bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Come affrontiamo tutti i giorni l'impegno di essere dei genitori consapevoli e onesti? Discutiamo delle nostre difficoltà, riflettiamo sui nostri piccoli e grandi dubbi quotidiani, cerchiamo insieme in che modo possiamo trasformare i problemi che incontriamo in un'occasione per diventare persone più coerenti ai valori che hanno a cuore.

bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda foglievive » domenica 10 aprile 2011, 8:53

Edit: da qui viewtopic.php?f=36&t=2171&p=35431#p35431

Quello che si osserva solitamente in uno scambio nel linguaggio della comunicazione nonviolenta sono questi elementi:
-osservazione,
-sentimenti (spesso in inglese è feeling, quindi sarebbe emozioni e si usa qui in maniera intercambiabile),
-bisogni,
-richieste.

In linea di massima, si potrebbe partire da una domanda di questo tipo:

-quando in questo preciso momento io osservo questo fatto. Osservo vuol dire lo descrivo con un linguaggio che non preveda giudizi,
-provo (sento) questo sentimento o emozione,
-e il mio bisogno sarebbe di xxx (bisogni universali)
-e per venire incontro a questo bisogno potrei fare una richiesta -diverso da pretesa perché una richiesta passa attraverso il fatto che tiene conto dei bisogni dell'altro- a me stesso ed eventualmente, una volta che ho guardato con empatia e non giudizio, anche all'altro.

L'osservazione è importante perché consente di astenersi dal giudizio che ingombra le relazioni e le condiziona.
Vedere due bambini che corrono in un supermercato è diverso dal vedere due bambini scalmanati: il secondo contiene un giudizio.
Vedo un dentista che tiene fermo un bambino per operarlo è diverso da osservare vedo un dentista rude che non ha nessuna sensibilità.

I sentimenti sono importanti perché rappresentano un segnale per noi.
Se 'funzionano' ossia se sono positivi, è perché solitamente i nostri bisogni sono soddisfatti, se no c'è qualcosa che dobbiamo regolare per far sì che il bisogno che abbiamo in quel momento sia soddisfatto, onorato, venga incontrato.

Sentimenti che dicono che i nostri bisogni sono soddisfatti: gioia, allegria, sentirsi ispirati, serenità, commozione, rilassatezza... Sentimenti che dicono che qualche bisogno non è soddisfatto: tristezza, preoccupazione, confusione, solitudine.. Molte volte ci sono parole che sembrano esprimere un sentimento, ma che in realtà contengono un giudizio verso quella persona. Ad es: mi sento abbandonato, attaccato, distrutto, ignorato, insicuro..

I bisogni sono pulsioni universali presenti in tutti gli esseri umani. Attengono a varie sfere: della connessione, dell'identità, del benessere fisico, dell'autonomia, della pace, del gioco. Esempi di bisogni sono: rispetto, inclusione, intimità, avere importanza, vedere ed essere visti, capire ed esser capiti, integrità, ordine, riposo/sonno, scelta, spontaneità, autenticità, celebrazione... Nella loro essenza più pura i bisogni sono delle forme astratte per capire/sentire quanto è vivo in noi.
Spesso vengono confusi con cose concrete (strategie specifiche, cioé).
Ho bisogno di salvaguardia del mio spazio personale potrebbe essere "scambiato" con un ho bisogno di andare via.

Mi ricordo che una volta in un seminario si parlava di "ho bisogno di sentire al telefono quella persona, la sua voce, ma lei si nega" che veniva esplorato focalizzandosi su quali bisogni c'erano dietro ed erano di comprensione e di compagnia.
Se ci si focalizzava sui singoli bisogni piuttosto che su quella particolare strategia (la telefonata), si potevano mettere a fuoco altre strade (altre strategie) per incontrare i bisogni. Spesso, una volta riconosciuti i bisogni singoli si liberano moltissime energie e ci si ritrova ad essere piuttosto creativi per accoglierli.

Le richieste. La prima richiesta è verso noi stessi: quali bisogni ho e cosa posso fare per venirgli incontro (da questo punto di vista cnv fa empowerment perché restituisce il potere nelle mani della persona). Darsi empatia, o auto-empatia è riconoscere cosa c'è di vivo in noi che chiede di essere espresso.

Se ho bisogno di sostegno, compagnia da quella particolare persona ad es. ma so -in base ai suoi segnali, alla nostra storia che lei non è disponibile potrebbe essere realistico richiedere la sua presenza e supporto? Sarebbe una richiesta o una pretesa? Questo di capire la differenza tra le richieste è le pretese è un punto chiave perché ci serve a capire qual è l'energia sottesa al processo. Se non c'è un sentimento lineare, si riparte con l'esplorazione.

Di solito una richiesta per essere tale -non contiene un giudizio, -è precisa in base a quello che ho osservato.
Potresti stare tranquillo? Se non funziona è perché potrebbe essere una richiesta generica poiché non dico all'altro cosa può fare di preciso che io percepisco come stare tranquillo. Quindi in questo caso una richiesta potrebbe essere: potresti stare qui vicino a me, per un momento in silenzio? Ehm.. e queste sono già 3 richieste :roll: comunque.
Per questo si dice che cnv è un processo circolare sempre in movimento attraverso la conenssione: si fa un check di continuo, delle verifiche nell'altro e si riparte.

Una richiesta se è tale può prevedere anche che si possa ricevere un 'no'. Perché nel processo ci sono due/tre/n persone coinvolte e ognuna ha dei bisogni suoi. Per questo si dice che è un balletto a due/tre/n; si negozia e ci si riposiziona continuamente rispetto ai bisogni. Le strategie per venirsi incontro possono variare e moltissimo.
Inoltre una richiesta è solitamente collocata nel qui ed ora.
Poi: è orientata in positivo a cosa voglio che faccia quella persona, non a cosa voglio che NON faccia (es. "stare qui vicino in silenzio" e non "smettere di correre").
Un tono che crei connessione e non secchezza del tipo "cosa ne diresti di?" correda le caratteristiche di una richiesta.
Meglio fare una richiesta per volta e a una persona per volta.

Ehm.. sembra complicato, ma una volta introiettato non lo è soprattutto perché il tono generale della comunicazione migliora di molto. Chiramente capita che si aprano altre problematiche e che talvolta possa esistere quanto viene definito incompatibilità di bisogni.

Quello che fa da sostrato a tutto è il sentimento di empatia con cui mi relaziono all'altro nel momento in cui svuoto la mia testa da giudizi e il senso di responsabilità che deriva dal fatto che sono io che mi prendo la cura del mio benessere e della mia integrità non facendolo dipendere da altre persone.

Tornando all'esmpio di Biglia del supermercato ed esemplificando, il processo potrebbe tradursi così.
Quando vedo che correte e restate lontani da mamma mi sento agitata perché avrei bisogno di tranquillità e di stare qui insieme (interconnessione, prossimità fisica), che cosa ne direste di tu fratello a di stare vicino a me ed aiutarmi a mantenere il cestino mentre io compro il pane? e tu fratello b chiedere alla signora al bancone del pane il numero di panini che vogliamo acquistare? Un esempio tra milioni. Perché qual è la strategia giusta e quali sono le richieste che puoi fare ai tuoi figli potete stabilirlo solo ...ballando insieme... voi!

Ultimissima.. sembra strano perché a volte parlare così risulta innaturale.. ma una volta chiarito cosa c'è in ballo, davvero non si parla proprio così.

Una delle mie frasi preferite in cnv non a caso la dice Risa la mamma di Sōsuke nel film Ponyo. Ed è un semplice: "Ascoltate bambini, per quanto sia tutto così strano e voi vi sentiate felici e anche meravigliati adesso dovete star calmi.."
Ha osservato lo tsunami in arrivo, confermato le emozioni dei piccoli, detto la richiesta mentre con tutto il suo corpo flettendo le gambe per mettersi al loro livello diceva il suo bisogno di stare connessi e di bisogno di integrità fisica. Perché, va da sé, il corpo parla e tantissimo con bambini così piccoli.

