"L'espressione dell'amore è un fattore decisivo per lo sviluppo dell'autostima". (J. Juul)

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Articoli nel sito:

Alice Miller

Tratto da: Il risveglio di Eva, Alice Miller

per gentile concessione di Raffaello Cortina Editore

Cap. 9 “Crescere nel dialogo” (2002, pagg. 119-129)

A proposito del perdono – L’esperienza liberatoria della dolorosa verità” di Alice Miller
(1 gennaio 2003)

Il bambino maltrattato e trascurato è completamente solo nelle tenebre del suo smarrimento e della sua angoscia. Circondato di arroganza e odio, spogliato dei suoi diritti e della parola, vittima nel suo amore e nella sua fiducia, schernito nel suo dolore, disprezzato, umiliato, senza guida, senza alcun sostegno, cieco, senza difesa, e completamente lasciato alla mercè dell’adulto ignorante.

RITRATTO DI ALICE MILLER
Verso la realtà dell’infanzia

Alice Miller [nata in Polonia nel 1923] ha studiato a Basilea dove ha ottenuto nel 1953 il dottorato in filosofia. Ha praticato la sua professione di psicoanalista a Zurigo, ma l’ha abbandonata per dedicarsi interamente alle sue ricerche sull’infanzia. Nel 1986, ha ricevuto a New York il premio Janusz Korczak.

Indirizzo di terapeuti
Martedì 20 maggio 2008
So quanto sia difficile trovare il terapeuta giusto ma credo ancora che sia possibile se sappiamo quello di cui abbiamo bisogno. Così qui cerco di rispondere ad alcune domande che possono incoraggiarvi a verificare l'atteggiamento del candidato terapeuta ma vi prego di considerare questo testo come una bozza e non esitate a fare commenti e aggiunte.

A volte cerco di immaginarmi come qualcuno, che fosse cresciuto su un pianeta in cui a nessuno verrebbe in mente di picchiare un bambino, potrebbe comprendere le cose realmente. Un giorno forse, grazie ai progressi della ricerca spaziale, si potrà viaggiare di pianeta in pianeta, e degli esseri dai costumi del tutto diversi dai nostri atterreranno sulla terra. Cosa passerà dunque nella testa e nel cuore di uno di loro, quando vedrà degli umani adulti e vigorosi gettarsi su piccoli bambini indifesi, picchiandoli in uno slancio di furore?

È vero che la guerra scatena l'aggressività latente. Ma per essere scatenata deve essere già presente.

Finché li amiamo i bambini possono guarire dagli abusi subiti e addirittura dagli orrori della guerra.

Non veniamo al mondo come una tabula rasa. Ogni neonato arriva con una storia tutta sua, la storia dei nove mesi trascorsi dalla concepimento alla nascita. Inoltre i figli ereditano caratteristiche genetiche dai loro genitori. Questi fattori possono contribuire a determinare l'indole di un bambino, le sue inclinazioni, le sue doti e predisposizioni.

All'inizio della nostra vita eravamo, così piccoli, del tutto dipendenti dai nostri genitori. E credevamo, DOVEVAMO credere, che ci amassero. Anche quando venivamo abusati, non ce ne rendevamo conto. Poi, dopo i 4 anni, crescemmo e non potemmo evitare di soffrire dall'essere respinti, odiati e trattati crudelmente. Ma da bambini dipendenti non potevamo ancora sopportare di SENTIRE questa sofferenza, eravamo troppo piccoli per fare i conti con questi sentimenti, così dovemmo reprimere la nostra rabbia, l'indigazione, e la nostra profonda delusione all'interno dei nostri corpi.

“E’ prevedibile – scrive Alice Miller – che un bambino, quando è indotto a credere che umiliazioni e torture sono finalizzate al suo bene, ne rimanga convinto per tutta la vita.

Di conseguenza maltratterà a sua volta i propri figli, certo di compiere un’opera meritoria. Ma che fine faranno la rabbia, il furore, il dolore che ha dovuto soffocare da piccolo quando i genitori lo picchiavano intimandogli di credere che quel trattamento fosse per il suo bene?

