quando vediamo che picchiano altri bimbi

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » sabato 9 novembre 2013, 21:00

La mia maestra tirava ceffoni ai bimbi meno svegli. Io adoravo andare a scuola e adoravo lei. Non ho mai pensato che facesse niente di male, che quelle sberle fossero gravi. Io ero brava e non le prendevo, a casa ero abituata alle botte. Oggi mi fa orrore pensare a come fossi anestetizzata di fronte a quei gesti, a come fossi incapace di sentirne l'ingiustizia. Nessun genitore è intervenuto per fermarla. Mi viene da pensare che ancora poco più di trent'anni fa simili interventi fossero ritenuti possibili. La mia era una maestra stimata nella cui classe si facevano carte false per entrare.

Ancora oggi gli sculaccioni sono generalmente tollerati. Una buona percentuale di persone li ritiene utili e non si fa problema a sostenerlo (basta farsi un giro per i forum di genitori più frequentati per trovare qualche discussione, anche piuttosto animata, in proposito). Io credo che perché un bambino provi orrore di fronte a un altro bambino sculacciato deve aver scorto quell'orrore nello sguardo dei suoi genitori. Qualcuno deve averglielo mostrato. Se, al contrario, i suoi genitori ritengono quei gesti come frutto della personale pedagogia di questa o quella famiglia, faccenda da cui preferiscono distogliere lo sguardo e rispetto alla quale non prendono una posizione netta, ecco che il bambino, se gli effetti delle percosse non sono vistosamente dolorosi, passerà oltre senza darci troppo peso. Non mi sembrano così strane le tue emozioni di bambina, Tuckberry.

Proviamo a immaginarci un bambino che assiste per la prima volta alla scena di un altro bambino che viene picchiato. Che farà? Guarderà la mamma per vedere come reagisce, che cosa ne pensa, per capire ciò che non capisce. Se la mamma fa finta di niente, il bambino capirà che si può fare finta di niente, che non è grave, che tutto sommato quella pacca va bene. Certo meglio non prenderla (e sarà contento se a lui non succede), ma potrà svalutarne la gravità prendendola come l'espressione di un uso familiare diverso dai suoi. Il bambino picchiato per parte sua si adegua a sua volta all'uso, impara a dominare il senso di umiliazione e la paura, la rabbia. Fa finta di niente e magari sorride. Vi posso dire per esperienza personale che, se le botte sono date con coerenza e costanza, basta davvero poco, soprattutto in pubblico, per ottenere un effetto soddisfacente: non vale la pena di guadagnarsi una punizione più seria a casa, o di rincarare quella che già si sa sarà dura da smaltire. Alla fine basta la minaccia verbale dell'"a casa facciamo i conti". Un sistema pulito e funzionale, i "capricci" o quel che è sono risolti.

Se incontrate un bambino che punito in pubblico strepita, secondo me potete pensare che quel genitore non è così rigidamente fedele a certi metodi e quindi quel bambino ha ancora spazio per urlare quello che prova. Ci provo sempre, ma in quei casi sorrido a quel genitore e cerco di fargli sentire che capisco che è difficile, in genere, come diceva Luggen qui sopra, quel genitore già si vergogna di sé stesso e, se qualcuno lo aiuta a vedere il suo bambino non come una piccola peste, ma un piccolo in difficoltà, si sente sollevato.

Tutto questo, Tuckberry per dirti che non lo so se sono davvero le mancate spiegazioni che ti hanno portato a non dare peso a certe situazioni, quanto forse piuttosto un atteggiamento diffuso che anche i tuoi genitori avranno in parte condiviso. Non perché fossero insensibili o cattivi, solo per convenzione sociale.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda rospina » domenica 10 novembre 2013, 9:32

Anch'io penso che le tue reazione di bambina siano state assolutamente normali Tuckberry.
Penso anche che la maternità ci abbia reso molto più sensibili nei confronti di certi argomenti, ci faccia notare scene a cui prima prestavamo molto meno attenzione.

Quest'osservazione la trovo molto vera
Effi B. ha scritto: Io credo che perché un bambino provi orrore di fronte a un altro bambino sculacciato deve aver scorto quell'orrore nello sguardo dei suoi genitori. Qualcuno deve averglielo mostrato.