:abbraccione
Avatar utente
foglievive
NTIS
 
Messaggi: 3632
Iscritto il: martedì 24 febbraio 2009, 22:37
Figli: M2006

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda FRA » domenica 10 aprile 2011, 9:01

Foglievive, super super GRAZIE... un mini corso accelerato di cnv! è fantastico! : WohoW :
Non avrei mai osato chiederlo!
Sto stampando tutto e me lo porto di là...
:abbraccione
FRA
Collaboratore
 
Messaggi: 2702
Iscritto il: mercoledì 23 dicembre 2009, 3:23
Figli: FU 20.10.2005

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda river » domenica 10 aprile 2011, 9:08

ho dovuto rileggere da qui

foglievive ha scritto:I sentimenti sono importanti perché rappresentano un segnale per noi.
Se 'funzionano' ossia se sono positivi, è perché solitamente i nostri bisogni sono soddisfatti, se no c'è qualcosa che dobbiamo regolare per far sì che il bisogno che abbiamo in quel momento sia soddisfatto, onorato, venga incontrato.

Sentimenti che dicono che i nostri bisogni sono soddisfatti: gioia, allegria, sentirsi ispirati, serenità, commozione, rilassatezza... Sentimenti che dicono che qualche bisogno non è soddisfatto: tristezza, preoccupazione, confusione, solitudine.. Molte volte ci sono parole che sembrano esprimere un sentimento, ma che in realtà contengono un giudizio verso quella persona. Ad es: mi sento abbandonato, attaccato, distrutto, ignorato, insicuro..
.... ....


a qui per un moto di pianto... :sob:

così poi più giù non ho capito molto se non la fine

... ... Una delle mie frasi preferite in cnv non a caso la dice Risa la mamma di Sōsuke nel film Ponyo. Ed è un semplice: "Ascoltate bambini, per quanto sia tutto così strano e voi vi sentiate felici e anche meravigliati adesso dovete star calmi.."
Ha osservato lo tsunami in arrivo, confermato le emozioni dei piccoli, detto la richiesta mentre con tutto il suo corpo flettendo le gambe per mettersi al loro livello diceva il suo bisogno di stare connessi e di bisogno di integrità fisica. Perché, va da sé, il corpo parla e tantissimo con bambini così piccoli.

:abbraccione


GRAZIE :abbraccione

FRA ha scritto:Foglievive, super super GRAZIE... un mini corso accelerato di cnv! è fantastico! : WohoW :
Non avrei mai osato chiederlo!
Sto stampando tutto e me lo porto di là...
:abbraccione


mannaggia io la stampante non ce l'ho!!!
"Ma soprattutto non sappiamo ancora quale aspetto potrebbe assumere il mondo, se i bambini potessero crescere senza subire umiliazioni, se venissero rispettati come esseri umani e presi sul serio dai loro genitori." (A. Miller)
Avatar utente
river
*‿*
 
Messaggi: 1314
Iscritto il: giovedì 28 ottobre 2010, 16:36
Figli: M 10.2009

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda Emy » domenica 10 aprile 2011, 10:04

Grazie, devo rileggere

Stavo pensando all'ultima frase che hai scritto...
Ci posso fare le pulci?
Immagino che nel cartone volesse che stessero in una condizione fisica esteriore di calma, mentre sa già che la condizione interna non lo è...allora non è meglio già esprimere una condizione fisica tipo "stare fermi"? o vuole che loro stiano calmi dentro quando non lo sono?...riesce ad infondere tranquillità una frase del genere?....potrebbe anche essere
No Sono ragionamente per perdere tempo questi già lo so

Vabbè...vado a fare quello che devo fare...quasi quasi ve lo farò vedere...ho fatto un sacco di palline viola...ma taaante
Emy
*‿*
 
Messaggi: 1661
Iscritto il: sabato 6 dicembre 2008, 2:02
Figli: S 2000 G 2002 D2004

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda anninamar » domenica 10 aprile 2011, 20:48

Bellissimo e molto chiaro.
grazie and Love to Reeza. Mi piace molto anche quando spiega al figlio perché debbano stare a casa...non ricordo di preciso ma dice una cosa come: questa casa è un faro per chi è nel mare.
Anche se premetto che mi da un certo dispiacere tutte le volte che lo vedo quando arrivo al punto in cui li lascia da soli.
L'isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi. J.saramago
anninamar
*‿*
 
Messaggi: 1604
Iscritto il: giovedì 4 novembre 2010, 14:03
Figli: F1 2007

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda foglievive » lunedì 11 aprile 2011, 8:29

Emy... voglio vedere le palline viola!!!! Uva?

In quanto alla frase io l'ho citata a memoria e forse impropriamente.
Dovrei verificare cosa dice esattamente.
Però mi è sempre piaciuta per il tono generale e per come funziona a meraviglia
in quel contesto. Licenza (poetica) mia di mamma. E fai benissimo a farmi le
pulci: perché non è detto che sia cnv. Un abbraccio.

Annina, anche a me quella parte in cui li lascia soli mette un pò a disagio.
Mio figlio invece non fa una piega. Vai a capire...
Avatar utente
foglievive
NTIS
 
Messaggi: 3632
Iscritto il: martedì 24 febbraio 2009, 22:37
Figli: M2006

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda biglia » lunedì 11 aprile 2011, 10:39

Grazie, grazie grazie, proverò ad interiorizzare soprattutto i richiami in ottica positiva, senza negazioni, che non sempre sono facili da esplicitare. Io però di situazioni da risolvere ne ho a bizzeffe, ogni tanto mi sembro proprio mancare di quella scintilla di empatia..
Un'altra questione da risolvere, possibilmente in ottica CNV: perché non riusciamo mai a prepararci per uscire? Concordiamo la meta con i bambini (con il grande, in realtà) cercando una meta che lo interessi. Tipo: andiamo in fattoria a vedere le mucche e prendere il gelato, andiamo in campagna a fare l’orto, andiamo in bicicletta. Verifichiamo che lui sia d’accordo, gli spieghiamo che per riuscire a fare questa cosa bisogna prepararsi tutti insieme per uscire entro una certa ora, se no non riusciamo più. Al più piccolo raccontiamo la meta, dicendogli che andiamo a vedere gli animali, che usciamo tutti insieme, rispondiamo alle sue domande (capita che chieda cose tipo “andiamo dai nonni?” - “vai a lavorare?” - “viene anche papà?”)

E qui scatta l’inferno: vestirne due diventa un incubo, anche quando la vestizione è fatta a tappe all’interno dei loro giochi. Io infilo una maglietta, loro mentre scappano la tolgono. Dire “per piacere ho bisogno di prepararmi anch’io, venite a guardare un libro insieme (al posto di tuffarvi di testa dal cassettone che vi devo prendere al volo è sottinteso)?” Non c’è richiamo che serva, invito alla ragionevolezza, gioco, remind del fatto che, se non si riesce ad uscire entro una certa ora non si va più. Se li lascio giocare un attimo per raccattare il cambio si picchiano, si fanno male INEVITABILMENTE, ruzzolano di peso giù dal letto, o si arrampicano sui mobili.
Tutto questo fa imbestialire il papà, a me infastidisce, e mi fa arrabbiare il complessivo (bambini impreparabili, papà arrabbiato che ci ripete che questa non è vita, che mi chiede in cosa stiamo sbagliando, che lui è già pronto e aspetta seduto che anche noi tre lo siamo..).

Di solito si arriva al punto che dico, ok, non si va più. E’ diventato tardi, facciamo altro, stiamo a casa, facciamo qualcosa insieme, tanto mi sembra evidente che non si voglia andare. Il grande qui scoppia a piangere, perché lui ci voleva andare e non vuole sentire ragione. Gli spiego che non è un castigo o un dispetto, ma semplicemente il tempo è passato e non riusciamo più ad andare. Crisi isteriche, pianti a catinelle, perché lui vuole andare. Capita che sia un’ora che è in mutande, che non riesca a catturare la sua attenzione neppure per infilargli un calzino, e poi piange mezz’ora perché voleva uscire. Dopo il pianto diventa più docile, collabora alla vestizione, riusciamo ad essere pronti e si esce, tutti incavolati e tardissimo, per fare la stessa cosa di prima perché non vuole sentire ragione.

E per uscire, per fare qualunque cosa, è sempre così. Gli ho già detto che per me va bene, potrà uscire nudo, in pigiama o senza scarpe se vuole. Il problema è che non lasciano preparare neppure me, se io accenno a prepararmi (facendo un minimo meno attenzione a loro) loro si fanno male. In modi assurdi, tali che in condizioni normali non lo farebbero (tipo che il piccolo cade giù dal letto, l’altro gli salta su una mano, così poi vuole essere giustamente consolato e allattato e mezz’ora se ne va come niente…).... e il marito si infuria.
Avatar utente
biglia
Collaboratore
 
Messaggi: 379
Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 5:37
Figli: F1 2006
F2 2009

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda danipa75 » lunedì 11 aprile 2011, 13:44

biglia ha scritto:Gli ho già detto che per me va bene, potrà uscire nudo, in pigiama o senza scarpe se vuole. Il problema è che non lasciano preparare neppure me, se io accenno a prepararmi (facendo un minimo meno attenzione a loro) loro si fanno male. In modi assurdi, tali che in condizioni normali non lo farebbero (tipo che il piccolo cade giù dal letto, l’altro gli salta su una mano, così poi vuole essere giustamente consolato e allattato e mezz’ora se ne va come niente…).... e il marito si infuria.


per il resto non so che dirti...ma per quaest'ultima cosa: è proprio tuo marito che DEVE vigilare! tu ti stai preparando? bhè lui sarà lì presente e cercherà in tutti i modi di evitare cadute e co. la furia se la mette in tasca e collabora! e basta! :twisted: noi si fà sempre così, ora mi preparo io e te vigili poi ti prepari te e io stò li con loro...
"Ma era quello il tempo migliore della mia vita, e solo adesso che mi è sfuggito per sempre, solo adesso, lo so".
Natalía Ginzburg
Daniela+3
Avatar utente
danipa75
*‿*
 
Messaggi: 1803
Iscritto il: mercoledì 29 ottobre 2008, 16:10
Località: Pesaro
Figli: E.06 J.08 N.11 E.15

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda DaniTom » lunedì 11 aprile 2011, 13:46

Grazie Foglievive!! Me lo rileggero' mille volte per introiettarlo il piu' possibile!! :clap:
Avatar utente
DaniTom
*‿*
 
Messaggi: 1233
Iscritto il: giovedì 14 ottobre 2010, 10:56
Località: Roma
Figli: Tom2008

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda FRA » lunedì 11 aprile 2011, 15:04

biglia ha scritto:..............................................................
Un'altra questione da risolvere, possibilmente in ottica CNV: perché non riusciamo mai a prepararci per uscire? Concordiamo la meta con i bambini (con il grande, in realtà) cercando una meta che lo interessi. Tipo: andiamo in fattoria a vedere le mucche e prendere il gelato, andiamo in campagna a fare l’orto, andiamo in bicicletta. Verifichiamo che lui sia d’accordo, gli spieghiamo che per riuscire a fare questa cosa bisogna prepararsi tutti insieme per uscire entro una certa ora, se no non riusciamo più. Al più piccolo raccontiamo la meta, dicendogli che andiamo a vedere gli animali, che usciamo tutti insieme, rispondiamo alle sue domande (capita che chieda cose tipo “andiamo dai nonni?” - “vai a lavorare?” - “viene anche papà?”)

E qui scatta l’inferno: vestirne due diventa un incubo, anche quando la vestizione è fatta a tappe all’interno dei loro giochi. Io infilo una maglietta, loro mentre scappano la tolgono. Dire “per piacere ho bisogno di prepararmi anch’io, venite a guardare un libro insieme (al posto di tuffarvi di testa dal cassettone che vi devo prendere al volo è sottinteso)?” Non c’è richiamo che serva, invito alla ragionevolezza, gioco, remind del fatto che, se non si riesce ad uscire entro una certa ora non si va più. Se li lascio giocare un attimo per raccattare il cambio si picchiano, si fanno male INEVITABILMENTE, ruzzolano di peso giù dal letto, o si arrampicano sui mobili.
Tutto questo fa imbestialire il papà, a me infastidisce, e mi fa arrabbiare il complessivo (bambini impreparabili, papà arrabbiato che ci ripete che questa non è vita, che mi chiede in cosa stiamo sbagliando, che lui è già pronto e aspetta seduto che anche noi tre lo siamo..).

Di solito si arriva al punto che dico, ok, non si va più. E’ diventato tardi, facciamo altro, stiamo a casa, facciamo qualcosa insieme, tanto mi sembra evidente che non si voglia andare. Il grande qui scoppia a piangere, perché lui ci voleva andare e non vuole sentire ragione. Gli spiego che non è un castigo o un dispetto, ma semplicemente il tempo è passato e non riusciamo più ad andare. Crisi isteriche, pianti a catinelle, perché lui vuole andare. Capita che sia un’ora che è in mutande, che non riesca a catturare la sua attenzione neppure per infilargli un calzino, e poi piange mezz’ora perché voleva uscire. Dopo il pianto diventa più docile, collabora alla vestizione, riusciamo ad essere pronti e si esce, tutti incavolati e tardissimo, per fare la stessa cosa di prima perché non vuole sentire ragione.

E per uscire, per fare qualunque cosa, è sempre così. Gli ho già detto che per me va bene, potrà uscire nudo, in pigiama o senza scarpe se vuole. Il problema è che non lasciano preparare neppure me, se io accenno a prepararmi (facendo un minimo meno attenzione a loro) loro si fanno male. In modi assurdi, tali che in condizioni normali non lo farebbero (tipo che il piccolo cade giù dal letto, l’altro gli salta su una mano, così poi vuole essere giustamente consolato e allattato e mezz’ora se ne va come niente…).... e il marito si infuria.


:hahaha: :rotfl: :rotfl: :hahaha: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :hahaha: :rotfl:

hem... ora va meglio...forse! :hahaha: :rotfl:

ecco... volevo dire che non solo il marito potrebbe vigilare, ma messigli i panni in mano, mentre tu ti prepari, perché non li può vestire lui????!!!!

poi, scusa un suggerimento:
invece di fare tante premesse, perché non provi zitta zitta a vestirli e basta, poi glielo dici che si esce... ;)
Tutto il trambusto, il più delle volte, non è dovuto al fatto che non c'è voloontà di uscire, ma il contrario: si eccitano per la contentezza, almeno G reagisce così... e buona notte!!
FRA
Collaboratore
 
Messaggi: 2702
Iscritto il: mercoledì 23 dicembre 2009, 3:23
Figli: FU 20.10.2005

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda biglia » martedì 12 aprile 2011, 8:30

Questa è fonte di innumerevoli litigi. Mio marito ci prova a vestirli e controllarli, in linea di massima non ci riesce, così butta tutto all'aria e si estranea dalla vicenda, dicendo che i bambini non sono normali e non si può vivere così, che ci devo provare io, visto che sono l'unica che ci riesce. Troppo facile, direte voi, e lo dico anch'io.... la sua risposta tipo è "ci ho provato", la mia è che non è che basti partecipare, non bisogna provare, bisogna riuscirci. Il problema è che non posso neppure insistere troppo perchè se no riesce sempre a farli piangere, perchè li veste a forza, trascinandoli e strattonandoli, così io urlo e lui si estranea ancora di più. Da questo punto di vista è un po' rigido: se decide che gli deve mettere i pantaloni, gli deve mettere i pantaloni, a costo di ripetere continuamente "vieni a mettere i pantaloni" per mezz'ora di fila, immobile, sono io che gli suggerisco, ogni tanto "se vedi che non ci riesci, lascia perdere un attimo e riprova dopo". non che i miei suggerimenti servano a calmarlo..
Io invece mi preparo il mucchietto dei loro vestiti, e mi apposto: al primo che mi capita a tiro infilo qualcosa, spesso a caso, finchè non ho finito. Solo che poi dovrei prepararmi io, e preparare le loro cose (in questo ambito mio marito si destreggia senza perdere le staffe). Se abbiamo già deciso una meta al mattino io mi alzo prima di loro e preparo tutto (compresa me) per essere pronti. Se invece decidiamo sul momento è più complicato.. potrei prepararmi una borsa del cambio-tipo ogni WE e tenerla li..
Avatar utente
biglia
Collaboratore
 
Messaggi: 379
Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 5:37
Figli: F1 2006
F2 2009

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda FRA » martedì 12 aprile 2011, 13:56

E se li tieni sempre pronti per casa e per uscire e non li cambi affatto? Almeno nelle stagioni in cui è possibile...
FRA
Collaboratore
 
Messaggi: 2702
Iscritto il: mercoledì 23 dicembre 2009, 3:23
Figli: FU 20.10.2005

Re: bisogni - richieste (una piccola messa a fuoco cnv)

Messaggioda prizia73 » martedì 12 aprile 2011, 16:16

Finalmente arrivo anche io a leggere il post di Foglievive. Grazie cara!!
Mi piace soprattutto la parte (sarà il periodo che sto passando!!) che dice che il nostro benessere deve essere una nostra preoccupazione e non dobbiamo pensare che dipenda dagli altri. Io ciclicamente ci ricasco e mi ritrovo piena di aspettative e mi ritrovo anche delusa perchè la tale persona non fa quello che mi aspetto. Poi mi ci vuole un pò per uscire dalla visione negativa e finalmente capire che mi devo appunto salvaguardare da sola. La parola è azzeccatissima, perchè spesso il mio bisogno è quello di essere compresa e difesa. Delegando agli altri questo compito, io divento una vittima del loro non fare nulla per me. Mi accorgo solo molto dopo della mia totale passività in tutto questo. E spesso in un modo del tutto sbagliato, cioè prendo coscienza che io non ho fatto nulla per il mio stesso bisogno e allora mi comporto tipo 'ora vi faccio vedere di cosa sono capace'. Ancora una volta sono più attenta agli altri che a me stessa. ...Poi forse, dopo i due picchi inversi ed entrambi negativi del mio comportamento..trovo il mio equilibrio, piano piano, riprendendo a ragionare con lucidità.

Per Biglia: concordo con il discorso di dividersi la sorveglianza tra marito e moglie, ma se lui non ha molte risorse, allora occupati tu di loro e lascia a tuo marito il compito di preparare ciò che serve di altro per uscire. Anche noi facciamo così, perchè lui è più concentrato per ricordarsi cosa serve se in quel momento si deve occupare solo di quello. Io mi preparo prima di mia figlia, a volte anche troppo prima. Poi ho notato che il vestirla a pezzi non serve a molto (il mio sarà un caso) perchè ad ogni pezzo è la stessa scena, anzi peggio perchè ormai la prende come un gioco quello di scappare e ribellarsi o rispogliarsi. Meglio la distrazione, allora attacco a raccontare un fatto che è successo e che l'ha colpita..ti ricordi quando quella bimba...bla bla... oppure vedo che funziona il resoconto della giornata, cose già vissute da rievocare, così da distrarla dalla vestizione ed impegnarla nel ricordare un fatto preciso.
Avatar utente
prizia73
 
Messaggi: 411
Iscritto il: mercoledì 18 agosto 2010, 13:55
Figli: A. 03.09.2009
B. 14.05.2012


Torna a Crescere con i nostri piccoli

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron