l'aria di primavera che ci auguravi ha soffiato davvero intorno e dentro di noi, credo che le tante cose che abbiamo fatto negli ultimi due mesi abbiano dato a Mia la gioia di fare e sperimentare, e anche la fiducia (verso i bambini, verso gli altri adulti), non a caso all'asilo le prime volte ci è stata bene (e di sua spontanea volontà)
può darsi che tutto questo nascesse dal fatto che avevo finalmente un progetto a lunga distanza, il lavoro che avrebbe occupato l'estate, e l'asilo per Mia; mi sono sentita più viva anche solo nelle sciocchezze, come andare dal parrucchiere
ecco, che tutto poi sia andato a rotoli, di questo mi porto addosso una tristezza profonda
forse non era nemmeno il progetto in sé ma l'idea di averne uno, come a volte si è innamorati dell'amore e non di qualcuno in particolare; perche', davvero, una di voi potrebbe dirmi "già che avevi iscritto la bimba all'asilo perche' non ti sei cercata un altro lavoro?" e allora forse è vero quello che scrivevano Lorelay e Ross all'inizio di questo topic, che in realtà di lavorare tanta necessità/voglia non ne ho, ma ogni pretesto poi risulta buono per arrendermi.
Il contesto conta tantissimo ed è pesante
TUTTI (nonni, vicine di casa, marito) danno la colpa del mancato inserimento di Mia all'asilo a me
Qui l'asilo funziona così: li molli e te ne vai; la paura di abbandonarla è stata la mia, lei si sarebbe adattata
oltre al solito corollario: devi staccarla dal seno o a settembre sarà uguale, sono troppo attaccata, sto crescendo un'infelice perche' non sa fare a meno di me...
sono emotivamente sola nelle mie scelte e nel mio maternage, e i giudizi pesano
da una parte vorrei tirare dritto; dall'altra mi fanno sentire diversa, e alla fine il dubbio che qualcosa non vada nel mio modo di fare mi viene
mi viene il dubbio di essere iperprotettiva, e qualora questo fosse vero, mi chiedo se davvero sto "rovinando" mia figlia, rendendola diversa dagli altri bambini, non facendola passare per le prove che gli altri devono affrontare.
per questo mollare l'asilo mi pesa, è come dar ragione a tutti loro, e dall'altra no, non mi piace proprio questo modo di trattare e considerare i bambini (nell'ultima conversazione telefonica la direttrice, commentando i pianti notturni di Mia all'idea dell'asilo, mi ha detto che, si sa, i bambini sono furbi, conoscono i nostri punti deboli e sanno dove colpire) e non mi piacciono queste regole (l'inserimento consiste nel lasciarla due ore, se piange pace)
intanto è vero che ho bisogno di progetti, e ora come ora non ne ho, che mia deve sapere dove si va, che la mamma ha una direzione e sa bene cosa fare; dopo che le ho detto che chiamavo la direttrice per dirle che a scuola non ci va più, ogni 5 minuti mi dice "però senza andare mai più a scuola!" come a chiedermi conferma, e io a rassicurarla, ho avuto la sensazione che volesse capire cosa penso in merito, perche' ho deciso così, soprattutto dopo che a un certo punto (non smetteva di ripeterlo!) mi sono quasi innervosita; so che lei affronterebbe qualunque cosa le ponessi di fronte se io ne fossi convinta, e questa consapevolezza mi dà una grande responsabilità