E poi Effi, come mi ci rivedo quando dici
Effi B. ha scritto:Vi posso dire per esperienza personale che, se le botte sono date con coerenza e costanza, basta davvero poco, soprattutto in pubblico, per ottenere un effetto soddisfacente: non vale la pena di guadagnarsi una punizione più seria a casa, o di rincarare quella che già si sa sarà dura da smaltire. Alla fine basta la minaccia verbale dell'"a casa facciamo i conti". Un sistema pulito e funzionale, i "capricci" o quel che è sono risolti.

mi mette i brividi
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » domenica 10 novembre 2013, 14:39

Capisco quello che mi scrivete, Effi e Rospina.
Ma questo è quello che un po' mi rattrista:

Effi B. ha scritto:Se, al contrario, i suoi genitori ritengono quei gesti come frutto della personale pedagogia di questa o quella famiglia, faccenda da cui preferiscono distogliere lo sguardo e rispetto alla quale non prendono una posizione netta, ecco che il bambino, se gli effetti delle percosse non sono vistosamente dolorosi, passerà oltre senza darci troppo peso.


Effi B. ha scritto:Se la mamma fa finta di niente, il bambino capirà che si può fare finta di niente, che non è grave, che tutto sommato quella pacca va bene.


Effi B. ha scritto: un atteggiamento diffuso che anche i tuoi genitori avranno in parte condiviso. Non perché fossero insensibili o cattivi, solo per convenzione sociale.


[quote="rospina"]Penso anche che la maternità ci abbia reso molto più sensibili nei confronti di certi argomenti, ci faccia notare scene a cui prima prestavamo molto meno attenzione.

Non penso che i miei genitori siano stati insensibili e cattivi, e vi dirò che anche se avessero fatto un errore (ammesso che si possa definire tale) non ci do chissà quale peso, sia perché è normale commettere errori, sia perché se considero il loro essere genitori nella sua interezza, quante cose hanno fatto bene!
Però non mi piace pensare all'indifferenza, alla convenzione sociale... loro che certe linee educative le hanno consapevolmente scelte e volute.
E non mi piaccio nemmeno io se penso che è dovuta arrivare mia figlia per rendermi più sensibile a certe scene.
Tutto qua.
E non voglio andare OT parlando troppo dei miei genitori nello specifico: tutte queste riflessioni nascono perché oggi, come madre, mi chiedo cosa farò o non farò io, cosa sia giusto spiegare o meno a mia figlia, se e come sia giusto intervenire di fronte a quelle scene.
Pensiamo ad esempio ai figli di Esmeralda. Loro non chiedono, lei non spiega. Un po' è quello che è successo a me. Nemmeno io ho mai chiesto spiegazioni ai miei genitori. E se lo facesse pure mia figlia? Solleverò io l'argomento per non trasmettere indifferenza, o non lo farò per chissà quale motivo?
Perché alla fin fine ai miei genitori ho chiesto spiegazioni su questo, e mi hanno detto che ero una bambina molto, troppo sensibile su certe cose. Piangevo facilmente di fronte alle "disgrazie" altrui (ho virgolettato perché a volte non erano proprio disgrazie, ero piuttosto melodrammatica... bastava poco), quindi visto il mio carattere pensavano ogni tanto di dover alleggerire le cose, anche sorvolando su alcune o non facendomele notare troppo. Altre volte mi parlavano, mi spiegavano... facevano un po' e un po'. Ecco, mettendomi nei loro panni (e mi sa che dovrò proprio farlo perché mi sembra che pure mia figlia sia piuttosto sensibile) non so più stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Quindi pensando al titolo del post ho una gran confusione, perché è logico che vorrei aiutare in qualche modo il bambino picchiato e il genitore che picchia, ma viene prima mia figlia, e ad oggi non so stabilire cosa potrebbe essere meglio per lei.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » domenica 10 novembre 2013, 16:36

Per prima cosa mi viene da dirti che comunque, nel momento in cui la tua maternità ti ha resa più sensibile verso certe questioni, tu hai trovato dentro di te la posizione che vuoi tenere rispetto alla violenza sui bambini. Non c'erano vincoli che ti potessero portare a cercare una giustificazione in favore delle botte se date con moderazione e criterio. Non è mica niente!

