Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda enza.i » martedì 8 aprile 2014, 10:14

Sono più giorni ormai che Dario mi mette sempre più alla prova, ogni mattina o quasi ogni mattina non riesco a gestire il cambio del pannolino, togliergli il pigiama, lavarlo e rivestirlo... è sempre scontroso, e piange piange talmente forte che gli si gonfiano le vene del collo, diventa rosso in viso, gli viene la tosse e si strema dalla fatica che fa per tentare in ogni modo di non farsi lavare o cambiare... Io sono abbastanza serena, gli dimostro comprensione, cerco di distrarlo con delle filastrocche con le canzoncine che più gli piacciono ma nulla... Un pomeriggio durante un cambio esplose di nuovo, non sapendo come calmarlo chiesi aiuto a mio marito, ma lui gli urlò di calmarsi e urlò a me di essere più decisa senza lasciarmi sopraffare dal bambino che a detta sua fa questi capricci solo con me perchè io sono troppo permissiva.. La reazione di mio marito mi ha addolorata tanto, perchè tra i due è sempre stato lui il più calmo ma in quel frangente non sembravo riconoscerlo, la mia speranza nel chiedergli aiuto era quella di vedere lui riuscire a calmare nostro figlio, invece vidi lui irritato e duro verso il bambino.. Quindi decisi di non chiedergli più aiuto in situazioni così, perchè il suo comportarsi non mi piacque, il giorno dopo glielo confessai e lui si dimostrò dispiaciuto chiedendomi di condividere sempre tutto con lui... Le cose con Dario non è che sono migliorate, anzi ha sempre queste reazioni esasperanti, quindi mi sono confidata con altre mamme, con cugine e amiche e tutte mi hanno detto che il problema sono io, troppo serena e permissiva, che al contrario dovrei dimostrargli con decisione quando è ora di smettere e fare ciò che è necessario fare. Io a questi consiglio non ci ho mai creduto e rimasi male per l’ennesima volta per l’impressione di non essere capita. Stamattina ha ricominciato a comportarsi così, non voleva togliere il pigiama il pannolino, non voleva lavarsi, ed io sempre con gentilezza cercavo di spiegargli che non si può uscire di casa col pigiama, che è necessario cambiare il pannolino, ma lui era così arrabbiato che mi scivolava dalle mani, non riuscivo a contenerlo, allora ho lasciato che sbollisse la rabbia da solo visto che la mia presenza lo infastidiva, poi è venuto da me ed io cantando e ripetendo filastrocche l'ho riportato sul fasciatoio, stavolta era tardi ed io ero in preda al panico e quando lui ha ricominciato a ribellarsi non ho sentito ragioni, l'ho spogliato tolto il pannolino e messo a lavare mentre lui piangeva, mi dava a botte e urlava, per tirarlo via dall'acqua non so chi mi ha dato la forza, sembrava una biscia, cercavo di essere calma ma allo stesso tempo decisa, l'ho costretto a stendersi sul fasciatoio, l'ho asciugato e messo il cambio pulito, a quel punto gli ho urlato di calmarsi che in quel modo si stava solo facendo del male, e poi è partita un piccolo schiaffo sul viso, ma nulla ancora peggio, allora un'altro sul sedere ed idem… VISTOOO NON FUNZIONAAAA? Mi sono detta tra me e me, al diavolo queste teorie del cavolo... Così l'ho abbracciato e cullato, ci è voluto tanto prima che si calmasse, gli ho chiesto scusa, l'ho baciato e promesso che non avrei mai più fatto una cosa simile. Maledetta fretta, maledetti (s)consigli, maledetta paura... Ora mi sento a pezzi per non aver saputo affrontare la situazione, per aver fatto ciò che tutti volevano facessi, per aver messo il lavoro prima di mio figlio( a lavoro le cose non stanno andando proprio bene, e se arrivo anche con un minuto di ritardo parte la nota "che noia : Sad : " quindi mi sento un pò sotto pressione).

So di aver sbagliato, so che non devo dar retta agli altri, che mio figlio lo educo secondo il mio istinto e il mio senso del rispetto verso gli altri, tutte queste cose le so già, quello che non so è perchè mi sono cmq comportata così? Perché non so qual'è il modo migliore per fargli capire che alcune cose si devono fare necessariamente? Che la mamma non può fare tardi al lavoro ecc ecc...
Come lo affronto quando è così incandescente? Sono questi i fatidici 2 anni? Grazie per l’ascolto e scusate se non sono venuta prima qui a parlarvi di questa cosa…
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda Valentina L. » martedì 8 aprile 2014, 11:58

ci sono passata tal quale, stesse dinamiche, stesse scene ... come ne sono venuta fuori non lo so... un po' dando spazio ai loro desideri concretamente e non solo a parole(giocare, leggere un libro, guardare un cartone, mangiare sul divano, un biscotto portato nel lettino per svegliarli, facendo una colazione speciale a casa o fuori) ... un po' dando un'impostazione diversa alle cose, della serie "io esco, mi preparo, sono pronta e vado", vestendoli sulla porta prima di uscire (una salvietta umida invece dell'acqua e sapone, una tuta invece del pigiama) ... e poi forse ascoltando ... i miei non si volevano vestire perché non volevano che io uscissi o che li portassi a scuola ... solo quando le cose "fuori" si sono risolte per bene hanno smesso di essere oppositivi, per cui antenne dritte e taaaanta pazienza ...
capita, capiterà, chiederai scusa ancora e ancora il tuo bimbo ti dirà che sei la migliore del mondo ... e avrà ancora ragione
V.
Valentina L.
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda tuckberry » martedì 8 aprile 2014, 13:10

Cara Enza: prendi fiato, respira, e prova a rilassarti un attimo :-D

Partiamo da un presupposto: il mix nervosismo proprio (tua situazione lavorativa) e nervosismo figli è un mix esplosivo! Uno alimenta l'altro, il tutto ci mette a dura prova e purtroppo spesso tira fuori il peggio di noi. I risultati lì per lì ci fanno sentire in colpa, ma allo stesso tempo non dimentichiamo che quelle prove ci permettono di migliorare e capire in fondo che tipo di genitori vogliamo essere.

Io ti conosco, sei una madre dolce, amorevole, empatica, comprensiva. Sono sicura che nel cuoricino di tuo figlio queste cose sono ben chiare e ben impresse perchè fanno parte della sua quotidianità. Non credo che un episodio come questo farà cambiare questa immagine che lui ha di te, in più ti sei scusata con lui: cosa importantissima.

Sui consigli altrui dobbiamo sempre mettere un nostro filtro, ma si tratta anche di capire quanto siamo forti e sicure di noi su quell'argomento. Per capirci: se una madre mi consigliasse il metodo Estivill per la nanna la cosa mi entrerebbe da un orecchio e mi uscirebbe dall'altro, perchè sono ben convinta che sia un metodo inutile e dannoso. Ma se qualcuno mi consigliasse di mandare mia figlia a una steineriana piuttosto che a una montessori etc ascolterei, penserei, rifletterei... perchè io stessa non ho le idee molto chiare.
E' parecchia diffusa l'idea che dietro ai "capricci" dei bambini - e già la dice lunga il termine capricci... spesso diffido da chi interpreta ogni pianto o ogni opposizione di un bambino come capriccio - ci sia una mamma poco ferma, troppo permissiva e così via... e magari poco propensa agli sculaccioni... sai che ti dico? ma fatemi il piacere!!! :lol: :lol: :lol: va là va là... :P :P
Continua ad essere quello che sei, segui il tuo istinto. In cuor tuo sono sicurissima che lo sapevi già che quello schiaffo non avrebbe funzionato: è solo una violenza, non può portare nulla di buono, non è una soluzione, ma queste cose già le sai.
Quale bambino dell'età dei nostri non ha periodi o giornate così? A mia figlia basta un po' di stanchezza o un dente che deve uscire per fare scenate pazzesche per cose apparentemente da poco.

enza.i ha scritto:perchè mi sono cmq comportata così?

perchè siamo esseri umani, come scrivo spesso, e capita di far cose perchè perdiamo la pazienza, perchè siamo stanche... anche se sappiamo che sono sbagliate

enza.i ha scritto:qual'è il modo migliore per fargli capire che alcune cose si devono fare necessariamente?

Secondo me si può spiegare, e spiegare, e ancora spiegare. E il tempo ci aiuterà a fargli capire le cose anche col nostro esempio. Lo vede anche lui che ogni mattina ci si lava, ci si veste etc. Però sai una cosa? io credo che tante di queste cose tuo figlio già le sappia. E' solo che non gli va di farle : Chessygrin : ma sa benissimo che vanno fatte!

enza.i ha scritto:Come lo affronto quando è così incandescente? Sono questi i fatidici 2 anni?


Sì... a volte me lo chiedo anche io con G. Credo che il discorso terrible two possa incidere. Comunque trovare un'unica strategia per gestire i bambini in questi momenti è impossibile. Io ti posso dire cosa faccio con G. Quando si arrabbia di brutto non c'è molto da fare perchè tutto la fa arrabbiare di più. Sostanzialmente la lascio piangere, ma spiegandole che sono lì ad aspettarla. Con lei ho capito che interrompere lo sfogo non è possibile. Si deve aspettare passi il momento. Poi ci si ragiona. Se invece è si tratta più di nervosismo, di "giornata no", quelle in cui vestirsi le dà fastidio, lavarsi pure, uscire pure, restare in casa pure etc. cerco di farle fare cose che le piacciono, la distraggo, canto - come fai tu - e taaanta taaanta pazienza.
Ultimamente in alcune circostanze la strategia è parlare dei suoi sentimenti. G. ancora non si esprime bene, tante parole, ma pochi discorsi. Allora le parlo io, cercando di tradurre in parole le sue emozioni e gli suoi stati d'animo (quando riesco a intuirli). Se ci azzecco le propongo soluzioni per stare meglio. A volte funziona, altre no.

Spero di averti dato qualche spunto.
Ti abbraccio forte
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda devil1 » martedì 8 aprile 2014, 14:47

si, sono i due anni, sono così, ma si deve resistere, spiegare e rispiegare fino allo sfinimento ma nello stesso tempo agire, nel senso che se sei in ritardo mentre spieghi perché è necessario che si cambi e si lavi il viso lo fai, perché si, perché la mamma deve andare a lavorare e si deve fare. Punto, le spiegazioni magari non sortiscono effetto immediato ma alla lunga si, lo capiscono, anche se si oppongono.
Con i miei, che accompagnavo in macchina, funzionava parlarne durante il tragitto, quando le acque si erano calmate, anche se sono piccoli capiscono eccome, basta parlare, e ricordati che è importante il tono
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda enza.i » sabato 12 aprile 2014, 9:16

Grazie Valentina L. Tuckberry e Devil1, siete state preziosissime… mi dispiace solo averci messo tanto a dirvelo, ma non ho avuto un attimo di tempo per farlo, però per mettere in pratica i vostri consigli e riflettere sulle vostre esperienze e parole, il tempo l’ho trovato perché è importante farlo. Mi sono accorta di quanto ci è necessario dedicarci tempo, anche il tempo che ci mettiamo dal lavoro a tornare a casa o viceversa è importante, quei pochi minuti tutte da sole nei quali oltre alla guida ci si può concentrare per riflettere sono vitali. In questi giorni ho viaggiato a stereo spento, ho acceso solo le antennine del cuore, e ho riflettuto, riflettuto tanto. Quando ero a casa ho messo in pratica i pensieri ed ha funzionato, tutto è filato liscio come l’olio, Dario è stato talmente collaborativo che quasi non credevo ai miei occhi, eravamo così spontanei così in simbiosi che a poco a poco mi sono sentita aiutata, da chi poi? Dalla mia energia? Forse si, da quella che voi con le vostre parole avete saputo liberare.
E’ un dono partecipare a questo forum e avete tante mamme come voi.
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda Effi B. » mercoledì 23 aprile 2014, 20:39

Che bello quello che ci scrivi, Enza!

Il segreto è quasi sempre la connessione tra noi e il nostro bambino. Le strategie secondo me funzionano, quando funzionano, proprio perché la favoriscono. Averlo a mente è una risorsa preziosa. Anche quando non c'è il tempo per rinsaldarla.

Già, il tempo. Quanto conta il tempo! Che lusso inestimabile può essere! E quante volte non ne abbiamo a disposizione. A volte, ora che lo so, faccio velocemente i miei piani, programmando di rinunciare a fare qualcosa o un piccolo ritardo. Il tempo che racimolo lo metto in un momento di attenzione sul bambino e non su quello che si deve fare. Non qualcosa che lo distragga e lo diverta, qualcosa che ci faccia sentire che siamo insieme e ci amiamo, una coccola, un abbraccio... Poi parto decisa e faccio quello che si deve fare con semplicità, accettando quello che viene e cercando di non sentirmi mortificata se vengono reazioni che mi dispiacciono.

Di solito se un bimbo sguscia e strepita è perché si sente molto solo con la difficoltà del momento. Tu non l'hai lasciato solo, ma lui non riesce a comunicare con te come vorrebbe e tu non riesci a penetrare il suo muro difensivo. probabile che lui si ribelli alla consuetudine di doverti lasciare il mattino. Io ho sempre preferito che le proteste avvenissero a casa perché c'era più spazio per accoglierle, più tempo per metabolizzarle.

Poi ci tenevo a rassicurarti rispetto ai discorsi sulla tua indecisione e condiscendenza, causa di ogni male. Ma sei davvero così indecisa? davvero il tuo bambino decide di ogni minima cosa gli capita di desiderare? Io non lo credo. Forse non hai la giusta fiducia in te e nelle tue buone competenze di mamma (questo è solo umano, cara, e purtroppo molto comune e condiviso per tante di noi), ma io penso che quel che va fatto semplicemente lo fai. Che male ci sarà a cercare di farlo con pazienza, comprensione e senza violenza? E tu, con tutta la fatica che comunque ti costa, devi pure sentirti poi quella che non ci sa fare!

Non sto intendendo che tu sai una madre perfetta cara, tanto non esistono le mamme perfette. Solo che sei una mamma capace e piena d'amore, quindi una buonissima mamma. Avresti bisogno di un po' più di sostegno e condivisione e riconoscimento. Ci sono bambini, mia cara, che mettono più alla prova di altri, molto decisi, che hanno ben chiari i loro bisogni, che protestano, si impuntano. Il tuo mi sembra un po' così. Io li trovo molto simpatici, anche se immagino la fatica che a volte si ritrovano a fare le loro mamme. Il mio secondo è un po' un tipo simile, ma sai che, a vederlo crescere, tante volte gli sono persino grata della fatica che mi ha fatto fare? Tipo la volta che mi ha detto: "Va bene, faccio quello che vuoi tu.", o quella in cui se n'è uscito con: "sai, io vorrei guardare la televisione, ma mi faccio passare la voglia"!!! Ma noi ora viaggiamo alla velocità dei quattro anni, che è un'altra storia.

E aggiungo che, a confronto, il fratello maggiore, bimbo più semplice e con cui era più facile trovare un accordo, un compromesso, a volte lo vedo come inibito, meno capace di capire che cosa davvero sente dell'altro, quasi il suo essere meno schietto nell'autoaffermare al mondo quel che vuole lo avesse reso più vulnerabile nel subire la volontà altrui. Niente di grave, ma nel suo essere cauto e composto, lo vedo come più fragile.

Non so se questa piccola testimonianza sui miei bambini può esserti utile. Certo volevo dirti che devi riconoscerti quanto sei forte e generosa nel tuo impegno quotidiano, ti ammiro molto. Mi dispiace che chi ti circonda non riesca a coglierlo, si perde un bel motivo per avere fiducia nella vita.
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda enza.i » sabato 26 aprile 2014, 11:28

Ohh Effi ma tu mi fai piangere cosìììì... Sei una donna straordinaria, ti ammiro molto, e invidio chi ti conosce di persona : Chessygrin : , non sa la fortuna che ha!

Certo che mi è utilissima la tua testimonianza, mi da ancora più coraggio per andare avanti in questo mio "chiamiamolo" "progetto di educazione", che dalle mie parti è considerato un pò anormale e non sai quanto è dura perseguire questa strada, ma sono decisa in questo, non mi lascio intimidire dai pregiudizi.

Sono una ragazza abbastanza insicura verso alcuni aspetti, e molto sicura verso altri...con mio figlio però ho sempre paura di sbagliare e ultimamente con mio marito che ogni tanto critica il mio modo di fare non è facile pensare positivo. Lui è un uomo buono, da sempre crede nella non violenza, ma di fronte al caratterino del figlio comincia a pensare di dover dare qualche regola anche a voce alta, e questo io non lo tollero, mi spaventa. Sono d'accordo con le regole, tipo si puliscono le scarpe sul tappeto prima di entrare, si sta seduti mentre si mangia, si gioca scalzi sul tappeto, soprattutto se poi si vuole saltare sul divano ecc... ecco piccole regole di civiltà! Penso che chiunque voglia crescere un bambino civile. Non gli vietiamo di giocare in casa con ciò che vuole (escluso cose pericolose), infatti la nostra cucina è diventata un parco giochi. Però quando mio marito dice qualcosa a Dario per farsi ubbidire fa il viso duro, la reazione di Dario è ovviamente la protesta e il pianto ed io in quello percepisco un mix di paura e fastidio, mi accorgo invece che quando succede a me di perdere la pazienza e alzare la voce, la reazione di Dario è solo pianto e spavento, e questo mi spezza il cuore, mi fa stare male perchè non vorrei mai fargli paura. E' un bambino dolce e tenero, e mi manca tanto quando sono a lavoro, infatti quando torno per il pranzo o la sera la mia priorità è lui, faccio con lui tutto ciò che vuole, mi dimentico perfino di mangiare per recuperare le ore lontana da lui. Quindi forse è questo che mi rende più permissiva agli occhi degli altri...oppure inconsciamente è una reazione al senso di colpa di lasciarlo per il lavoro...

E' una complicata gioia essere madre, ma non vedo l'ora di fare il secondo, di avere di nuovo dentro di me
un'altra vita : Love :

Grazie Effi, è sempre bello leggerti. :abbraccione
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda Effi B. » domenica 27 aprile 2014, 9:26

Grazie, Enza, per le tue care parole, e generose!

Mi viene da soffermarmi su tuo marito per comprendere il suo viso duro e la sua voce minacciosa. Quando succede? Quel che mi immagino io sono le situazioni in cui si usa dire che un bimbo "non ascolta", il che vuol dire tante cose insieme e non ne spiega bene nessuna. Noi grandi indichiamo una via, chiediamo obbedienza ai nostri inviti e suggerimenti, proibiamo, diamo una regola. Non c'è niente di male in nessuna di queste azioni. Il bambino non segue la via proposta, non obbedisce, non asseconda gli inviti, respinge i suggerimenti, non riconosce le regole. Di per sé neppure in questo c'è niente di male. Però, per una convivenza armoniosa e perché a volte si garantisca la sicurezza del bambino e delle cose che lo circondano, è necessario che grandi e bambini integrino il proprio sentire e i propri bisogni. Un genitore agisce per il bene del suo bambino, ci tiene, prova a realizzarlo. Ha consapevolezza di molte cose che il bambino ancora non conosce e non capisce. A volte una mancata risposta o un comportamento oppositivo suonano al genitore come un mancato riconoscimento del suo ruolo da un lato e una pericolosa attitudine alla ribellione dall'altro. Ci si ritrova spaventati, si teme che la ragionevolezza non sia sufficiente, visto che il bambino pare non dimostrarne. Ecco che si ricorre istintivamente all'aggressività. Quando non sappiamo che cosa fare, non capiamo come farlo, non comprendiamo la situazione o quello che sentono e pensano le altre persone è facile che diventiamo aggressivi. E' una forma di difesa. Quest'aggressività spaventa e può sortire il risultato sperato: che le nostre richieste siano esaudite, che un bambino fermi il suo proposito, si blocchi. Ce ne viene l'impressione di esserci fatti ascoltare. Visto che siamo stati ubbiditi, equivochiamo e ci sentiamo capiti. Ma non è la verità, anche se purtroppo è quello che ci hanno insegnato. In realtà il bambino si è bloccato per lo sconcerto che gli suscita la nostra reazione o per la paura di altro che potrebbe succedere: che altro possono fare mamma o papà con quella faccia, con quel tono di voce? dove sono mamma e papà come me li aspetto? quelli che mi proteggono e mi fanno stare bene? ... mamma e papà mi vogliono ancora bene?

Non funziona così con tutti i bambini. Alcuni, tipo il tuo, non accettano di farsi carico in questo modo della responsabilità della situazione e del rapporto, si ribellano, col pianto, con le proteste. Succede anche più spesso con i bimbi che sono stati accolti con attenzione e rispetto verso i loro bisogni da subito, che hanno potuto godere di uno spazio sicuro per fare le loro prime esperienze di autodeterminazione. Questi bimbi dimostrano in quei momenti anche la loro autostima: questa aggressione non mi rispetta, non la accetto, pretendo il mio posto tra voi e lo misuro sui bisogni che percepisco. Se non fosse così difficile per tanti di noi affrontare le reazioni dei nostri figli, io credo che potremmo goderci con soddisfazione i loro esercizi di crescita. Questo in fondo stanno facendo: esercizio di ascolto di sé e convivenza con gli altri. E, quanto più potranno imparare il rispetto e l'ascolto da quelli che ricevono, tanto più riusciranno a darne agli altri. Io su questo ho pochi dubbi. Penso però che a 2 o 4 anni sia davvero troppo presto per pensare di riceverli spontaneamente ogni volta che li desideriamo (e se facciamo attenzione già a queste età ce ne vengono offerti, solo li diamo troppe volte per scontati).

Lo capisco, Enza, tuo marito, che si sconcerta di fronte al tuo bambino. La società che vi circonda, che ci circonda, non prevede come ammissibile che un bambino non accetti di buon grado le ragioni dei grandi. Se poi i grandi dimostrano già comprensione in una quantità di situazioni e arrivano a trasformare la cucina in sala giochi... beh, è praticamente sicuro che questi grandi stanno sbagliando qualcosa. Se non fosse che tutto questo provoca sofferenza, cara, ci sarebbe da ridere.

La cosa più utile per me è ricordarsi sempre che la responsabilità del benessere della famiglia è nelle nostre mani di adulti, che siamo noi a dover sentire dentro di noi dove porre il limite da tutelare. Che tutelare questi limiti, per noi importanti non è contro i nostri figli, ma a vantaggio di tutti (qui ci va il nostro impegno a essere onesti e consapevoli, qui cresciamo e diventiamo al meglio i genitori che possiamo essere). Che non sono i modi bruschi o coercitivi quelli che ottengono davvero il risultato che auspichiamo (che ovviamente non è spaventare nostro figlio e piegarlo al nostro volere con la soggezione, se ci accorgiamo è questo ciò che alla fine cerchiamo, proviamo a rifletterci, magari chiediamo aiuto). Che la violenza, fisica e verbale è solo l'espressione della nostra difficoltà di quel momento, l'espressione della nostra sofferenza interiore: non riusciamo a fare di meglio, ma altrimenti ci si può sempre comportare e altri, più fortunati di noi, con una storia diversa, in cui hanno potuto fare esperienza di rispetto e cura attenta più di noi, sarebbero più liberi di fare altrimenti. Può anche semplicemente trattarsi di circostanze, di contesto che ci lasciano meno liberi (tipo il vostro, in cui tutti gli occhi paiono puntati su di voi per sottoporvi a giudizio).

Riesci a parlare con tuo marito delle cose che lo spaventano? Ce la fai ad aiutarlo a vedere il vostro bambino per quello che è? E' un piccolo di due anni. Non è facile essere bambini. Non è vero che i bambini sono inconsapevolmente felici e fanno tutto quello che vogliono. Il vostro bambino probabilmente eviterebbe con decisione di separarsi da te, sarebbe più che felice di stare voi tre a giocare insieme, o anche solo a fare cose insieme. La sua vita invece è organizzata nel migliore dei modi per come noi oggi, nel nostro Paese pensiamo che sia meglio organizzarla. Anche in questo non c'è troppo di male a esserne coscienti: lascia andare, Enza, il senso di colpa. Il senso di colpa è sempre un peso che poi passa sulle spalle dei nostri figli. Lo vedi che non ti senti a volte libera di ascoltare ciò che senti e di cui hai bisogno, ho capito bene? Ma sei tu che devi mostrare al tuo piccolo come si fa. Anche quando poi si cede al bisogno dell'altro e lo si fa facendogli il dono della nostra disponibilità. Anche quando non lo si può accontentare e si accolgono le sue proteste. Un bimbo che ci sente empatici e interiormente sufficientemente sereni, potrà esprimere i suoi sentimenti e ritrovare molto prima un nuovo equilibrio anche in una situazione frustrante. Fidiamoci di loro e di noi, cara. Con pazienza: si sbaglia, si riprova, si riflette, ce la si cava, si fa bene, si sbaglia...
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda gildauz » domenica 27 aprile 2014, 17:34

Grazie Effi per questa riflessione! Sai Enza anche io ho qualche attrito con mio marito ultimamente perche si innervosisce con S e alza la voce spaventandolo... Ieri x esempio eravamo in un ristorante ed è accaduto ancora, solo che mi sono arrabbiata anche io e gli ho detto si smetterla, che S era solo un bimbo e non stava facendo niente di male. E lui mi ha risposto: mi sto vergognando. Ti dico che S stava tranquillo sul sediolone a fare versetti a voce un po' altina e lanciava qualche briciolina per terra x vedere come cadevano. Proprio nulla di cosi tremendo da vergognarsi! Lì x li mi sono arrabbiata ancora di più e gli ho detto che era un problema suo se si vergognava dimostrando zero empatia, ma adesso penso a lui bambino e a suo padre che gli diceva di non fiatare-muoversi etc altrimenti lo faceva vergognare... Mi stava aprendo un pochino il suo cuore raccontandomi i suoi sentimenti e io ho sprecato un'occasione per stargli accanto... Insomma è difficile... Vi abbraccio forte care Enza ed Effi!
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda enza.i » lunedì 28 aprile 2014, 11:55

Cara Effi, non sono generosa con te, credimi! Penso sul serio quello che ho scritto di te, e anzi mi sembra anche poco.

Ti ringrazio per questo post, mi è stato tanto utile, mi ha fatto riflettere perchè sono tutte cose vere, che sotto molti aspetti già conosco ma in alcuni momenti mi sfuggono dalla mente lasciando spazio a quelle azioni che molto spesso ci sembrano le migliori ma in termini reali sono le peggiori. Ti ammiro molto, per la fiducia che hai in ciò che fai..Da chi l'hai ereditata? Sei stata una bambina cresciuta con empatia e rispetto? Oppure ci hai dovuto lavorarci molto su, per essere oggi la meravigliosa mamma che sei? Io tutto sommato non sono stata cresciuta nella violenza fisica, forse in quella verbale, del non ascolto e nella facile perdita di pazienza (quella sicuro) infatti mi caratterizza nei momenti di stanchezza, quando perdo tono mi rivedo tale e quale ai miei genitori nei loro gesti ed espressioni, e spesso rimango pensierosa a ripetermi non voglio fare come te mamma o papà, voglio essere consapevole della mia genitorialità. E' difficile, lo ammetto è difficilissimo perchè oltre a combattere con una società che ti crede aliena devi pure combattere con un'interiorità difficile, pesante, sofferente. Se poi ci aggiungi anche che i genitori (soprattutto il papà) ti guardano con aria e battute critiche, non ti dico che miscela esplosiva viene fuori. Sono stata parecchio male in passato, quando è cominciato a venire fuori tutto, chi mi ha conosciuta lo sa. Ho avuto bisogno di aiuto, ma adesso posso dichiararmi sulla strada giusta. Il mio malessere veniva fuori proprio perchè non tolleravo il fatto di voler essere aggressiva verso mio figlio, attribuivo tutto alla stanchezza, al premestruo, al secondo che non arrivava ecc... e non capivo che arrivava tutto dalla voglia di cambiare, di combattere questa aggressività repressa...Approfitto di questo spazio per dire ancora grazie a chi mi ha aiutato e stato vicino.
Ti confesso però che da quando ho smesso di cercare il secondo, ed affidare al destino quando vorrà ridonarmi la gioia di una nuova maternità, mi sono sentita più leggera e con una voglia maggiore di cambiamento.

Certo che con mio maritò parlerò ancora e ancora delle sue paure finchè non verranno fuori, l'ho già fatto in passato e qualcosa l'ho percepito, però poi ci siamo concentrati più su di me e il bambino ed ho abbandonato un pò il suo discorso, diciamo che è stato lui a dare priorità a me perchè ha capito per primo che avevo bisogno di aiuto.
Lo stimo e lo amo molto, credo molto in lui e so che qualunque cosa gli consiglio di fare per migliorarsi lui la farà perchè conosco bene il suo desiderio di essere un buon padre.

Tornerò sicuramente a chiederti altri consigli perchè mi aiuti molto e sai toccare le corde giuste : Love : : Love : :

Grazie mille anche a te gildauz per la tua condivisione, è sempre utile conoscere le esperienze degli altri. Da quello che ho letto ho capito che sei piena di risorse e neanche te ne accorgi, dici di esserti arrabbiata e allo stesso tempo aver capito la richiesta di aiuto di tuo marito e perciò ti senti in colpa per aver sprecato l'occasione di aiutarlo. Pensa invece di aver percepito la sua richiesta, e quando e se, se ne ripresenta l'occasione dovrai solo tenerlo a mente per aiutarlo, oppure potrai cercare tu il pretesto per riaprire il discorso ed affrontarlo insieme. : Love :
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda Effi B. » lunedì 28 aprile 2014, 13:13

Oh, care, grazie! Leggervi mi conferma la convinzione che ho su quanto questo posto sia prezioso. Se devo trovare una ragione al meglio che riesco a dare come madre, ecco che la trovo qui, negli scambi di questo forum e nelle amicizie che per me ne sono nate in questi anni.

Io, Enza, posso essere una madre mediocre, una madre pessima, una madre fantastica (sì ne sono capace : Chessygrin :) e tanto altro. Posso, come ciascuno di noi qui, come ogni genitore sulla terra. Non posso purtroppo vantare un'infanzia felice e rispettata, ne scrissi anche qui agli inizi del forum. Neppure una capacità di essere una mamma rispettosa immacolata: sempre qui mi sono trovata a raccontare di quando ho picchiato Carlo.

Mi chiedi dove trovo la mia fiducia. Non credo che sia precisamente in me, in quello che faccio, ma in quello che so dovrei fare. Succede, Enza, che alzo la voce, che mi arrabbio, assumo atteggiamenti punitivi, a volte sento le mie mani farsi tese e pesanti e mi tengo a bada (ma ho tirato braccini, stretto polsi, spinto). So che in nessun caso avevo giustificazioni per motivare quel che mi è venuto da fare, so che si poteva e doveva fare diversamente. Non mi giustifico, ma posso comprendermi e questo mi serve a essere più libera di non ritrovarmi a rifare ciò che non voglio e che so ingiusto per i miei bambini e per qualsiasi essere umano. Forse, cara, ho fiducia in questo sentimento di giustizia e umanità che mi vive dentro, che mi fa sentire simile ai miei simili, alle altre mamme e agli altri papà, a tutti coloro che sono stati bambini come me e che sono bambini oggi come io lo sono stata un giorno. Forse è in quella bambina che sono stata che ho fiducia, è lei che ascolto, cui chiedo un giudizio. E di lei, sì, mi fido. E mi fido di me adulta quando sento che la sto ascoltando. Non so dirti come ci sono arrivata, è stato un processo di anni, non saprei dire quando è cominciato, disegnarne le tappe. So che tanta parte della mia strada l'ho fatta anche qui. Tanta insieme ai mie bambini e al loro papà. Purtroppo i mie piccoli hanno dovuto fare le spese della mia inesperienza, della mia imperizia. Mi hanno insegnato tante cose.

E' bello quello che ci racconti di te, del tuo esserti presa la responsabilità del tuo star bene e in equilibrio con te stessa. E' difficile quello che hai scelto di fare e stai facendo. Io credo che rimeditiamo sulla relazione che abbiamo avuto e abbiamo coi nostri genitori per tutta la vita, impossibile non tornarci: i nostri figli ci impongono continui ripassi. Si prosegue, in una sorta di spirale, come una volta ha scritto qui il nostro Patrizio, non si è mai al punto di prima, stiamo crescendo anche noi ed è bene ricordarcelo, non credi?

Bacio
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Re: Sentirsi in colpa per uno schiaffo...E non lo so!

Messaggioda enza.i » lunedì 28 aprile 2014, 14:42

Cara Effi, non ti immagino nella veste in cui ti sei descritta, ma posso crederci. Posso crederci perchè come mi ha sempre detto una persona che mi ha aiutato tanto, nessuno è perfetto... Mi ha anche regalato un libro che sto leggendo "imperfetti e felici" e mi ha detto che quando avrei smesso di perseguire la perfezione sarei stata meglio, ed infatti non si sbagliava affatto... Lo ringrazierò sempre per le parole che ha avuto per me, per l'aiuto e la comprensione che mi ha saputo regalare.

E' bello ciò che dici della fiducia che hai nell'adulta che sei quando ascolti la bambina che sei stata, devo ricordarmi di farlo anch'io quando mi sento imprigionata nella paura di fare, di sbagliare...

Oggi nella pausa pranzo, come ogni giorno, percorrevo la strada di casa con la voglia incessante di abbracciare il mio bambino, tutte le volte che lo vedo lo stritolo di baci, e molto spesso quando lo osservo giocare mi domando "ma dove sei stato prima? Quando ancora non ti aspettavo? Quando ancora non ti immaginavo?"

Prima di averlo ho atteso quattro anni, avevo paura di fare la madre, non mi sentivo capace...Oggi invece guardandolo, mi sembra che non ho fatto altro tutta la vita, aspettarlo amarlo e crescerlo.... Lo amo, e tutto quello che è stato e sarà lo farò unicamente per lui e per chi verrà dopo di lui.

Un :abbraccione fortissimo amica Effi : Love :
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