (...). In sostanza, quando sento avvicinarsi la zona pericolo, riesco spesso e volentieri ad avere quell'attimo che mi consente di ... ma all'occorrenza anche di avere un'eslposione controllata. Come minimo.



E poi... so che il mio tallone di achille è la lingua avvelenata e un certo sarcasmo... e cerco di starci attenta con le persone a cui voglio bene.


mi piace moltissimo tutto quello che hai scritto. condivido.
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda francesca78 » mercoledì 31 ottobre 2012, 3:20

anche io condivido diverse cose dette da esmeralda per prima cosa l'attenzione a non scaricare la propria rabbia sui bimbi e l'accettazione che pure noi possiamo arrabbiarci con loro senza che debba diventare un campo di battaglia, e che anche per i bimbi è importante indicare una strada per manifestare la rabbia in maniera non distruttiva (io dico commisurata alle capacità dei bimbi e concentrandosi soprattutto su quello che vogliono dirci i bimbi quando si arrabbiano, in modo che capiscono che quello che vogliono dire può arrivare comunque).
Vorrei infatti, esmeralda, che leggessi il mio messaggio non come un'aggressione, sto solo cercando di mostrare un aspetto che mi pare tu trascuri.

Rispetto alla rabbia che noi genitori abbiamo verso i nostri bimbi c'era questo passaggio che aveva scritto Irene qui
viewtopic.php?f=36&t=3638&start=40
che mi sembrava interessante.

Di contro, prima dei tre anni sgrido eccome. O meglio, non sgrido, ma discutiamo anche animatamente, eccome. I sentimenti di entrambe vengono espressi, sempre certo in modo commisurato all'eta. Non è che se sei piccolo non ne sei degno, il modo di confrontarsi e dissentire c'è sempre. anche a pochi mesi. e i sentimenti viscerali che ci coinvolgono non permettono sempre che lo scambio sia pacato, sottotono, congelato. Ovviamente, questo vale a maggior ragione da parte loro (che sono sacre e inviolabili e lo restano a ogni livello di discussione).


La rabbia se non è una minaccia di troncare il rapporto io credo che debba venire espressa anche da parte dei genitori, e anzi questo riconoscimento sia utile ai bimbi per potere riconoscere la propria di rabbia. Ma il punto non è tanto il fatto che venga urlata o sibilata la rabbia, quanto il fatto che la manifestazione di questa sia comunque un modo di mantenere il rapporto, una connessione reale, ovviamente con l'accortezza di non "schiacciare" i bimbi, e che anche loro possano essere arrabbiati con i genitori e dimostrarlo.
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda Emy » mercoledì 31 ottobre 2012, 6:53

sono stata una bambina perennemente arrabbiata e non ricordo UN episodio della mia infanzia in cui abbiano cercato di prendermi con le buone, di solito mi facevano diventare ancora più collerica con l'aggravante che quando mi era passata mi sentivo anche CATTIVA... quindi sono completamente d'accordo sul fatto che è un sentimento che si auto-alimenta.

Kangaroo, anche io sono d'accordo, si auto alimenta, ma in realtà succede solo in presenza di non connessione, ovvero "senti" mentre sei arrabbiato, che è illegttmo quello che stai facendo, è riprovevole, senti biasimo, e la rabbia aumenta.(Un abbraccio a quella bimba che non veniva compresa e che voleva solo essere una bimba)
Mi pice quello che ha sottolineato nonloso di Esmeralda
Bello quello che ha scritto Francesca e Irene(tramite Francesca) , si trovo che sia il punto mancante importante.
Grazie , perchè grazie anche a tutti gli altri messaggi sto facendomi il quadro della cosa.

Un bimbo che riesce ad essere ascoltato nella sua rabbia, trova anche la strada per capire che non conviene mettere energie in quello.
Ci sono caratteri e caratteri, chi ha bisogno di tanto tempo, chi meno.
Ma quando un bambino è arrabbiato, il genitore viene tirato dentro. In un certo senso, risuonano sentimenti mai esplorati, mai allenati fino in fondo, e capita che la parte razionale non riesca a supplire a questa carenza di crescita.
In un certo senso il genitore si ritrova con i suoi sentimenti in mano, e deve crescerli, deve aiutarsi a farli sentire accettati e compresi....deve fare il genitore che in quel campo non ha mai avuto.
E' impossibile da soli, senza la risonanza degli altri che possono trasmettere il "senso" dell'accettazione

E' impossibile se "la morale" , "le ideologie" tengono sempre a freno le manifestazioni.

Ovviamente meno "danni" si fanno meglio è, non inneggio alla violenza, bisogne cercare come per i bambini di tenere queste manifestazioni in un "luogo" protetto (luogo sia fisico che mentale), e approfittare di tutte le situazioni per capirsi.
Se non si accetta se stessi, non so se si riesce a trasmettere al figlio questa cosa.

Accettare non è nel senso superficiale come il comune pensiero vuole...ma comprendere profondamente il lato umano della cosa.
Allora cosa succede quando si può porgere il cuscino da prendere a pugni,(grazie Devil) si comunica l'accettazione della rabbia ,un modo per sfogarla.
Ma non deve rmanere tutto li, c'è bisogno di aiutare il bimbo a spiegare il suo disagio, a rendersi cosciente dei sentimenti che lo pervadono, cosicchè riesca ad incanalarli e a non farsi pervadere.
Non è detto che bisogna per forza parlare, possiamo partire noi a dire quello che si sente

Non si riesce ad essere connessi con la rabbia del bambino se la rabbia pervade anche noi, quindi se prima non "cresciamo" noi, non riusciamo bene ad aiutare il bambino a trovare il "senso" della rabbia (il senso anche come direzione).

Ma la rabbia è valvola di sfogo immediata per tantissimi sentimenti.
Se si riesce a comprendere quei sentimenti, accettarli, e renderli possibili, la rabbia sfuma.
Se si riesce a paventare delle soluzioni il bimbo è invogliato ad incanalare le energie li...
ma devono essere soluzioni possibili per il bimbo, altrimenti si arrabbia ancora di più.

Le variabili sono tantissime.

Ad un bimbo non piace fare danni, non piace essere arrabbiato, quelllo che si può fare è aiutarlo a non fare grossi danni.
Eventualmente poi
Dispiacersi con lui dell'eventuale danno .
Se io facessi un danno, e qualcuno mi "riprendesse" sul guaio che ho combinato, non mi farebbe accedere ai miei sentimenti di dispiacere, tenendomi lontano anche dal messaggio-conseguenza che far danni per colpa della rabbia non paga.
E' un messaggio conseguenza importante che si deve interiorizzare, agendo sul livello irrazionale di sè, il proprio sè stesso anche se si arrabbierà, riuscirà a fermarsi prima di fare davvero grossi danni, è un controllo secondario molto confortante.
Perchè la rabbia fa paura, ci fa paura non sapere fino a che punto si può arrivare, nello stesso tempo siamo spinti a voler capire quel limite.

Quindi ci sta bene che il bimbo possa anche accedere a dei danni...meglio una macchinina rotta, che una macchina sfasciata da adulto....beh non è una diretta conseguenza, assolutamente no, ma certamente l'accumulo della rabbia e il non accesso ai propri sentimenti, può portare a sfogarsi, a ribellarsi, quando le barriere cadono, anche le barriere della propria razionalità, poi viene fuori di tutto.

Sunny grazie per la citazione , mi fa venire in mente, che non è proprio come essere contenitori di rabbia, ma come accumulare delle incapacità, perdere mille occasioni per imparare, per ascoltare i propri sentimenti, accumuli il ricordo di mille comportamenti irrispettosi nei tuoi confronti, che si confermano sempre di più annegando il senso diverso il senso di giustizia che uno sente dentro, rendendolo sempre più inaccessibile o magari lo rendono sempre più stravolto al punto da non riconoscerlo più, a quel punto si vuole molto di più perchè il dolore è stato troppo.
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda benny » mercoledì 31 ottobre 2012, 12:07

sono nuova qui e sto cominciando a leggere avidamente i vari post. il voler imparare a gestire la mia rabbia per non ferire emotivamente mia figlia e' proprio cio' che mi ha spinto a cercare il perche' di certi miei atteggiamenti e a cercare di migliorarmi.

cio' che avete scritto mi apre, come sempre, gli occhi e il cuore ad una nuova comprensione di me.

queste parole ad esempio
Emy ha scritto:Ad un bimbo non piace fare danni, non piace essere arrabbiato, quelllo che si può fare è aiutarlo a non fare grossi danni.
Eventualmente poi
Dispiacersi con lui dell'eventuale danno .

mi ricordano di cio' che e' successo qualche mese fa con la mia piccola, che ora ha 13 mesi e all'epoca del fatto credo 8/9: mi ero arrabbiata perche' era una giornata no: non riuscivo a gestire lei, non riuscivo a gestire me, le sue lagne mi davano ai nervi e mi avevano portato al culmine. al che ho lanciato un piatto nel lavandino e cosi' facendo ho rotto una tazza a cui tenevo molto. V. ha pianto, l'ho presa in braccio (un po' scocciata) e sono andata verso il lavandino. quando ho visto la tazza rotta mi sono sentita veramente delusa ed amareggiata e ho detto "noooooo". al che, V, che ripeto aveva solo pochi mesi, mi ha guardata e mi ha fatto una carezza.
ecco, quello e' stato il momento in cui ho capito veramente cosa e' mancato alla me-bambina. quel suo gesto di comprensione mi ha dato la voglia di cambiare veramente e ci sto provando con tutta me stessa a gestire le mie emozioni negative. in questi mesi di profonda riflessione e letture, le cose in effetti stanno migliorando assai.

apriro' a breve un post per parlare di questo.
intanto grazie per cio' che riuscite a tirarmi fuori.
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda DaniTom » mercoledì 31 ottobre 2012, 15:26

Vi faccio una domanda (bellissimo post!): come fare quando a casa la rabbia e' accolta (piu' o meno - ci provo, mi sforzo, a volte riesco, a volte no) ma quando quelle stesse manifestzioni di rabbia (urla per esempio) vengono riproposte coi coetanei, o al di fuori di casa, magari non in presenza mia?
Per esempio, mia madre mi ha raccontato che al parco Tommaso ha urlato fortissimo nell'orecchio di un altro bambino (dentro all'orecchio, cioe' gli si e' avvicinato e gli ha urlato un "NON E' VEROOOO") facendolo mettere a piangere. Se si arrabbia con me io gli dico che puo' anche urlare, che capisco che si e' arrabbiato (tra l'altro quel giorno al parco aveva tutte le ragioni di arrabbiarsi, visto che l'altro bambino gli stava dicendo che lui non sarebbe andato ad una festa di un'amichetta perche' lui e' "cattivo" :sob: ) pero' al tempo stesso non tutte le manifestazioni che IO posso accogliere si possono riproporre sempre.
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda francesca78 » giovedì 1 novembre 2012, 9:07

Sono un po' veloce, scusa.
Io riprenderei l'episodio (anche in formula di gioco) e cercherei di rivedere insieme le emozioni di tutti e due i bimbi. In maniera che lui possa capire che tu lo capivi, ma facendogli capire anche la conseguenza del suo urlo nelle orecchie (in un secondo momento però, in modo che dopo essere sicuro di essere capito lui possa essere disponibile a capire l'altro). E chiedendogli se ha voglia di urlare forte quando si arrabbia e proponendogli delle alternative rispetto all'urlare nell'orecchio dell'altro bimbo.
ciao
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda chiaraeanna » domenica 4 novembre 2012, 9:03

io sono consapevole di avere dei problei con le emozioni, sia "brutte" che "belle". ultimamente cerco di non raggiungere il punto di rottUra ma di prevenirlo e mi sono accora che esplicitare l'emozione, dire cioè' "io mi sto arrabbiando" mi aiuta. lo faccio con Anna, le dico che mi sto arrabbiando o che mi sono arrabbiata e le spiego il perchè. vedo che lei è molto incuriosita da questa cosa e ripete spesso la frase "sono arrabbiata" chiedendomi conferma e io cerco di spiegarle cosa significa. un pomeriggio stavamo contrattando per il pisolino, e le ho detto che mi stavo arrabbiando che se non voleva dormire per me andava bene e che poteva andare a giocare ma che io ero stanca e volevo stendermi un po'.dopo 5 minuti mi viene vicina con adosso una cinturina e mi dice "mi sono messa la cintura di sicurezza!" io sono scoppiata a ridere e lei mi ha detto "arrabbiata?" e io le ho detto che no non ero arrabbiata ma stupita! ecco dopo quel giorno mi chiede spesso se sono arrabbiata o stupita, quindi ho pensato che forse spiegarle i sentimenti che sento io potrebbe essere anche un buon modo perchè lei riesca ad identificarli... secondo voi?
Emy ha scritto:

Ad un bimbo non piace fare danni, non piace essere arrabbiato, quelllo che si può fare è aiutarlo a non fare grossi danni.
Eventualmente poi
Dispiacersi con lui dell'eventuale danno .
Se io facessi un danno, e qualcuno mi "riprendesse" sul guaio che ho combinato, non mi farebbe accedere ai miei sentimenti di dispiacere, tenendomi lontano anche dal messaggio-conseguenza che far danni per colpa della rabbia non paga.


a me è stato suggerito di cercare di aggiustare le cose che vengono rotte, in particolare con bimbi piccoli. a me è piaciuto molto questo suggerimento e sto cercando di farlo, vedo che Anna è molto interessata a questa cosa, lefa proprio piacere e vuole contibuire anche lei ad aggiustare

Chiara
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda Emy » domenica 4 novembre 2012, 12:38

Che bella ! la cintura di sicurezza!!
si secondo me spiegare le roprie emozioni fa bene a loro, ma fa bene anche a noi perchè ci costringe a doverle inquadrare, e può aiutarci a sfumare l'eventual rabbia.

Aggiustare le cose che vengono rotte, laddove si può, io lo sento proprio come un bisogno innato dei bambini, non so se tu lo senti dentro di te.
La speranza di cancellare l'errore, di fare in modo che lo sbaglio non rimanga irrisolto...di fare qualcosa di costruttivo, per riprendere il posto nella parte bianca,
Anche io ne ho bisogno
Nel tentativo di aggiustare si riaggiusta l'eventuale connessione che magari per un attimo si uò perdere.
Secondo me è molto bello
Emy
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda lu74 » giovedì 8 novembre 2012, 15:39

quoto in tutto emy, e chiara sono concorde con te!! lo facciamo anche qui ... spiegare, aggiustare ... la mia mi chiede spesso "perche' non sei contenta mamma?" , forse mi vede seria o contrariata, a volte sonos emplicemnete stanca, spiegare le proprie emnozioni aiuta, e fa centrare anche le sue!!!
"Lì dove il bambino sente di essere amato, lì è la sua famiglia".
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda gemma72 » lunedì 12 novembre 2012, 22:47

raffa ha quasi 6 anni e si arrabbia. sa che può farlo. a volte accolgo benissimo, altre molto meno, per stanchezza, mia..

lei poi si scusa se ha urlato, e io le dico sempre che succede, che so che non voleva ferirmi davvero, ma che era arrabbiata e capita quando si è arrabbiati di urlare e attaccare..ma so che mi ama ,e che la rabbia non potrà mai cambiare il nostro amore.

quando mi arrabbio io, lei mi ricorda le stesse cose, oppure viene da me e mi dice ti do un bacio così ti passa. cmq anche io ho notato che se dico che sto per perdere la pazienza, lei mi chiede perchè..io sono obbligata a riflettere sul perchè e spesso mi rendo conto che è per una cosa banale e allora tutto si stoppa prima di innescarsi.

ieri doveva mettere i calzini,alla 10ma volta che glielo chiedo dico: NINNIIIIIIIIIIIIIII I CALZINIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

lei mi guarda coi calzini in mano e mi rifà il verso ridendo, ma non per prendermi in giro, ma proprio per stemperare, vi giuro abbiamo riso fino alle lacrime..
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Re: Esprimere la rabbia, non soffocarla

Messaggioda laurastella » martedì 13 novembre 2012, 23:57

io credo che la rabbia di un adulto e di un bambino siano due cose piuttosto diverse, soprattutto nelle loro conseguenze. un bambino sta sperimentando tutto lo spettro degli stati d'animo, in ogni nuova esperienza, ed e' importante che possa esprimersi liberamente. questo non vuol dire che tutto quello che fa in preda a quegli stati d'animo sia lecito, e' chiaro che in certi casi l'adulto vi debba porre un freno, per salvare l'incolumita' sia del bambino sia di altre persone. ma e' importante che il sentimento del bambino sia rispettato e accettato. ecco come quello che ha fatto chiaraeanna nel negozio di scarpe.
insomma un sentimento non uccide. e se le esplosioni di rabbia di un bambino provano casini enormi, sarebbe il caso di chiedersi quale disagio quel bambino sta cercando di esprimere. e non reprimerlo! quel disagio va non solo capito, ma affrontato in modo radicale. i bambini sono naturalmente sociali e cooperativi, quando si sentono amati e rispettati e la loro dignita' e' intatta.

invece la rabbia dell'adulto e' un'altra cosa. ci puo' far capire molto su noi stessi, su come interpretiamo una certa situazione, su quali sono i nostri bisogni insoddisfatti. ma e' estremamente distruttiva se e' scaricata in modo inconsapevole su altre persone. ed e' una tragedia se e' scaricata sui nostri bambini, perche' di fronte alla nostra rabbia i bambini sono subito portati a considerarsi cattivi, sbagliati, buoni a nulla e questo ha conseguenze pesanti nella loro vita futura. un altro adulto puo' offendersi, mandarci a quel paese o lasciarci, se si tratta del nostro partner. ma i nostri bambini sono totalmente abbandonati a noi ed e' irresponsabile sottoporli a esplosioni di rabbia che li fanno sentire male con se stessi. in questo tutti i testi di Alice Miller, e anche Jan Hunt, sono molto chiari. sfogare la rabbia su un bambino non e' mai giustificabile. e se succede - perche' non siamo perfetti e siamo umani e abbiamo tutti le nostre storie anche difficili alle spalle - e' importantissimo parlare di quello che e' successo e scusarsi, spiegare che il nostro comportamento e' stato un errore. se succede, vuol dire che dentro di noi c'e' un bambino arrabbiato che non ha potuto esprimersi in passato, non e' mai stato ascoltato, e che ha sofferto. il controllo della rabbia quando si ha a che fare con i bambini non e' una forma di repressione delle proprie emozioni e non e' neppure una forma di comunicazione non sincera (nel senso che facciamo finta di non essere arrabbiati). anzi, e' una forma molto importante di consapevolezza di se'. io lo vedo come un cammino spirituale.

PS: questo non vuol dire "lasciar fare ai bambini quello che vogliono" ma rispettarli, sempre e comunque, e accettare le loro emozioni anche negative, quando si tratta di porre limiti e di far prevalere la nostra volonta' e di esprimere il nostro disappunto per qualcosa che non ci va.
PS2: ricordo di aver letto un buon consiglio terapeutico per far sfogare la rabbia di un bambino: dargli un foglio e una penna e dirgli: vedo che sei arrabbiato, disegna la tua rabbia!
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