Poi, per quanto riguarda tua figlia, credo che dovrebbe intanto presentarsi la malaugurata occasione (e vi auguro con tutto il cuore di non dover assistere a una cosa simile). Riflettere sull'argomento può solo essere utile a entrambe, non credi?

Io per me e per i miei figli porto sempre pronte queste domande e queste risposte: perché un genitore picchia i suoi figli? perché in quel momento non è riuscito a fare meglio di così. E' giusto che l'abbia fatto? No! Perché allora ha fatto una cosa ingiusta a chi gli è così caro? Perché purtroppo non è stato rispettato, amato capito come aveva bisogno; perché gli hanno insegnato la violenza facendogliela subire. Cosa posso fare io di fronte a episodi simili? Serbare in me la certezza dell'ingiustizia di quei gesti e sentire allo stesso tempo l'umanità di chi ho di fronte. E' un essere umano come me, la differenza tra noi è che forse io sono un po' più libera di lui di non fare quello che lui ha fatto (vi ricordate la nostra campagna dell'anno scorso con Genitori Channel?).
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Nicotiana » domenica 10 novembre 2013, 23:28

Un po' tangenziale alla discussione, ma questa era mia figlia l'anno scorso, a quasi quattro anni..un episodio che mi ha rassicurata: http://nonostantetuttoisemigermogliano. ... -novembre/
Leggendovi mi è tornato in mente perché sono riuscita, nonostante tutto, a sentire che quanto vivevo a casa (violenza su di me e su mia madre) non era 'normale'. Mio nonno diceva a mia madre che io avevo paura di tutto e che non era normale, questo, in una bambina di pochi anni. E mia madre mi diceva di non raccontare al nonno. Che tanto sapeva tutto. Quindi, se non si poteva raccontare al Nonno (mia figura di riferimento, con due genitori scassati..), doveva essere cattivo. Punto.
Curioso notare come sono diventata vegan da adolescente, a 14 anni, ma per motivi sociali e ambientali più che antispecisti. l'antispecismo in me è arrivato pienamente solo a 27 anni, con la prima gravidanza. Da piccola osservavo mio nonno uccidere e scuoiare gli animali da cortile e studiavo l'anatomia sui loro organi. detto così fa impressione, ma non ero una bambina crudele.Mai provocato dolore a un animale per gioco, anzi. Però in me la vista quasi sacerdotale del nonno che uccideva era riuscita, per anni, a uccidere la compassione.
Quando oggi soffro per i messaggi anti-vegan che arrivano dai miei, soffro perché sono messaggi che uccidono in mia figlia la compassione. Non mi importa dell'aspetto salutista o filosofico. La compassione è un aspetto pratico-emotivo.
Spero di non aver offeso/fatto sentire giudicato nessuno, era un paragone che sentivo di fare.
Edit: ritoccata la grammatica rileggendomi..
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http://nonostantetuttoisemigermogliano.wordpress.com/
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » lunedì 11 novembre 2013, 14:25

Effi B. ha scritto:Per prima cosa mi viene da dirti che comunque, nel momento in cui la tua maternità ti ha resa più sensibile verso certe questioni, tu hai trovato dentro di te la posizione che vuoi tenere rispetto alla violenza sui bambini. Non c'erano vincoli che ti potessero portare a cercare una giustificazione in favore delle botte se date con moderazione e criterio. Non è mica niente!


Sì beh... però c'è anche da dire che l'esempio conta, no? lo diciamo sempre... io sono cresciuta senza botte e nemmeno urla... credo che per me sia più semplice oggi essere un certo tipo di madre. C'è sempre da migliorare, ma credo che sia molto più difficile per un bambino picchiato essere da adulto un genitore che non picchia.

Effi B. ha scritto:Riflettere sull'argomento può solo essere utile a entrambe, non credi?

Secondo me sì, ma mi ci devo trovare... so che a volte sono brava nella teoria e posso peccare nella pratica :oops:

Grazie per gli esempi di domande/risposte che hai scritto, credo saranno utili!
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda gildauz » venerdì 10 gennaio 2014, 17:46

Oggi al lavoro mi sono trovata in una situazione in cui davvero non sapevo come comportarmi. Oggi ho lavorato con una classe di bimbi di quarta. Sono biologa e nel mio istituto ospitiamo studenti di tutte le età per sperimentare insieme con noi scienziati e trasmettere loro la passione per la scienza. Durante l'attività ad un certo punto un bimbo - molto aggressivo, a parole e gesti- ha fatto male torcendo la mano ad un compagno. Questo ha cominciato a piangere, quasi esterrefatto dal gesto. Sembrava davvero che non si aspettasse una cosa del genere. Ha pianto per diversi minuti. Ero sola con bimbi, le maestre erano via con la mia collega. Non sapevo cosa fare. Ho cercato di consolare il bimbo, ma con scarso successo. L'altro si è subito avvicinato perche immagino temesse delle conseguenze o ripercussioni e mi diceva che era assurdo che piangesse per così poco, che lo aveva appena sfiorato. Evidentemente a casa sua era abituato a ben altro. Mi dispiaceva anche per lui. Insomma io non mi sono piaciuta per nulla, sono stata abbastanza ameba...ero come paralizzata. Da un lato era la mia prima attività con i bimbi da quando sono rientrata dalla maternità - è come se adesso fossi più sensibile e tutto mi turba-e dall'altro non ero preparata a quello e non sapevo come comportarmi. Quale poteva essere un buon modo di gestire la situazione secondo voi?
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » venerdì 10 gennaio 2014, 19:21

Secondo me la prima cosa da fare è consolare il bambino che piange. Chiedergli dove ha male e quanto, se ha avuto paura, se è arrabbiato, quello che ti sembra più opportuno. Poi parlare all'altro spiegandogli che il suo gesto ha provocato dolore e/o spavento, anche se non era quello che lui voleva fare, che quando si torce una mano si rischia sempre di provocare dolore, che tutti noi abbiamo bisogno di sentici al sicuro e rispettati. Al bimbo che ha subito questo offre il riconoscimento della sua sofferenza e al bimbo che ha aggredito un discorso sereno, non punitivo, ma chiaro, secondo me, aiuta a riflettere e a imparare a fare altrimenti di una sgridata.

Se poi c'è modo si può approfondire perché è successo, che cosa si stavano dicendo, che cosa hanno provato. Magari l'aggredito ha provocato? Oppure l'aggressore quel giorno era un po' nervoso o stanco? Nessuno mi pare si è fatto un male grave, ma c'è stato un conflitto che ha portato a essere violento un bambino. Pensare che non è una cosa grave, ma significativa, forse può aiutare. Tu come ti sei sentita? Spaventata di fronte a qualcosa che non capivi? Preoccupata del malessere del polso del bimbo? Anche queste cose si possono dire ai bambini condividere con loro. Si può chiedere loro di cercare un altro modo per esprimere quello che sentono, di chiedere aiuto a un adulto se gli pare di non farcela. Un adulto che ti mostra di volerti capire e accogliere con serenità è sempre prezioso.

Mi dispiace gildauz, capisco che ti abbiano preso alla sprovvista. Visto ora, da qui, è sicuramente tutto molto più semplice. Però penso che ora, da mamma, hai certo una rinnovata sensibilità che ti aiuterà a metterti più in sintonia anche con i tuoi piccoli allievi
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda gildauz » venerdì 24 gennaio 2014, 15:55

Grazie Effi! Da allora non è più capitato nessun altro episodio del genere per fortuna!...ora comunque mi sento più preparata nel caso dovesse ricapitare... Pero che brutto, ci sono rimasta davvero male
Un abbraccio!
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » venerdì 24 gennaio 2014, 16:44

Prova a non pensare che è "brutto". E' una cosa che è successa ed esprimeva qualcosa. C'è della vita che si esprime anche in quel gesto. Se tu questo riesci a sentirlo, permetti secondo me al bambino di riconoscersi in qualche modo nel tuo sguardo, di percepire lui stesso, anche se non consapevolmente, la sua umanità. Il rischio , a sentire della bruttezza nel comportamento di un bambino è che quel bambino si veda brutto, si riconosca alla fine nella bruttezza che è stata percepita di lui e ci si conformi. Per questo io credo che sia molto meglio che a un bambino mostriamo la nostra paura, il nostro dispiacere, le nostre emozioni con consapevolezza e proprietà. Perché allora siamo noi di fronte a lui con ciò che siamo e non lui di fronte ai nostri giudizi che un po' rischiano di plasmarlo. Torcere un polso non si fa non perché è brutto, ma perché fa male, perché non dice bene quello che si prova quando ci si trova a torcerlo, blocca la comunicazione, lo scambio nella relazione, isola... Queste cose è bene che noi le abbiamo chiare. Sono utili anche nei casi in cui è necessario ricorrere alla forza per separare, per scongiurare un gesto pericoloso perché cambia lo stato d'animo con cui interveniamo. Ma lo so che non è facile, non sai le volte che mi metto a ripassare la lezione.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda gildauz » venerdì 24 gennaio 2014, 21:21

Perfettamente d'accordo con te! Il mio "che brutto" non era riferito al gesto, ma che brutto come mi sono sentita io in quel momento: impotente, preoccupata, dispiaciuta, arrabbiata, bloccata.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda gildauz » venerdì 24 gennaio 2014, 21:28

E delusa anche... Perche pensavo di esser pronta a risolvere e intervenire in situazioni del genere e invece quel bimbo che piangeva mi sembrava tanto il mio piccolo S, non riuscivo a smettere di pensare a lui, guardavo quel bimbo, ma vedevo anche il mio piccino che piangeva. Adesso a distanza di 2 settimane capisco che quello che davvero mi ha scosso è stato come ho reagito io al fatto, più che il fatto in se. Non so se si capisce cosa intendo...
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » domenica 26 gennaio 2014, 21:27

Prova lo stesso a non pensare che è "brutto" come hai reagito. Non lo è. C'erano il tuo sconcerto, la tua paura, tutte le tue emozioni. Sono preziose per capire come vuoi porti di fronte a situazioni simili. Pensi che fosse una situazione facile? Io credo proprio di no. Ascolta il tuo turbamento, ma abbi fiducia in te
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda chiaraeanna » martedì 28 gennaio 2014, 11:41

Effi B. ha scritto:Secondo me la prima cosa da fare è consolare il bambino che piange. Chiedergli dove ha male e quanto, se ha avuto paura, se è arrabbiato, quello che ti sembra più opportuno. Poi parlare all'altro spiegandogli che il suo gesto ha provocato dolore e/o spavento, anche se non era quello che lui voleva fare, che quando si torce una mano si rischia sempre di provocare dolore, che tutti noi abbiamo bisogno di sentici al sicuro e rispettati. Al bimbo che ha subito questo offre il riconoscimento della sua sofferenza e al bimbo che ha aggredito un discorso sereno, non punitivo, ma chiaro, secondo me, aiuta a riflettere e a imparare a fare altrimenti di una sgridata.

Se poi c'è modo si può approfondire perché è successo, che cosa si stavano dicendo, che cosa hanno provato. Magari l'aggredito ha provocato? Oppure l'aggressore quel giorno era un po' nervoso o stanco? Nessuno mi pare si è fatto un male grave, ma c'è stato un conflitto che ha portato a essere violento un bambino. Pensare che non è una cosa grave, ma significativa, forse può aiutare. Tu come ti sei sentita? Spaventata di fronte a qualcosa che non capivi? Preoccupata del malessere del polso del bimbo? Anche queste cose si possono dire ai bambini condividere con loro. Si può chiedere loro di cercare un altro modo per esprimere quello che sentono, di chiedere aiuto a un adulto se gli pare di non farcela. Un adulto che ti mostra di volerti capire e accogliere con serenità è sempre prezioso.

Mi dispiace gildauz, capisco che ti abbiano preso alla sprovvista. Visto ora, da qui, è sicuramente tutto molto più semplice. Però penso che ora, da mamma, hai certo una rinnovata sensibilità che ti aiuterà a metterti più in sintonia anche con i tuoi piccoli allievi


vorrei stampare quanto dice Effi e portarlo alle maestre dell'asilo che ieri, dopo il fattaccio di anna picchiata da un'altra bimba, hanno messo la "colpevole" in castigo e Anna è si stata consoloata ma le è anche stato detto che non era successo nulla di grave... ma io vorrei proprio sapere queste maestre che formazione hanno... : WallBash :
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » lunedì 9 giugno 2014, 8:42

Riprendo questo post dopo le spese di venerdì al supermercato.
Una mamma e una nonna. Due figli. Una bimba che avrà avuto 6 anni ca. e un bambino di 6/8 mesi. Il bimbo è in braccio alla nonna, cerca di afferrarle gli occhiali, lei si divincola ma non riesce a impedirglielo. Alla fine il bambino ce la fa. La mamma dice "NO!" e cerca di prenderli. Il bimbo piange, li vuole, la mamma cerca di toglierglieli dalle mani e nella lotta si stacca una stanghetta. La mamma è furiosa, dà due sberle al piccolo e un paio di pacche sulla schiena. Il bimbo urla, ma tanto, tanto, tanto... non smette più... nessuno più lo bada, guardano gli occhiali e poi proseguono con la spesa.
Io sono bloccata, non sono riuscita a dire o a fare nulla. Pensavo che non è giusto, che è troppo piccolo, non poteva capire... e odio quella mamma, mi chiedo come possa picchiare così violentemente un bimbo tanto piccolo.
Cerco di continuare la spesa, ma anche se mi allontano sento le urla del piccolo e mi sento male.
Corro in bagno perchè ho la nausea e credo di dover vomitare, in realtà no, piango e basta. Poi torno tra le corsie, ma ho un magone pazzesco. Scrivo un paio di messaggi sull'accaduto a un'amica. Guardo in giro se rivedo il bambino... ma non lo vedo più.
Mi sono detta "ok, tu hai un problema". E' per questo che scrivo. Non tanto per commentare l'episodio, ma la mia reazione.
Capisco la sensibilità, capisco l'empatia, capisco che da madre e da frequentatrice di NTIS posso essere più attenta a certe scene, ma la mia reazione non è normale. E' troppo.
Mi chiedo perchè. Non ho avuto un'infanzia difficile o segnata dalla violenza. Non ho fatto o subito cose particolari in merito. L'unica cosa che ricordo sull'argomento era la sensazione di estrema paura, panico, angoscia che provavo per quello che succedeva nella casa dei nostri vicini, una coppia con due figli dell'età mia e di mio fratello. Con la più piccola ogni tanto ci giocavo. I genitori erano molto violenti, la madre (ho saputo da grande) era pure alcolizzata. Io sentivo le urla da casa mia spesso e volentieri. Loro scappavano fuori casa verso l'orto che confinava con quello dei miei genitori. Io correvo in camera mia che era sul lato opposto della casa e mi tappavo le orecchie per non sentire.
La sensazione di panico era la stessa, come pure la stretta allo stomaco.
Inoltre non mi piace il sentimento che ho provato verso quella madre. Mi dispiace ammetterlo, ma la disprezzavo.
Quando leggo qui su NTIS di madri che perdono la pazienza, urlano, o danno qualche ceffone non provo questo tipo di sentimenti. Provo comprensione, vedo la difficoltà di quelle madri, cerco di scrivere qualcosa di utile se ci riesco per offrire il mio conforto e per provare a trovare insieme una soluzione per gestire la fatica, la rabbia, qualunque cosa abbia portato a quel gesto che la mamma stessa non apprezza e vorrebbe cambiare. E sono assolutamente sincera in questo.
Ma di fronte a quella scena non ero così. Non vedevo una mamma in difficoltà, non riuscivo a pensare alla vita di quella donna per me sconosciuta: chissà com'è...
Vedevo solo la violenza verso un esserino così piccolo... troppo... e fatalità poco prima aveva ripreso in malo modo pure la figlia più grande che aveva lanciato un paio di metri più in là il carrello per gioco... le aveva detto "smettila! non sai quanto ti prenderei a sberle".
Vorrei riuscire a fare qualcosa di utile, e vorrei capire perchè mi sento così.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda chiaraeanna » martedì 10 giugno 2014, 9:58

mi spiace tuckberry per quello che hai vissuto, non è mai bello vedere trattare male un bambino, ma secondo me non devi sentirti in colpa per la reazione che hai avuto! io provo un vero malessere quando sento certi discorsi fatti ai bimbi, dicorsi che ricordo facevano a me, sai che mi rovina la giornata? ci metto tempo a riprendermi! figurati poi quando li sento fatti dai miei genitori ad anna... con questo non voglio dire che tu abbia subito qualcosa di simile a quanto è successo a quel bimbo, io per esempio leggendo il tuo racconto ho pensato che la cosa più abominevole era che quel bimbo aveva preso uno schiaffo per una cosa che non aveva nemmeno la consapevolezza di fare!!!

ti abbraccio forte!
:abbraccione
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda francesca78 » martedì 10 giugno 2014, 10:10

Ciao :-)
Come senti che avresti dovuto reagire? Quale sarebbe stata una reazione sana?
francesca78
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda tuckberry » martedì 10 giugno 2014, 10:26

chiaraeanna ha scritto:mi spiace tuckberry per quello che hai vissuto


Grazie! : Love :

francesca78 ha scritto:Come senti che avresti dovuto reagire? Quale sarebbe stata una reazione sana?


Avrei voluto poter parlare con quella madre, ma non so come e con quali parole... immagino che la reazione più probabile da parte sua sarebbe stata "lei si faccia gli affari suoi".
Una reazione sana secondo me sarebbe stata una reazione dove il sentimento di disprezzo verso la madre non doveva esserci, lasciando spazio non solo all'empatia verso il bambino, ma anche verso la madre, per provare a capire la sua difficoltà.
E ancora, ammesso che non riuscissi a fare le cose appena scritte, una reazione sana secondo me sarebbe starci male, essere dispiaciute, ma poi andare avanti. Niente corse in bagno, niente senso di vomito, niente fiumi di lacrime. Mi pare un po' troppo. Mi pare strano.
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda francesca78 » martedì 10 giugno 2014, 10:42

Faccio fatica a scriverti, ho paura di aggiungere giudizi a quelli di cui ti carichi tu. Vorrei poterti abbracciare perchè penso che sia difficile soddisfare le aspettative che tu hai nei tuoi confronti. Lo capisco, io ho difficoltà ad accettare di l'ipotesi di non comportarmi come penso sia giusto che sia. In realtà non sono sensibilissima ai giudizi altrui, nel senso che faccio le mie scelte abbastanza autonomamente, ma quando questi giudizi ho paura che rovinino la mia immagine interna divento molto più sensibile. Divento così sensibile che magari sono in grado di riconoscere quello che provo, ma fuggo dai miei sentimenti, cerco di controllarli perchè non sono quelli attesi, l'intensità non è quella che vorrei. E questi si amplificano.
Ho l'impressione che tu faccia questa stessa cosa. D'altra parte è normale che noi abbiamo anche delle aspettative io credo, abbiamo dei valori, dei modi di vedere il mondo, dei desideri che nascono da una storia personale che sono importanti e vogliono dire tante cose, a volte sono un peso, ma a volte sono anche una ricchezza, un motore che ci da speranza.
Prova a pensare se ti avessi raccontato io questo episodio, pensi che saresti stata così dura nel giudicarmi?
Io avrei dovuto essere empatica, avrei dovuto sapere cosa dire, magari anche dire qualcosa che non comportasse una risposta "si faccia gli affari suoi", avere una reazione controllata di giusta empatia nei confronti del bambino, ma non eccessiva, senza piangere e avere senso di nausea, poi avrei dovuto sapere superare tutto e continuare come se niente fosse.
Questo sono le attese che stai esprimendo verso te stessa :) .
:abbraccione e do un abbraccio anche a me stessa :abbraccione
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Re: quando vediamo che picchiano altri bimbi

Messaggioda Effi B. » martedì 10 giugno 2014, 13:52

Mi dispiace tantissimo pensarti in quella situazione, così sofferente. Cara, cara Tuckberry!

Anche a me la tua reazione sembra molto forte e penso che non sia senza importanza il collegamento che fai con le tue sensazioni di bambina di fronte alla violenza della porta accanto. Vuoi che proviamo a pensarci insieme? Al tempo se ne parlava in casa? Riuscivi a condividere ciò che provavi con qualcuno? Io mi immagino un forte senso di impotenza e repulsione in te bambina, qualcosa che paralizza e intossica sino alla nausea. Quella violenza tu non potevi non respingerla, ma non la potevi allontanare, sventare, riscattare. E forse quel senso di impotenza e repulsione è ancora vivo in te e la scena cui hai assistito l'ha semplicemente attivato.

Non concentrarti sul tuo disprezzo per la mamma in questione. Se una persona sensibile ed empatica come te alza una simile difesa, o credo che sia perché ha qualcosa dentro che la fa soffrire. Parti da lì cara. Ti stringo
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