Chiunque siano e per quanto terribili siano stati i loro crimini, nel profondo dell'animo di ogni dittatore, sterminatore o terrorista, cova il bambino umiliato che sono stati un tempo, un bambino che è sopravvissuto solo attraverso la completa e assoluta negazione dei suoi sentimenti di impotenza. Ma questa totale negazione della sofferenza una volta stabilita crea un vuoto interiore. Molte persone non svilupperanno mai una normale capacità di compassione. Di conseguenza hanno pochi scrupoli a distruggere la vita umana, né quella degli altri né il vuoto che si portano dietro dentro di loro.

La prova matematica che Galileo Galilei presentò nel 1613 per convalidare la tesi copernicana, secondo cui era la Terra a ruotare intorno al Sole e non viceversa, venne definita "falsa e assurda" dalla Chiesa. Galilei fu costretto all’abiura, e finì cieco i suoi giorni. Solo trecento anni dopo, finalmente, la Chiesa si decise a rimediare al suo errore e a cancellare dall’Indice gli scritti di Galileo, lasciando loro libero corso.

Le botte a fin di bene non esistono

di Alice Miller

Perché le sculacciate, gli schiaffi e altri tipi di botte, apparentemente inoffensivi, come gli schiaffetti sulle mani di un bambino, sono pericolosi?

1. Perché gli insegnano la violenza attraverso l’esempio che ne danno.

2. Perché distruggono la certezza di essere amato di cui il bambino ha un bisogno vitale.

3. Perché creano un’angoscia permanente: quella della prossima punizione.

Il cervello maltrattato e le emozioni bandite

Alice MillerAlice Miller

I fatti

1) Lo sviluppo del nostro cervello dipende dall’uso che ne viene fatto. Il cervello si struttura nei primi 4 anni di vita, secondo le esperienze che l’ambiente offre al bambino. In tal modo il cervello di un bambino, il cui vissuto è essenzialmente intriso d’amore, si svilupperà in modo diverso da quello di un bambino che sarà stato trattato crudelmente.

Le umiliazioni, gli sculaccioni e le percosse, gli schiaffi in faccia, la falsità, lo sfruttamento sessuale, la derisione, l’abbandono, ecc. sono tutte forme di maltrattamento perché danneggiano l'integrità e la dignità del bambino, anche se le conseguenze non sono visibili fin da subito. Tuttavia, da adulti, la maggior parte dei bambini abusati soffriranno, e lasceranno che altri soffrano, di questi stessi maltrattamenti.

Lettera aperta ai partecipanti al forum: Non sono un guru
Maggio 2001

Lettera a Steven e a tutti: Non sono un guru

Ciao Steven, ti ringrazio di aver sollevato il problema del “gurismo” e della tua diffidenza che condivido. Essere adepti di un guru e voler evolvere è a mio parere una contraddizione, perché un guru vende la sua “saggezza” al prezzo dell’autenticità dei propri adepti.

Al giorno d’oggi non possiamo più dubitare del fatto che il Male esista e che alcuni individui siano capaci di una distruttività estrema. Tutti quanti possiamo farcene un’idea semplicemente trascorrendo una serata davanti alla televisione. Ma tale constatazione non vale a confermare l’idea molto diffusa che alcuni esseri umani nascano “malvagi”. Tutto dipende, viceversa, dal modo in cui queste persone sono state accolte alla nascita e trattate in seguito.

Ci confrontiamo spesso con la credenza secondo cui le punizioni corporali sarebbero salutari invece che deleterie. Ma i bambini picchiati imparano solo ad aver paura dei loro genitori, non a guidare con prudenza e a non mettersi nei guai. Si sentiranno anche colpevoli e impareranno a minimizzare il loro dolore. Essendo indifesi per respingere le aggressioni fisiche che subiscono, si instilla nei bambini una mera, ovvia e 'istintiva' convinzione di non meritare nessuna protezione e rispetto.

Sabato 1 ottobre 2005

Anche se molte delle lettere che abbiamo ricevuto sono di interesse generale, non possiamo pubblicarle tutte qui, ne’ posso rispondere a ognuno di voi. Questo articolo riassume i punti che avrei voluto toccare nelle mie risposte.

Olivier Maurel

21 settembre, Giornata internazionale della pace
LE BASI DELLA PACE SONO DENTRO AI BAMBINI

Nell'occasione della giornata internazionale della Pace, è bene riflettere su di una frase del preambolo costitutivo dell'UNESCO:
"Le guerre nascono nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere innalzate le difese della pace."
In apparenza una bella formula, ma che nasconde due realtà fondamentali.

Intervista di Olivier Maurel (1999, con revisione del 2004)

Qual è, secondo lei, la fonte principale della violenza umana?
Vedo le radici della violenza e della distruttività dell’adulto nei traumi e nelle carenze che questi ha subìto e rimosso nella sua infanzia.

Com’è stata personalmente portata alla certezza che il maltrattamento sia la fonte principale della violenza umana?
Grazie ai miei pazienti, ho potuto un po’ alla volta acquisire la certezza che le ferite subite durante l’infanzia si trasformano nell’età adulta in distruttività.

La violenza educativa è un fenomeno naturale?

Dato che le gatte danno a volte dei colpi di zampa ai loro gattini, alcuni ne concludono che il fatto di picchiare i bambini è naturale. Ma anche se si ammette questo paragone, c’è molta differenza fra un colpo di zampa e un colpo di bastone, che è la punizione più usata in tutto il mondo.

Un fatto curioso
(All’attenzione dei sostenitori della non-violenza)

di Olivier Maurel

Noi tutti che ci dichiariamo non-violenti, o sostenitori della non-violenza, dovremmo prestare attenzione a un fatto curioso.
Per decine d’anni, in generale fin dalla loro creazione, i movimenti e i giornali non-violenti non si sono affatto interessati alla prima violenza, in ordine cronologico, nella vita di ciascun individuo: quella che subiscono i bambini, fin dalla più tenera età, per mano dei loro genitori o educatori.

Riflessioni sul nuovo libro di Alice Miller “Notre corps ne ment jamais” (ed. italiana: “La rivolta del corpo. Come superare i danni di un'educazione violenta”)
di Olivier Maurel
1 settembre 2004

Le scoperte di Alice Miller sono probabilmente tra le più importanti dell’ultimo secolo e di quello che comincia.
Lo si riconoscerà più avanti. Speriamo che non sia troppo tardi.

Jan Hunt

In Svezia e in Norvegia è illegale per un genitore, insegnante, o chiunque altro picchiare un bambino. In alcuni stati e province, picchiare è illegale solo per un maestro. In tutte le zone del Nord America la punizione corporale da parte di un genitore, finché non è pesante, è ancora vista da molti come disciplina necessaria, e condonata, o addirittura incoraggiata.

1. I primi tentativi di comunicare da parte di un bambino non possono avvenire con le parole, ma possono essere solo non verbali. Non sa esprimere con parole le emozioni di felicità, ma può sorridere. Non è in grado di esprimere con parole le emozioni di tristezza o rabbia, ma può piangere. Se il suo sorriso riceve una risposta, mentre il suo pianto viene ignorato, potrebbe ricevere il messaggio dannoso di poter essere amato e accudito solo quando è felice. I bambini che ricevono continuamente questo messaggio attraverso gli anni non si sentiranno mai veramente amati e accettati.

William Sears

Consiglio sull’Attachment Parenting (AP): I sei bambini si traducono nei sei tipi di infanzia.

Autori Vari

Dalla mia parte
di Barbara Rogers
Alcune persone mi hanno detto che non posso essere libera finché dimentico; finché non capisco e sento il dolore dei miei genitori; che non sarò mai libera dagli orrori della mia infanzia se scappo via da loro, poiché io sono una parte dei miei genitori - e non un essere diverso da loro. Uno di questi commenti mi ha ispirato la risposta seguente:

di James W. Prescott

I seguenti cambiamenti sono essenziali se vogliamo si sviluppi questo nuovo cervello culturale del lattante/bambino/adolescente. Questi cambiamenti forniscono una maggiore struttura onnicomprensiva di cambiamento culturale per assicurare individui e culture pacifici.

1. Ogni gravidanza sia una gravidanza voluta;

2. Ogni gravidanza sia accompagnata da nutrizione e cure prenatali adeguate – mediche e psicologiche – e non intossicata da alcool, droghe, tabacco e altri agenti tossici fonte di stress.

3. Parto naturale.

Premessa
di Vito R. Torraco

Circa due anni fa io e mia moglie ci imbattemmo in un documento presente in rete dal titolo: “L’adozione e la ferita dell’abbandono. L’emergere del trauma le difficoltà delle identificazioni”, documento che rappresentava un intervento della d.ssa Claudia Artoni Schlesinger nell’ambito di un convegno tenutosi il 24 aprile 2004 al centro Benedetta D’Intino (fondazione onlus a difesa del bambino e della famiglia: http://www.benedettadintino.it/bdi/home.aspx).

Le origini dell'amore
James W. Prescott, Ph.D.
Dr. PrescottDr. Prescott
Il nostro mondo sta divenendo sempre più violento. Da ogni parte del mondo iniziative politiche e sociali tentano di contrastare il crescente trend di suicidi, aggressioni, crimini, distruzione dell’ambiente e guerra.

Una ricerca innovativa ha scoperto il motivo per cui la nostra specie è brutale e impaurita, oppure pacifica e affettuosa.

Premessa

Quando abbiamo pubblicato lo stralcio del libro della dott.ssa Claudia Artoni Schlesinger, accennammo al fatto che avremmo anche pubblicato il capitolo sedicesimo del suo libro “Adozione e oltre”, dal titolo “Lettera aperta a chi decide il destino dei bambini”, scritto in collaborazione con la Dott.ssa Dina Vallino.

Prevenire la violenza ovvero sviluppare la capacità di amare: quale prospettiva? Quale investimento?

Inverno 1994

Nella biografia delle grandi figure storiche che comunemente associamo con l’amore, ad esempio Venere, Buddha e Gesù, il modo in cui sono nati viene presentato come un momento importante. Al contrario, le biografie di personaggi famosi, politici, scrittori, artisti, scienziati, uomini d’affari e membri del clero in genere cominciano a partire dalla loro infanzia ed educazione. Questa differenza può indicare che la nascita è un momento cruciale nello sviluppo della nostra capacità di amare?

“Si, la natura umana è buona!

Com’è stata alterata nel corso dei secoli dalla violenza educativa ordinaria”, di Olivier Maurel

[titolo originale: "Oui, la nature humaine est bonne! Comment la violence éducative ordinaire la pervertit depuis des siècles", Robert Laffont editore, 2009, n.d.t.]

chi picchia “bene” fa molto male…(Le Monde des Livres, 18.06.2009)

©original text Nancy Huston

Il titolo (che non è dell’autore) fa rabbrividire. La tesi (che il sottotitolo riassume) fa sorridere. È talmente esagerato - diciamo - che sembra troppo semplice, quindi falso. Eccoci al cuore del problema: la razza umana è questa strana specie che ama dire e sentir dire male di sé stessa, credere che la propria natura sia malvagia piuttosto che buona.

RESTARE NELL'ILLUSIONE
Mercoledì 1° aprile 2009

Cara Signora Miller;

La traduzione può sembrare in alcuni punti poco precisa e non scorrevole. Ciò è dovuto al fatto che un'intervista avvenuta in forma colloquiale e in diretta sconta l'imprefezione della lingua parlata. Consiglio di leggere il testo ascoltando contemporaneamente l'intervista in lingua originale. Questo permette anche a chi non conosce la lingua francese di riuscire a capire le inflessioni e gli accenti posti da Brigitte su alcune parole e alcune parti del discorso.

(link alla pagina originale:

http://www.alice-miller.com/interviews_fr.php

A. NeillA. NeillALEXANDER SUTHERLAND NEILL
(Forfar, 17 ottobre 1883 - Leiston, 23 settembre 1973)

La speranza che resta all’umanità è che un giorno i genitori possano veramente agire nell’interesse dei figli, che divengano abbastanza coscienti per essere dalla parte del bambino e per aiutarlo a crescere nella libertà, l’intelligenza e l’amore.

Biografia:

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