Empatia (o simpatia?)

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Empatia (o simpatia?)

Messaggioda Crystal » lunedì 23 maggio 2016, 12:53

Non riesco a capire la differenza tra empatia e simpatia, non riesco a capire quale sia quella che manifesto io, non riesco a capire se mi trovo in difficoltà perché uso quella sbagliata!
Partendo dalla definizioni:
Dizionario di Medicina (2010)
empatia Capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro. L’e. costituisce uno dei capisaldi della moderna concezione del rapporto medico-paziente.

Dizionario di filosofia (2009)
empatia Termine con cui si è soliti rendere in italiano quello tedesco di Einfühlung (anche tradotto con «simpatia simbolica»), usato in estetica e in psicologia per indicare la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona con nessuna o scarsa partecipazione emotiva (quest’ultima è invece presente nel sentimento di simpatia).

Wikipedia
L’empatia è la capacità di comprendere a pieno lo stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa "sentire dentro"[1], ad esempio "mettersi nei panni dell'altro", ed è una capacità che fa parte dell'esperienza umana ed animale.

La simpatia nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona provocano simili sentimenti anche in un'altra, creando uno stato di "sentimento condiviso".

Simpatia ed empatia
Lo stato psicologico della simpatia ha tratti in comune con quello dell'empatia.
Le principali definizioni sono:
• Empatia: abilità di percepire e sentire direttamente ed in modo esperienziale le emozioni di un'altra persona così come lei le sente, indipendentemente dal condividere la sua visione delle cose.
• Simpatia: abilità di percepire la situazione in maniera simile alla persona coinvolta. Questo quindi implica preoccupazione, o partecipazione, o desiderio di alleviare i sentimenti negativi che l'altro sta provando.
Per questo è possibile provare:
• Empatia, ma non simpatia: quando si sentono internamente ed in modo esperienziale i sentimenti dell'altra persona (empatia), ma non si intende alleviare le sue sofferenze (simpatia)
• Simpatia, ma non empatia: quando si sa che qualcuno sta male e si sente la voglia di aiutarlo, ma non proviamo in modo diretto ed interiore il suo sentimento di dolore (empatia)
• Empatia e simpatia: quando si percepiscono i sentimenti dell'altra persona (empatia) e si sente la voglia di aiutarla

Quindi mi pare di capire che empatia è comprensione, simpatia invece è provare gli stessi sentimenti.
Un medico deve essere empatico (ma non “simpatico” perché ne va della sua professionalità, deve cercare di mantenere un distacco emotivo)… però allora non capisco il punto di wikipedia che recita ” Empatia, ma non simpatia: quando si sentono internamente ed in modo esperienziale i sentimenti dell'altra persona (empatia), ma non si intende alleviare le sue sofferenze (simpatia)”… Ma un medico non vuole invece alleviarle le sofferenze? Forse sta qui il busillis: il medico cerca di alleviarle perché è il suo lavoro e ha le conoscenze scientifiche per farlo, ma non sta soffrendo con il paziente.
Cosa ne pensate?

Veniamo a me… Cos’è quella che provo io? E che mi fa stare così male… Simpatia?
Quando A. si dispera di frustrazione e rabbia io sto malissimo: ho analizzato i motivi e direi che sono:
    - vorrei che lei accogliesse serenamente il rifiuto, che non la facesse arrabbiare e disperare. Vederla star male mi fa star male
    - la sua reazione mi stressa, o forse mi stressa non riuscire a calmarla. Mi verrebbe voglia di urlarle un sonoro “basta!!” e che funzionasse… Trattenermi dal reagire così mi costa molta fatica
    - Vedere che non riesco a fare qualcosa di efficace mi irrita sempre di più finche poi magari sclero…
Poi ho un’amica con bimba della stessa età, che è anche educatrice di nido. Lei non si lascia sopraffare emotivamente dalle frustrazioni della bimba. L’ho vista in azione: bimba sta facendo qualcosa che non si può, lei la prende in braccio (forse l’aveva già spiegato diverse volte prima) dicendo che in quel posto non si può fare la tal cosa, bimba si arrabbia, lei dice “mi dispiace ma qui non si può” (con tono deciso, non dispiaciuto, un paio di volte) e intanto cerca qualcosa con cui distrarla, “ehi guarda questo bel giochino!”. Bimba contenta.
Va bene che la sua bimba si è calmata abbastanza in fretta, nemmeno io vado in stress quando si calma così in fretta. Va bene che magari lei è stata abile a incanalare l’attenzione su altro. Ma so che comunque quello è il suo modo, lei dice che forse il fatto di non stare male quando la bimba piange arrabbiata le deriva dal lavoro al nido. Lei non sta male e nemmeno sclera. Spiega le cose il numero di volte necessario poi fine, te ne fai una ragione.

Cos’è la mia? Empatia con simpatia unite a carattere di m**da?
Cos’è la sua? Empatia senza simpatia unita a abitudine professionale?
Fatto sta che vorrei tanto riuscire a sentire come lei…
Crystal
 
Messaggi: 132
Iscritto il: mercoledì 3 febbraio 2016, 13:57
Figli: A. 28/11/2014

Re: Empatia (o simpatia?)

Messaggioda Crystal » martedì 11 ottobre 2016, 12:48

Come mai questo topic ha ricevuto tante visite ma nessun commento? Troppo difficile la domonda o troppo assurda?
Crystal
 
Messaggi: 132
Iscritto il: mercoledì 3 febbraio 2016, 13:57
Figli: A. 28/11/2014

Re: Empatia (o simpatia?)

Messaggioda Emy » martedì 11 ottobre 2016, 23:24

Scusa Crystal hai fatto bene a farlo tornare su, non lo avevo neanche visto.
Non comprendo bene ciò che scrive Wikipedia ....
Per quello che so io
Empatia senti e ricrei la sensazione che sta provando l altro, ma secondo me non è Detto che vieni sopraffatta
Simpatia senti un forte interesse e voglia di stare assieme, senti feeling e complicità ma sono sensazioni che ognuno prova per l altro
Ma aldilà delle definizioni...

Vorrei che accogliesse il rifiuto....
Sei sicura di volere che tua figlia accetti tranquillamente il rifiuto?
Prova a proiettarlo nel futuro.
È normale che ci si senta a disagio sentendo il pianto, siamo programmati per rispondere al pianto...
Bisogna capire però se il disagio è così elevato da nascondere altre cose ...
Ovvero paure ferite aperte , abbandono,
Un bimbo che piange palesa tutta la nostra incapacità a gestire una situazione oppure l incapacità a lasciare agli altri le responsabilità che competono a loro o lasciare che possano sfogare le loro sensazioni.
Perché non potrebbe anche lei poter sfogare le sue sensazioni negative?
Non ha ricevuto quello che chiedeva, almeno il suo sfogo lo potra avere no?
Ci sono tanti motivi per cui senti forte il suo disagio come fosse il tuo...
Uno è che non hai avuto la possibilità di crescere emotivamente
Un altro è che rivivi certi schemi, certe sensazioni di abbandono, certi disagi...
Un altro è che non vuoi avere la responsabilità del dolore altrui....
Molto spesso queste cose sono state insegnate direttamente dal modo in cui si comportavano con noi oppure dal modo in cui non ci hanno permesso di sviluppare la nostra emotività o di crescere.
non so se la tua amica è empatica o è solo distaccata.
Comunque empatia non vuol dire farsi travolgere dalle sensazioni dell altro , vuol dire solo sentirle in se per capire come si sente.
Se lasci a tua figlia la responsabilità delle sue sensazioni, sara poi in grado di imparare a gestirsele, se invece ti arrabbi, ti prendi tu la responsabilità
Hum no non riesco a spiegarmi in questo momento.
Fai conto che ti rubino la borsa... Cominci ad incazzarti... La tua amica che stava con te, però comincia ad incazz il doppio ad un certo punto ti tocca cercare di calmarla non puoi più dedicarti al tuo sfogo...
Mmm no non riesco a fare un paragone adeguato ora, ci dormo su...
Emy
*‿*
 
Messaggi: 1661
Iscritto il: sabato 6 dicembre 2008, 2:02
Figli: S 2000 G 2002 D2004

Re: Empatia (o simpatia?)

Messaggioda Crystal » mercoledì 12 ottobre 2016, 7:25

Grazie Emy della risposta!
Nell'attesa che ci dormi rispondo a qualcosa
Emy ha scritto:Vorrei che accogliesse il rifiuto....
Sei sicura di volere che tua figlia accetti tranquillamente il rifiuto?
Prova a proiettarlo nel futuro.
È normale che ci si senta a disagio sentendo il pianto, siamo programmati per rispondere al pianto...

Cioè no è che vorrei che facesse tutto quello che dico io senza una volontà propria, diciamo che è il fatto che non accetti le mie spiegazioni, le mie alternative o addirittura che nemmeno le ascolti...
Poi razionalemente lo capisco eh che è normale e giusto che si opponga nel momento in cui lei vorrebbe fare qualcosa di diverso... Ma emotivamente poi non riesco ad evitare di stare male! Che poi sto male no perchè si oppone ma perchè la cosa dura a lungo
Emy ha scritto:Ci sono tanti motivi per cui senti forte il suo disagio come fosse il tuo...
Uno è che non hai avuto la possibilità di crescere emotivamente
Un altro è che rivivi certi schemi, certe sensazioni di abbandono, certi disagi...
Un altro è che non vuoi avere la responsabilità del dolore altrui....
Molto spesso queste cose sono state insegnate direttamente dal modo in cui si comportavano con noi oppure dal modo in cui non ci hanno permesso di sviluppare la nostra emotività o di crescere.

Ehm... Come faccio a capirlo?

Emy ha scritto:Fai conto che ti rubino la borsa... Cominci ad incazzarti... La tua amica che stava con te, però comincia ad incazz il doppio ad un certo punto ti tocca cercare di calmarla non puoi più dedicarti al tuo sfogo...
Mmm no non riesco a fare un paragone adeguato ora, ci dormo su...

Forse l'esempio non è calzante, perchè io ad esempio in questo caso so che riuscirei a calmarmi e a vedere il furto in modo più distaccato e razionale (lo dico per esperienza: dopo il terremoto mi faceva bene essere circondate da persone più spavenatate di me, perchè facevo loro coraggio; quando invece andavo ala lavoro ed erano tutti troppop tranquilli secondo me mi prendeva l'ansia)

Emy ha scritto:Se lasci a tua figlia la responsabilità delle sue sensazioni, sara poi in grado di imparare a gestirsele, se invece ti arrabbi, ti prendi tu la responsabilità

Cosa significa lasciarle la responsabilità delle sue emozioni? (oltre al fatto di non arrabbiarmi a mia volta perchè poi si deve preoccupare del mio sfogo)
Crystal
 
Messaggi: 132
Iscritto il: mercoledì 3 febbraio 2016, 13:57
Figli: A. 28/11/2014

Re: Empatia (o simpatia?)

Messaggioda Emy » martedì 18 ottobre 2016, 21:49

Lasciarle la responsabilità delle sue emozioni significa non distrarre, non sdrammatizzare, non tentare di far smettere di piangere, non arrabbiarsi potando così attenzione su di se ...
Non prima almeno di averla fatta sentire capita e compresa, solo dopo magari si cerca di portare la situazione verso l uscita dalla crisi.

Mi sfugge l esatta comprensione della differenza tra simpatia e empatia...
La cosa importante è riuscire a distinguere dentro di se le sensazioni dell altro che risuonano dentro di noi.
La questione è che se tu sei in un mare in tempesta fai più difficoltà ad aiutare tua figlia che é anche lei nel mare in tempesta...
Quindi sentire risuonare le sensazioni dell altro può essere importante ma è importante lasciare agli altri le loro sensazioni.
Ti senti pervasa potentemente?
È un percorso da fare di comprensione di se riuscire a distinguere.
Non è facile e immediato, ma se pensi che puoi essere più utile così, vale la pena.

L argomento è vastissimo
È possibile poi che si attivino altri schemi del tuo vissuto ...
E subentra la delusione per non essere riuscita ad essere efficace, la tristezza per le aspettative disattese, la paura di non essere una madre brava, senza contare tutte le frasi del nostro passato e forse anche presente che vengono espresse dalla società che ci circonda/( e risuonano in testa dopo anni che sono state pronunciate)
Ti fai mettere i piedi in testa, se non agisci adesso poi chissà , se ora fa così figurati quando sarà più grande...
Tutte cose che fanno sentire la nostra calma interiore e ci danno il tempo e la forza di essere noi stessi.... Hem... No
Sono mazzate alla nostra autostima!

Sai non è che tua figlia non accetti le tue spiegazioni, lei probabilmente desidererebbe ardentemente fare esattamente quello che le chiedi.... È che non può fare a meno di ascoltarsi e fare quello che sente di fare.
E tu le parli usando il linguaggio razionale, lei usa un altro linguaggio... Per questioni fisiologiche...
Il linguaggio lo puoi usare ma lo devi accompagnare con il linguaggio fisico come fanno gli animali , questo include espressioni del viso , sensazioni e azioni .
Fai uscire le sensazioni e i sentimenti che la rabbia copre.
Sai sto dicendo in generale perché non conosco abbastanza la situazione
Emy
*‿*
 
Messaggi: 1661
Iscritto il: sabato 6 dicembre 2008, 2:02
Figli: S 2000 G 2002 D2004


Torna a Crescere con i nostri piccoli

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite