Crescere senza un padre

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » sabato 9 gennaio 2016, 9:08

Ciao a tutte! È da qualche mese che seguo questo sito e ne condivido le idee, motivo per cui ho deciso di iscrivermi. Ho una splendida bimba di 20 mesi che sto crescendo da sola dal momento che il padre non l'ha riconosciuta alla nascita. Vi racconterò la mia storia in un'altra sede, quello che invece vorrei condividere con voi in questo post sono le mie difficoltà quotidiane da mamma single, comunque di poco conto paragonate alla gioia che questo piccolo uragano ha portato nella mia vita, ma soprattutto vorrei condividere i miei dubbi, la paura che il mio amore non le basti per crescere serena, che il vuoto dato dall'assenza del padre sia incolmabile al punto da renderla una bambina insicura e infelice... vorrei farti una domanda, anzi due, che per me sono interrogativi costanti: secondo voi quanto incide la mancanza della figura paterna sull' autostima di una persona? fino a che punto una madre buona e amorevole può colmare questa assenza? vi chiedo per favore di darmi la vostra opinione sincera perché non mi interessa essere rassicurata o consolata, ma piuttosto capire come posso agire al meglio per far stare bene la mia bimba, perché tutto quello che desidero al mondo é la sua felicità e che non debba pagare per i miei errori... un abbraccio a tutti
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda emme » martedì 12 gennaio 2016, 0:38

Ciao e benvenuta
Io sono stata una bambina cresciuta senza un padre. Non mi aveva riconosciuto, poi si ma pur ufficialmente stando insieme, lui e mia madre hanno sempre fatto vite separati, e tante sofferenze. Anche in quel periodo cmq era come se non ci fosse, e poi si sono separati definitivamente.
Ti dico che io sul momento non ho sentito la mancanza della sua figura.
Mi rendo conto però che mia madre ha fatto molti sbagli che all'epoca non capivo. Mi ha dato tutto, ha vissuto x me. Ecco il suo sbaglio racchiuso in una sola parola. Io ho faticato davvero tanto a diventare una persona distinta da lei, e ancora adesso, 30 anni e due figli, lei si sente in diritto di farmi storie se non mg comporto come pensa sia giusto. Siamo state una casa sola x anni e non è mai riuscita a farsi da parte. sono stata il suo mondo e inconsciamente mi sentivo responsabile della sua felicità.
Ecco cosa vorrei dirti. Non lasciare la tua vita x fare solo la sua mamma.. Non investire tutto su di lei non e su di voi. È un peso troppo grosso x una bambina.
Avatar utente
emme
 
Messaggi: 849
Iscritto il: martedì 11 dicembre 2012, 16:30
Figli: E. 2011
A. 2015

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » martedì 12 gennaio 2016, 7:36

Ti ringrazio tanto per le tue parole, mi sono davvero utili.. credo che tu abbia colto un punto fondamentalmente, perché in effetti da quando è nata io sto letteralmente vivendo per lei, non ho più nessun interesse che non riguardi lei, a parte il lavoro, mi dico che è solo perché è ancora piccola, che andando avanti mi riprenderò i miei spazi, ma la verità é che in questo momento mi sta bene vivere per lei e non pensare ad altro, perché non c'è altro a cui voglia pensare, l'idea di una vita senza di lei non avrebbe più senso.. ho avuto una madre che mi ha sempre rinfacciato i suoi sacrifici per noi, il fatto di aver smesso di lavorare, quindi so cosa significa sentirsi il peso della responsabilità e vorrei assolutamente non fare gli stessi errori con mia figlia, quello che cerco di fare per ora é non tarpare le ali, non fermarla nelle sue iniziative, rispettarne le inclinazioni anche se magari non rispondono ai miei ideali, ma soprattutto mai le rinfaccero' quello che ho fatto per lei, non mi ha chiesto lei di nascere.
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Effi B. » martedì 12 gennaio 2016, 10:07

Benvenuta Juliette! e benvenuta alla tua piccola G.!

Posso solo immaginare quanto sia difficile essere da sola ad accompagnare la crescita della tua bambina. E portare in te il dolore di una separazione così drammatica dal suo papà. Aspetto di leggere la vostra storia, se avrai voglia di raccontarcela.

Ci chiedi del vuoto che la sua assenza potrò provocare in lei. Credo che tu stessa abbia dentro di te parte almeno delle risposte che cerchi. Sai che l'assenza di un padre rappresenta un vuoto, un posto in cui manca qualcuno. Tutti noi sappiamo che peso hanno avuto per noi i nostri genitori, quanto ne abbiamo avuto bisogno (e ne abbiamo bisogno) e quanto abbiamo gioito del loro amore e sofferto dell'incomprensione, della disattenzione dell'assenza loro, se ci sono state. E così non può che essere per la tua piccola.

Però, detto questo, la vita ci fa resistenti, duttili, capaci di reagire e scegliere delle possibilità di compensazione o riparazione o sostituzione. A volte in famiglie in cui i due genitori sono presenti non è comunque garantita per i figli l'espressione piena del loro amore. Lo sappiamo. A volte accadono separazioni, ci si perde, si viene a mancare. Eppure si sopravvive e si vive e si cresce. Nel tuo caso c'è una "splendida" bimba e questo aggettivo che hai scelto mi dice del tuo amore che la circonda e la scalda, la protegge e la sostiene. E mi commuove sempre pensare a un bambino amato la cui mamma si preoccupa per lui e cerca di cogliere con scrupolo le sue difficoltà, di comprenderlo. Sono convinta, cara, ti dico di ciò che sento perché questo è quanto posso darti in coscienza, che ci siano poche cose preziose come la cura che leggo nelle tue parole rivolte alla tua bambina. In fondo la vostra storia alla tua bambina dice quanto è stata desiderata e amata da te, che l'hai voluta anche nella prospettiva di doverle stare vicino da sola. La sua presenza accanto a te rende la tua vita diversa e più preziosa. Questo è un dono secondo me che protegge e rende forte anche rispetto al vuoto di un padre che non c'è. Un uomo che certo avrà delle ragioni, che non voglio giustificare, intendimi, che si possono forse provare a capire nella loro imperfetta umanità. Un uomo che ha in sé qualcosa che gli ha impedito di accogliere nella sua vita la bellezza di sua figlia. Col tempo, quando verrà il momento, ne parlerete. Tu sai che lei può soffrire di questa cosa e penso che già questa sola consapevolezza le farà scudo rispetto a molto dolore che non si troverà mai a patire da sola.

Quello che mi viene da dirti è di fidarti di te e del tuo amore e di lei e del suo splendore. In quello che ci scrivi io leggo qualcosa di molto diverso dalla relazione simbiotica di cui purtroppo deve raccontarci emme.
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Lorelay » martedì 12 gennaio 2016, 11:32

La mancanza di un padre crea sicuramente un vuoto. Il problema è anche perché quel vuoto si è creato. In questo caso, per libera decisione di chi non è voluto esserci.

Hai chiesto un parere sincero, e te lo do. Sì, sono certa che tua figlia ne soffrirà e si sentirà rifiutata. L'ho visto: mia cugina ha 34 anni e ancora lotta con la rabbia di un padre che la tratta come se non esistesse, e quando si incontrano le ricorda che è un fastidio. Questo per forza crea dolore.

Ma il punto è: noi non abbiamo il potere di eliminare i motivi di dolore dalla vita dei nostri figli. Ci saranno delusioni e sofferenze, e noi non possiamo preservarli. Possiamo solo stare accanto, accoglierli e sostenerli. Tenendo l'esempio di mia cugina, un errore fatto da sua mamma (e anche dalla mia e da mia nonna) è stato non riconoscere la sua sofferenza. Erano tutti così felici di liberarsi di lui, e lui così chiaro nel dire di volersene andare, che si sono convinti che era meglio così. Forse lo era, ma è stato per me sottovalutato il dolore che lei ha provato per essere stata rifiutata. Certo che c'è altro nella vita, non è una tragedia, si reagisce. Ognuno poi ha il proprio modo e le proprie risorse. Però le difficoltà si superano solo dopo che le si è individuate.

Aggiungo che condivido pienamente l'idea di non annullare se stesse per i figli. L'ha fatto anche mia mamma, due figli e un marito con cui è da 43 anni (che poi litighino ogni giorno lo tralasciamo), ma l'ha fatto. E quando lo fai, arriva il giorno in cui ti senti persa, e ti aggrappi ai tuoi figli perché non se ne vadano (metaforicamente parlando, e a volte anche letteralmente).
Questo non ha nulla a che fare col fatto che i miei figli sono la mia vita, ogni cosa è pensata per loro ed è in base a loro, hanno la priorità su ogni esigenza, necessità, scelta e decisione. Loro sono tutto, ma io devo esistere come me stessa per poter dare a loro tutto.
Non so se sono stata chiara.
Lorelay
 
Messaggi: 1044
Iscritto il: lunedì 6 giugno 2011, 16:36
Figli: A femmina 2004 - C maschio 2006 - S maschio 2011

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » martedì 12 gennaio 2016, 12:37

Grazie ragazze, non sapete quanto mi aiuta parlare della situazione che sto vivendo, non ho molte occasioni per sfogarmi.. faccio fatica percepire il confine tra vivere per mia figlia e annullarmi come persona, so che è sbagliato annullare la propria vita per chiunque, anche per un figlio e so che se lo facessi prima o poi in qualche modo glielo farei pesare, pur senza volerlo, spero di non cadere in questo errore, il fatto é che quando sai di esserci solo tu vorresti essere tutto per lei, per colmare l'assenza dell' altro genitore e non farle mancare nulla, anche se razionalmente so che questo non è possibile... faccio fatica ad accettare l'idea che possa sentirsi sbagliata o colpevole per qualcosa di cui non è assolutamente responsabile, quando me lo chiederà vorrei essere capace di trovare le parole giuste per farglielo capire, perché penso che le parole abbiamo un peso enorme, anche per un bambino..
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » martedì 12 gennaio 2016, 13:40

Grazie effi, le tue parole sono un balsamo per le ferite. Voglio dirti che io non ho nessun rancore verso il padre di mia figlia, la gravidanza é capitata in un periodo in cui entrambi volevamo divertirci e non avevamo una relazione stabile, lui era fidanzato e io lo sapevo, ci frequentavamo di nascosto, quando sono rimasta incinta ho deciso di tenere la gravidanza contro il suo parere perché non potevo interrompere quella vita che si era aggrappata a me con tutte le sue forze, non ne avrei mai avuto il coraggio, io desideravo diventare la sua mamma. Lui ha scelto di allontanarsi e io gli ho garantito anonimato e assoluto rispetto per la sua scelta, perché secondo me è giusto così, come io ho potuto fare la mia scelta anche a lui spettava lo stesso diritto, l'errore è stato a monte, nell'aver avuto una relazione segreta senza pensare alle possibili conseguenze, errore di cui mi assumo la metà delle colpe. Da quando gli ho comunicato la gravidanza non l'ho mai più visto né sentito, gli ho scritto un solo messaggio quando g è nata a cui ha risposto augurando il meglio a entrambe, poi più nulla. Non credo che avrò più sue notizie, ma se dovesse cambiare idea credo che una possibilità gliela darei, anche se tutti ci tengono a dire la loro senza essere interpellati e senza conoscerlo, che io dovrei fargliela pagare, obbligarlo a darmi gli alimenti, che qua che là.. ma a che scopo mi chiedo io? Per dover dire a mia figlia che suo padre la mantiene per obbligo ma non la ama e non vuole vederla? É questo l'insegnamento che devo dare a mia figlia? Che i figli sono un obbligo, un peso, un impegno forzato? Io non ci sto a questa cosa, forse ragiono in modo sbagliato?
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Effi B. » martedì 12 gennaio 2016, 14:48

C'è così tanta onestà nelle tue parole che credo di per sé sola sia la base solida su cui costruire la tua famiglia con la tua bambina. Ammiro la tua forza e la tua lucidità. Come pure il senso di responsabilità che esprimi. Sono convinta che alla tua bambina faccia molto bene la serenità con cui hai scelto di rispettare suo padre, senza rancori. Non so immaginare niente di più opposto della triste storia di cui ci ha raccontato Lorelay, con quel padre disprezzato da tutti che è stato assente nel risentimento e nella rabbia. Credo che il posto che spetta al papà di G. tu lo stai custodendo con così tanto amore che il tuo amore lo riempie un bel po'
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » martedì 12 gennaio 2016, 15:00

Non potrei mai disprezzare la persona che mi ha fatto il dono più bello della mia vita, tanto più che non mi ha mai minacciato né maltrattata in alcun modo, mi ha solo chiesto di starne fuori e non vedo perché non rispettare la sua scelta. Probabilmente mia figlia ne sentirà la mancanza, magari soffrirà, ma spero di essere capace di trasmetterle il rispetto per la libertà di scelta altrui, che implica il non doversi sentire responsabile né colpevole
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Helianthus » mercoledì 13 gennaio 2016, 17:24

Ciao, io non so se potrò esserti d'aiuto o meno, alla fine ogni bimbo è una storia a sé. Comprendo le tue difficoltà e conosco la fatica di sentirsi l'unico centro del loro mondo. Ma anche la gioia e la soddisfazione che ne derivano. Io ti posso solo riportare la mia esperienza di mamma single. Anch'io ho molti dei tuoi dubbi a proposito di autostima, ma credo che non dipenda soltanto da quanti genitori crescono un figlio ma piuttosto dalla qualità del rapporto che si ha con loro. Per me, la notizia della gravidanza inaspettata, è stata una gioia immensa, per lui è stato il peggiore degli incubi. Non lo voleva e mi ha chiesto più volte di abortire. Io non avrei mai potuto. Mi sentivo pronta a fare la madre. Questo figlio lo amavo già con tutta me stessa. Eravamo una coppia instabile anche prima ma, dopo la notizia, iniziò un periodo altalenante e snervante di rifiuti e riavvicinamenti. Diventai la sua valvola di sfogo per ogni cosa. Lui era irascibile, egocentrico, ipercritico. E palesemente spaventato. A questo si aggiunsero le pressioni di sua madre per riconoscere il bambino. Lei, il nipote, lo voleva a tutti i costi. Con il passare dei mesi io e la mia pancia diventammo un fastidio, un impiccio. Gli chiesi di andarsene se non voleva più stare con me ma non sapeva dove andare, c'erano un bimbo in arrivo e dei sensi di colpa. Rimase un po' per orgoglio e un po' per convenienza. Quando nacque il bimbo, nonostante tutto, lui decise di riconoscerlo e di stare con noi (a modo suo, con distacco) per un po’. Ma il rifiuto verso il ruolo di padre si accentuò. Non rifiutava il bimbo ma non voleva/non sapeva fargli da padre. E se ne andò. Il bimbo aveva 14 mesi. Io ho scelto di continuare a garantire un contatto fra loro, anche se minimo. Facendo un percorso faticoso emotivamente. Spesso andando contro tutti, anche me stessa. Quando va bene lo vede un’ora a settimana, quando va male un’ora ogni due o tre mesi. L’importante è che lo chieda lui. Nulla è stato imposto. Per tutto il resto (intendo per tutto ciò che ci si aspetterebbe da un padre) non c’è. Ma ho imparato ad accettare quello che può dare. Mio figlio sa che lui è suo padre. Talvolta piange, si impunta, non lo vuole vedere. A volte quando lo riprendo ha il broncio e la faccia triste. Raramente può capitare che mi faccia delle timide domande sul suo papà. E quando lo rincuoro sul fatto che anche se è lontano e lo vede poco, a modo suo, gli vuole bene, sorride, si rasserena. C’è una parte di lui che pensa al suo papà, che lo cerca. E un’altra che lo nega, lo rifiuta. Ho frequentato un istituto di terapia familiare per più di un anno. Ne è emerso che esiste un filo invisibile che ci lega dalla nascita a chi ci ha generato. E che ci legherà per sempre a livello inconscio anche a chi non abbiamo conosciuto, ma che ci ha dato la vita. Portiamo dentro di noi il 50% dei suoi geni e della sua storia. Mi è stato spiegato che il vuoto dato dall’assenza di un genitore sarà un vuoto che per tutta la vita si cercherà di colmare. E che il genitore assente diventa il più “presente” proprio a causa di quel vuoto. E’ un po’ quello che accade ai figli adottati o agli orfani. Arriva un momento in cui vorranno cercare le proprie radici per trovare la loro identità e se non compresi o accompagnati in questo percorso si rischiano rotture e disagi, o una crescita emotiva bloccata. Questo non esclude una vita serena ed equilibrata, se il percorso di crescita avviene con amore e intelligenza (ma penso che questo sia sempre valido) e che la fase più delicata arriva nell’adolescenza.
Quello che posso consigliarti anch’io è di ritrovare la tua dimensione di donna, di ricavare dei momenti solo tuoi. Quando il mio piccolino ha iniziato a dire di essere il mio fidanzato o ad annunciare che mi avrebbe protetto dai cattivi, si è acceso un campanello d’allarme. “No, io sono la mamma. A me ci penso io. Tu hai tutto il diritto di goderti il tuo essere bambino. E sono io che proteggo te.” Ho iniziato ad uscire una volta ogni tanto. A frequentare anche il mondo adulto. Finché (cosa che non mi sarei mai aspettata) mi sono innamorata. Oggi ho un compagno. Mio figlio lo adora e lui adora noi. Ora che è più grandicello cerca qualcuno in cui identificarsi, qualcuno diverso da mamma che gli sia complice, un'altra persona con cui confrontarsi e avere un altro punto di vista sui suoi piccoli/grandi interrogativi. E’ un bimbo assolutamente sereno, giocoso. Stiamo ancora lavorando sul concetto di “famiglia” perché, a dispetto della modernità in cui pensiamo di vivere, spesso non è così. Io gli spiego da tempo che esistono tanti tipi di famiglia e che la famiglia va oltre il legame di sangue (d’altro canto anche Gesù bambino aveva un padre putativo), ma a scuola gli viene chiesto di disegnare i suoi genitori, deve imparare la poesia o fare il lavoretto per la festa del papà, ci sono recite o giochi in cui è richiesta la presenza del papà e lui è solo come un pulcino (se non fosse per il mio compagno che interviene in vece). In queste situazioni vedo il suo disagio. Non ha mai disegnato la sua famiglia, evita le richieste disegnando supereroi o razzi spaziali, non parla mai di suo padre. Quello vero. Ogni tanto si confonde, da piccolo inventava papà immaginari perché alla tv tutti i personaggi hanno entrambi i genitori. Mi raccontava storie sul suo papà che poi scoprivo essere una puntata di qualche cartone. Per un periodo aveva come padre Papà Pig o il papà di qualche suo amichetto. I suoi pupazzi avevano tutti un papà (non una mamma). Una volta mi ha chiesto se potevo essere io il suo papà, al massimo il mio compagno. Ma gli ho spiegato che lui ha già un papà anche se lontano e nessuno può prendere il suo posto. Mamma fa del suo meglio per essere una brava mamma, ma è e rimane mamma. Spero che da adulto possa trovare un equilibrio ed un dialogo con suo padre, io gli sarò sempre vicina, sosterrò gli inevitabili rancori (che avrà nei confronti di entrambi) anche se purtroppo ci saranno cose sulle quali non potrò intervenire.
Avatar utente
Helianthus
 
Messaggi: 83
Iscritto il: martedì 11 ottobre 2011, 11:41
Figli: F1 2011

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » mercoledì 13 gennaio 2016, 20:52

Cara grazie per la tua testimonianza, avevo già letto la tua storia. Sto tanto male al pensiero di lei alle feste di scuola senza papà, o nei disegni della famiglia, a disagio davanti ai suoi compagni per una situazione che dovrà subire per tutta la vita, sono consapevole che questo accadrà e mi angoscia il fatto di non poter fare nulla per proteggerla da questo dolore, io che vorrei difenderla da tutto il male che c'é nel mondo. La nostra situazione é un Po'diversa nel fatto che lei non conosce suo padre e probabilmente non lo conoscerà, quindi non avrà una figura paterna di riferimento, a meno che io non trovi un compagno. Non lo escludo, anche se onestamente in questo periodo non mi sento pronta, vivo ancora troppo in simbiosi con lei, non mi passa per la testa l'idea di frequentare qualcuno, forse mi frena anche il pensiero che per un uomo sia difficile accettare un figlio non suo, anche se so che esistono persone meravigliose capaci di dare tanto amore, però non lo so.. mi chiedo se mai dovesse succedere come dovrei comportarmi, se sarei capace di permettere a lui di diventare un padre a tutti gli effetti per la mia bimba, quindi se gli permetterei di prendere decisioni pari alle mie riguardo la bambina, sopratutto nel caso in cui avessimo idee educative differenti.. mi chiedo anche se sarebbe giusto che l'ipotetico lui diventi suo padre a tutti gli effetti o se comunque dovrei renderla consapevole che suo padre é un'altra persona.. ovviamente non parlo di dirle o meno la verità, perché dirle bugie per me é fuori discussione, mi riferisco proprio al rapporto con il nuovo compagno della mamma, se è giusto che lo consideri un padre adottivo, quindi con tutti i diritti e doveri reciproci del rapporto padre e figlia, o se invece dovrebbe rimanere semplicemente il compagno di mamma, con cui avere sicuramente un buon rapporto, magari di amicizia e affetto, ma niente di più.. non so se riesco a spiegarmi, voi cosa ne pensate?
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Effi B. » mercoledì 13 gennaio 2016, 22:04

Helianthus, che gioia rileggerti!!! E che gioia pensarti innamorata con qualcuno al tuo fianco!!! Grazie che sei venuta a raccontarcelo!

Io fatico a pensare che ci sia un giusto e uno sbagliato quando le persone si amano e si impegnano a rispettarsi. Penso che questo porti a osservare e osservarsi, ad accogliersi. Penso, Juliette che il tuo senso di responsabilità ti porterà a guardare ciò che la tua bambina esprime e a rispondervi. Sono certa che troverete insieme il modo per affrontare qualsiasi cosa
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda emme » mercoledì 13 gennaio 2016, 22:50

Recite scolastiche, saggi di danza, feste di compleanno.. mio padre non ce mai stato c'era alla comunione ma mai a nessuna visita medica, riunione o questione che riguardasse me.
Non sapeva in che sezione ero, che non mg piaceva il formaggio e che la mia migliore amica si chiamava samantha. I miei compagni di scuola non lo hanno mai visto. Eppure nessuno mi ha mai chiesto nulla e io mi sentivo normale nella mia famiglia fatta di mamma e nonna.
Te lo dico solo x rincuorarti un Po
Avatar utente
emme
 
Messaggi: 849
Iscritto il: martedì 11 dicembre 2012, 16:30
Figli: E. 2011
A. 2015

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Helianthus » venerdì 15 gennaio 2016, 14:26

Vorrei parlare di due aspetti: la simbiosi fra voi e l’eventualità di trovare un nuovo compagno. Poiché mi sono ritrovata anch’io ad affrontare delle decisioni e dei risvolti legati proprio a questi due aspetti.
La tua bimba è ancora piccolina e anche nelle famiglie di tipo “tradizionale” a quell’età i piccoli sono un tutt’uno con la mamma. Il problema semmai è l’opposto, sentirci noi un tutt’uno con loro. Arriva un momento in cui i figli cercano di affermare la loro identità, rivendicano dei piccoli spazi, dei momenti solo per loro. E per quanto si pensa di essere preparati a questo, è comunque spiazzante. Anche il mio bimbo è piccolo, ma ha un’età per cui può esprimere bene le sue opinioni ed i suoi pensieri. E le prime volte in cui mi ha chiaramente chiesto di essere lasciato a fare qualcosa senza di me, mi sono sentita morire. Eh già. Loro crescono e noi con loro. In questo senso comprendo e concordo con Emme. Penso che una relazione sana sia l’incontro e lo scambio fra due individui unici e distinti. In una relazione simbiotica mancano i confini interpersonali, gli spazi individuali si annullano e uno dei due rinuncia inconsciamente al proprio Essere. I bimbi, finché son piccoli, stanno bene nel rapporto simbiotico con la mamma, ma ne pagano un prezzo troppo alto da adulti. Spetta ai grandi aiutarli a conquistare l’autonomia in modo armonico. Io sono stata aiutata da persone competenti a individuare i confini, non è facile quando si è genitori single osservare se stessi, manca il confronto, un contrappeso. Io ho notato che mio figlio ha cercato spontaneamente altre figure di riferimento. Prima che arrivasse il mio compagno, la sua figura maschile di riferimento era (e lo è ancora) il nonno. Ho colto l’occasione per iniziare a guardarmi intorno, a ricostruire una rete di amicizie, a cercarne di nuove, a dedicarmi a qualcosa di interessante per me, che non fossero le varie Peppe Pig o i salti sui gonfiabili (che adoro, ma che non vorrei come unico svago per me adulta, eh). Sensi di colpa? Dubbi? All’inizio tanti. Temevo di sottrarre tempo prezioso a mio figlio. Ma lui era tranquillo. Stava bene col nonno. Questo mi ha permesso un po’ di respiro e di godere ancora di più del nostro tempo insieme. Ero pronta a crescerlo da sola. Non ho mai appositamente cercato un compagno che facesse il sostituto padre. E’ capitato. Oltretutto, essendo mamma, ero molto sul chi va là, diffidente e vigile. Attenta ad ogni segnale negativo. Non avrei mai potuto buttarmi con la leggerezza di qualche anno prima in qualche storia sbagliata. Ne avrebbe fatto le spese, più o meno direttamente, anche il piccolo. Io e il mio compagno ci siamo frequentati a lungo in territorio neutro, senza mio figlio. Quando mi sono sentita “a casa” e certa dei sentimenti ho iniziato ogni tanto ad uscire con lui e mio figlio. Ho osservato a lungo il piccolo. Avevo delle sensazioni positive. Stavano bene insieme. Se il mio compagno sceglieva me, era necessario che scegliesse anche mio figlio, senza se e senza ma. E ho iniziato ad invitarlo a casa saltuariamente. Ora conviviamo. Un giorno, correndo in piazza, mio figlio ha incrociato un altro bambino: “ehiiii, ciaooo bambino! Io sono (suo nome), quella è la mia mamma e quello è il mio (nome del mio compagno)! Quella è la mia famiglia, lo sai? Ti piace?” ^_^. Sulla questione educativa siamo abbastanza in sintonia. Per me è fondamentale che condivida quello che per me è importante, l’ascolto, la nanna, l’allattamento, il contatto. Ovviamente lui non è me e devo accettare certe sfumature diverse nell’approcciarsi al piccolo, ma sono appunto sfumature, dove non si concorda (di rado e comunque dopo attente valutazioni) spetta a me la decisione ultima perché sono io la sua “genitrice”. Se non fossimo andati d’accordo sulle modalità educative e non avesse avuto rispetto del rapporto consolidato fra me e mio figlio, probabilmente la storia sarebbe durata poco. Inoltre, fin dall’inizio della relazione, gli ho chiesto di farci seguire da uno psicologo familiare e da un avvocato (sto parlando di qualche incontro informativo, perché anch’io non ho molte disponibilità finanziarie) proprio per definire e impostare i vari ruoli rispetto al bambino. Nel mio caso, c’è il vero padre, che lo ha riconosciuto e legalmente può agire nei confronti di suo figlio. Era necessario impostare dei confini chiari. Io sono comunque vincolata all’altro cogenitore. Per ogni cosa ho bisogno del suo consenso (dalle visite mediche, alle gite oltre confine, alle scelte scolastiche ed extrascolastiche. Lui non c’è, non partecipa mai, ma ha diritto per legge di decidere.) Nel tuo caso, se non sbaglio, il tuo eventuale compagno avrebbe la possibilità di adottare tua figlia (previo tuo consenso, ovviamente) e diventare un padre adottivo a tutti gli effetti, quindi con i diritti e doveri che ne conseguono. Il mio compagno è invece quello che, dalle nostre parti, si chiama “padre d’anima”, legato solo per affetto sincero, nessuna carta ufficiale li unirà mai. Detto questo, mi sentirei di consigliarti ciò che è stato consigliato a me. Non escludere dalla vita di tua figlia, suo padre. Anche se non lo conoscerà mai, anche se sarà solo un’entità astratta. Per sentirsi completa ha bisogno di sapere chi è lei, da dove proviene, quali sono le sue origini. Ha il diritto di avere una storia e delle radici e negarne una parte è come negare l’esistenza di una parte di lei. Anche se un domani avrà un padre non biologico, arriverà l’età delle domande scomode. Potrai avere un oggetto che è appartenuto a “lui”, una foto o anche solo degli aneddoti da lasciarle. Una storia da raccontare senza giudizio morale che la aiuterà a collocare i tasselli, a costruire la sua identità. Dovrà affrontare rabbia, risentimento, dolore? E’ probabile. Ma nella stessa misura in cui tutti noi lo abbiamo fatto crescendo. Avrà sempre una madre amorevole al suo fianco, e la possibilità di amare anche altre persone. Credo che per i nostri figli, questa sia una ricchezza.

(Effi, ti ringrazio tanto per le belle parole. Sei sempre molto gentile. Il cantiere delle emozioni e della vita è ancora aperto, per fortuna. Tutt’ora ci sono dubbi e momenti bui ma con lui al mio fianco sono serena. Mi sento accolta e sostenuta. E gli sono grata ogni giorno per averci scelto.)
Avatar utente
Helianthus
 
Messaggi: 83
Iscritto il: martedì 11 ottobre 2011, 11:41
Figli: F1 2011

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Effi B. » venerdì 15 gennaio 2016, 18:24

: Love :
Avatar utente
Effi B.
NTIS
 
Messaggi: 7757
Iscritto il: mercoledì 24 settembre 2008, 22:15
Figli: Carlo 2006, Pietro 2009

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » sabato 16 gennaio 2016, 8:56

Che bello aver trovato una persona che vi ama entrambi e che condivide le tue scelte educative, magari succedesse anche a me un giorno! Sono comunque pronta ad affrontare da sola questo percorso, ho molti dubbi certo e la mancanza di un confronto non mi aiuta, però ho la fortuna di avere una sorella che mi è stata vicino da quando è nata mia figlia e se ne prende cura quando sono al lavoro, lei è una figura importante per mia figlia.. é affezionata anche ai nonni, però non vivono vicino a noi, quindi non li vede quotidianamente (ma meglio così perché io non ce la farei a reggerli, ho un rapporto un po' conflittuale con loro e in scelto di allontanarmi parecchi anni fa), purtroppo non ha altre figure maschili di riferimento oltre il nonno e questo un po' mi dispiace. É vero, nel mio caso un ipotetico compagno potrebbe riconoscere mia figlia perché lei non ha un padre per la legge... in ogni caso non ho intenzione di privarla di una parte della sua vita, ho conservato due foto di suo padre per lei, quando vorrà le avrà e conoscerà la verità, non ho motivo di raccontarle bugie.
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Helianthus » sabato 16 gennaio 2016, 20:31

Mi fa molto piacere sentire che hai chi ti aiuta. Purtroppo molte neomamme, anche se sposate, si ritrovano ad affrontare in solitudine la maternità per mille ragioni diverse. In fin dei conti un confronto ce l'hai e la piccola è serena. Secondo me non hai motivo per angosciarti troppo. È giusto porsi delle domande, mi sembri una persona consapevole che non si ferma alla superficie delle cose. Stai già facendo il meglio per tua figlia. La vita è lunga e può cambiare ancora tante e tante volte. Vi auguro tutto il bene. :abbraccione
Avatar utente
Helianthus
 
Messaggi: 83
Iscritto il: martedì 11 ottobre 2011, 11:41
Figli: F1 2011

Re: Crescere senza un padre

Messaggioda Juliette » domenica 17 gennaio 2016, 13:03

Quando sento alcune amiche e conoscenti parlare della loro organizzazione famigliare, con tanto di mariti, mi rendo conto che la mia situazione non è poi così male, non voglio generalizzare, ma tanti uomini sono fermi ai tempi in cui l'uomo portava a casa la pagnotta e in casa non alzava un dito... ripeto, non voglio assolutamente generalizzare, ci sono anche tanti grandi uomini, però era per dire che non mi sono mai sentita svantaggiata dal punto di vista organizzativo, sono stata fortunata.. grazie heliantus, auguro il meglio anche a te! :abbraccione
Juliette
 
Messaggi: 34
Iscritto il: sabato 9 gennaio 2016, 7:49
Figli: G 2014


Torna a Crescere con i nostri piccoli

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti