quando vediamo che picchiano altri bimbi

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » mercoledì 11 giugno 2014, 8:41

francesca78 ha scritto:Faccio fatica a scriverti, ho paura di aggiungere giudizi a quelli di cui ti carichi tu.


Francesca, davvero: non farti problemi, scrivi liberamente quello che senti. Se scrivo un post in questo forum è perchè ho bisogno delle vostre parole, qualunque esse siano, e per le persone che siete è davvero molto difficile che possiate farmi star male o caricarmi di pensieri e giudizi in più. Posso capire la tua difficoltà, che in alcune occasioni è stata anche la mia, ma vai tranquilla... davvero.

L'ultima parte del tuo messaggio mi ha proprio colpita. Hai ragione. Non avevo mai provato a vedermi da fuori, e lette così come le hai scritte le pretese che ho verso me stessa mi sono sembrate effettivamente un po' esagerate. Sono riuscita ad accogliere meglio i miei sentimenti, a perdonarmi la rabbia verso quella madre e il non essere riuscita a fare o dire qualcosa di utile, ma non riesco proprio a non trovare un po' fuori dalle righe la mia reazione... continuo a ritenerla tanto, troppo forte e continuo a chiedermi da dove arriva, da cosa è determinata, continuo a cercare una spiegazione, ammesso che ci sia.

Il mio compagno mi ha detto "se tu reagisci così non è detto che per forza ci debba essere qualcosa nel tuo passato, un trauma, un evento particolare, qualcosa di collegato ai tuoi genitori o ai tuoi vicini o a chissà chi... tu sei estremamente sensibile, sei così, non ci deve per forza essere un motivo in particolare".
Ha ragione? Forse cerco qualcosa che non c'è? Noi siamo quello che siamo per tutto in insieme di esperienze, di vissuto, di persone che ci hanno cresciuto, ma c'è davvero un origine, una spiegazione per ogni aspetto del nostro carattere o a volte è carattere e basta? dna? natura? Me lo chiedo tante volte.

Effi B. ha scritto:Vuoi che proviamo a pensarci insieme? Al tempo se ne parlava in casa? Riuscivi a condividere ciò che provavi con qualcuno?


Certo che voglio... sono qui per questo! :friends:
A mia madre questa cosa dei miei vicini l'ho detta venerdì al ritorno dal supermercato... :roll: Era un po' dispiaciuta che avessi vissuto una cosa così senza dirle nulla a suo tempo e per non essersi accorta.
In genere parlavo molto con i miei genitori, ma è capitato che a volte ritenessi "stupidi" i miei pensieri o le mie paure e le tenevo per me. Come in questo caso. Non ho mai detto ai miei genitori che quelle scene, quelle urla mi spaventavano così tanto, perchè cercavo di pensare che non ero io a subire quelle botte, che i miei genitori non erano così, che non avevo nulla da temere... perchè tanta paura? Mica ero io a dover scappare in orto per sfuggire a sberle e sculaccioni.

Effi B. ha scritto:Io mi immagino un forte senso di impotenza e repulsione in te bambina, qualcosa che paralizza e intossica sino alla nausea.


Immagini bene... mi sconvolge come tu sia riuscita a descrivere il mio stato d'animo meglio di come avrei potuto fare io stessa.

Qualcuna ha voglia di scrivermi cosa avrebbe fatto al mio posto? Avete qualche idea da suggerirmi per rivolgermi a quella madre se dovessi ritrovarmi in una situazione simile?
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda FranTam » mercoledì 11 giugno 2014, 8:58

Ciao Tuckberry,

mi dispiace molto per la scena a cui hai dovuto assistere, per il senso di impotenza che hai provato e per tutto il dolore che questo ha scatenato in te.

Capisco molto bene ciò che provi, purtroppo non ho suggerimenti perchè io mi trovo più o meno nelle tue stesse condizioni anche se, fortunatamente, è davvero un bel po' che non assisto a nulla del genere.

A me è capitato sabato mattina di vedere una mamma con un bimbo piccolo(avrà avuto al massimo 4/5 mesi) in braccio che cullava e una bimbetta di circa 3 anni che le trottava intorno. Beh...la stanchezza di quella donna era così palese, sul suo viso, nel suo modo di muoversi...non era sola, con lei c'erano almeno altre 2 persone che sembravano incuranti di quella stanchezza, nessuno le ha proposto un aiuto, continuavano a fare acquisti, con una serenità così palesemente in contrasto con quella della donna che mi ha colpita in modo davvero spiacevole.

Mentre si avviavano all'uscita il mio sguardo si è incontrato con quello della mamma ed ho subito spontaneamente sorriso, come sempre quando vedo un cucciolo, e la mancanza di risposta al mio sorriso è stata la conferma della profonda stanchezza e negatività che ho avvertito. Beh...mi è preso un senso di angoscia che non so nemmeno descrivere, e mi sono anche sentita delusa dalle persone che le stavano attorno.

Questa scena non è forte come quella a cui hai assistito, eppure credimi che ho sentito forte la tentazione di avvicinarmi a quella donna per proporle di sedersi, per scambiare due parole sulla stanchezza e la fatica che possono prendere il sopravvento, ma non ce l'ho fatta e questo mi ha fatta sentire impotente e profondamente infelice.

Seguirò con interesse questa discussione perchè sono certa che mi offrirà molto su cui riflettere, grazie.

Un grosso abbraccio :abbraccione
FranTam
 
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda francesca78 » mercoledì 11 giugno 2014, 11:06

tuckberry ha scritto:Noi siamo quello che siamo per tutto in insieme di esperienze, di vissuto, di persone che ci hanno cresciuto, ma c'è davvero un origine, una spiegazione per ogni aspetto del nostro carattere o a volte è carattere e basta? dna? natura? Me lo chiedo tante volte.

Io penso che non ci sia una risposta. Forse fa parte della nostra cultura cercare un principio, perchè poi spaventa non avere il controllo sul mondo e su di noi. Per me questa impotenza è una cosa molto difficile da accettare. Io credo che si possa un po' rivoltare la domanda cercando di capire cosa ci fa stare bene, cosa ci aiuta ad uscire da quella situazione. A volte per me è stato molto importante cercare di capire la mia storia, vedere cosa e come il mio passato influenzava il mio presente. In altri momenti ho avuto bisogno di vedermi nel qui e ora, sentire e legittimare tutto il mio vissuto emotivo. Altre volte ho avuto bisogno di trovare delle strategie per affrontare certe situazioni. Altre volte di evitare le situazioni. Forse abbiamo bisogno di tutto questo e forse ogni tipo di "risposta" è la reazione ad una parte di noi, la parte psicologica, storica, genetica, sociale. Io non trovo le risposte nel determinismo, non mi basta. Io in realtà non trovo risposte. Non le voglio vedere? Non so, forse semplicemente c'è da accettare anche che non tutto può essere compreso e spiegato, ma certe volte questo mi spaventa.
Io sento che hai un'immagine di te in cui ti vedi, almeno in parte, come sbagliata. Ho questa sensazione. Le reazioni forti di cui parli non le hai raccontate solo in questo topic.
tuckberry ha scritto:continuo a ritenerla tanto, troppo forte e continuo a chiedermi da dove arriva, da cosa è determinata, continuo a cercare una spiegazione, ammesso che ci sia.

E' troppo forte rispetto a cosa? Non pensare che voglio banalizzare la questione. Io credo che sia importante difendere il concetto di "normalità". Detta così può sembrare una discriminazione, ma quello che voglio dire è che è importante distinguere quando ci sentiamo persi, quando non ci ritroviamo più e quando invece ci sentiamo e capiamo pur nel dolore. Il problema che ti sto ponendo è che secondo me di fronte alle tue reazioni forti ti può aiutare capire quanto ti spaventano perchè non sono socialmente accettate e quanto invece le senti come qualcosa che ti fa perdere il contatto con il mondo. Hai visto picchiare un bambino di 6/8 mesi. E' normale una reazione forte io credo. Il che non vuol dire che da questa reazione forte ci si debba fare mangiare. Il discorso del mio topic precedente è che secondo me ci si fa mangiare anche, in parte, perchè si oppone resistenza ai propri sentimenti. E questo forse non capita solo a te, ma credo che siamo culturalmente abituati al controllo, e il controllo parte dal definire cosa è accettabile o no. Questo sia nella società sia nei rapporti familiari. io penso.
tuckberry ha scritto:ma è capitato che a volte ritenessi "stupidi" i miei pensieri o le mie paure e le tenevo per me

Cosa ti faceva pensare che quei pensieri erano stupidi? Era qualcosa che dipendeva da quella situazione specifica o era in un contesto più amplio?
tuckberry ha scritto:perchè tanta paura?

è una domanda che ti poni ora o allora? Cosa c'era di strano nel provare paura di fronte ad urla e sberle? Non sarebbe strano il contrario?
Mi ricordo di una volta che avevo 6 anni. Ero in Giordania (ci ho vissuto un anno) ero in un posto dove si potevano fare le telefonate all'estero, era verso sera. Stavo in braccio di mio papà e aspettavamo il nostro turno. Ad un certo punto un poliziotto ha trascinato un uomo dentro la stanza d'attesa, gli ha tirato una sberla e lo ha schiaffato in una specie di gabbia nella stanza (il mio ricordo non è chiarissimo, io ho interpretato come gabbia, non so se fosse effettivamente questo). Mi ricordo la paura, mio papà che mi stringe (dopo mi hanno spiegato anche cosa era successo), ero protetta, ma ho avuto paura. Non è strano avere paura di certe situazioni. E' strano il contrario a mio avviso.
Di cosa avresti avuto bisogno in quel momento di fronte alla tua paura? C'era qualcuno che all'epoca ti aiutava a capirlo e a darti una risposta?
Di fronte alla mamma con il bimbo di cosa avresti avuto bisogno tu quando ti sei sentita arrabbiata, triste e impotente? Riuscivi a capirlo?

FranTam ha scritto:Questa scena non è forte come quella a cui hai assistito, eppure credimi che ho sentito forte la tentazione di avvicinarmi a quella donna per proporle di sedersi, per scambiare due parole sulla stanchezza e la fatica che possono prendere il sopravvento, ma non ce l'ho fatta e questo mi ha fatta sentire impotente e profondamente infelice.

:abbraccione Non viviamo in un mondo facile.

ciao e grazie :)
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » mercoledì 11 giugno 2014, 12:38

FranTam... un abbraccio anche a te!
capisco cos'hai provato in quella situazione. Probabilmente l'avrei vissuta in modo molto simile a te.

francesca78 ha scritto:Forse fa parte della nostra cultura cercare un principio, perchè poi spaventa non avere il controllo sul mondo e su di noi.


Condivido.

francesca78 ha scritto:Io sento che hai un'immagine di te in cui ti vedi, almeno in parte, come sbagliata.


Posso solo dire "sì, è vero". Non voglio esagerare, non mi vedo una "brutta persona", mi piacciono tante cose di me. Altre molto meno, come tutti ovviamente.

francesca78 ha scritto:E' troppo forte rispetto a cosa?

francesca78 ha scritto:Il problema che ti sto ponendo è che secondo me di fronte alle tue reazioni forti ti può aiutare capire quanto ti spaventano perchè non sono socialmente accettate e quanto invece le senti come qualcosa che ti fa perdere il contatto con il mondo.


Mi sa che si tratta di fare i conti con un mio difetto, limite... non so come definirlo. Penso di essere una persona che dà troppa importanza alle "convenzioni", al giudizio sociale, al pensiero altrui, anche se non vorrei. Ogni tanto nelle situazioni della vita mi trovo a dovermi fermare per riflettere su cosa voglio io, su cosa interessa a me, perchè ho la tendenza a dare molto peso alle opinioni altrui e a quello - come scrivi tu - che è o non è socialmente accettato. Se mia figlia urla al parco e non capisco il motivo, se non riesco a calmarla, a prenderla per il verso giusto etc. mi sento gli sguardi altrui addosso e mi dico "cosa penserà le gente?". Sono forse un po' insicura, ma anche felice perchè su questo aspetto ci sto lavorando, sto crescendo e sto migliorando senza dubbio grazie a G. e a voi. Ti dirò, ultimamente sono anche fiera di me da questo punto di vista, però non ho ancora raggiunto pienamente il risultato : Chessygrin :
Definire la mia reazione "forte" è quindi probabilmente frutto del fatto che quella scena mica l'ho vista solo io... ma sono l'unica ad aver reagito così. Sicuramente altri l'avranno notato e qualcuno magari ci sarà pure stato male, ma c'era anche tanta indifferenza. Ovvio che preferisco non essere nel gruppo degli indifferenti (!!!), ma certo non c'era nessuno oltre a me in bagno a piangere... ecco... confrontandomi con "la media" mi vedo diversa. Ancora una volta faccio il confronto tra me e "la società".
Sicuramente non ha giovato sentirmi dire talvolta dai miei genitori "ma non puoi stare sempre male per tutte le cose brutte di 'sto mondo", "devi imparare a fregartene un po' di più perchè poi sei tu a rimetterci... guarda come stai male" e cose simili... Non che in altre occasioni non abbiano apprezzato la mia sensibilità, ma so che mia madre la ritiene un po' anche un difetto, perchè per lei mi porta troppo spesso a star male. Lo capisco, quale madre vorrebbe vedere la figlia soffrire? Però è vero anche che magari ti senti un po' sbagliata, ti viene trasmessa l'idea che sei "troppo melodrammatica".

francesca78 ha scritto:Cosa ti faceva pensare che quei pensieri erano stupidi? Era qualcosa che dipendeva da quella situazione specifica o era in un contesto più amplio?

tuckberry ha scritto:perchè tanta paura?


è una domanda che ti poni ora o allora?


No, me la ponevo allora quella domanda, e pensavo da sola che quei pensieri fossero stupidi (non c'era nessuno a giudicarli tali) perchè io ero in un ambiente protetto, con dei genitori diversi, che non mi picchiavano... quindi quei pensieri non erano giustificati. Oggi posso pensare come te, che la paura fosse normale, ma allora mi dicevo: "dai L. non ti succede niente... mica sono i tuoi genitori!". Mi autoconvincevo che non c'era motivo di avere paura.

francesca78 ha scritto:Di cosa avresti avuto bisogno in quel momento di fronte alla tua paura? C'era qualcuno che all'epoca ti aiutava a capirlo e a darti una risposta?


No, non c'era nessuno, perchè non avevo detto questa cosa a nessuno e mia mamma evidentemente non se n'era accorta. Di cosa avrei avuto bisogno? Mah... onestamente non credo che le parole di qualcuno, le rassicurazioni o le spiegazioni sarebbero servite per il mio stato d'animo. Avevo bisogno che le cose cambiassero, che quei genitori fossero diversi, che non urlassero, non picchiassero... ma la realtà non è questa. I genitori violenti esistono, e sempre esiteranno.
francesca78 ha scritto:
Di fronte alla mamma con il bimbo di cosa avresti avuto bisogno tu quando ti sei sentita arrabbiata, triste e impotente? Riuscivi a capirlo?


L'ho capito pensando e scrivendo qui. Avrei avuto bisogno di sentirmi utile. Per questo ho scritto in questo post e non ne ho creato un altro specifico su di me (anche se mi rendo conto che sto parlando così tanto di me da finire OT :oops: ). Per questo prima ho chiesto se qualcuno ha suggerimenti per come avrei potuto intervenire.
Non penso di poter cambiare le persone, le loro vite e i loro modi... ovvio... ma se fossi riuscita a spiegare a quella mamma perchè picchiare suo figlio non ha alcun senso, perchè non si tratta di educazione ma di violenza, se fossi riuscita a spiegarle che stava solo sfogando la sua rabbia, la stanchezza e che sono sicura che lei non vuole che suo figlio faccia o non faccia le cose perchè ha paura delle sberle, ma perchè ha imparato che gli occhiali si possono rompere (come può saperlo a 6 mesi???) mi sarei sentita meno male.
Potrei avere avuto il dubbio che in cuor suo quella mamma fosse stata solo infastidita dal mio intervento, che dopo 5 minuti tutti sarebbe stato come prima, che quel bambino sarebbe stato picchiato molte altre volte, ma magari no, magari avrei insinuato un dubbio, avrei dato uno spunto per farle pensare "e se avesse ragione lei?". Insomma... ci avrei almeno provato.

Grazie a tutte per l'attenzione che mi state dedicando : Love :
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » mercoledì 11 giugno 2014, 20:48

Cara, ma i tuoi genitori si erano accorti della violenza familiare dei vostri vicini? Hai memoria di loro commenti o di situazioni in cui vi siete trovati insieme a essere testimoni di quello che succedeva?

Sto cercando di capire, intanto ti abbraccio.

FranTam, i tuoi cari pensieri per quella mamma mi commuovono. Spero tanto che il tuo sorriso le torni in mente. Perché no?
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » giovedì 12 giugno 2014, 9:26

Effi B. ha scritto:Cara, ma i tuoi genitori si erano accorti della violenza familiare dei vostri vicini? Hai memoria di loro commenti o di situazioni in cui vi siete trovati insieme a essere testimoni di quello che succedeva?


Sì, si erano accorti, era impossibile non accorgersene, soprattutto con la bella stagione quando si tengono le finestre aperte. Non ricordo commenti o episodi particolari, ma io ho una pessima memoria. Chiederò a mia mamma perchè voglio andare più a fondo su questa cosa. E anche a mio fratello che ricorda cose della mia infanzia che non ricordo nemmeno io.
Quando ho parlato con mia mamma l'altro giorno mi ha solo detto che era dispiaciuta che non le avessi detto nulla, che non credeva fossi così intimorita anche per il fatto che io non andavo praticamente mai in quella casa, era sempre la bimba dei vicini a venire da noi, e neanche così spesso. E poi ha detto "lo sai che quella donna beveva? pare sia per questo che perdeva il controllo... ma io l'ho saputo anni dopo quando i figli erano già grandi".
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda francesca78 » giovedì 12 giugno 2014, 10:12

tuckberry ha scritto:"ma non puoi stare sempre male per tutte le cose brutte di 'sto mondo", "devi imparare a fregartene un po' di più perchè poi sei tu a rimetterci... guarda come stai male" e cose simili... Non che in altre occasioni non abbiano apprezzato la mia sensibilità, ma so che mia madre la ritiene un po' anche un difetto, perchè per lei mi porta troppo spesso a star male. Lo capisco, quale madre vorrebbe vedere la figlia soffrire? Però è vero anche che magari ti senti un po' sbagliata, ti viene trasmessa l'idea che sei "troppo melodrammatica".

Forse questo non ha aiutato ad avere fiducia di potere parlare della paura che avevi di quella situazione con i vicini? Può essere che ti abbia spinto a pensare che "non c'è niente d'avere paura"? Non penso che fosse la volontà dei tuoi, penso che, come ti ha detto tua mamma le sia dispiaciuto che tu non gliene abbia parlato, e sono convinta che il suo desiderio fosse quello di protezione. Però forse c'è un legame.
E mi domando se ci possa anche essere un legame con questa fatica ad accettare le tue reazioni. Ti parlo per me e ti posso dire che si, c'è. Io non vengo da una famiglia dove c'è una grande repressione delle emozioni, ma c'è un limite che non coincide con il mio bisogno di espressione e che io penso non mi abbia aiutato. Penso che mi abbiano aiutato tanto a capirle e vederle, ma che quel modo di respingere certe mie espressioni senza aiutarmi a trovare un'alternativa per me praticabile, mi abbia spinto a rifiutare quello che per me era troppo (magari con un animo caloroso come il mio :) ) e a creare frustrazione. Poi tutto sommato non è mica facile questa cosa delle emozioni, ci sono i limiti tra le persone è normale anche questo. Io vedo con i miei figli come a volte faccio fatica a gestire certe situazioni, mica perchè siamo cattivi, ma perchè siamo umani.
Ti racconto questo di me ma non vuol dire che pensi che per forza deve essere così anche per te, ci vedi delle similitudini? ti può aiutare a comprendere qualcosa?
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » giovedì 12 giugno 2014, 11:32

Francesca, il tuo messaggio mi ha commosso. Sai perchè? perchè sei riuscita a smuovere dentro di me qualcosa... hai centrato il punto giusto... e sento che questo mi fa un gran bene... grazie : Love :

francesca78 ha scritto:Forse questo non ha aiutato ad avere fiducia di potere parlare della paura che avevi di quella situazione con i vicini? Può essere che ti abbia spinto a pensare che "non c'è niente d'avere paura"?




francesca78 ha scritto:E mi domando se ci possa anche essere un legame con questa fatica ad accettare le tue reazioni.


Credo di sì

francesca78 ha scritto:Ti racconto questo di me ma non vuol dire che pensi che per forza deve essere così anche per te, ci vedi delle similitudini? ti può aiutare a comprendere qualcosa?


Trovo moltissime similitudini. Anche io provengo da una famiglia dove si è sempre prestata attenzione alle emozioni, non c'era repressione, anzi... un costante e ripetitivo (a volte anche troppo pressante) invito a parlare, sempre, di tutto, a credere che i tuoi genitori sono sempre lì per te, per capirti, per aiutarti, qualunque cosa succedesse.
Questo non significa che non abbia mai ricevuto commenti su questa mia "troppa" sensibilità e sul fatto che piango sempre. E' vero. Che sia di gioia o di tristezza, le lacrime per me sono un grande sfogo.
Confrontando le occasioni in cui i miei mi hanno dimostrato accettazione e apprezzamento per come sono, rispetto a questo genere di commenti "scappati" ogni tanto, non c'è dubbio che prevalgono le prime, ma evidentemente quei commenti un segno l'hanno lasciato.
Tu mi hai aiutato a rendermi conto di questa cosa, non so se l'avevo capita, forse sì... forse non la volevo capire/accettare, come se questo equivalesse a dare la "colpa di come sono" ai miei genitori, e invece la colpa me la volevo prendere io. Ma ora - sicuramente per il fatto che da madre ti rendi conto di tante cose di cui prima non potevi - capisco che non è una questione di colpe.

francesca78 ha scritto:Penso che mi abbiano aiutato tanto a capirle e vederle, ma che quel modo di respingere certe mie espressioni senza aiutarmi a trovare un'alternativa per me praticabile, mi abbia spinto a rifiutare quello che per me era troppo (magari con un animo caloroso come il mio :) ) e a creare frustrazione.


Anche in questo mi ritrovo molto. Sento che è il punto di arrivo e di partenza allo stesso tempo per accettarmi per quello che sono. Per smettere di giudicarmi e ritenermi sbagliata. E per capire che certe mie caratteristiche possono essere pregi o difetti in base al punto di vista di osservazione, quindi forse non sono nessuno dei due. Sono io e basta.

Sono felice.
:abbraccione
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda chiaraeanna » giovedì 12 giugno 2014, 11:48

vi ringrazio per quanto state scrivendo, come bimba a cui son state inibite le emozioni e come mamma di una bimba che è un' esplosione di emozioni!!
grazie! mi state facendo riflettere tanto!
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